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      <title>Da Astolfo a Neil Armstrong by calia giuseppe</title>
      <link>https://padlet.com/caliagiuseppe2018g/wwy1btxrnvnpl8y0</link>
      <description>il viaggio dell&#39;uomo sulla luna tra finzione e realtà</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-03-11 16:24:57 UTC</pubDate>
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         <title>La Luna, scientificamente definita l&#39;unico satellite naturale terrestre, nel corso dei secoli, sin dal sorgere delle prime comunità umane e fino ai giorni nostri, è sempre stata in grado di suscitare l&#39;interesse e la curiosità dell&#39;uomo. Il rapporto con essa, che ha espressioni in quasi tutti i campi del sapere, tuttavia, è mutato notevolmente, specialmente con l&#39;avvento, a partire dalla seconda metà del &#39;500, di una mentalità propriamente scientifica, che, affermandosi e consolidandosi, ha consentito quattro secoli più tardi a Neil Armstrong di poter divenire il primo uomo a calpestare il suolo lunare, concretizzando    una tradizione letteraria millenaria che aveva immaginato, anche se solo in modo velleitario, questo scenario.</title>
         <author>caliagiuseppe2018g</author>
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         <description><![CDATA[<div>"Penso che stiamo andando sulla Luna perché è nella natura dell’essere umano affrontare le sfide. È la natura della sua profonda anima interiore… ci viene richiesto di fare queste cose proprio come il salmone nuota controcorrente"<br><strong>(Neil Armstrong)</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-11 16:58:36 UTC</pubDate>
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         <title> IL VIAGGIO NELLA LETTERATURA: TRADIZIONE ELLENISTICA                                                                                                                                                                                                                                                                                                       </title>
         <author>caliagiuseppe2018g</author>
         <link>https://padlet.com/caliagiuseppe2018g/wwy1btxrnvnpl8y0/wish/2090876203</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><strong><em>«Verso mezzogiorno un improvviso turbine roteò la nave, e la sollevò quasi tremila stadii in alto, ma non la depose sul mare: così sospesa in aria, la portava un vento che gonfiava tutte le vele.&nbsp; Di giorno non vedemmo niente da là; ma di notte ci apparvero altre isole vicine, alcune più grandi, altre più piccole, del colore del fuoco, e un’altra terra giù, che aveva città, fiumi, mari, selve, e monti: pensammo fosse la Terra che noi abitiamo».&nbsp; &nbsp;&nbsp;</em></strong></blockquote><div><br>"La storia vera", capolavoro di Luciano di Samosata (autore siriano del II secolo a.C.), può essere considerata la prima narrazione fantascientifica nella storia della letteratura. Figlia dell'affascinante fantasia dell'autore, l'opera si fonda su una costante demistificazione, quasi iperbolica, al di là dei limiti imposti dalla cultura classica. Quello edonistico, tuttavia, non è l'unico carattere de "La storia vera", il romanzo, infatti, è impegnato, nel suo scetticismo, a svelare l'assurdità delle false costruzioni filosofiche e pseudoscientifiche, gravitanti nell'orbita del mondo classico, celando un intento di carattere parodistico. Avvalendosi di una immaginazione purissima, Luciano narra l'itinerario di un gruppo di una cinquantina di persone, che, capitanate dall'autore, decidono di attraversare le Colonne d'Ercole per giungere oltre i confini planetari. Oltre a rappresentare il primo testo in cui viene descritto un viaggio sulla&nbsp; Luna, il romanzo diviene anche il riferimento per le più celebri pubblicazioni di Verne e Swift.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-11 17:56:30 UTC</pubDate>
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         <title>CONCEZIONE PRE-ARISTOTELICA                                                      </title>
         <author>caliagiuseppe2018g</author>
         <link>https://padlet.com/caliagiuseppe2018g/wwy1btxrnvnpl8y0/wish/2090966707</link>
