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      <title>Lavoro agile by Chiara Rizzitano</title>
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      <pubDate>2021-05-04 14:40:48 UTC</pubDate>
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         <title>Lavoratori di aziende private, piccole, medie e grandi, e dipendenti pubblici hanno quindi sperimentato un diverso modo di lavorare. Sebbene si sia trattato di Telelavoro, l’esperienza di lavoro a distanza ha aperto interessanti prospettive per un’adozione più diffusa dello Smart Working nel nostro Paese. Oggi sono molte le realtà che si interrogano se proseguire con un regime di full Smart Working o Smart Working ibrido, che prevede un regime misto tra presenza in ufficio e remote working .Questo anche in virtù di quanto è accaduto nei mesi di home working “forzato”. Come ha constatato l’Osservatorio Smart working del Politecnico di Milano, il 68% dei lavoratori è riuscito da remoto a svolgere tutte le attività, il 29% non è riuscito a svolgere solo una parte delle attività, spesso a causa della mancanza di processi e dati digitalizzati, mentre solo il 3% dichiara di non essere riuscito a portare avanti la maggior parte delle attività.Non solo, la maggior parte dei lavoratori ha dichiarato di aver apprezzato i vantaggi dello Smart Working e di voler continuare a praticarlo anche a regime. A conquistare è stata la crescita di autonomia e la possibilità di dimostrare con i risultati il valore professionale.</title>
         <author>rizzitanochiara</author>
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         <pubDate>2021-05-04 14:44:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rizzitanochiara</author>
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         <pubDate>2021-05-04 14:47:14 UTC</pubDate>
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         <title>pro e contro</title>
         <author>rizzitanochiara</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il lavoratore è chiamato a rispettare obiettivi e scadenze, al contempo può però rimanere in contatto con i propri colleghi e i propri capi attraverso i più disparati dispositivi tecnologici a sua disposizione.<br><br>Sebbene questa nuova modalità di lavoro agile introduca aspetti interessanti e vantaggiosi, non tutti sono convinti della sua utilità. Sia per l’azienda sia per i lavoratori lo smart working è senza dubbio uno strumento molto utile. Infatti, attraverso di esso, i lavoratori avranno piena autonomia nella gestione del flusso lavorativo, potendo far coincidere impegni personali e professionali.<br>&nbsp;Secondo una ricerca condotta dalla Vodafone, prima azienda italiana per quanto riguarda lo smart working, in più della metà dei casi chi ha adottato pratiche di lavoro agile si riscontrano miglioramenti in termini di produttività, soddisfazione dei lavoratori, crescita dei profitti e reputazione aziendale.<br><br>L’aspetto negativo riguarda il fatto che non tutte le professioni si prestino alle modalità di lavoro agile, per non parlare del fatto che lavorando fuori dal luogo di lavoro si corre il rischio di rimanere esclusi dalle dinamiche aziendali, con conseguente calo di produttività e infine la riduzione delle proprie possibilità di carriera.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-04 14:48:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rizzitanochiara</author>
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         <pubDate>2021-05-04 14:52:45 UTC</pubDate>
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         <title>possibile passaggio da lavoro tradizionale a smart working.</title>
         <author>rizzitanochiara</author>
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         <description><![CDATA[<div>le persone al centro: è necessario comprendere le esigenze individuali di ogni dipendente, tutti i membri del team aziendale devono essere coinvolti nel percorso di cambiamento culturale, tutti devono poter conciliare al meglio produttività e soddisfazione del personale;<br>change management: per gestire al meglio il cambiamento dei modelli di lavoro vanno previsti dei momenti di formazione che coinvolgano manager e responsabili HR, che spesso sono ancora legati a stili di leadership basati su regole e controllo dei propri collaboratori;<br>coinvolgimento: tutti i settori dell’azienda devono essere coinvolti nella riprogettazione dei modelli di lavoro, dalla dirigenza, all’ICT, dall’HR, alle Line of Business, per determinare percorso e tempistiche di slittamento verso le modalità di smart working più adeguate;<br>risultati in evidenza: bisogna monitorare costantemente i benefici ottenuti con lo smart working e successivamente vanno diffusi all’interno dell’organizzazione e verso il top management;<br>fornitura di strumenti informatici adeguati, innovativi ed adattabili: gli strumenti devono essere a servizio delle persone ed integrarsi nelle attività lavorative quotidiane. Non è sufficiente dotare i dipendenti di un PC portatile o di un telefono aziendale, ma bisogna creare le condizioni ideali perché possano essere sempre in contatto facilmente con gli altri membri del team, con cui possano condividere senza difficoltà idee, documenti e file.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-04 14:55:11 UTC</pubDate>
