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      <title>Realizzare ricerche e/o approfondimenti di temi trattati, utilizzando testi, immagini o video ricavati dal web e presentarli alla classe. by Silvana Robustelli</title>
      <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi</link>
      <description>Classe terza A a.s. 2016/17</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-05-22 15:52:48 UTC</pubDate>
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         <title>Ogni alunno della classe scriva un breve testo, arricchendolo con  immagini  o video, relativo ad un argomento svolto in storia e in  filosofia nel corrente a.s., con riflessioni personali. E&#39; possibile nel medesimo testo trattare sia l&#39;argomento di filosofia che di storia. </title>
         <author>savimelli8</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/173185998</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-05-22 16:08:35 UTC</pubDate>
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         <title>Filosofia</title>
         <author>diserioadriana01</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174071566</link>
         <description><![CDATA[<div><em>“Non uscire da te, ritorna in te stesso, nell’interno dell’uomo abita la verità; e se troverai mutevole le tua natura, trascendi anche te.”                                                                                            (Sant’Agostino, La vera religione, 39, 72)<br></em><br></div><div>Trasportata nella vita di oggi, frenetica e con fin troppi termini di paragone, si può dire che tale citazione è un simbolo che ci deve spingere a cercare e trovare quella “verità” che porta alla beatitudine non nell’altro, ma nel proprio <em>io.  </em>Dobbiamo, quindi, guardare a noi stessi e trovare l’umanità e quel quid in più che ci contraddistingue prima di contemplare l’altro e giudicarlo migliore o peggiore che sia.   <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-27 08:12:37 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Storia</title>
         <author>diserioadriana01</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174072932</link>
         <description><![CDATA[<div> Si può dire che la storia dell’uomo sia andata avanti grazie alla ricerca e alla scoperta. Queste ultime, oltre a vantaggi e novità hanno portato anche disordini; basta pensare alla ricerca teologica di Martino Lutero, il quale voleva una riforma della chiesa che la riportasse al suo ruolo originario di guida spirituale, ma che sulla scia di interessi politici ed economici ha portato a uno scisma della cristianità occidentale. La novità è sempre stata vista come qualcosa di pericoloso, anche ai nostri tempi, che dovrebbero essere aperti a qualunque tipo di diversità, la quale va accettata nella sua forma più pura e semplice. La storia dei nostri avi deve darci un esempio su come non commettere gli stessi errori e quindi su come non compromettere l’unità di quel collante che ci ha legati da sempre: la nostra umanità. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-27 08:44:29 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>L’UOMO, POLO UNIFICANTE NEL CORSO DEL TEMPO.</title>
         <author>marialucia_esposito_it</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174246015</link>
         <description><![CDATA[<div>“L’uomo è misura di tutte le cose: di quelle che sono in quanto sono, delle cose che non sono in quanto non sono”<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <strong>Protagora<br></strong><em>Come dare torto a Protagora? <br></em>Il sofista di Abdera incentrò tutta la sua filosofia su quello, che aldilà di ogni causa o principio primo, oltre ogni verità, scienza, essere o realtà, rende l’Universo ciò che è: l’uomo.<br><em>Esisterebbe la realtà se non ci fosse l’uomo a guardarla o interrogarsi al riguardo?<br></em>Dunque come affermava Protagora, l’uomo è il metro di misura delle cose, cioè il soggetto e il criterio di giudizio, della realtà o dell’irrealtà delle cose, del loro modo di essere e del loro significato. Quindi le cose non avrebbero valore se non gliel’attribuisse l’uomo e del resto anche i filosofi che a lungo si sono soffermati sullo studio della natura, della sostanza, della materia o sulla ricerca delle forze regolatrici del mondo, altro non erano che uomini!<br><br>“La realtà esiste solo quando osservata ed in quanto osservata"<br><br>L<em>’</em><strong><em>UOMO</em></strong> è sempre stato protagonista, per un motivo o per un altro, di ogni avvenimento, e anche se solo da spettatore ha avuto un ruolo determinante negli intrecci delle vicende nel corso della storia. Nel quadro di crescita culturale si colloca il movimento, nato tra il 300 e il 400 in Italia, che pone l’uomo al centro di tutto, valorizzandone l’intelligenza e le attività: <em>l’Umanesimo</em>.<br>L’uomo veniva visto come essere libero e come l’unico capace di realizzare se stesso, progettando in autonomia la propria personalità. Questo movimento si basava quindi sulla centralità dell’uomo, nonché sulla visione di quest’ultimo come artefice di sé, in quanto agiva liberamente nel mondo, anche se condizionato da fattori e limite esterni (per esempio il limite massimo, ossia la morte), e la presenza di Dio, che lo creava, passava in secondo piano collocandosi nell’aldilà. L’introduzione alle 900 tesi di Pico della Mirandola (tesi che dovevano essere presentate a Roma agli intellettuali del tempo, ma il tutto fu annullato in quanto molte tesi furono considerate eretiche dalla Chiesa) meglio spiega questo concetto. <em>L’introduzione dice: <br></em>“ Dio ha creato l’uomo ne celeste ne terrestre, ne mortale ne immortale, ma l’ha dotato di libro arbitrio”<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div><div>&nbsp;“<a href="http://aforismi.meglio.it/aforisma.htm?id=12594">Il sasso. La persona distratta vi è inciampata. Quella violenta, l'ha usato come arma. L'imprenditore l'ha usato per costruire. Il contadino stanco invece come sedia. Per i bambini è un giocattolo. Davide uccide Golia e Michelangelo ne fece la più bella scultura. In ogni caso, la differenza non l'ha fatta il sasso, ma l'uomo. Non esiste sasso nel tuo cammino che tu non possa sfruttare per la tua propria crescita.</a>”<br><br></div><div>&nbsp;<br><em>Questo ci fa meglio comprendere che Dio non sempre influenza le decisioni dell’uomo. L’Uomo in conclusione può essere considerato causa delle cose che avvengono, scrigno contenente la forza che muove il mondo e in conclusione paragonabile alle fondamenta del passato, del presente e del futuro!</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-29 12:40:47 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Storia</title>
