<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Fibre tessili nel mondo - 1E by Luigi Pavone</title>
      <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8</link>
      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-11-24 12:43:35 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-01-15 14:20:10 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url>https://padlet.net/icons/png/1f30e.png</url>
      </image>
      <item>
         <title>Seta-Ryan vidoz</title>
         <author>ryanvidozs</author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579432307</link>
         <description><![CDATA[<div>La <strong>seta</strong> è una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fibra_tessile">fibra</a> tessile di origine animale con la quale si possono fabbricare <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tessuto">tessuti</a> pregiati. Viene generata da alcuni <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Insecta">insetti</a>, di solito appartenenti alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Specie">specie</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bombyx_mori"><em>Bombyx mori</em></a><em>, vengono chiamai bachi da seta</em>. Si ricava dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bozzolo">bozzolo</a> prodotto da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bachi_da_seta">bachi da seta</a>. Il bozzolo può presentarsi in 5 diversi colori<br>Si narra che la nascita della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bachicoltura">bachicoltura</a> si debba a un'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Imperatore_della_Cina">imperatrice</a>, ma la lavorazione della seta si conosceva in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cina">Cina</a> già da diversi millenni. Secondo la tradizione, fu Lie Zu (嫘祖), la consorte dell'Imperatore Giallo (Huangdi, 黄帝), a trasmettere l’arte della lavorazione della seta nel III millennio a.C.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seta#cite_note-1"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>Negli ultimi anni è stata documentata la presenza di fibroina della seta preistorica presso un sito neolitico. Le tracce di tessuto serico e di bachicoltura sono state individuate anche&nbsp; a sud, seppur riferibili alla tarda cultura neolitica.<br>I più grandi ritrovamenti di sete antiche risalgono almeno al periodo storico degli Stati Combattenti, soprattutto lungo il corso del Fiume Azzurro, nell’attuale Cina sud-orientale, dove fiorì il raffinato Stato di Chu (湖北, prov. Hubei) e Hunan (湖南), che raggiunse l’apice tra il V e il III secolo a.C.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seta#cite_note-3"><sup>[3]<br></sup></a><br></div><div><br>La grande abilità tecnica, qualità, eleganza e il vigore espressivo del prodotto che denotano la prosperità del regno di Chu lasciarono una grande eredità nella solenne tradizione artistica e culturale della dinastia imperiale Han (206 a.C.-221 d-C). Le vesti di seta, in precedenza riservate agli imperatori, entrarono nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guardaroba">guardaroba</a> della classe sociale più ricca, diventando un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bene_di_lusso">bene di lusso</a> ambito che si estese ad altre aree, raggiunte dai mercanti cinesi, dove fu apprezzato per la leggerezza e bellezza. La crescente domanda di prodotti in seta rese questa fibra una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Materia_prima">materia prima</a> delle più importanti per il commercio internazionale e portò all'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Industrializzazione">industrializzazione</a> della sua produzione<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seta#cite_note-4"><sup>[4]</sup></a>.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=vi7zKEC876M" />
         <pubDate>2023-05-05 11:44:14 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579432307</guid>
      </item>
      <item>
         <title>cotone - diop mouhamed</title>
         <author>mouhameddiops</author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579432551</link>
         <description><![CDATA[<div>Il cotone (il cui termine deriva dall'arabo 'katun', 'terra di conquista'), chiamato con il nome scientifico di Gossypium, è una pianta dalle origini indiane, delle regioni tropicali e subtropicali dell'Africa e delle Americhe. Può raggiungere oltre 1,50m di altezza ed ha una lunga vita.Il cotone è un tessuto naturale al 100% <strong>biodegradabile, ecologico, riciclabile</strong>, con unacomposizione al 95% di cellulosa. È un materiale <strong>leggero, morbido</strong> e ha elevate proprietà di assorbimento, ma è anche <strong>resistente</strong> e quindi perfetto per trasportare oggetti delicati senza il pericolo di rovinarli. Il cotone è anche:<br><br></div><ul><li><strong>ipoallergenico</strong> e quindi può essere utilizzato da chiunque;</li><li><strong>permeabile</strong> all'aria e traspirante;</li><li>un tessuto che <strong>agevola la dispersione di calore corporeo</strong>, quindi è un ottimo materiale per confezionare capi di abbigliamento per ogni stagione.Ormai il <strong>cotone</strong> è famoso e utilizzatissimo nel mondo del packaging, ma sempre restando in competizione con altri tipi di tessuto, come il <strong>Tessuto Non Tessuto (TNT).</strong> In realtà il TNT, anche se simile nell’aspetto, non è propriamente un tessuto, ma un prodotto industriale ottenuto con procedimenti diversi dalla tessitura. Negli ultimi anni ha trovato tanti utilizzi diversi perchè è <strong>resistente nel tempo, versatile ed economico</strong>, tanto che vengono creati prodotti che mescolino <a href="https://www.sacchettiditessuto.it/ricerca/products/field_product_materiale/tnt-tessuto-non-tessuto-114/field_product_materiale/cotone-naturale-grezzo-109">cotone e tnt</a> per realizzare prodotti estremamente durevoli.<br><br>Cotone o TNT: qual è il miglior tessuto da utilizzare? Non è semplice dare una risposta perché ogni materiale presenta vantaggi e svantaggi da prendere in considerazione in base all’utilizzo che se ne deve fare. È in particolare con la recente emergenza scatenata dall’epidemia di Covid-19, che ha richiesto dispositivi di protezione da parte della popolazione, che abbiamo iniziato a chiederci quale tessuto sia il migliore e se <strong>preferire mascherine protettive usa e getta in TNT oppure mascherine di cotone.<br></strong><br>Le mascherine in TNT sono quelle <strong>chirurgiche</strong>, che riducono il rischio di diffusione del virus perché limitano la fuoriuscita di saliva di coloro che potrebbero essere infetti, tuttavia è poco gradevole da portare e possono essere utilizzate solo una volta. Il fatto di essere usa e getta però si sta rivelando molto più dannoso di quanto ci si aspettasse, perché porta ad un <strong>accumulo di rifiuti</strong> esorbitante con possibili risvolti negativi sull’ambiente, soprattutto se vengono abbandonate in strada piuttosto che risposte negli appositi cestini dell’immondizia.<br><br>Le <a href="https://www.sacchettiditessuto.it/mascherine-tessuto">mascherine filtranti in cotone</a> invece sono molto <strong>più ecologiche</strong>, perchè il cotone può essere lavato e riutilizzato per molto tempo, e sono più gradevoli da indossare, perchè più morbide e profumate. Anche noi <a href="https://www.sacchettiditessuto.it/blog/fiere-ed-eventi/abbiamo-scelto-di-produrre-mascherine-filtranti-tessuto">abbiamo scelto di produrre mascherine filtranti doppio strato in cotone</a> per poter fare la nostra parte in questo periodo di emergenza. Nonostante le mascherine in cotone <strong>non rappresentino un presidio sanitario</strong>, utilizzando delle mascherine di cotone naturale doppio strato molto serrato con lembo esterno in cotone idrorepellente è possibile filtrare ugualmente il passaggio microbico e quello delle goccioline di saliva espulse con starnuti o colpi di tosse. Una <a href="https://www.sacchettiditessuto.it/blog/sostenibilita/limpatto-ecologico-del-covid-19-mascherine-protettive-usa-e-getta-vs-mascherine">valida alternativa ecologica alle mascherine usa e getta</a> da poter utilizzare per protezione personale per non diffondere il virus, anche se non sui luoghi di lavoro<br><br></li></ul><div><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2040572874/8d1651f8ec17acf03305267e9889d79c/COTONE.jpg" />
         <pubDate>2023-05-05 11:44:33 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579432551</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Lino-Riccardo Gregianin</title>
         <author>riccardogregianins</author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579435179</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Nato come benda per il rivestimento delle mummie nell'<strong>Antico Egitto</strong>, il <strong>lino</strong> si è distinto nel corso dei millenni per le sue tantissime proprietà, che oggi lo rendono <strong>uno dei tessuti più antichi, resistenti ed ecologici in circolazione.<br></strong>Il tessuto di lino deriva dalla pianta Linum usitatissimum. Già millenni prima di Cristo, il lino veniva usato per le <strong>funzioni funebri</strong> degli Antichi Egizi. Il suo arrivo in Europa avviene con l'esportazione del tessuto in Irlanda da parte dei <strong>Fenici</strong> e diventerà poi importante durante l’Impero Romano. Sono infatti i Romani i primi a utilizzarlo non solo per l’abbigliamento, ma anche per la casa, sviluppando tecniche di lavorazione più evolute.Il Lino è la fibra vegetale che si ricava dal fusto dell'omonima pianta erbace&nbsp;<br>Propietà:le fibre del lino sono lunghe 50-60 cm.ciò conferisce loro resistenza meccanica.<br>Impieghi:dai filati di lino si ottengono tessuti di qualità per biancheria,lenzuola e corredi di pregio.<br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/2047332796/7891db1e33101631240f3401744792b6/lino.jfif" />
         <pubDate>2023-05-05 11:47:29 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579435179</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Stati Uniti</title>
         <author>sophiemuras</author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579435458</link>
         <description><![CDATA[<div>Le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piantagione">piantagioni</a> erano un aspetto importante della storia economica e sociale degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_meridionali">Stati Uniti meridionali</a>, in particolare nel periodo prebellico della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_americana">guerra civile americana</a>. Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Clima_subtropicale">clima subtropicale</a>, le molte piogge ed il suolo fertile degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_meridionali">Stati Uniti meridionali</a>, infatti, avevano favorito il fiorire di vaste piantagioni con un gran numero di lavoratori, spesso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Schiavi">schiavi</a> africani importati per il lavoro forzato.Le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piantagione">piantagioni</a> erano un aspetto importante della storia economica e sociale degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_meridionali">Stati Uniti meridionali</a>, in particolare nel periodo prebellico della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_civile_americana">guerra civile americana</a>. Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Clima_subtropicale">clima subtropicale</a>, le molte piogge ed il suolo fertile degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_meridionali">Stati Uniti meridionali</a>, infatti, avevano favorito il fiorire di vaste piantagioni con un gran numero di lavoratori, spesso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Schiavi">schiavi</a> africani importati per il lavoro forzato.Nelle piantagioni più grandi vi era un <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Supervisore&amp;action=edit&amp;redlink=1">supervisore</a> che rappresentava il proprietario terriero nella gestione quotidiana del possedimento. Solitamente ritratto come un personaggio rozzo, maleducato e di infimo ordine, era sostanzialmente un borghese che portava avanti il compito non sempre facile di far fruttare la produzione agricola e nel contempo controllare il lavoro degli schiavi.