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      <title>Talete by Massimo Repossi</title>
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      <pubDate>2017-12-01 19:47:24 UTC</pubDate>
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         <author>rickymilano02</author>
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         <pubDate>2017-12-01 20:03:12 UTC</pubDate>
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         <title>BIOGRAFIA                                                                       Secondo Diogene Laerzio, che cita Erodoto, Duride[4] e Democrito, Talete fu figlio di Essamias (o secondo altre fonti di Examio[5]) e Cleobulina, di origine fenicia; non è certo se egli fosse nato a Mileto (Asia Minore) nel I anno della 39a olimpiade (624 a.C.), come riportato da Apollodoro di Atene nella sua Cronologia[6] — ma altri lo fanno nascere al tempo della 35a Olimpiade (circa 640 a.C.) — o se ne ricevesse la cittadinanza dopo essere stato esiliato dalla Fenicia.Avrebbe per primo ricevuto l&#39;attributo di &quot;sapiente&quot; al tempo dell&#39;arcontato di Damasia in Atene (582 a.C. - 581 a.C.),[7] come attesta anche Platone che, nel dialogo Protagora lo inserisce in una lista di sette nomi (i cosiddetti Sette savi): «Talete di Mileto, Pittaco di Mitilene, Biante di Priene, il nostro Solone, Cleobulo di Lindos, Misone di Chene e settimo tra costoro Chilone di Sparta; tutti quanti furono emuli, ammiratori e discepoli della costituzione spartana».[8] Un&#39;eclisse totale di soleErodoto attribuisce a Talete la previsione dell&#39;eclissi di sole verificatasi il 28 maggio 585 a.C.,[9] che avrebbe impressionato talmente i Medi e i Lidi, in guerra tra loro, da smettere di combattere[10] nonché l&#39;elaborazione d&#39;un espediente che avrebbe permesso all&#39;esercito di Creso, il re della Lidia in guerra contro il persiano Ciro il Grande, di attraversare il fiume Halys.Erodoto[13] ricorda ancora Talete nelle vesti di saggio politico quando, prevedendo la conquista delle singole città elleniche dell&#39;Asia Minore da parte dell&#39;Impero persiano, suggeriva la costituzione di uno Stato confederato della Ionia greca, esortando gli Ioni a «disporre di un unico Consiglio, a Teo, città nel centro della Ionia, considerando le altre città dei demi, pur sussistendo esattamente come prima».Diogene Laerzio riferisce ancora che Talete avrebbe sconsigliato un&#39;alleanza antipersiana di Milèto con Creso, prevedendo la sconfitta di quest&#39;ultimo. La tradizione narra anche che questo re avrebbe donato a Talete un Trìpode d&#39;oro, in riconoscimento della sua grande sapienza; e con l&#39;uso della sapienza sarebbe facile arricchire narrando come si arricchisse Talete il quale, prevedendo un&#39;abbondante produzione di olive, affittò tutti i frantoi di un&#39;ampia regione, monopolizzandone la molitura.L&#39;aneddoto dei frantoi di Talete è tramandato da Aristotele e ripreso da altri autori, tra cui Ieronimo di Rodi[14] e Cicerone[15]. Aristotele scrive che:« ...siccome, povero com&#39;era, gli rinfacciavano l&#39;inutilità della filosofia, avendo previsto in base a calcoli astronomici un&#39;abbondante raccolta di olive, ancora in pieno inverno, pur disponendo di poco denaro, si accaparrò tutti i frantoi di Mileto e di Chio per una cifra irrisoria, dal momento che non ve n&#39;era alcuna richiesta; quando giunse il tempo della raccolta, cercando in tanti urgentemente tutti i frantoi disponibili, egli li affittò al prezzo che volle imporre, raccogliendo così molte ricchezze e dimostrando che per i filosofi è molto facile arricchirsi, ma tuttavia non si preoccupano di questo.[16] » Descritto da Ateneo[17] come un solitario, probabilmente secondo quella tradizione, di origine nobiliare, che vuole il sapiente necessariamente aristocratico e sprezzatore della massa, sembra anche che non si sia mai sposato, per quanto si dice che abbia adottato il figlio, di nome Cibisto, di una sorella e alle sollecitazioni della madre a prender moglie, rispondesse che non fosse ancora il momento e, anni dopo, precisasse che ormai quel momento era passato; Anacarsi[18] scrive che Talete non volle avere figli proprio per amore dei figli.