         <description><![CDATA[<div>L'interesse dell'uomo verso questo corpo celeste è antichissimo: una delle prime rappresentazioni&nbsp; della luna ad oggi rinvenute è una scultura rupestre risalente a 5000 anni fa, presso Knowth , in Irlanda. Per avere un approccio di tipo matematico, invece, si dovrà attendere l'età ellenica, quando il&nbsp; filosofo greco Anassagora , vissuto nel V secolo a.C., osservò come il Sole e la Luna fossero entrambi massicce rocce sferiche e che quest'ultima rifletteva la luce del primo. Contemporaneamente gli astronomi babilonesi avevano condotto studi sulle eclissi lunari.&nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-11 18:58:00 UTC</pubDate>
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         <title>CONCEZIONE DELLA LUNA DALLA CULTURA GRECO-ELLENISTICA AL RINASCIMENTO</title>
         <author>caliagiuseppe2018g</author>
         <link>https://padlet.com/caliagiuseppe2018g/wwy1btxrnvnpl8y0/wish/2091039386</link>
         <description><![CDATA[<div>Nella mitologia greca la luna era impersonificata nella Dea Selene, figlia dei Titani Hyperion e Theia , e sorella del dio del sole Helios e della dea dell'alba Eos ; in epoca post-classica, Selene veniva spesso identificata con Artemide, la dea greca&nbsp; della caccia e chiamata anche Cinzia , dal suo leggendario luogo di nascita sul monte Cinto .<br>Da un punto di vista filosofico, la fisica di Aristotele (384-322 a.C.), attribuì alla Luna una funzione fondamentale, nella sua concezione doppia del cosmo, essa segnava il confine tra la sfera degli elementi mutevoli (terra, acqua, aria e fuoco) e delle stelle imperiture dell'etere (quintessenza). La stessa teoria geocentrica fu sostenuta, secoli più tardi, dalle speculazioni matematiche di Claudio Tolomeo&nbsp; (I secolo d.C.), che elevò il numero di sfere a 55, complessificando il modello aristotelico&nbsp; al fine di adeguarlo alle osservazioni. La concezione aristotelico-tolemaica restò ancora il riferimento dominante&nbsp; per tutto il Medioevo, accettata anche dal clero, essendo compatibile con la Bibbia. Gli stessi seguaci medievali di Aristotele, prima nel mondo islamico e poi nell'Europa cristiana, cercarono di dare una spiegazione alle macchie lunari in termini aristotelici, con varie giustificazioni: taluni ritenevano che la Luna fosse uno specchio perfetto e che i suoi segni fossero riflessi di caratteristiche terrene, altri ipotizzarono la presenza di vapori tra il Sole e la Luna, così che le immagini che erano contenute nella luce incidente del Sole venissero riflesse sulla Terra. La spiegazione che alla fine&nbsp; si affermò fu basata sulla presenza di variazioni di "densità" nella Luna, che ne facevano apparire deformato il corpo sferico. La perfezione della Luna, e quindi dei cieli, fu così preservata.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-11 19:55:30 UTC</pubDate>
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         <title>UNA TESTIMONIANZA DAL MEDIOEVO: IL PARADISO DANTESCO                                                                                                          </title>
         <author>caliagiuseppe2018g</author>
         <link>https://padlet.com/caliagiuseppe2018g/wwy1btxrnvnpl8y0/wish/2091134907</link>
         <description><![CDATA[<blockquote>«<strong><em>Parev’a me che nube ne coprisse&nbsp;<br>ucida, spessa, solida e pulita,<br>quasi adamante che lo sol ferisse.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<br>Per entro sé l’etterna margarita<br>ne ricevette, com’acqua recepe&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;<br>raggio di luce permanendo unita».&nbsp; &nbsp; &nbsp;</em></strong></blockquote><div><br>Anche Dante, nel suo viaggio ultraterreno di ascensione a Dio, attraversa la sfera della Luna (di concezione aristotelica); l'episodio viene narrato nei Canti II, III, IV e V del Paradiso. Si tratta del Cielo del Paradiso più vicino alla Terra,&nbsp; governato dagli Angeli: Dante vi incontra gli spiriti difettivi, tra cui Piccarda Donati e Costanza d'Altavilla, che malgrado la loro volontà, non hanno adempito ai loro voti. Dante e Beatrice vi ascendono dopo aver attraversato la sfera del fuoco, che secondo la fisica aristotelica separa il mondo terreno da quello celeste. Il poeta descrive il Cielo come una nube lucida, spessa, solida e pulita, simile a un diamante colpito dal sole, e si stupisce del fatto che il proprio corpo solido possa penetrare in un altro corpo, contrariamente alle leggi fisiche. Dante chiede poi a Beatrice spiegazioni circa l'origine delle macchie lunari e la donna smentisce l'opinione espressa da Dante, dimostrando che le macchie dipendono dalla maggiore o minore capacità della Luna di recepire la virtù degli influssi celesti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-11 21:45:05 UTC</pubDate>
