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      <title>Galileo Galilei e La Rivoluzione Scientifica by Anna</title>
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      <description>Fisica Aristotelica e Il Dialogo Sopra i Due Massimi Sistemi del Mondo</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-10-18 08:50:27 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Ipse Dixit&quot;, il Principio di Autorità e il suo Abbandono</title>
         <author>marinonianna</author>
         <link>https://padlet.com/marinonianna/x79536kx3wmz/wish/198136955</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;L' espressione <strong><em>ipse dixit</em></strong> ("<strong><em>lo ha detto</em></strong>") si riferisce sostanzialmente ad un<strong><em> principio di autorità</em></strong>, le cui spalle sostengono un bagaglio colmo di riprese e abbandoni.&nbsp;</div><div>I primi individui ad abusarne furono i <strong><em>pitagorici</em></strong>, i quali ponevano <strong><em>Pitagora </em></strong>al di sopra di ogni loro più infimo pensiero: “<em>l’ha spiegato Pitagora, quindi è assolutamente certo</em>”. In tal modo, <strong><em>debilitarono</em></strong> quello che sarebbe stato (a partire dalla <strong><em>Rivoluzione Scientifica</em></strong> del Seicento) un costituente prezioso per la scienza in ogni sua più debole sfumatura e non solo: <strong><em>l’esperienza</em></strong>.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;Il medesimo destino spettava ad <strong><em>Aristotele</em></strong>, che nel <strong><em>periodo Medioevale</em></strong>, con la <strong><em>Bibbia</em></strong>, venne quotato come colui che che mai avrebbe potuto <strong><em>affermare il</em></strong>&nbsp;<strong><em>falso</em></strong>, il solo in grado di custodire le molteplici verità coronanti l'universo. <br>Le <strong><em>teorie scientifiche</em></strong> di Aristotele non collidevano, anzi, <strong><em>combaciavano</em></strong> con una perfezione esasperata, ai racconti presenti nel <strong><em>Corano</em></strong>; di conseguenza <strong><em>Averroè</em></strong>, lo studioso del filosofo <strong><em>stagirita</em></strong> per eccellenza, sostenne che il <strong><em>pensiero aristotelico</em></strong> non andava interpretato ma <strong><em>accettato</em></strong> per ciò che stabiliva.<br> <br> L'esistenza serena dell'Ipse Dixit si protrasse per millenni, fino al giungere della <strong><em>Rivoluzione scientifica</em></strong> con <strong><em>Galileo Galilei</em></strong>.&nbsp; <br><strong><em>Il suo</em></strong><strong> </strong><strong><em>metodo sperimentale</em></strong><em>, </em>soseneva fermamente<em> </em>che solo <strong><em>l'esperienza diretta</em></strong> avrebbe potuto portare, attraverso varie fasi, alla <strong><em>spiegazione di qualsiasi ente terrestre</em></strong>, fenomeno fisico e percepibile.<br> <br> Ne <strong><em>Il dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo</em></strong>, Galileo affronta con cura doverosa un paragone fra la <strong><em>visione aristotelica</em></strong> (rappresentata da <strong><em>Simplicio</em></strong>) e quella <strong><em>copernico-galileiana</em></strong> (rappresentata da <strong><em>Salviati</em></strong>); in ambo i lati è presente un terzo personaggio, <strong><em>Sangredo</em></strong>, l'unico in grado di non sorbire alcun tipo di influenza esterna. <br>Dal <strong><em>Dialogo </em></strong>che ne consegue, <strong><em>Simplicio</em></strong> sostiene, come diceva <strong><em>Aristotele</em></strong>, che le fibre nervose sorgono dal <strong><em>muscolo cardiaco</em></strong>. Pensiero contrastante a quello di <strong><em>Salviati</em></strong> che, data la sua <strong><em>esperienza diretta</em></strong>, è convinto che questi nascano nella zona <strong><em>cerebrale</em></strong>. Egli riuscì a dimostrare la validità della sua parola, sgretolando l’<em>ipse</em>&nbsp;<em>dixit </em>con abilità.<br>&nbsp;<br>&nbsp;<strong><em>Galilei</em></strong><em> </em>ci tenne sempre a sottolineare che non <strong><em>aveva nulla contro Aristotele</em></strong>: erano i suoi seguaci quelli che contestava con tutte le sue forze, gli <strong><em>aristotelici</em></strong>; era convinto, infatti, che se il filosofo avesse visto con i suoi occhi ciò che andava contro una delle sue teorie (i nervi partono dal cervello e non dal cuore, per esempio), sicuramente l’avrebbe accettato.<br> <br> Nel mondo odierno possiamo affermare con tranquillità che grazie alla scienza, gran parte di <strong><em>tutti i principi di autorità</em></strong>&nbsp;<strong><em>sono stati distrutti</em></strong>, nonostante la persistenza di alcune “fonti autorevolissime” come il <strong><em>Vecchio Testamento</em></strong>. Malgrado lo sconveniente, il testo sacro sta mostrando la sua fallacità, a causa di racconti ritenuti estremamente inverosimili; la Chiesa stessa ne è un esempio mirato, dato il suo dichiarare <strong><em>l'inesistenza di Adamo, di Eva e del Paradiso terrestre.</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-18 09:05:17 UTC</pubDate>
