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      <title>la 3 C brunelleschi 2022 23 by Salvatore Improta</title>
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      <pubDate>2018-10-07 19:32:37 UTC</pubDate>
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         <title>ORIGINI DELLA FILOSOFIA</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <title>LA SCUOLA DI MILETO</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-10-07 19:41:21 UTC</pubDate>
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         <title>socrate</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2018-12-06 11:39:29 UTC</pubDate>
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         <title>Dal racconto al ragionamento </title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Da sempre l'uomo ha cercato di scoprire e conoscere qualcosa in più sulle origini dell'universo.<br>Inizialmente ha fatto ciò utilizzando la sua immaginazione, creando miti, che di generazione in generazione venivano tramandati e che di generazione in generazione subivano processi di trasformazione. Attraverso i miti, quindi, l'uomo, ed in particolare l'uomo greco, cercava di spiegare  le origini mediante il racconto. Il primo a far ciò fu il poeta Esiodo con il racconto mitico "<em>La Teogonia</em>", attraverso il quale spiegava che il tutto ebbe origine dal Caos, dal disordine, e da esso avrebbero avuto origine Gaia, la Terra, e Urano, il Cielo. Successivamente vi furono altri miti, tra i quali i poemi omerici, <em>L'Iliade </em>e <em>L'Odissea</em>. Con questi componimenti Omero esprime una sorta di "vicinanza" da parte degli dèi greci agli uomini; infatti essi possiedono forme umane, sono dotati di forze naturali, e rappresentano valori umani.<br>Il passaggio dal mythos al lógos avviene nel momento in cui l'uomo prova a spiegare non più mediante l'immaginazione ma mediante un ragionamento logico e razionale. Ciò che comunque accomuna i miti, i poemi omerici e la filosofia sta negli interrogativi che sia Omero, sia i filosofi e sia coloro che creavano e tramandavano miti si ponevano. Tutti quindi hanno cercato di rispondere alle stesse domande usando però vari mezzi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-25 17:07:10 UTC</pubDate>
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         <title>Dal mythos al logos</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>PER LO STUDIO A CASA<br>1)Come nascono i miti greci?<br>I miti greci nascono a causa dell'esigenza degli stessi greci di dover dare una spiegazione a tutto ciò che per loro era ignoto ,come l'origine dell'universo<br>2)Cosa rappresentavano i miti per i greci?<br>Per i greci i miti erano un qualcosa di fondamentale perchè sottoforma di racconto venivano spiegate le verità dell'universo<br>3)Come spiega Esiodo l'origine del mondo?<br>Attraverso il suo mito "Teogonia" ,Esiodo spiega che il mondo ha avuto origine dal Caos ,attraverso l' origine di Gea (la terra) e di  Urano(il cielo)<br>4)Che caratteristiche hanno gli dei greci per Omero?<br>Secondo Omero gli dei sono creature dalla forme umane ma perfetti e immortali ,inoltre sono loro che guidano gli uomini nelle proprie scelte .Omero li ricollega anche a tutti i valori universali <br>5)Che cosa hanno in comune i miti greci ,la poesia omerica e la filosofia?<br>Questi tre elementi hanno in comune il fatto che utilizzano lo stesso meccanismo per raccontare della realtà ovvero :TUTTO HA UNA SPIEGAZIONE</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-25 17:07:21 UTC</pubDate>
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         <title>La riflessione dei sette Savi come anticipazione dell&#39;etica filosofica.</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>La riflessione morale che caratterizzerà la filosofia è stata anticipata dai motti Sette Savi, norme che si distanziano dalla religione per il loro carattere razionale</div><div>I sette savi sono stati autori di massime poste a fondamento della comune sensibilità culturale greca. Alcune massime sono diventati veri e propri motti popolari sopravvissuti fino ai nostri giorni.</div><div>Il loro pensiero si distacca dalla religione omerica tradizionale per assumere i connotati propri di un sapere oggettivo e razionale in linea con i fondamenti di base della conoscenza filosofica.</div><div>La loro ricerca, a differenza dei filosofi speculativi, è incentrata più su aspetti etici, umani e di vita pratica.</div><div>Gli antichi savi svolgevano anche attività politica presso le loro città-stato. </div><div>Il saggio rifugge gli eccessi, abbiamo la scelta del giusto mezzo e della moderazione</div><div>Il pensiero dei sette savi si distanziava dalla religione per il carattere puramente razionale, dunque filosofico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-25 17:07:38 UTC</pubDate>
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         <title>La scuola ionica </title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/389611588</link>
         <description><![CDATA[<div>i PRIMI FILOSOFI<br>1) Secondo quale autore Talete fu il primo filosofo ? <br>Talete venne definito come primo filosofo da Aristotele , il quale risalì a Talete ricostruendo le vicende della filosofia .<br>2) Qual'è l'oggetto di indagine dei fisici ionici ?<br>I fisici ionici ponevano al centro delle loro riflessioni la phýsis ovvero la natura ; non venivano infatti già definiti filosofi ma naturalisti o appunto fisici . <br>3) Che cosa si indica con il termine arché ? <br>Con il termine arché ci si riferisce ad un principio che determina l'origine e la fine di tutte le cose e viene inteso come la sostanza primordiale , la forza e la legge che regola e di cui è costituita la realtà . <br>4) Qual'è l'arché secondo Talete ? In che modo perviene alla sua identificazione ? <br>Secondo Talete l'arché di tutte le cose è l'acqua in quanto quest'ultima rappresenta "il nutrimento di tutte le cose " ed è di conseguenza indispensabile alla vita . Oltre ad essere indispensabile alla vita l'acqua è secondo Talete la fonte stessa della vita , collegandosi perciò alle opere mitiche di Esiodo e Omero . L'acqua assume una tale importanza all'interno del pensiero di Talete che quest'ultimo la pone come sostenitrice delle terre emerse , le quali galleggiano quindi sull'acqua .<br>5) Qual'è l'arché secondo secondo Anassimandro ? Quali sono le sue caratteristiche? <br>Secondo Anassimandro , discepolo di Talete, l'aché è costituito da una materia illimitata , eterna e indeterminata chiamata áperion , inteso anche come una forza continua e un principio materiale immanente .<br>6) Qual'è l'arché secondo Anassimene ? Quali sono le sue caratteristiche ? <br>Metre secondo Talete l'archè era l'acqua , secondo Anassimandro l'arché era l'àperion , secondo Anassimene l'arché era l'aria , in quanto in base alla visione di Anassimene il mondo era rappresentato da un disco piatto al centro dell'universo sorretto appunto dall'aria . La definizione di elementi della natura di Talete e le caratteristiche infinite ed eterne formulate da Anassimandro si fondono quindi nel concetto di archè di Anassimene .<br>7) Come spiega Anassimandro la derivazione dei molti dall'arché ? E Anassimene ? <br>Per Anassimandro la derivazione di tutte le cose viene attribuita al venir meno della perfezione dell'áperion , il quale si scompone e ricompone in continuazione . Secondo Anassimene , invece , tutte le cose hanno origine da due fenomeni che coinvolgono direttamente l'aria ossia la rarefazione e la condensazione . Dal primo fenomeno deriva il fuoco e quindi il calore , mentre dal secondo si originano le nuvole , l'acqua , la terra e la pietra . <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-25 17:07:48 UTC</pubDate>
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         <title>ELIA LUCREZIA </title>
         <author>lucreziasmile03</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mito di Piramo e Tisbe<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-29 20:48:41 UTC</pubDate>
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         <title>ECO E NARCISO</title>
         <author>leonardo_laezza2003</author>
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         <description><![CDATA[<div>Eco e Narciso<br>Narciso era uno splendido ragazzo, figlio del fiume Cefiso e della ninfa Liriope; disinteressato all’amore, preferiva trascorrere il tempo nelle foreste, andando a caccia. Si innamorò perdutamente di lui la bellissima Eco, ninfa della montagna, ma Narciso non se ne curò e la ninfa si consumò per questo amore impossibile. Così si rinchiuse in una caverna ai piedi della montagna dove Narciso era solito andare a caccia, con la sua bella voce continuò a chiamare il suo amato. Egli, pur sentendo Eco, non la raggiunse mai e della ninfa, nel tempo, rimasero solo le ossa e la voce, che continuò a vivere sulla montagna.La dea Nemesi decise allora di punire Narciso per la sua crudele indifferenza e lo fece innamorare della propria immagine riflessa in uno specchio d'acqua; nel vano tentativo di afferrare l'immagine che credeva essere di persona vera, un giorno si sporse di più, finché perse l'equilibrio, cadde e le acque si rinchiusero sopra di lui. <br>E così si trasformò in un fiore bellissimo e profumato, il narciso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-29 20:59:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>DeRosaAC90</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-09-29 21:01:29 UTC</pubDate>