         <author>l_villani66</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174264612</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel corso della storia ci sono state molte guerre e lotte iniziate per motivi più o meno validi che nascondevano un fine politico, come il caso delle guerre in Italia, che hanno sottolineato più volte la debolezza e l'incoerenza degli stati italiani e la fragilità della chiesa cristiana non da parte dei fedeli, che volevano già da secoli un rinnovamento, ma dalle più alte cariche della chiesa, molto spesso a partire dal papa, che era più interessato ad espandere lo stato pontificio o ad arricchirsi e sostentare i figli (come Alessandro VI) che a guidare i fedeli nel cammino della fede. Infatti le vicende di queste guerre durate dal 1494 (discesa di Carlo VIII di Valois) al 1559 (Pace di Cateau-Cambrésis) sono state spesso manovrate dal volta-faccia degli stati italiani e dallo stesso stato pontificio a suo favore. A parte qualche cambiamento di possedimenti, il vero risultato delle guerre in Italia è stato quello di esasperare, sia gli stessi stati italiani, sia l'imperatore Carlo V, che con la Pace di Augusta ha deciso di abdicare, essendo stanco di tutti gli intrighi,  in favore del fratello Ferdinando d'Asburgo (territori degli Asburgo e titolo di imperatore) e del figlio Filippo II (Spagna, Italia meridionale e territori americani). Questo è solo un esempio di guerra, ma ogni guerra può essere evitata e ogni guerra danneggia le persone e le rende insofferenti, quindi farebbe meglio ad essere evitata, siccome senza esse non ci potrebbero essere nient'altro che benefici.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-29 15:00:44 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Storia</title>
         <author>ale_lodato16</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174277848</link>
         <description><![CDATA[<div>È fuori discussione, ai nostri giorni, l’importanza della scienza. Le sue scoperte e le sue applicazioni tecniche ottengono successi sempre più straordinari che incidono profondamente sulle diverse attività umane: sociali, economiche, politiche, culturali. Un evento di notevole importanza nella storia dell’Europa della prima età moderna, tra cinquecento e seicento, fu proprio la rivoluzione scientifica; con questa espressione si vuole designare il processo alla base della scienza moderna. Nel campo astronomico, alla teoria geocentrica, elaborata da Claudio Tolomeo nel II secolo d.C., si sostituì la teoria eliocentrica, cui contribuirono l’astronomo polacco <strong>Niccolò Copernico</strong> e l’italiano <strong>Galileo Galilei</strong>. Con un’efficace sintesi, quest’ultimo affermava che, mentre la scienza ha come scopo di studiare “<strong>come va il cielo</strong>”, la Scrittura insegna agli uomini “<strong>come si va in cielo</strong>”, ovvero quale strada seguire per giungere alla salvezza eterna. Inoltre con Galileo Galilei è stato introdotto il <strong>metodo scientifico sperimentale</strong> secondo cui è possibile giungere ad una tesi vera solo dopo aver verificato sperimentalmente le ipotesi. Da questo momento in poi, quindi, la ricerca sarà un elemento fondamentale che ha consentito all’uomo non solo di migliorare la propria vita ma anche di conoscere meglio il mondo in cui viveva: basti pensare all’invenzione del cannocchiale, attraverso cui fu possibile lo studio di corpi celesti altrimenti inaccessibili alla semplice osservazione dell’uomo, o del microscopio, che consentì di ingrandire oggetti di piccola dimensione per permetterne l’osservazione diretta. La Rivoluzione scientifica del Cinque-Seicento con la quale nasce la scienza moderna rinnova uno sforzo conoscitivo ben proporzionato all’uomo: la nuova fiducia nelle possibilità conoscitive umane è attenuata dalla coscienza dei limiti della propria conoscenza. Personalmente credo che la scienza e la conseguente tecnica fanno così parte di noi che il destino umano, nel bene e nel male, sembra ormai indissolubilmente legato ad esse.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-29 17:02:19 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Filosofia</title>
         <author>ale_lodato16</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174278132</link>
         <description><![CDATA[<div>LA GIUSTIZIA COME ARMONIA INTERIORE&nbsp;<br><br></div><div>“Se i filosofi non governano le città o se quelli che ora chiamiamo re o governanti non coltivano davvero e seriamente la filosofia, se il potere politico e la filosofia non coincideranno nelle stesse persone e se la moltitudine di quelli che ora si applicano esclusivamente all’uno o all’altra non sarà col massimo rigore impedita dal farlo, è impossibile che cessino i mali delle città e anche quelli del genere umano”&nbsp;<br><br></div><div>(Repubblica, V, 473d)<br><br></div><div>Si può dire che il fine della filosofia platonica è stato sin dall’inizio un fine politico. Uno Stato nasce perché nessuno di noi basta a se stesso e ha bisogno di altri uomini distinti in tre classi: quella dei governanti, quella dei guerrieri e quella dei lavoratori. La giustizia consiste nell’adempiere ai propri compiti, non esteriormente, ma interiormente, in un’azione che coinvolge in primo piano la propria personalità e carattere; come nell’uomo la giustizia si realizza quando c’è armonia tra le funzioni dell’anima razionale, irascibile, concupiscibile, così nello Stato la giustizia si avrà quando ogni cittadino attende al proprio compito e ha ciò che gli spetta. E l’unica strada per ottenere armonia ed equilibrio è quella di seguire la propria disposizione naturale, dovuta alla predominanza di una parte dell’anima sulle altre.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-29 17:05:13 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Storia                              Ingegno e innovazione. Questi due elementi fondamentali sono stati le radici del progresso e del rinnovamento nella storia dell’uomo, il quale ha sempre cercato di fornire grande impulso all’evolversi della vita fino ad oggi. Un emblematico periodo della storia, in cui incominciò a nascere l’idea della modernità, fu durante il Rinascimento, tra il 400-500, dove la componente basilare di tale idea, fu la nuova visione del mondo grazie ai viaggi di esplorazione e alle scoperte geografiche. La limitata conoscenza geografica  si spaziò all’esistenza di un nuovo continente dapprima ignoto: l’America. Scoperto inconsapevolmente da Cristoforo Colombo nel 1492, il continente fu indentificato solo successivamente dal fiorentino Amerigo Vespucci da cui adottò il nome. Molti furono i viaggi di esplorazione che si susseguirono dopo tale celebre scoperta. L’identificazione dello stretto di Magellano, la prima navigazione del globo... Tutti questi eventi e tanti altri nella storia, non poco notevoli, sono stati resi possibile solo grazie all’uomo, alla sua voglia di scoprire, di conoscere e di essere padrone di un mondo che continua ad essere tutt’ora, e grazie ad esso, in continuo sviluppo.</title>
         <author>alessandraricci19</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174282173</link>