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         <title>LA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA: LA LUNA SECONDO GALILEI</title>
         <author>caliagiuseppe2018g</author>
         <link>https://padlet.com/caliagiuseppe2018g/wwy1btxrnvnpl8y0/wish/2091643546</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Seicento fu un secolo di rinnovamento profondo in primis nel campo astronomico, con la Rivoluzione Scientifica, la quale portò l'opinione dei dotti, specialmente coloro che erano distanti dagli ambienti ecclesiastici, a mutare radicalmente sia nella concezione dell'universo, con la crisi del modello aristotelico-tolemaico, che&nbsp; nella percezione dell'uomo, con il tramonto dell'antropocentrismo. Opera manifesto del cambiamento fu il "<em>Sidereus Nuncius</em>" (1610) di Galilei, nel quale erano esposte tesi e annesse dimostrazioni del modello copernicano. Gli esiti delle osservazioni del filosofo e scienziato pisano condussero all'evidenza della fallacità della doppia fisica aristotelica: la luna, infatti, appariva del tutto simile al nostro pianeta, presentando monti, valli e piane che rendevano il satellite inconciliabile con la sfera perfetta teorizzata da Aristotele. Nonostante le resistenze opposte al modello di Galilei, specialmente dall'ordine dei Gesuiti e dalle più alte cariche del Clero romano, esso fu via via sempre più accettato, in quanto il cannocchiale offriva la certezza incontrovertibile della sua veridicità. I successivi studi sulla luna, furono condotti dai francesi Gassendi e Mellan, interessati a spiegare il ruolo del satellite nelle eclissi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-12 14:05:15 UTC</pubDate>
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         <title>LA LUNA: CUSTODE DI CIÒ CHE L&#39;UOMO SMARRISCE</title>
         <author>caliagiuseppe2018g</author>
         <link>https://padlet.com/caliagiuseppe2018g/wwy1btxrnvnpl8y0/wish/2091674348</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><em>«</em><strong><em>Quivi ebbe Astolfo doppia maraviglia:<br>che quel paese appresso era sì grande,<br>il quale a un picciol tondo rassimiglia<br>a noi che lo miriam da queste bande;<br>e ch’aguzzar conviengli ambe le ciglia,<br>s’indi la terra e ’l mar ch’intorno spande<br>discerner vuol; che non avendo luce,<br>l’imagin lor poco alta si conduce».</em></strong></blockquote><div><br>Nel corso del 1500, nella redazione della sua opera magna "L'Orlando Furioso" (1516), Ludovico Ariosto dedica uno degli snodi fondamentali dell'intero poema al viaggio ultraterreno, compiuto da Astolfo per recuperare il senno perduto del prodigioso paladino di Carlo Magno. Guidato da San Giovanni Evangelista, sul leggendario Ippogrifo, Astolfo oltrepassa la Sfera del Fuoco e giunge sino alla superficie lunare, su cui sorgono laghi, fiumi, montagne, valli, città e palazzi maestosi. Nel poema ariostesco il corpo celeste diventa il luogo metaforico dove si raccoglie tutto ciò che si smarrisce sulla Terra; la descrizione del paesaggio lunare diviene l'occasione per l'autore di ironizzare sulla vanità delle occupazioni umane: gli uomini sprecano il loro tempo e la vita inseguendo traguardi irraggiungibili, che si allontanano gradualmente al passare del tempo. Tra le passioni più abbondanti ci sono la fama del mondo, i sospiri degli amanti, ma anche la grandezza degli imperi del passato destinati a cadere, mentre si guarda con un certo sdegno alle "magiche sciocchezze", le pratiche astrologiche frequenti nelle corti rinascimentali Particolarmente interessante è la descrizione della Terra vista dalla Luna, essa appare come un minuscolo "globo", quasi di dimensioni insignificanti, la prospettiva ariostesca è dunque demistificante e relativizza la scala dei valori umani.