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      <title>UdA: OBIETTIVO FUTURO: libertà, scelta, responsabilità by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-03-18 09:38:45 UTC</pubDate>
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         <title>LIBERTA&#39;, SCELTA, RESPONSABILITA&#39;</title>
         <author>elenagatti6</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2025-04-30 16:31:17 UTC</pubDate>
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         <title>le infinite possibilità di scegliere...</title>
         <author>elenagatti6</author>
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         <description><![CDATA[<p>In Kierkegaard il tema della scelta è uno dei capisaldi di tutto il suo pensiero filosofico. Egli afferma che l'uomo, libero di compiere le proprie scelte, è angosciato perché non si sente mai del tutto soddisfatto di quella che prende, trovandosi paralizzato di fronte alle alternative. Nella scelta vi è infatti il dolore della rinuncia ed si entra così nel dramma della paralisi esistenziale. Davanti alla tragica concretezza della vita, che ci pone di fronte a strade qualitativamente inconciliabili, nella drammaticità di un 'aut aut' e non nella sintesi hegeliana dell''et et', l'infinità delle scelte rende il possibile impossibile. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-30 16:55:48 UTC</pubDate>
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         <title>try to escape or stay paralyzed?</title>
         <author>elenagatti6</author>
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         <description><![CDATA[<p>Paralysis is a recurrent theme in James Joyce's novel 'Dubliners'. Joyce writes 15 stories about the lives of ordinary people in Dublin and the aim of the novel is to make the people aware of the failure of the characters to find a way out of paralysis. The characters portraited by Joyce want to escape from Dublin, because they feel confined in the city, but at the end none of them succeded in overcoming. They never leave their home, unable to cut the bond that tie them to their own world.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-30 20:29:27 UTC</pubDate>
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         <title>la libertà di poter scegliere</title>
         <author>elenagatti6</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel contesto politico europeo del 900 iniziano a instaurarsi sistemi di governo violenti, che portano alla coniazione del termine 'totalitarismo'. Il termine probabilmente venne usato per la prima volta in riferimento all’Italia dallo stesso Mussolini nel 1927 e fu ripreso da Gentile nell’Enciclopedia italiana della Treccani alla voce Fascismo, dove si afferma che il “partito fascista governa totalitariamente la nazione”.</p><p>Hannah Arendt, filosofa tedesca di origine ebraiche, nell’opera Le origini del totalitarismo (1951), lo ritiene come una nuova forma di dominio, perché non solo distrugge le capacità politiche dell’uomo, isolandolo dalla vita pubblica (cosa che già avveniva nel passato) ma tende ad estraniarlo dal mondo privandolo perfino del proprio Io: da qui la definizione di “uomo-massa”.  Opportuno è riflettere su come, nel corso della storia, si sia passati da un annullamento totale dell' essere umano nei totalitarismi, a una perdizione dello stesso con la messa in crisi delle certezze del 900. Infatti, Arendt definisce l'uomo nei totalitarismi completamente omologato e privo della sua individualità. Con la crisi delle certezze del 900 però, e ancor di più oggi, pare che l'uomo sia pregno di individualismo, ma soprattutto di incapacità di riconoscere se stesso. Di questo se ne accorgerà presto Freud, analizzando la psiche ed elaborando la sua teoria della psicanalisi. Entrambi i sistemi sono lo specchio dei cambiamenti sociali e politici che vigono nei rispettivi momenti storici. Sicuramente nel primo di questi non può esistere né libertà né uguaglianza. Esso è il regno della paura e dell'omologazione. In un sistema come questo, non solo non sono accettate certe scelte, ma non vi è proprio il diritto di porre delle domande, di dare spazio a delle possibilità. Esiste solo una via da seguire, che tutti devono seguire, allontanandosi sempre di più da una libertà non solo formale, ma anche sostanziale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-30 20:42:24 UTC</pubDate>
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         <title>scegliamo chi essere?</title>
         <author>elenagatti6</author>
