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      <title>Le prime testimonianze del volgare by </title>
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      <description>Con la fantastica 2^B</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-11-19 18:20:27 UTC</pubDate>
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         <title>Placito Capuano </title>
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         <link>https://padlet.com/bovolon/w7lwntrmhlzs/wish/311245121</link>
         <description><![CDATA[<div>Con il termine "placito", nel Medioevo, si intendeva il parere di un giudice su una disputa. Il Placito di Capua (o Capuano)<strong> è considerato il primo documento ufficiale di volgare italiano, </strong>risalente al <strong>960-963</strong>. Essendo un documento ufficiale, la lingua prevalentemente utilizzata è il latino. Il giudice, però, <strong>scrisse in volgare campano in certi punti del testo.</strong></div><div><strong>«Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti»,</strong> cioè  “So che quelle terre, delimitate da quei confini, da trent’anni sono possedute dai monaci benedettini”.     <br><strong>Manca tutta la descrizione della disputa e quindi il significato</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-05 07:29:52 UTC</pubDate>
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         <title>Catacomba di Commodilla</title>
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         <description><![CDATA[<div>Il graffito della catacomba di Commodilla è uno dei primi testi scritti in volgare, inciso nella cornice della catacomba a Roma precisamente al quartiere Ostiense, nel IX secolo. C'è scritto "non dicere illa secrita abboce", la traduzione è “Non dire questi segreti a voce alta”. La scritta  si riferisce alle orazioni segrete, ovvero delle preghiere rivolte a Dio, che, secondo le indicazioni dello scrivente, andavano pronunciate a bassa voce per non farsi sentire dalle persone che perseguitavano i cristiani . <br><strong>MA COS'è UNA CATACOMBA? PERCHè LA SCRITTA è Lì?</strong><br>Un loculo , è una nicchia funeraria in genere rettangolare utilizzata per la sepoltura dove all'interno vengono custodite le ceneri dei defunti, oppure le loro ossa.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-05 07:38:43 UTC</pubDate>
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         <title>IL CANTICO DELLE CREATURE</title>
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         <description><![CDATA[<div> <em>Il Cantico delle creature di </em><a href="https://library.weschool.com/lezione/san-francesco-di-assisi-vita-santa-chiara-cantico-di-frate-sole-22012.html"><em>San Francesco d’Assisi</em></a><em> (1181-1226) è considerato uno dei documenti più importanti della nostra tradizione letteraria, tanto da essere considerato - se non il primo testo artistico in volgare - di certo il punto di partenza per una storia della nostra letteratura . Il Cantico è strutturato come una lode a Dio per la bellezza del creato, e mescola elementi della tradizione dell’Antico Testamento con espressioni linguistiche tipiche del volgare popolare del tem</em>po. Secondo l’agiografia tradizionale il testo, dettato da Francesco ad un frate, è l’esito di una visione di pace e serenità dopo una notte di sofferenze per un’infermità agli occhi, presso la chiesa di San Damiano ad Assisi; la data di composizione sarebbe il <strong>1224</strong>, due anni prima della morte di Francesco. In origine, il testo era accompagnato da musica, di mano del santo, oggi perduta. <em>L’analisi del Cantico deve partire da un punto fondamentale: il testo ha innanzitutto un valore performativo, cioè quello di lodare Dio. Il Cantico rientra per sue caratteristiche nella tradizione della </em><a href="https://library.weschool.com/definizione/lauda.html"><em>lauda</em></a><em> e trova molti modelli di confronto nella </em><a href="https://library.weschool.com/lezione/poesia-religiosa-san-francesco-5200.html"><em>poesia religiosa duecentesca</em></a><em>. L’andamento del testo ha uno stile semplice e comunicativo.</em></div><div><strong><em>Questo canto si può dividere in tre parti:</em></strong></div><div><em>-la prima parte è una lode rivolta a Dio tramite le sue creature;</em></div><div><em>-la seconda parte è la cosiddetta "strofa del perdono";</em></div><div><em>-la terza parte, dal 27° verso fino alla fine, la cosiddetta "strofa della morte", parla della conclusione della vita terrena.</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-05 08:00:43 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;ISCRIZIONE DI SAN CLEMENTE</title>
