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      <title>Gli  antichi Egizi by </title>
      <link>https://padlet.com/cdebartolo/la_scrittura_geroglifica</link>
      <description>La scrittura geroglifica </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-03-25 19:09:19 UTC</pubDate>
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         <title>I geroglifici</title>
         <author>cdebartolo</author>
         <link>https://padlet.com/cdebartolo/la_scrittura_geroglifica/wish/475264278</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli storici hanno potuto ricostruire la storia degli Egizi sia attraverso gli innumerevoli <strong>dipinti</strong>, che rappresentano faraoni, divinità, battaglie, cerimonie, momenti di vita quotidiana e sia leggendo quello che <strong>scrivevano</strong> sulle pareti delle tombe, dei templi e sugli obelischi.</div><div>Gli Egizi furono tra i primi popoli dell’antichità ad utilizzare la scrittura; iniziarono ad usarla intorno al 3200 a.C. utilizzando dei segni chiamati <strong>geroglifici</strong>, parola greca che significa <strong><em>scrittura sacra.<br></em></strong>I geroglifici rappresentavano:     </div><ul><li>oggetti, </li><li>divinità,</li><li>piante,</li><li>animali,</li><li>parti del corpo.</li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-25 19:13:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>cdebartolo</author>
         <link>https://padlet.com/cdebartolo/la_scrittura_geroglifica/wish/475364984</link>
         <description><![CDATA[<div>Nei segni geroglifici, più di 700, c’erano <strong>pittogrammi</strong>, cioè dei disegni che indicavano l’oggetto rappresentato, ma c’erano anche gli <strong>ideogrammi</strong>, cioè disegni che rappresentavano non soltanto un oggetto, ma l’idea che quell’oggetto faceva venire in mente: il disegno del Sole poteva per esempio significare anche «giorno» o «luce», il disegno del leone «forza».</div><div>La scrittura geroglifica si leggeva dall’alto in basso, da sinistra a destra e viceversa. Per capire da dove iniziare a leggere, si doveva osservare gli occhi degli animali o delle persone rappresentate, perché erano rivolti sempre verso l’inizio.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-25 20:22:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>cdebartolo</author>
         <link>https://padlet.com/cdebartolo/la_scrittura_geroglifica/wish/475488266</link>
         <description><![CDATA[<div>La scrittura egizia era molto difficile: ci volevano molti anni per impararla, almeno dieci. Diventare <strong>scriba</strong> era possibile solo per i figli maschi delle famiglie più ricche, ammessi a frequentare la “<strong>casa della vita</strong>”, come veniva chiamata la scuola, posta nelle vicinanze del tempio. Solo gli alunni più dotati potevano diventare scribi della corte e lavorare per il faraone e per i sacerdoti.</div><div>Gli scribi sedevano con le gambe incrociate e appoggiavano il foglio per scrivere su un telo tenuto ben teso. Essi scrivevano su fogli realizzati con il <strong>papiro</strong>, una pianta molto comune del delta del Nilo. Tracciavano i segni con una <strong>stilo</strong>, una sottile canna di giunco con la punta sottile, che intingevano nell’inchiostro. La carta di papiro, rispetto alle tavolette d’argilla dei Sumeri rappresentò una vera e propria rivoluzione. Il papiro era molto più pratico, perché si poteva facilmente piegare, era leggero e di colore chiaro.</div><div>Gli scribi erano considerati funzionari di alto grado e avevano il compito di scrivere le leggi e i contratti e di documentare gli avvenimenti più importanti. Il loro lavoro era uno dei più importanti e rispettati, perché erano al corrente di molti segreti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-25 22:02:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>cdebartolo</author>
         <link>https://padlet.com/cdebartolo/la_scrittura_geroglifica/wish/475511948</link>
         <description><![CDATA[<div>Per gli Egizi la scrittura aveva un’origine divina: credevano che fosse stata insegnata agli uomini direttamente dal dio <strong>Thot</strong>, protettore degli scribi e delle scienze, messaggero degli  dèi. <br>Pensavano che i geroglifici fossero magici e che potevano incredibilmente rianimarsi nell’aldilà. I leoni, ad esempio, sulle pareti delle tombe, venivano raffigurati con un zampa in meno, perché così erano sicuri che il leone non potesse fare del male al defunto quando si fosse svegliato dopo la morte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-25 22:26:50 UTC</pubDate>
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         <title>Più tipi di scrittura</title>
         <author>cdebartolo</author>
         <link>https://padlet.com/cdebartolo/la_scrittura_geroglifica/wish/475534646</link>