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         <title>Il Dialogo Sopra i Due Massimi Sistemi del Mondo</title>
         <author>marinonianna</author>
         <link>https://padlet.com/marinonianna/x79536kx3wmz/wish/198149181</link>
         <description><![CDATA[<div><br><strong><em>Introduzione:</em></strong></div><ul><li>&nbsp;Il <em>Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo</em> (1632) è <strong><em>un trattato scientifico in forma dialogo</em></strong> di Galileo Galilei (1564-1642) <strong><em>a sostegno della teoria eliocentrica copernicana</em></strong> rispetto al modello geocentrico tolemaico.</li></ul><div><strong><em>&nbsp;Temi e Cotenuti:</em></strong></div><ul><li>&nbsp;Il <em>Dialogo</em> si innesta nel più ampio processo di <strong><em>smantellamento</em></strong><strong> della cosmologia aristotelico-tolemaica</strong> che anticipa la <strong><em>rivoluzione scientifica</em></strong> a cavallo tra Seicento e Settecento, culminando poi nella filosofia dell’Illuminismo.&nbsp;</li><li>&nbsp;In accordo con <strong><em>i principi del metodo sperimentale</em></strong> e fondando le proprie argomentazioni sulle osservazioni concrete condotte con <strong><em>l’uso del cannocchiale</em></strong>, Galilei focalizza l’attenzione sulla <strong><em>questione delle maree</em></strong>, sostenendo la tesi - al giorno d’oggi, rivelatasi errata - che esse sarebbero il risultato della <strong><em>rotazione della Terra.</em></strong></li><li>&nbsp;Tuttavia, per ottenere <strong><em>l’imprimatur ecclesiastico</em></strong> e per scansare le polemiche in ambito aristotelico e religioso&nbsp; Galilei opta per <strong><em>modificare il titolo originario</em></strong> <em>Dialogo sopra il flusso e il reflusso delle maree. </em>&nbsp;Da questo “dialogo”, protrattosi nell finzione dell’opera per <strong><em>quattro giorni</em></strong>, emerge la <strong><em>bontà</em></strong> delle tesi galileiane. L’ambientazione è quella del <strong><em>palazzo di Giovanni Francesco Sagredo</em></strong> (1571-1620).&nbsp;</li></ul><div>&nbsp;<strong><em>Personaggi:</em></strong></div><ul><li><strong><em>Giovanni Sagredo</em></strong>, nobiluomo veneziano amico personale di Galileo e gran appassionato di scienze, che è ipoteticamente è <strong><em>super</em></strong><em> </em><strong><em>partes</em></strong>, incarnando <strong><em>l’uomo di cultura</em></strong> che è naturalmente predisposto al dialogo culturale e all’apertura mentale.&nbsp;</li><li><strong><em>Filippo Salviati</em></strong> (1571-1620), astronomo e nobile fiorentino, è <strong><em>aperto sostenitore della teoria eliocentrica</em></strong>; egli contesta il principio d’autorità cui si appella Simplicio ed illustra a Sagredo, in modo chiaro e comprensibile, i fondamenti scientifici del modello copernicano.&nbsp;</li><li><strong><em>Simplicio</em></strong>, <strong><em>sostenitore dell’aristotelismo</em></strong> e delle <strong><em>teorie geocentriche</em></strong>. Simplicio - nel cui nome è presente una sfumatura ironica, tanto che alcuni critici ne hanno paragonato la caratterizzazione a quella di <strong><em>Calandrino</em></strong> nel <em>Decameron</em> - è <strong><em>l’emblema dello scienziato-filosofo rinascimentale</em></strong>, ancora legato al principio d’autorità e al rispetto deferente della filosofia scolastica, acnhe quando questa sia in evidente conflitto con i dati empirici.&nbsp;</li></ul><div><strong><em>Scelte Stilistiche e Linguistiche:</em></strong></div><ul><li><strong><em>&nbsp;</em></strong>contribuiscono al progetto galileiano di divulgazione delle tesi eliocentriche e di un metodo più “<strong><em>moderno</em></strong>” di affrontare la scienza e il mondo. Galileo scegli infatti <strong><em>il volgare come strumento per dialogare con il pubblico più ampio possibile</em></strong>, e non solo con la cerchia dei dotti che conoscono il latino. Al tempo stesso, lo <strong><em>stile limpido e chiaro</em></strong>, più attento a spiegare esattamente i concetti che ad abbellire retoricamente la pagina, si allontana dalla maniera affettata della prosa barocca per scegliere <strong><em>una lingua comunicativa ed efficace</em></strong>. L’autore privilegia così la <strong><em>scorrevolezza sintattica</em></strong> e la precisione del lessico, settore della lingua in cui il <em>Dialogo</em> ha avuto il ruolo fondamentale di introdurre <strong><em>una moderna terminologia scientifica</em></strong>.