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         <description><![CDATA[<div><em>L'Iscrizione di san Clemente e Sisinnio, databile intorno alla fine del secolo XI, si trova nella </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Basilica_di_San_Clemente_al_Laterano"><em>basilica di San Clemente al Laterano</em></a><em> ed è il primo esempio di </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_volgare"><em>volgare italiano</em></a><em> utilizzato con intento artistico. L'iscrizione descrive il dialogo di quattro personaggi raffigurati nell'affresco: Sisinnio ordina ai suoi servi di trascinare in prigione </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Clemente_I"><em>san Clemente</em></a><em>, </em><strong><em>PERCHè??? </em></strong><em>ma questi si è in realtà liberato e i due servitori non stanno trascinando il santo, ma una pesante colonna, senza avvedersene.</em></div><ul><li>SISINIUM: "Fili de le pute, traite".</li><li>GOSMARIUS: "Albertel, trai".</li><li>ALBERTELLUS: "Falite dereto co lo palo, Carvoncelle!"</li><li>SANCTUS CLEMENS: "Duritiam cordis vestris, saxa traere meruistis".</li><li>SISINNIO: "Figli di puttana, tirate!"</li><li>GOSMARIO: "Albertello, tira!".</li><li>ALBERTELLO: "Poniti dietro a lui col palo, Carboncello!".</li><li>SAN CLEMENTE: "A causa della durezza del vostro cuore, avete meritato di trascinare sassi".</li></ul><div><em>Sisinnio e i suoi uomini si esprimono in </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_volgare"><em>volgare</em></a><em>, mentre </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Clemente_I"><em>San Clemente</em></a><em> si esprime in </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina"><em>latino</em></a><em>. La lingua dell'iscrizione è particolarmente importante in quanto accosta con intento contrastivo il </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina"><em>latino</em></a><em> posto in bocca al santo e il </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_volgare"><em>volgare</em></a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Dialetto_romanesco"><em> romanesco</em></a><em> posto in bocca a Sisinnio e ai suoi servitori.</em></div><div><em>A livello di ortografia anche nella frase di Clemente, come in quelle degli altri personaggi, il verbo latino trahere è scritto senza la h intervocalica.<br><br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-05 08:04:36 UTC</pubDate>
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         <title>I GIURAMENTI DI STRASBURGO</title>
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         <link>https://padlet.com/bovolon/w7lwntrmhlzs/wish/311252118</link>
         <description><![CDATA[<div>Il Giuramento di Strasburgo è un giuramento di fedeltà reciproca per un'intesa duratura, stipulato il 14 febbraio <strong>842 </strong>da Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico, figli di Ludovico il Pio, e nipoti di Carlo Magno; rappresenta il primo documento di una lingua romanza scritta, nel caso specifico l'antico francese. E' giunto fino a noi grazie allo storico Nitardo, che all'interno della sua opera sui figli di Ludovico I il Pio, scritta, com'era ovvio a quel tempo, in latino, inserì le formule di giuramento nelle lingue effettivamente usate .</div><div><br></div><div>Nell’840, alla morte di Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno, si accese tra i figli Lotario, Ludovico e Carlo una cruenta lotta per il potere. I due fratelli <strong>QUALI DEI 3???</strong>, infatti, per essere sicuri di essere compresi dai loro eserciti che assistevano alla solenne cerimonia, giurarono in lingua romanza (francese antico) e in lingua teudisca (alto tedesco antico) di sostenersi a vicenda e di non stringere alcuno accordo con Lotario, imperatore e fratello di Carlo e Ludovico. </div><div> <br>Ecco il testo del Giuramento di Strasburgo pronunciato da entrambi i fratelli: <br>«Per amore verso Dio e per il popolo cristiano e per la nostra comune salvezza, da oggi in poi, in quanto Dio mi darà sapere e potere, io proteggerò questo mio fratello col mio aiuto e in qualsiasi cosa, come secondo giustizia si deve fare col proprio fratello, purché egli altrettanto faccia con me. E con Lotario non prenderò nessun accordo che, per mia volontà, possa recare danno a questo mio fratello». <br><br>Il Giuramento di Strasburgo tra Ludovico e Carlo, costrinse Lotario ad accettare il Trattato di Verdun dell'843, con il quale l’impero venne spartito in tre. </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-05 08:04:38 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>L&#39;INDOVINELLO VERONESE</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/bovolon/w7lwntrmhlzs/wish/311253498</link>