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         <title>Il mito di Atlante</title>
         <author>alessandrobarisciano</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per spiegare come il mondo non cadesse nell'universo e restasse fermo, i greci credono nel mito di Atlante:<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Esiodo"><br></a>Atlante fu costretto da Zeus a tenere sulle spalle l'intera volta celeste per punirlo di essersi alleato col padre di Zeus, Crono, che guidò i titani contro gli dèi dell' Olimpo. </div><div>Atlante riuscì a convincere Eracle a sostituirlo temporaneamente nella sua punizione offrendosi di poter raccogliere i pomi d'oro dall'albero del giardino delle Esperidi al suo posto. Ottenuto lo scambio però Eracle riuscì a convincerlo di tenere momentaneamente la volta per potersi mettere qualcosa sotto le ginocchia e quando Atlante sollevò la volta del cielo dalle spalle di Eracle, questi raccolse le tre mele lasciate a terra e se ne andò. </div><div>Inoltre il titano fu pietrificato da Perseo, che gli mostrò la testa di Medusa, per punirlo di non averlo ospitato e così Atlante si trasformò nell'omonima catena montuosa  che si trova nel nord dell'Africa<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-29 21:36:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>francy082003</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/391164412</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Il mito di Apollo e Dafne </strong><br>La storia parte con una diatriba tra <strong>Apollo</strong> e <strong>Cupido</strong>, il dio dell’Amore. Apollo era riuscito ad uccidere un temibile serpente, <strong>Pitone</strong>, e Cupido era invidioso di lui. Per vendicarsi, decise di pungere con la freccia dell’amore il dio Apollo e con la freccia dell’odio Dafne, la bellissima ninfa. Ella, però, era contesa tra il dio e un uomo mortale di nome Leucippo, figlio del re dell’Elide.<strong>Leucippo</strong>, per guardarla mentre faceva il bagno nel fiume con le altre ninfe, decise di travestirsi da donna. Quel giorno, però, le ninfe decisero di fare il bagno nude e invitarono anche Leucippo a scoprirsi. Così facendo, smascherarono il suo travestimento e lo uccisero.Apollo si liberò così definitivamente del rivale in amore e decise di dichiararsi a Dafne. Lei, essendo una ninfa amante della sua libertà, non voleva sottostare al volere del dio. Così, dopo il momento della dichiarazione, iniziò a scappare velocemente per non essere raggiunta. Durante la fuga, chiese aiuto alla <strong>madre terra Gea</strong> per non cadere nelle mani di Apollo.Gea accolse il suo appello e la trasformò in un bellissimo <strong>albero di alloro</strong>, separando per sempre i due.  Da quel giorno, l’alloro divenne la pianta sacra al dio Apollo, che ne portò una corona sempre intorno al suo capo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-30 06:30:05 UTC</pubDate>
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         <title>Hercules Invitto</title>
         <author>v_angelino03</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ercole (in latino Hercules) è una figura mitologica romana (il corrispondente dell'eroe greco Eracle), introdotto probabilmente presso i popoli Sanniti dai coloni greci. Egli era descritto come ua persona di grande forza fisica.<br>Questo personaggio lo ritroviamo: nella religione, nella letteratura latina nel modo di vivere dei romani,nella filosofia, appunto, nella mitologia e, di conseguenza, nell'arte.<br><br></div><div>La religione dell'eroe.<br>Il culto di Ercole, a Roma, ricalca il mito greco di Eracle, con alcune aggiunte e specificità.<br>Il giorno di venerazione era il 12 agosto e aveva gli epiteti di Invitto, Custode e Vincitore. Spesso il culto era associato a fonti e specchi d'acqua.<br><br></div><div>Ercole e la letteratura latina.<br>Virgilio, nel 8º libro dell'Eneide, fa arrivare Enea a Pallanteo dove regna Evandro, il quale, in quel momento, stava celebrando un rito in onore di Ercole. Dopo il banchetto, seguito alla cerimonia, il re racconta ad Enea le origini di quel rito: Ercole era di ritorno dalla Spagna e fece un sosta nel Lazio, a quel tempo intestato dal mostruoso Caco, che rubava le mandrie e le nascondeva nel suo antro; un giorno l'eroe lo beccò e lo uccise, così da allora i cittadini gli dedicano un rito (testimoniato ancora ai tempi di Virgilio, quando fu costruita l'Ara Massima di Ercole Invitto, situata nel Foto Boario, da cui partivano i cortei trionfali).<br><br></div><div>Ercole ha influenzato il modo di vivere dei romani.<br>Ercole fu il primo mortale che riuscì a diventare un dio, così nei sarcofagi romani sono frequenti le raffigurazioni delle sue famose "dodici fatiche", il cui simbolo delle prove che il defunto per raggiungere l'immortalità dell'anima.<br>Alcuni Imperatori si ispiravano ad Ercole: Commodo, che amava combattere nell'arena, si vestiva come il guerriero e Massimiliano Erculio diceva di essere un suo discendente e aveva un guardia del corpo dedicata, gli Herculiani.<br><br></div><div>Hercules: tra filosofia e cultura classica.<br>Il filosofo Seneca scrisse le tragedie "Hercules furens" e "Hercules Oetaeus"; inoltre nella sua satira, "Apokolokyntosis", sulla morte dell'imperatore Claudio, egli immagina (ironicamente) che Ercole abbia il ruolo di portinaio e buttafuori dell'Olimpo.<br><br></div><div>Il suo mito.<br>Numerose sono le leggende che hanno Ercole come protagonista e numerosi sono i suoi figli, protagonisti a loro volta di ulteriori miti.<br> La "vita": Ercole era figlio del dio romano Giove e della mortale Alcmena; il bambino era dotato di una forza prodigiosa assunta in seguito all'aver bevuto il latte della dea romana Giunone, mentre essa dormiva, ed è grazie a questa forza che egli potrà diventare un dio affrontando le famose imprese.<br>Più tardi, l'eroe ebbe in moglie una mortale, Deianira. Un giorno, durante una delle sue imprese, i due dovevano attraversare un fiume, l'eroe attraverso da sè e fece traghettare la moglie dal centauro battelliere Nesso, che tentò di rapirla; così Ercole lo colpì con una delle frecce avvelenate dall'Idra. Ma il centauro morente, persuase la donna a pensare che il marito le fosse infedele e le promise che, nel caso avesse avuto dei sospetti, avrebbe dovuto solo spalmare il suo sangue il corpo del semidio per ottenere totale fedeltà; però nel momento in cui lo fece il sangue del centauro, essendo anch'esso avvelenato dall'Idra, iniziò a creare dolori lancinanti a tal punto da costringere Ercole a dare fuoco alle sue stesse carni.<br>Inoltre ci sono varie versioni sul genetliaco di Ercole: c'è chi festeggiava il quarto giorno di ogni mese; secondo un'altra tradizione, il semidio naque quando il sole entra nella decima costellazione, quindi tra il 23 dicembre e il 20 gennaio sotto il segno del Capricorno; per altri, quando il sole entra nella dodicesima costellazione, ovvero tra il 20 febbraio e il 19 marzo sotto il segno del Pesci.<br><br></div><div>Rappresentazioni artistiche dell'eroe.<br>L'Ercole Farnese è una scultura ellenistica in marmo alta 317 cm di Glicone di Atene, databile al 3º sec., custodita nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli.<br>La statua raffigura l'eroe mentre si riposa dopo aver compiuto le celebri fatiche. Il suo volto e il suo corpo sono stanchi al punto da appoggiarsi ad una clava con sopra la pelle del leone di Nemea (i suoi simboli), mentre nella mano destra stringe i primi d'oro rubati alle Esperidi (ultima fatica e mito di Ercole). </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-09-30 08:28:34 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>gsabrinalanzano</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il mito di Lilith</div>]]></description>
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         <title>Narciso e Aminia</title>
         <author>antoniojole2000</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Narciso  è un personaggio della mitologia greca, un cacciatore, famoso per la sua bellezza. Figlio della ninfa Liriope e del dio fluviale Cefiso. Il mito appare come una sorta di racconto morale, infatti narra che Narciso aveva molti innamorati, che lui costantemente respingeva fino a farli desistere. Solo un giovane ragazzo, Aminia, non si dava per vinto, tanto che Narciso gli donò una spada perché si uccidesse. Aminia, obbedendo al volere di Narciso, si trafisse l'addome davanti alla sua casa, avendo prima invocato gli dei per ottenere una giusta vendetta. La vendetta si compì quando Narciso, contemplando in una fonte la sua bellezza, restò incantato dalla sua immagine riflessa, innamorandosi perdutamente di se stesso. Preso dalla disperazione e sopraffatto dal pentimento, Narciso prese la spada che aveva donato ad Aminia e si uccise trafiggendosi il petto. Dalla terra sulla quale fu versato il suo sangue, si dice che spuntò per la prima volta l'omonimo fiore.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-03 10:12:57 UTC</pubDate>
