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      <title>L&#39;Ariosto di Italo Calvino by Edoardo Piacentini</title>
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      <description>podcast l&#39;orlando immaginato - puntata 20</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-12-20 17:30:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>edoardop2</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Puntata 20 – L’Ariosto di Italo Calvino</strong></div><div>La lettura novecentesca dell’Ariosto deve molto a Italo Calvino. Quando, fra 1968 e ’74, scrisse il “racconto” del <em>Furioso</em> e realizzò una bella, articolata serie radiofonica per la RAI, Calvino offrì una lettura originale, perfino rivoluzionaria del libro: «In principio c’è solo una fanciulla che fugge per un bosco in sella al suo palafreno. È la protagonista d’un poema rimasto incompiuto, che sta correndo per entrare in un poema appena incominciato»: anzi, questo poema «si rifiuta di cominciare, e si rifiuta di finire», giacché «fa da continuazione a un altro poema, il quale continua un ciclo d’innumerevoli poemi».</div><div>Calvino colse la natura multiforme e dinamica dell’<em>Orlando</em>, la sua capacità di armonizzare un universo che stava svanendo e uno nuovo che stava sbocciando. Comprese (e ripropose in molti suoi libri) l’invenzione fondamentale dell’Ariosto, una forma di narrazione multipla e sincronica, simile a «un’immensa partita di scacchi che si gioca sulla carta geografica del mondo, una partita smisurata, che si dirama in tante partite simultanee». Dopo di lui l’<em>Orlando Furioso </em>è diventato ciò che era sempre stato in potenza: il primo grande libro della modernità, l’opera d’arte in cui prende forma l’universo in cui ancora oggi viviamo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-20 17:33:39 UTC</pubDate>
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         <title>Fausto Melotti, Angelica nella foresta, 1974, Milano</title>
         <author>edoardop2</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-12-20 18:18:02 UTC</pubDate>
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         <title>Marco Belpoliti</title>
         <author>edoardop2</author>
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         <description><![CDATA[<div>scrittore e saggista </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-20 18:19:35 UTC</pubDate>
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         <title>Alberto Asor Rosa </title>
         <author>edoardop2</author>
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         <description><![CDATA[<div>italianista </div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-20 18:20:30 UTC</pubDate>
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         <title>commento</title>
         <author>edoardop2</author>
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         <description><![CDATA[<div>"[...] esplorano, sommuovono le profondità dell'essere come un aratro rovescia le zolle e ne mostra il alto a lungo nascosto, i grandi classici sono esperti più, che della regolarità e della sistemazione, del caos e del disordine, sono degli specialisti di situazioni originarie" con questa citazione dello stesso Asor Rosa, viene introdotto il suo commento.<br>I grandi classici se non ti fanno scoprire cosa si trova dietro l'apparenza non sono tali, concetto che trova molto fortemente nell'Orlando.<br>Secondo lo scrittore romano, Calvino ha aggiunto una dose di ironia e malinconia al Furioso, e ritrova una forte sensazione di declino e di degrado nel mondo che ha creato l'Ariosto (riuscendo comunque a parlare di bellezza e fantasia in un contesto pericoloso).</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-20 18:34:23 UTC</pubDate>
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         <title>commento </title>
         <author>edoardop2</author>
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         <description><![CDATA[<div>introdotto con una citazione di un suo stesso libro "l'occhi di Calvino".<br>Dove per Calvino, l'Ariosto è uno scrittore "visivo" che mostra al lettore scena per scena immergendolo quasi completamente nell'opera (la visività).<br>Calvino apprezza lo stile zigzagante dell'Ariosto e, lo stesso Belpopoli, sottolinea la continua ricerca per sfuggire alla morte, che nel <em>Furioso </em>la ritroviamo nella metafora del labirinto.<br>Labirinto come luogo chiuso ma allo stesso tempo infinito (ma per Calvino sarà la linea retta).<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-20 18:34:52 UTC</pubDate>
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         <title>Descrizione </title>
         <author>edoardop2</author>
         <link>https://padlet.com/edoardop2/ww6hqab1914d/wish/144515729</link>
         <description><![CDATA[<div>Viene scelta questa scultura per descrivere l'interpretazione di Italo Calvino, dell'opera ariostesca.<br>Scultura realizzata con vari materiali, tra cui l'ottone, drappi di tessuto colorati, barre di metallo, plastica e ferro, ognuno di questi materiali vanno a costruire delle figure che a loro volta vengono rinchiuse ed incorniciate da un cubo di plexiglass.<br>Sulla sinistra troviamo una figura che tende le braccia rappresentata con del fil di ferro e dei pezzi di plastica.<br>sulla destra questo mantello policromo che vuole evocare la presenza di Angelica, queste due figure vengono divise da questi fili di metallo che insieme alla posizione della figura a destra vanno a raffigurare la lontananza ed l'impossibilità, da parte del furioso, di raggiungere l'amata. <br>Quindi l'inafferrabilità dell'amato rappresentato da questi due oggetti in forme leggere delicate e fragili e questa leggerezza che per Calvino è positiva al contrario di oggi che raramente viene usato in modo positivo e che ritrova come aspetto importante e significativo nel Furioso.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-20 18:54:46 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>edoardop2</author>
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         <description><![CDATA[<div>Fausto Melotti è stato uno scultore e pittore italiano.<br>venne scelto per elaborare delle opere e delle sculture per essere usate dalla Mondadori come copertine per le opere complete di Italo Calvino.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-12-20 19:09:46 UTC</pubDate>
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