         <description><![CDATA[<div> E' chiamato “indovinello veronese” perchè... E' scritto in corsiva nuova da un copista tra l'VIII e il IX secolo; è il testo più antico della lingua romanza italiana. Rappresenta un atto di nascita del volgare in Italia, ma non tutti gli studiosi sono concordi e alcuni ritengono che si tratti ancora di latino, come dimostra il fatto che il testo ha bisogno di una traduzione in italiano. </div><div><strong>Testo</strong></div><div>Se pareba boves, <br>alba pratàlia aràba<br>et albo versòrio teneba, <br>et negro sèmen seminaba<br><strong>Traduzione<br></strong>Teneva davanti a sé i buoi, <br>arava bianchi prati,<br>e un bianco aratro teneva <br>e un nero seme seminava<br><strong>Origini</strong> </div><div>Secondo la ricostruzione più vicina all’originale, consiste in 4 brevi versi a rima incrociata. </div><div>È una testimonianza autoreferenziale, vale a dire la descrizione dell’atto dello scrivere da parte dello stesso amanuense. Si tratta di un indovinello comune alla letteratura tardo-latina, e rimanda a quattro diverse interpretazioni, delle quali la prima è la più diffusa e condivisa. <br><br><strong>Le diverse interpretazioni non sono state scritte!!! <br>Mancano le indicazioni delle parti che sarebbero ancora in latino</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-05 08:10:27 UTC</pubDate>
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         <title>CONCILIO DI TOURS </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il <strong>Concilio di Tours</strong>, voluto da Carlo Magno, si tenne nell'anno <strong>813 </strong>a Tours ed è considerato l'atto ufficiale di nascita delle lingue romanze. Durante i lavori conciliari i vescovi presero atto delle autonomie linguistiche neolatine, le lingue volgari, e ricorsero alla prima attestazione del termine <em>romana</em> (<em>romana lingua</em>, da cui il termine "romanza", nel senso di lingua derivata dal latino) per riferirsi alla lingua comunemente parlata all'epoca in Gallia, in opposizione alla lingua germanica parlata dai Franchi invasori.<br>In definitiva, il Concilio stabilì che, mentre la liturgia rimaneva in latino, l'omelia (cioè la predica) doveva avvenire in RUSTICAM ROMANAM LINGUAM (i volgari romanzi ) AUT THIOTISCAM (le lingue germaniche) </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-05 08:11:38 UTC</pubDate>
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         <title>La postilla Amiatina.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/bovolon/w7lwntrmhlzs/wish/313533373</link>
         <description><![CDATA[<div><em>La postilla Amiatina è un documento del </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1087"><em>1087</em></a><em> che rappresenta una delle più importanti testimonianze del passaggio in </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia"><em>Italia </em></a><em>dal </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina"><em>latino</em></a><em> al </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_volgare"><em>volgare</em></a><em>.<br>E' un atto notarile, cioè scritto da un notaio di nome Rainerius.<br>E' la donazione di due coniugi di nome Miciarello e Guadrada<br>al monastero dell'</em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abbadia_San_Salvatore"><em>Abbazia di San Salvatore</em></a><em>, sul </em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Monte_Amiata"><em>Monte Amiata</em></a><em>, da cui deriva il nome. Altre testimonianze dicono che il testo notarile sia un prestito per l'espiazione dei peccati di Micerello.La postilla presenta un tono di confidenza, scherzoso e scanzonato, come l'espressione "caput-coctu", tradotta "capo-cotto", che ha il significato di ”testa calda”, “ubriaco” o innamorato”,  e sembra riferirsi a Miciarello. <br>L'esemplare è costudito nell'Abbazia di San Salvatore...<br></em><strong><em> Il testo e' rilevante perché mostra che il latino è diventata una lingua vincolante.</em></strong><em>  </em><strong><em>CHE SIGNIFICA??? <br></em></strong><em>Il  latino non si distingue ancora dalla lingua del popolo. La lingua latina veniva parlata dagli intellettuali mentre il volgare era la lingua del volgo, cioè del popolo, che si era formata dall'aggregazione delle lingue degli invasori.<br></em><strong><em><br>Elia Pesente, Ettore Viviani, (</em></strong><em>Sharon Ejeh)</em><br><br><strong>Manca il testo (!) e il suo significato!!!</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-11 17:59:58 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;INDOVINELLO VERONESE</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/bovolon/w7lwntrmhlzs/wish/318361055</link>