         <description><![CDATA[<div><figure class="attachment attachment-preview"><img width="216" height="183" src=""><figcaption class="caption"></figcaption></figure></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padletuploads.blob.core.windows.net/prod/177691360/7af644bb484d1900906d6be97afff17c/20031.jpg" />
         <pubDate>2017-05-29 17:42:36 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Filosofia</title>
         <author>alessandraricci19</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174282600</link>
         <description><![CDATA[<div>Socrate diceva ‘Conosci te stesso’. Potremmo interpretare questa celebre citazione come: “Diventa te stesso! Sii soggetto! Sii giudice!” vale a dire, diventare padroni della propria vita, indagare il significato profondo del proprio essere. Ed è proprio ciò che Socrate si proponeva: insegnare agli uomini la conoscenza di sé e la cura di sé! Portare l’uomo ad essere pienamente sé stesso, raggiungendo quella felicità che è data dalla scienza e dalla conoscenza. “Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta.” Ma cosa voleva dirci precisamente il filosofo di Atene? Socrate sosteneva che il riflettere, il cercare e il ragionare fossero i tre fulcri essenziali nella vita di ogni uomo per permettere ad esso di diventare eccellente e di coltivare la virtù combattendo l’ignoranza. Solo seguendo la ricerca, la virtù e il bene, si può giungere alla felicità. Per farlo bisogna in primis possedere la virtù che è ricerca stessa e scienza. D’accordo con i sofisti Socrate sostiene che essa non è di chi per nascita o tradizione la possiede, ma è dote di tutti, una dote che deve essere afferrata con sforzo e impegno. <figure class="attachment attachment-preview"><img width="154" height="239"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></div><div>"Chi vuol muovere il mondo, prima muova se stesso.”<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-29 17:46:41 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>FILOSOFIA</title>
         <author>palmieri_chiara10</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174283891</link>
         <description><![CDATA[<div>«Conosci te stesso» era il monito scolpito sull’architrave del tempio di Delfi. Socrate rese proprio questo motto dell’oracolo delfico ponendolo come base del proprio modo di filosofare. Egli sosteneva che l’indagine filosofica servisse a “chiarire sé a se stessi” e che era, quindi, l’obiettivo da perseguire per il filosofo.<br><br></div><div>Sin dalle origini l’uomo ha sempre avuto una sete di senso, ha sempre avvertito il bisogno di porsi domande sul perché delle cose e sul loro fine. Le varie risposte si sono poi ottenute sulla scorta delle diverse culture e a partire da queste ognuno orienta la propria vita. Tutte però sono mosse da questo desiderio di verità che in definitiva appartiene alla stessa natura umana. Ecco perché l’uomo attraverso la conoscenza di sé può arrivare a far chiarezza su tutto ciò che lo sovrasta e lo circonda.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-29 17:57:49 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>STORIA</title>
         <author>palmieri_chiara10</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174284045</link>
         <description><![CDATA[<div>La scoperta dell’America ha rappresentato una svolta importantissima per il genere umano che riuscì a superare l’immenso limite, geografico e non solo, che l’oceano poneva. Eppure il nuovo mondo non vide gli uomini del progresso europeo ma principalmente individui che si elevarono a razza superiore definendo le popolazioni autoctone non uomini, ma subuomini o anche omuncoli. Documenti scritti dallo spagnolo Sepùlveda ci hanno rivelato di come i conquistadores spagnoli ritenevano i nativi essere non propriamente uomini ma alla stregua di bestie; tale ragione fu la giustificazione del loro asservimento, del loro massacro e in definitiva del loro genocidio. Ed ecco che l’uomo della tecnologia e del progresso dimostrò la sua effettiva arretratezza mentale all’ insegna di un pensiero schiavo del potere e del denaro che metteva in discussione la DIGNITÁ e l’ UMANITÁ di altri uomini.<br><br></div><div> Personalmente mi sembra fondamentale conoscere e attualizzare questo capitolo della storia. Basta guardarsi intorno per notare che ancora nel ventunesimo secolo motivazioni economiche e politiche hanno il primato su tutto e troppo spesso si ci dimentica della dignità che ogni singola vita possiede senza alcuna differenza di razza, religione e conto in banca.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-29 17:59:22 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Filosofia</title>
         <author>albmont99</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174297152</link>
         <description><![CDATA[<div>“<em>Se i filosofi non governano le città o se quelli che ora chiamiamo re o governatori non coltiveranno davvero e seriamente la filosofia, […] è impossibile che cessino i mali delle città e anche quelli del genere umano.</em>”       <br>                        (Repubblica, V, 473d)             <br>Celebre frase che racchiude l’intero progetto platonico. Il filosofo di Atene poneva la sua riflessione filosofica nella realizzazione di uno Stato ideale, garante di giustizia, poiché il più giusto di tutti, ovvero Socrate, fu condannato a morte. Ciò che Platone aveva in mente era una <strong>sofocrazia</strong>, cioè un’aristocrazia della ragione. Paragonandolo allo Stato odierno, possiamo dire che oggi si ha una maggiore libertà poiché la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. (<strong><em>Art.1</em></strong>)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-29 20:16:31 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Storia</title>
         <author>albmont99</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174297613</link>
         <description><![CDATA[<div>Tra il XV e il XVII secolo si consolidò in Europa lo stato moderno, una forma di organizzazione politica le cui caratteristiche sono: l'accentramento territoriale del potere, la creazione di un apparato burocratico e amministrativo; l'allestimento di un esercito permanente; l'organizzazione e la gestione di un apparato fiscale. Caratteristica essenziale dello stato moderno fu la capacità di imporre un'unica volontà e il rispetto della legge nei confronti di tutti i cittadini e sull'intero territorio.&nbsp;<br><br></div><div>Possiamo quindi dire che l’uomo era il protagonista di una nuova era, si metteva al primo posto per far del bene a sé e alla comunità in cui faceva parte, un uomo che con le proprie forze poteva conquistare nel suo piccolo qualcosa di molto importante.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-29 20:22:58 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Filosofia</title>
         <author>maricaferrentino</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174298695</link>
