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      <title>I caratteri tipografici. by alessia mariani</title>
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      <description>di Alessia Mariani, 5AG</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-09-20 15:29:58 UTC</pubDate>
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         <title>Font.</title>
         <author>alessia21_mariani</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il font è un insieme di caratteri tipografici accomunati da un certo tipo di stile grafico.<br>La parola inglese “font” deriva dal francese medievale “fonte” ovvero “fuso”, riferendosi ai caratteri mobili prodotti per la stampa tipografica, ottenuti versando il metallo fuso nella forma contenente la matrice del singolo carattere.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-09-22 15:07:13 UTC</pubDate>
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         <title>Caratteristiche del modo di scrittura.</title>
         <author>alessia21_mariani</author>
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         <description><![CDATA[<div>Un font contiene un vario numero di lettere, numeri e punteggiatura e consiste di una serie di glifi, ovvero immagini, rappresentanti i caratteri.<br>La maggior parte dei modi di scrittura sono caratterizzati da:<br>-linea ascendente, ovvero una linea che definisce il punto di altezza massimo di un carattere;<br>-linea discendente, una linea base sulla quale si appoggiano i caratteri;<br>-corpo del carattere, ovvero l'altezza delle maiuscole e dei numeri, quindi la distanza tra linea ascendente e discendente;<br>-occhio del carattere, che misura il carattere senza tenere conto delle maiuscole e dei numeri e delle lettere con asta discendente.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-09-22 15:36:29 UTC</pubDate>
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         <title>Parti tipografiche dei caratteri.</title>
         <author>alessia21_mariani</author>
         <link>https://padlet.com/alessia21_mariani/wacx1j619r6c/wish/190188111</link>
         <description><![CDATA[<div>I font si dividono principalmente in:<br>-Sans Serif, ovvero senza grazie, utilizzati molto sul web in quanto lineari e meno decorati (Esempi: Helvetica, Futura, Gill);<br>-Serif, ovvero con le grazie, utilizzati per quotidiani, opuscoli su carta stampata (Esempi: Bodoni, Times, Garamond)<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-09-22 15:50:16 UTC</pubDate>
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         <title>Storia dei caratteri tipografici</title>
         <author>alessia21_mariani</author>
         <link>https://padlet.com/alessia21_mariani/wacx1j619r6c/wish/190195189</link>
         <description><![CDATA[<div>Dal 1450 fino alla metà del XX secolo le fonderie di caratteri colavano ogni carattere in varie leghe di piombo, ma per alcuni caratteri particolarmente grandi veniva utilizzato il legno, specialmente negli Stati Uniti d'America.<br>Nel 1890 emerse la composizione meccanizzata che fondeva al momento i caratteri direttamente in linee della corretta dimensione e lunghezza, secondo necessità. Questa tecnologia rimase nota come a metallo caldo e rimase diffusa fino agli anni settanta. Dopo ci fu un periodo relativamente breve di transizione (circa 1950 - 1990) in cui la tecnologia fotografica (nota come fotocomposizione) produceva tipi di carattere distribuiti in rotoli o dischi di pellicola. La fotocomposizione permette la scalatura ottica, il che permette ai progettisti di produrre dimensioni multiple da un singolo tipo (esistono limitazioni fisiche sul sistema di riproduzione ed erano necessarie alcune modifiche di progetto su dimensioni diverse, per esempio per permettere la corretta distribuzione dell'inchiostro). I sistemi di fotocomposizione manuali che utilizzavano caratteri su pellicola in rullo permettevano per la prima volta una spaziatura di precisione fra i caratteri senza grandi sforzi. Questo diede luce a una grande industria di produzione dei tipi di carattere negli anni sessanta e settanta.<br>Nella metà degli anni settanta erano in uso tutte le maggiori tecnologie tipografiche, e i loro tipi di carattere, dal processo originale in pressa di Johann Gutenberg, alle compositrici meccaniche in metallo, fotocompositrici manuali, fotocompositrici controllate da elaboratori elettronici e le prime compositrici digitali (macchine massicce con piccoli processori e uscita su video a tubo catodico). Dalla metà degli anni ottanta, data l'avanzata della tipografia digitale, è stata universalmente adottata la grafia americana font, che oggi quasi sempre indica un file contenente le sagome scalabili dei caratteri (font digitali), generalmente in un qualche formato comune. I progettisti di alcuni tipi di carattere, come il Microsoft Verdana, hanno ottimizzato il prodotto principalmente per l'uso su schermo.