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         <title>il mito della caverna</title>
         <author>giovannisodano2003</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/394304091</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Il mito della caverna, di Platone, si ambienta in una caverna sul fondo della quale ci sono tre uomini che sono sono nati e hanno sempre vissuto li, sono incatenati e obbligati a guardare su una parete della caverna e non sanno cosa ci sta fuori .Fuori dalla caverna vi è un mondo normale ma prima dell’entrata della caverna c’è un muro e un fuoco che proietta le ombre di ciò che mettono le persone sul muro, quindi le persone incatenate vedono le ombre ma non le persone che le proiettano e sentiranno solo le loro voci associandole alle ombre che vedono. Ora supponiamo che uno degli uomini incatenati riesca a liberarsi, quando uscirà si sentirà completamente disorientato. Comincerà a guardare gli oggetti veri come le piante i fiori e in un secondo momento anche le stelle e infine il sole L'uomo che è fuggito dalla caverna e ha visto tutto si trova in una situazione piuttosto ambigua infatti è indeciso se rimanere libero o rischiare per salvare gli amici e alla fine decide di calarsi nella caverna e quando arriva in fondo non vede più niente è come se accecato. Sostiene di essere tornato per condurli in un'altra realtà ma essi lo deridono perchè non riesce più neppure a vedere le ombre riflesse sul fondo. Lui però continua a parlar loro del mondo esterno ma i suoi amici continuano a non credergli. In realtà Platone vuole descrivere la storia di Socrate, un uomo che ha visto realtà superiori e ha cercato di farle conoscere agli altri che non hanno però accettato</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-07 08:30:30 UTC</pubDate>
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         <title>Dal racconto al ragionamento </title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/394306411</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Da sempre l'uomo ha cercato di scoprire e conoscere qualcosa in più sulle origini dell'universo.<br>Inizialmente ha fatto ciò utilizzando la sua immaginazione, creando miti, che di generazione in generazione venivano tramandati e che di generazione in generazione subivano processi di trasformazione. Attraverso i miti, quindi, l'uomo, ed in particolare l'uomo greco, cercava di spiegare  le origini mediante il racconto. Il primo a far ciò fu il poeta Esiodo con il racconto mitico "<em>La Teogonia</em>", attraverso il quale spiegava che il tutto ebbe origine dal Caos, dal disordine, e da esso avrebbero avuto origine Gaia, la Terra, e Urano, il Cielo. Successivamente vi furono altri miti, tra i quali i poemi omerici, <em>L'Iliade </em>e <em>L'Odissea</em>. Con questi componimenti Omero esprime una sorta di "vicinanza" da parte degli dèi greci agli uomini; infatti essi possiedono forme umane, sono dotati di forze naturali, e rappresentano valori umani.<br>Il passaggio dal mythos al lógos avviene nel momento in cui l'uomo prova a spiegare non più mediante l'immaginazione ma mediante un ragionamento logico e razionale. Ciò che comunque accomuna i miti, i poemi omerici e la filosofia sta negli interrogativi che sia Omero, sia i filosofi e sia coloro che creavano e tramandavano miti si ponevano. Tutti quindi hanno cercato di rispondere alle stesse domande usando però vari mezzi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-07 08:38:02 UTC</pubDate>
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         <title>La riflessione dei sette Savi come anticipazione dell&#39;etica filosofica.</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/394306458</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La riflessione morale che caratterizzerà la filosofia è stata anticipata dai motti Sette Savi, norme che si distanziano dalla religione per il loro carattere razionale</div><div>I sette savi sono stati autori di massime poste a fondamento della comune sensibilità culturale greca. Alcune massime sono diventati veri e propri motti popolari sopravvissuti fino ai nostri giorni.</div><div>Il loro pensiero si distacca dalla religione omerica tradizionale per assumere i connotati propri di un sapere oggettivo e razionale in linea con i fondamenti di base della conoscenza filosofica.</div><div>La loro ricerca, a differenza dei filosofi speculativi, è incentrata più su aspetti etici, umani e di vita pratica.</div><div>Gli antichi savi svolgevano anche attività politica presso le loro città-stato. </div><div>Il saggio rifugge gli eccessi, abbiamo la scelta del giusto mezzo e della moderazione</div><div>Il pensiero dei sette savi si distanziava dalla religione per il carattere puramente razionale, dunque filosofico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-07 08:38:12 UTC</pubDate>
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         <title>Dal mythos al logos</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/394306520</link>
         <description><![CDATA[<div>PER LO STUDIO A CASA<br>1)Come nascono i miti greci?<br>I miti greci nascono a causa dell'esigenza degli stessi greci di dover dare una spiegazione a tutto ciò che per loro era ignoto ,come l'origine dell'universo<br>2)Cosa rappresentavano i miti per i greci?<br>Per i greci i miti erano un qualcosa di fondamentale perchè sottoforma di racconto venivano spiegate le verità dell'universo<br>3)Come spiega Esiodo l'origine del mondo?<br>Attraverso il suo mito "Teogonia" ,Esiodo spiega che il mondo ha avuto origine dal Caos ,attraverso l' origine di Gea (la terra) e di  Urano(il cielo)<br>4)Che caratteristiche hanno gli dei greci per Omero?<br>Secondo Omero gli dei sono creature dalla forme umane ma perfetti e immortali ,inoltre sono loro che guidano gli uomini nelle proprie scelte .Omero li ricollega anche a tutti i valori universali <br>5)Che cosa hanno in comune i miti greci ,la poesia omerica e la filosofia?<br>Questi tre elementi hanno in comune il fatto che utilizzano lo stesso meccanismo per raccontare della realtà ovvero :TUTTO HA UNA SPIEGAZIONE</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-07 08:38:21 UTC</pubDate>
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         <title>Il mito di Pandora</title>
         <author>c03coppola</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/394554361</link>
         <description><![CDATA[<div>Zeus, infuriato per il furto del fuoco divino commesso da Prometeo, decise di punire questi e la sua amata creazione: il genere umano. Prometeo venne incatenato ad una roccia ed ogni giorno un’aquila gli divorava il fegato: l’organo ricresceva durante la notte e così, la mattina successiva, il tormento riprendeva. Per punire gli uomini, Zeus ordinò ad Efesto di creare una bellissima fanciulla, Pandora (dal greco “pan doron” = “Tutti i doni”), alla quale gli dei offrirono grazia e ogni sorta di virtù.<em><br> <br></em>Ermes, che aveva dotato la giovane di astuzia e curiosità, venne incaricato di condurre Pandora dal fratello di Prometeo che nel frattempo era stato liberato da Eracle, Epimeteo. Questi, nonostante l’avvertimento del fratello di non accettare doni dagli dei (non è un caso che il suo nome, in greco, significhi “colui che riflette tardi”), sposò Pandora, da cui ebbe Pirra. Ella recava con sé un vaso regalatole da Zeus, che però le aveva ordinato di lasciare sempre chiuso. Ma, spinta dalla curiosità, Pandora disobbedì: aprì il vaso e da esso uscirono tutti i mali del mondo (la vecchiaia, la gelosia, la malattia, la pazzia, ecc.) che si abbatterono sull’umanità. Sul fondo del vaso rimase solo la speranza che non fece in tempo ad allontanarsi prima che il vaso venisse chiuso di nuovo. Prima di questo momento l’umanità aveva vissuto libera da mali, fatiche o preoccupazioni di sorta, e gli uomini erano, così come gli dei, immortali. Dopo l’apertura del vaso il mondo divenne un luogo desolato ed inospitale finché Pandora lo aprì nuovamente per far uscire anche la speranza, l’ultima a morire.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-07 16:13:52 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>antonio_07</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/394586215</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://padlet.com/antonio_07/9ny5nnfq0trr">https://padlet.com/antonio_07/9ny5nnfq0trr</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-07 16:59:35 UTC</pubDate>
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         <title>IL MITO DI EROS</title>
         <author>Martinabaldinucci</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/394599630</link>
