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      <title>LETTERA A UNA PROFESSORESSA by Maddalena Mazzoleni</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-03-21 10:25:39 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p><strong>Una scuola discriminante, Don Milani (p. 218-219)&nbsp;</strong></p><p>I giovani che arrivavano nella scuola di Barbiana hanno sulle spalle una vita difficile: provenivano da un contesto socio-culturale, in cui l’idea di scuola come privilegio, come occasione per imparare, non esisteva. Appartenevano ad una classe impregnata di un ideologia imposta dalla classe dominante. (Marx)&nbsp;</p><p>In questo senso qui di il metodo di Don Milani è rivoluzionario: è riuscito a rendere consapevoli e ad appassionare questi ragazzi, passando da un’idea di scuola come sacrificio, a una scuola come luogo dove poter imparare e appassionarsi.&nbsp;</p><p>Infine viene proposto un insegnamento focalizzato sul linguaggio, visto come uno strumento di emancipazione sociale.&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-21 10:39:44 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p><a rel="noopener noreferrer nofollow" href="https://youtu.be/7t_IChyHUhc?si=t3IVBeM-3yxN-zCN">https://youtu.be/7t_IChyHUhc?si=t3IVBeM-3yxN-zCN</a></p><p>LETTERA AD UNA PROFESSORESSA</p><p>Questo video inizia con un'intervista fatta ai bambini di basso ceto</p><p>sociale della scuola elementare pluriclasse della provincia di Salerno nel 1973. Essi sono stati bocciati numerose volte a causa delle loro difficoltà</p><p>cognitive e sociali: "Voi sostenete di aver bocciato i cretini e gli svogliati. Voi sostenete che Dio faccia nascere icretini e gli svogliati nelle case dei poveri. E più facile che i dispettosi siate voi"</p><p>Il senso comune di quel tempo sosteneva infatti che coloro che non</p><p>disponevano delle possibilità economiche, erano condannati al "non sapere" di Socrate, costantemente considerati "cretini e svogliati" che preferivano "vivere nei campi piuttosto che nelle biblioteche".• Èdavvero così?</p><p>Oppure è la cultura che influenza? È possibile che i ricchi possano aiutare</p><p>ad uscire da questa situazione?</p><p>Don Milani chiede infatti ai ricchi di cultura di non stare nei laboratori e</p><p>nelle biblioteche ma di uscire per spartire la loro ricchezza con i poveri</p><p>ma anche per imparare tutte le cose diverse, ma non inferiori, che loro non sanno e che i poveri possono insegnargli.</p><p>La denuncia fatta in "Lettera ad una professoressa" è quindi molto forte nei confronti della classe sociale dominante:</p><p>"Si fa presto insomma a lamentarsi di chi non legge o di chi legge poco o</p><p>male. Acongratularsi con chi legge tanto e bene, ma quale è li metro di</p><p>quel male di quel bene? Chi lo stabilisce? Chi da l'autorizzazione ad utilizzarlo?"</p><p>Gli uomini di cultura, i ricchi, detenevano l'ideologia marxista secondo cui non è possibile una differenziazione dei saperi e una distinzione di</p><p>educazione. La scuola infatti, come sosteneva anche il sociologo Pierre Bourdieu, trasmette solo e unicamente la cultura ed il linguaggio delle classi dominanti, permettendo quindi soltanto ai ragazzi che vi appartengono di mettere realmente a profitto il proprio titolo di studio. Don Milani sostiene quindi una tesi differente, perché è necessario un cambiamento in ambito pedagogico perché "ogni popolo ha la sua cultura e nessun popolo né ha meno di un'altro."</p><p><br></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-21 11:11:41 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p><strong>“La povertà dei poveri non si misura a pane, a casa, a caldo. Si misura sul grado di cultura e sulla funzione sociale</strong><em>”. (Esperienze pastorali).</em></p><p><br/></p><p>COMMENTO:</p><p>Don Milani propone una concezione innovativa di povertà, inserendo nei parametri per valutarla anche il grado di cultura, oltre a indici di tipo economico. La cultura è infatti un mezzo di emancipazione sociale, in grado di consentire mobilità e di far cambiare la propria funzione sociale. Per questo motivo, Don Milani, insiste sull’esigenza di una scuola popolare e non d’élite, che fornisca a chiunque i mezzi necessari per arricchirsi a prescindere dalla propria condizione socio-economica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-21 11:11:47 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri, allora io dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni son la mia Patria, gli altri i miei stranieri.</p><p>(<em>L’obbedienza non è più una virtù)</em></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-21 11:12:40 UTC</pubDate>