         <description><![CDATA[<div>21g<br>L'INDOVINELLO VERONESE<br>L'INDOVINELLO VERONESE<br> E' chiamato “indovinello veronese” perchè... E' scritto in corsiva nuova da un copista tra l'VIII e il IX secolo; è il testo più antico della lingua romanza italiana. Rappresenta un atto di nascita del volgare in Italia, ma non tutti gli studiosi sono concordi e alcuni ritengono che si tratti ancora di latino, come dimostra il fatto che il testo ha bisogno di una traduzione in italiano. <br>Testo<br>Se pareba boves, <br>alba pratàlia aràba<br>et albo versòrio teneba, <br>et negro sèmen seminaba<br>Traduzione<br>Teneva davanti a sé i buoi, <br>arava bianchi prati,<br>e un bianco aratro teneva <br>e un nero seme seminava<br>Origini <br>Secondo la ricostruzione più vicina all’originale, consiste in 4 brevi versi a rima incrociata. <br>È una testimonianza autoreferenziale, vale a dire la descrizione dell’atto dello scrivere da parte dello stesso amanuense. Si tratta di un indovinello comune alla letteratura tardo-latina, e rimanda a quattro diverse interpretazioni, delle quali la prima è la più diffusa e condivisa. <br><br>Le diverse interpretazioni non sono state scritte!!! <br>Mancano le indicazioni delle parti che sarebbero ancora in latino<br>star<br>star<br>star<br>half_star<br>6<br>VALUTA<br>Placito Capuano<br>Placito Capuano <br>Con il termine "placito", nel Medioevo, si intendeva il parere di un giudice su una disputa. Il Placito di Capua (o Capuano) è considerato il primo documento ufficiale di volgare italiano, risalente al 960-963. Essendo un documento ufficiale, la lingua prevalentemente utilizzata è il latino. Il giudice, però, scrisse in volgare campano in certi punti del testo.<br>«Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti», cioè  “So che quelle terre, delimitate da quei confini, da trent’anni sono possedute dai monaci benedettini”.     <br>Manca tutta la descrizione della disputa e quindi il significato<br>star<br>star<br>star<br>star<br>half_star<br>6<br>VALUTA<br><br>more_vert<br>La postilla Amiatina.<br>La postilla Amiatina.<br>La postilla Amiatina è un documento del 1087 che rappresenta una delle più importanti testimonianze del passaggio in Italia dal latino al volgare.<br>E' un atto notarile, cioè scritto da un notaio di nome Rainerius.<br>E' la donazione di due coniugi di nome Miciarello e Guadrada<br>al monastero dell'Abbazia di San Salvatore, sul Monte Amiata, da cui deriva il nome. Altre testimonianze dicono che il testo notarile sia un prestito per l'espiazione dei peccati di Micerello.La postilla presenta un tono di confidenza, scherzoso e scanzonato, come l'espressione "caput-coctu", tradotta "capo-cotto", che ha il significato di ”testa calda”, “ubriaco” o innamorato”,  e sembra riferirsi a Miciarello. <br>L'esemplare è costudito nell'Abbazia di San Salvatore...<br> Il testo e' rilevante perché mostra che il latino è diventata una lingua vincolante.  CHE SIGNIFICA??? <br>Il  latino non si distingue ancora dalla lingua del popolo. La lingua latina veniva parlata dagli intellettuali mentre il volgare era la lingua del volgo, cioè del popolo, che si era formata dall'aggregazione delle lingue degli invasori.<br><br>Elia Pesente, Ettore Viviani, (Sharon Ejeh)<br><br>Manca il testo (!) e il suo significato!!!<br>star<br>star<br>star<br>star<br>star<br>1<br>VALUTA<br>I GIURAMENTI DI STRASBURGO<br>I GIURAMENTI DI STRASBURGO<br>Il Giuramento di Strasburgo è un giuramento di fedeltà reciproca per un'intesa duratura, stipulato il 14 febbraio 842 da Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico, figli di Ludovico il Pio, e nipoti di Carlo Magno; rappresenta il primo documento di una lingua romanza scritta, nel caso specifico l'antico francese. E' giunto fino a noi grazie allo storico Nitardo, che all'interno della sua opera sui figli di Ludovico I il Pio, scritta, com'era ovvio a quel tempo, in latino, inserì le formule di giuramento nelle lingue effettivamente usate .