         <description><![CDATA[<div>"Quando nacque Afrodite, gli dèi banchettarono, e fra gli altri c'era Poros, figlio di Metis. Dopo che ebbero pranzato, venne Penia a mendicare, poiché c'era stato un gran banchetto, e se ne stava vicino alla porta. Successe che Poros, ubriaco di nettare, dato che il vino non c'era ancora, entrato nei giardini di Zeus, appesantito com'era, si addormentò. Penia, allora, per la mancanza in cui si trovava di tutto ciò che ha Poros, escogitando di avere un figlio da Poros, giacque con lui e concepì Eros.</div><div>Per questo, Eros divenne seguace e ministro di Afrodite, perché fu generato durante le feste natalizie di lei, ad un tempo e per natura amante di bellezza, perché Afrodite è bella.</div><div>In quanto Eros è figlio di Penia e di Poros, gli è toccato un destino di questo tipo.</div><div>In primo luogo, è povero sempre, ed è tutt'altro che bello e delicato, come credono i più. Invece, è duro e ispido, scalzo e senza casa, si sdraia sempre per terra senza coperta, e dorme all'aperto davanti alle porte o in mezzo alla strada, perché ha la natura della madre, sempre accompagnato con la povertà.</div><div>Per ciò che riceve dal padre, invece, egli è insidiatore dei belli e dei buoni, è coraggioso, audace, impetuoso, straordinario cacciatore, intento sempre a tramare intrighi, appassionato di temperanza, pieno di risorse, ricercatore di sapienza per tutta la vita, straordinario incantatore, preparatore di filtri, sofista.</div><div>E per sua natura non è né mortale né immortale, ma in uno stesso giorno, talora fiorisce e vive quando riesce nei suoi espedienti, talora invece muore, ma poi torna in vita a causa della natura del padre.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-07 17:18:57 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>martinaapeace</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/394864497</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-10-08 07:36:48 UTC</pubDate>
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         <title>Il mito di Aracne </title>
         <author>Lupa03</author>
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         <description><![CDATA[<div>Si narra che a Lidi vivesse Aracne, una tessitrice talmente brava e abile che si vantava di poter superare in una gara di tessitura persino Atena. Infatti, oltre ad essere la dea della sapienza, la Pallade era anche la custode della tessitura. Ella assunse le sembianze di una vecchia e cercò di scongiurare la ragazza dall’ intraprendere una sfida impossibile e assurda. <strong>Aracne rispose che in realtà la dea era intimorita da lei e quest’ultima, irritata, si mostrò alla fanciulla e accettò di sfidarla</strong>.<br><br></div><div>Le due contendenti tessero metri e metri di lana, ricamando l’una le storie degli dei e l’altra i loro amori. <strong>Atena dovette ammettere la superiorità di Aracne, ma non accettò la sconfitta: fece a pezzi la sua tela e la fanciulla, che aveva cercato di impiccarsi ad un albero per la disperazione, fu trasformata in un ragno. Ella fu così costretta a tessere per l’eternità e a dondolare sull’albero che aveva scelto come luogo della sua morte</strong>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-08 19:10:47 UTC</pubDate>
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         <title>Il mito di Clizia</title>
         <author>caterinamarseglia04</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/397099151</link>
         <description><![CDATA[<div>Clizia era una giovane ninfa perdutamente innamorata di Apollo, il Dio Sole, che la sedusse per un breve periodo ma che poi ne rifiutò l’amore per una mortale di nome Leucotoe, figlia del re orientale Orcamo.Apollo, per ottenere il cuore di Leucotoe, si trasformò in sua madre. Entrato nella stanza dove stava tessendo con le ancelle, riuscì a rimanere solo con la fanciulla e a sedurla.Presa da una folle gelosia, la ninfa decise di rivelare al re l’unione di sua figlia con il dio del Sole. Orcamo, allora, infuriato dall’accaduto, fece seppellire viva Leucotoe. Nonostante i tentativi di Apollo nel farla resuscitare, il Destino si oppose e dal sepolcro dell’amata, nacque una pianta d’incenso.Perduto quello che riteneva il suo amore, Apollo non volle più vedere Clizia la quale, per questo motivo, cominciò a deperire, rifiutando di nutrirsi e bevendo solamente la brina e le sue lacrime.Clizia non si rassegnò mai: stava seduta giorno e notte in un campo a guardare il suo amato che attraversava il cielo dall’alba al tramonto e con la testa sempre verso il cielo ne seguiva il percorso senza mai distogliere lo sguardo.Tutto questo finché Apollo, impietosito, la trasformò in un fiore, in grado di cambiare inclinazione durante il giorno secondo lo spostamento del Sole nel cielo: il girasole. Il nome Clizia deriva dal greco e significa proprio “colei che si inclina”, ovvero, secondo la polisemia del verbo, “colei che si inclina, si muta e ha la dedizione verso qualcosa”.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-13 11:51:55 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mvangone15</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/397146528</link>
         <description><![CDATA[<div>Il mito di io</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-13 18:03:12 UTC</pubDate>
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         <title>Narciso : l&#39;eccessivo amore di sè</title>
         <author>antoniaritaleucoio</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/397440888</link>
         <description><![CDATA[<div>C'era una fonte limpida, dall'acqua cristallina e argentata. Nessuno era mai venuto a rubare la pace di quell'acqua : nè i pastori, nè le capre, che pascolano sulla montagna ; nessun uccello e nessun ramo caduto da un albero. Tutt'intorno, erba fresca e boschi che impedivano al sole di riscaldare troppo quei luoghi. Venne a sedersi lì in mezzo un ragazzo stanco. Lo avevano attirato la bellezza del luogo e quella fonte. Narciso- era quello il suo nome- voleva calmare la sua sete, ma un'altra sete nacque dentro di lui: mentre beveva fu colpito dall'immagine della sua bellezza che si rifletteva nell'acqua e se ne innamorò, scambiando per un corpo vero qualcosa che non era che un'ombra. In estasi davanti a se stesso, il viso immobile, tutto preso da quello spettacolo, sembrava una statua di marmo di Paro. Sdraiato a terra contemplava il suo bel viso, se ne innamorò non sapendo ancora che stava amando se stesso. Quante volte mandò baci alla fonte che lo ingannava! Quante volte per abbracciare l'immagine che vedeva, affondò le braccia nell'acqua! Eppure l'oggetto del suo amore non esisteva ma niente poteva strapparlo di là. Poco dopo però, Narciso capì quello che gli stava succedendo: era lui quell'immagine così cara. Ma comunque gli parlava lamentandosi: &lt;Tu sei me stesso, l'ho capito. È per me stesso che brucio d'amore. Che fare? Oh, se potessi separarmi dal mio corpo! Ecco che il dolore mi toglie le forze... &gt; diceva, ma non si stancava di contemplare quel viso. Il tempo passava e quel sentimento lo consumava, lui perdeva le sue forze e la bellezza che tutti ammiravano e della quale la ninfa Eco si era così innamorata. La ninfa non aveva dimenticato che Narciso l'aveva rifiutata, ferendola profondamente ma quando seppe quello che stava succedendo provò un terribile dolore. Le ultime parole di Narciso con gli occhi fissi nell'acqua furono: &lt;Ahimè, mio impossibile amore&gt;. Poi lui poggiò la testa stanca sull'erba verde e chiuse gli occhi ancora pieni d'ammirazione per la sua bellezza. Le sue sorelle, le Naiadi, ninfe dell'acqua, fecero risuonare i loro lamenti e deposero sulla tomba del loro fratello i loro capelli tagliati, in segno di dolore e lutto. Anche le Driadi, ninfe degli alberi, piansero per lui: Eco ripeteva e ripeteva il suono di quei pianti. Già le ninfe preparavano la pira per il rogo e le torce infiammate, quando si accorsero che il suo corpo era scomparso: al suo posto trovarono un fiore giallo, il narciso. <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-14 14:25:28 UTC</pubDate>
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         <title>Fratello Luna e Sorella Sole</title>
         <author>annaircano10</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/397800401</link>
         <description><![CDATA[<div>Non sempre la Luna è stata rappresentata come un personaggio femminile:infatti una leggenda dell'antica mitologia racconta che un misterioso amante si recava presso una giovane donna che, curiosa di scoprire l'identità, una notte prima del suo arrivo immerse le mani nella cenere per lasciare una chiara traccia sulla schiena del giovane.Il mattino seguente, con terrore, scoprì quell'impronta sulla schiena del proprio fratello. Lei (il Sole) da quel giorno fugge via, mentre lui (la Luna) la insegue. Ogni qualvolta riesce a raggiungerla, è un'eclissi.E così sarà per sempre...</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-15 09:16:42 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>chiarafusiello04</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/397832943</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-10-15 11:05:59 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title></title>
