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      <title>I GIUSTI DELLE NAZIONI by francesca nicotra</title>
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      <pubDate>2023-02-01 16:46:45 UTC</pubDate>
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         <title>MIRABELLA EMILY</title>
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         <pubDate>2025-02-05 17:33:22 UTC</pubDate>
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         <title>GIORGIO PERLASCA</title>
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         <description><![CDATA[<p>Giorgio Perlasca (Como, 31 gennaio 1910 – Padova, 15 agosto 1992) è stato un commerciante italiano che nell'inverno del 1944, nel corso della seconda guerra mondiale, fingendosi console generale spagnolo, salvò la vita di oltre cinquemila ebrei ungheresi, strappandoli alla deportazione nazista e alla Shoah.</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-05 19:45:08 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia </title>
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         <description><![CDATA[<p>Giorgio era figlio di Teresa Sartorelli e di Carlo Perlasca.</p><p>Quando era ancora bambino, il padre, per motivi di lavoro, trasferì la famiglia a Maserà, in provincia di Padova.</p><p>In gioventù aderì al Partito Nazionale Fascista e nel 1930 si arruolò nelle Camicie nere. Nel 1936 prese parte come volontario alla guerra d'Etiopia con la divisione "28 ottobre" della Milizia e nel 1937 alla guerra civile di Spagna, nel Corpo Truppe Volontarie, a fianco dei nazionalisti del generale Francisco Franco, dove rimase come artigliere fino al termine del conflitto, nel maggio 1939, quand'era ventinovenne. In questi anni, avendo il ruolo di comunicare ordini tra settori differenti dell'esercito, apprese lingua e cultura spagnole.</p><p>Rientrato in Italia, iniziò ad allontanarsi dal fascismo, in particolare non condividendo la promulgazione delle leggi razziali e l'alleanza con la Germania siglata quell'anno.</p><p>Nel 1939 fu richiamato al 20º reggimento di artiglieria di Padova nelle vesti di sergente maggiore per l'istruzione teorica e storica. Nel novembre successivo chiese e ottenne finalmente una licenza militare indeterminata.Decise quindi di lasciare l'Italia, occupandosi di attività commerciali.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-05 19:45:22 UTC</pubDate>
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         <title>Alcune sue foto</title>
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         <pubDate>2025-02-05 19:53:12 UTC</pubDate>
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         <title>RAOUL WALLENBERG</title>
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         <description><![CDATA[<p>ancora bambino, viaggiò per il mondo. <strong>Caratteristica della famiglia Wallenberg era una visione cosmopolita del mondo</strong>: Raoul fu infatti incoraggiato a imparare le lingue, a studiare altre culture e a viaggiare. Intraprese gli studi di architettura dopo il conseguimento laurea, venne inviato a Cape Town in Sud Africa. Successivamente si recò ad Haifa dove incontrò alcuni ebrei che vi avevano trovato rifugio.&nbsp;<strong>Da un ebreo tedesco venne così a conoscere le atrocità che stavano commettendo i nazisti in Germania</strong>.&nbsp;nel 1939 si unì Guardia Nazionale e iniziò a lavorare con una società commerciale d’import-export, il titolare ditta, Koloman, affidò a Raoul il compito di rappresentare la società in Ungheria. Nei primi mesi del 1944 erano presenti in Ungheria circa 800mila ebrei. Nel marzo del 1944, però, i tedeschi, decisero di adottare misure più forti.&nbsp;le SS decisero di annientare la popolazione ebraica il più rapidamente possibile.&nbsp;<strong>In meno di due mesi quasi 150 treni trasportano 437.402 ebrei dall’Ungheria alla loro destinazione finale, Auschwitz-Birkenau</strong>. Il presidente americano Franklin D. Roosevelt decise dunque di creare il War Refugee Board per mobilitare le persone che potevano aiutare e salvare gli ebrei e altri gruppi di perseguitati dalla deportazione e dallo sterminio. <strong>Il comitato chiese supporto alla Svezia, che inviò Raoul Wallenberg come addetto speciale alla missione svedese a Budapest. A Budapest Raoul Wallenberg istituì una speciale “sezione umanitaria” alla missione svedese con lo specifico compito di salvare gli ebrei ungheresi</strong>.&nbsp;Wallenberg <strong>inventò un nuovo tipo di documento, lo Schutzpass</strong>. Il passaporto di protezione veniva dato a persone con stretti legami famigliari o di affari con la Svezia. Il titolare di questo tipo di passaporto non doveva indossare l’obbligatoria stella di Davide ed era esentato dalla maggior parte delle leggi antisemite. Raoul impiegò anche centinaia di ebrei nella sezione umanitaria della missione, in modo da fornire loro protezione.&nbsp;L’operazione di salvataggio di Wallenberg era stata un successo e la situazione politica stava cambiando per il meglio il 15 ottobre i tedeschi architettarono un colpo di stato. Adolf Eichmann tornò alla carica e costrinse la gente a raggiungere i campi di sterminio a piedi. Donne, bambini e anziani camminano giorno e notte nelle famigerate “marce della morte ”. Più volte <strong>Wallenberg e i suoi collaboratori si avventurarono nelle strade per distribuire cibo e per salvare chiunque si potesse salvare</strong>. le autorità ungheresi istituirono dei ghetti, dove venivano ammassati gli ebrei. La vita nei ghetti era disperata. Raoul Wallenberg organizzava giornalmente provviste di cibo per i residenti affamati e impotenti. Lavorava giorno e notte, si recava alle stazioni ferroviarie e in altri punti di raccolta, ordinando agli ufficiali di rilasciare gli ebrei con il passaporto protettivo riportati nella sua lista. <strong>La missione svedese era perseguitata dai seguaci delle Croci Frecciate</strong> e alla vigilia di Natale nel 1944 la sua sede venne attaccata. Wallenberg, ricercato dai nazisti e dalle Croci Frecciate, si nascose e non era più in grado di influenzare direttamente gli eventi. Nel gennaio 1945, l’Armata Rossa entrò a Budapest e il regime di terrore nazista terminò. Per l’Unione Sovietica, l’Ungheria era un paese nemico, nessuno era al sicuro. Il compito di Raoul wallenberg volgeva al termine ma era era necessario un piano per riunire le famiglie e per ricostruire i servizi sociali. <strong>Il 17 gennaio 1945, Raoul Wallenberg lasciò Budapest insieme al suo assistente e autista, Vilmos Langfelder. Erano scortati da ufficiali e soldati sovietici. Nessuno dei due tornerà più</strong>. Raoul aveva solo 32 anni e non avrebbe più visto la sua famiglia in Svezia. Fin dalla sua scomparsa, la famiglia di Raoul Wallenberg ha cercato invano di scoprire cosa gli fosse successo. Secondo un certificato morì nella prigione Lubyanka, esatte circostanze che circondano la fase finale della vita di Raoul Wallenberg sono tuttora un mistero.</p><p>NICOLETTA BASSETTA</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-02-06 15:26:08 UTC</pubDate>
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         <title>EMILY MIRABELLA </title>
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