<br>L'autore, in seguito, è aspramente polemico in merito ai comportamenti amorali dei cortigiani, nelle ottave&nbsp; 77-79, descrive, con ironia pungente, l'abbondanza sul suolo lunare dei doni che si fanno ai signori sperando di ingraziarseli, rappresentati come vesciche gonfie, mentre i lacci nascosti dentro ghirlande simboleggiano le adulazioni e le cicale scoppiate sono i versi della poesia encomiastica. Lo spirito caustico di Ariosto emerge ancora&nbsp; nell'accusa contro i potenti che si circondano di favoriti e amanti (prima deliziati con favori e poi abbandonati, superato il fiore degli anni). L'elemento più abbondante è tuttavia il senno, estremamente volatile e, dunque, racchiuso in ampolle, che tutti hanno perduto in maniera proporzionale alle vanità che hanno inseguito; Astolfo, dopo aver riacquisito il proprio (che perderà poco più tardi) scorge un'ampolla più ampia delle altre: è il senno di Orlando, che porterà via con sé al ritorno sulla Terra.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-12 14:51:20 UTC</pubDate>
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         <title>IL VIAGGIO SULLA LUNA: TRA RIVOLUZIONE SCIENTIFICA E TRADIZIONE</title>
         <author>caliagiuseppe2018g</author>
         <link>https://padlet.com/caliagiuseppe2018g/wwy1btxrnvnpl8y0/wish/2091732635</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><em>«</em><strong><em>Dopo che la fiamma ebbe divorata una fila di razzi, (disposti a sei a sei e congiunti da una miccia) se ne incendiò una seconda e una terza, per modo che la polvere, bruciando, allontanava il pericolo di cadere aggravandolo sempre più. Ma finiti i razzi, e con i razzi cessato l’impulso verso l’alto, quando già m’ero rassegnato a spaccarmi la testa sulla vetta di un monte, sentii, senza nessuna commozione, che continuavo a salire, mentre la macchina, preso commiato da me, precipitava verso terra. Attraversai così, secondo i calcoli fatti dopo, molto più dei tre quarti della distanza che separa la terra dalla luna, senza che nessun incidente turbasse il mio viaggio».</em></strong></blockquote><div><br>L'astronomo tedesco Keplero, nell'opera "<em>Somnium</em>" (1634), descrisse un viaggio fino alla superficie della luna, con influenze sia dalla letteratura precedente (Luciano e Plutarco), che dalla contemporanea Rivoluzione Scientifica a cui darà il proprio contributo. La narrazione è inserita in un sogno dell'autore: il protagonista di questa dimensione onirica è un giovane islandese, Duracoto. Trasportato fuori dal campo gravitazionale terrestre da un demone, egli si reca sull'isola di Levania (la Luna), popolata da esseri “di proporzioni mostruose”. Qui esplora i due emisferi lunari e acquisisce nuove prospettive sulla Terra, mettendo in luce tutte le conoscenze di Keplero riguardo l'astronomia copernicana.<br><br>L'opera sopracitata è seguita dal racconto dello storico inglese Francis Godwin "<em>The Man in the Moone</em>" (1638), incentrato sulle vicende di un fuggitivo spagnolo: Domingo Gonsales, che è portato sulla luna da un immaginario cigno selvatico. Le descrizioni della Terra dalla prospettiva lunare e&nbsp; i ritratti degli autoctoni sono alternati a speculazioni scientifiche circa la luce, le orbite planetarie e il "potere di attrazione" della Luna.<br><br>Diversi decenni dopo viene pubblicato "<em>L'altro mondo o Gli stati e gli imperi della luna</em>" (1657) dello scrittore francese Cyrano de Bergerac . In esso, il protagonista, cioè l'autore stesso, raggiunge la luna con un rudimentale razzo. Durante il suo soggiorno tra gli abitanti locali, Cyrano sente parlare di dispositivi volanti basati sul magnetismo e osserva persino l'uso di moderni audiolibri. Il viaggio sulla Luna offre a Cyrano l’occasione di esporre le proprie teorie filosofiche e soprattutto di esercitare una satira della società e una critica radicale delle istituzioni politiche del tempo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-12 16:16:36 UTC</pubDate>
