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      <title>Artemisia Gentileschi by Irene Patassini</title>
      <link>https://padlet.com/patassiniirene2/wwld3rt40pfs</link>
      <description>Descrizione e analisi opere





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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-04-26 20:23:04 UTC</pubDate>
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         <title>Vita e opere di Artemisia Gentileschi</title>
         <author>patassiniirene2</author>
         <link>https://padlet.com/patassiniirene2/wwld3rt40pfs/wish/168499238</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Artemisia Gentileschi è una delle pittrici italiane più conosciute ed apprezzate del XVII secolo, che seguì la scuola caravaggesca. In quell'epoca, in cui non era facile per una donna affermarsi come pittrice, Artemisia fu la prima donna ad entrare a far parte dell’Accademia di Arti e Disegno di Firenze.<br><br></div><div>Figlia di Orazio Gentileschi, pittore di scuola caravaggesca, Artemisia si trasferì a Firenze per fuggire dallo scandalo in cui fu coinvolta a Roma dopo l’accusa di stupro rivolta al pittore Agostino Tassi.<br>Questo drammatico fatto, che si concluse con la prevedibile umiliazione di Artemisia, è documentato ed oggi è spesso citato come caso simbolo delle violenze a cui sono state sottoposte per secoli le donne.<br><br></div><div>Sfortunatamente questo episodio offuscò in parte i risultati artistici di Artemisia, che per molto tempo fu considerata una curiosità. Per fortuna i lavori della pittrice in seguito sono stati rivalutati e l’artista è stata riconosciuta come una delle pittrici più progressiste della sua generazione.<br><br></div><div>Nei suoi lavori Artemisia sembra trasferire la sua esperienza direttamente sulla tela. I suoi dipinti rappresentano donne forti e sofferenti della mitologia e della Bibbia – sono vittime, suicide e guerriere. Sembra che Artemisia sia stata molto colpita dalla storia di Giuditta, rappresentata in due opere conservate oggi alla Galleria degli Uffizi.<br><br></div><div>In “<em>Giuditta che decapita Oloferne</em>” (esposta nella Sala 81 insieme a Caravaggio), l’eroina della Bibbia Giuditta, esempio di virtù e castità, viene rappresentata nell’atto di tagliare la testa del nemico Oloferne, condottiero assiro da lei ingannato con la seduzione pur mantenendo salva la propria purezza.<br>La tela fu probabilmente dipinta per Cosimo II de’ Medici e completata a Roma appena dopo il ritorno di Artemisia, dopo sette anni passati a Firenze. Si legge sulla parte inferiore dell’opera “<em>Ergo Artemitia Lomi Fec.</em>”.<br>Per la sua violenza l’opera fu confinata in un angolo nascosto di Palazzo Pitti e solo dopo la morte di Cosimo II Artemisia fu pagata per il suo lavoro, grazie all’aiuto ed alla mediazione dell’amico Galileo.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-26 20:41:35 UTC</pubDate>
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         <title>“Giuditta che decapita Oloferne” (versione Napoli) Artemisia Gentileschi</title>
         <author>patassiniirene2</author>
         <link>https://padlet.com/patassiniirene2/wwld3rt40pfs/wish/168500839</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Data di realizzazione: 1612-1613</strong></div><div><strong>Dove si trova: Museo nazionale di Capodimonte, Napoli<br><br></strong>La storia di Giuditta e Oloferne è narrata nel Libro di Giuditta: la donna, grazie alla propria abilità, riuscì a far ubriacare e successivamente uccidere il generale degli Assiri, Oloferne.</div><div>Artemisia rappresenta nel quadro napoletano, l’esatto istante in cui Giuditta sta decapitando Oloferne con la sua stessa spada, mentre l’ancella della protagonista l’assiste. <br>Il particolare del suo volto è molto interessante: ha uno sguardo sicuro e non prova alcun rimorso per ciò che sta facendo, quasi divertita dall'omicidio che sta compiendo.<br><br>Oloferne: disperato, cerca di liberarsi come può dall'aggressione, aggrappandosi anche alla veste dell’ancella, ma è già troppo tardi; c’è già molto sangue che sgorga dalla ferita e che si sta riversando sul materasso su cui si era addormentato, ubriaco.