<br><br>Nell’840, alla morte di Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno, si accese tra i figli Lotario, Ludovico e Carlo una cruenta lotta per il potere. I due fratelli QUALI DEI 3???, infatti, per essere sicuri di essere compresi dai loro eserciti che assistevano alla solenne cerimonia, giurarono in lingua romanza (francese antico) e in lingua teudisca (alto tedesco antico) di sostenersi a vicenda e di non stringere alcuno accordo con Lotario, imperatore e fratello di Carlo e Ludovico. <br> <br>Ecco il testo del Giuramento di Strasburgo pronunciato da entrambi i fratelli: <br>«Per amore verso Dio e per il popolo cristiano e per la nostra comune salvezza, da oggi in poi, in quanto Dio mi darà sapere e potere, io proteggerò questo mio fratello col mio aiuto e in qualsiasi cosa, come secondo giustizia si deve fare col proprio fratello, purché egli altrettanto faccia con me. E con Lotario non prenderò nessun accordo che, per mia volontà, possa recare danno a questo mio fratello». <br><br>Il Giuramento di Strasburgo tra Ludovico e Carlo, costrinse Lotario ad accettare il Trattato di Verdun dell'843, con il quale l’impero venne spartito in tre. <br>star<br>star<br>star<br>half_star<br>7<br>VALUTA<br>L'ISCRIZIONE DI SAN CLEMENTE<br>L'ISCRIZIONE DI SAN CLEMENTE<br>L'Iscrizione di san Clemente e Sisinnio, databile intorno alla fine del secolo XI, si trova nella basilica di San Clemente al Laterano ed è il primo esempio di volgare italiano utilizzato con intento artistico. L'iscrizione descrive il dialogo di quattro personaggi raffigurati nell'affresco: Sisinnio ordina ai suoi servi di trascinare in prigione san Clemente, PERCHè??? ma questi si è in realtà liberato e i due servitori non stanno trascinando il santo, ma una pesante colonna, senza avvedersene.<br>SISINIUM: "Fili de le pute, traite".</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-08 15:39:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[nte Amiata, da cui deriva il nome. Altre testimonianze dicono che il testo notarile sia un prestito per l'espiazione dei peccati di Micerello.La postilla presenta un tono di confiden]]></description>
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         <pubDate>2019-01-08 15:39:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <description><![CDATA[L'Iscrizione di san Clemente e Sisinnio, databile intorno alla fine del secolo XI, si trova nella basilica di San Clemente al Laterano ed è il primo esempio di volgare italiano utilizzato con intento artistico. L'iscrizione descrive il dialogo di quattro personaggi raffigurati nell'affresco: Sisinnio ordina ai suoi servi di trascinare in prigione san Clemente, PERCHè??? ma questi si è in realtà liberato e i due servitori non stanno trascinando il santo, ma una pesante colonna, senza avvedersene.
SISINIUM: "Fili de le pute, traite".
GOSMARIUS: "Albertel, trai".
ALBERTELLUS: "Falite dereto co lo palo, Carvoncelle!"
SANCTUS CLEMENS: "Duritiam cordis vestris, saxa traere meruistis".
SISINNIO: "Figli di puttana, tirate!"
GOSMARIO: "Albertello, tira!".
ALBERTELLO: "Poniti dietro a lui col palo, Carboncello!".
SAN CLEMENTE: "A causa della durezza del vostro cuore, avete meritato di trascinare sassi".
Sisinnio e i suoi uomini si esprimono in volgare, mentre San Clemente si esprime in latino. La lingua dell'iscrizione è particolarmente importante in quanto accosta con intento contrastivo il latino posto in bocca al santo e il volgare romanesco posto in bocca a Sisinnio e ai suoi servitori.
A livello di ortografia anche nella frase di Clemente, come in quelle degli altri personaggi, il verbo latino trahere è scritto senza la h intervocalica.]]></description>
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         <pubDate>2020-05-13 21:39:24 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[“Per l'amore di Dio e per la salvezza del popolo cristiano e nostra comune, da oggi in avanti, in quanto Dio sapere e potere mi concede, così salverò io questo mio fratello Carlo e col (mio) aiuto e in ciascuna cosa, così come si deve giustamente salvare il proprio fratello, a patto ch'egli faccia altrettanto nei miei confronti; e con Lotario non prenderò mai alcun accordo che, per mia volontà, rechi danno a questo mio fratello Carlo.”]]></description>
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         <pubDate>2020-09-17 20:31:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>flavia_scalzo</author>
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         <description><![CDATA[ Il Placito di Capua (o Capuano) è considerato il primo documento ufficiale di volgare italiano, risalente al 960-963. Essendo un documento ufficiale, la lingua prevalentemente utilizzata è il latino. Il giudice, però, scrisse in volgare campano in certi punti del testo.
«Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti», cioè  “So che quelle terre, delimitate da quei confini, da trent’anni sono possedute dai monaci benedettini”.     ]]></description>
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         <pubDate>2020-09-24 15:14:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA['Itinerarium Egeriae, del V secolo, che tratta del viaggio di una monaca spagnola in vari luoghi santi della cristianità]]></description>
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         <pubDate>2020-09-25 13:41:58 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[Il Giuramento di Strasburgo è un giuramento di fedeltà reciproca per un'intesa duratura, stipulato il 14 febbraio 842 da Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico, figli di Ludovico il Pio, e nipoti di Carlo ]]></description>
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         <pubDate>2020-10-05 21:21:37 UTC</pubDate>
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         <pubDate>2021-01-08 20:24:33 UTC</pubDate>
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         <author>keitayoussef0</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le prime testimonianze </div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-08 20:31:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
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         <description><![CDATA[Le prime testimonian
Le prime testimonianze 
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La lingua volgare 
La lingua volgare 
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Il Giuramento di Strasbur
Il Giuramento di Strasburgo è un giuramento di fedeltà reciproca per un'intesa duratura, stipulato il 14 febbraio 842 da Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico, figli di Ludovico il Pio, e nipoti di Carlo 
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'Itinerarium Egeriae, del
'Itinerarium Egeriae, del V secolo, che tratta del viaggio di una monaca spagnola in vari luoghi santi della cristianità
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Il Placito di Capua (o C
 Il Placito di Capua (o Capuano) è considerato il primo documento ufficiale di volgare italiano, risalente al 960-963. Essendo un documento ufficiale, la lingua prevalentemente utilizzata è il latino. Il giudice, però, scrisse in volgare campano in certi punti del testo.
«Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti», cioè  “So che quelle terre, delimitate da quei confini, da trent’anni sono possedute dai monaci benedettini”.     
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“Per l'amore di Dio e per
“Per l'amore di Dio e per la salvezza del popolo cristiano e nostra comune, da oggi in avanti, in quanto Dio sapere e potere mi concede, così salverò io questo mio fratello Carlo e col (mio) aiuto e in ciascuna cosa, così come si deve giustamente salvare il proprio fratello, a patto ch'egli faccia altrettanto nei miei confronti; e con Lotario non prenderò mai alcun accordo che, per mia volontà, rechi danno a questo mio fratello Carlo.”
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L'Iscrizione di san Cleme
L'Iscrizione di san Clemente e Sisinnio, databile intorno alla fine del secolo XI, si trova nella basilica di San Clemente al Laterano ed è il primo esempio di volgare italiano utilizzato con intento artistico. L'iscrizione descrive il dialogo di quattro personaggi raffigurati nell'affresco: Sisinnio ordina ai suoi servi di trascinare in prigione san Clemente, PERCHè??? ma questi si è in realtà liberato e i due servitori non stanno trascinando il santo, ma una pesante colonna, senza avvedersene.
SISINIUM: "Fili de le pute, traite".
GOSMARIUS: "Albertel, trai".
ALBERTELLUS: "Falite dereto co lo palo, Carvoncelle!"
SANCTUS CLEMENS: "Duritiam cordis vestris, saxa traere meruistis".
SISINNIO: "Figli di puttana, tirate!"
GOSMARIO: "Albertello, tira!".
ALBERTELLO: "Poniti dietro a lui col palo, Carboncello!".
SAN CLEMENTE: "A causa della durezza del vostro cuore, avete meritato di trascinare sassi".
Sisinnio e i suoi uomini si esprimono in volgare, mentre San Clemente si esprime in latino. La lingua dell'iscrizione è particolarmente importante in quanto accosta con intento contrastivo il latino posto in bocca al santo e il volgare romanesco posto in bocca a Sisinnio e ai suoi servitori.
