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      <title>Tracce di Manzoni a Milano by rossella votino</title>
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      <pubDate>2023-02-17 08:20:39 UTC</pubDate>
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         <title>Casa Manzoni</title>
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         <description><![CDATA[<div>Casa Manzoni è un palazzo storico di Milano, situato in via Morone 1, celebre per essere stato la dimora di Alessandro Manzoni dal 1814 fino alla morte; per questo è considerata la sua vera e unica dimora.<br>Dopo il matrimonio con Enrichetta Blondel e la nascita dei due figli, Giulietta e Pietro, la famiglia Manzoni lascia definitivamente Parigi, e trova una sistemazione provvisoria in via San Vito.<br>La famiglia divenne sempre più numerosa e questo spinse Manzoni ad acquistare una dimora stabile a Milano in contrada del Morone.<br>L'aspetto attuale del palazzo ma soprattutto della facciata si deve allo scultore campionese Andrea Boni, che nel 1864, con la sua ditta (su richiesta di Manzoni) diede al palazzo uno stile neorinascimentale .<br>La facciata è ispirata all'architettura rinascimentale lombarda, composta da elaborate decorazioni in cotto. Su tutte possiamo trovare il portale e il balconcino.<br>L'interno del palazzo è stato fino a qualche anno fa sede della Società Storica Lombarda (ospitata ora dalla Biblioteca Nazionale Braidense) e del Centro nazionale di studi manzoniani. Ad oggi gli interni dell'epoca sono ancora conservati, in particolare lo studio e la camera di Manzoni.&nbsp;<br>Negli ultimi anni della sua vita lo scrittore ospitò nella sua casa Cavour, Giuseppe Garibaldi e G. Verdi, venuti a omaggiarlo. Inoltre nella casa sono conservati moltissimi cimeli, appartenuti alla famiglia Manzoni, e una ricca biblioteca&nbsp; che conta oltre 30.000 volumi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-17 08:44:48 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<div>La Colonna infame era un monumento dedicato a&nbsp;</div><div>agli untori Guglielmo Piazza e Gian Giacomo Mora, il suo barbiere, processati durante il periodo della grande peste del 1630.</div><div>Sorgeva all'incrocio tra le attuali via Gian Giacomo Mora e corso di porta Ticinese.</div><div>Il monumento era stato eretto in ricordo della sentenza dei due.</div><div>La colonna infame e la sua storia sono il tema centrale dell'omonimo saggio di Manzoni “Storia della colonna infame”, che critica come le superstizioni rovinano la società.</div><div>Adesso sopra alla piazza in cui sorgeva la colonna è situato un palazzo, in cui in una rientranza dal 2005 è posto un busto di bronzo in onore di Mora con una targa con queste parole tratte dal libro di Manzoni:&nbsp; È UN SOLLIEVO PENSARE CHE SE NON SEPPERO QUELLO CHE FACEVANO, FU PER NON VOLERLO SAPERE, FU PER QUELL'IGNORANZA CHE L'UOMO</div><div>ASSUME E PERDE A SUO PIACERE, E NON È UNA SCUSA MA UNA COLPA".</div><div><br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div><div><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-17 08:45:30 UTC</pubDate>
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         <title>Palazzo Marino</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il 4 dicembre del 1575 nacque Marianna&nbsp; De Leyva nella sala verde del Palazzo Marino che ispirò la Monaca di Monza che veniva chiamata la "signora" nel romanzo "I promessi sposi" scritto da Alessandro Manzoni.<br>Il palazzo marino divenne sede del comune di Milano nel 1781 collocato in piazza della scala dove tutt'ora fanno mostre di arte gratuite ed eventi.<br>Chi progettò il palazzo fu l'architetto Alessi Galeazzo di perugia e la costruzione durò 9 anni (dal 1557 al 1563) che a causa di un atteggiamento ribelle dai Milanesi, la fabbricazione accelerò.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-17 08:45:54 UTC</pubDate>
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         <title>Tomba Manzoni </title>
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         <description><![CDATA[<div>La tomba di Alessandro Manzoni è situata al centro del Famedio del cimitero Monumentale di Milano, è composta in granito ed è su un basamento di bronzo con rilievi. Gli autori sono l'architetto Carlo Maciachini (1818-1899), lo scultore Giannino Castiglioni (1884-1971) e la data di composizione è il 1883 ma è stata modificata nel 1958 posizionandola sopra<br>&nbsp;il basamento. Il corpo imbalsamato di Manzoni è stato posto nel Famedio dieci anni esatti dopo la sua morte, avvenuta il 22 Maggio 1873, non si è mai spostato da lì e dopo di lui sono stati messi nel cimitero altri personaggi storici importanti come padri della patria e "santi" laici venerati. &nbsp; &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-17 08:46:10 UTC</pubDate>