<br>Le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Coltura">colture</a> coltivate nel periodo antebellico negli Stati Uniti comprendevano <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gossypium">cotone</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tabacco">tabacco</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Zucchero">zucchero</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Indaco">indaco</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Oryza_sativa">riso</a> e, seppur in minor quantità, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ocra">ocra</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dioscorea">yam</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Patate_dolci">patate dolci</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arachis_hypogaea">arachidi</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Citrullus_lanatus">cocomeri</a>. Dalla fine del XVIII secolo, la maggior parte dei <em>planters</em> dell'<a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Alto_Sud&amp;action=edit&amp;redlink=1">Alto Sud</a> si dedicarono quasi esclusivamente al tabacco o alle colture miste.<br><br></div><div><br>Nella parte meridionale della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carolina_del_Sud">Carolina del Sud</a>, già prima della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_americana">Rivoluzione americana</a>, i <em>planters</em> avevano centinaia di schiavi (nelle città e nei villaggi, le famiglie avevano anche schiavi come propri servitori). Lo sviluppo del XIX secolo nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Profondo_Sud">Profondo Sud</a> delle coltivazioni di cotone dipendettero essenzialmente dal modello dell'area di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chesapeake_Bay">Chesapeake Bay</a> con dozzine se non centinaia di schiavi impiegati.<br><br>L' <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Antebellum_architecture&amp;action=edit&amp;redlink=1"><em>antebellum architecture</em></a> (architettura precedente al periodo della guerra civile americana) ha portato numerosi esempi nelle "plantation houses", le grandi residenze padronali dove i <em>planters</em> vivevano con le loro famiglie, all'interno delle piantagioni stesse. Col tempo infatti anche le piantagioni iniziarono ad ispirarsi nei loro elementi architettonici a quanto visto nelle aree colonizzate delle città. Gran parte degli edifici venivano però costruiti per mitigare il clima caldo subtropicale e fornire frescura naturale oltre che un luogo riparato dove risiedere e sostare o conservare i prodotti.<br><br></div><div><br>Tra i primi edifici abbinati a piantagioni si trovano quelli della Louisiana meridionale ad opera dei francesi. Utilizzando stili e concetti di costruzione appresi nei Caraibi, i francesi crearono molte grandi case di piantagione a New Orleans. L'architettura creola-francese iniziò a svilupparsi attorno al 1699 e perdurò sino a tutto l'Ottocento. Nel <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Lowcountry&amp;action=edit&amp;redlink=1">Lowcountry</a> della Carolina del Sud e della Georgia, lo stile <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Dogtrot&amp;action=edit&amp;redlink=1"><em>dogtrot</em></a> iniziò a prendere piede per mitigare appunto il clima di quelle regioni. I <em>planters</em> più ricchi della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Virginia">Virginia</a> coloniale costruirono le loro case sul modello dello stile georgiano, come nell'esempio della casa padronale della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Shirley_Plantation">Shirley Plantation</a>. Nel XIX secolo, lo stile <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Architettura_neogreca">neogreco</a> divenne altrettanto popolare nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Profondo_Sud">Profondo Sud</a>.<br><br></div><div><br>Piante comuni e alberi facevano parte del panorama delle piantagioni, in particolare la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Quercia">quercia</a> e la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Magnolia">magnolia</a>. Entrambe queste piante erano native degli Stati Uniti meridionali e sono divenuti col tempo dei simboli stessi del vecchio sud. Alla maniera spagnola, venivano realizzati dei sentieri alberati che portavano alle piantagioni, dando un'idea maestosa al complesso. Le piantagioni avevano anche dei propri giardini e/o orti che venivano curati direttamente dai <em>planters</em> con l'assistenza dei loro schiavi e lavoratori.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://s26551.pcdn.co/wp-content/uploads/2019/05/6288224329_987fede8fd_o-600x398.jpg" />
         <pubDate>2023-05-05 11:47:47 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579435458</guid>
      </item>
      <item>
         <title>LA LANA - Momna Salman</title>
         <author>momnasalmans</author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579435573</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Si hanno diverse testimonianze scritte e archeologiche dell'utilizzo della lana già nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Preistoria">preistoria</a>. Sebbene i reperti archeologici in lana più antichi sono invece datati intorno al 1800 a.C. secondo alcuni studi, in Mesopotamia la lana era utilizzata già a partire dal 3000 a.c</div><div>Anticamente i fiocchi di lana venivano strappati dal vello dell'animale. Ai <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antica_Roma">romani</a> si deve l'introduzione delle cesoie per la tosatura del bestiame. I romani conoscevano inoltre le tecniche di produzione del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Feltro">feltro</a>, una particolare stoffa ricavata dalla lana e dalle pelli degli animali<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-6"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>L'industria della lana attraversò in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Europa">Europa</a> un periodo fiorente durante il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Medioevo">Medioevo</a> fino alle <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Migrazioni_barbariche&amp;action=edit&amp;redlink=1">migrazioni barbariche</a>, quando i danni agli allevamenti ne arrestarono lo sviluppo.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-sap-1"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>A partire dall'XI secolo in Europa operarono delle corporazioni che controllavano la vendita e lo scambio delle merci.Tra queste corporazioni figuravano in Italia anche le corporazioni dell'arte della lana.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-stor55-7"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>Dal XIII secolo l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Inghilterra">Inghilterra</a> primeggiò in Europa per la produzione della lana. Nel 1370 venivano prodotte in Inghilterra 44 tipologie di lana differenti<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-9"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>Tra il 1400 e il 1700, la selezione del bestiame portò in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spagna">Spagna</a> alla creazione della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Merino_(pecora)">pecora merino</a>.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-10"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>Nel 1810 vennero costruiti in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Bretagna">Gran Bretagna</a> i primi impianti di filatura meccanica.La <strong>lana</strong> è una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fibra_tessile">fibra tessile</a> naturale che si ottiene dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pelliccia">vello</a> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ovino">ovini</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ovis_aries">pecore</a> e di alcuni tipi di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Caprinae">capre</a>), <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Coniglio">conigli</a>, camelidi (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cammello">cammelli</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lama_glama">lama</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vigogna">vigogna</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alpaca">alpaca</a>,...) e produzioni minori da cani (chiengora), <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Yak">yak</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antilope_tibetana">antilope tibetana</a> (Shahtoosh). La lana che si viene ad ottenere viene definita <em>lana vergine</em>.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="https://i2.wp.com/www.vortexmag.net/wp-content/uploads/2018/05/b9864119fe3d9c50e5faccf3fc3c6e50.jpg?fit=1920%2C1200&amp;ssl=1" />
         <pubDate>2023-05-05 11:47:55 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579435573</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il cotone - Greta Riello </title>
         <author>gretariellos</author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579435578</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Il cotone si otteneva in passato mediante lavorazione con strumenti di legno o a mano. Dopo aver preso la capsula del cotone dalla pianta omonima si ricavava un "gomitolo" di filamenti che veniva trattato e lavorato prima di essere inviato alle industrie tessili.<br><br></div><div><br>Il cotone era già presente prima del secondo millennio a.C. in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/India">India</a> ed anche in Perù, ed era ampiamente noto agli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aztechi">Aztechi</a> in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/America">America</a>. Le prime testimonianze dell'esistenza di questa fibra risalgono a cinquemila anni fa e sono state trovate in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pakistan">Pakistan</a> e a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tehuac%C3%A1n">Tehuacán</a> in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Messico">Messico</a>, ma tracce più recenti le abbiamo anche nei geroglifici <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Egitto">egiziani</a> e nelle cronache di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Erodoto">Erodoto</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/V_secolo_a.C.">V secolo a.C.</a>).<br><br></div><div><br>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/IV_secolo_a.C.">IV secolo a.C.</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Magno">Alessandro Magno</a> aveva fatto di Alessandria il più importante centro di smistamento verso l'Europa del cotone indiano di pregiatissima qualità. Con la conquista della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spagna">Spagna</a> da parte degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arabi">Arabi</a> vennero introdotte anche in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Europa">Europa</a> le tecniche di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Filatura">filatura</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tessitura">tessitura</a>, oltre alla coltivazione del cotone che però si interruppe agli inizi del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVII_secolo">Seicento</a> a seguito della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Reconquista">cacciata dei Mori</a>. A quel punto fu il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Portogallo">Portogallo</a> che si prese lo scettro di importatore principale del nobile cotone indiano.<br><br></div><div><br></div><div><br></div><div>Consumo di cotone nel 1830 nella penisola italiana per Stato.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cotone_(fibra)#cite_note-TCI-2"><sup>[2]</sup></a></div><div><br>Tra il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVIII_secolo">XVIII</a> e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XIX_secolo">XIX secolo</a>, con la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_industriale">rivoluzione industriale</a> la produzione di tessuti e filati si concentrò nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_Unito">Regno Unito</a>. Da lí le tecnologie di coltivazione e di lavorazione si diffusero rapidamente verso le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Americhe">Americhe</a>. Il cotone divenne un'importante fonte di reddito negli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_d%27America">Stati Uniti</a>, specialmente negli Stati del Sud, dove era coltivato da manodopera schiavile, spesso tratta in maniera coatta dall'Africa. Con l'elezione del presidente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abraham_Lincoln">Lincoln</a>, primo presidente repubblicano degli USA, sostenitore della causa dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abolizionismo">abolizione della schiavitù</a>, la questione della produzione cotonifera tramite manodopera schiavile giunse al centro del dibattito politico, sfociando poi nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_secessione_americana">Guerra di secessione Americana</a>, che vinta dagli Stati del Nord porterà all'abolizione della schiavitù.<br><br></div><div><br>l'Inghilterra grazie alle invenzioni di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Arkwright">Richard Arkwright</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Edmund_Cartwright">Edmund Cartwright</a> aveva dominato nel mondo il cosiddetto <em>oro bianco</em>, come veniva chiamato il cotone in «un documento dei tempi di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nabucodonosor_II">Nabucondonosor </a>. (...) Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cotton_famine">Lancashire</a> diventa il centro tessile della Terra. L'Inghilterra impedisce con tutti i mezzi che l'America, la più importante produttrice di cotone, si appropri le invenzioni di Arkwright e Cartwright. Essa appoggia in tutti i modi gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Confederati_d%27America">Stati del Sud</a>, cioè gli stati produttori di cotone, contro il Nord».<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cotone_(fibra)#cite_note-3"><sup>[3]<br></sup></a><sup><br>Greta Riello 1E</sup></div><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://tse2.mm.bing.net/th?id=OIP.Cch-DPLbMH0M0CFFxbYmxAHaEn&amp;pid=Api" />