A livello di ortografia anche nella frase di Clemente, come in quelle degli altri personaggi, il verbo latino trahere è scritto senza la h intervocalica.
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nte Amiata, da cui deriva
nte Amiata, da cui deriva il nome. Altre testimonianze dicono che il testo notarile sia un prestito per l'espiazione dei peccati di Micerello.La postilla presenta un tono di confiden
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L'INDOVINELLO VERONESE
L'INDOVINELLO VERONESE
 E' chiamato “indovinello veronese” perchè... E' scritto in corsiva nuova da un copista tra l'VIII e il IX secolo; è il testo più antico della lingua romanza italiana. Rappresenta un atto di nascita del volgare in Italia, ma non tutti gli studiosi sono concordi e alcuni ritengono che si tratti ancora di latino, come dimostra il fatto che il testo ha bisogno di una traduzione in italiano. 
Testo
Se pareba boves, 
alba pratàlia aràba
et albo versòrio teneba, 
et negro sèmen seminaba
Traduzione
Teneva davanti a sé i buoi, 
arava bianchi prati,
e un bianco aratro teneva 
e un nero seme seminava
Origini 
Secondo la ricostruzione più vicina all’originale, consiste in 4 brevi versi a rima incrociata. 
È una testimonianza autoreferenziale, vale a dire la descrizione dell’atto dello scrivere da parte dello stesso amanuense. Si tratta di un indovinello comune alla letteratura tardo-latina, e rimanda a quattro diverse interpretazioni, delle quali la prima è la più diffusa e condivisa. 

Le diverse interpretazioni non sono state scritte!!! 
Mancano le indicazioni delle parti che sarebbero ancora in latino
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Placito Capuano
Placito Capuano 
Con il termine "placito", nel Medioevo, si intendeva il parere di un giudice su una disputa. Il Placito di Capua (o Capuano) è considerato il primo documento ufficiale di volgare italiano, risalente al 960-963. Essendo un documento ufficiale, la lingua prevalentemente utilizzata è il latino. Il giudice, però, scrisse in volgare campano in certi punti del testo.
«Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti», cioè  “So che quelle terre, delimitate da quei confini, da trent’anni sono possedute dai monaci benedettini”.     
Manca tutta la descrizione della disputa e quindi il significato
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La postilla Amiatina.
La postilla Amiatina.
La postilla Amiatina è un documento del 1087 che rappresenta una delle più importanti testimonianze del passaggio in Italia dal latino al volgare.
E' un atto notarile, cioè scritto da un notaio di nome Rainerius.
E' la donazione di due coniugi di nome Miciarello e Guadrada
al monastero dell'Abbazia di San Salvatore, sul Monte Amiata, da cui deriva il nome. Altre testimonianze dicono che il testo notarile sia un prestito per l'espiazione dei peccati di Micerello.La postilla presenta un tono di confidenza, scherzoso e scanzonato, come l'espressione "caput-coctu", tradotta "capo-cotto", che ha il significato di ”testa calda”, “ubriaco” o innamorato”,  e sembra riferirsi a Miciarello. 
L'esemplare è costudito nell'Abbazia di San Salvatore...
 Il testo e' rilevante perché mostra che il latino è diventata una lingua vincolante.  CHE SIGNIFICA??? 
Il  latino non si distingue ancora dalla lingua del popolo. La lingua latina veniva parlata dagli intellettuali mentre il volgare era la lingua del volgo, cioè del popolo, che si era formata dall'aggregazione delle lingue degli invasori.

Elia Pesente, Ettore Viviani, (Sharon Ejeh)

Manca il testo (!) e il suo significato!!!
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I GIURAMENTI DI STRASBURGO
I GIURAMENTI DI STRASBURGO
Il Giuramento di Strasburgo è un giuramento di fedeltà reciproca per un'intesa duratura, stipulato il 14 febbraio 842 da Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico, figli di Ludovico il Pio, e nipoti di Carlo Magno; rappresenta il primo documento di una lingua romanza scritta, nel caso specifico l'antico francese. E' giunto fino a noi grazie allo storico Nitardo, che all'interno della sua opera sui figli di Ludovico I il Pio, scritta, com'era ovvio a quel tempo, in latino, inserì le formule di giuramento nelle lingue effettivamente usate .