         <description><![CDATA[<div>"Il vero saggio è colui che sa di non sapere". Così diceva Socrate riferendosi ad una persona di cultura. Saggio infatti è colui il quale, sebbene abbia ampliato enormemente la sua conoscenza, è umilmente consapevole del fatto che ci sono tante cose che egli non sa ancora e che forse mai saprà, in quanto non si finisce mai di imparare davanti alla vita che ci mette alla prova tutti i giorni e che ogni giorno ci riserva un insegnamento diverso, nuovo. Proprio questa continua voglia di imparare rende un semplice uomo, un saggio. Bisogna avere il coraggio di osare, andare oltre, perché è proprio questa la vera cultura ed è ciò che rende l'uomo libero. Insomma: "Sapere aude!", poiché in fondo nella vita non c'è nulla di più naturale e umano che avere il coraggio di conoscere.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-29 20:39:17 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Storia</title>
         <author>maricaferrentino</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174298754</link>
         <description><![CDATA[<div>Proprio questa gran voglia di conoscere ed andare oltre le proprie conoscenze, dà inizio nel 1600 alla RIVOLUZIONE SCIENTIFICA. Il 1600 fu un secolo in cui la scienza moderna trovò origine nei mutamenti che ridefinirono alcuni concetti essenziali. Nel 1543 con la pubblicazione dell'opera "La rivoluzione dei corpi celesti", Copernico propose un modello eliocentrico per il quale il sole era al centro dell'universo. Galileo Galilei  con l'invenzione del primo telescopio dimostrò che l'universo vero era quello che aveva dimostrato Keplero, cioè che i pianeti coprono orbite ellittiche e non circolari. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-29 20:40:20 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>IL LIBERO ARBITRIO: l&#39;uomo è davvero libero?</title>
         <author>alessiadauria56</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174302211</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><em>“Dio fornisce il vento ma l'uomo deve alzare le vele.”</em></blockquote><div><br></div><div>Celebre frase di Sant’Agostino a riguardo del libero arbitrio, inteso come concetto secondo il quale la possibilità di scelta di ogni persona è liberamente determinata.<br>Agostino distinse la libertà propriamente detta -ossia la capacità di dare realizzazione ai propri propositi- dal libero arbitrio, inteso invece come la facoltà di scegliere tra il bene e il male.<br>Egli sosteneva che la volontà umana sia stata irrimediabilmente corrotta dal peccato originale, che ha danneggiato per sempre la nostra capacità di realizzare le nostre scelte, e quindi la nostra stessa libertà. Nessun uomo sarebbe degno della salvezza, ma Dio può scegliere gratuitamente di salvare individui in cui sia manifesta la volontà di perseguire il bene.<br>Agostino si rifaceva in proposito alle parole di Paolo di Tarso, suo principale ispiratore verso la conversione: <em>«C'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo; io infatti non compio il bene che voglio, ma il male che non voglio. Ora, se faccio quello che non voglio, non sono più io a farlo, ma il peccato che abita in me».<br></em><br></div><div>Un pensiero opposto sviluppò Martin Lutero: egli fece propria la teoria della predestinazione, negando alla radice l'esistenza del libero arbitrio: non è la buona volontà che consente all'uomo di salvarsi, ma solo la fede, infusa dalla grazia divina. È solo Dio a spingerlo verso la dannazione o la salvezza.<br><br></div><blockquote><em>« La volontà umana è posta tra i due [Dio e Satana come un giumento, il quale, se sul dorso abbia Dio, vuole andare e va dove vuole Dio, [...] se invece sul suo dorso si sia assiso Satana, allora vuole andare e va dove vuole Satana, e non è sua facoltà di correre e cercare l'uno o l'altro cavalcatore, ma i due cavalcatori contendono fra loro per averlo e possederlo. »</em><br>(Lutero, De servo arbitrio)</blockquote><div><br></div><div>Erasmo da Rotterdam, teologo contemporaneo di Lutero, replica nel suo <em>De libero arbitrio </em>che esso è stato sì viziato ma non distrutto completamente dal peccato originale, e che senza un minimo di libertà da parte dell'uomo la giustizia e la misericordia divina diventerebbero prive di significato.&nbsp;<br>Erasmo, per supportare la sua soluzione, presenta l’esempio di un padre e del suo figliolo che vuole cogliere un frutto. Il bambino vuole correre a prenderlo, ma la sua debolezza è tale che cadrebbe se il padre non lo sostenesse e guidasse. È quindi solo grazie alla conduzione del padre (la Grazia di Dio) che il bambino arriva al frutto che sempre suo padre gli offre.<br><br></div><blockquote><strong>"Hai la strada di fronte, scegli se camminare"</strong></blockquote>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-29 21:28:06 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>LA FIGURA DEL CITTADINO: qual è il rapporto tra individuo e Stato?</title>
         <author>ruotologerardo</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174449849</link>
         <description><![CDATA[<div><br><strong>STORIA</strong><br>La rinascita dell'economia europea dopo il mille ha portato ad una trasformazione della società. Il flusso migratorio di abitanti dalle campagne, attratti dalla prospettiva di nuove occasioni di lavoro, portò ad un aumento demografico nelle città. La popolazione cittadina si sentiva unita dalla comune partecipazione a un modello di vita, che la differenziava dagli abitanti delle campagne e le conferiva una propria <strong>indentità</strong>. Per definire e consolidare questa identità, ebbe grande importanza la condivisione di simboli religiosi e civili: il culto del santo patrono, la chiesa cattedrale, la tradizione di un eroe fondatore, i punti di riferimento collettivi come la piazza pubblica o il luogo del mercato. Il sentimento di orgoglio cittadino che univa gli abitanti si espresse in vere e proprie composizioni celebrative, le cosiddette “lodi delle città”, i cui autori, esaltavano ciascuno la propria città come prima fra le altre.</div><div><br><strong>FILOSOFIA</strong></div><blockquote>"Il nostro scopo nel fondare lo Stato non è di rendere felice un unico tipo di cittadini, ma che sia felice quanto più possibile lo Stato nella sua totalità."(Platone, Repubblica, 420b-c)</blockquote><div><br></div><div>La figura del cittadino ha talvolta influenzato lo sviluppo del pensiero filosofico. La convinzione tipicamente greca secondo cui l'individuo coincide con il cittadino, dal momento che può realizzare la sua esistenza e la sua virtù solo nell'orizzonte della comunità politica in cui vive, trova nel pensiero di Platone la sua compiuta tematizzazione. Per Platone esiste una perfetta coincidenza tra l'essere umano con le sue facoltà e capacità e lo Stato con le sue funzioni sociali. A ciascuna delle parti dell'anima corrisponde infatti una classe sociale e la giustizia dell'individuo si raggiunge parallelamente alla giustizia nello Stato. Il cittadino, in sostanza, pone le proprie capacità al servizio della società a cui appartiene, nella consapevolezza della perfetta coincidenza fra il proprio interesse e la propria felicità, e l'interesse e la felicità comunitari.<br><br><strong><em>Gerardo Ruotolo</em></strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-30 16:09:57 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>FILOSOFIA: Il divenire</title>