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         <description><![CDATA[<p>Una delle scelte più strazianti della nostra esistenza è quella dell’Essere. Chi sono io? Chi siamo noi? Si danno innumerevoli immagini di sé e possiamo constatare noi stessi che la percezione che una persona ha di noi non è quella che ha un’altra. E nemmeno l’immagine di noi stessi è sempre chiara. Questo aspetto è espresso chiaramente nelle opere di Luigi Pirandello, in particolare in “Uno, Nessuno e Centomila” e in 'Il fu Mattia Pascal'. Il primo romanzo inizia con la presentazione di Vitangelo Moscarda, una persona ordinaria che quando una mattina nota di avere il naso leggermente storto si genera in lui una profonda crisi, in quanto si accorge che la percezione che ha di sé non è assolutamente quella che gli altri hanno di lui. Inizia quindi un intenso percorso di autoconsapevolezza che lo porta alla conclusione che lui non è altro che centomila volti in un corpo che è di nessuno. Allo stesso modo, nella vicenda di Adriano Meis, protagonista del secondo romanzo, vi è la voglia di un uomo di cambiare nome e lasciarsi tutto alle spalle, mosso dall'insoddisfazione di se stesso e della sua vita. Ma anche lui capirà alla fine, che egli non è nessuna delle persone che è stato o che ha finto di essere. Quelle del protagonista sono solo maschere dietro le quali non vi è nulla. Possiamo scegliere quali e quante vite condurre, ma non possiamo scegliere le emozioni che ci muovono, o fingere di essere ciò che non siamo.</p><p><br></p><p><br></p><p>'Mi sono vergognato di me stesso quando ho capito che la vita è una festa in maschera e io vi ho partecipato con la mia vera faccia.'  Franz Kafka.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-30 21:29:28 UTC</pubDate>
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         <title>responsabilità e scelte nello sport</title>
         <author>elenagatti6</author>
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         <description><![CDATA[<p>Lo sport può rappresentare un’occasione preziosa per consolidare o rafforzare un percorso di crescita alla luce di bisogni tipici dell’età evolutiva, ma anche nuovi rispetto al contesto socio-educativo in cui il giovane è immerso.</p><p>Le life skills, o non cognitive skills, cioè quelle competenze trasversali oggi al centro dell’azione formativa e da tutti ritenute così decisive ai fini dello sviluppo e della crescita del giovane, possono trovare a pieno titolo nell’attività sportiva un eccellente luogo di esercizio e di cura: capacità relazionali, di adattamento, di iniziativa, di osservazione, di valutazione e decisione, capacità di scelta, capacità pratiche, di problem solving, capacità di collaborazione, di gestione delle emozioni, di accettazione del limite e dell’errore. </p><p>Ma per poter programmare una corretta metodologia didattica in ambito sportivo, dobbiamo partire da quell’universo chiamato giovane, dove caratteristiche psico-motorie, tecnico-tattiche, cognitive e affettive si fondono in un’esperienza unica e personale, dove qualità della relazione e apprendimento tecnico danno vita a un binomio vitale.</p><p>L’esperienza sportiva è una questione motoria, tecnica, cognitiva e affettiva nello stesso tempo. Più un giovane sta bene con se stesso, con il proprio corpo, con i compagni, con l’allenatore, più impara. Fare sport vuol dire fare un’esperienza tutta intera, unitaria, pratica.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-30 21:31:43 UTC</pubDate>
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         <title>esprimersi con l&#39;arte</title>
         <author>elenagatti6</author>
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         <description><![CDATA[<p>L'arte è da sempre uno dei mezzi privilegiati attraverso cui l’essere umano esprime se stesso, resiste all'oppressione, e sceglie come vedere il mondo. Un esempio della libertà e di rivoluzione in ambito artistico è raffigurato dalla corrente dell'Espressionismo e da uno dei suoi massimi esponenti, Van Gogh. Egli ha scelto deliberatamente di allontanarsi dalle convenzioni accademiche della pittura del suo tempo. Ha rifiutato gli stili realistici dominanti e ha sviluppato un linguaggio visivo del tutto personale, fatto di pennellate nervose, colori intensi e forme espressive, anticipando appunto l’Espressionismo.</p><p>In opere come "Notte stellata", la realtà è reinterpretata secondo la sua percezione interiore, non secondo una visione oggettiva. Questo è un atto di libertà creativa.</p><p>Van Gogh fece scelte di vita radicali: lasciò diversi lavori (tra cui quello di mercante d’arte e predicatore), affrontò la povertà e la solitudine per seguire la sua vocazione artistica. Questo dimostra una volontà ferma di vivere secondo la propria verità, anche a costo dell’alienazione sociale e familiare.</p><p>La libertà per Van Gogh non fu facile: spesso fu vissuta come una lotta interiore tra il bisogno di esprimersi e il dolore mentale. Le sue opere riflettono questa tensione: sono libere, ma anche tormentate.</p><p>Van Gogh non era libero in senso esteriore (dipendeva economicamente dal fratello, fu spesso emarginato), ma cercava una libertà esistenziale, una via per dare significato alla propria vita attraverso l’arte.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-30 22:44:30 UTC</pubDate>
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         <title>tra libertà e limiti..</title>
         <author>elenagatti6</author>
