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      <title>L&#39;Italia di Dante by Monica Pollio</title>
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      <description>Gli alunni della 1C, Francesco Cantoro, Maira Ciccarese, Alessio Di Totero, Giulio Schiavi, Marco Schirosi, Sabrina Vilella hanno realizzato questa mappa per raccontare le peregrinazioni del Sommo Poeta nella penisola italiana. Dante, durante l&#39;esilio, soggiornò in molte città e borghi dell&#39;Italia centro-settentrionale. Non visitò mai la Puglia ma due città pugliesi vengono citate nella &quot;Divina Commedia&quot;: Bari e Brindisi. </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-03-27 13:39:05 UTC</pubDate>
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         <title>Firenze, FI</title>
         <author>monicapollio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Firenze è la città natale di Dante. Il poeta nacque nel 1265,tra maggio e giugno, da Alighiero di Bellincione e Bella degli Abati.&nbsp;</div><div>Non sappiamo esattamente in quale casa nacque Dante, né quale preciso aspetto avesse allora la città: sicuramente doveva trovarsi nei pressi dell’odierno Museo <strong>“Casa di Dante”.</strong> Tutte le città però dal Medioevo in poi hanno visto così tanti abbattimenti di case, nuove costruzioni, sistemazioni e modifiche, che i luoghi noti al poeta gli sarebbero oggi del tutto irriconoscibili.</div><div>Sappiamo, però, che il bisnonno di Dante possedeva un albero di fico, addossato a un muro della chiesa di <strong>San Martino del Vescovo</strong>, e che dovette far tagliare per il disturbo che ad essa arrecava. La chiesa, tuttora esistente seppure in forme diverse, dava sulla via San Martino che corrisponde oggi a via Dante Alighieri. A pochi passi si trovavano anche la casa di Geri del Bello, cugino del poeta, e quella di Bellincione, nonno di Dante.<br>Quando Dante abitava a Firenze, la città era governata da un regime di popolo<strong>,</strong> ovvero il potere era esteso a una vasta fascia della popolazione produttiva. Il governo era nelle mani dei sei priori delle Arti, che restavano in carica per soli due mesi: dunque, ogni anno i priori erano più di trenta. Sotto ai priori, esistevano cinque e più consigli, nei quali sedevano oltre 600 cittadini, rinnovati ogni sei mesi. È pertanto difficile parlare, per Dante, di brillante carriera politica in un mondo in cui, in realtà, pressoché tutti i membri delle famiglie appena un po’ attive nella vita cittadina dovevano in qualche modo rientrare in questo continuo avvicendarsi di cariche. In ogni caso, i documenti che testimoniano l’attività pubblica di Dante sono tutti compresi tra il 1295 e il 1301.<br>Nel 1302 fu <strong>condannato in contumacia</strong> per malversazioni, favoreggiamento e corruzione. La contumacia non ebbe mai termine: anche se la moglie Gemma rimase a Firenze con i figli ancora bambini, Dante non rivide mai più la sua città.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 13:39:05 UTC</pubDate>
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         <title>Borgo San Lorenzo, FI</title>
         <author>monicapollio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il borgo è legato alla figura di Dante perchè,nel 1290,il comune di Firenze acquisì i diritti su di esso. Il borgo rimase fedele al guelfismo subendo più volte gli attacchi&nbsp; dei ghibellini.Nel 1302 ci fu uno scontro tra guelfi e ghibellini&nbsp; a cui prese parte anche Dante.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 13:39:05 UTC</pubDate>
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         <title>Marradi, FI</title>
         <author>monicapollio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il borgo fu una tappa del viaggio di Dante nei primi anni dell'esilio.C'è una curiosa leggenda in cui si narra che il Sommo Poeta a Marradi denunciò il furto del cavallo con cui stava fuggendo da Firenze. Gli venne detto che gli abitanti del luogo erano tutti galantuomini e allora Dante rispose con un gioco di parole: <strong><em>"Si, ma-radi".</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 13:39:05 UTC</pubDate>
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         <title>Brisighella, RA</title>
         <author>monicapollio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Uno dei borghi più belli d'Italia. Qui troviamo la Rocca Manfrediana del XIV secolo che ospitò Dante all'inizio delle sue peregrinazioni per l'Italia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 13:39:05 UTC</pubDate>
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         <title>Faenza, RA</title>
         <author>monicapollio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Faenza è una delle città più note a Dante. Non è certo che abbia visitato di persona la città ma nella Divina Commedia citò&nbsp; diversi personaggi faetini o collegati a Faenza.<br>Dante, ad esempio, cita il faentino <strong>Tebaldello Zambrasi</strong> tra i dannati puniti nel fondo più recondito dell’Inferno, <strong>l’Antenora</strong>, dove vengono puniti i traditori della patria. Viene nominato assieme ad altri due traditori: Gianni de Soldanieri, fiorentino passato dalla parte ghibellina alla guelfa aizzando le sommosse, e Ganellone, ovvero Gano di Magonza, il famoso traditore del ciclo carolingio che in ogni istante tenta di ingannare re Carlo per sfavorire i paladini.<br>Tebaldello aprì Porta Imolese permettendo ai bolognesi di prendere la città e causare la morte di molte persone.&nbsp;<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 13:39:05 UTC</pubDate>
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         <title>Castello di Gradara,Gradara, PU</title>