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         <title>TRA L&#39;ETÀ MODERNA E QUELLA CONTEMPORANEA: LA LUNA SPECCHIO DEL PROGRESSO SCIENTIFICO</title>
         <author>caliagiuseppe2018g</author>
         <link>https://padlet.com/caliagiuseppe2018g/wwy1btxrnvnpl8y0/wish/2091795285</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><em>«L'astro delle notti, per la sua relativa vicinanza alla Terra, per lo spettacolo sempre rinnovantesi delle sue fasi, fin dai tempi più remoti ha condiviso con il Sole l'attenzione degli abitanti della Terra; ma il Sole abbacina la vista e lo splendore della sua luce obbliga i suoi ammiratori ad abbassare lo sguardo. La bionda Diana invece, più umana, si offre compiacentemente alla vista nella sua grazia modesta».&nbsp; &nbsp; &nbsp;</em></blockquote><div><em><br>&nbsp;</em>L'intera narrativa della Luna, a partire dal 1700, diventa un'espressione della concezione antropologica degli autori che, su di essa, riflettono i propri schemi mentali.&nbsp; In "<em>The Consolidator</em>" (1705) del romanziere inglese Daniel Defoe , il protagonista si reca sulla Luna su un carro coperto di piume.&nbsp; Sul nostro satellite trova una società che ha progettato e poi affinato una vasta gamma di strumenti ottici; indossando questi particolari "occhiali lunari", egli percepisce sia questa nuova realtà che i limiti e i fallimenti della società terrestre.</div><div><br>Sempre più spesso, a partire dal XIX secolo la letteratura fantascientifica si è intrecciata con i progressi scientifici esaltati dai media.&nbsp; In questo contesto si inserisce il racconto "<em>L'incomparabile avventura di un certo Hans Pfaall</em>" (1835) di Edgar Allan Poe, in cui è descritto sotto forma di diario dell'immaginario Pfaall, un viaggio sulla Luna a bordo di un complesso pallone aerostatico, della durata di 19 giorni e la successiva permanenza di 5 anni sul satellite; sono inclusi nell'opera anche brevi scorci della Terra e degli sgraziati abitanti delle città lunari, oltre che una descrizione del paesaggio vulcanico sulla superficie arida della luna. <br><br>Tre decenni più tardi Jules Verne pubblica "<em>Dalla Terra alla Luna</em>"(1865), seguito da "<em>Intorno alla Luna</em>" (1870). Nei due romanzi l’impresa si compie grazie a un gigantesco e potentissimo proiettile sparato nello spazio dalla Florida. Nonostante siano tra i romanzi più celebri che descrivono un viaggio interplanetario, nel contenuto di queste opere non è menzionato l'allunaggio. Come si intuisce dal titolo del secondo, infatti,&nbsp; c’è un problema con l’orbita lunare.&nbsp; Elementi di innovazione, introdotti da Verne, sono gli investimenti per i lanci di razzi e gli ambiziosi progetti tecnologici, citati nella narrazione.</div><div><em>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-12 17:57:44 UTC</pubDate>
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         <title>IL NOVECENTO: LA CONQUISTA DELLA LUNA DALLA FANTASCIENZA ALLA STORIA</title>
         <author>caliagiuseppe2018g</author>
         <link>https://padlet.com/caliagiuseppe2018g/wwy1btxrnvnpl8y0/wish/2091810253</link>
         <description><![CDATA[<blockquote><em>«Stiamo per conquistare la libertà dell'intero Universo e tutto ciò che questo implica. Non penso che possa essere valutato in cifre di sterline o dollari. Alla lunga la conoscenza paga sempre in moneta sonante, ma qui andiamo assolutamente al di là di ogni prezzo</em><strong><em>»</em></strong><em>.</em></blockquote><div><br>Già nel 1901, H.G. Wells redasse il primo romanzo fantascientifico del XX secolo, nonché uno dei più influenti: "<em>I primi uomini sulla Luna</em>". in apertura, grazie alla cavorite, una sostanza ideata da uno scienziato, i due protagonisti riescono ad eludere la gravità, giungendo sulla luna. É presentata, quindi, una lunga descrizione del satellite: anche in questo caso la luna è abitata, ma nel sottosuolo, dai seleniti. Entrambi i protagonisti finiscono prigionieri: uno fugge con successo, l’altro non ce la fa, ma col tempo stringe legami di amicizia con i seleniti e, via radio, ne racconta alla Terra le caratteristiche: afferma che i seleniti vivono organizzati come insetti e che hanno per capo un "cervello di enormi dimensioni"<br><br>Un ritorno al missile, quale