         <author>mr_alf124</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174454634</link>
         <description><![CDATA[<div><em>“Non c'è realtà permanente ad eccezione della realtà del cambiamento; la permanenza è un'illusione dei sensi.” <br><br></em>Il concetto del Divenire, del mutamento, uno dei concetti chiave <em>della </em>filosofia, <em>viene trattato per la </em>prima volta in modo chiaro ed esplicito dal filosofo Eraclito.<br> Il divenire è la concezione della realtà come un flusso perenne in cui "tutto scorre" (panta rei), analogamente alla corrente di un fiume le cui acque non sono mai le stesse. La forma dell' essere quindi per Eraclito non è altro che il divenire, poichè ogni cosa è soggetta al tempo e alla trasformazione, anche ciò che appare essere statico. Questa realtà si concretizza nella tesi secondo cui il "principio" delle cose è il fuoco o Logos , elemento mobile e distruttore per eccellenza. Contrapposto a questo perpetuo mutamento vi è l' imperituro "essere" parmenideo, quella realtà ingenerata ed imperitura, ma soprattutto immutabile che coincide con la ragione, con il pensiero. Queste due dottrine del tutto contrapposte vengono analizzate e conciliate nel pensiero di Aristotele, il quale ritiene che il divenire sia una delle forme dell'essere e che il tempo sia null'altro che la misura di esso.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-30 16:27:35 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>(MARIO PETACCA) FILOSOFIA: la politica secondo Platone.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174464047</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella massima opera di Platone, la Repubblica, il filosofo tratta tutti i temi riguardanti la politica. Come discepolo di Socrate, egli riconobbe ben presto le debolezze di tutte le forme di governo e arrivò alla conclusione che tutti gli Stati sono male amministrati. In quest'opera, dunque, egli descrive uno Stato ideale, una comunità perfetta,&nbsp; una comunità governata da filosofi. Infatti, soltanto il filosofo può garantire la giustizia, che è alla base della longevità per uno Stato. Da qui la divisione in classi dei cittadini che dovranno adempiere ognuno al proprio lavoro e dovranno ricevere ciò che gli spetta. Ecco dunque avanzare la proposta da parte del filosofo di un governo basato sul "comunismo". Nello Stato ideale, ricchezza e povertà non possono coesistere e quindi devono essere abolite.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/ISvP9VKD6hk" />
         <pubDate>2017-05-30 17:10:05 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Filosofia</title>
         <author>l_villani66</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174464535</link>
         <description><![CDATA[<div>Fin dal principio uno degli argomenti più misteriosi e interessanti del pensiero umano è stato l'eterna lotta tra il bene e il male. Infatti ci si è sempre chiesti quale significato avesse la presenza di quest'ultimo e da cosa dipendeva. La filosofia greca è stata tra le prime a provare a dare una spiegazione a questo argomento. Il primo fu Eraclito che disse che il mondo si basava proprio sulla lotta tra queste due forze e che da una dipendeva l'altra;<br><br>"Polemos è padre e madre di tutte le&nbsp; cose"<br><br>Più in avanti anche i sofisti provarono a dare una spiegazione e sostenevano che il male è il risultato delle nostre azioni ed esiste perchè gli dei si disinteressano di noi e quindi non sono cattivi perchè non lo estirpano e nemmeno impotenti nei confronti di esso.<br>Platone, e di conseguenza i neoplatonici, che abbracciano tale concezione, invece sostiene che il male deriva dalla materia di cui siamo formati; di conseguenza esso è intrinseco alla nostra esistenza e con ciò non può essere estirpato. Ma l'uomo può scegliere anche di non seguire la strada del male, poichè siamo formati anche dall'anima che, non essendo fatta di materia, non possiede il male che è intrinseco della materia.<br>Anche i filosofi cristiani hanno provato a dare una spiegazione. La risposta più interessante l'ha formulata Sant'Agostino, il quale sostiene che il male è privazione del bene e arroganza dell'animo dell'uomo, che crede di potersi completare senza, attraverso l'atteggiamento della confessione, aver contemplato la trascendenza di Dio. Non si è ancora trovata una risposta che soddisfi tutte le persone, anche se questo argomento è stato ed è ancora oggetto di pensiero da parte di filosofi come Kant o Kierkegaard. Nonostante sia stato trattato da molti, quest'argomento continua ad affascinare le persone e ognuno ne ha la sua propria concezione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-30 17:11:59 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>SANT&#39;AGOSTINO TRA STORIA E FILOSOFIA: &quot;la Città di Dio&quot;.</title>
         <author>marleadesimone</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174495646</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>L’interpretazione cristiana della storia guarda al futuro come all’orizzonte temporale di un fine ultimo e determinato che darà un senso a tutti gli avvenimenti storici.</div><div><br>Agostino nella sua opera “La Città di Dio” formula il primo tentativo di costruire una visione organica della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Storia">storia</a> dal punto di vista cristiano.</div><div><br>Al centro é il tema della provvidenza divina: “… é Dio che fa nascere e perire gli imperi.” Agostino è convinto che la vicenda della vera Chiesa non sia e non possa essere condizionata dalle vicende umane, le vicende storiche dipendonodall'ordinamento voluto da Dio. L'intero corso della storia può essere concepito carico di significati, che il credente può cogliere soltanto parzialmente, perché il significato globale é noto solo a Dio. Passato, presente e futuro sono in gran parte oscuri all’uomo.<br><br></div><div>Il filo conduttore della storia é dato dalla lotta tra il bene e il male che Agostino identifica e  distingue tra due “città”: la città di Dio, ovvero la città celeste, retta dall'amore di Dio e la città terrena, dominata dall'amore di sé. La prima é costituita dagli uomini giusti, che vivono secondo lo spirito; la seconda invece dagli ingiusti, diavolo e uomini, che vivono secondo la carne. La lotta tra le due città ritma il corso della storia e prende il sopravvento sullo schema della successione delle età del mondo.