         <author>michelleannunziata63</author>
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         <pubDate>2019-10-17 21:48:54 UTC</pubDate>
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         <title>il mito di Orfeo e Euridice</title>
         <author>samuele_cerbone2</author>
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         <description><![CDATA[<div>il mito di Orfeo e Euridice è noto per essere uno dei più celebridi tutta la tradizione mitologica greca. Un amore immenso tra due giovani sposi, Orfeo, bravissimo musicista, e la bellissima ninfa Euridice, viene spezzato troppo presto. È una storia commovente e straziante che ha da sempre appassionato e ispirato i più grandi artisti e letterati di tutti i tempi. Esistono numerose e varie versioni del mito, ma le più importanti e famose ci sono state tramandate da Virgilio nelle <em>Georgiche </em>  e da Ovidio nelle <em>Metamorfosi</em>.<br><br>La storia racconta dell’amore tra Orfeo e Euridice, una coppia di sposi innamorati e felici. Egli era forse il figlio della musa Calliope e del re tracio Eagro. Euridice era una bellissima ninfa amadriage. La loro felicità durò fino a quando il giovane Aristeo, figlio del dio Apollo, si innamorò perdutamente della donna. Euridice, però, non ricambiava l’amore di Aristeo ed era spaventata dalle attenzioni che lui le rivolgeva continuamente. Un giorno, nel tentativo di sfuggire ad Aristeo, inciampò in un serpente velenoso, che la uccise mordendola. Orfeo si disperò terribilmente. Per far sì che il suo pianto disperato terminasse gli dei, ammaliati anche dal suono della cetra di Orfeo, decidono di dargli una possibilità per avere Euridice con sé. Gli dei concessero a Orfeo di scendere negli inferi per recuperare Euridice a patto che durante il viaggio lui non si voltasse per vederla. Il giovane, però, quasi all’uscita dall’inferno non riesce a non guardare l’amata e così Euridice viene portata nella profondità dell’Ade.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-10-24 22:34:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2019-12-04 10:29:51 UTC</pubDate>
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         <title>PLATONE  1</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2020-01-10 11:02:22 UTC</pubDate>
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         <title>PLATONE E IL DUALISMO GNOSEOLOGICO E ONTOLOGICO</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <description><![CDATA[<div>Prima e seconda navigazione</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-10 11:03:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2020-01-10 11:04:02 UTC</pubDate>
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         <title>tripartizione anima</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <title>ORDINE DELLE IDEE</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2020-01-10 11:04:15 UTC</pubDate>
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         <title>dualismo anima e corpo</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2020-01-10 11:07:06 UTC</pubDate>
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         <title>platone 2</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
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         <pubDate>2020-01-10 11:07:13 UTC</pubDate>
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         <title>Gruppo 1: opinioni sul film “The Truman Show”</title>
         <author>gsabrinalanzano</author>
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         <description><![CDATA[<div>Alessandro Barisciano: Questo film è stato uno dei miei preferiti poiché sono rimasto affascinato proprio dalla struttura della trama la quale parla del protagonista del film Truman che abita in un mondo il quale è simile a quello delle pubblicità perciò riferendosi a Platone è il mondo delle idee, il quale invece è completamente diverso da ciò che si scopre poi alla fine: è tutta una finzione, una montatura e in realtà il protagonista abita nel mondo delle cose sensibili. Detto ciò questo film mi ha particolarmente affascinato per la storia, le vicende e i vari collegamenti per le teorie di Platone.</div><div>Giusy Sabrina Lanzano: The Truman Show mi è piaciuto molto poiché, a mio parere, ha rivelato un significato molto importante: sia nell’apparente mondo reale che in quello veramente reale, la persona rimarrà sempre la stessa, con gli stessi difetti, pregi, non ci sarà nulla di finto nelle sue emozioni. Il protagonista arrivato a un certo punto della sua vita, per raggiungere il suo obbiettivo, ha superato le sue paure scoprendo la realtà, non avendo timore di ciò a cui stava andando incontro, ed è proprio questa la filosofia di Platone: oltrepassare l’esperienza del mondo sensibile quindi quello in cui stava vivendo, per elevarsi al mondo intellegibile ovvero quello che ha scoperto. </div><div>Maria Vangone: Mi è piaciuto ed è stato molto interessante. Se lo mettiamo a confronto con la teoria di Platone e il mito della caverna è simile, perché  lui si rende conto e cerca di uscire da quel mondo finto in cui ha sempre vissuto senza mai rendersene conto. Il produttore ha avuto un comportamento sbagliato e orribile , cioè che divertimento c’è nel manipolare la vita di una persona e non darle la possibilità di crescere e di capire le cose come funzionano. Alla fine sono contenta che Truman sia riuscito ad arrivare nel mondo reale, fregandosene di tutto.</div><div>Caterina Argiento: Anche a me è piaciuto molto, soprattutto il fatto che ha cercato fino alla fine di scoprire la verità e uscire, diciamo che la ragazza che aveva incontrato gli ha dato uno stimolo in più, perché alla fine ha sempre voluto viaggiare e scoprire il mondo.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-22 09:16:31 UTC</pubDate>
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         <title>The Truman Show - Il mito della caverna di Platone</title>
         <author>v_angelino03</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/434451621</link>
         <description><![CDATA[<div>“The Truman Show” è un film del 1998 diretto da Peter Weir e interpretato da Jim Carrey. La pellicola è una satira fantascientifica, ispirata parzialmente a un episodio di “Ai confini della realtà” e, alla moda nascente di quegli anni, di raccontare la vita in televisione attraverso i reality show, immaginando una situazione paradossale, portata all'estremo, dalla quale emergono temi filosofici: in questo caso si tratta del mito della caverna di Platone.<br><br>La trasmissione va in onda h24 e sin dalla nascita del protagonista, con telecamere in ognidove, egli vive una vita lineare, protetta e al quanto ripetitiva. Ed è proprio da qui, dalla travolta della routine, che nella testa di Truman iniziano a regnare i dubbi, teorie di complotto e di segreti. Ma tutte queste problematiche si presentano già quando egli frequentava le scuole superiori, quando si invaghisce di una ragazza, che per quanto possa ricambiare, le viene negato l’avvicinamento al ragazzo poiché non era lei la persona destinata ad essere sua moglie; ella fa di tutto per convincerlo che quello che vive non è la realtà ma viene immediatamente eliminata dal cast; ciò nonostante, Truman negli anni seguenti cerca indizi per ritrovarla.<br>In quello che inizialmente sembrava essere un giorno come un altro, vi è la caduta di una luce del set-mondo proprio nel viale in cui vive il protagonista, ma l’accaduto viene spacciato per un aereo che perdeva pezzi durante il volo. Nessuno in città ne parla percui il primattore non dà credito a quanto visto, ma non appena egli cambia la sua routine (scena dell’ascensore, della strada bloccata) tutto attorno a lui cambia: gli attori si trovano colti alla sprovvista perché non hanno un copione, come dice il migliore amico: &lt;Tutto è reale, niente è finto; è semplicemente controllato!&gt;. <br>In città lo conoscono tutti, infatti più volte lo chiamano per nome ed anche questo fa accrescere i dubbi di Truman, che lo portano a viaggiare con la mente e con l’immaginazione, “per raggiungere la cima”. Ma tutto ciò viene limitato dalla produzione che, attraverso i componenti del cast, il protagonista si convince, anche se solo in parte, delle loro parole. Inoltre vi sono molte pubblicità, grazie alle quali la trasmissione è durata per anni: &lt;Tutto è in vendita dagli alimenti, alle case, macchine, mobili…&gt;.<br>Dopo tutto ciò, una notte riesce a scappare prendendo una barca, cercando di raggiungere la sua amata Silvia e intanto supera anche il suo trauma: l’acqua, che dopo la finta morte del padre, annegato, non lo aveva mai abbandonato. Continua a navigare e, dopo aver superato anche una tempesta, arriva alla fine del set: tocca il “cielo” avendo la conferma che tutta la sua vita, fino ad allora, è stata una bugia. Infine raggiunge l’unica porta d’uscita del set e l’unica via che può dargli la libertà, ma l’ideatore della trasmissione gli dà un’opportunità: restare al sicuro nel mondo da lui creato oppure uscire, essere libero ma in un mondo infimo e, se pure vi siano le stesse cattiverie, bugie e inganni, non vi è protezione. Davanti a questa scelta Truman risponde con la sua esclamazione tradizionale: &lt;E se mai non vi rivedessi: buongiorno, buon pomeriggio e buonanotte&gt; e così dicendo esce.<br><br>“-Perché crede che Truman non è mai  riuscito a scoprire la vera natura del mondo in cui ha vissuto fino ad ora? <br>-Noi accettiamo la realtà del mondo cosí come si presenta, semplice.” (intervista all’ideatore della trasmissione) <br>Ed è proprio da questo tipo di scene che possiamo collegare il messaggio, che il film vuol trasmettere, con la morale del mito della caverna: l’uomo vive in un mondo che non può non può controllare, infatti egli è legato con delle catene e costretto ad assistere a scene già decise e controllate da qualcosa di più grande; ed è solo con la ragione che egli può raggiungere traguardi come quello di liberarsi dalle catene e uscire dalla caverna, scoprendo dopo tempo di inganni, ciò che si cela dietro quello che ha vissuto fino ad allora; proprio come fa Truman che fa di tutto pur di uscire e dal mondo da lui conosciuto.<br><br>Gruppo 2 (Angelino, Coppola, De Rosa, Fontanella e Ronca). <br>Scritto da Angelino e Coppola. </div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-22 10:08:48 UTC</pubDate>