È sempre Diogene Laerzio, citando un&#39;opera perduta di Ermippo di Smirne, Le Vite, a riferire quanto è anche attribuito a Socrate, ossia che Talete sarebbe stato grato al destino per «essere nato uomo e non animale, maschio e non femmina e greco e non barbaro». Fu contemporaneo e concittadino di Anassimandro, a sua volta, forse, maestro di Anassimene, gli altri due primi filosofi nella storia della cultura occidentale.Si dice che sia morto assistendo a una gara atletica, al tempo della 58ª Olimpiade: a questo proposito Diogene Laerzio lo ricorda con l&#39;epigramma:« Assistendo un tempo a una gara ginnica, Zeus Elio, il sapiente Talete strappasti dallo stadio. È bene che tu l&#39;abbia accolto: ormai vecchio, dalla terra non vedeva più le stelle[19] » e sostiene che la sua tomba recasse il seguente epitaffio:« Piccola tomba ma di gloria grande come il cielo questa di Talete il sapientissimo[20] » </title>
         <author>massimo_repossi</author>
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         <pubDate>2017-12-01 20:05:52 UTC</pubDate>
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         <title>IL TEOREMA                                                                    Diogene Laerzio, nelle sue Vite, cita Ieronimo di Rodi per sostenere che Talete abbia misurato l&#39;altezza della piramide di Cheope, nella piana di Giza, calcolando il rapporto tra la loro ombra e quella del nostro corpo nel momento del giorno in cui la nostra ombra ha la stessa lunghezza della nostra altezza.L&#39;aneddoto è ripreso da Plutarco,[25] e da Plinio il Vecchio[26] secondo il quale il faraone Amasis avrebbe voluto mettere alla prova la perizia scientifica di Talete, sfidandolo a misurare l&#39;altezza della piramide di Cheope; superata la prova, il faraone gli espresse la sua ammirazione, dichiarandosi «stupefatto del modo in cui hai misurato la piramide senza il minimo imbarazzo e senza strumenti. Piantata un&#39;asta al limite dell&#39;ombra proiettata dalla piramide, poiché i raggi del sole, investendo l&#39;asta e la piramide formavano due triangoli, hai dimostrato che l&#39;altezza dell&#39;asta e quella della piramide stanno nella stessa proporzione in cui stanno le loro ombre».[27]  Se si confrontano le ombre di due oggetti diversi, queste stanno tra loro come le altezze degli oggetti corrispondenti. Conoscendo l’altezza di un’asta usata per il confronto e misurando le lunghezze delle ombre sul terreno, Talete fu in grado di determinare l’altezza della piramide.Impressionati da tale calcolo, i sacerdoti lo ammisero nelle loro biblioteche, dove Talete poté consultare le opere di astronomia lì conservate.Il suo nome è rimasto legato al noto teorema, che egli tuttavia non conosceva e che deve essere ascritto a Euclide il quale nei suoi Elementi, dimostra la proporzionalità dell&#39;area dei triangoli di eguale altezza.[28]Proclo, il commentatore di Euclide[29], attribuisce a Talete anche cinque teoremi di geometria elementare[30][31]:&quot;Un cerchio è diviso in due aree uguali da qualunque diametro&quot;&quot;Gli angoli alla base di un triangolo isoscele sono uguali&quot;&quot;In due rette che si taglino fra loro, gli angoli opposti al vertice sono uguali&quot;&quot;Due triangoli sono uguali se hanno un lato e i due angoli adiacenti uguali&quot;&quot;Un triangolo inscritto in una semicirconferenza è rettangolo&quot;La storica greca Panfila di Epidauro [32] sostiene che Talete avrebbe sacrificato un bue agli dei per ringraziarli di quest&#39;ultima scoperta che peraltro il matematico Apollodoro[33] riferisce a Pitagora.[34]</title>
         <author>massimo_repossi</author>
         <link>https://padlet.com/massimo_repossi/wvfikd660t7r/wish/212436123</link>
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         <pubDate>2017-12-01 20:13:24 UTC</pubDate>
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         <author>rickymilano02</author>
