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      <title>Invenzioni del 19 secolo by LUCA BARDI</title>
      <link>https://padlet.com/lucabardi1/Ricerca_invenzioni_XIX_secolo</link>
      <description>Le più importanti scoperte del 19 secolo</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-11-07 16:36:52 UTC</pubDate>
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         <title>Le più importanti scoperte del XIX</title>
         <author>lucabardi1</author>
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         <pubDate>2024-11-07 16:42:14 UTC</pubDate>
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         <title>Ambito tecnico/tecnologico</title>
         <author>lucabardi1</author>
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         <pubDate>2024-11-07 16:43:16 UTC</pubDate>
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         <title>Ambito medico</title>
         <author>lucabardi1</author>
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         <pubDate>2024-11-07 16:43:30 UTC</pubDate>
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         <title>La macchina a vapore</title>
         <author>lucabardi1</author>
         <link>https://padlet.com/lucabardi1/Ricerca_invenzioni_XIX_secolo/wish/3206794223</link>
         <description><![CDATA[<p>La <strong>macchina a vapore di James Watt</strong> (anche nota come <strong>macchina a vapore di Boulton e Watt</strong>) fu il primo esempio di macchina a vapore con condensatore separato proposta al mercato mondiale. Venne sviluppata il 25 aprile 1769 come un miglioramento della macchina di Newcomen. In questo apparato il vapore veniva inserito con pressione lievemente superiore a quella dell'ambiente e quindi fatto condensare portando il cilindro in depressione rispetto all'ambiente esterno, la pressione atmosferica spingendo sul pistone consente l'estrazione di lavoro (energia) dal processo .</p><p>Questa configurazione era stata scelta da Watt al posto di utilizzare vapore in pressione per gli elevati rischi di sicurezza. L</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-07 16:50:25 UTC</pubDate>
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         <title>Il telegrafo (ottico)</title>
         <author>lucabardi1</author>
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         <description><![CDATA[<p>Verso la fine del XVIII secolo Claude Chappe e il fratello Ignazio Chappe lavorarono allo sviluppo di un sistema telegrafico basato su una catena di segnalatori. Nel 1793 presentarono al pubblico il modello di telegrafo ad asta, provvisto di una torre su cui era installato un braccio rotante che portava alle estremità due bracci minori; al tutto si facevano assumere configurazioni standard di lettere, numeri e ordini di servizio. Da una postazione successiva, distante diversi chilometri, un addetto dotato di cannocchiale riceveva il messaggio e lo ripeteva alla stazione ancora successiva.La prima linea operativa fu aperta nel 1794 tra Parigi e Lilla. Il sistema ebbe successo e nei decenni seguenti si sviluppò una rete di centinaia di segnalatori telegrafici, rete che collegava Parigi con le zone periferiche della Francia e oltre, seguendo l'espansione dell'impero napoleonico. Negli anni quaranta dell'Ottocento il sistema di telegrafia ottica francese aveva una rete di cinquemila chilometri, 534 stazioni e serviva ventinove città. </p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-07 16:56:25 UTC</pubDate>
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         <title>Il telegrafo morse (elettrico)</title>
         <author>lucabardi1</author>
         <link>https://padlet.com/lucabardi1/Ricerca_invenzioni_XIX_secolo/wish/3206812603</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel 1837 arriva finalmente il successo per Samuel Morse, che inventa un sistema telegrafico elettrico che impiega un filo, e inventa un codice, il Codice Morse, che codifica le lettere dell'alfabeto in sequenze di impulsi di due diverse durate (punti e linee).Egli brevetta l'invenzione negli Stati Uniti e ottiene l'appoggio del governo. Il 24 maggio 1844 si ha la prima trasmissione tra Washington e Baltimora.</p><p>In breve il sistema si diffonde in tutti i continenti e forma una fitta rete. Con il tempo si hanno perfezionamenti, quali l'uso degli isolatori in vetro o in ceramica, il filo di rame (al posto del ferro) ed il sistema <em>duplex</em>, che consentirono di aumentare la lunghezza delle tratte e l'efficienza. Si forma anche una classe di operatori specializzati, alcuni dei quali arrivano a digitare il codice Morse a quasi 100 caratteri/minuto.