<br><br></div><div>Si tratta di una rappresentazione di Oloferne e Giuditta molto violenta: la pittrice utilizza dei colori forti, che conferiscono alla scena un’atmosfera molto aggressiva.<br><br>Secondo la tradizione, l’omicidio sarebbe dovuto avvenire di notte, all'interno della tenda di Giuditta, da ciò si presume ci fosse nella stanza una candela che produce la luce proveniente da sinistra, come già era rappresentato nell'opera omonima di Caravaggio, dove però la protagonista ha un'espressione molto più disgustata e coinvolta che quella di Artemisia.<figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.arteworld.it/wp-content/uploads/2016/06/Confronto-Giuditta-Caravaggio-Artemisia-Gentileschi-analisi.jpg" width="956" height="888"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-26 20:53:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>patassiniirene2</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-04-26 21:04:49 UTC</pubDate>
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         <title>GIUDITTA E OLOFERNE DI ARTEMISIA FIRENZE</title>
         <author>patassiniirene2</author>
         <link>https://padlet.com/patassiniirene2/wwld3rt40pfs/wish/168502888</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Data di realizzazione: 1620</strong></div><div><br></div><div><strong>Dove si trova: Galleria degli Uffizi, Firenze<br><br>L'opera</strong> è stata dipinta nel 1620, ben 8 anni dopo della versione napoletana.<br><br></div><div>Inoltre, le dimensioni di questa versione sono davvero notevoli: parliamo di 2 metri per più 1,60 metri; quello di Napoli è molto più piccolo, ovvero circa 1,60 per più di 1,20 metri.<br><br></div><div>Inoltre, le dimensioni di questa versione sono davvero notevoli: parliamo di 2 metri per più 1,60 metri; quello di Napoli è molto più piccolo, ovvero circa 1,60 per più di 1,20 metri.<br><br>Diversamente dall'altro quadro, qui Artemisia riprende la scena da un punto di vista più lontano, includendo nella scena molti più oggetti: il materasso su cui dorme Oloferne, ad esempio è molto più dettagliato, inoltre, si vedono le gambe del generale colpito di sorpresa.<br><br>La faccia di Giuditta: anche qui la sua espressione, mentre affonda la lama nella gola del nemico, è decisa, ma manca quel tocco “divertito” che caratterizzava invece la controparte napoletana.<br><br></div><div>L’ancella sta aiutando la sua padrona ad effettuare l’omicidio tenendo fermo Oloferne. Giuditta, in modo realistico, per dare più forza alla propria presa, con una mano regge la lama e con l’altra si aggrappa con rabbia alla barba del generale.<br><br></div><div>È proprio questa presa violenta lo specchio perfetto della vendetta che Artemisia voleva assolutamente avere nei confronti del suo stupratore, Agostino Tassi.<br><br></div><div>Proprio come nel quadro di prima, anche qui la fonte di luce è esterna e potrebbe essere una candela: con la scarsa illuminazione a malapena i tre protagonisti, lasciando nell'oscurità l’ambiente circostante, creando il gioco di luci caratteristico degli imitatori di Caravaggio.<br><br>Ronald Barthes afferma: &lt;&lt;Il primo colpo di genio è quello di aver messo nel quadro due donne, e non solo una, mentre nella versione biblica, la serva aspetta fuori; due donne associate nello stesso lavoro, le braccia frapposte, che riuniscono i loro sforzi muscolari sullo stesso oggetto: vincere una massa enorme, il cui peso supera le forze di una sola donna. Non sembrano due lavoranti sul punto di sgozzare un porco? Tutto ciò assomiglia a un'operazione di chirurgia veterinaria. Nel frattempo (secondo colpo di genio), la differenza sociale delle due compagne è messa in risalto con acume: la padrona tiene a distanza la carne, ha un'aria disgustata anche se risoluta; la sua occupazione consueta non è quella di uccidere il bestiame; la serva, al contrario, mantiene un viso tranquillo, inespressivo; trattenere la bestia è per lei un lavoro come un altro: mille volte in una giornata essa accudisce a delle mansioni così triviali.&gt;&gt;</div><div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.arteworld.it/wp-content/uploads/2016/06/Confronto-Giuditta-decapita-Oloferne-Artemisia-Gentileschi-Napoli-Firenze.jpg" width="1200" height="765"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-26 21:10:52 UTC</pubDate>
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