&nbsp;</li></ul><div><strong><em>Riassunto:</em></strong></div><ul><li>&nbsp;La <strong><em>prima giornata</em></strong> si apre con la negazione, per voce di <strong><em>Salviati</em></strong>, della <strong><em>distinzione tra mondo celeste e mondo terrestre</em></strong>, cioè uno dei capisaldi della fisica aristotelica, e con la <strong><em>contestazione della perfezione del mondo</em></strong>, collegata al numero tre.&nbsp; Fondandosi sulle osservazioni col cannocchiale, Salviati confuta anche la teoria sulla perfezione e l’incorruttibilità dei pianeti. <strong><em>Simplicio ribadisce il principio d’autorità</em></strong> e la validità dell’<em>ipse dixit</em>.&nbsp;</li><li>&nbsp;Nella <strong><em>seconda giornata</em></strong>, dopo le critiche rivolte a Simplicio, vengono <strong><em>confutate le teorie a favore della staticità della terra</em></strong> e viene riproposta la <strong><em>questione della caduta dei gravi</em></strong>. In entrambi i casi, <strong><em>Salviati</em></strong> fa riferimento al al <strong><em>principio della relatività galileiana.</em></strong></li><li>&nbsp;Nella <strong><em>terza giornata</em></strong>, dopo che Simplicio è stato attardato da una bassa marea in laguna, <strong><em>Salviati dimostra la rotazione terrestre</em></strong> e sostiene che solo grazie alla teoria copernicana è possibile dare la spiegazione di quei fenomeni fino ad allora rimasti insoluti o, in alcuni casi, risolti con inutili complicanze.&nbsp;</li><li>&nbsp;La <strong><em>quarta giornata</em></strong> tratta il <strong><em>problema delle maree</em></strong>, collegato secondo Galileo ai moti di rotazione e rivoluzione del globo terrestre e da lui posto (seppur erroneamente) alla base del sistema di prove a favore dell’eliocentrismo copernicano.&nbsp;</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-18 10:00:22 UTC</pubDate>
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         <title>Dalla Fisica Aristotelica al Pensiero di Galileo</title>
         <author>marinonianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>Negli ultimi decenni il nome di <strong><em>Galileo</em></strong> è apparso con una certa frequenza, da parte dei divulgatori ecclesiastici, ottenendo una rivisitazione del Suo pensiero che per molti secoli è stato "affossato" dalla stessa <strong><em>Chiesa Cattolica Romanica Apostolica</em></strong>.<br><br></div><div>Lo scienziato pisano, basandosi sulle osservazioni ottenute con gli allora disponibili mezzi da lui stesso ideati, rese noto "al mondo di allora" che non v'era perfetta sfericità dei <strong><em>corpi celesti</em></strong>, giungendo alla conclusione, <strong><em>teoria eliocentrica</em></strong>, in contrasto netto con quella <strong><em>geometrica</em></strong> di ispirazione <strong><em>tolemaica</em></strong>.</div><div>Questa fu una delle cause principali per cui, la Chiesa di allora, fece richiesta di <strong><em>abiura</em></strong>.<br><br></div><div>In realtà lo scienziato pisano non fu solo ed esclusivamente uno studioso degli astri e del sistema solare, ma anche attento <strong><em>osservatore</em></strong>, rigorosamente probatorio, circa le dinamiche atmosferiche; introducendo un "terremoto" scientifico inerente lo studio ed osservazione di un metodo che venne definito in seguito come: "<strong><em>metodo sperimentale</em></strong>".<br><br></div><div>Gli stessi studi di Galileo riferiti alla dinamica di semplici sistemi meccanici "lineari" (<strong><em>equazioni</em></strong>), portò alla luce, per la prima volta, i limiti che un sistema mostra nella sua naturale incompletezza.<br><br></div><div>Quindi il primo passo di Galileo fu verso una <strong><em>moderna concezione scientifica</em></strong> tale da poter indurre ad immaginare che certi eventi, costruiti appositamente da noi uomini, quindi mai sperimentati o introdotti nella natura, possono presentarsi sotto forme molto difformi rispetto al pensiero allora consolidato.<br><br>Una, infine, delle peculiari diversità del "<strong><em>vecchio pensiero aristotelico</em></strong>" e quello Galileiano, stava proprio nell'introdurre una prova finalizzata onde mettere un risultato, uno schema "<strong><em>teorico</em></strong>" esplicativo, circa un sistema complesso che viene studiato/osservato.<br><br></div><div>Altro elemento che marca una netta distinzione tra le "due visioni" è l'importanza che riveste l'analisi quantitativa dei problemi, calcoli, per mezzo dell'uso "puro" della <strong><em>matematica</em></strong>. In effetti Egli pensò, precorrendo i secoli, che il "grande libro della natura" fosse fonte ed ispirazione di una scrittura ben precisa ed assolutamente dalle qualità numeriche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-18 10:25:14 UTC</pubDate>
