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      <title>IL SISTEMA SOLARE by Daniela Grasso</title>
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      <description>III G  - i.c. Pizzigoni-Carducci - a.s. 2023/2024</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-05-07 17:15:01 UTC</pubDate>
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         <title>Il Sole</title>
         <author>geolgrasso</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il sole è la stella centrale di un sistema planetario, chiamato Sistema Solare, costituito dal sole stesso e dall’insieme dei corpi celesti, pianeti, pianetini, satelliti, comete e meteoriti. I corpi principali sono i suoi nove pianeti: Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano e Nettuno.</p><p>Il Sole è una stella nana gialla ed è una delle circa 300 miliardi di stelle nella nostra galassia, la Via Lattea. È un astro tutto sommato abbastanza comune: né troppo grande né troppo piccolo, né troppo freddo né troppo caldo. Il Sole è una stella abbastanza periferica nella Via Lattea. Se il disco della nostra galassia ha un raggio di circa 50.000 anni luce, il Sole si trova più o meno a metà, a circa 27.000 anni luce dal centro galattico. Come tutte le altre stelle della Via Lattea, il Sole partecipa alla rotazione della galassia. Per compiere un giro completo impiega circa 230 milioni di anni, tempo che gli astronomi chiamano anno galattico. L’universo, per esempio, con i suoi 13,8 miliardi di anni di età oggi ha 60 anni galattici!</p><p>La distanza della Terra dal Sole è 149,6 milioni di km, distanza che, con il nome di Unità Astronomica, è assunta come unità di misura.</p><p>La Terra riceve solo un miliardesimo del calore irraggiato dal S. e tutti i pianeti, nel loro insieme, 1/229.000.000: il restante calore va perduto nello spazio.</p><p>Il S. è una massa gassosa ad alta temperatura, costituita da un nucleo e un involucro visibile.</p><p>La superficie luminosa che circonda il S. prende il nome di fotosfera; è lo strato più profondo accessibile al controllo diretto, telescopico o visuale. Al di sopra della fotosfera si estende la cromosfera e più all’esterno, per un’estensione considerevole, si trova la corona particolarmente visibile durante le eclissi totali. Queste suddivisioni, pur corrispondendo a valori differenti per le diverse caratteristiche, non sono indipendenti tra loro: l’attività interna del S. vi produce fenomeni di varia natura, a carattere prevalentemente eruttivo, che le interessano spesso nel loro complesso. In pratica le tre zone possono considerarsi come i componenti dell’atmosfera solare; va rivelato che, essendo il S. allo stato gassoso, non esiste una precisa zona di passaggio tra la massa dell’astro e la sua atmosfera. La fotosfera è la superficie quasi esattamente sferica che delimita il globo del S.</p><p>La cromosfera deve il suo nome al colore rosso.</p><p><br></p><p><br></p><p><strong>Come funziona il Sole?</strong></p><p>Nel Nucleo del Sole, (e di ogni altra stella) avviene una fusione nucleare che converte idrogeno con elio. Qui quattro nuclei di idrogeno (cioè protoni) sono coinvolti in una serie di reazioni che hanno come risultato finale un nucleo di elio. Ogni secondo, nella parte centrale del Sole, 600 milioni di tonnellate di nuclei di idrogeno (cioè protoni) si fondono per formare 596 milioni di tonnellate di nuclei di elio. Dove finiscono le 4 milioni di tonnellate che mancano all’appello? Vengono trasformate in energia, grazie all’equazione più famosa di tutta la fisica: E = mc².</p><p>L’energia che produce il Sole ogni secondo è pari a 6 miliardi di bombe di Hiroshima. Questa energia viene liberata in fotoni, cioè la luce.</p><p><strong>Origine e futuro del Sole</strong></p><p>Il Sole si è formato 4,6 miliardi di anni fa. Tra circa 4,5 miliardi di anni, il Sole diventerà una gigante rossa e inghiottirà Mercurio, Venere e molto probabilmente la Terra. A quel punto la stella sarà una nana bianca, grande come la Terra. Per 10 mila anni la stella illuminerà la zona occupata nel momento precedente della gigante rossa, diventando una nebulosa planetaria. Per poi spegnersi lentamente fino a diventare un diamante (di dimensioni quanto quelle della Terra).</p><p>La composizione del Sole</p><p>Come ogni stella, è composto da plasma composto da:</p><p>idrogeno (75%), elio (23%), ossigeno (1%) e carbonio (0.3%).</p><p><strong>Attività solare</strong></p><p>I fenomeni legati all’attività solare sono: le macchie solari, i brillamenti e le espulsioni di massa coronale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-07 16:35:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>geolgrasso</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-12-07 16:44:12 UTC</pubDate>
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         <author>geolgrasso</author>
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         <description><![CDATA[<p>Ecco Venere</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-07 17:05:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>geolgrasso</author>
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         <description><![CDATA[<p>Molto più grande della Terra, ma da essa davvero lontano, Urano è il settimo pianeta del Sistema Solare. Difficilissimo da vedere a occhio nudo, è un regno di rocce, ghiacci e nubi.</p><p>Urano ha una ventina di satelliti e, a differenza degli altri corpi del Sistema Solare che hanno nomi tratti dalla mitologia classica, i satelliti di Urano richiamano i personaggi delle opere di William Shakespeare e Alexander Pope.</p><p>L’atmosfera di Urano, spessa 7.600 km, è composta per l’83% di idrogeno, per il 15% di elio e per il 2% di metano, con tracce di altri idrocarburi. Come su&nbsp;Giove&nbsp;e Saturno, anche su Urano ci sono nuvole, probabilmente formate da cristalli di metano, spinte da forti venti, che soffiano a gran velocità (da 140 fino a 570 km/h). Dallo spazio Urano appare di colore azzurro. Le molecole di metano presenti nell’alta atmosfera, infatti, assorbono la componente rossa della luce e riflettono quella blu dando al pianeta la caratteristica colorazione. La temperatura media sulla superficie di Urano è molto bassa, inferiore a -200 °C, e non subisce variazioni apprezzabili da una stagione all’altra.</p><p>La luminosità di Urano è al limite inferiore di quella che l’occhio umano può cogliere in cieli limpidi e senza luci artificiali; nel periodo dell’opposizione, quando Urano è alla minima distanza dalla Terra, la luminosità si accresce un po’. In queste circostanze e in situazioni ottimali, del tutto prive di inquinamento luminoso, si può provare a individuarlo a occhio nudo. In generale, per osservare il pianeta serve però un binocolo o un piccolo telescopio, ma anche usando potenti strumenti ottici, Urano rimane all’osservazione sempre un piccolo e pallido disco privo di dettagli.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-07 17:08:41 UTC</pubDate>
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         <author>geolgrasso</author>
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         <description><![CDATA[<p>Il nostro pianeta: la Terra</p>]]></description>
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         <description><![CDATA[<p>Il più grande: Giove</p>]]></description>
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         <description><![CDATA[<p>Il nostro satellite: La Luna</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-12 09:28:33 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>Il pianeta rosso: Marte</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-12-12 10:21:03 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>Nettuno</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-07 21:55:59 UTC</pubDate>
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         <author>geolgrasso</author>
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         <description><![CDATA[<p>Mercurio</p>]]></description>
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