</p><p>Il lavoro veniva svolto a mano: i messaggi ricevuti erano letti e consegnati all'impiegato che li ritrasmetteva sul tratto successivo. Ciò avveniva a causa dell'assenza di meccanismi automatici di instradamento e a causa delle basse tensioni utilizzabili. L'invenzione della dinamo risale infatti al 1869 e prima di allora si doveva ricorrere a batterie. Le batterie producono corrente continua la cui tensione, all'epoca, non poteva essere alzata per mitigare l'attenuazione del segnale. Il sistema venne successivamente ottimizzato con l'introduzione del nastro perforato e dei trasmettitori automatici.</p><p>Sulla rete telegrafica viaggiavano messaggi privati e le notizie ai giornali dei corrispondenti: in quel periodo nacquero le agenzie di stampa, prima fra tutte la <em>Agence des feuilles politiques, correspondance générale</em>.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-07 17:01:55 UTC</pubDate>
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         <title>Il telefono</title>
         <author>lucabardi1</author>
         <link>https://padlet.com/lucabardi1/Ricerca_invenzioni_XIX_secolo/wish/3206821299</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>Alexander Graham Bell</strong> (Edimburgo, 3 marzo 1847 – Beinn Bhreagh, 2 agosto 1922) è l'ingegnere, inventore e scienziato britannico naturalizzato statunitense che per primo ha brevettato un telefono funzionale.&nbsp; Fino al 2002, quando&nbsp;il Congresso degli Stati Uniti riconoscerà <strong>Antonio Meucci </strong>come il vero “inventore del telefono”, nella cultura popolare e in gran parte della comunità scientifica è stato Bell ad essere considerato l'inventore di tale apparecchio. Altri cui è stata attribuita l'invenzione sono stati, oltre a Meucci,&nbsp;<strong>Charles Bourseul</strong>, <strong>Innocenzo Manzetti</strong>, <strong>Johann Philipp Reis</strong> ed <strong>Elisha Gray</strong>. In realtà, come accade spesso nel mondo delle invenzioni, il contributo allo sviluppo della comunicazione telefonica può essere attribuito al lavoro di sperimentazione di più di una personalità.&nbsp;<br><br>Fatto storico inconfutabile&nbsp;è che Bell fu comunque il primo a <strong>ottenere un brevetto</strong> per il telefono elettrico nel marzo 1876. Grazie ai finanziamenti del suocero americano, l'ingegnere britannico il 17 marzo di quell'anno deposita il brevetto numero 174.465 per proteggere "il metodo e l'apparato per trasmettere la voce o altri suoni telegraficamente per mezzo di ondulazioni elettriche, simili, in forma, a quelle che accompagnano l'emissione della voce e dei suoni nell'aria".<br><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-07 17:07:30 UTC</pubDate>
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         <title>La lampadina</title>
         <author>lucabardi1</author>
         <link>https://padlet.com/lucabardi1/Ricerca_invenzioni_XIX_secolo/wish/3206828015</link>
         <description><![CDATA[<p>La lampadina a incandescenza è la classica invenzione che ha diversi padri. Il primo padre fu l’inventore britannico sir Joseph Wilson Swan che la brevettò nel 1878. È stata proprio la sua casa a Gateshead, in Gran Bretagna, la prima casa al mondo a essere illuminata con le lampadine elettriche. Tre anni dopo, nel 1881 il teatro Savoy nella City of Westminster (Londra) fu il primo edificio pubblico a usare le lampadine a incandescenza.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-07 17:11:22 UTC</pubDate>
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         <title>La macchina da scrivere</title>
         <author>lucabardi1</author>
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         <description><![CDATA[<p>Sono diversi gli inventori ai quali la macchina per scrivere viene attribuita, spesso di diversa nazionalità, ma sicuramente è inequivocabile associare il precursore della macchina da scrivere, "<em>il tacheografo</em>", all'inventore cilavegnese Pietro Conti. Questo primo esempio di “macchina per scrivere” sarà poi il modello al quale Giuseppe Ravizza farà riferimento per la realizzazione del suo prototipo, il <em>cembalo scrivano</em>.</p><p>In Italia si ha notizia di una macchina per scrivere funzionante nei primi anni del XIX secolo.</p><p>Nel 1802 a Fivizzano il conte Agostino Fantoni (nipote di Giovanni Fantoni Labindo) inventò "una preziosa stamperia" e cioè una macchina per scrivere, che fu la prima o una delle prime (al mondo) a stampare in modo simile a quanto fa una moderna macchina per scrivere. <em>“Ingegnosissima invenzione con cui si è reso caro e memorabile all'Umanità”</em> (dalla lettera di Baldassare Vetri in Pisa 29/5/1802).</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-07 17:15:43 UTC</pubDate>
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         <title>Le differenze</title>
         <author>lucabardi1</author>
         <link>https://padlet.com/lucabardi1/Ricerca_invenzioni_XIX_secolo/wish/3206835850</link>