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         <title>Osservazioni ed Esperimenti di Galileo Galilei - Regno Celeste</title>
         <author>marinonianna</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Introduzione:</em></strong></div><ul><li>&nbsp;Le osservazioni astronomiche di Galileo sono state di fondamentale importanza nell'affermarsi della <strong><em>Teoria Copernicana.</em></strong> I suoi studi di meccanica e termologia sono stati importanti non soltanto per le nuove conoscenze e la tecnologia che ne e' derivata, ma anche perche' hanno chiarito al mondo scientifico la <strong><em>natura matematica che sta alla base di tutti i fenomeni fisici</em></strong>, e hanno sottolineato l'importanza di un'indagine che fosse anche quantitativa.&nbsp;</li></ul><div><strong><em>La Luna:</em></strong></div><ul><li>&nbsp;La Luna, anche osservata ad occhio nudo, presenta delle<strong><em> strutture superficiali</em></strong>: mari, altipiani e crateri. Nella cosmologia aristotelica, per la quale tutti i corpi celesti appartenevano al regno della perfezione e pertanto non potevano avere irregolarita', l'apparenza della Luna rappresentava un problema. Le regioni scure sulla sua superficie venivano spiegate nel <strong><em>Medioevo</em></strong> come <strong><em>variazioni della densita' lunare</em></strong> da un punto all'altro, le quali avrebbero dato alla Luna, anche se perfettamente sferica, l'apparenza che ha.&nbsp; L'avvento del telescopio fece crollare definitivamente il concetto di perfezione degli oggetti celesti.&nbsp;</li></ul><div><strong><em>I Satelliti di Giove:</em></strong></div><ul><li>&nbsp;I quattro maggiori satelliti di Giove (Io, Europa, Ganimede e Callisto) sono piuttosto luminosi, soprattuto quando il pianeta e' in opposizione, ma ad occhio nudo non sono osservabili perche' la luminosita' di Giove li nasconde. Nel gennaio del 1610, <strong><em>Galileo</em></strong> giunse alla conclusione che non si trattava di stelle, bensi' di quattro "<strong><em>lune</em></strong>" che ruotano attorno a Giove, come la Luna attorno alla Terra. Egli annuncio' la sua scoperta nell'opera che lo rese famoso, il <strong><em>"Sidereus Nuncius"</em></strong>, pubblicato a Venezia nel marzo 1610. Questa scoperta fu di fondamentale importanza per l'imporsi della <strong><em>teoria copernicana</em></strong> del moto planetario.&nbsp;</li></ul><div><strong><em>Saturno:</em></strong></div><ul><li>Nel luglio del 1610, osservo' <strong><em>Saturno</em></strong> quando era in opposizione. Il suo strumento non era abbastanza potente per distinguere gli anelli, ed essi gli apparirono come dei <strong><em>rigonfiamenti laterali</em></strong> del pianeta.&nbsp; Lo scienziato dette cosi' al pianeta il nome di "<strong><em>Saturno tricorporeo</em></strong>". In seguito, egli osservo' anche che i corpi laterali erano scomparsi; infatti, durante il moto di Saturno nella sua orbita,<strong><em> il piano degli anelli cambia direzione rispetto alla Terra</em></strong>: quando essi si presentavano di taglio, non potevano essere visti al cannocchiale.&nbsp;</li></ul><div><strong><em>Le Fasi di Venere:</em></strong></div><ul><li>&nbsp;Il pianeta Venere, nella sua rivoluzione intorno al Sole, viene illuminato in modo da formare, come la Luna intorno alla Terra, delle <strong><em>fasi</em></strong>. Galileo lo verifico' con le osservazioni al cannocchiale, e scrisse che la madre degli amori (Venere) imita le configurazioni di Cinzia (la Luna). Le fasi di Venere <strong><em>falsificavano il sistema tolemaico</em></strong> e provavano che Venere ruota attorno al Sole, come previsto dal sistema copernicano.&nbsp;</li></ul><div><strong><em>Le Macchie Solari:</em></strong></div><ul><li>&nbsp;Le prime osservazioni delle macchie solari ad occhio nudo sono dovute ai <strong><em>Cinesi</em></strong> e risalgono almeno al 28 a.C.mentre non e' no` in Occidente. Il loro studio sistematico comincio' subito dopo l'introduzione del telescopio in astronomia, da parte di Galileo, nel 1609. Il fatto che il Sole presentasse delle irregolarita' sulla sua superficie e che il suo aspetto variasse nel tempo, era anch'esso una <strong><em>prova a sfavore della teoria tolemaica</em></strong>, secondo la quale ogni cosa appartenente al regno celeste era perfetta e immutabile.&nbsp;</li></ul><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-18 11:38:37 UTC</pubDate>