<br><br></div><div><em>“Nessuna città prevale sull'altra; nella storia, infatti, le due città sono mischiate e mai separate, come se ogni uomo vivesse contemporaneamente nell'una e nell'altra. Sta quindi a quest'ultimo la scelta di decidere da che parte schierarsi. L'uomo si trova al centro tra queste due città e solo il giudizio universale può separare definitivamente i beati dai peccatori. Ognuno potrà capire a quale città appartiene solo interrogando se stesso.”<br></em><br></div><div>La Chiesa sarà dei puri soltanto nel giorno del giudizio finale. Se nella città terrena e nella stessa vicenda storica, bene e male coesistono intrecciati e in perenne conflitto, allora non é possibile la realizzazione della vera pace. La pace raggiunta in terra é soltanto strumentale ed effimera. Solo la resurrezione finale apporterà la risoluzione di ogni tensione e di ogni conflitto, tra carne e spirito e tra uomo e uomo. Allora si realizzeranno pienamente la vera pace e la vera libertà di non poter peccare: il bene trionferà completamente soltanto alla scomparsa della storia.</div><div><br></div><div>Personalmente ritengo e riconosco fondamentale nell’uomo “la libertà di scelta delle proprie azioni” e la “consapevolezza dell’agire nel bene o nel male” determinando così la propria appartenenza alla città celeste o a quella terrena.<br>Sta a noi scegliere da che parte schierarci.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-30 19:44:03 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>STORIA UMANESIMO-RINASCIMENTO (MARIO PETACCA)</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174568484</link>
         <description><![CDATA[<div>Uno dei più importanti movimenti storico-culturali è sicuramente il Rinascimento; tale periodo viene fatto convenzionalmente iniziare nel 1400 ed aveva come principale obiettivo quello di ripristinare i canoni classici che avevano dominato l'arte greco-romana dopo i secoli bui del Medioevo; per fare ciò c'era ovviamente il bisogno di spolverare gli antichi manoscritti ed è per questo motivo che nacque la <strong>filologia, </strong>che ebbe come suo massimo esponente Lorenzo Valla, scopritore del famoso"Falso di Costantino".<br>Grazie alla costruzione di robusti galeoni furono incentivati i viaggi d'esplorazione verso nuove terre da parte di coraggiosi esploratori della corone spagnole e portoghesi: tra i più degni di nota vi sono Bartolomeo Diaz(giunto al capo di Buona Speranza),Vasco de Gama (che lo superò)ed il celebre Cristoforo Colombo (scopritore delle Americhe).<br>Durante questo periodo prese piede l'Umanesimo, una dottrina che esaltava le capacità dell'uomo e lo poneva al centro dell'Universo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-31 07:51:01 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>STORIA: La Riforma Luterana</title>
         <author>mr_alf124</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174608822</link>
         <description><![CDATA[<div>L'iniziatore della cosiddetta "Riforma" fu il monaco agostiniano tedesco Martino Lutero; tutta la sua teoria religiosa si può riassumere in due principali dottrine: <em>sola fide e sola scriptura. </em>Con la sola fide il monaco trovava risposta al dubbio che da sempre lo assillava per quanto concerne la <strong>salvezza dell'uomo</strong>, la cui natura è irrimediabilmente corrotta dal peccatto originale; da solo l'essere umano non potrà mai guadagnare la salvezza eterna per quanto si possa affannare a compiere buone opere. Solo attraverso la FEDE l'uomo può ottenere l'aiuto decisivo di Dio la cui grazia divina giustifica (col significato di rendere giusto) il peccatore e lo rende degno di salvezza.<br>Con la sola scriptura invece Lutero si pose in contrasto con la Chiesa di Roma secondo cui le fonti della verità della fede sono due: la rivelazione contenuta nel testo sacro e la tradizione (l'insieme di dogmi, principi definizioni dell'autorità ecclesiastica).<br>Il monaco riteneva che la Bibbia doveva essere l'unica fonte di verità per il cristiano perchè testimonianza diretta della rivelazione divina; inoltre la parola di Dio doveva e poteva liberamente essere interpretata e compresa dai fedeli senza bisogno di alcun tramite. <br>Le teorie di Lutero presero piede nel contesto storico delle guerre d'Italia che ebbero come protagonista principale l'imperatore Carlo V; egli voleva costituire uno stato interamente cristiano, una "res publica christiana", ma il suo piano andò in frantumi proprio a causa della diffusione delle idee riformate.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-31 12:48:46 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author>smarty2000</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174784109</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-06-01 10:37:16 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>(ANITA CAPUANO)       STORIA: Il regno di Elisabetta I</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174833913</link>
         <description><![CDATA[<div>Il lungo regno di Elisabetta rappresentò un periodo di pace per l'Inghilterra, avviata a un grande sviluppo economico.<br>Praticò una politica di moderazione verso i cattolici e fece approvare dal parlamento 39 articoli che ribadivano la supremazia del potere civile su quello ecclesiastico. Questi articoli però suscitarono le critiche dei puritani, i quali si battevano per una più netta adesione ai principi della Riforma. Le tensioni religiose si opposero ad Elisabetta, sperando di ribaltarla, insieme alla cugina Maria Stuart, regina di Scozia; la quale ne approfittò per dichiarare decaduta Elisabetta. Quest'ultima fine decise la sua condanna a morte. La decapitazione di Maria Stuart diede la spinta alla Spagna Cattolica per sferrare un attacco contro la regina "eretica", ma fallì. Elisabetta rifiutò ogni offerta di matrimonio per essere la sposa del proprio Paese e per identificarsi con gli interessi nazionali. La scelta di non legarsi a nessuno poneva però il problema della successione al trono per mancanza di eredi, che fu risolto da Giacomo Stuart, figlio di Maria, il quale, decaduta la madre, divenne Giacomo I e unificò la corona scozzese e inglese.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-01 15:22:36 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>FILOSOFIA: Il sentiero della verità secondo Parmenide</title>
         <author>nick_25_12_2000_nick</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174843038</link>
         <description><![CDATA[<div>Secondo Parmenide, ci sono sostanzialmente due vie: il sentiero della verità, basato sulla ragione, e il sentiero dell'opinione, basato sui sensi; la prima via ci porta a conoscere l'essere vero mentre la seconda l'essere apparente.<br>Il filosofo sceglie ovviamente di imboccare la via della verità.<br>Percorrendo questa strada Parmenide dice che la ragione ci dice fondamentalmente una cosa: l'essere è e non può non essere, mentre il non essere non è e non può essere.<br>Parmenide intende affermare che solo l'essere esiste, mentre il non essere, non esiste e non può venir pensato. Infatti, il nostro pensiero e il nostro linguaggio possono riferirsi soltanto all'essere.</div><blockquote>"È necessario il dire e il pensare che l'essere sia: infatti l'essere è; il nulla non è"</blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-01 16:06:52 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174843038</guid>