         <description><![CDATA[<p>Le principali differenze tra le due macchine erano il condensatore esterno, che consentiva una maggiore efficienza termodinamica del ciclo, e il moto rotativo anziché alternativo, che favoriva un'applicazione industriale. Questa macchina ebbe grande successo anche grazie alla collaborazione con Matthew Boulton, innescando la rivoluzione industriale in Inghilterra e diventandone il simbolo stesso.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-07 17:17:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>lucabardi1</author>
         <link>https://padlet.com/lucabardi1/Ricerca_invenzioni_XIX_secolo/wish/3206836373</link>
         <description><![CDATA[<p>L'attrezzatura è citata nel romanzo Il conte di Montecristo di A. Dumas nel quale il Conte fa trasmettere una notizia falsa sapendo che sarebbe stata subito consegnata al banchiere Danglars, del quale voleva vendicarsi. Napoleone Bonaparte, consapevole dell'importanza delle comunicazioni in campo militare, commissionò stazioni telegrafiche mobili da installare sui campi di battaglia.</p><p><br></p><p>Due anni dopo, lo scienziato tedesco Franz Karl Achard costruì un telegrafo ottico da campo che utilizzava un codice criptato, per risolvere l'ovvio problema della riservatezza dovuto al fatto che i bracci rotanti erano visibili non solo dal destinatario del messaggio ma da chiunque. Lo provò fra Spandau e Berlino, ma l'esercito prussiano non ne volle </p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-07 17:17:41 UTC</pubDate>
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         <title>Difetti</title>
         <author>lucabardi1</author>
         <link>https://padlet.com/lucabardi1/Ricerca_invenzioni_XIX_secolo/wish/3206837694</link>
         <description><![CDATA[<p>Il servizio era un monopolio statale e non era aperto al pubblico, ma trasmetteva soltanto dispacci di stato. Un messaggio da Parigi a Lilla impiegava solo due minuti, tuttavia il sistema non funzionava di notte né con la foschia.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-07 17:18:44 UTC</pubDate>
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         <title>Miglioramenti</title>
         <author>lucabardi1</author>
         <link>https://padlet.com/lucabardi1/Ricerca_invenzioni_XIX_secolo/wish/3206840526</link>
         <description><![CDATA[<p>La lampadina inventata da Swan era costituita da uno spesso filamento di carbonio che, riscaldandosi, emetteva luce e gas . Quest’idea aveva però dei difetti: l’interno del bulbo della lampadina si copriva rapidamente di fuliggine emessa dal filamento incandescente e così si anneriva. Inoltre, questo tipo di lampadina consumava tantissima elettricità.</p><p>A migliorare la lampadina pensò, l’anno seguente (1879), l’americano Thomas Edison , che brevettò una lampadina con un filamento sottile e ad alta resistenza elettrica . Al contrario del modello di Swan, la lampadina di Edison non anneriva troppo l’interno del bulbo e dunque manteneva una luminosità costante. Swan, partendo dalle modifiche di Edison, migliorò ulteriormente la lampadina e cominciò a vendere le proprie in Inghilterra. Così, tra i due inventori, nacque una disputa sulla paternità dell’invenzione. La contesa finì anni dopo con la creazione della società Edison-Swan che divenne una delle più grandi produttrici mondiali di lampadine. Nel 1910 il fisico americano William David Coolidge sostituì il filamento di carbonio con uno di tungsteno immerso in un gas, realizzando in questo modo una lampadina che durava molto di più. Questo tipo di lampada, con pochissime variazioni, è arrivata fino ai giorni nostri.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-07 17:20:50 UTC</pubDate>
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         <title>Fonti e funzioni nascoste</title>
         <author>lucabardi1</author>
         <link>https://padlet.com/lucabardi1/Ricerca_invenzioni_XIX_secolo/wish/3206845856</link>
         <description><![CDATA[<p>Alcune di queste lettere che sembrano scritte veramente da una moderna macchina per scrivere si possono vedere e consultare presso l'Archivio di Stato di Reggio Emilia. Le lettere sono impresse con un inchiostro tipo carta carbone; quindi anche in questo esiste un primato: l'uso della prima carta carbone. Quello che è singolare è che il conte fivizzanese Agostino Fantoni inventò la macchina per la sorella Carolina diventata cieca (anche Pietro Conti, nel 1823, reclamava il suo strumento utile ai ciechi).</p><p>Targa che commemora l'invenzione della macchina da scrivere, presso Fivizzano</p><p>Anche Giuseppe Ravizza, al quale viene comunemente attribuita codesta invenzione, nel 1846, e cioè più di quaranta anni dopo, propagandava la propria invenzione di questa macchina, brevettata come cembalo scrivano, per motivi umanitari, cioè per far scrivere i ciechi.</p><p>Per comprendere chi sia l’inventore della macchina per scrivere è necessario, per quanto possibile, affidarsi ai documenti che sono giunti a noi: a favore del Ravizza c'è il brevetto registrato, mentre a favore del Fantoni, oltre alle lettere, non c'è nessuna testimonianza, poiché la macchina (<em>preziosa stamperia</em>) fu distrutta, ritenendola cosa inutile, dagli eredi di Pellegrino Turri, l'ingegnere amico che l'aveva perfezionata.</p><p>Un'altra persona a cui è stata attribuita l'invenzione della macchina da scrivere è Peter Mitterhofer, nativo di Parcines in Alto Adige.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-07 17:25:03 UTC</pubDate>