         <pubDate>2023-05-05 11:47:55 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579435578</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Cina-Seta-Jacopo Tommasi</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579435712</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Si narra che la nascita della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bachicoltura">bachicoltura</a> si debba a un'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Imperatore_della_Cina">imperatrice</a>, ma probabilmente la lavorazione della seta si conosceva in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cina">Cina</a> già diversi millenni prima. Secondo la tradizione, fu Lie Zu, la consorte del mitico Imperatore Giallo Huangdi, a trasmettere l’arte della lavorazione della seta nel III millennio a.C.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seta#cite_note-1"><sup><br></sup></a><br></div><div>Negli ultimi anni è stata documentata la presenza di fibroina della seta preistorica risalente al 7000 - 6500 a.C. presso il sito neolitico di Jiahu (prov. Henan). Le tracce di tessuto serico e di bachicoltura sono state individuate anche più a sud, a Qianshanyang, nel Zhejiang, seppur riferibili alla tarda cultura neolitica di Liangzhu, del 3200-2200 a.C. I più consistenti ritrovamenti di sete antiche risalgono almeno al periodo storico degli Stati Combattenti, soprattutto lungo il corso del Fiume Azzurro, nell’attuale Cina sud-orientale, dove fiorì il raffinato Stato di Chu (prov. Hubei) e Hunan, che raggiunse l’apice tra il V e il III secolo a.C.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seta#cite_note-3"><sup><br></sup></a><br></div><div>La grande abilità tecnica, qualità, eleganza e il vigore espressivo del prodotto che denotano la prosperità del regno di Chu lasciarono una grande eredità nella solenne tradizione artistica e culturale della dinastia imperiale Han (206 a.C.-221 d-C). Le vesti di seta, in precedenza riservate agli imperatori, entrarono nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guardaroba">guardaroba</a> della classe sociale più ricca, diventando un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bene_di_lusso">bene di lusso</a> ambito che si estese ad altre aree, raggiunte dai mercanti cinesi, dove fu apprezzato per la leggerezza e bellezza. La crescente domanda di prodotti in seta rese questa fibra una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Materia_prima">materia prima</a> delle più importanti per il commercio internazionale e portò all'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Industrializzazione">industrializzazione</a> della sua produzione.<br>Dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XII_secolo">XII secolo</a> l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">Italia</a> fu la maggior produttrice europea di seta. Erano particolarmente rinomate le città di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Palermo">Palermo</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Catanzaro">Catanzaro</a>, che subivano maggiormente gli influssi provenienti da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Asia">Oriente</a>: Palermo era stata una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Storia_di_Palermo_islamica">capitale islamica</a>, mentre la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Calabria">Calabria</a> faceva ancora parte dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Thema_di_Calabria">Impero Bizantino</a>.<br>Secondo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Andr%C3%A9_Guillou">André Guillou</a>, i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gelsi">gelsi</a> per la produzione di seta grezza furono introdotti nell'Italia meridionale dai bizantini già alla fine del IX secolo. Intorno al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1050">1050</a> la Calabria contava 24.000 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Morus_(botanica)">gelsi</a> coltivati per le foglie, e il loro numero tendeva ad espandersi.<br>La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Hofburg">Camera del Tesoro imperiale</a> di Vienna conserva un manto di seta, appartenuto a re <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ruggero_II_di_Sicilia">Ruggero II di Sicilia</a>, su cui è ricamata un'iscrizione in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_araba">lingua araba</a> attestante che il tessuto era stato prodotto nella fabbrica reale di Palermo nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1133">1133</a>-<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1134">34</a>. Questo laboratorio si trovava nel palazzo e, oltre agli operai della seta, vi lavoravano orefici e gioiellieri.<br><br>Dalla Calabria e dalla Sicilia la coltivazione del baco e la lavorazione della seta si diffuse prima nel resto d'Italia, quindi in Europa. Il primato italiano venne conteso nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVII_secolo">XVII secolo</a> dalla zona di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lione">Lione</a> in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francia">Francia</a>, nella quale giunsero molti artigiani provenienti da Catanzaro. Il primo prototipo del famoso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Telaio_Jacquard">telaio Jacquard</a> fu realizzato, infatti, già nella seconda metà del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Quattrocento">Quattrocento</a> da un tessitore catanzarese noto a Lione come Jean Le Calabrais - Giovanni il calabrese.<br><br>L'allevamento dei bachi fu un importante fonte di reddito di supporto all'economia agricola, e la produzione e commercio di tessuti, assieme a quella della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana">lana</a>, fu un'industria molto redditizia che diede ricchezza e potere alle rispettive corporazioni, come a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Firenze">Firenze</a> dove tra le altre sette venne riconosciuta l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arte_della_Seta">Arte della Seta.<br></a><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.periodicodaily.com/wp-content/uploads/2020/12/gettyrf-528559009.jpg" />
         <pubDate>2023-05-05 11:48:03 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579435712</guid>
      </item>
      <item>
         <title>lino-Albu Asia </title>
         <author>asiaalbus</author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579436270</link>
         <description><![CDATA[<var><em><mark>produzione</mark></em></var><div><strong><em>Nel mondo sono coltivati circa quattro milioni di ettari di lino dei quali 3,5 milioni per la produzione di olio.</em></strong></div><div><strong><em>Il lino da fibra rappresenta meno dell'1% della produzione mondiale di fibre tessili. L'UE (Francia, Belgio, Paesi Bassi e Germania, ) partecipa per il 75-80% alla produzione mondiale di fibra su una superficie che è passata da 55.000 ettari nel 2010 a 147.000 ettari nel 2021 per soddisfare una dinamica domanda globale. Una parte significativa della produzione viene effettuata anche nell'Europa dell'Est.</em></strong></div><div><strong><em>Ciò va messo in relazione con l’incremento della redditività della filiera: negli ultimi anni (dal 2016 al 2021), con una resa da 1,0 a 1,5 tonnellate di fibre lunghe per ettaro, i margini lordi del lino sono stati, in media, da tre a quattro volte superiori a quelli di colture convenzionali come grano e colza</em></strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Linum_usitatissimum#cite_note-"><strong><em>[11]</em></strong></a><strong><em>.</em></strong></div><var><em><mark>produzione di semi</mark></em></var><div><strong><em>La produzione mondiale di semi è passata da 1,9 milioni di tonnellate nel 2010 a 3,4 milioni di tonnellate nel 2020, anno in cui il maggiore produttore è il Kazakhstan con il 31% del totale, seguito da Russia, Canada, Cina e India (dati FAOSTAT - FAO).</em></strong><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <em><mark>commercio internazionale</mark></em></div><div><strong><em>La Cina è il principale importatore di fibre di lino ed il principale produttore ed esportatore di filati e tessuti in tutto il mondo.&nbsp; </em></strong>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;&nbsp;</div><var><em><mark>in medicina</mark></em></var><div><strong><em>I semi di lino erano conosciuti nella medicina popolare come </em></strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lassativo"><strong><em>lassativo</em></strong></a><strong><em>; alcuni studi moderni sembrano confermare la validità di tale uso</em></strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Linum_usitatissimum#cite_note-NCCAM-12"><strong><em><sup>[12]</sup></em></strong></a><strong><em>. Oggi, in fitoterapia l'olio di lino è anche consigliato come antinfiammatorio ed emolliente. Il lino contiene </em></strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Omega-3"><strong><em>Omega-3</em></strong></a><strong><em>,</em></strong><br><br></div><var><em><mark>nell'arte e nella cultura</mark></em></var><div><strong><em>“Il lino” è il titolo di un’istruttiva </em></strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fiaba"><strong><em>fiaba</em></strong></a><strong><em> dello scrittore danese </em></strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Hans_Christian_Andersen"><strong><em>Hans Christian Andersen</em></strong></a><strong><em> (1805 - 1875).</em></strong></div><div><strong><em>Quello del lino è il fiore nazionale della </em></strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bielorussia"><strong><em>Bielorussia<br></em></strong></a><br></div><var><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bielorussia"><em><mark>in cucina</mark></em></a></var><div><strong><em>I principali prodotti alimentari che si ricavano dai semi di lino sono la </em></strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Farina"><strong><em>farina</em></strong></a><strong><em> e l'olio; la farina è di colore scuro. I semi - ricchi di acidi grassi a catena lunga - possono essere consumati anche in purezza, integri e secchi, oppure ammollati in acqua e consumati appena germogliano. I semi bagnati diventano leggermente viscidi, ma ciò non ne inficia le proprietà nutritive.</em></strong><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bielorussia"><strong><em><br></em></strong></a><br></div><div><br><br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=cIgyPUmNi3s" />
         <pubDate>2023-05-05 11:48:37 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579436270</guid>
      </item>
      <item>
         <title> Egitto-Cotone-Manuel Amadini</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579436425</link>