      </item>
      <item>
         <title>(ANITA CAPUANO)            FILOSOFIA: Epicuro</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174846292</link>
         <description><![CDATA[<div>Secondo Epicuro, alla filosofia spetta il compito di indicare la strada per la felicità, che a sua volta libera l'uomo dalle 4 paure principali: la paura degli Dei, la paura della morte, la mancanza del piacere e la presenza del dolore. A ciò è previsto un quadrifarmaco, capace di portare quiete nell'animo umano.&nbsp;<br>La canonica fornisce i criteri della verità, ossia il canone che guida l'uomo verso la felicità. Il canone è l'evidenza che accompagna:<br>- le sensazioni, che sono prodotte nell'uomo dal flusso di atomi che si stacca dalle cose;<br>- le anticipazioni, che derivano dalle sensazioni ripetute nella memoria che anticipano azioni future;<br>- le emozioni, che possono essere piacere o dolore che costituiscono la vita.<br>La fisica di Epicuro è materialistica e meccanicistica. Tutto ciò che esiste è corpo e solo il vuoto è incorporeo. Come Democrito egli ammette che ogni corpo è composto di atomi che si muovono nel vuoto. L'atomismo di Epicuro si differenzia da quello di Democrito per l'ammissione del clinamen, ossia della deviazione causale e imprevedibile degli atomi rispetto alla traiettoria rettilinea della lo caduta nel vuoto. Tuttavia Epicuro ammette l'esistenza degli Dei, che sono di forma corporea simili all'uomo, ma del tutto indifferenti a quest'ultimo.<br>Per quanto riguarda l'etica, Epicuro vede nel piacere il criterio di ogni scelta. Ci sono due tipi di piacere:<br>- piacere stabile, che consiste nel non soffrire e nel non agitarsi;<br>-piacere in movimento, che consiste nella gioia e nella letizia.<br>L'unico piacere che va seguito è quello stabile, che allontana l'atarassia, ossia il turbamento, e l'aponia, ossia il dolore fisico.<br>Gli&nbsp;Epicurei sono indifferenti&nbsp;alla politica, che considerano fonte di turbamento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-01 16:19:54 UTC</pubDate>
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         <title>STORIA: Rivoluzione scientifica</title>
         <author>nick_25_12_2000_nick</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/174851192</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 1600 fu il secolo in cui la scienza moderna trovò origine nei mutamenti che ridefinirono alcuni concetti essenziali. Innanzitutto cambiò il modo di porsi davanti ai fenomeni naturali: non ci si chiedeva più a quale fine si determinasse un evento, ma per quale causa e in che modo. Nel 1543 con la pubblicazione dell’opera "La rivoluzione dei corpi celesti", Copernico propose un modello eliocentrico per il quale il sole era al centro dell’universo in contrasto con la concezione aristotelico-tolemaica.<br>La scienza si impose anche in anatomia, dove non arriva a formulare le leggi dei processi fisiologici, ma con l’osservazione mira a descrivere come fosse costituito il corpo umano, fu inventato persino il primo microscopio. Gli scienziati del 600 istruiti dal metodo di Galilei verificavano le ipotesi con esperimenti scientifici che assumevano infatti notevole importanza: l’osservazione empirica conduceva a formulare ipotesi spontanee che solo un’analisi accurata del fenomeno poteva confermare e chiarire o contraddire.<br>Si andavano perciò sviluppando il progresso scientifico, tuttavia, coesistente con vecchie credenze superstiziose.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-01 16:48:19 UTC</pubDate>
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         <title>STORIA:Il significato dell&#39;eucarestia per le varie religioni e lo scontro tra Lutero e Erasmo</title>
         <author>porfino_alessandro</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/175566051</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 1529 le varie posizioni dottrinali si riunirono a Marburgo per trattare il tema dell'eucarestia. La chiesa cattolica parlava di transustantazione "pane e  sangue si trasformano in corpo e sangue di cristo",Zwingli considerava l'eucarestia un gioioso ringraziamento a Cristo,Lutero parlava di consustantazione"corpo e sangue di Cristo sono presenti nell'eucarestia ma il pane e il vino non perdono la loro natura fisica" e infine c'era Calvino che sosteneva l'eucarestia un rito in memoria dell'ultima cena negando la presenza reale di Cristo.Sempre in quegli anni ci fu il contrasto fra Lutero ed Erasmo per quanto riguarda la libera volontà umana.Erasmo,essendo umanista, sottolineava le potenzialità dell'uomo  e mentre Lutero aveva una visione pessimistica dell'uomo poichè sosteneva che con il peccato originale  il male si era insediato in lui,inoltre Erasmo sosteneva che l'uomo potesse partecipare in modo attivo alla propria redenzione, mentre Lutero affidava alle sole mani di Dio la salvezza eterna</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-07 13:55:48 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA:Il comunismo platonico</title>
         <author>porfino_alessandro</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/175738211</link>
         <description><![CDATA[<div>Secondo platone lo stato deve essere governato dai filosofi-re costoro non possono possedere beni e quindi devono vivere nelle abitazioni fornitegli dallo stato,inoltre platone dà un ruolo importante alla donna,infatti, le donne  non devono avere un solo uomo per far sì che quest'ultimo  non si concentri  solo sulla propria donna a discapito dello  Stato.  All'interno del suo stato ideale platone contolla anche il numero di matrimoni e di nascite.Platone nella repubblica ci parla della  migliore forma di governo che individua nell'aristocrazia e ci elenca 4 degenerazioni dello stato:<br>TIMOCRAZIA:governo fondato sull'onore,  e per platone la timocrazia porta allo sviluppo di un uomo amante del comando e degli onori<br>OLIGARCHIA:governo in cui comandano i ricchi a essa corrisponde l'uomo avido di ricchezze<br>DEMOCRAZIA:governo in cui i cittadini sono liberi ma per platone l'uomo democratico tende ad abbandonarsi a desideri eccessivi<br>TIRANNIDE:governo che nasce dall'eccessiva libertà della democrazia per platone il tiranno è il peggiore degli uomini perchè per difendersi dalle critiche dei cittadini si circonda delle persone peggiori,l'uomo tirannico è schiavo delle passioni ed è il più infelice degli uomini e per questo platone definisce la tirannide la forma più bassa di governo<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-08 14:08:15 UTC</pubDate>
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         <title>STORIA:galileo galilei e la rivoluzione scientifica</title>