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         <title>Piazza San Fedele</title>
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         <description><![CDATA[<div>La piazza San Fedele, si trova vicino alla Galleria Vittorio Emanuele II.</div><div>Al centro di essa è situata una grande statua in bronzo raffigurante Manzoni, che è stata eretta nel <strong>1883</strong> da Francesco Barzaghi <strong>dieci anni dopo</strong> la sua morte.</div><div>Ma perché è proprio lì la statua?</div><div>La chiesa di San Fedele era la chiesa dove Manzoni si recava abitualmente a pregare.</div><div>Un giorno, ossia il <strong>6 gennaio 1873</strong>, forse per il ghiaccio, Manzoni scivolò violentemente sui gradini della chiesa picchiando la testa.</div><div>Questo avvenimento provocò un’emorragia cerebrale che lo portò alla morte il <strong>22 maggio</strong> dello stesso anno, a ottantotto anni.<br><br><a href="https://zonebyzone.wordpress.com/2016/04/10/piazza-san-fedele-5-cose-che-non-puoi-non-sapere/%20">https://zonebyzone.wordpress.com/2016/04/10/piazza-san-fedele-5-cose-che-non-puoi-non-sapere/ </a><br><br><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Monumento_ad_Alessandro_Manzoni_(Milano)%20">https://it.wikipedia.org/wiki/Monumento_ad_Alessandro_Manzoni_(Milano) </a>&nbsp;<br><br><a href="https://www.milanocittastato.it/evergreen/forse-non-sapevi-che/la-fatal-caduta-di-alessandro-manzoni/#:~:text=Alessandro%20Manzoni%20mor%C3%AC%20in%20seguito%20a%20una%20CADUTA%20sugli%20scalini%20di%20San%20Fedele,-Da&amp;text=Il%206%20gennaio%201873%2C%20forse,e%20picchi%C3%B2%20violentemente%20la%20testa.%20">https://www.milanocittastato.it/evergreen/forse-non-sapevi-che/la-fatal-caduta-di-alessandro-manzoni/#:~:text=Alessandro%20Manzoni%20mor%C3%AC%20in%20seguito%20a%20una%20CADUTA%20sugli%20scalini%20di%20San%20Fedele,-Da&amp;text=Il%206%20gennaio%201873%2C%20forse,e%20picchi%C3%B2%20violentemente%20la%20testa.&nbsp;</a></div><div><br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-21 12:03:03 UTC</pubDate>
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         <title>La Chiesa Di San Carlo</title>
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         <description><![CDATA[<div>La chiesa di San Carlo è legata a Manzoni, questa chiesa è conosciuta da praticamente ogni studente per via della descrizione che Manzoni ci da&nbsp; nel 36 esimo capitolo dei promessi sposi;</div><div>La descrizione si attiene a quella del Ripamonti, come espressamente indicato dall'autore stesso – “<em>(dice il </em>Ripamonti<em>, da cui principalmente prendiamo questa descrizione)</em>” -, e ritroviamo il realismo storico che Manzoni ha messo come perno al suo romanzo.</div><div><br><br><br></div><div><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-21 12:27:15 UTC</pubDate>
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         <title>Corsia dei servi</title>
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         <description><![CDATA[<div>Corsia dei Servi (corso vittorio Emanuele) Alessia e Menna</div><div><br></div><div>La Corsia dei Servi, oggi corso Vittorio Emanuele, è stato come soggetto nel episodio “L’assalto al forno” dei Promessi Sposi. La bottega di Milano viene assaltata dalla folla nel 1628, in cerca del pane. Il nome della bottega è “Il forno delle Grucce”, viene mostrato nel capitolo XII, quando la folla cerca di prendersi pane ma il proprietario della bottega si chiude dentro al negozio, però il capitano di giustizia corre per impedire ciò. L’episodio si conclude con Renzo che scappa da Milano e va a Como,&nbsp; scappa da Milano perchè è stato considerato l’iniziatore della rivolta.&nbsp; Nel XIX secolo il forno fu restaurato e il proprietario Ambrogio Valentini, alla vigilia di Natale del 1870 inviò a Manzoni un omaggio di dolci accompagnato da queste parole: “Ad Alessandro Manzoni / il celebre forno delle Grucce / di nuova vita ringiovanito / a grata testimonianza / il presente saggio / devotamente offre”. Manzoni rispose: “Al forno delle Grucce / ricco oramai di nova fama propria / e non bisognoso di fasti genealogici / Alessandro Manzoni / solleticato voluttuosamente / con un vario e squisito saggio / nella gola e nella vanità / due passioni che crescono con gli anni / presenta i più vivi e sinceri ringraziamenti“.&nbsp;</div><div><br><br><br><br></div><div><a href="https://www.milanocittastato.it/evergreen/forse-non-sapevi-che/la-storia-del-forno-dei-promessi-sposi/">https://www.milanocittastato.it/evergreen/forse-non-sapevi-che/la-storia-del-forno-dei-promessi-sposi/</a></div><div><br></div><div><a href="https://promessisposi.weebly.com/forno-delle-grucce.html">https://promessisposi.weebly.com/forno-delle-grucce.html</a></div><div><br></div><div><a href="https://www.skuola.net/analisi-testo/analisi-testo-assalto-forno-grucce.html">https://www.skuola.net/analisi-testo/analisi-testo-assalto-forno-grucce.html</a></div><div><br></div><div>Più libro</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-21 12:30:34 UTC</pubDate>