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         <title>Isocronismo del Pendolo</title>
         <author>marinonianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>Galileo era molto interessato ad un approccio di tipo matematico alla questione del moto; egli incomincio' fin da giovane ad analizzare criticamente la <strong><em>fisica aristotelica</em></strong> che gli era stata insegnata, attraverso la sperimentazione diretta sugli oggetti del proprio studio. Si dice che Galileo intraprese lo studio del moto del pendolo nel 1581, dopo aver osservato il moto di oscillazione di una lampada sospesa nella <strong><em>Cattedrale di Pisa</em></strong><em>,</em> citta' nella quale compi' gli studi universitari. Egli si accorse che il periodo di oscillazione di un pendolo e' indipendente dalla sua ampiezza, fenomeno detto <strong><em>"isocronismo"</em></strong> del pendolo, e cerco' di trovare le relazioni tra la lunghezza e il peso del pendolo e il suo periodo. Un pendolo pote' quindi essere usato come strumento per misurare gli intervalli di tempo, trovando applicazione per esempio in <strong><em>medicina</em></strong>, come misuratore delle pulsazioni cardiache. Molti anni piu' tardi, nel 1641, Galileo propose l'utilizzo del pendolo come meccanismo<strong><em> regolatore degli orologi</em></strong>, e ne abbozzo' un progetto. Tuttavia, ormai vecchio e cieco, non riusci' a realizzarlo, e l'orologio a pendolo venne costruito solo nel 1657, da <strong><em>Christiaan Huygens</em></strong>. </div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-18 12:03:27 UTC</pubDate>
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         <title>I Moti</title>
         <author>marinonianna</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Moto dei Gravi: </em></strong></div><ul><li>Uno degli oggetti di indagine di Galileo riguardo' il <strong><em>moto dei corpi materiali</em></strong> (detti "<strong><em>gravi</em></strong>"), in particolare quello dei corpi in caduta libera. Secondo la <strong><em>fisica aristotelica</em></strong>, il moto di un corpo e' determinato dalle forze alle quali e' soggetto; per un corpo in caduta, esse sarebbero il suo peso e la resistenza dell'aria. Quindi, secondo questa visione, un corpo lasciato cadere da una determinata altezza raggiungerebbe il suolo tanto piu' velocemente quanto maggiore e' il suo peso. </li></ul><div><strong><em>Moto dei Proiettili:</em></strong></div><ul><li>Nel <em>"</em><strong><em>Dialogo intorno a Due Nuove Scienze</em></strong><em>"</em>, Galileo affronta il problema del <strong><em>moto dei proiettili</em></strong>. Prima di Galileo, si credeva che un corpo lanciato in direzione orizzontale, per esempio un proiettile sparato da un cannone, si muovesse in direzione orizzontale fino a quando non perdeva il suo "impeto", dopodiche' cadeva verso terra, seguendo una traiettoria curvilinea che pero' non era ancora conosciuta. Galileo si accorse, durante lo studio del moto dei proiettili, che essi non sono soggetti soltanto alla forza che li spinge in direzione orizzontale, bensi'a nche alla forza di gravita', che li attira verso il basso. Galileo dimostro' che la combinazione dei due moti orizzontale e verticale risulta nel moto del proiettile lungo un arco di <strong><em>parabola</em></strong>. </li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-18 12:12:39 UTC</pubDate>
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         <title>La Teoria delle Maree</title>
         <author>marinonianna</author>
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         <description><![CDATA[<div>Allo stesso modo in cui il moto dell'acqua all'interno di un vaso e' condizionato dal moto del vaso stesso, cosi' il moto degli oceani, secondo l'<strong><em>interpretazione galileiana</em></strong>, sarebbe condizionato dal <strong><em>moto della Terra.</em></strong><br><br>Questa teoria non e' corretta: la causa reale delle maree e' l<strong><em>'attrazione gravitazionale della Luna sulla Terra</em></strong>. Tuttavia, anche se a volte fu in errore, Galileo cerco' di spiegare per mezzo dell'osservazione e della matematica i fenomeni osservati in natura, al posto di accettare l'<strong><em>interpretazione aprioristica</em></strong> della filosofia aristotelica. Questo rappresento' un passo avanti nella costruzione della <strong><em>scienza moderna</em></strong>. </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-10-18 12:36:48 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[Ne]]></description>
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         <pubDate>2020-10-20 14:48:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[non andava interpretato ma accettato per ciò che stabiliva.