mezzo per raggiungere la luna, si vede in un romanzo del 1928 della scrittrice tedesca Thea von Harbou, che narra di uomini d'affari senza scrupoli alla ricerca dell'oro lunare. Il libro è adattato da Fritz Lang per il suo film del 1929 "Donna sulla Luna", un groviglio di realtà e finzione. <br><br>Nel 1939 Isaac Asimov scrive il racconto "<em>Pendolarità" </em>in cui immagina un tentativo di viaggio verso la Luna nel 1973, a bordo del razzo "Prometheus", che viene però boicottato da fanatici religiosi, concludendosi con il divieto di ogni ricerca scientifica indipendente da parte dell'Ufficio Federale Investigativo sulla Ricerca Scientifica.<br><br>Negli anni '50, mentre la luna è oggetto di contesa tra le due superpotenze (USA e URSS), agli esordi della Guerra Fredda, viene pubblicata una pietra miliare della fantascienza: "<em>Razzo G.2</em>"(1947), in cui tre adolescenti, esplorando la Luna, portano alla luce un campo segreto di fuggitivi nazisti e rinvengono tracce di esplosioni nucleari. <br><br>Una drammatizzazione delle tensioni della Guerra Fredda è presente anche in "Ombre sulla Luna" (1955), in cui l'autore Clarke crea un'opposizione tra gli insediamenti extraplanetari e la Terra che li controlla dal centro.<br>La differenza rispetto ai precedenti romanzi sta nel fatto che Clarke, fisico oltre che scrittore, riempie il suo testo di dati sull'atmosfera e sulla gravità della Luna. Dietro la sua narrativa si nasconde un resoconto di come l'analisi e la scoperta scientifica modifichino o invertano costantemente i preconcetti sulla colonizzazione della Luna. In effetti, egli mira implicitamente a dimostrare la fattibilità del viaggio nello spazio, come appare manifestamente nel suo romanzo "<em>Preludio allo Spazio"</em> (1951), che presenta un resoconto quasi scientifico di una ipotetica missione sulla Luna, destinata a divenire realtù nel giro di due decenni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-12 18:23:45 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;UOMO SULLA LUNA: TRA CINEMA E MUSICA</title>
         <author>caliagiuseppe2018g</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il tema del viaggio lunare è stato spesso affrontato anche nell'ambito cinematografico, sin dagli inizi del XX secolo ed in quello musicale, specialmente dopo il 1969, coinvolgendo, in entrambi casi alcuni tra i maggiori cineasti e artisti del tempo.<br><br>Nel 1902 uscì "<em>Viaggio nella Luna"</em>, pellicola di Georges Méliès ispirata, anche se solo parzialmente (i protagonisti riescono a giungere sul suolo lunare), dalle opere di Verne. Definito dalla critica il primo vero film di fantascienza, è artefice di una vera e propria rivoluzione per l'uso degli effetti speciali; in esso emerge la grande capacità di sintesi dell'autore, che, in poco più di dieci minuti, racconta preparazione, viaggio, esplorazione, incontro con i "seleniti" e conseguente fuga.<br><br>Nel 1929 un altro grande regista – il tedesco Fritz Lang – diresse il film muto "<em>Una donna sulla luna"</em>, tratto dal romanzo di sua moglie Thea von Harbou. È considerato un film scientificamente attendibile: i protagonisti giungono sulla luna con un razzo.<br><br>Nel 1959 uscì il film "<em>Uomini sulla Luna"</em>, diretto da George Pal e tratto dal celebre romanzo "<em>Razzo G.2" </em>di Robert A. Heinlein. Il lungometraggio esalta la conquista della Luna «a vantaggio di tutto il genere umano», realizzata per mezzo di notevoli investimenti da parte dell’industria privata statunitense ed offre una descrizione molto accurata delle difficoltà affrontate durante il viaggio.<br><br>Al 1968 risale l'uscita del colossal "<em>2001: Odissea nello spazio</em>", capolavoro di Stanley Kubrick e Arthur C. Clarke, comprendente alcune scene ambientate presso la base lunare statunitense ubicata nel cratere Clavius e, dopo un viaggio di trasferimento, nello scavo archeologico effettuato nel cratere Tycho.<br><br>Primo celebre brano sul tema, "<em>Fly me to the moon</em>", incisa nel 1964, dieci anni dopo essere stata scritta, era intitolata "I<em>n other words</em>" nella versione originaria. Dopo quella di Sinatra, si susseguono centinaia i cover, l'originale, invece, diventa anche la colonna sonora di due film molto importanti: "<em>Wall Street</em>" di Oliver Stone e "<em>Space Cowboys</em>" di Clint Eastwood.