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      <title>Van Gogh: icona dell&#39;arte contemporanea  by Christian Liguori</title>
      <link>https://padlet.com/christian_liguori/wof28jyqnxx</link>
      <description>4 dipinti emblematici dal 1888 al 1890</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-03-21 16:08:29 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-05-18 16:42:45 UTC</lastBuildDate>
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         <title> NOTTE STELLATA SUL RODANO (1888, ARLES, OGGI AL MUSÉE D&#39;ORSAY DI PARIGI)</title>
         <author>christian_liguori</author>
         <link>https://padlet.com/christian_liguori/wof28jyqnxx/wish/343889622</link>
         <description><![CDATA[<div><em>"[...] Sto lavorando su sette tele da 30 ... e per ultimo a uno studio del Rodano, della città illuminata dai lampioni a gas riflessi nel fiume blu. In alto il cielo stellato con il Gran Carro, un luccichio di rosa e verde sul campo blu cobalto del cielo stellato, laddove le luci della città e i suoi crudeli riflessi sono oro rosso e verde bronzeo. [...]"</em></div><div><em>(Lettera 553b)<br><br><br><br><br>Questo dipinto</em> nasce dalla creatività di Van Gogh in un periodo in cui soddisfa il proprio desiderio di dipingere <em>en plein air. <br></em><br></div><div> </div><div> </div><div>Rispetto alla successiva  - ma più celebre - <em>Notte stellata </em>(Saint-Rémy, 1889) con i suoi affascinanti astri rutilanti, l'opera presenta una rappresentazione più  realistica del cielo notturno. La figura del Grande Carro, collocata tra stelle più fioche, domina la tela. <br><br><br>Emerge il contrasto tra la luce naturale delle stelle e quella, violenta ed artificiale, delle lampade a gas che si riflette sulle acque del fiume, ma il cielo ha un ruolo centrale, motivato probabilmente proprio dalla conoscenza del soggetto astronomico presente e dal desiderio di dipingere una notte di stelle che si può leggere nella lettera all'amico Bernard di alcuni mesi prima.<br>Il contrasto appena descritto probabilmente sottolinea l'inquietudine derivante da un mondo difficile che stava cambiando, quello della modernità che si avviava a progredire, ad avanzare verso quella società sempre più meccanizzata, di certo ostile ad un animo come il suo.  <br><br><br>I punti luminosi che rappresentano le stelle denotano una certa coerenza geometrica, perché in fondo l'artista sarà sempre legato al rapporto tra la linea e il colore, e quindi tra pittura e disegno, a cui s'aggiunge una coerenza fotometrica, connessa alla resa nel dipinto delle diverse luminosità degli oggetti riportati.<br><br><br> <br>Nell'opera, inoltre, Van Gogh utilizza una sola tinta e la sviluppa in tutte le sue possibili sfumature, orchestrando una raffinata sinfonia di blu di Prussia, blu oltremare e cobalto, in maniera analoga ad un musicista che rielabora più volte il medesimo tema musicale per enfatizzarne le qualità espressive.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-21 16:41:21 UTC</pubDate>
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         <title>NOTTE STELLATA (1889, SAINT-REMY, OGGI AL MOMA DI NEW YORK)</title>
         <author>christian_liguori</author>
         <link>https://padlet.com/christian_liguori/wof28jyqnxx/wish/343902339</link>
         <description><![CDATA[<div>Numerose discussioni tra Van Gogh e gli amici Gauguin e Bernard ruotavano attorno ai temi da sviluppare in pittura: mentre i due sostenevano di voler rappresentare il simbolico e l'immaginativo, e non la realtà, Van Gogh teorizzava invece la necessità di una pittura a contatto con la natura.<br><br><br>Conscio ugualmente della difficoltà alla quale ambiva, volendo rappresentare un cielo notturno, e non rassegnandosi all'idea di riprodurre in studio ciò che non aveva davanti agli occhi, l'artista fissò delle candele accese alla sommità del suo cappello e dipinse così la prima veduta notturna "en plein air" della storia. <br><br><br>Ma nonostante avesse lavorato dal vivo, il risultato finale è tutt'altro che realistico: inevitabilmente la veduta notturna fu trasformata in una sorta di evento cosmico, perché lui era dotato di una straordinaria carica immaginativa. <br><br><br>Comete rischiarano il cielo e girano vorticosamente, creando una serie di ghirigori vorticosi che emettono luce: l'atmosfera soprannaturale avvolge il piccolo villaggio di Arles, rendendolo ancora più affascinante. <br><br><br>Una salda composizione, frutto anche di un'attenzione particolare data al disegno, sorregge con sorpresa l'apparente impetuosità che caratterizza questo dipinto forte e vibrante, come la sua anima tormentata. <br>Onde gialle richiamano l'aspetto ondulante conferito alle montagne per mezzo di una diagonale e le pennellate tonde o a spirale che formano gli astri ritornano negli alberi, mentre il lungo tetto appuntito del campanile rima con la forma del solitario cipresso, albero che lui paragonava ad un obelisco egiziano.<br><br><br>Tutto vorticosamente s'avvolge su se stesso, ogni elemento è direttamente collegato all'altro, come in un circolo vizioso.  </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-21 17:04:41 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/christian_liguori/wof28jyqnxx/wish/343902339</guid>