         <author>monicapollio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Fu teatro dell'amore di Paolo e Francesca narrato nel V canto dell'Inferno. Proprio qui, secondo la leggenda, i due amanti si conobbero ed amarono fino al tragico epilogo nel settembre del 1289.</div><div>Dante Alighieri, di passaggio tra Marche e Romagna viene a conoscenza della storia dei due sfortunati amanti e decide di raccontarla nella sua Divina Commedia.</div><div>Francesca da Polenta, figlia del Signore di Ravenna e Cervia.</div><div>Come d’usanza nel tempo è destinata ad un <strong>matrimonio combinato</strong> per procura (senza che i due si conoscano) dal padre con il Signore di Pesaro, Giovanni Malatesta, detto Giangiotto. Francesca pensa che il suo sposo sia Paolo, fratello di Gianciotto e invece si ritrova sposata con quest'ultimo. Paolo e Francesca sono destinati all’Inferno, rei di aver aver ceduto al <strong>peccato mortale della Lussuria</strong>.</div><div>Dalle sue terzine traspare però pietà per loro e per la loro prematura fine, anzi condanna l’assassino Giangiotto alla <strong>Caina</strong>, la zona del IX girone dove scontano la loro pena eterna gli uccisori a tradimento dei propri congiunti: “<em>Caina attende chi a vita ci spense”</em></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 13:39:05 UTC</pubDate>
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         <title>Ferrara, FE</title>
         <author>monicapollio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le origini del Sommo Poeta sono, probabilmente, ferraresi. A Ferrara, infatti, viveva la famiglia Aldighieri da cui potrebbe discendere la famiglia Alighieri.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 13:39:05 UTC</pubDate>
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         <title>Bologna, BO</title>
         <author>monicapollio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dante era molto legato alla città,patria di poeti e filosofi. Frequentava regolarmente Bologna per ragioni di studio e di amicizia. Non sappiamo quando il Sommo Poeta sia venuto in città, ma dalla precisione delle sue parole si intuisce che conoscesse bene Bologna, non a caso è la città più citata nelle opere dantesche dopo Firenze.<br>La celebre Torre Garisenda, per esempio, è citata nella Divina Commedia, quando Dante si trova nel “Pozzo dei giganti”, puniti per essersi opposti a Dio, tra l’ottavo e il nono cerchio. In questa occasione il Sommo Poeta scorge il gigante Anteo che sporge dal pozzo e lo paragona, appunto, alla Torre Garisenda. A ricordo di questa citazione, sul lato orientale della Torre è stata affissa una lapide che riporta i versi della Divina Commedia.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 13:39:05 UTC</pubDate>
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         <title>Castello di Fosdinovo (o di Malaspina) MS</title>
         <author>monicapollio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dante era molto amico dei Malaspina i cui discendenti sono ancora oggi proprietari di questo castello che si erge tra le Alpi Apuane e il Mar Tirreno. Dante soggiornò nel castello per lunghi mesi nel 1306 e qui concluse la Divina Commedia che aveva lasciato inconclusa a causa delle vicende&nbsp; politiche che lo avevano distratto dall'opera.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 13:39:05 UTC</pubDate>
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         <title>Ravenna, Basilica di San Francesco</title>
         <author>monicapollio</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dante morì a Ravenna il 14 Settembre 1321 e le spoglie del poeta sono custodite in un tempietto neoclassico presso la Basilica di San Francesco. Il tempietto, che è un monumento nazionale, è stato costruito in una zona di silenzio&nbsp; denominata "Zona Dantesca".<br>https://siviaggia.it/idee-di-viaggio/tomba-dante-ravenna/226660</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 13:39:05 UTC</pubDate>
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         <title>Bari, BA</title>
         <author>monicapollio</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Bari e l'ottavo canto del Paradiso</em></strong><br>Nel canto ottavo del <strong>Paradiso </strong>è citata <strong>Bari</strong>, ma in senso più ampio anche la Puglia. Nell'opera, a quel punto del canto, Dante incontra <strong>Carlo Martello</strong>, che si autopresenta, pur senza mai citare se stesso, e si dichiara erede di una serie di territori, tra cui il regno di Napoli e l'Ungheria.&nbsp;<br>La Puglia, per come la conosciamo oggi, era chiaramente parte del regno di Napoli. Il territorio che attualmente comprende Puglia e Calabria da Dante è indicato come "corno d'Ausonia". Il riferimento è semplice: Ausonia era un vecchio modo di intendere l'Italia. Il corno è quello che oggi chiameremmo tacco.</div><div>"<strong><em>Quel corno d’Ausonia che s’imborga/ di Bari e di Gaeta e di Catona/ da ove Tronto e Verde in mare sgorga". </em></strong>Letteralmente: "Quel corno d'Ausonia (Italia) dove sorgono le città di Bari, Gaeta e Catona (presumibilmente in Calabria), dove i fiumi Tronto e Verde (presumbilmente l'attuale Liri) sgorgano in mare".&nbsp;<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 14:32:11 UTC</pubDate>
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         <title>Brindisi</title>
         <author>monicapollio</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em>Brindisi e il terzo canto del Purgatorio</em></strong></div><div>Nel canto terzo del <strong>Purgatorio </strong>è citata <strong>Brindisi</strong>. Riferimento ancor più semplice in questo caso. Parla <strong>Virgilio</strong>, rispondendo a Dante che aveva dubitato della sua presenza (non vedendolo accanto a se). L'autore dell'Eneide spiega che la luce "oltrepassa" le anime. E fa un riferimento al proprio corpo, alla salma: <strong><em>"Napoli l'ha, e da Brandizio è tolto"</em></strong>, dice. Brandizio era l'antico nome di Brindisi, dove morì nel 19 Avanti Cristo Virgilio. Da lì, poi, il corpo fu trasportato a Napoli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-03-27 14:36:09 UTC</pubDate>
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