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         <description><![CDATA[<div>CONOSCENZE ASTRONOMICHE</div><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Platone">Platone</a> nel <em>Teeteto</em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Talete#cite_note-35"><sup>[35]</sup></a> riporta l'aneddoto che testimonia degli interessi astronomici di Talete, oltre alla considerazione in cui Ã¨ popolarmente tenuto ogni filosofo: Â«Egli osservava gli astri e, avendo lo sguardo rivolto al cielo, cadde in un pozzo. Si dice che una spiritosa e intelligente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Servetta_trace">servetta trace</a> l'abbia preso in giro dicendogli che si preoccupava di conoscere quel che succede nel cielo senza preoccuparsi di quel che gli avveniva davanti e sotto i piedi. La stessa ironia Ã¨ riservata a chi passa il tempo a filosofareÂ»</div><div>Oltre a vedersi attribuita dalla leggenda la previsione dell'eclissi di sole del 28 maggio <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/585_a.C.">585 a.C.</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Talete#cite_note-36"><sup>[36]</sup></a>, i suoi interessi per l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Astronomia">astronomia</a> lo avrebbero portato alla scoperta del passaggio del sole da un tropico all'altro e a stabilire che tanto il rapporto della grandezza del sole rispetto alla sua orbita che il rapporto di quella della luna, sempre rispetto alla propria orbita, Ã¨ di 1:720. Talete avrebbe anche stabilito che alcune stelle non erano, come sembravano, fisse rispetto ad altre, chiamandole pertanto pianeti, ossia corpi erranti; avrebbe anche fissato in trenta il numero dei giorni del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mese">mese</a> e constatato che l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anno">anno</a> era composto da 365 giorni e un quarto.</div><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aezio_(filosofo)">Aezio</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Talete#cite_note-37"><sup>[37]</sup></a> riporta che Â«Talete, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pitagora">Pitagora</a> e i suoi discepoli hanno diviso la sfera dell'intero <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cielo">cielo</a> in cinque parti, chiamate zone. Una di queste Ã¨ chiamata artica ed Ã¨ sempre visibile; un'altra Ã¨ quella del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tropico">tropico</a> estivo; la terza Ã¨ l'equinoziale; la quarta quella del tropico d'inverno e l'ultima Ã¨ l'antartica, mai visibile. Obliquo alle tre centrali si stende il cosiddetto zodiaco, che le tocca tutte e tre. Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Meridiano_(geografia)">meridiano</a>, invece, le taglia tutte dirittamente, dall'artico all'antartico [...] credeva che gli astri fossero terrosi ma infocati [...] il sole ha l'aspetto di terra [...] per primo disse che il sole si eclissa quando la luna, di natura terrosa, gli passa sotto perpendicolarmente. Allora la sua immagine, stando sotto il disco solare, si vede riflessa [...] per primo disse che la luna Ã¨ illuminata dal sole [...] pensa che i venti etesii, investendo di fronte l'Egitto, sollevino la massa d'acqua del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nilo">Nilo</a>, perchÃ© il suo deflusso Ã¨ bloccato dal rigonfiamento del mare che lo contrastaÂ».</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-01 20:14:05 UTC</pubDate>
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         <title>LA FILOSOFIA DI TALETE</title>
         <author>rickymilano02</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="http://www.filosofico.net/talete.html">http://www.filosofico.net/talete.html</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-01 20:23:31 UTC</pubDate>
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         <title>TALETE NEL GIUDIZIO DEGLI STORICI DELLA FILOSOFIA</title>
         <author>massimo_repossi</author>
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         <pubDate>2017-12-01 20:25:30 UTC</pubDate>
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         <title>Nietzsche:                                                                                                                                                                      &quot; la filosofia greca sembra aver inizio con un&#39;idea inconsistente, la proposizione che l&#39;acqua è l&#39;origine e il grembo materno di tutte le cose [...] la frase asserisce qualcosa sull&#39;origine delle cose [...] lo fa in guisa immaginosa e senza favoleggiamenti; [...] benché unicamente allo stato larvale, in essa è racchiuso il pensiero: tutto è uno. Il motivo indicato per primo lascia Talete ancora in compagnia dei religiosi e dei superstiziosi; il secondo lo snida da questa compagnia e ci