         <description><![CDATA[<div>Oltre ai geroglifici, di solito incisi sui muri dei templi, si diffusero in seguito altre due forme di scrittura: quella <strong>ieratica </strong>e quella <strong>demotica</strong>.</div><div>La <strong>scrittura ieratica</strong> veniva per scrivere preghiere o testi che trattavano argomenti sacri. </div><div>La <strong>scrittura demotica</strong>, più semplice paragonabile al nostro corsivo, era usata per questioni di vita quotidiana (testi, lettere, note...).</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-25 22:52:45 UTC</pubDate>
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         <title>Un ritrovamento fondamentale</title>
         <author>cdebartolo</author>
         <link>https://padlet.com/cdebartolo/la_scrittura_geroglifica/wish/475535381</link>
         <description><![CDATA[<div><em><mark>Come hanno fatto gli studiosi a decifrare la scrittura egizia?</mark></em></div><div>I geroglifici rimasero un mistero fino al 1799, quando un soldato francese scoprì un’iscrizione incisa su una stele di pietra presso Rosetta, antica città egizia sul delta del Nilo. La <strong>Stele di Rosetta</strong>, riportava lo stesso testo scritto in tre forme diverse: geroglifico, demotico e greco antico (lingua conosciuta). Grazie al testo greco che gli faceva da guida, lo studioso francese <strong>Jean-Franqois Champollion</strong> riuscì nel 1822 a tradurre i geroglifici. Osservando i nomi del re Tolomeo e della regina Cleopatra, egli si accorse che contenevano alcuni segni uguali. Ebbe allora l'intuizione geniale che i «disegni» non raffigurassero solo parole ma anche lettere: il mistero era stato risolto! </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-25 22:53:39 UTC</pubDate>
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         <title>Una scoperta... memorabile</title>
         <author>cdebartolo</author>
         <link>https://padlet.com/cdebartolo/la_scrittura_geroglifica/wish/475545135</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-03-25 23:06:09 UTC</pubDate>
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         <title>Il nome in un Cartiglio</title>
         <author>cdebartolo</author>
         <link>https://padlet.com/cdebartolo/la_scrittura_geroglifica/wish/476210455</link>
         <description><![CDATA[<div>Nell’immagine in basso, puoi ammirare una delle più belle pitture tombali dell’antico Egitto giunte fino a noi. E' la rappresentazione della regina <strong>Nefertari</strong>, moglie del faraone Ramses II, che è stata ritrovata su una parete della sua tomba, nella Valle delle Regine. Si ha certezza dell’identità di questa fanciulla, grazie alla <strong>Stele di Rosetta</strong> e a <strong>J. F. Champollion</strong> che riuscì a decifrare i geroglifici. </div><div>In alto, al centro, puoi notare una iscrizione particolare formata da alcuni geroglifici rinchiusi in una specie di ovale con lo sfondo giallo: è il <strong>cartiglio</strong> della regina, cioè una particolare iscrizione che racchiude il suo nome; per gli antichi egizi, il cartiglio era simbolo di vita.</div><div>L’iscrizione del nome all’interno della tomba era molto importante, perché il popolo dell’Antico Egitto era convinto che il nome fosse essenziale all'identità di ogni persona come lo era la sua anima. <br>I cartigli, pertanto, servivano a dare più importanza al nome stesso, isolandolo dal resto della frase, ed assicuravano la vita dell’anima oltre la morte.</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-26 11:05:41 UTC</pubDate>
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         <title>Attività</title>
         <author>cdebartolo</author>
         <link>https://padlet.com/cdebartolo/la_scrittura_geroglifica/wish/476228158</link>
         <description><![CDATA[<div>Ciao bambini/e come va? Mi auguro che stiate trascorrendo questo periodo, così triste per tutti, nel migliore dei modi. Voglio dirvi che vi ho sempre nella mia mente e nel mio cuore, questo non dimenticatelo. Certamente potrò e saprò esprimervi meglio i miei sentimenti quando ci ritroveremo, quando potremo raccontarci quello che ognuno di noi ha vissuto e sentito stando lontano. Io ancora, come molti adulti, non so quando torneremo a scuola, quando potremo nuovamente incontrarci, salutarci e abbracciarci, ma di certo lo faremo e sarà tutto più bello.</div><div>Questi sono gli approfondimenti che si riferiscono alla pag. 70 del sussidiario, voi leggete anche la pag. 71 e completate le attività relative a: “Studio con Metodo”, mi raccomando sempre sul quaderno, come avevamo stabilito a scuola ed anche la pag. 27 del quaderno delle competenze. Fate tutto come sapete fare, cioè dando il meglio di voi.</div><div>Un bacione e un abbraccio a voi tutti.</div><div>la maestra Chiara</div><div>#andràtuttobene</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-26 11:15:32 UTC</pubDate>
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         <title>Il tuo nome in un cartiglio</title>
         <author>cdebartolo</author>
         <link>https://padlet.com/cdebartolo/la_scrittura_geroglifica/wish/476229986</link>
         <description><![CDATA[<div>Voglio vedere i vostri capolavori!</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-03-26 11:16:25 UTC</pubDate>
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