         <description><![CDATA[<div>Il cotone si otteneva in passato mediante lavorazione con strumenti di legno o a mano. Dopo aver preso la capsula del cotone dalla pianta omonima si ricavava un "gomitolo" di filamenti che veniva trattato e lavorato prima di essere inviato alle industrie tessili.<br><br>Il cotone era già presente prima del secondo millennio a.C. in India ed anche in Perù.  Le prime testimonianze dell'esistenza di questa fibra risalgono a cinquemila anni fa e sono state trovate in Pakistan e  in Messico, ma tracce più recenti le abbiamo anche nei geroglifici egiziani e nelle cronache di Erodoto.<br><br>Nel IV secolo a.C. Alessandro Magno aveva fatto di Alessandria il più importante centro di smistamento verso l'Europa del cotone indiano di pregiatissima qualità. Con la conquista della Spagna da parte degli Arabi vennero introdotte anche in Europa le tecniche di filatura e tessitura, oltre alla coltivazione del cotone che però si interruppe agli inizi del Seicento. A quel punto fu il Portogallo che apprese le arti principali del nobile cotone india.<br>Tra il XVIII e il XIX secolo, con la rivoluzione industriale la produzione di tessuti e filati si concentrò nel Regno Unito. Da lí le tecnologie di coltivazione e di lavorazione si diffusero rapidamente verso le Americhe. Il cotone divenne un'importante fonte di reddito negli Stati Uniti, specialmente negli Stati del Sud. Con l'elezione del presidente, la questione della produzione cotonifera  giunse al centro del dibattito politico, sfociando poi nella Guerra di secessione Americana, che sarà vinta dagli Stati del Nord.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://img.ev.mu/images/portfolio/pays/63/1605x1070/851448.jpg" />
         <pubDate>2023-05-05 11:48:46 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579436425</guid>
      </item>
      <item>
         <title>IL BACODA SETA IN CINA</title>
         <author>tommasochiocchettis</author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579437112</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Il baco si nutre esclusivamente delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Foglia">foglie</a> dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Morus_(botanica)">gelsi</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Plantae">piante</a> del genere <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Morus_(botanica)"><em>Morus</em></a> (famiglia <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Moraceae">Moraceae</a>), in particolare <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Morus_alba"><em>Morus alba</em></a> (gelso bianco o comune) e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Morus_nigra"><em>Morus  nigra</em></a> (gelso nero).<br><br></div><div><br>Le sue uova (dette semenza) si schiudono tra la fine di aprile e l'inizio di maggio, quando le foglie sugli alberi si sono completamente formate. Si sviluppa attraverso quattro mute (cambi di pelle) fino alla costruzione del bozzolo<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bachicoltura#cite_note-4"><sup>[4]</sup></a>:<br><br></div><ul><li>La prima età larvale (una settimana circa);</li><li>La seconda età larvale (una settimana circa);</li><li>La terza età larvale (cinque giorni circa);</li><li>La quarta età larvale (cinque giorni circa);</li><li>La quinta età larvale (quattro giorni circa);</li><li>Salita al bosco al completamento del bozzolo serico.</li></ul><div><br>L'allevamento veniva curato nelle case dei contadini e le stanze adibite a questo scopo avevano, oltre alle finestre, aperture supplementari sopra le porte o sotto le finestre stesse per garantire l'aerazione. Per contenere i bachi si costruivano graticci o intelaiature in legno con fondo in canne o tela, sovrapponibili per risparmiare spazio.<br><br></div><div><br>I piccoli bachi nati dalle uova venivano messi sui graticci e alimentati con foglia fresca finemente trinciata, i letti venivano periodicamente ripuliti per evitare malattie al baco. Alla terza età la foglia veniva somministrata più volte al giorno, intera, ed alla quarta, con tutto il ramo.<br><br></div><div><br>In 27/28 giorni, passando attraverso quattro <em>dormite</em>, i bachi crescevano fino a diventare lunghi 7/8 centimetri ed insieme a loro cresceva la quantità di cibo necessaria e lo spazio occupato.<br><br></div><div><br>I bachi <em>salgono al bosco</em>, si arrampicano su mazzi di frasche secche dove cercano un posto sicuro per costruire il bozzolo dove compiere la metamorfosi in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Crisalide">crisalide</a>. La costruzione dura 3/4 giorni.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.prezzisalute.com/img/sport/abbigliamento/seta.jpg" />
         <pubDate>2023-05-05 11:49:34 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579437112</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Arianna Elisa Bonato</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579438340</link>
         <description><![CDATA[<div>LA LANA<br>Si hanno diverse testimonianze scritte e archeologiche dell'utilizzo della lana già nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Preistoria">preistoria</a>.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-sap-1"><sup>[1]</sup></a> Sebbene i reperti archeologici in lana più antichi sono invece datati intorno al 1800 a.C.,<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-stor3-3"><sup>[3]</sup></a> secondo alcuni studi, in Mesopotamia la lana era utilizzata già a partire dal 3000 a.C.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-stor3-3"><sup>[3]<br></sup></a><br></div><div><br>Molte raffigurazioni su ceramica testimoniano l'importanza della lana nell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antica_Grecia">Antica Grecia</a>,<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-stor8-4"><sup>[4]</sup></a> dove nell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_del_ferro">Età del ferro</a> costituiva la materia tessile più utilizzata.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-stor8-4"><sup>[4]<br></sup></a><br></div><div><br>Anticamente i fiocchi di lana venivano strappati dal vello dell'animale.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-stor17-18-5"><sup>[5]</sup></a> Ai <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antica_Roma">romani</a> si deve l'introduzione delle cesoie per la tosatura del bestiame.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-stor17-18-5"><sup>[5]</sup></a> I romani conoscevano inoltre le tecniche di produzione del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Feltro">feltro</a>, una particolare stoffa ricavata dalla lana e dalle pelli degli animali.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-6"><sup>[6]<br></sup></a><br></div><div><br>L'industria della lana attraversò in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Europa">Europa</a> un periodo fiorente durante il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Medioevo">Medioevo</a> fino alle <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Migrazioni_barbariche&amp;action=edit&amp;redlink=1">migrazioni barbariche</a>, quando i danni agli allevamenti ne arrestarono lo sviluppo.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-sap-1"><sup>[1]<br></sup></a><br></div><div><br>A partire dall'XI secolo in Europa operarono delle corporazioni che controllavano la vendita e lo scambio delle merci.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-stor55-7"><sup>[7]</sup></a> Tra queste corporazioni figuravano in Italia anche le corporazioni dell'arte della lana.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-stor55-7"><sup>[7]<br></sup></a><br></div><div><br>Dal XIII secolo l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Inghilterra">Inghilterra</a> primeggiò in Europa per la produzione della lana.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-8"><sup>[8]</sup></a> Nel 1370 venivano prodotte in Inghilterra 44 tipologie di lana differenti.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-9"><sup>[9]<br></sup></a><br></div><div><br>Tra il 1400 e il 1700, la selezione del bestiame portò in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spagna">Spagna</a> alla creazione della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Merino_(pecora)">pecora merino</a>.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-10"><sup>[10]<br></sup></a><br></div><div><br>Nel 1810 vennero costruiti in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gran_Bretagna">Gran Bretagna</a> i primi impianti di filatura meccanica.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-sap-1"><sup>[1]<br></sup></a><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://1.bp.blogspot.com/-WL1uIvLf1Lw/WIaGruGTScI/AAAAAAAAlZw/f1HTyV9Z7OQkoBOKCJXLn65kiA_p4y-YACLcB/s1600/5%2BOvillos%2Bpura%2Blana%2Bvirgen%2Boveja%2Bpara%2Btejer.jpg" />
         <pubDate>2023-05-05 11:50:59 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579438340</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La seta giapponese-Leonardo Pugno</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579926230</link>
         <description><![CDATA[<div>Il tessuto giapponese per eccellenza è la <strong>seta</strong>. Originaria in realtà della Cina la seta giapponese durante il corso degli anni è riuscita a farsi strada nel commercio fino a diventare la seta più pregiata del mondo.<br><br></div><div>Esistono in Giappone molte tipologie di seta differenti che derivano ognuna da un determinato tipo di lavorazione. La tecnica di lavorazione <em>meisen</em> consiste nell'intreccio di fili precolorati ed è caratterizzata dal fatto di non possedere un allineamento preciso dei fili. In questo modo si riesce a produrre una seta crespa con motivi morbidi. Le tecniche <em>omeshi</em> e <em>chirimen</em>, anch'esse con fili precolorati, consistono nell'attorcigliare i fili durante la tessitura formando così una varietà di seta spessa e resistente. La tecnica <em>rinzu</em> è senza dubbio la tecnica più complessa e infatti la seta creata con questa lavorazione è la più costosa. Consiste nell'utilizzare diversi tipi di filo in modo da creare un contrasto tra lo sfondo e la supericie. Assomiglia molto al broccato o al damascato. La tecnica di lavorazione a mano <em>tzumugi</em> utilizza invece i filamenti di scarto dei bozzoli per creare una seta dalla struttura irregolare ma molto morbida al tatto. La tecnica <em>urushi</em> consiste infine nell'intrecciare la stoffa con fili laccati e brillanti.<br><br></div><div>Alcune tecniche di lavorazione della seta prevedono l'tutilzzo di fili precolorati. Questa tecnica di colorazione dei fili prende il nome di <em>kasuri</em>. Nei casi in cui i fili non siano precolorati è necessaro colorare e decorare la stoffa in un secondo momento. Oltre alla pittura a mano libera, <em>sumi-e</em>, esistono altre tecniche di colorazione della seta. La decorazione <em>yuzen</em> prevede che alcune zone del tessuto vengano coperte in modo da poter colorare le altre zone senza sbavature. Per coprire queste zone si usava in origine l'amido prodotto dalla cottura a vapore del riso. L'amido è ancora utilizzato ma oggi si predilige l'utilizzo di una speciale colla protettiva. Le parti non coperte vengono poi colorate con piccoli pennelli. Il tessuto viene lasciato ad asciugare e una volta asciutto si procede a colorare le zone rimaste senza decorazione. Per farlo è necessario ripetere tutta l'operazione coprendo le parti che sono state colorate in precedenza. Con questa tecnica si creano solitamente motivi naturalistici o astratti. Un'altra tecnica molto famosa è la tecnica <em>shibori</em> che consiste nel legare, cucire o piegare alcune parti della stoffa in modo che immergendo la stoffa nella tintura quelle zone non riescano ad assorbirla. <br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://images.unsplash.com/photo-1597830277743-6bc70512e6ba?crop=entropy&amp;cs=srgb&amp;fm=jpg&amp;ixid=Mnw3ODI2fDB8MXxzZWFyY2h8MzF8fGtpbW9ubyUyMHxpdHwxfHx8fDE2ODMzMTM2NzI&amp;ixlib=rb-4.0.3&amp;q=85" />
         <pubDate>2023-05-05 19:15:26 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2579926230</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Cotone-Sveva Assante</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2582031160</link>