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         <author>maddalena_mazzoleni</author>
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         <description><![CDATA[<p>La <em>“lettera a una professoressa”</em> presenta come scopo l’accusa contro la scuola tradizionale: una scuola selettiva che determina una grande ingiustizia sociale.</p><p>In particolare, critica:</p><ul><li><p>l’insegnante-burocrate, insensibile ai problemi di quegli alunni svantaggiati, perché provenienti da un basso ambiente socio-culturale;   L’insegnante cieco di fronte alle richieste di aiuto di chi vede il proprio diritto allo studio negato</p></li><li><p>L’insegnante indifferente al bisogno di trasformare la scuola in un ambiente in grado di fornire un’ educazione per il cittadino: obiettivo che vuole raggiungere la scuola di Barbiana.  </p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-23 10:21:32 UTC</pubDate>
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         <author>maddalena_mazzoleni</author>
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         <description><![CDATA[<p><em>“La scuola non può essere che aconfessionale e non può essere fatta che da un cattolico e non può esser fatta che per amore (cioè non dallo Stato). In altre parole la scuola come la vorrei io non esisterà mai altro che in qualche minuscola parrocchietta di montagna oppure nel piccolo di una famiglia dove il babbo e la mamma fanno scuola ai loro bambini.”</em></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-23 10:27:47 UTC</pubDate>
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         <author>maddalena_mazzoleni</author>
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         <description><![CDATA[<p>E sempre a Barbiana nasce il testo più noto di don Milani e della sua scuola, <em>Lettera a una professoressa</em>, autentico <em>livre de chevet</em> di una generazione. “Libretto rosso” del movimento del sessantotto italiano, vademecum di ogni insegnante democratico per anni. Visto oggi come anello centrale di una riflessione sulla necessità di riformare il sistema educativo, che sfocerà nelle grandi battaglie per la scuola degli anni settanta.</p><p><br></p><ul><li><p>Fonte “internazionale”</p></li></ul>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-23 10:34:17 UTC</pubDate>
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         <author></author>
         <link>https://padlet.com/maddalena_mazzoleni/don_milani/wish/2930856293</link>
         <description><![CDATA[<p>Lo svantaggio educativo</p><p>&nbsp;</p><p>La scuola cerca di colmare il deficit cioè uno svantaggio individuale dato da condizioni esterne che hanno determinato ritardi o blocchi in alcune aree dello sviluppo, attraverso percorsi differenziati. L’istituzione scuola cerca di favorire il superamento degli insuccessi scolastici attraverso l’elaborazione di una “pedagogia del successo”, attraverso cui si possano valorizzare le prestazioni positive piuttosto che sanzionare gli errori.</p><p>Per quanto riguarda gli studenti provenienti da sub-culture o culture-altre, la scuola promuove percorsi integrativi che li aiutano ad acquisire una padronanza linguistica e la consapevolezza delle regole relative all’ apprendimento di ciascuno disciplina scolastica.</p><p>In primo luogo riteniamo che All’interno dell’istituzione scolastica bisogna inserire figure di sostegno che aiutino gli studenti a mantenere il percorso educativo adeguato ai propri obbiettivi futuri. Tutto ciò è già una realtà nel sistema scolastico americano: il “counselor” è una figura professionale che ha il solo compito di assistere gli alunni con il mantenimento dei voti al fine di garantire l’accettazione al college desiderato, consigliando percorsi extracurricolari che aiutano ad aumentare la media dello studente stesso. Alla base di ciò ci deve essere una relazione di fiducia tra il counselor e lo studente.</p><p>Pensiamo inoltre che sia necessario un curricolo educativo più pratico e meno teorico, in modo da stimolare la capacità di mente assorbente del bambino: interiorizzare gli stimoli provenienti dall’ambiente mediante esperienza attiva</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-23 10:52:29 UTC</pubDate>
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