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         <title>The Truman show</title>
         <author>francy082003</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/436582846</link>
         <description><![CDATA[<div>The Truman Show, è un film del 1998 diretto da Peter Weir. Il protagonista della vicenda è Truman Burbank, che trascorre la sua esistenza nell’idilliaco isolotto di Seahaven. Nonostante l’apparente serenità, l’uomo prova un sentimento di angosciante insofferenza per la sua vita e, con il passare del tempo, il senso di estraneazione lo costringe a dubitare di tutto.<br>Truman è molto amato dai genitori, della moglie Meryl e dell’amico Marlon, ma percepisce una differenza sempre più netta tra le sue reazioni emotive e quelle delle persone a lui care.<br>Quando si verificano una serie di circostanze del tutto atipiche, Truman decide di indagare sul suo passato, ma la consultazione dei vecchi album di famiglia non fa che confonderlo. Un pensiero, in particolare, continua a tormentarlo. Anni prima, Truman aveva fatto la conoscenza di Lauren della quale si era innamorato a prima vista.<br>La ragazza sembrava sul punto di rivelargli qualcosa di fondamentale, ma non aveva il permesso di rivolgergli parola. Dopo aver suscitato la curiosità di Truman, Lauren scomparì improvvisamente e in città tutti si dicevano certi che fosse affetta da schizofrenia e si fosse traferita sulle isole Figi.<br>Nonostante il terrore dell’acqua, Truman desidera allontanarsi dall’illusoria isola e decide di avventurarsi nel mare. Qui, finalmente, apprenderà l’assurda e scioccante verità sulla sua intera esistenza.<br><br>Realizzato da: Francesco Bernelli, Martina Pace, Caterina Marseglia, Chiara Fusiello e Anna Ircano (Gruppo 4)</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-27 18:22:01 UTC</pubDate>
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         <title>THE TRUMAN SHOW</title>
         <author>lucreziasmile03</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/437181378</link>
         <description><![CDATA[<div>The Truman Show è un film del 1998 diretto da Peter Weir, </div><div>I primi trent'anni  nella vita di Truman Burbank (Jim Carrey) sono stati lisci come l'olio nella comunità di Seahaven. Un giorno, però, scopre che tutta la sua vita è una grande messinscena, una soap opera allestita in uno studio televisivo grande come un'intera regione di cui lui è l'unica persona vera filmata da telecamere invisibili. Tutti gli altri, compresi i genitori, l'amico Marlon e sua moglie Meryl sono attori, guidati dal produttore Christof. Ad un certo punto iniziano ad accadere strani avvenimenti come la caduta dal cielo di un faro di proiezione, dovuta al fatto che, con il passare del tempo, il set si sta deteriorando quindi Tuman inizia a dubitare della realtà in cui vive. Truman pone attenzione ad alcuni episodi della sua giovinezza, tra i quali l'incontro con una giovane ragazza, Lauren, che, nello show, aveva il ruolo di una comparsa silenziosa e di cui si era subito innamorato. Lauren, che avverte il giovane che non le è permesso di parlare con lui, si è anche lei innamorata; cerca quindi di rivelargli la realtà ribellandosi allo staff che la allontana dal programma. A Truman, che dovrà sposare l'attrice più adatta alle esigenze dello spettacolo, si dirà che Lauren è una schizofrenica che è dovuta partire per un trasferimento della sua famiglia alle isole Figi; inoltre per provocargli la paura dell'acqua e non farlo allontanare mai dall'isola, in tenera età, gli viene fatto morire il padre, tuttavia un giorno lo riconosce tra le comparse.La situazione è ormai precipitata e niente riesce a fermare Truman che si avventura su una piccola barca nel finto mare che inutilmente il regista fa sconvolgere da una tempesta, mettendo a rischio la stessa vita del suo personaggio. Quando Christof si rende conto che ormai Truman ha scoperto la verità ed è disposto anche a morire pur di far cessare la farsa, decide di interrompere la tempesta e, parlandogli direttamente dal cielo della scenografia televisiva, cerca di convincerlo che la finta vita del colorato set televisivo sia molto migliore e più vera di quella grigia della vita reale. Ma Truman preferisce la verità, così, salutando scherzosamente il suo pubblico «Casomai non vi rivedessi... buon pomeriggio, buonasera e buonanotte!», esce dal set e si avvia verso la vera vita e Sylvia (il vero nome di Lauren), la ragazza "ribelle" di cui si era innamorato tempo addietro, esultando per la scelta del giovane, si precipita a incontrarlo, mentre i telespettatori di tutto il mondo esultano per la scelta di Truman.Definito il più costoso (80 milioni di dollari) e popolare film d'autore mai realizzato a Hollywood. 3 nomination, nemmeno un Oscar. Il tema fu anticipato da Paul Bartel con Secret Cinema (1968), storia di una ragazza che scopre come la sua vita quotidiana venga filmata per sadico divertimento dai suoi amici.<br>Realizzato da: <br>Elia Lucrezia, <br>Baldinucci Martina, <br>Annunziata Michelle,<br> Cerbone Samuele <br>Sodano Giovanni<br> (gruppo 3)</div>]]></description>
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         <pubDate>2020-01-28 18:47:55 UTC</pubDate>
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         <title>The best of me - Nicholas Sparks</title>
         <author>v_angelino03</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/441203717</link>
         <description><![CDATA[<div>Questo è un film, del 2014, diretto da Michael Hoffman e e tratto dal romanzo “Il meglio di me” di Nicholas Sparks.<br><br></div><div><strong><mark>Trama:</mark></strong> Nella primavera del 1992, quando frequentavano il liceo, Amanda e Dawson si erano innamorati: profondamente, irrevocabilmente. Nonostante appartenessero a due mondi opposti, il loro amore sembrava tanto grande da sfidare le regole della vita di Oriental, la cittadina della Carolina del Nord dove erano cresciuti. Dawson, segnato dalla violenza della sua famiglia, pensava che il sentimento per Amanda lo avrebbe riscattato da un destino di solitudine e infelicità. Dawson era uno spirito libero e appassionato, tutto quello che la rigida educazione di Amanda come ragazza perfetta le aveva negato. Ma alla fine di quell'ultima estate, imprevedibile e fulminea come un temporale d'agosto, le loro strade si erano bruscamente divise. Ventuno anni dopo, Amanda e Dawson si ritrovano a Oriental per il funerale di Tuck, il vecchio amico che un tempo aveva dato rifugio alla loro giovane passione. Nessuno dei due ha avuto la vita che sperava, e nessuno dei due ha dimenticato il primo sconvolgente amore che li aveva cambiati per sempre. Mentre eseguono le ultime volontà di Tuck, espresse in due lettere, scoprono in quelle pagine verità impensabili su chi è rimasto, chi se n'è andato e soprattutto sul loro legame. Costretti ad affrontare ricordi dolorosi, Amanda e Dawson verranno a conoscere i veri motivi delle scelte fatte nel passato. Nel frattempo il figlio di Amanda ha un incidente stradale: il cuore ha delle valvole lese e per sopravvivere è necessario un trapianto. Dawson, da tempo in conflitto con suo padre ed i fratelli per la scelta di amare Amanda, viene proprio ucciso per mano del padre, mentre stava andando da lei per consolarla su suo figlio. Un anno più tardi, il figlio e Amanda scopriranno che il cuore trapiantato apparteneva proprio a Dawson e, anche se messa a dura prova, la vita dei due riprenderà a essere felice.<br><br></div><div><strong><mark>Considerazioni personali</mark></strong>: Questo film, come il libro, mi è piaciuto molto sia per come è stato girato, sia l’interpretazione dei personaggi, sia per il significato che vuole trasmettere ed è proprio per questo che credo che si possa ricollegare al mito di Eros e degli androgeni: i due protagonisti, (come gli androgeni secondo Aristofane, nel Fedro) nonostante abbiano vissuto vite diverse per circa vent'anni, quando si rincontrano ritorna il loro quel sentimento adolescenziale che li ha accompagnati per tutti quegl’anni, sin da quando si sono incontrati la prima volta; infatti, possiamo dire che le loro anime, divise, solo quando si riconciliano trovano pace e colmano quel vuoto che ha riempito le loro vite fino ad allora.   <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-05 20:13:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>chiarafusiello04</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2020-02-09 17:39:10 UTC</pubDate>