         <description><![CDATA[<div>Il cotone è una fibra tessile.<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<br>La coltivazione del cotone<strong> </strong>è antichissima e pare abbia avuto origine indipendente in diversi punti della Terra<strong>.</strong> Il paese di più remota coltivazione sembra essere l’India, da cui si diffuse in altri paesi dell’Asia, dell’Africa e dell’Europa.<br> <br>Le prime testimonianze dell'esistenza di questa fibra risalgono a cinquemila anni fa e sono state trovate in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pakistan">Pakistan</a> e a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tehuac%C3%A1n">Tehuacán</a> in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Messico">Messico</a>, ma tracce più recenti le abbiamo anche nei geroglifici <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Egitto">egiziani</a> e nelle cronache di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Erodoto">Erodoto</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/V_secolo_a.C.">V secolo a.C.</a>).<br><br><br>Il prezzo del cotone è influenzato dai seguenti fattori:</div><ul><li>SCORTE GLOBALI</li><li>POLITICHE GOVERNATIVE</li><li>DOMANDA GLOBALE&nbsp;</li><li>CLIMA</li><li>PREZZO MATERIALI ALTERNATIVI</li><li>PREZZO DEL PETROLIO&nbsp;</li></ul><div><br><br>I tessuti di cotone sono ampiamente utilizzati sia nel campo dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abbigliamento">abbigliamento</a> che in quello dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arredamento">arredamento</a>.<br><br></div><ul><li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Denim">denim</a>, utilizzato per fare <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Jeans">jeans</a>;</li><li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chintz">chintz</a>, stampato e di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mano_(tessitura)">mano</a> lucida.</li><li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spugna_(tessile)">spugna</a>, utilizzato per fare asciugamani da bagno;</li><li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seersucker">seersucker</a>, dalla superficie increspata;</li><li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tela_bandera">tela bandera</a>, per l'omonimo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ricamo">ricamo</a>;</li><li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fustagno">fustagno</a>, utilizzato per gli indumenti da lavoro.</li></ul><div><br>La lavorazione, nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Primo_dopoguerra">primo dopoguerra</a>, prevedeva il passaggio nel <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Torcitoio&amp;action=edit&amp;redlink=1">torcitoio</a>, macchina simile al filatoio ma sprovvista della parte stiro, che conferisce al filo svolto dalla rocca la torsione richiesta e confeziona il prodotto su un fuso. Il prodotto finale, confezionato, veniva poi regolarizzato e controllato attraverso la gasatrice, nella quale il passaggio del filo su una fiammella eliminava la peluria in eccesso e rendeva il filo più lucido. Se le ditte committenti necessitavano di matasse, si utilizzava l'aspatrice, se invece volevano il filo confezionato in rocche, si utilizzava la roccatrice.</div><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.ecostore.it/wp-content/uploads/2020/08/fiore_cotone_eco_store.jpg" />
         <pubDate>2023-05-08 13:12:56 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2582031160</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Lana-Sofia Micale </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2585506498</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Gli animali da cui si ricava la lana sono:<br><br></div><ul><li>la pecora merino : razza definita in Spagna intorno al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XII_secolo">XII </a>secolo a partire da un lavoro secolare di selezione. Attualmente allevata in modo estensivo in Australia, Nuova Zelanda, Germania e in Islanda, sud America e in Africa, è utilizzata per produrre una lana molto fine e pregiata;</li><li>le pecore di razze indigene: hanno pelo più duraturo, usato tradizionalmente per la confezione di materassi e tappeti;</li><li>la capra d'Angora, allevata in Turchia, Sudafrica, Stati Uniti dalla quale si ottiene la lana <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mohair">mohair</a>;</li><li>la capra del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cachemire">Cachemire</a>, originaria del Tibet diffusa anche in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/India">India</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cina">Cina</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Iran">Iran</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Afghanistan">Afghanistan</a> dalla quale si ricava una lana molto pregiata;</li><li>l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alpaca">alpaca</a>, un tipo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lama_glama">lama</a> che vive sulle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ande">Ande</a>, da cui si produce <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana_di_alpaca">lana di alpaca</a>;</li><li>la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Vicugna_vicugna">vigogna</a>, altro tipo di lama delle Ande P<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Per%C3%B9">eruvian</a>i e i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dromedario">dromedari</a> africani;</li><li>il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Coniglio">coniglio</a>, da cui si produce l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Angora_(fibra)">angora</a>;</li><li>il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dromedario">dromedario</a>.<br>La fibra, che è costituita da una sostanza <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Proteina">proteica</a>, la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cheratina">cheratina</a>, ha lunghezza tra i 2 e i 90 mm e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sezione_(geometria_descrittiva)">sezione</a> circolare; è rivestita esternamente da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Squama">squame</a> e presenta numerose ondulazioni elastiche, origine della caratteristica <em>arricciatura</em>. Questa struttura conferisce alla lana morbidezza, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Elasticit%C3%A0_(meccanica)">elasticità</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Igroscopicit%C3%A0">igroscopicità</a> ed elevata <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Isolamento_termico">termocoibenza</a>, resistenza termica a secco, per via dell'aria trattenuta tra le fibre. Scarsa invece la resistenza alle <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Sollecitazione_meccanica&amp;action=edit&amp;redlink=1">sollecitazioni meccaniche</a>.</li></ul><div><br><br>Rispetto alle altre fibre tessili, ha bassissima tenacità, buon allungamento, elevata <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Igroscopicit%C3%A0">igroscopicità</a> e ottima resistenza a muffe e batteri, ma può essere attaccata dalle tarme.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lana#cite_note-sap-1"><sup><br></sup></a><br>Proprietà termiche<br><br>La lana è una fibra calda al tatto e dotata di alta termocoibenza. Quest'ultima caratteristica determina che gli indumenti tessuti con la lana risultino più spessi con un conseguente trattenimento di una maggiore quantità di aria.<br><br><br>Il calore provoca sulla fibra della lana la degradazione. Una prima degradazione che si manifesta con un impercettibile ingiallimento può cominciare attorno ai 70 °C; a 130 °C inizia la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Decomposizione_(biologia)">decomposizione</a>; infine, a 170 °C si ha uno sviluppo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ammoniaca">ammoniaca</a>. Tuttavia, la lana può rimanere esposta per brevi tempi senza soffrire degradazione anche a una temperatura di 200 °C; questa proprietà viene sfruttata dalle industrie per l'operazione di <em>termofissaggio</em>.<br><br><br>La lana è dotata anche di <em>termoplasticità</em> ed è relativamente resistente alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fiamma">fiamma</a> e, bruciando, sviluppa un odore simile all'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Osso">osso</a> bruciato contemporaneamente alla formazione di piccoli grani neri che, se toccati, si polverizzano.<br><br><br>Il tessuto di lana non solo isola dal freddo ma anche dal caldo; alcune popolazioni africane la usano di giorno per ripararsi dal caldo e la sera dal freddo.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=zA6tsAtDEHE" />
         <pubDate>2023-05-10 13:26:19 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2585506498</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Cina</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2587525567</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Secondo la tradizione cinese – è dalla <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/storia-della-cina_(Enciclopedia-dei-ragazzi)">Cina</a> che proviene la tecnica della lavorazione della seta – sarebbe stata Hsi Ling Shih, moglie di un imperatore, a introdurre l’allevamento del baco da seta intorno al 3000 a.C. Tuttavia, alcuni recenti ritrovamenti archeologici 2 attrezzi per la lavorazione della seta, frammenti di tessuto e bozzoli fossili 2 risalenti ad almeno 6.000 anni fa fanno pensare che nella regione cinese vicino al <a href="https://www.treccani.it/enciclopedia/fiume-azzurro_(Enciclopedia-dei-ragazzi)">Fiume Azzurro</a> l’origine della sericoltura sia ancora più antica. Nel corso dei millenni la selezione operata dagli allevatori ha portato a fare del <em>Bombyx mori</em> una specie il cui unico scopo sembra essere la produzione di seta: la farfalla è cieca e incapace di volare, ed è in grado solo di deporre uova per dar luogo a un’altra generazione di bachi.<br><br></div><div>COME SI PRODUCE LA SETA</div><div><br>La produzione di seta è un processo molto delicato; richiede grande attenzione nell’allevamento dei bachi, che vengono nutriti con foglie di gelso e tenuti in particolari condizioni di umidità e temperatura. Quando i bachi hanno raggiunto un’adeguata fase del loro sviluppo, per alcuni giorni producono i lunghi filamenti con i quali costruiscono il bozzolo. L’allevatore, a quel punto, uccide i bachi, di solito con un getto di vapore, dopodiché i bozzoli sono immersi in acqua per ammorbidire la seta, che si libera in sottili filamenti.<br><br></div><div><br>L’uccisione dei bachi è necessaria per impedire che, uscendo dal bozzolo, gli insetti rompano i lunghi fili; sono questi ultimi, infatti, che sapranno dare alla seta le sue caratteristiche peculiari. Il tessuto che si ottiene dal filato è più leggero e bello da vedere della lana o del cotone, è molto resistente e mantiene il caldo in inverno e il fresco in estate. Il suo elevato prezzo è dovuto alla complessità e agli elevati costi di produzione.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://tse3.mm.bing.net/th?id=OIP.8u-lNDAO7rPG_EWyo-MZaAHaE7&amp;pid=Api" />
         <pubDate>2023-05-11 17:05:39 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2587525567</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Lino - Arianna Elisa Bonato</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2587625837</link>
         <description><![CDATA[<div>IL LINO<br><br>Il <strong>lino</strong> è una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fibra_tessile">fibra</a> composta per circa il 70% da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cellulosa">cellulosa</a>.<br><br></div><div>La fibra elementare di lino ha una lunghezza media che va dai 20 ai 30 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Millimetro">mm</a>; la finezza si aggira sui 20-30 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Micron">micron</a>; la sezione è poligonale.<br><br></div><div><br>Il numero di fibre presenti nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corteccia_(botanica)">corteccia</a> di una singola pianta può variare da 20 a 50.<br><br></div><div><br>La fibra ha un aspetto lucido e una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mano_(tessitura)">mano</a> fredda e scivolosa. In presenza di umidità questa fibra la assorbe rigonfiandosi moderatamente; essendo di origine cellulosica, se bruciata produce una finissima polvere nero-grigia.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lino_(fibra)#cite_note-1"><sup>[1]<br></sup></a><br></div><div><br>Il lino ha una tenacità di circa 6-7 grammi e un tasso di ripresa del 12%. È gualcibile e poco allungabile.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.thesprucecrafts.com/thmb/fiqn9wQdgLB4xrGQPYad92SASZw=/2120x1414/filters:fill(auto,1)/GettyImages-507205846-57c551b93df78cc16e52575c.jpg" />
         <pubDate>2023-05-11 18:22:13 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2587625837</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Cotone - Arianna Elisa Bonato</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2587645707</link>