<br>I tipi di carattere digitali possono codificare l'immagine di ciascun carattere o come bitmap (descrizione di tipo bitmap) o con una descrizione di livello superiore delle linee e delle curve che racchiudono uno spazio (descrizione vettoriale). Lo spazio definito dalla sagoma di un carattere è poi riempito da un «rasterizzatore» che decide quali pixel sono «neri» e quali «bianchi». Questo processo è semplice alle alte risoluzioni, come sulle stampanti laser o sui sistemi tipografici di fascia alta, ma sullo schermo, dove ogni singolo pixel può fare la differenza fra leggibilità e illeggibilità, i caratteri digitali necessitano di informazioni aggiuntive per produrre bitmap leggibili nelle dimensioni più piccole. Oggi i caratteri digitali contengono anche dati rappresentanti la tipografia utilizzata per comporli, incluse le spaziature, i dati per la creazione dei caratteri accentati dai componenti, regole di sostituzione per la tipografia araba e semplici legature come fl. I linguaggi di descrizione che fungono da formato per i caratteri digitali includono PostScript, TrueType e OpenType. La gestione di questi formati (inclusa la conversione in immagini) è presente nei sistemi operativi di Microsoft e Apple, nei prodotti Adobe e in quelli di diverse altre società minori.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-09-22 16:06:39 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alessia21_mariani</author>
         <link>https://padlet.com/alessia21_mariani/wacx1j619r6c/wish/190200494</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-09-22 16:20:01 UTC</pubDate>
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         <title>Helvetica.</title>
         <author>alessia21_mariani</author>
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         <description><![CDATA[<div>Helvetica è un carattere tipografico creato nel 1957 da un'idea di Eduard Hoffmann, direttore della fonderia Haas di Münchenstein, in Svizzera, e disegnato da Max Miedinger nel 1957.<br>Il risultato fu dapprima denominato Neue Haas Grotesk, ma il nome fu successivamente cambiato in Helvetica (derivato da Helvetia, il nome latino per la Svizzera).<br>La popolarità del carattere svizzero fece presto breccia nelle agenzie di pubblicità.<br>Nel dicembre 1989, grazie all'intervento di Massimo Vignelli, l'Helvetica divenne il carattere tipografico ufficiale per l'intera segnaletica della città di New York.<br>L'inclusione, nel 1984, nei caratteri di sistema Macintosh confermò la sua diffusione anche nella grafica digitale.<br>L'Helvetica è caratterizzata dall'eleganza, unita ad un elevato grado di neutralità e di tecnicismo molto apprezzati dai grafici della scuola svizzera per le sue essenzialità, alta leggibilità e risolutezza formale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-09-22 16:29:59 UTC</pubDate>
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         <title>Bodoni.</title>
         <author>alessia21_mariani</author>
         <link>https://padlet.com/alessia21_mariani/wacx1j619r6c/wish/190206676</link>
         <description><![CDATA[<div>Bodoni è un tipo di carattere con grazie disegnato da Giovanni Battista Bodoni (1740-1813), caratterizzato da un alto contrasto tra le linee spesse e quelle sottili.<br>Le grazie del Bodoni, oltre ad essere molto sottili, sono anche quasi perpendicolari al tratto principale, in contrasto con le grazie che si curvano dolcemente dei cosiddetti tipi "oldstyle" o rinascimentali.<br> Il Bodoni non è un font definito, ma una famiglia di versioni leggermente differenti l'una dall'altra, ciascuna con le proprie particolarità.<br>Alcune di queste versioni, come il Bauer Bodoni, mettono in evidenza il contrasto estremo fra le linee sottili e quelle principali<br>Tutte le versioni moderne del Bodoni soffrono di un problema di leggibilità detto dazzle (abbagliamento), dovuto alla continua alternanza di linee spesse e sottili nella riga.<br>Il Bodoni è stato usato da varie multinazionali come parte della loro marca o per definire la loro corporate identity.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-09-22 16:33:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alessia21_mariani</author>
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         <pubDate>2017-09-22 16:46:01 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alessia21_mariani</author>
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