<br><br>Pur non essendo una delle più note canzoni dei Pink Floyd, il brano "Moonhead", strumentale pubblicata come singolo nel 1969 ed esclusa dagli album ufficiali, diviene iconico grazie all'esibizione dal vivo il 20 luglio 1969 nel corso di una trasmissione delle BBC dedicata alla missione dell’Apollo 11. Fu mandata in onda subito dopo l’allunaggio e la celebre camminata di Neil Armstrong. Proprio la versione live, qualche anno dopo, fu inserita nel box set "<em>The Early Years</em>".<br><br>"<em>Walking on the moon</em>" (1979) è un singolo estratto dall'albun "<em>Reggata de Blanc</em>" dei Police. Il video, girato a Cape Canaveral il 23 ottobre 1979, dieci anni e tre mesi dopo lo sbarco sulla luna, presenta i membri del collettivo che si muovono tra le navicelle spaziali, Stewart Copeland, il batterista, che anziché i tamburi, percuote un razzo Saturn V ed un montaggio di filmati messi a disposizione dalla NASA. <br><br>Man On the Moon dei R.E.M. (1992) è uno dei pezzi più significativi dell’album "A<em>utomatic For the People</em>", esso presenta riferimenti sia a Neil Armstrong che al comico americano Andy Kaufman, del cui film biografico diventerà la colonna sonora nel 1999.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-12 19:54:21 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;UOMO SULLA LUNA: IL PERCORSO STORICO-SCIENTIFICO</title>
         <author>caliagiuseppe2018g</author>
         <link>https://padlet.com/caliagiuseppe2018g/wwy1btxrnvnpl8y0/wish/2092257131</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 20 luglio 1969, gli astronauti americani Neil Armstrong e Edwin "Buzz" Aldrin divengono i primi esseri umani in assoluto ad atterrare sulla luna. Circa sei ore e mezza dopo, Armstrong è la prima persona a camminare sul suolo lunare. Nell'atto di muovere il suo primo passo, collegato con il centro di controllo afferma: "Questo è un piccolo passo per l'uomo, un grande passo per l'umanità".&nbsp;</div><div><br></div><div>La missione Apollo 11 è intrapresa otto anni dopo l'annuncio del presidente John F. Kennedy (1917-1963) della volontà degli statunitensi di far sbarcare un uomo sulla luna entro la fine degli anni '60, estendendo, dunque, gli orizzonti della guerra a distanza con l'URSS all'ambito tecnologico-astronomico.&nbsp;<br><br></div><div>&nbsp;Nel 1966, dopo cinque anni di lavoro da parte di un team internazionale di scienziati e ingegneri, la National Aeronautics and Space Administration (NASA) conduce la prima missione Apollo senza pilota , testando l'integrità strutturale della combinazione di veicolo di lancio e veicolo spaziale.&nbsp;<br><br></div><div>Poi, il 27 gennaio 1967, una tragedia colpisce il "Kennedy Space Center" di Cape Canaveral, in Florida: un incendio durante un test con equipaggio della navicella spaziale Apollo uccide 3 astronauti.<br><br></div><div>Nonostante la battuta d'arresto, la NASA va avanti e, nell'ottobre 1968, l'Apollo 7, la prima missione Apollo con equipaggio, orbita attorno alla Terra con successo: vengono sottoposti a verifica molti dei sofisticati sistemi necessari per condurre un viaggio e un atterraggio sulla luna.&nbsp;<br><br></div><div>Si susseguono, dunque, tre missioni consecutive di ulteriore verifica e, dopo il loro successo, si concretizza quanto auspicato da Kennedy anni prima. Particolarmente significativa è la telefonata tra il presidente Richard Nixon, Armstrong e Aldrin in una trasmissione radiofonica, poco dopo le storiche parole del primo astronauta, considerata da Nixon la "telefonata con il maggiore valore storico mai fatta dalla Casa Bianca".<br><br></div><div>Dopo Apollo 11, sono 5 le missioni che completano l'allunaggio, l'ultima nel 1972 segna la fine dello storico programma della NASA; da quel momento nessun uomo ha calpestato il suolo lunare, nonostante gli ingenti investimenti dei magnati suggeriscano la possibilità di un ritorno imminente sul satellite e di missioni con equipaggio verso Marte<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-03-13 11:50:14 UTC</pubDate>
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