         <description><![CDATA[<div>IL COTONE<br>Il <strong>cotone</strong> è una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fibra_tessile">fibra tessile</a>, ricavata dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bambagia">bambagia</a> che avvolge i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seme">semi</a> delle piante del genere <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gossypium"><em>Gossypium</em></a>.<br><br></div><div><br>La sua tessitura ha origine nella preistoria: frammenti di tessuto di cotone risalenti al V millennio a.C. sono stati rinvenuti nella Civiltà della valle dell'Indo.<br><br><br>Sebbene sia quindi coltivato fin dall’antichità selezionandosi in varietà più produttive, è stata l’invenzione nel 1793 della sgranatrice di cotone a macchina a ridurne i costi di produzione, portandolo all’uso diffuso. Oggi è il tessuto in fibra naturale più utilizzato nell’abbigliamento.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://images.unsplash.com/photo-1633554587766-ffc8151e31c0?crop=entropy&amp;cs=srgb&amp;fm=jpg&amp;ixid=M3w3ODI2fDB8MXxzZWFyY2h8MjF8fGNvdG9uZXxpdHwxfHx8fDE2ODM3OTY4OTR8MA&amp;ixlib=rb-4.0.3&amp;q=85" />
         <pubDate>2023-05-11 18:39:19 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2587645707</guid>
      </item>
      <item>
         <title>lino - thomas abarca</title>
         <author>thomasabarcagranos</author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2588571028</link>
         <description><![CDATA[<div><br><br>Il <strong>lino</strong> è una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fibra_tessile">fibra</a> ricavata dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Floema">libro</a> del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Linum_usitatissimum"><em>Linum usitatissimum</em></a> composta per circa il 70% da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cellulosa">cellulosa</a>.<br><br></div><div><br>Come tutte quelle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Floema">liberiane</a>, la fibra elementare di lino ha una lunghezza media che va dai 20 ai 30 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Millimetro">mm</a>; la finezza si aggira sui 20-30 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Micron">micron</a>; la sezione è poligonale.<br><br></div><div><br>Il numero di fibre presenti nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corteccia_(botanica)">corteccia</a> di una singola pianta può variare da 20 a 50.<br><br></div><div><br>La fibra ha un aspetto lucido e una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mano_(tessitura)">mano</a> fredda e scivolosa. In presenza di umidità questa fibra la assorbe rigonfiandosi moderatamente; essendo di origine cellulosica, se bruciata produce una finissima polvere nero-grigia.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lino_(fibra)#cite_note-1"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>Il lino ha una tenacità di circa 6-7 grammi/denaro e un tasso di ripresa del 12%. È gualcibile e poco allungabile<br>Aspetto al microscopio</div><div><br>Al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Microscopio">microscopio</a> ogni singola fibra è chiaramente visibile e presenta anelli orizzontali a pari distanza. Con il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Reattivo_di_Herzberg">reattivo di Herzberg</a> dà una colorazione rossastra.<br><br></div><div><br></div><div><br></div><div>Fibra di lino vista al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Microscopio">microscopio</a>.</div><div>Campi d'impiego</div><div><br>Le fibre del lino sono contenute nella parte interna della corteccia, chiamata comunemente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tiglio">tiglio</a>.<br><br></div><div><br>Per ricavarla, gli steli essiccati si mettono a macerare per qualche giorno in bacini d'acqua, oppure, con metodo più rapido, si sottopongono all'azione del vapore acqueo o di speciali batteri: le sostanze che legano tra loro le fibre si decompongono e si dissolvono, liberandole. In seguito gli steli vengono essiccati e poi sottoposti alla <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Maciullatura&amp;action=edit&amp;redlink=1">maciullatura</a> per mezzo di martelli detti <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Gr%C3%A0mole&amp;action=edit&amp;redlink=1">gràmole</a>, azionati a mano o meccanicamente, che schiacciano e frantumano la parte legnosa. L'operazione successiva è la <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Scotolatura&amp;action=edit&amp;redlink=1">scotolatura</a>, che consiste nell'asportare i frantumi legnosi e separare le fibre. L'insieme di tutte queste operazioni è chiamato <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stigliatura">stigliatura</a>. Si arriva così al lino grezzo, che viene sottoposto alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pettinatura">pettinatura</a> per separare le fibre lunghe da quelle corte e spezzate, che costituiscono la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stoppa">stoppa</a>.<br><br></div><div><br>Il lino si classifica secondo il grado di finezza delle fibre: lini fini, che servono per filati sottili, adatti alla produzione di tele pregiate (tela <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Batista_(tessuto)">batista</a>), pizzi e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Merletti">merletti</a>, lini mezzani con cui si tessono tele comuni, lini grossi per tele ordinarie.<br><br></div><div><br>I <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tessuto">tessuti</a> di lino vengono utilizzati per la confezione di biancheria per la casa (tovaglie, lenzuola, asciugamani) e per l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abbigliamento">abbigliamento</a> estivo sia maschile che femminile. Essendo la fibra rigida, i capi assumono un caratteristico aspetto stropicciato.<br><br></div><div><br>La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stoppa">stoppa</a> viene usata per la fabbricazione di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corda">corda</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spago">spago</a> e per la produzione della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carta">carta</a>.<br><br></div><div><br>Tessuti di lino si adoperano nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ricamo">ricamo</a> a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Punto_croce">punto croce</a> e in altri ricami a fili contati. Alle fibre di lino possono essere mischiate fibre di cotone, che danno al tessuto maggiore resistenza e migliore regolarità di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Trama_(tessitura)">trama</a>.<br><br></div><div><br>Il lino viene ancora coltivato in modo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Al_naturale">naturale</a> ed è <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eco-sostenibile">eco sostenibile</a>, ed è completamente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Riciclaggio_dei_rifiuti">riciclabile<br></a><br></div><div><br><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="http://misremedios.com/wp-content/uploads/2015/08/Lino-planta.jpg" />
         <pubDate>2023-05-12 11:24:24 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2588571028</guid>
      </item>
      <item>
         <title>lino-federico zoia</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2588582421</link>
         <description><![CDATA[<div>il lino è un materiale tessile <br>Il <strong>lino</strong> è una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fibra_tessile">fibra</a> ricavata dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Floema">libro</a> del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Linum_usitatissimum"><em>Linum usitatissimum</em></a> composta per circa il 70% da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cellulosa">cellulos</a>a</div><div>Come tutte quelle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Floema">liberiane</a>, la fibra elementare di lino ha una lunghezza media che va dai 20 ai 30 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Millimetro">mm</a>; la finezza si aggira sui 20-30 <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Micron">micron</a>; la sezione è poligonale.</div><div>Il numero di fibre presenti nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corteccia_(botanica)">corteccia</a> di una singola pianta può variare da 20 a 50.</div><div>La fibra ha un aspetto lucido e una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mano_(tessitura)">mano</a> fredda e scivolosa. In presenza di umidità questa fibra la assorbe rigonfiandosi moderatamente; essendo di origine cellulosica, se bruciata produce una finissima polvere nero-grigia<br>Le fibre del lino sono contenute nella parte interna della corteccia, chiamata comunemente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tiglio">tiglio</a>.</div><div>Per ricavarla, gli steli essiccati si mettono a macerare per qualche giorno in bacini d'acqua, oppure, con metodo più rapido, si sottopongono all'azione del vapore acqueo o di speciali batteri: le sostanze che legano tra loro le fibre si decompongono e si dissolvono, liberandole. In seguito gli steli vengono essiccati e poi sottoposti alla <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Maciullatura&amp;action=edit&amp;redlink=1">maciullatura</a> per mezzo di martelli detti <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Gr%C3%A0mole&amp;action=edit&amp;redlink=1">gràmole</a>, azionati a mano o meccanicamente, che schiacciano e frantumano la parte legnosa. L'operazione successiva è la <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Scotolatura&amp;action=edit&amp;redlink=1">scotolatura</a>, che consiste nell'asportare i frantumi legnosi e separare le fibre. L'insieme di tutte queste operazioni è chiamato <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stigliatura">stigliatura</a>. Si arriva così al lino grezzo, che viene sottoposto alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pettinatura">pettinatura</a> per separare le fibre lunghe da quelle corte e spezzate, che costituiscono la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stoppa">stoppa</a>. la stoppa viene usata per la fabbricazione di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Corda">corda</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spago">spago</a> e per la produzione della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carta">carta</a>.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.youtube.com/watch?v=pixnIVNMbOQ" />
         <pubDate>2023-05-12 11:37:51 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2588582421</guid>
      </item>
      <item>
         <title>cotone- Shirley Sanchez</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2588588924</link>
         <description><![CDATA[<div>Il cotone (il cui termine deriva dall'arabo 'katun', 'terra di conquista'), chiamato con il nome scientifico di Gossypium, è una pianta dalle origini indiane, delle regioni tropicali e subtropicali dell'Africa e delle Americhe.<br>Euna <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fibra_tessile">fibra tessile</a>, ricavata dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bambagia">bambagia</a> che avvolge i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seme">semi</a> delle piante del genere <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gossypium"><em>Gossypium</em></a><em>.</em></div><div>La sua tessitura ha origine nella preistoria: frammenti di tessuto di cotone risalenti al V millennio a.C. sono stati rinvenuti nella Civiltà della valle dell'Indo.</div><div>Una fase della lavorazione del cotone in una moderna <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sgranatrice_di_cotone">sgranatrice di cotone</a>.</div><div>Sebbene sia quindi coltivato fin dall'antichità selezionandosi in varietà più produttive, è stata l'invenzione nel 1793 della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sgranatrice_di_cotone">sgranatrice di cotone</a> a macchina a ridurne i costi di produzione, portandolo all'uso diffuso. Ad oggi è il tessuto in fibra naturale più utilizzato nell'abbigliamento.Il cotone viene coltivato in molti paesi in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Asia">Asia</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Africa">Africa</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Americhe">America</a>, particolarmente pregiato quello <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Egitto">egiziano</a> e quello <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Per%C3%B9">peruviano</a>. <br>viene importato in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">Italia</a> in fiocco, filato, tinto, trasformato in loco o riesportato.<br>Storia.</div><div>Il cotone si otteneva in passato mediante lavorazione con strumenti di legno o a mano. Dopo aver preso la capsula del cotone dalla pianta omonima si ricavava un "gomitolo" di filamenti che veniva trattato e lavorato prima di essere inviato alle industrie tessili.