mostra in lui il naturalista, il terzo motivo fa però di Talete il primo filosofo greco. Se avesse detto: dall&#39;acqua viene la terra, avremmo soltanto un&#39;ipotesi scientifica, fallace ma difficilmente confutabile: egli però andò oltre lo scientifico.Nella rappresentazione di quest&#39;idea di unità mediante l&#39;ipotesi dell&#39;acqua, piuttosto che superato, Talete ha oltrepassato a dir poco d&#39;un balzo il basso stadio delle cognizioni fisiche del tempo. Le manchevoli e disordinate osservazioni di tipo empirico che Talete aveva fatto sull&#39;apparizione e sulle trasformazioni dell&#39;acqua, o più esattamente dell&#39;umido, avrebbero consentito ben poco o tanto meno consigliato una siffatta generalizzazione; ciò che condusse a questa fu un articolo di fede metafisico che ha la sua origine in una intuizione mistica e che incontriamo in tutte le filosofie insieme con i sempre rinnovati tentativi di esprimerlo meglio - la proposizione &quot;tutto è uno&quot; [...].Talete diceva: &quot;Non l&#39;uomo, bensì l&#39;acqua è la realtà delle cose&quot;. Egli comincia a credere nella natura, nella misura almeno in cui crede nell&#39;acqua. Come matematico e astronomo aveva acquisito una certa freddezza nei confronti di tutto quanto sia mitico e allegorico, e se non gli riuscì di disincantarsi fino alla pura astrazione &quot;tutto è uno&quot;, restando inchiodato a un&#39;espressione fisica, costituì tuttavia, per i greci del suo tempo, una sorprendente rarità [...] Quando Talete dice &quot;tutto è acqua&quot;, con un sussulto l&#39;uomo si solleva cessando il brancicare e il tortuoso strisciare, a mò dei vermi, proprio delle scienze particolari, presagisce la soluzione ultima delle cose e con questo divinamento supera la volgare angustia dei gradi inferiori di conoscenza» </title>
         <author>massimo_repossi</author>
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         <pubDate>2017-12-01 20:28:22 UTC</pubDate>
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         <title>Nicola Abbagnano:                                                                                                                            « La filosofia presocratica, pur nella semplicità del suo tema speculativo e nella grossolanità materialistica di molte sue concezioni, ha acquisito per la prima volta alla speculazione la possibilità di intendere la natura come un mondo e ha messo a fondamento di questa possibilità la sostanza, concepita come principio dell&#39;essere e del divenire. Ora che queste conquiste riguardino esclusivamente il mondo fisico, è un fatto indubitabile; ma è altrettanto indubitabile che esse portano con sé, almeno implicitamente, altrettante conquiste che concernono il mondo proprio dell&#39;uomo e la sua vita interiore. L&#39;uomo non può rivolgersi all&#39;indagine del mondo come oggettività, senza venire in chiaro della sua soggettività; il riconoscimento del mondo come altro da sé è condizionato dal riconoscimento di sé come io; e reciprocamente. L&#39;uomo non può andare in cerca dell&#39;unità dei fenomeni esterni, se non sente il valore dell&#39;unità nella sua vita e nei suoi rapporti con gli altri uomini. L&#39;uomo non può riconoscere una sostanza che costituisca l&#39;essere e il principio delle cose esterne se non in quanto riconosce altresì l&#39;essere e la sostanza della sua esistenza singola o associata. La ricerca diretta al mondo oggettivo è sempre connessa con la ricerca diretta al mondo proprio dell&#39;uomo [...] La tesi prospettata da critici moderni (in contrapposizione polemica a quella di Zeller, del puro carattere naturalistico della filosofia presocratica) di una ispirazione mistica di tale filosofia, ispirazione dalla quale essa avrebbe tratto la sua tendenza a considerare antropomorficamente l&#39;universo fisico, si fonda su ravvicinamenti arbitrari che non hanno base storica [...] I filosofi presocratici hanno per la prima volta realizzato quella riduzione della natura all&#39;oggettività che è la prima condizione di ogni considerazione scientifica della natura; e questa riduzione è esattamente l&#39;opposto della confusione tra la natura e l&#39;uomo, che è propria del misticismo antico».[ </title>
         <author>massimo_repossi</author>
         <link>https://padlet.com/massimo_repossi/wvfikd660t7r/wish/212441422</link>
