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      <title>COMPITO DI EDUCAZIONE CIVICA  by BIAGIO CASERTA</title>
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      <description>l&#39;UNESCO </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-03-12 09:00:12 UTC</pubDate>
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         <author>biagiocaserta</author>
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         <pubDate>2024-02-14 15:46:54 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>biagiocaserta</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>In Italia un tempo si credeva che di dinosauri non c'è ne fosse nemmeno l'ombra. Ora a distanza di tempo sappiamo, invece, che l'italia nel mesozoico non era completamente sommersa dal mare, ma erano presenti delle ampie terre emerse. Con il tempo sono rinvenute molte testimonianze sull'esistenza dei dinosauri nel mesozoico, in Italia, grazie soprattutto alla scoperta di numerosi fossili. Nel nostro paese sono state scoperte diverse specie, ma la più conosciuta e importante, anche a livello internazionale, è sicuramente quella dello scipionyx samniticus, di cui primo esemplare conosciuto venne chiamato "Ciro". Ciro è uno dei fossili più importanti nella storia della paleontologia: un cucciolo di dinosauro carnivoro di una nuova specie (Scipionyx samniticus) che impressionò il mondo scientifico per il suo stato eccezionale di conservazione degli organi interni, mai visti prima in nessun altro dinosauro. Tanto da poterne osservare, dopo circa 110 milioni di anni, cellule muscolari, vasi sanguigni, capillari e addirittura i batteri e i resti di cibo contenuti nell'intestino.<br>Partendo da Ciro si è potuto stabilire che alcuni dinosauri erano omeotermi (a sangue caldo), come gli uccelli (dinosauri Aviani) e i mammiferi, ma anche la dieta specifica sia della propria che di altre specie più o meno corelate alla sua. Esso, dunque, su mio parere personale, potrebbe essere un perfetto candidato per essere considerato un bene del Patrimonio Mondiale dell'Unesco. Ciro, infatti, e sommariamente, costituire una testimonianza straordinaria dei principali periodi dell’evoluzione<br>della vita sulla terra nel nostro paese, e un esempio significativo di importanti processi biologici in atto nell’evoluzione e nello sviluppo di ecosistemi e di ambienti per lo più animali del nostro pianeta, rispettando così alcuni dei criteri di selezione UNESCO.<br>Il suo riconoscimento a livello di patrimonio mondiale, può contribuire al progresso della nostra Nazione, sia finanziariamente che a livelli di riconoscimento su vari ambiti, gli stessi sui quali spesso è sottovalutata o è seconda a molte altre nazioni.<br><br><br></strong><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 15:47:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>biagiocaserta</author>
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         <pubDate>2024-02-14 15:47:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>biagiocaserta</author>
         <link>https://padlet.com/biagiocaserta/Bookmarks/wish/2883634710</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>MA CHI È CIRO...?<br>L’unico esemplare finora noto di Sciopionyx samniticus è il fossile quasi completo ritrovato nel 1980 da Giovanni Todesco, appassionato di paleontologia, in una lastra di calcare nei pressi di Pietraroja, in provincia di Benevento. Il termine&nbsp; "Scipionyx" fa riferimento all'unione di Scipione e onyx, di cui il primo omaggia il geologo Scipione Bracelet che per primo descrisse i giacimenti fossili di Pietraroya e sia a Publio Cornelio Scipione detto " Scipione Rafinha", ovvero un console romano che aveva combattuto nell'area mediterranea, mentre il secondo significa artiglio. Per quanto riguarda la specie "Samniticus", farebbe riferimento al Sannio, ovvero l'antico nome con il quale era nota la regione di cui fa parte la provincia di Benevento. Il nome Ciro, invece, venne scelto, da parte di molte riviste, per pubblicizzare la scoperta del ritrovamento.<br>L’esemplare di Sciopionyx samniticus (cioè un teropode carnivoro vissuta nell’Italia del Cretaceo Inferiore, circa 113 milioni di anni fa) mostra un grado di preservazione straordinario, con diversi dettagli degli organi interni che sono ancora visibili al microscopio. Il fossile del piccolo dinosauro presenta un segmento di trachea lungo sette millimetri, sul quale si possono osservare addirittura una decina di anelli tracheali. Nella zona del torace è presente un alone rosso contenente un pigmento derivato dalla decomposizione dell’emoglobina del sangue. Questa traccia potrebbe rappresentare i resti del fegato oppure del cuore o della milza. Perfettamente visibile è anche gran parte dell’intestino, con il duodeno che mostra ancora la struttura cellulare, compresa la mucosa e alcuni vasi sanguigni.<br>In diversi punti dell’animale, come nell’area caudale e pettorale, è infine visibile del tessuto muscolare eccezionalmente conservato, in cui sono addirittura osservabili i sarcomeri che costituiscono le fibre muscolari striate. Nel fossile si sono preservati anche legamenti, tessuto connettivo e parte del rivestimento corneo degli artigli.<br>Nelle viscere di Ciro sono ancora presenti i resti del suo ultimo pasto, che forniscono la possibilità di conoscerne la dieta. Scipionyx samniticus era un predatore di piccoli animali e nell’esofago sono infatti visibili delle squame e vari frammenti ossei, probabilmente rigurgitati durante l’agonia. Nello stomaco sono state invece rinvenute le ossa di una zampa e una vertebra caudale appartenenti ad una lucertola, le cui squame sono presenti nel duodeno. Nel tubo digerente sono infine state identificate anche delle vertebre di pesce. Nel retto sono ancora presenti delle feci, in cui si è conservato un frammento di pelle appartenente anch’esso a un pesce. I paleontologi sono riusciti a ricostruire persino l’ordine in cui lo Scipionyx ha ingerito i resti, analizzandone la posizione all’interno del tratto digerente.&nbsp;<br>L’ambiente in cui viveva Scipionyx era di tipo insulare, in quanto la maggior parte dell’Europa cretacica era occupata da mari poco profondi e da vari arcipelaghi. Probabilmente, Ciro viveva in una laguna ed è proprio questo tipo di habitat che ha permesso un così alto grado di conservazione del fossile. Gli esperti pensano che il piccolo dinosauro abbia avuto una vita molto breve e che sia morto probabilmente a causa di un evento improvviso.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2024-02-14 15:48:26 UTC</pubDate>
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