</div><div>Il cotone era già presente prima del secondo millennio a.C. in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/India">India</a> ed anche in Perù, ed era ampiamente noto agli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aztechi">Aztechi</a> in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/America">America</a>. Le prime testimonianze dell'esistenza di questa fibra risalgono a cinquemila anni fa e sono state trovate in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pakistan">Pakistan</a> e a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tehuac%C3%A1n">Tehuacán</a> in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Messico">Messico</a>, ma tracce più recenti le abbiamo anche nei geroglifici <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Egitto">egiziani</a> e nelle cronache di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Erodoto">Erodoto</a> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/V_secolo_a.C.">V secolo a.C.</a>).</div><div>Nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/IV_secolo_a.C.">IV secolo a.C.</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alessandro_Magno">Alessandro Magno</a> aveva fatto di Alessandria il più importante centro di smistamento verso l'Europa del cotone indiano di pregiatissima qualità. Con la conquista della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spagna">Spagna</a> da parte degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Arabi">Arabi</a> vennero introdotte anche in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Europa">Europa</a> le tecniche di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Filatura">filatura</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tessitura">tessitura</a>, oltre alla coltivazione del cotone che però si interruppe agli inizi del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVII_secolo">Seicento</a> a seguito della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Reconquista">cacciata dei Mori</a>. A quel punto fu il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Portogallo">Portogallo</a> che si prese lo scettro di importatore principale del nobile cotone indiano.</div><div>Consumo di cotone nel 1830 nella penisola italiana per Stato.</div><div>Tra il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XVIII_secolo">XVIII</a> e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/XIX_secolo">XIX secolo</a>, con la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_industriale">rivoluzione industriale</a> la produzione di tessuti e filati si concentrò nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_Unito">Regno Unito</a>. Da lí le tecnologie di coltivazione e di lavorazione si diffusero rapidamente verso le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Americhe">Americhe</a>. Il cotone divenne un'importante fonte di reddito negli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Uniti_d%27America">Stati Uniti</a>, specialmente negli Stati del Sud, dove era coltivato da manodopera schiavile, spesso tratta in maniera coatta dall'Africa. Con l'elezione del presidente <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abraham_Lincoln">Lincoln</a>, primo presidente repubblicano degli USA, sostenitore della causa dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abolizionismo">abolizione della schiavitù</a>, la questione della produzione cotonifera tramite manodopera schiavile giunse al centro del dibattito politico, sfociando poi nella <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_di_secessione_americana">Guerra di secessione Americana</a>, che vinta dagli Stati del Nord porterà all'abolizione della schiavitù.</div><div>l'Inghilterra grazie alle invenzioni di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Richard_Arkwright">Richard Arkwright</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Edmund_Cartwright">Edmund Cartwright</a> aveva dominato nel mondo il cosiddetto <em>oro bianco</em>, come veniva chiamato il cotone in                    un documento dei tempi di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nabucodonosor_II">Nabucondonosor</a>.  Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cotton_famine">Lancashire</a> diventa il centro tessile della Terra. L'Inghilterra impedisce con tutti i mezzi che l'America, la più importante produttrice di cotone, si appropri delle invenzioni di Arkwright e Cartwright. Essa appoggia in tutti i modi gli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_Confederati_d%27America">Stati del Sud</a>, cioè gli stati produttori di cotone, contro il Nord.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.cftmasserini.it/images/rebio/cotone-biologico/cotone-biologico-produzione-1_tiny.jpg" />
         <pubDate>2023-05-12 11:45:24 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2588588924</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Bbedhufe e unire e i un ihsdb di un segreto iuhvnewfouhnvwourhnrgviuhner9guhhvnouherngvouherfnuhvofrenh</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2588590622</link>
         <description><![CDATA[<div>LA SETA<br>La nascita della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bachicoltura">bachicoltura</a> si debba a un'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Imperatore_della_Cina">imperatrice</a>, ma probabilmente la lavorazione della seta si conosceva in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cina">Cina</a> già diversi millenni prima. Secondo la tradizione, fu Lie Zu , la consorte del mitico Imperatore Giallo (Huangdi), a trasmettere l’arte della lavorazione della seta nel III millennio a.C.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seta#cite_note-1"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>Negli ultimi anni è stata documentata la presenza di fibroina della seta preistorica risalente al 7000 - 6500 a.C. presso il sito neolitico di Jiahu ( prov. Henan). Le tracce di tessuto serico e di bachicoltura sono state individuate anche più a sud, a Qianshanyang, nel Zhejiang, seppur riferibili alla tarda cultura neolitica di Liangzhu, del 3200-2200 a.C. I più consistenti ritrovamenti di sete antiche risalgono almeno al periodo storico degli Stati Combattenti, soprattutto lungo il corso del Fiume Azzurro, nell’attuale Cina sud-orientale, dove fiorì il raffinato Stato di Chu (prov. Hubei) e Hunan, che raggiunse l’apice tra il V e il III secolo a.C.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Seta#cite_note-3"><sup><br></sup></a><br></div><div><br>La grande abilità tecnica, qualità, eleganza e il vigore espressivo del prodotto che denotano la prosperità del regno di Chu lasciarono una grande eredità nella solenne tradizione artistica e culturale della dinastia imperiale Han (206 a.C.-221 d-C). Le vesti di seta, in precedenza riservate agli imperatori, entrarono nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Guardaroba">guardaroba</a> della classe sociale più ricca, diventando un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bene_di_lusso">bene di lusso</a> ambito che si estese ad altre aree, raggiunte dai mercanti cinesi, dove fu apprezzato per la leggerezza e bellezza. La crescente domanda di prodotti in seta rese questa fibra una <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Materia_prima">materia prima</a> delle più importanti per il commercio internazionale e portò all'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Industrializzazione">industrializzazione</a> della sua produzione.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="http://blog.naturalecobio.it/wp-content/uploads/2018/05/seta.jpg" />
         <pubDate>2023-05-12 11:47:25 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2588590622</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La lana della Groenlandia-LEONARDO PUGNO</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2588591446</link>
         <description><![CDATA[<div>La lana in Groenlandia è molto usata per le temperature basse in quei climi osti<br>a <strong>Groenlandia</strong> (in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_groenlandese">groenlandese</a>: <em>Kalaallit Nunaat</em>, lett. "terra dei Kalaallit"; in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_danese">danese</a>: <em>Grønland</em>, lett. "terra verde") è un'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Isola">isola</a> collocata nell'estremo nord dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Oceano_Atlantico">oceano Atlantico</a> tra il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Canada">Canada</a> a sud-ovest, l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Islanda">Islanda</a> a sud-est, l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Artide">Artide</a> e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mar_Glaciale_Artico">mar Glaciale Artico</a> a nord. È l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Isole_per_superficie">isola più vasta</a> del pianeta (se si sceglie di considerare l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Australia">Australia</a> un continente)<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Groenlandia#cite_note-3"><sup>[3]</sup></a> e al contempo, con circa 0,03 ab./km², è la nazione meno densamente popolata.<br><br></div><div><br>La Groenlandia è un territorio appartenente al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Regno_di_Danimarca">Regno di Danimarca</a>, che comprende anche la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Danimarca">Danimarca</a> continentale e le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Isole_F%C3%A6r_%C3%98er">Isole Fær Øer</a>. Confina con il Canada, dal 2022, sull'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Isola_Hans">isola Hans</a>. La Groenlandia fu una delle <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Impero_coloniale_danese">colonie</a> della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Norvegia">Corona Norvegese</a> fino al 1814, quando passò sotto il controllo della Danimarca; nel 1953 divenne parte del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Monarchia">regno</a> danese attraverso la formula dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Unione_personale">unione personale</a>. Nel 1979 all'isola venne concesso l'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Autogoverno">autogoverno</a> (<em>hjemmestyre</em>) dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Folketing">Folketing</a> (il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parlamento_danese">Parlamento danese</a>) mediante una legge approvata nel 1978.<br><br></div><div><br>Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sovrani_di_Danimarca">sovrano di Danimarca</a> rimane comunque il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Capo_di_Stato">capo di Stato</a> della Groenlandia. Fece parte della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Comunit%C3%A0_Economica_Europea">Comunità Economica Europea</a>, come territorio danese, dal 1973 fino al 1985, quando decise di uscirne per effetto del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_in_Groenlandia_del_1982">referendum del 1982</a>.<br><br></div><div><br>In seguito al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Referendum_in_Groenlandia_del_2008">referendum del 2008</a>, sono state trasferite al <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Naalakkersuisut">governo locale</a> le competenze in ambito legislativo, giudiziario e nella gestione delle risorse naturali.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Groenlandia#cite_note-4"><sup>[4]</sup></a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Groenlandia#cite_note-5"><sup>[5]</sup></a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Groenlandia#cite_note-6"><sup>[6]</sup></a> Il referendum, seppure oggetto di critiche e non vincolante per il parlamento danese, è stato riconosciuto da quest'ultimo e la sua applicazione è divenuta effettiva il 21 giugno 2009, costituendo un passaggio importante verso l'indipendenza.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Groenlandia#cite_note-7"><sup>[7]</sup></a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Groenlandia#cite_note-8"><sup>[8]</sup></a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Groenlandia#cite_note-9"><sup>[9]</sup></a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Groenlandia#cite_note-10"><sup>[10]</sup></a> La Danimarca mantiene ancora il controllo su finanze, politica estera e difesa militare e provvede a un sussidio annuale (circa 3,4 miliardi di corone, pari al 30% del PIL per il 2008).<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Groenlandia#cite_note-BBC-11"><sup>[11]<br></sup></a><br></div><div>li.&nbsp;<br>&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="https://ilgiornaledellebellenotiziedotcom.files.wordpress.com/2021/04/groenlandia.jpg" />