         <author>alfredo_salerno</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/175860087</link>
         <description><![CDATA[<div>Nell'Europa della prima età moderna, venne attuato un profondo rinnovamento del pensiero scientifico, soprattutto in campo astronomico. Infatti alla teoria geocentrica elaborata nel 2°secolo d.C da Claudio Tolomeo, venne sostituita la tesi eliocentrica al quale contribuirono per lo sviluppo Giovanni Keplero, Niccolò Copernico e Galileo Galilei. Questa nuova tesi fu malvista da alcuni teologi in quanto sembrava apparire in contrasto con la bibbia in alcuni passi in cui si alludeva al movimento del sole. Galileo rispose a queste critiche seguendo due linee direttrici: da una parte egli sostenne la tesi della comune origine divina della natura e della scrittura. Dall'altra sostenne che dio si esprime in forme diverse nei due libri: in quello della natura parla attraverso il linguaggio matematico-geometrico,invece nel testo sacro si esprime con un linguaggio comune. Quindi Galileo affermava che mente la scienza ha lo scopo di studiare "come va il cielo" ovvero come accadono i fenomeni naturali, la scrittura insegna agli uomini "come si a in cielo" ovvero quale condotta seguire per meritare la salvezza eterna </div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-09 10:41:34 UTC</pubDate>
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         <title>FILOSOFIA:Eraclito e la dottrina del divenire</title>
         <author>alfredo_salerno</author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/175862222</link>
         <description><![CDATA[<div>Alla base del pensiero di Eraclito vi è la contrapposizione tra la filosofia, da  lui identificata con la verità e la comune mentalità degli uomini, da lui ritenuta fonte di errore. Eraclito pensava infatti che l a maggioranza degli uomini "i più" vivessero come in un sogno illusorio e fossero incapaci di comprendere le autentiche leggi del mondo circostante. Pertanto ai dormienti cioè i non filosofi, Eraclito contrapponeva "i svegli" ossia i filosofi, i quali, sanno cogliere il nocciolo segreto delle cose. Filosofo vero per Eraclito è colui che, abbandonando l'ingannevole mondo delle idee, sa riflettere in solitudine, scandagliando con acume la propria anima la quale essendo senza confine offre il campo ad una ricerca senza fine. Successivamente Eraclito è passato alla tradizione come "il filosofo del divenire" in quanto concepisce il mondo come un flusso perenne in cui "tutto scorre" (panta rei). Infine la concezione della realtà come fluire si concretizza poi nella tesi secondo cui il principio di tutte le cose è il fuoco, elemento mobile e distruttore per eccellenza, che ben simboleggia la visione Eraclitea del cosmo come energia in perpetua trasformazione: tutto ciò che esiste proviene dal fuoco e ritorna al fuoco, secondo il duplice processo della "via all'in giù" e della "via all'in sù".</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-09 10:59:49 UTC</pubDate>
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         <title>(Alessio Ferrentino)     STORIA: IL RINASCIMENTO</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/175882761</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Rinascimento si colloca tra la fine del medioevo e l'inizio dell'età moderno. Il Rinascimento è un termine che designa il periodo storico e artistico e culturale che si sviluppò in Italia e si diffuse nel resto dell'Europa nei secoli XV e XVI, caratterizzato dall'affermarsi di un nuovo ideale di vita e dal rifiorire degli studi e delle arti.&nbsp;<br>In questo periodo la società frammentata di tipo feudale del Medioevo, basata soprattutto sull'economia agricola e su una vita intellettuale e culturale ispirata al pensiero religioso, si trasformò in una società fondata sulle istituzioni politiche centrali, che propugnavano un'economia commerciale di tipo urbano e sul patrocinio laico dell'arte e nella letteratura. A una visione di tipo “teocentrico” (Dio al centro), che riconosce nella divinità il fine ultimo degli interessi umani e considera il destino dell’uomo come unicamente realizzabile nella vita ultraterrena, si sostituisce una visione “antropocentrica”(uomo al centro), che colloca al centro dell’universo la persona umana in grado di controllare le forze della natura e di costruire da sé il proprio destino. Nella scienza, nella letteratura, nell'arte, il Rinascimento iniziò con la riscoperta di classici latini, conservati nei monasteri e nelle biblioteche degli eruditi, e di quelli greci diffusi nell'Impero Bizantino.&nbsp;<br>Il Rinascimento fu un periodo di fermento intellettuale, che aprì nuove vie ai pensatori e agli scienziati del secolo successivo e che ha lasciato in eredità numerosi capolavori nel campo artistico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-09 13:53:06 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>(Alessio Ferrentino) FILOSOFIA:LO STATO DI PLATONE</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/savimelli8/sintesi/wish/176104016</link>
         <description><![CDATA[<div>Il discorso di Socrate era improntato all’autonomia morale<strong>:</strong> la cura di sè,<strong> </strong>la cura dell’anima, era per Socrate il presupposto della giustizia politica. Platone inverte la direzione: pensa alla città come a un’impresa educativa collettiva condotta nei confronti dell’anima del singolo. Il progetto platonico di città viene esposto in un lungo dialogo, la Repubblica. L’idea della Repubblica è quella di una polis fondata su un ordinamento tripartito: a capo i filosofi, che sanno agire in vista del bene comune; poi i guardiani, che si occupano di proteggere lo Stato; e infine il popolo. A ognuno di questi gruppi corrisponde una parte dell’anima: razionale, irascibile, concupiscibile; a ogni parte dell’anima corrisponde una virtù: sapienza, coraggio, temperanza. La virtù della giustizia consiste nell’equilibrio delle componenti della polis,così come la giustizia nella singola persona consiste nell’equilibrio delle componenti dell’anima.Platone cerca di separare la ricchezza dal potere, perchè individua nell’unione di ricchezza e potere uno dei mali della polis e della politica, di conseguenza, nella polis della Repubblica, i filosofi e i guardiani non possiedono nulla, nemmeno una famiglia, dato che la famiglia come istituzione è abolita; la donna viene equiparata all’uomo in quanto a capacità, e quindi può accedere a istruzione e cariche politiche.Aristotele considererà la città della Repubblica bella ma irrealizzabile. Ma probabilmente per Platone la Repubblica andrebbe piuttosto intesa come un’idea regolativa, rispetto alla quale continuare a criticare, mediante la dialettica, non solo l’esistente, ma anche ogni realizzazione del progetto, che sarà necessariamente parziale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-06-12 14:04:13 UTC</pubDate>
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