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         <title>Il panettiere di Manzoni </title>
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         <description><![CDATA[<div>All'inizio di corso Vittorio Emanuele (al numero civico 1), quello che una&nbsp; volta si chiamava Corsia de' servi, è posta una lastra di granito che presenta la scritta:&nbsp;<br>"Qui era&nbsp;<br>el prestin de scansc&nbsp;<br>nella strada chiamata de' servi c'era&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;e c'è tuttavia un forno.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; Promessi Sposi cap. XII". Infatti durante l'epoca in cui è ambientato il romanzo "i Promessi Sposi" in quel luogo era presente un forno e dopo l' uscita del romanzo tutti ci volevano comprare qualcosa, quindi il proprietario dell' epoca del negozio regalò a Manzoni un vassoio colmo di sfoglie ripiene per ringraziarlo della pubblicità gratuita. &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-21 12:32:34 UTC</pubDate>
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         <title>Casa natale di Manzoni</title>
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         <description><![CDATA[<div>La casa natale di Manzoni, in cui l'autore è nato, si trova in Via Visconti di Modrone 16, fu costruito nella prima metà del 18 secolo ed è ora un museo.<br>è un Palazzetto a tre piani ed è stato modificato più volte nei secoli per questo resta  degli originali interni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-21 12:35:45 UTC</pubDate>
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         <title>Lazzaretto di Milano</title>
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         <description><![CDATA[<div>Un lazzaretto è isitituto, simile ad un ospedale, dove vengono accolti ammalati incurabili o aggravati da malattie contagiose.</div><div>Il lazzaretto di Milano, costruito dal 1489 al 1509 fuori da Porta Venezia, fu un centro di ricovero per i malati delle epidemie. Con la peste 1629, a causa della carestia, furono accolti più di 3500 poveri, non necessariamente malati. Ma questo sovraffolamento portò&nbsp; ad avere un’epidemia nel lazzaretto stesso, con 70/110 morti al giorno. Oggi del Lazzaretto di Milano non rimane più nulla, è infatti rimasta, in via San Gregoria, solo una piccola parte del vecchio istituto che oggi dà luogo ad una chiesa ortodossa russa.&nbsp;</div><div>Viene descritto da Manzoni varie volte nei Promessi Sposi:</div><div>Capitolo XXXIII: Don Rodrigo chiama Il Griso per farsi portare dei medici, ma egli ritorna con dei monatti e lo deruba. Don Rodrigo muore di peste durante il tragitto al Lazzaretto.</div><div>Capitolo XXXVI: Renzo ritrova Lucia nel Lazzaretto e scopre che si era ammalata di peste.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-21 12:35:59 UTC</pubDate>
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         <title>Mappa itinerario percorso</title>
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         <description><![CDATA[<div>https://www.google.com/maps/d/u/0/edit?mid=1iwSQQCTs0wUAp2Q77P06XZq7vGmSPcY&amp;usp=sharing</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-21 12:36:28 UTC</pubDate>
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         <title>Piazza Vetra</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il nome della piazza Vetra secondo alcuni deriva dal canale “<strong>vectra</strong>”, un corso nel quale scorrevano gli <strong>scarichi della città</strong>, secondo altri deriverebbe da “<strong>vetro</strong>”, riferendosi ai vetri usati dai conciatori, “<strong>vetraschi</strong>”, per raschiare le pelli degli animali.</div><div>La piazza era una delle zone <strong>più temute della città</strong> perché era usata per svolgere le <strong>esecuzioni capitali</strong> di chi veniva reputato un untore oppure una strega.</div><div>Anticamente, per entrare nella piazza, si doveva passare per il “<strong>ponte della Morte</strong>” che portava al patibolo dove venne tolta la vita a migliaia di persone.</div><div>Manzoni ci narra, nella “Storia della colonna infame”, la condanna di due uomini pensati untori, di nome <strong>Gian Giacomo Mora</strong> e <strong>Guglielmo Piazza</strong> che avvenne proprio in Piazza Vetra.<br><a href="https://www.milanofree.it/milano/storia/piazza-vetra-a-milano.html"><br>https://www.milanofree.it/milano/storia/piazza-vetra-a-milano.html</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-02-27 16:37:57 UTC</pubDate>
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