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         <title>TERRAZZA DEL CAFFE&#39; LA SERA, PLACE DU FORUM (1888, ARLES, OGGI AL RIJKSMUSEUM KRÖLLER-MÜLLER)</title>
         <author>christian_liguori</author>
         <link>https://padlet.com/christian_liguori/wof28jyqnxx/wish/343909779</link>
         <description><![CDATA[<div>Colori vivaci e un più complesso trattamento della superficie pittorica animano questa scena di vita notturna intensa e vivace, ambientata nella piazza principale del suo amato villaggio. <br><br><br>La descrizione da lui letta di un caffè di notte in un romanzo di Guy De Maupassant gli ispira la realizzazione di questo quadro. In linea col movimento impressionista voleva trasmettere l'oscurità naturale senza impiegare il nero, e qui ci riuscì. <br><br>Blu, viola e verde sono i colori principali, che contribuiscono alla resa della notte.<br>Il colore del cielo è steso in strati molto spessi e con pennellate evidenti soprattutto nella composizione a mosaico del cielo. <br><br><br>L'artista qui gioca molto anche con la luce artificiale, per cui fa riflettere su un cavallo e sugli altri presenti il giallo bagliore della lampada a gas.<br>Mentre la luce impressionista vuole catturare il particolare, l'attimo fuggente, Van Gogh insegue un effetto decorativo piuttosto che espressivo.<br>Ed è proprio la luce che fornisce ancora una volta all'artista occasioni di creazione di contrasto: il bagliore artificiale della luce del caffè s'oppone alla luce più effimera, ma naturale, delle stelle.  <br><br><br>Se notiamo la parte bassa della composizione ci rendiamo conto che l'artista adotta una forma marcata di prospettiva per catturare lo sguardo dello spettatore, e lo fa attraverso linee convergenti, una delle quali, quella centrale, punta in direzione del cameriere. Nette diagonali (marciapiede di sinistra e marciapiede di destra) completano lo schematismo geometrico ai lati, ulteriormente completato in alto da diagonali secondarie (tendone estremamente elaborato e interamente giallo e tetti). <br><br><br>Ma attenzione: per Van Gogh le linee non si limitano a descrivere parti di oggetti, devono rappresentare anche se stesse, riconoscendo la bidimensionalità del dipinto, in cui si sovverte l'ordine della prospettiva centrale. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-21 17:18:03 UTC</pubDate>
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         <title>CAMPO DI GRANO CON CORVI (1890, AUVERS, OGGI AL VAN GOGH MUSEUM DI AMSTERDAM)</title>
         <author>christian_liguori</author>
         <link>https://padlet.com/christian_liguori/wof28jyqnxx/wish/343921978</link>
         <description><![CDATA[<div>Siamo nella fase finale della produzione e della vita dell'artista, quando le sue opere cominciarono ad essere esposte e ad ottenere i primi consensi. <br>Ma gli eventi precipitarono quando problemi professionali toccarono il fratello Theo, dal quale aveva sempre dipeso economicamente, cosicché sprofondò di nuovo in una crisi interiore. <br><br><br>Insieme alla "Chiesa di Auvers", quest'opera può essere considerata come il suo testamento spirituale ed artistico, avendola realizzata poco prima del suicidio con un colpo di rivoltella in aperta campagna, lo stesso ed identico luogo che sembra essere presagito in questo dipinto.<br><br><br>Qui c'è tutto il suo dramma esistenziale, visibile in un accoppiamento giallo-blu, ripetitivo solo concettualmente. Infatti, esso ha perso ogni sua precedente nota gioiosa e la tela è dominata da un'atmosfera cupa, carica di presagio, al quale fa riferimento la scelta di rappresentare questi neri corvi, animali in volo che accendono ancor di più la tensione dell'insieme. <br><br><br>E anche la pennellata è affannosa, spigolosa, affranta, stanca, sovraccaricata nei colori, come la sua stessa vita che di lì a poco sarebbe giunta al termine. <br>Sembra quasi ritornare quella cupezza oscura che aveva reso celebre il dipinto realizzato cinque anni prima, la sua prima opera significativa, intitolata "I mangiatori di patate": la parabola artistica di questo genio si chiude ciclicamente.  </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-21 17:37:24 UTC</pubDate>
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