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         <pubDate>2017-12-01 20:32:39 UTC</pubDate>
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         <title>ENUNCIATO DEL TEOREMA</title>
         <author>rickymilano02</author>
         <link>https://padlet.com/massimo_repossi/wvfikd660t7r/wish/212441828</link>
         <description><![CDATA[<div></div><div>L'enunciato del teorema Ã¨ il seguente:</div><div>Â«Â un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fascio_di_rette#Fascio_improprio">fascio di rette parallele</a> intersecanti due trasversali determina su di esse classi di segmenti direttamente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Proporzionalit%C3%A0">proporzionali</a>.Â Â»</div><div><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:Teorema_di_Talete.png"><figure class="attachment attachment--preview"><img width="391" height="219" src="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/0/03/Teorema_di_Talete.png"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></a></div><div>Il teorema afferma in pratica che se prese tre parallele a , Â b , Â c{\displaystyle a,\ b,\ c}<figure class="attachment attachment--preview"><img width="46" height="18" src="https://wikimedia.org/api/rest_v1/media/math/render/svg/926231b596760e42942c99851b00fa6643dff73e"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>taglianti due rette trasversali r{\displaystyle \scriptstyle r}<figure class="attachment attachment--preview"><img width="5" height="10" src="https://wikimedia.org/api/rest_v1/media/math/render/svg/c263138a3e4ce7d72deef6ef08c090ace56c660f"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>e r â€²{\displaystyle \scriptstyle r'}<figure class="attachment attachment--preview"><img width="9" height="14" src="https://wikimedia.org/api/rest_v1/media/math/render/svg/a72add3d576d293c3578f4f0e2f41086197a7b3c"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>- rispettivamente nei punti A Â B Â C{\displaystyle \scriptstyle A\ B\ C}<figure class="attachment attachment--preview"><img width="35" height="13" src="https://wikimedia.org/api/rest_v1/media/math/render/svg/2da05d04e8692c7e1364c884329e7e5c7b46e5cf"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>e A â€²Â B â€²Â C â€²{\displaystyle \scriptstyle A'\ B'\ C'}<figure class="attachment attachment--preview"><img width="47" height="14" src="https://wikimedia.org/api/rest_v1/media/math/render/svg/f2272189717bb95618b750797ba4b7d505c605ec"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>-, allora il rapporto tra i segmenti omologhi dell'una e dell'altra Ã¨ sempre costante.<br><br></div><div>A B : A â€²B â€²= B C : B â€²C â€²{\displaystyle AB:A'B'=BC:B'C'}<figure class="attachment attachment--preview"><img width="171" height="18" src="https://wikimedia.org/api/rest_v1/media/math/render/svg/13045e6218ad0f667cfd9db3ed3d26e7c5d8f4b3"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div><div><br></div><div>Inoltre se presi AC e A'C', segmenti omologhi, si ha tra loro lo stesso rapporto di AB con A'B' e di BC con B'C', ovvero</div><div>A BA â€²B â€²= B CB â€²C â€²= A CA â€²C â€²= A B + B CA â€²B â€²+ B â€²C â€²{\displaystyle {AB \over A'B'}={BC \over B'C'}={AC \over A'C'}={\frac {AB+BC}{A'B'+B'C'}}}<figure class="attachment attachment--preview"><img width="287" height="40" src="https://wikimedia.org/api/rest_v1/media/math/render/svg/6b60ba5f8920a15d2a6ede3338652fda894987f0"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div><div>Si puÃ² cosÃ¬ trovare la lunghezza di uno qualsiasi dei segmenti della quaterna, a patto di averne almeno uno della stessa traversa e due dell'altra, o la loro somma.</div><div>A B = A â€²B â€²Ã— B CB â€²C â€²= A C Ã— ( A â€²C â€²âˆ’ B â€²C â€²)A â€²C â€²= B C Ã— A â€²B â€²A â€²C â€²âˆ’ A â€²B â€²{\displaystyle AB={\frac {A'B'\times BC}{B'C'}}={\frac {AC\times (A'C'-B'C')}{A'C'}}={\frac {BC\times A'B'}{A'C'-A'B'}}}<figure class="attachment attachment--preview"><img width="431" height="42" src="https://wikimedia.org/api/rest_v1/media/math/render/svg/751f837bc1ee56531d46576c3aa9ec60c286d2bf"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure></div><div>Queste relazioni valgono per ogni coppia di segmenti omologhi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-12-01 20:34:16 UTC</pubDate>
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