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         <title>Oltre al telefono</title>
         <author>lucabardi1</author>
         <link>https://padlet.com/lucabardi1/Ricerca_invenzioni_XIX_secolo/wish/3206847847</link>
         <description><![CDATA[<p>Negli anni successivi Bell continua i suoi esperimenti nel campo delle comunicazioni, che culminano con l'invenzione della <strong>trasmissione fotofonica</strong> del suono in un raggio di luce (un precursore dei moderni sistemi basati su fibre ottiche). Lavora anche in campo medico e inventa<strong> tecniche per insegnare a parlare ai sordi</strong>. L'ampiezza dell'inventiva di Bell è solo in parte rappresentata dai <strong>diciotto brevetti </strong>che presenta da solo e dai <strong>dodici</strong> che presenta insieme ai suoi collaboratori. Questi comprendono quattordici per il telefono e telegrafo, quattro per il fotofono, uno per il fonografo, cinque per veicoli aerei, quattro per idroscafi e due per celle al selenio.<br><br>Bell ha anche messo in campo idee per oggetti che sono diventati realtà solo in seguito. Durante il periodo in cui lavora ai laboratori Volta, insieme alla sua equipe pensano di registrare il campo magnetico su un disco per immagazzinare e riprodurre suoni, dando così il via alla successiva invenzione del registratore a nastro magnetico e ancora più tardi dell'hard disk, del floppy disk e di tutti gli altri supporti magnetici.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-07 17:26:33 UTC</pubDate>
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         <title>Stetoscopio</title>
         <author>lucabardi1</author>
         <link>https://padlet.com/lucabardi1/Ricerca_invenzioni_XIX_secolo/wish/3206999202</link>
         <description><![CDATA[<p>(1816) Inventato da René Laennec, ha permesso ai medici di ascoltare i suoni del corpo umano, migliorando la diagnosi delle malattie polmonari e cardiache.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-07 19:24:15 UTC</pubDate>
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         <title>Anestesia</title>
         <author>lucabardi1</author>
         <link>https://padlet.com/lucabardi1/Ricerca_invenzioni_XIX_secolo/wish/3207036239</link>
         <description><![CDATA[<p>L'uso dell'etere come anestetico,introdotto da William T.G Morton ha rivoluzionato la chirurgia,permettendo interventi iù complessi e meno dolorosi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-07 19:54:12 UTC</pubDate>
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         <title>Teoria dei germi (sterilizzazione) </title>
         <author>lucabardi1</author>
         <link>https://padlet.com/lucabardi1/Ricerca_invenzioni_XIX_secolo/wish/3207040877</link>
         <description><![CDATA[<p>(1860-1864) Louis Pasteur ha dimostrato che i microrganismi sono la causa delle malattie infettive ,portando allo sviluppo di pratiche di sterilizzazione e igiene.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-07 19:58:31 UTC</pubDate>
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         <title>Vaccinazione contro la rabbia</title>
         <author>lucabardi1</author>
         <link>https://padlet.com/lucabardi1/Ricerca_invenzioni_XIX_secolo/wish/3207043065</link>
         <description><![CDATA[<p>(1885) Louis pasteur ha sviluppato il primo vaccino contro la rabbia, salvando molte vite.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-07 20:00:36 UTC</pubDate>
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         <title>Raggi X </title>
         <author>lucabardi1</author>
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         <description><![CDATA[<p>(1895) Wilhelm Conrad Röntgen ha scoperto i raggi X, permettendo la visualizzazione delle ossa e di altre strutture interne senza intervento chirurgico.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-11-07 20:10:51 UTC</pubDate>
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         <title>Asepsi </title>
         <author>lucabardi1</author>
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         <pubDate>2024-11-07 20:13:02 UTC</pubDate>
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