 
 L'esistenza serena dell'Ipse Dixit si protrasse per millenni, fino al giungere della ]]></description>
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         <pubDate>2020-12-05 14:27:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[quella copernico-galileiana (rappresentata da Salviati); in ambo i lati è presente un terzo personaggio, Sangredo, l'unico in grado di non sorbire alcun tipo di influenza esterna. ]]></description>
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         <pubDate>2020-12-10 15:09:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <description><![CDATA[quella copernico-galileiana (rappresentata da Salviati); in ambo i lati è presente un terzo personaggio, Sangredo, l'unico in grado di non sorbire alcun tipo di influenza esterna. ]]></description>
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         <pubDate>2020-12-10 15:09:19 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[iana (rappresentata da Salviati); in ambo i lati è presente un terzo personaggio, Sangredo, l'unico in grado di non sorbire alcun tipo di influenza esterna. ]]></description>
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         <pubDate>2021-01-22 11:30:56 UTC</pubDate>
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         <title>porcodio</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-01-28 13:29:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[ato il suo dichiarare l'inesistenza di Adamo, di Eva e del Paradiso terrestre.]]></description>
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         <pubDate>2021-02-02 07:34:05 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Ipse Dixit&quot;, il Principio di Autorità e il suo Abbandono</title>
         <author>valentinaspinelli</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;L' espressione <strong><em>ipse dixit</em></strong> ("<strong><em>lo ha detto</em></strong>") si riferisce sostanzialmente ad un<strong><em> principio di autorità</em></strong>, le cui spalle sostengono un bagaglio colmo di riprese e abbandoni.&nbsp;</div><div>I primi individui ad abusarne furono i <strong><em>pitagorici</em></strong>, i quali ponevano <strong><em>Pitagora </em></strong>al di sopra di ogni loro più infimo pensiero: “<em>l’ha spiegato Pitagora, quindi è assolutamente certo</em>”. In tal modo, <strong><em>debilitarono</em></strong> quello che sarebbe stato (a partire dalla <strong><em>Rivoluzione Scientifica</em></strong> del Seicento) un costituente prezioso per la scienza in ogni sua più debole sfumatura e non solo: <strong><em>l’esperienza</em></strong>.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;Il medesimo destino spettava ad <strong><em>Aristotele</em></strong>, che nel <strong><em>periodo Medioevale</em></strong>, con la <strong><em>Bibbia</em></strong>, venne quotato come colui che che mai avrebbe potuto <strong><em>affermare il</em></strong>&nbsp;<strong><em>falso</em></strong>, il solo in grado di custodire le molteplici verità coronanti l'universo. <br>Le <strong><em>teorie scientifiche</em></strong> di Aristotele non collidevano, anzi, <strong><em>combaciavano</em></strong> con una perfezione esasperata, ai racconti presenti nel <strong><em>Corano</em></strong>; di conseguenza <strong><em>Averroè</em></strong>, lo studioso del filosofo <strong><em>stagirita</em></strong> per eccellenza, sostenne che il <strong><em>pensiero aristotelico</em></strong> non andava interpretato ma <strong><em>accettato</em></strong> per ciò che stabiliva.<br> <br> L'esistenza serena dell'Ipse Dixit si protrasse per millenni, fino al giungere della <strong><em>Rivoluzione scientifica</em></strong> con <strong><em>Galileo Galilei</em></strong>.&nbsp; <br><strong><em>Il suo</em></strong><strong> </strong><strong><em>metodo sperimentale</em></strong><em>, </em>soseneva fermamente<em> </em>che solo <strong><em>l'esperienza diretta</em></strong> avrebbe potuto portare, attraverso varie fasi, alla <strong><em>spiegazione di qualsiasi ente terrestre</em></strong>, fenomeno fisico e percepibile.<br> <br> Ne <strong><em>Il dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo</em></strong>, Galileo affronta con cura doverosa un paragone fra la <strong><em>visione aristotelica</em></strong> (rappresentata da <strong><em>Simplicio</em></strong>) e quella <strong><em>copernico-galileiana</em></strong> (rappresentata da <strong><em>Salviati</em></strong>); in ambo i lati è presente un terzo personaggio, <strong><em>Sangredo</em></strong>, l'unico in grado di non sorbire alcun tipo di influenza esterna. <br>Dal <strong><em>Dialogo </em></strong>che ne consegue, <strong><em>Simplicio</em></strong> sostiene, come diceva <strong><em>Aristotele</em></strong>, che le fibre nervose sorgono dal <strong><em>muscolo cardiaco</em></strong>. Pensiero contrastante a quello di <strong><em>Salviati</em></strong> che, data la sua <strong><em>esperienza diretta</em></strong>, è convinto che questi nascano nella zona <strong><em>cerebrale</em></strong>. Egli riuscì a dimostrare la validità della sua parola, sgretolando l’<em>ipse</em>&nbsp;<em>dixit </em>con abilità.