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      <title>La Polis  by Giuseppe Spalanca</title>
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      <description>Sparta e Atene</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-11-25 15:29:56 UTC</pubDate>
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         <title>La Polis</title>
         <author>spalancagiuseppe</author>
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         <description><![CDATA[<div>Atene e Sparta</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-25 15:38:02 UTC</pubDate>
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         <title>governo</title>
         <author>spalancagiuseppe</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;GOVERNO DI POCHI O DEL POPOLO? Sparta e Atene hanno rappresentato per i Greci e per noi moderni i modelli di due forme di governo opposte: a Sparta il potere resta saldamente oligarchico, controllato da un ristrettissimo numero di cittadini; ad Atene, nel tempo, il numero dei cittadini che partecipa di diritto alla vita politica cresce a tal punto che si può parlare di “governo del popolo” o democrazia.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-25 15:40:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>spalancagiuseppe</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-11-25 15:42:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>spalancagiuseppe</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Sparta, la polis oligarchica Scorcio delle rovine di Sparta sullo sfondo del massiccio del Taigeto Sparta godeva di protezioni naturali molto efficaci. Un primo ostacolo da superare in caso di aggressione era il fiume Eurota. Ma la più imponente delle sue difese era tuttavia la spettacolare catena montuosa del Taigeto, che cingeva la valle fluviale in cui sorgeva la città. SPARTA E IL PELOPONNESO La polis leader del Peloponneso Sul finire del VI secolo a.C. Sparta era la polis principale del Peloponneso e si imponeva come una delle maggiori forze politiche della Grecia. Dopo aver assoggettato con le armi la regione in cui sorgeva, la Laconia, tra l’VIII e il VII secolo a.C. la polis aveva conquistato la terra confinante, la Messenia, riuscendo così a controllare tutta la parte meridionale del Peloponneso. Terminata la stagione delle conquiste, continuò a espandere la sua influenza sulle altre poleis peloponnesiache praticando una politica di alleanze. Intorno al 550 a.C. il sistema di alleanze fu formalizzato con la costituzione della Lega del Peloponneso, una sorta di federazione nella quale confluirono quasi tutte le città-Stato della regione. Le poleis della lega si impegnarono a intervenire con i propri eserciti al fianco della città leader&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-25 15:43:49 UTC</pubDate>
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         <title>Atene</title>
         <author>spalancagiuseppe</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Atene, un’oligarchia in trasformazione L’oligarchia delle origini Tra l’VIII e il VII secolo a.C., come in tutte le città greche, anche ad Atene poche famiglie nobili dominavano la vita politica. Una cinquantina di aristocratici possedeva gran parte delle terre coltivate e deteneva il potere politico. Il governo della città era affidato agli arconti, nove magistrati scelti tra le famiglie aristocratiche, che restavano in carica un anno e, al termine del loro incarico, entravano a far parte del&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-25 15:44:47 UTC</pubDate>
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         <title>Riforme di  Solone</title>
         <author>spalancagiuseppe</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Le riforme di Solone e il periodo della tirannide Le lotte sociali e politiche La posizione strategica di Atene nell’Attica favorì lo sviluppo delle attività commerciali e marittime, permettendo a un discreto numero di mercanti e artigiani di accumulare piccole fortune. Alla fine del VII secolo a.C. questi Ateniesi benestanti non accettarono più il dominio esclusivo degli aristocratici, reclamando potere decisionale nel governo della città. Cominciò così nella polis un periodo di lotte sociali e politiche molto duro. Per guadagnare maggiore forza, i “nuovi ricchi” si allearono con i piccoli contadini, che da tempo protestavano contro i nobili per lo sfruttamento a cui erano soggetti: in caso di raccolti insufficienti essi erano costretti a chiedere in prestito agli aristocratici, grandi proprietari terrieri, quantità di cereali che dovevano poi restituire; molti contadini però non riuscivano a saldare i propri debiti e venivano condannati a uno stato di schiavitù. La riforma di Solone Nel 594 a.C. andò al governo Solone, un nobile che godeva della stima e della fiducia di tutti, con l’incarico di rappacificare le parti. Egli attuò un’ampia serie di riforme, cominciando da quelle relative alla proprietà terriera: le proprietà superiori ai 20 ettari furono proibite, a meno che i coltivatori non si occupassero direttamente del lavoro della terra. Inoltre, in favore dei contadini poveri Solone emanò una legge che proibiva la schiavitù per debiti, stabilendo che i debiti fossero cancellati e che si restituisse la libertà ai contadini che l’avevano perduta. Non meno importante fu la riforma politica: Solone stabilì che il diritto a ricoprire cariche pubbliche dipendeva non dalla nascita (dalla famiglia di provenienza) ma dalla ricchezza di ciascun cittadino. Il governo, in tal modo, cessava di essere un privilegio riservato alle famiglie aristocratiche, aprendosi ad altri gruppi sociali. I cittadini furono distin&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-11-25 15:46:53 UTC</pubDate>
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