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         <title>Il simposio</title>
         <author>francy082003</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/445157126</link>
         <description><![CDATA[<div>Il <strong><em>Simposio</em></strong> è forse il più conosciuto dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dialoghi_platonici">dialoghi</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Platone">Platone</a>. In particolare, si differenzia dagli altri scritti del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Filosofia">filosofo</a> per la sua struttura, che si articola non tanto in un dialogo, quanto nelle varie parti di un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Oratoria">agone oratorio</a>, in cui ciascuno degli interlocutori, scelti tra il fiore degli intellettuali <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Atene">ateniesi</a>, espone con un ampio discorso la propria teoria su <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eros_(filosofia)">Eros</a> ("<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Amore">Amore</a>"). <br>La cornice in cui si inseriscono i vari interventi è rappresentata dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Banchetto">banchetto</a>, offerto dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Poesia">poeta</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tragedia">tragico</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Agatone">Agatone</a> per festeggiare la sua vittoria negli agoni delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lenee">Lenee</a>, oppure alle Grandi <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dionisie">Dionisie</a>, del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/416_a.C.">416 a.C</a>. Fra gli invitati, oltre a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Socrate">Socrate</a> e al suo discepolo <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Aristodemo_di_Cidateneo&amp;action=edit&amp;redlink=1">Aristodemo</a>, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Medicina">medico</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Erissimaco">Erissimaco</a>, il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Commedia">commediografo</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aristofane">Aristofane</a>, Pausania l'amante di Agatone e il suo amico Fedro, figlio di <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Pitocle&amp;action=edit&amp;redlink=1">Pitocle</a> ed esperto di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Retorica">retorica</a>: ognuno di loro, su invito di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Erissimaco">Erissimaco</a>, terrà un discorso che ha per oggetto un elogio di Eros.<br>Verso la fine, fa una clamorosa irruzione anche <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alcibiade">Alcibiade</a>, completamente ubriaco, incoronato di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Edera">edera</a> e di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Viola_(botanica)">viole</a>, accompagnato dal suo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Komos"><em>komos</em></a>, che si presenta per festeggiare <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Agatone">Agatone</a>, e che viene accolto con cordialità. Alla fine del banchetto, la mattina seguente, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Socrate">Socrate</a> (uno dei pochi rimasti svegli per tutta la notte) lascia l'abitazione e, seguito da <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Aristodemo_di_Cidateneo&amp;action=edit&amp;redlink=1">Aristodemo</a>, si dirige verso il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Liceo_di_Aristotele#Geografia">Liceo</a>, luogo nel quale Aristotele, molti anni dopo, fondò la sua scuola. Il primo a parlare tra gli invitati è Fedro. Egli afferma che <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eros">Eros</a> è il più antico fra tutti gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Divinit%C3%A0">dèi</a> ad essere onorato, come attestano <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Esiodo">Esiodo</a>, nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Teogonia_(Esiodo)"><em>Teogonia</em></a>, e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Acusilao">Acusilao</a>, i quali all'origine del mondo pongono il Caos e la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Terra">Terra</a> e quindi anche Amore. Inoltre, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parmenide">Parmenide</a> sostiene che la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giustizia">Giustizia</a> «per prima, fra tutti gli dei, si prese cura di Amore». È Eros a spingere amante e amato a gareggiare in coraggio, valore, nobiltà d'animo: gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Esercito">eserciti</a>, se costituiti da tutti amanti e amati, sono imbattibili. <br><br><strong>Fedro</strong> porta alcuni esempi, primo fra tutti quello di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alcesti_(mitologia)">Alcesti</a> che superò in amore i genitori di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Admeto_(mitologia)">Admeto</a>, suo sposo, tanto da farli apparire estranei alla sua vicenda e da suscitare l'ammirazione degli dei; cosa che non avvenne a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orfeo">Orfeo</a>, che tornò indietro dall'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ade_(regno)">Ade</a> senza risultato, poiché era apparso vile. Gli dei invece onorarono <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Achille">Achille</a> che per sua scelta morì in aiuto e vendetta di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Patroclo">Patroclo</a>, suo amante, riservando a lui l'Isola dei Beati.<br>Verso la fine del discorso si assiste a un rovesciamento del concetto greco secondo il quale l'amato è superiore all'amante, perché autosufficiente, non soggetto a urti e scossoni. Perciò il greco ama l'uomo, ritenendo la donna indegna di essere superiore. Qui invece la superiorità è dell'amante e perciò il merito maggiore è dell'amato che ama: Achille, mentre Alcesti non amata, ma amante. L'ultima frase del discorso inoltre sottolinea l'importanza di Amore. <br><br><strong>Pausania</strong> è il secondo a parlare fra gli ospiti. Egli distingue due generi di Amore, poiché come esistono due <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Afrodite">Afroditi</a> (l'Afrodite Urania, “celeste”, figlia di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Urano_(mitologia)">Urano</a>, e l'Afrodite Pandèmia, “comune”, “volgare”, figlia di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Zeus">Zeus</a> e di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dione_(mitologia)">Dione</a>) così esistono anche due Amori: il primo detto “Celeste”, si accompagna all'Afrodite “Urania”, il secondo detto “Volgare”, si accompagna invece all'Afrodite “Pandèmia”.<br>L'Amore Volgare è volto ad amare i corpi più che le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anima">anime</a> e, partecipando di entrambe le nature dei suoi genitori, maschile e femminile, preferisce tanto le donne - considerate nella cultura greca antica oggetto inferiore d'amore - quanto i fanciulli imberbi, quindi facilmente plagiabili. L'Amore “Celeste”, invece, trascende quello corporale e si fa guida verso un elevato sentire: «è bello in tutti i modi dunque a causa della virtù mostrarsi compiacenti». Il suo discorso si conclude con una ricerca della giustificazione dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Omosessualit%C3%A0">amore omofilo</a> basandosi sui <em>nomoi</em> (cioè le norme, siano esse leggi scritte o no) delle varie regioni della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Grecia">Grecia</a> (in Boezia e nell'Elide non è ritenuto vergognoso, ma poiché gli uomini di quelle parti non sanno parlare, è una legge molto semplice inabile nel persuadere) mostrando come questo sia disprezzato «nella Jonia e nelle altre regione dominate dai barbari» , mentre ad Atene il <em>nomos</em> è più complicato, poiché è considerato lecito farlo in privato, riprovevole farlo in pubblico. <br><br>Come terzo, in sostituzione di Aristofane che è colto dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Singhiozzo">singhiozzo</a>, interviene <strong>Erissimaco</strong>, il quale, da buon medico, considera l'amore un fenomeno naturale e ne distingue gli aspetti normali da quelli morbosi. Nell'esporre la sua teoria si trova d'accordo sulle due specie d'Amore individuate da Pausania: «che Amore dunque sia duplice, pare a me che sia un distinguere bene», con una piccola differenza però: al posto dell’<em>Afrodite Pandemia</em> (Volgare), Erissimaco pone l’<em>Afrodite Polimnia</em> (“dai molti inni”, cioè portatrice di disordine). Amore infatti, come ogni cosa in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Natura">natura</a>, deve essere armonico ed equilibrato in ogni sua azione - «comunione di opposti»: infatti la “soverchieria”, “il disordine” insiti in ogni forma di attrazione non possono riuscire a buon fine, ma determinano contagi, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Malattia">malattie</a>, guasti e distruzione; «ma quando invece l'Amore diventa incontenibile e infuria violento durante le stagioni dell'anno, produce guasti e distrugge molte cose».