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      <title>Una giornata tra castelli calabresi. by Alessandra</title>
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      <description>Itinerario di un giorno attraverso un percorso a ritroso nel tempo.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-03-09 08:43:20 UTC</pubDate>
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         <title>Prima tappa: Castello San Mauro, Cantinella - Corigliano Calabro</title>
         <author>Alessandra_scigliano</author>
         <link>https://padlet.com/Alessandra_scigliano/x2etpz5meizq/wish/240048250</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>Prima tappa di questa giornata è nel territorio coriglianese. Su questo territorio, prima del castello San Mauro esisteva un monastero che fu distrutto nel 977 per mano di pirati arabi che provenivano dalla Sicilia. Il San Mauro fu costruito nel 1515 su commissione di Bernardino Sanseverino principe di Bisignano e conte di Corigliano Calabro. Qualche decennio dopo nel 1535 il castello ospitò Carlo V all’epoca re di Spagna. In quel periodo il castello era la dimora di Pietro Antonio Sanseverino e della moglie Giulia Orsini. Per la sua venuta ci fu un ricevimento straordinario, 45 cinghiali furono uccisi, cibi e bevande di ogni tipo furono serviti, il re ricevette omaggi e facoltosi doni. La vita della signora Orsini era molto agiata e movimentata; come con altre, anche in quest’occasione non si perse d’animo e Carlo V anche se per poco diventò il suo amante. Il conte Sanseverino era al corrente di tutto, eppure non lo diede a vedere, perche voleva ottenere dal re i suoi privilegi. Dopo che il sovrano ripartì, Giulia non si vide più, qualcuno dice che sia stata avvelenata, altri dicono che sia stata rinchiusa in un convento. Nel 1539 al fianco di Sanseverino andò Irene Castriota Scanderberg. Nonostante la sua storia il castello è in pessimo stato e quindi non da l’idea di valorizzare bene il territorio ma per chi ha il piacere di conoscerla è difficile non rimanerne impressi. </em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 08:50:17 UTC</pubDate>
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         <title>Seconda tappa: Castello feudale Sibari</title>
         <author>Alessandra_scigliano</author>
         <link>https://padlet.com/Alessandra_scigliano/x2etpz5meizq/wish/240051969</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Dopo Cantinella ci spostiamo fino a Terranova da Sibari, dove nel centro storico si trova il castello feudale, costruito nel 1100, per scopi difensivi. Oggi appartiene ad alcune famiglie del luogo. Il primo principe che abitò qui, fu Boimondo di Tarsia nel 1160. Ci sono poche certezze che riguardano le date storiche, ma molte più sulle persone che soggiornarono qui. Dopo Boimondo di Tarsia il castello passò ai Ruffo, in seguito a Maso Barrese, successivamente ai Sanseverino e infine agli Spinelli. Il Castello presenta una pianta quadrata simile a quella della torre centrale. In principio era circondato da un profondo fossato e si entrava e usciva grazie a un ponte levatoio. Gli ultimi “feudatari” cioè la famiglia Spinelli, nella prima metà del XVII secolo ampliarono e arricchirono il castello aggiungendo una “dimora principesca” che prese il nome di: Palazzo del Principe che conserva una loggia, dei giardini pensili e il portale d’accesso decorato con motivi a bugne e una decorazione a ventaglio sotto l’arco, un teatro di cui si può ammirare la facciata monumentale,con arco a tutto sesto,impreziosito da colonne,capitelli corinzi. Nel teatro che sorge tra il castello e il palazzo si svolgevano rappresentazioni teatrali per intrattenere gli ospiti del feudatario, tra questi anche Carlo III di Spagna,più comunemente noto come Carlo di Borbone,re di Napoli. Lui fu ospitato qui nel 1735, per alcuni giorni. Adesso al piano terra ci sono un ristorante e un pub. Qui si ferma la sua storia, poiché nessuna iniziativa è stata proposta dalla pubblica amministrazione locale per valorizzare il castello che invece potrebbe essere una valida attrazione turistica. </strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 09:05:21 UTC</pubDate>
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         <title>Qui sotto un’immagine del castello ben visibile dalla statale ss106.</title>
         <author>Alessandra_scigliano</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-03-09 09:09:48 UTC</pubDate>
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         <title>Riportiamo una foto del Castello che si affaccia sulla piana di Sibari e dista circa 20 km dal mare.</title>
         <author>Alessandra_scigliano</author>
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         <pubDate>2018-03-09 09:13:03 UTC</pubDate>
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         <title>immagine dal satellite</title>
         <author>Alessandra_scigliano</author>
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         <pubDate>2018-03-09 09:20:11 UTC</pubDate>
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         <title>Tercera etapa</title>