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         <author>rizzitanochiara</author>
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         <pubDate>2021-05-04 14:57:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rizzitanochiara</author>
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         <pubDate>2021-05-04 14:58:29 UTC</pubDate>
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         <title>le regole dello Smart Working</title>
         <author>rizzitanochiara</author>
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         <description><![CDATA[<div>TUTELARE LA PRIVACY DEI DIPENDENTI<br>Il "lavorare da casa" porta con sé diverse implicazioni in materia di controllo a distanza dei lavoratori e privacy. Entra in gioco, anche in materia di Smart Working, il GDPR (General Data Protection Regulation): il nuovo Regolamento europeo sulla Privacy che ha ridefinito gli investimenti in Data Protection delle organizzazioni. Il GDPR, se applicato a dovere, comporta un rilevante cambio di impostazione nella gestione dei dati personali nonché grossi rischi. Le informazioni in possesso dello smart worker sono dati che l’azienda deve tutelare e proteggere con massima attenzione.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-04 14:59:24 UTC</pubDate>
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         <title>Smart Working i casi di successoin italia</title>
         <author>rizzitanochiara</author>
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         <description><![CDATA[<div>Già dieci anni fa alcune grandi aziende si mossero per introdurre soluzioni di Lavoro Agile, in Italia. Tra queste è doveroso ricordare colossi come Vodafone, Microsoft e Nestlé. Tra i casi da menzionare come best practice di Smart Working nel panorama italiano, vi è di certo il gruppo AXA, che ha ricevuto il riconoscimento per il progetto “Smart working, smart life”, che ha visto l’estensione del Lavoro Agile a beneficio di tutti i collaboratori.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-04 15:02:43 UTC</pubDate>
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         <author>rizzitanochiara</author>
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         <description><![CDATA[<div>La Legge sul Lavoro Agile<br><br>Dopo un primo periodo sperimentale caratterizzato da vuoti legislativi e parecchia confusione terminologica, la Legge n.81 del 22 maggio 2017 (anche detta Legge sul Lavoro Agile) ha finalmente regolato la materia del lavoro da remoto. La normativa definisce lo Smart Working in tutti suoi aspetti giuridici: diritti dello smart worker e controllo da parte del datore di lavoro, strumenti tecnologici e modalità con cui viene eseguita l'attività da remoto.<br><br>L'articolo 18 della Legge n.81/2017 (dall'esplicativo titolo "Misure per la tutela del lavoro autonomo non imprenditoriale e misure volte a favorire l'articolazione flessibile nei tempi e nei luoghi del lavoro subordinato") fornisce una definizione di Lavoro Agile improntata su flessibilità organizzativa, volontarietà delle parti e adozione di strumentazione tecnologica.<br><br>Lo Smart Working, a livello giuridico, va dunque inteso come modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa.<br><br>Una definizione quindi molto diversa rispetto a quella del Telelavoro, rigidamente disciplinato sia per il settore pubblico che per il privato già dal 2004. La normativa sullo Smart Working disciplina inoltre altre importante aspetti come:<br><br>la necessità di un accordo scritto di Smart Working concordato tra datore di lavoro e lavoratore il quale espliciti l’esecuzione della prestazione lavorativa al di fuori dei locali aziendali, la durata dell’accordo, il rispetto dei tempi di riposo e del diritto alla disconnessione e le modalità di recesso;<br>la parità di trattamento economico e normativo;<br>il diritto all’apprendimento permanente;<br>gli aspetti legati alla salute e alla sicurezza.<br>Su quest’ultimo aspetto i lavoratori che decidono di aderire a un accordo di Smart Working sono tutelati in caso di infortuni e malattie professionali per quelle prestazioni che decidono di effettuare all’esterno dei locali aziendali sia quando si trovano in itinere</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-05-04 15:07:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>rizzitanochiara</author>
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         <pubDate>2021-05-04 15:08:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>inguscioilenia</author>
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