         <pubDate>2023-05-12 11:48:17 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2588591446</guid>
      </item>
      <item>
         <title>I tessuti in Antartide-Leonardo Pugno</title>
         <author>leonardopugnos</author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2590066305</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div><br>Le tute&nbsp;dell’ Antartide sono fatte in modo per mantenere il corpo caldo. Sono molto imbottite. </div><div>La Tuta Antarctica è progettata perché diventi la prima “casa” degli studiosi in Antartide: è quindi pensata per essere confortevole e funzionale. Per questo motivo la Tuta è composta da due elementi distinti e con funzioni diverse, che si completano tra loro: un layer interno sottilissimo a contatto con il corpo e una cover esterna a contatto con l’ambiente. Ciò rappresenta un notevole miglioramento rispetto all’equipaggiamento attuale, fatto di molti strati che risultano poco funzionali ed eccessivamente ingombranti.<br><br></div><div>Il layer interno è stato progettato seguendo il funzionamento del corpo stesso, che è in grado di regolare la propria temperatura in base alle condizioni climatiche nelle quali si trova: allo stesso modo il layer interno della Tuta Antarctica, grazie ai diversi materiali di cui sono fatti i filati che lo compongono, riesce a regolare temperatura e ventilazione/traspirazione in base alle condizioni climatiche e alle necessità. Il sottotuta è infatti composto da un filato in seta che gli permette di essere confortevole a contatto con la pelle, da un filato più rigido che ne permette la ventilazione e da un filato in argento che consente la creazione di tracciati conduttivi in grado di generare calore. Grazie a questi filati conduttivi in argento completamente integrati nel tessuto della tuta e situati lungo torace e schiena, la temperatura corporea dell’esploratore è continuamente monitorata: i filati sono infatti alimentati da un Flexible PCB posizionato nella zona lombare, che è in grado sia di ricevere i dati dai sensori posizionati lungo il corpo, che di generare energia per diffondere il calore necessario.<br><br></div><div>La cover esterna è ottenuta con una stratificazione di sei materiali diversi, ciascuno con proprietà specifiche in grado di consentire il massimo della termicità. Gli strati più vicini al corpo trattengono il calore e permettono di spostare l’umidità all’esterno, mentre gli strati più esterni provvedono a tenere distanti freddo e vento. La cover è stata progettata per ridurre al massimo gli ingombri, così da consentire e facilitare ogni movimento. Sia il layer interno che la cover esterna sono stati progettati in modo da ridurre al minimo cuciture e tagli, con l’obiettivo di rendere il capo leggero, efficiente e affidabile nel tempo.<br><br></div><div>Inoltre, la Tuta Antarctica dispone di un display flessibile studiato per fornire le informazioni essenziali a chi la utilizza, quali ad esempio battito cardiaco, temperatura corporea, tempo dell’escursione, temperatura esterna e coordinate GPS. Tali informazioni si rivelano estremamente preziose operando in ambienti estremi.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.imbotex.it/media/2022/02/tuta_antarctica-01_565.jpg?" />
         <pubDate>2023-05-14 14:28:21 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2590066305</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Il cotone africano-Leonardo Pugno</title>
         <author>leonardopugnos</author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2590071884</link>
         <description><![CDATA[<div>I tessuti <strong>wax</strong> sono dei batik industriali. <strong>Tessuti di cotone stampati e cerati su entrambi i lati della stoffa</strong>. Ciò che colpisce dei tessuti wax sono i colori accessi spesso associati all’Africa benché l’origine di queste stoffe sia in Asia. Tutto ebbe inizio nel XIX secolo, Olanda e Gran Bretagna credevano nel potenziale dei tessuti stampati e che l’Indonesia fosse il mercato ideale per le loro mire espansionistiche. Gli olandesi e gli inglesi innovarono il batik artigianale che richiedeva settimane di tempo per essere realizzato e lo trasformarono grazie alla tecnologia in un cotone stampato che venne molto apprezzato sul mercato africano da qui l'associazione con l'Africa. Non solo gli africani nel decenni hanno sempre più dato il loro grande apporto in termini di disegni, simbologie e colori. In Indonesia, a Java in particolare, praticavano l’arte del batik, una tecnica di tintura a riserva realizzata con cera d’api o pasta di riso. La tecnica artigianale del batik richiede tempo e maestria, dal 2009, fa parte dei <strong>beni immateriali dell’umanità dell’Unesco</strong>.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://images.unsplash.com/photo-1524414621493-7dec026782c3?crop=entropy&amp;cs=srgb&amp;fm=jpg&amp;ixid=M3w3ODI2fDB8MXxzZWFyY2h8MTF8fHZlc3RpdG8lMjBhZnJpY2Fub3xpdHwxfHx8fDE2ODQwNzUwMzV8MA&amp;ixlib=rb-4.0.3&amp;q=85" />
         <pubDate>2023-05-14 14:38:08 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2590071884</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La lana in Russia-Leonardo Pugno</title>
         <author>leonardopugnos</author>
         <link>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2591447540</link>
         <description><![CDATA[<div>Le lavorazioni artigianali con la lana da sempre sono svolte nelle città russe delle zone più fredde, perché ripararsi dal freddo è vitale, ma solo a Orenburg si raggiunse quella sintesi di maestria manuale e creatività che ha trasformati lo “S<em>cialle di Orenberg</em>” in uno dei simboli della Russia.<br><em>Orenburg</em> è il capoluogo della regione di Orenburjskya, situata in prossimità della catena montuosa degli Urali meridionali a circa 1230 km da Mosca, vicino al confine con il Kazakistan e la regione è famosa per un tipico prodotto dell’artigianato tessile russo: la produzione di scialli creati con la lana di capre, che pascolando nelle steppe degli Urali e utilizzando esclusivamente i fili di qualità eccellente, quelli più sottili unici al mondo, lavorati a merletto, e oggi patrimonio della tradizione culturale della Russia.<br>I primi a indossare gli scialli furono nel XV secolo i Dzhigit, i cavalieri dell’orda dei kirghizi che l’utilizzavano per proteggersi dal gelo inclemente dei monti Urali.<br>La lavorazione artigianale degli scialli di Orenburg risale a circa 250 anni fa, quando le donne cosacche (questo tipo di artigianato tradizionalmente è femminile) esperte nell’arte della maglia e del ricamo, crearono degli scialli con i peli di capra filata in fili sottilissimi tanto da essere chiamate “ragnatele”.<br>Questi scialli erano indossati indifferentemente sia dagli uomini che dalle donne, in quanto garantivano il caldo nei gelidi e ventosi inverni russi.<br><br></div><div><br><em>Scialle Oremberg: Trame</em></div><div>In ogni villaggio c’erano brave magliaie molto abili che si tramandavano da madre in figlia non solo la tecnica di lavorazione, ma ereditavano gli scialli dalle rispettive madri come un vero cimelio e patrimonio di famiglia.<br>Ogni famiglia aveva il proprio disegno di maglia (infatti ci sono più di 100 variazioni di trame!) una tradizione artigianale che si è diffusa per tutta la regione sino ad assumere una dimensione industriale dopo che fu scoperta una proprietà medica della lana di capra supportate da ricerche scientifiche.<br>L’etnografo Petr Rychkov, aveva osservato le proprietà curative dei filati di lana di capra e propose nel 1776 di avviare proprio a Orenburg una fabbrica artigianale di maglieria.<br>La fama mondiale capitò a Parigi nella metà del XIX secolo(nel 1857) è poi a Londra all’Esposizione internazionale del 1862 quando la cosacca Maria Uskova presentò dei suoi prodotti artigianali: sei scialli di lana di capra che pesavano non è più di 40/50 grammi e entravano dentro a un uovo d’anatra vincendo una medaglia d’oro e grazie al successo di pubblico che riteneva di aver assistito ad una magia.<br><br></div><div><br><em>Scialle Oremberg: Lavorazione in fabbrica</em></div><div>Dopo la rivoluzione russa, la produzione di scialli e sciarpe non si fermò e nel 1936 si ingrandì la fabbrica di Orenburg superando la produzione manuale per passare all’utilizzo delle macchine speciali, capaci di mantenere la qualità dei prodotti.<br>Già in Unione Sovietica gli scialli di Orenburg fatti a mano erano una rarità da museo, acquistare uno scialle fatto a mano era pressoché impossibile, infatti sino al 1985 le artigiane, produttrici di scialli, erano registrate e il loro lavoro veniva riservato solo per essere esportato all’estero.<br>Ora a Orenburg si può trovare scialli fatti a mano, a macchina e le sciarpe lavorate a macchina hanno i modelli standard e il loro prezzo non è molto costoso, infatti si possono trovare in negozi specializzati nella vendita di questo prodotto e direttamente negli spacci delle fabbriche con un proprio marchio che certifica la produzione.<br>Ma il vero artigianato delle scialle è quello fatto a mano che rimane essere un modello unico e per fortuna questo artigianato è ancora vivo e presente, infatti lo scialle si fa nello stesso modo, come nei tempi antichi di due secoli fa.<br><br></div><div><br><em>Scialle Oremberg: Il filato</em></div><div>La lavorazione di una scialle è abbastanza lunga e laboriosa, perché l’artigiana parte dalla cardatura della lana per poi passare alla filatura e infine alla lavorazione con i ferri. Un ciclo di non meno venti giorni: questo è il tempo necessario per produrre il suo capolavoro.<br>Vi sembra tanto?<br>Eccoli i passaggi per fare gli sciacalli di Orenburg:<br>Prima di tutto è necessario raccogliere una quantità di lana sufficiente per lo scialle sapendo che da una capra se ne ricavano 350 gr (la lana più sottile in assoluto è quella ricavata dalle capre che pascolano nelle steppe montuose degli Urali che hanno il clima rigido).<br>Il migliore raccolto (la lana non viene tosata, ma pettinata direttamente dalla capra) viene fatto a primavera, perché la lana è particolarmente più ricca e più morbida.<br><br></div><div><br><em>Scialle Orenberg: cardatura</em></div><div>Il passo successivo vede la lana venire lavata ed asciugata (almeno 12 ore), quindi il primo vello di lanugine viene cardato la prima volta (almeno 20 ore), seguito dalla seconda (10 ore), poi si arriva al ciclo della filatura. Il filo di lana va soggetta a torsione con aggiunto di un filo di seta (20 ore). Il filo ha una finezza di 20-25 micron 2-3 volte inferiori allo spessore di un capello), segue la torcitura del filo in modo che il filo di lana tenuto con la mano destra e il filo di seta tenuto con la sinistra si amalgamano nella torsione ( 6-8 ore). E’ questo il segreto della resistenza e durevolezza degli sciacalli!. L’ultima azione, il filo va arrotolato in un rocchetto da 200-250 gr (la quantità sufficiente per uno scialle).<br>Quando il filo è pronto l’artigiana prende due ferri tradizionali e inizia a fare la trama dello scialle. Si parte dalla parte centrale, poi separatamente si fanno le orlature che collegate allo scialle per essere uniti finiscono l’opera (almeno 100 ore).<br>Le artigiane di Orenburg sono così abili sul loro lavoro che non si vedono le giunture dei fili.<br>Lo scialle ha come caratteristiche di non avere differenza tra il lato superiore (dritto) e quello inferiore (rovescio), mentre i colori sono esclusivamente due e naturali: bianco o grigio.<br>Lo scialle sarà così leggero che una folata di vento creerà un effetto ondulatorio come le graminacee della steppa di Orenburg che sospinte dal vento sembrano onde del mare!<br>Gli scialli fatti a mano si possono trovare presso i mercati regionali e nella città di Orenburg, però se cercate un prodotto caratteristico vale la pena controllare la qualità del filo, perché uno scialle di Orenburg deve essere il grado di passare attraverso un anello.<br>Gli scialli di Orenburg, sono i piccoli capolavori creati con grande maestria, tanto da sembrare quasi batuffoli di neve intrecciata in un delicato gioco di fili, considerati delle vere e proprie opere d’arte, famosi in tutto il mondo.<br>Visitando il museo privato ” Galleria dello scialle di lana” a Orenburg si potranno ammirare i migliori capolavori di artigianato con una vasta collezione di capi esclusivi in rappresentanza della storia e della tradizione di questo antico mestiere.<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://thumbs.dreamstime.com/b/bella-lana-russa-ricamata-colorata-delle-pecore-di-valenki-da-durare-all-interno-invece-delle-pantofole-73035559.jpg" />
         <pubDate>2023-05-15 14:45:51 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/luigipavone1/wqj0a7ifmstu52g8/wish/2591447540</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