<br>Erissimaco infine, come Pausania, cerca anch'egli una giustificazione per l'amore omofilo, trovandola in maniera più fondata nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Physis"><em>Physis</em></a> (natura) piuttosto che nel <em>Nomos</em>.<br><br>Come quarto, rimessosi dal singhiozzo, interviene <strong>Aristofane</strong>, il quale spiega la sua devozione verso Amore per mezzo di un fantasioso, ma significativo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mitologia">mito</a>. Per lui, all'origine del mondo, gli esseri umani erano differenti dagli attuali, formati da due degli umani attuali congiunti tramite la parte frontale (pancia e petto). Inoltre essi erano di tre generi: il maschile, il femminile e l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Androgino">androgino</a>, che partecipa del maschio e della femmina (cioè, appunto, “uomo-donna”). La forma degli uomini era inoltre circolare: quattro mani, quattro gambe, due volti su una sola testa, quattro orecchie, due organi genitali e tutto il resto come ci si può immaginare. Questa natura doppia è però stata spezzata da Zeus, il quale fu indotto a tagliare a metà questi esseri per la loro <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Hybris">tracotanza</a>, al fine di renderli più deboli ed evitare che attentassero al potere degli dei (d'altro canto, eliminarli del tutto avrebbe comportato la perdita dell'unica forma vivente da cui gli dei erano venerati). Ma da questa divisione in parti nasce negli umani il desiderio di ricreare la primitiva unità, tanto che le “parti” non fanno altro che stringersi l'una all'altra, e così muoiono di fame e di torpore per non volersi più separare. Zeus allora, per evitare che gli uomini si estinguano, manda nel mondo Eros affinché, attraverso il ricongiungimento fisico, essi possano ricostruire “fittiziamente” l'unità perduta, così da provare piacere (e riprodursi) e potersi poi dedicare alle altre incombenze cui devono attendere. </div><div><br>Per quinto parla il padrone di casa, <strong>Agatone</strong>, che definisce Amore il dio più bello e più nobile. Egli si incarica di dire «qual è e di quali beni artefice» è Amore. «Amore è il più felice perché è il più bello e il migliore. È il più bello perché è tale: anzitutto è il più giovane tra gli dei», e inoltre «è il più giovane e il più soave, e oltre a ciò è come flessuoso nell'aspetto. Non sarebbe infatti in grado di abbracciarsi ovunque, né di entrare in ogni anima di nascosto e poi uscirne se fosse inflessibile». Da sottolineare l'affermazione che «tra Amor e bruttezza c'è sempre <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra">guerra</a>», poiché Amore simboleggia la bellezza, «la sua esistenza tra i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fiore">fiori</a> reca una testimonianza della bellezza della carnagione del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dio">dio</a>». Egli non fa ingiustizia né la subisce, perché “giustizia”, “morigeratezza”, “potenza” e “sapienza” sono le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Virt%C3%B9">virtù</a> che lo contraddistinguono.<br><br><strong>Socrate</strong> interviene per sesto e ultimo. Sulle prime tenta di schermirsi per la sua incapacità come oratore, ma sostenuto dalla convinzione che su ogni cosa «basta dire la verità», decide di fare lo stesso anche con Eros, scegliendo ed ordinando nel modo migliore le cose più belle. Infatti gli elogi di Eros fatti dai precedenti oratori poggiavano tutta la loro efficacia sul dispiego della retorica e su <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Argomento_(filosofia)">argomentazioni</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sofistica">sofistiche</a>, arrivando a gareggiare nell'associare ad Eros i migliori benefici. Socrate invece, come detto, partirà dalla verità.<br>In sostanza, «Amore è amore di alcune cose», in particolare «di quelle di cui si avverte mancanza». <br><br>A questo punto sul discorso di Socrate si innesta quello di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diotima"><strong>Diotima</strong></a>, sacerdotessa di Mantinea, maestra di Socrate della concezione di Amore. Secondo essa «Amore non è bello [...] e non è neanche buono», fu concepito da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Penia_(mitologia)"><em>Penìa</em></a> (Povertà), che come detto dalla sacerdotessa approfittò di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Poros_(mitologia)"><em>Póros</em></a> (Espediente), ubriaco, alla festa del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Genetliaco">genetliaco</a> di Afrodite: egli è quindi un essere intermedio tra il divino e l'umano che, assieme alle qualità positive, assomma in sé anche quelle negative. Socrate, come apprende da Diotima, era caduto nello stesso equivoco nel quale cadono tutti o quasi tutti gli uomini che in Amore vedono solo il lato più bello. Tutto questo deriva dal fatto che Amore viene identificato con l'amato e non con l'amante: il primo è delicato, compiuto, il secondo invece è quale appare nella descrizione che Diotima ne viene facendo. Ma qual è la molla che spinge l'amante verso l'amato? L'attrazione della bellezza può essere uno stadio, ma non se è fine a se stessa: tra gli uomini chi è fertile nel corpo è attratto dalla donna e cerca la felicità nella discendenza della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prole">prole</a> e nella continuità, chi invece è fertile nell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anima">anima</a> cerca un'anima bella a cui unire la propria, e può creare con questa una comunanza più profonda di quella che si può avere con i figli. Su questo piano chi ama riuscirà «a capire che tutto il bello che riguarda il corpo è cosa ben da poco». Quindi accusa gli altri di aver attribuito false qualità ad Eros.<br><br>Dopo che Socrate ha concluso il suo discorso, irrompe nella sala del banchetto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alcibiade">Alcibiade</a> ubriaco e, dopo una breve schermaglia con Socrate, ne tesse il più splendido elogio. Pur senza aver udito le considerazioni di Socrate, Alcibiade viene a darne la più viva e diretta dimostrazione: Socrate gli è stato maestro, amico, gli ha salvato la vita in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia">battaglia</a>, gli ha fatto attribuire dagli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stratega">strateghi</a>, in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra">guerra</a>, quei riconoscimenti che avrebbe meritato per sé. Socrate gli ha resistito quando egli gli ha fatto dono della propria bellezza, perché non a questo mirava. Era attratto piuttosto «dalla bellezza in sé, genuina, pura, non mescolata, non incorporata di carni umane, né di colori, né di ogni altra vacuità mortale». Era desideroso di contemplare la «bellezza divina nel suo unico aspetto».<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2020-02-13 17:35:44 UTC</pubDate>
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         <title>Chi fa il male è ignorante o malvagio?</title>
         <author>salvatore_improta71</author>
         <link>https://padlet.com/salvatore_improta71/wxk6372dtiqh/wish/2009847120</link>
         <description><![CDATA[<div>Secondo la filosofia di Socrate "chi conosce il bene non può non seguirlo". Con tale affermazione il filosofo tende a giustificare chi commette il male considerandolo "ignorante". In seguito alla sua morte Platone, pur seguendo la filosofia del proprio maestro partendo proprio dalla conoscenza del bene, sostiene che chi lo commette sta ignorando il bene e dunque l'individuo è consapevole del male.<br>Tuttavia non si possono considerare tutti gli uomini malvagi poiché alcuni tendono a non ricercare il bene (che a quanto pare è la strada più semplice da seguire) per timore di essere delusi dalla realtà. <br>Penso dunque che chi commette il male non è del tutto cattivo, bensì ignorante perché non ricerca e preferisce vivere senza nessun problema.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-24 21:25:22 UTC</pubDate>
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