<br>&nbsp;<br>&nbsp;<strong><em>Galilei</em></strong><em> </em>ci tenne sempre a sottolineare che non <strong><em>aveva nulla contro Aristotele</em></strong>: erano i suoi seguaci quelli che contestava con tutte le sue forze, gli <strong><em>aristotelici</em></strong>; era convinto, infatti, che se il filosofo avesse visto con i suoi occhi ciò che andava contro una delle sue teorie (i nervi partono dal cervello e non dal cuore, per esempio), sicuramente l’avrebbe accettato.<br> <br> Nel mondo odierno possiamo affermare con tranquillità che grazie alla scienza, gran parte di <strong><em>tutti i principi di autorità</em></strong>&nbsp;<strong><em>sono stati distrutti</em></strong>, nonostante la persistenza di alcune “fonti autorevolissime” come il <strong><em>Vecchio Testamento</em></strong>. Malgrado lo sconveniente, il testo sacro sta mostrando la sua fallacità, a causa di racconti ritenuti estremamente inverosimili; la Chiesa stessa ne è un esempio mirato, dato il suo dichiarare <strong><em>l'inesistenza di Adamo, di Eva e del Paradiso terrestre.</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-02-23 16:49:53 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Ipse Dixit&quot;, il Principio di Autorità e il suo Abbandono</title>
         <author>vickycanova03</author>
         <link>https://padlet.com/marinonianna/x79536kx3wmz/wish/1277584316</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;L' espressione <strong><em>ipse dixit</em></strong> ("<strong><em>lo ha detto</em></strong>") si riferisce sostanzialmente ad un<strong><em> principio di autorità</em></strong>, le cui spalle sostengono un bagaglio colmo di riprese e abbandoni.&nbsp;</div><div>I primi individui ad abusarne furono i <strong><em>pitagorici</em></strong>, i quali ponevano <strong><em>Pitagora </em></strong>al di sopra di ogni loro più infimo pensiero: “<em>l’ha spiegato Pitagora, quindi è assolutamente certo</em>”. In tal modo, <strong><em>debilitarono</em></strong> quello che sarebbe stato (a partire dalla <strong><em>Rivoluzione Scientifica</em></strong> del Seicento) un costituente prezioso per la scienza in ogni sua più debole sfumatura e non solo: <strong><em>l’esperienza</em></strong>.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;Il medesimo destino spettava ad <strong><em>Aristotele</em></strong>, che nel <strong><em>periodo Medioevale</em></strong>, con la <strong><em>Bibbia</em></strong>, venne quotato come colui che che mai avrebbe potuto <strong><em>affermare il</em></strong>&nbsp;<strong><em>falso</em></strong>, il solo in grado di custodire le molteplici verità coronanti l'universo. <br>Le <strong><em>teorie scientifiche</em></strong> di Aristotele non collidevano, anzi, <strong><em>combaciavano</em></strong> con una perfezione esasperata, ai racconti presenti nel <strong><em>Corano</em></strong>; di conseguenza <strong><em>Averroè</em></strong>, lo studioso del filosofo <strong><em>stagirita</em></strong> per eccellenza, sostenne che il <strong><em>pensiero aristotelico</em></strong> non andava interpretato ma <strong><em>accettato</em></strong> per ciò che stabiliva.<br> <br> L'esistenza serena dell'Ipse Dixit si protrasse per millenni, fino al giungere della <strong><em>Rivoluzione scientifica</em></strong> con <strong><em>Galileo Galilei</em></strong>.&nbsp; <br><strong><em>Il suo</em></strong><strong> </strong><strong><em>metodo sperimentale</em></strong><em>, </em>soseneva fermamente<em> </em>che solo <strong><em>l'esperienza diretta</em></strong> avrebbe potuto portare, attraverso varie fasi, alla <strong><em>spiegazione di qualsiasi ente terrestre</em></strong>, fenomeno fisico e percepibile.<br> <br> Ne <strong><em>Il dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo</em></strong>, Galileo affronta con cura doverosa un paragone fra la <strong><em>visione aristotelica</em></strong> (rappresentata da <strong><em>Simplicio</em></strong>) e quella <strong><em>copernico-galileiana</em></strong> (rappresentata da <strong><em>Salviati</em></strong>); in ambo i lati è presente un terzo personaggio, <strong><em>Sangredo</em></strong>, l'unico in grado di non sorbire alcun tipo di influenza esterna. <br>Dal <strong><em>Dialogo </em></strong>che ne consegue, <strong><em>Simplicio</em></strong> sostiene, come diceva <strong><em>Aristotele</em></strong>, che le fibre nervose sorgono dal <strong><em>muscolo cardiaco</em></strong>. Pensiero contrastante a quello di <strong><em>Salviati</em></strong> che, data la sua <strong><em>esperienza diretta</em></strong>, è convinto che questi nascano nella zona <strong><em>cerebrale</em></strong>. Egli riuscì a dimostrare la validità della sua parola, sgretolando l’<em>ipse</em>&nbsp;<em>dixit </em>con abilità.<br>&nbsp;<br>&nbsp;<strong><em>Galilei</em></strong><em> </em>ci tenne sempre a sottolineare che non <strong><em>aveva nulla contro Aristotele</em></strong>: erano i suoi seguaci quelli che contestava con tutte le sue forze, gli <strong><em>aristotelici</em></strong>; era convinto, infatti, che se il filosofo avesse visto con i suoi occhi ciò che andava contro una delle sue teorie (i nervi partono dal cervello e non dal cuore, per esempio), sicuramente l’avrebbe accettato.<br> <br> Nel mondo odierno possiamo affermare con tranquillità che grazie alla scienza, gran parte di <strong><em>tutti i principi di autorità</em></strong>&nbsp;<strong><em>sono stati distrutti</em></strong>, nonostante la persistenza di alcune “fonti autorevolissime” come il <strong><em>Vecchio Testamento</em></strong>. Malgrado lo sconveniente, il testo sacro sta mostrando la sua fallacità, a causa di racconti ritenuti estremamente inverosimili; la Chiesa stessa ne è un esempio mirato, dato il suo dichiarare <strong><em>l'inesistenza di Adamo, di Eva e del Paradiso terrestre.</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-07 04:08:28 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Ipse Dixit&quot;, il Principio di Autorità e il suo Abbandono</title>