         <author>Alessandra_scigliano</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Nuestra  ruta continúa llegando a Cariati, una pequeña ciudad  de 55 metros sobre el nivel del mar. Su barrio antiguo es muy característico, está rodeado por una muralla. Hay ocho torres, cuatro de las cuales son privadas y utilizadas como viviendas. Las otras son de propiedad del ayuntamiento. Los origines del barrio alto remontan al período bizantino entre el IX y X siglo. La muralla fue reforzada durante la época de los Ruffo. Los sucesores de los Ruffo fueron los Borgia y después de ellos fueron los Spinelli. La muralla tiene muras sólidas, con una franja circular puesta en la parte superior. De las ocho torres, cuatro son circulares : “Spinelli, Travaglia, Grotte y Seminario”, dos son pentagonales “la Pilè y la Spezieria”, una tiene una planta de herradura y se llama Santa Croce, la última tiene un mapa ojival, la Valle. El accesso principal a la ciudad está constituido por la Porta Pia, qué se encuentra en la calle XX septiembre, aquí también se encuentra la torre del seminario. Continuando a pasear por la calle se llega a un punto, dónde se podrá gozar de una vista característica, sobre el mar. <br>Andando se llega a la Torre del Valle y se alcanza, luego, la torre del Pilè del siglo XV. Desde lo alto de esta torre se puede observar un panorama asombroso. Más adelante, se encuentra el puente del Pilè, en pasado aquí hubo un puente levadizo, que constituyó la única calle de acceso al pueblecito. Este puente fue circundado por un foso lleno de agua para ser protegido. Cariati, es rica de actrativas, con las torres a protección, la muralla representa el único ejemplo de fortificación de este tipo existente en Calabria, que necesita de una restauración para su tutela cultural.</strong></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-25 18:24:36 UTC</pubDate>
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         <title>Quarta tappa: Castello di Roseto Capo Spulico.</title>
         <author>Alessandra_scigliano</author>
         <link>https://padlet.com/Alessandra_scigliano/x2etpz5meizq/wish/245861133</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>La tappa conclusiva di questa giornata è in un paese ben tenuto e in un borgo meraviglioso. Il Castello di Roseto Capo Spulico o templare Petrae Roseti è saldamente posizionato su una scogliera a picco sullo Ionio, in posizione strategica a controllo del golfo di Taranto.Davanti al castello nel mare, s’innalza una roccia dalla forma particolare, detta fungo del castello o pietra dell'incudine, è diventata un monumento proprio per la sua singolarità. Il castello è stato edificato in epoca normanna, nel periodo che va dal 1105 al 1154 il castello ha segnato il confine tra i possedimenti di Roberto il Guiscardo e quelli del fratello Ruggero il  Normanno. Durante la VI crociata in Terra Santa svoltasi 1228 i Cavalieri Templari tradirono Federico II. Nel 1229 lui sequestrò il castello per vendetta ai Cavalieri Templari. Nel XII fu ristrutturato e trasformato in una fortezza militare. Dal punto di vista architettonico fu modificato con l'impiego di blocchi litici sbozzati irregolarmente. L'arrivo degli angioini nel Mezzogiorno d'Italia procurò altre modificazioni al castello, nel 1275, secondo i registri degli Angiò, ospitava un castellano, uno scudiero e dodici guardie. Possiede una pianta trapezoidale, sul Petrae Roseti corrono mura merlate che dal lato opposto al mare si aprono in un grande ingresso, con un importante portale dallo stile gotico, ma che conserva la rosa crociata, i petali di giglio, il cerchio di Salomone e lo stemma con grifone segno distintivo degli Svevo. La struttura è composta due possenti torri, una è più alta dell’altra, è merlata e ha una pianta quadrangolare. All'interno della rocca ci sono un ampio cortile, i resti delle scuderie, magnifici saloni e spaziose stanze arredate secondo lo stile medioevale. Il castello è stato adibito a ristorante e salone per ricevimenti ma è comunque possibile visitarlo. Al suo interno sono presenti numerosi decori medievali e da una bella vista sul mare</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-03-25 18:25:24 UTC</pubDate>
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         <title>Qui sotto una foto rappresentativa del castello.</title>
         <author>Alessandra_scigliano</author>
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         <pubDate>2018-03-27 07:43:11 UTC</pubDate>
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         <author>Alessandra_scigliano</author>
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         <pubDate>2018-03-27 07:47:38 UTC</pubDate>
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         <title>Porta Pia</title>
         <author>Alessandra_scigliano</author>
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         <pubDate>2018-03-27 08:04:36 UTC</pubDate>
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         <title>cinta muraria cariati</title>
         <author>Alessandra_scigliano</author>
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         <title>cariati</title>
         <author>Alessandra_scigliano</author>
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         <pubDate>2018-03-27 08:06:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>Alessandra_scigliano</author>
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