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         <description><![CDATA[<p>Un grafico matematico descrive come una variabile cambia rispetto a un’altra. Ogni punto del grafico rappresenta una possibilità: il grafico di una funzione potrebbe trovarsi in un luogo del piano come in un altro, potrebbe cambiare direzione, crescere, decrescere. In questo senso, un grafico non è statico, ma offre molte possibilità di scelta e libertà di comportamento di un fenomeno.</p><p>Nella vita reale, i grafici aiutano a fare scelte: prevedere andamenti, valutare scenari, confrontare opzioni. In questo senso, la matematica è al servizio della libertà decisionale: ci dà gli strumenti per scegliere in modo razionale e informato.</p><p>Nelle funzioni matematiche (soprattutto in ambiti come la programmazione lineare o l’analisi di sistemi), si parla spesso di variabili libere e vincoli. È un linguaggio che riflette perfettamente l’equilibrio tra libertà e limiti, tra ciò che possiamo scegliere e ciò che è imposto da condizioni esterne.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-30 22:52:48 UTC</pubDate>
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         <title>scegliere di vivere</title>
         <author>elenagatti6</author>
         <link>https://padlet.com/elenagatti6/wr6xa8h8uxbti286/wish/3432269451</link>
         <description><![CDATA[<p>La possibilità di vivere una vita piuttosto che un'altra e soprattutto come viverla, sono temi che stanno a cuore al filosofo e autore latino Seneca. Egli, seppur ebbe una condotta di vita contrapposta ai suoi scritti, in molte opere prova a dare dei consigli su come vivere al meglio e in serenità. Seguendo la filosofia stoica, afferma che la crescita interiore implichi l'attuazione della atarassia, ovvero il distacco dalle passioni e la ricerca della virtù. Queste sue posizioni sono argomentate in opere quali il 'De otium', dove la riflessione si sposta sul vivere una vita dedita alla riflessione filosofica e alla contemplazione, oppure le 'Epistulae ad Lucilium', nelle quali dà molti consigli riguardo ambiti sociali, filosofici e religiosi. Seneca è ricordato però principalmente per l'opera 'De brevitate vitae', attuale ancora oggi, perché fa riflettere sulle scelte che noi compiamo ogni giorno del vivere una vita piuttosto che un'altra, scegliendo se trascorrere il nostro tempo dedicandolo a questioni inutili e frivole oppure preferendo investirlo in ciò che davvero ci farà dire di averlo sfruttato al meglio. Rendendoci così soddisfatti della vita che abbiamo visssuto, breve o lunga che sia stata.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-30 23:06:15 UTC</pubDate>
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         <title>una scelta necessaria..</title>
         <author>elenagatti6</author>
         <link>https://padlet.com/elenagatti6/wr6xa8h8uxbti286/wish/3432278315</link>
         <description><![CDATA[<p>Sul fondo degli oceani potrebbero esserci circa <strong>14,4 milioni di tonnellate di microplastiche</strong>. Ad affermarlo è una nuova ricerca della Commonwealth Industrial and Scientific Organization (Csiro). Secondo gli scienziati australiani, sui fondali c'è più del doppio della quantità di plastica rispetto a quella presente sulla superficie dell'acqua. I risultati mostrano inoltre che la quantità di microplastiche nei sedimenti è 25 volte superiore a quanto si pensava in precedenza. Stando a queste cifre l'inquinamento degli oceani potrebbe assumere proporzioni e conseguenze enormi.</p><p>A lanciare l'allarme è anche la piattaforma <a rel="nofollow noopener" class="external-link" href="https://globalplasticaction.org/">Global Plastic Action Partnership (Gpap)</a> che stima che, ogni anno, 8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica finiscano nell'oceano. “Entro il 2050”&nbsp;– scrivono – “ci sarà più plastica che pesce nell'oceano, se non intraprendiamo un'azione collettiva urgente”. Gran parte della plastica in questione è quella monouso. Nell'Annual Impact Report 2020 di Gpap viene fatta notare la necessità di agire il prima possibile e di sensibilizzare la cittadinanza sul tema, nonostante i recenti passi avanti. </p><p><br></p><p>Se l'inquinamento da plastica è appunto una problematica mondiale, l'incidenza di alcune aree si rivela molto preoccupate. Il nostro Mar Mediterraneo ne è un esempio. Il recente studio The Mediterranean: Mare plasticum, pubblicato a cura del International Union for Conservation of Nature and Natural Resources (Iucn) sottolinea che <a rel="nofollow noopener" class="external-link" href="https://portals.iucn.org/library/node/49124">la plastica totale accumulata nel Mediterraneo supera un milione di tonnellate</a>. Il margine in realtà è molto ampio (e può arrivare a tre milioni di tonnellate) poiché la maggior parte delle ricerche svolte finora si è concentrata principalmente sulla plastica accumulata sulla superficie del mare, che costituisce una infinitesima parte della quantità totale. </p><p><br></p><p>Questi dati non devono servire solo a scopo informativo, ma devono muovere una riflessione su quanto poco ci accorgiamo dei danni che causiamo a ciò che ci circonda e dunque su quanto è importante studiare e rimanere aggiornati su studi del genere, per cercare di trovare soluzioni permanenti per problemi che si fanno sempre più grandi di noi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-04-30 23:20:55 UTC</pubDate>
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