         <author>signoriellogerardo</author>
         <link>https://padlet.com/marinonianna/x79536kx3wmz/wish/2003982913</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;L' espressione <strong><em>ipse dixit</em></strong> ("<strong><em>lo ha detto</em></strong>") si riferisce sostanzialmente ad un<strong><em> principio di autorità</em></strong>, le cui spalle sostengono un bagaglio colmo di riprese e abbandoni.&nbsp;</div><div>I primi individui ad abusarne furono i <strong><em>pitagorici</em></strong>, i quali ponevano <strong><em>Pitagora </em></strong>al di sopra di ogni loro più infimo pensiero: “<em>l’ha spiegato Pitagora, quindi è assolutamente certo</em>”. In tal modo, <strong><em>debilitarono</em></strong> quello che sarebbe stato (a partire dalla <strong><em>Rivoluzione Scientifica</em></strong> del Seicento) un costituente prezioso per la scienza in ogni sua più debole sfumatura e non solo: <strong><em>l’esperienza</em></strong>.&nbsp;</div><div>&nbsp;</div><div>&nbsp;Il medesimo destino spettava ad <strong><em>Aristotele</em></strong>, che nel <strong><em>periodo Medioevale</em></strong>, con la <strong><em>Bibbia</em></strong>, venne quotato come colui che che mai avrebbe potuto <strong><em>affermare il</em></strong>&nbsp;<strong><em>falso</em></strong>, il solo in grado di custodire le molteplici verità coronanti l'universo. <br>Le <strong><em>teorie scientifiche</em></strong> di Aristotele non collidevano, anzi, <strong><em>combaciavano</em></strong> con una perfezione esasperata, ai racconti presenti nel <strong><em>Corano</em></strong>; di conseguenza <strong><em>Averroè</em></strong>, lo studioso del filosofo <strong><em>stagirita</em></strong> per eccellenza, sostenne che il <strong><em>pensiero aristotelico</em></strong> non andava interpretato ma <strong><em>accettato</em></strong> per ciò che stabiliva.<br> <br> L'esistenza serena dell'Ipse Dixit si protrasse per millenni, fino al giungere della <strong><em>Rivoluzione scientifica</em></strong> con <strong><em>Galileo Galilei</em></strong>.&nbsp; <br><strong><em>Il suo</em></strong><strong> </strong><strong><em>metodo sperimentale</em></strong><em>, </em>soseneva fermamente<em> </em>che solo <strong><em>l'esperienza diretta</em></strong> avrebbe potuto portare, attraverso varie fasi, alla <strong><em>spiegazione di qualsiasi ente terrestre</em></strong>, fenomeno fisico e percepibile.<br> <br> Ne <strong><em>Il dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo</em></strong>, Galileo affronta con cura doverosa un paragone fra la <strong><em>visione aristotelica</em></strong> (rappresentata da <strong><em>Simplicio</em></strong>) e quella <strong><em>copernico-galileiana</em></strong> (rappresentata da <strong><em>Salviati</em></strong>); in ambo i lati è presente un terzo personaggio, <strong><em>Sangredo</em></strong>, l'unico in grado di non sorbire alcun tipo di influenza esterna. <br>Dal <strong><em>Dialogo </em></strong>che ne consegue, <strong><em>Simplicio</em></strong> sostiene, come diceva <strong><em>Aristotele</em></strong>, che le fibre nervose sorgono dal <strong><em>muscolo cardiaco</em></strong>. Pensiero contrastante a quello di <strong><em>Salviati</em></strong> che, data la sua <strong><em>esperienza diretta</em></strong>, è convinto che questi nascano nella zona <strong><em>cerebrale</em></strong>. Egli riuscì a dimostrare la validità della sua parola, sgretolando l’<em>ipse</em>&nbsp;<em>dixit </em>con abilità.<br>&nbsp;<br>&nbsp;<strong><em>Galilei</em></strong><em> </em>ci tenne sempre a sottolineare che non <strong><em>aveva nulla contro Aristotele</em></strong>: erano i suoi seguaci quelli che contestava con tutte le sue forze, gli <strong><em>aristotelici</em></strong>; era convinto, infatti, che se il filosofo avesse visto con i suoi occhi ciò che andava contro una delle sue teorie (i nervi partono dal cervello e non dal cuore, per esempio), sicuramente l’avrebbe accettato.<br> <br> Nel mondo odierno possiamo affermare con tranquillità che grazie alla scienza, gran parte di <strong><em>tutti i principi di autorità</em></strong>&nbsp;<strong><em>sono stati distrutti</em></strong>, nonostante la persistenza di alcune “fonti autorevolissime” come il <strong><em>Vecchio Testamento</em></strong>. Malgrado lo sconveniente, il testo sacro sta mostrando la sua fallacità, a causa di racconti ritenuti estremamente inverosimili; la Chiesa stessa ne è un esempio mirato, dato il suo dichiarare <strong><em>l'inesistenza di Adamo, di Eva e del Paradiso terrestre.</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-20 23:25:21 UTC</pubDate>
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