Nell’840, alla morte di Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno, si accese tra i figli Lotario, Ludovico e Carlo una cruenta lotta per il potere. I due fratelli QUALI DEI 3???, infatti, per essere sicuri di essere compresi dai loro eserciti che assistevano alla solenne cerimonia, giurarono in lingua romanza (francese antico) e in lingua teudisca (alto tedesco antico) di sostenersi a vicenda e di non stringere alcuno accordo con Lotario, imperatore e fratello di Carlo e Ludovico. 
 
Ecco il testo del Giuramento di Strasburgo pronunciato da entrambi i fratelli: 
«Per amore verso Dio e per il popolo cristiano e per la nostra comune salvezza, da oggi in poi, in quanto Dio mi darà sapere e potere, io proteggerò questo mio fratello col mio aiuto e in qualsiasi cosa, come secondo giustizia si deve fare col proprio fratello, purché egli altrettanto faccia con me. E con Lotario non prenderò nessun accordo che, per mia volontà, possa recare danno a questo mio fratello». 

Il Giuramento di Strasburgo tra Ludovico e Carlo, costrinse Lotario ad accettare il Trattato di Verdun dell'843, con il quale l’impero venne spartito in tre. 
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L'INDOVINELLO VERONESE
L'INDOVINELLO VERONESE
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L'INDOVINELLO VERONESE
L'INDOVINELLO VERONESE
 E' chiamato “indovinello veronese” perchè... E' scritto in corsiva nuova da un copista tra l'VIII e il IX secolo; è il testo più antico della lingua romanza italiana. Rappresenta un atto di nascita del volgare in Italia, ma non tutti gli studiosi sono concordi e alcuni ritengono che si tratti ancora di latino, come dimostra il fatto che il testo ha bisogno di una traduzione in italiano. 
Testo
Se pareba boves, 
alba pratàlia aràba
et albo versòrio teneba, 
et negro sèmen seminaba
Traduzione
Teneva davanti a sé i buoi, 
arava bianchi prati,
e un bianco aratro teneva 
e un nero seme seminava
Origini 
Secondo la ricostruzione più vicina all’originale, consiste in 4 brevi versi a rima incrociata. 
È una testimonianza autoreferenziale, vale a dire la descrizione dell’atto dello scrivere da parte dello stesso amanuense. Si tratta di un indovinello comune alla letteratura tardo-latina, e rimanda a quattro diverse interpretazioni, delle quali la prima è la più diffusa e condivisa. 

Le diverse interpretazioni non sono state scritte!!! 
Mancano le indicazioni delle parti che sarebbero ancora in latino
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Placito Capuano
Placito Capuano 
Con il termine "placito", nel Medioevo, si intendeva il parere di un giudice su una disputa. Il Placito di Capua (o Capuano) è considerato il primo documento ufficiale di volgare italiano, risalente al 960-963. Essendo un documento ufficiale, la lingua prevalentemente utilizzata è il latino. Il giudice, però, scrisse in volgare campano in certi punti del testo.
«Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le possette parte Sancti Benedicti», cioè  “So che quelle terre, delimitate da quei confini, da trent’anni sono possedute dai monaci benedettini”.     
Manca tutta la descrizione della disputa e quindi il significato
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La postilla Amiatina.
La postilla Amiatina.
La postilla Amiatina è un documento del 1087 che rappresenta una delle più importanti testimonianze del passaggio in Italia dal latino al volgare.
E' un atto notarile, cioè scritto da un notaio di nome Rainerius.
E' la donazione di due coniugi di nome Miciarello e Guadrada
al monastero dell'Abbazia di San Salvatore, sul Monte Amiata, da cui deriva il nome. Altre testimonianze dicono che il testo notarile sia un prestito per l'espiazione dei peccati di Micerello.La postilla presenta un tono di confidenza, scherzoso e scanzonato, come l'espressione "caput-coctu", tradotta "capo-cotto", che ha il significato di ”testa calda”, “ubriaco” o innamorato”,  e sembra riferirsi a Miciarello. 
L'esemplare è costudito nell'Abbazia di San Salvatore...
 Il testo e' rilevante perché mostra che il latino è diventata una lingua vincolante.  CHE SIGNIFICA??? 
Il  latino non si distingue ancora dalla lingua del popolo. La lingua latina veniva parlata dagli intellettuali mentre il volgare era la lingua del volgo, cioè del popolo, che si era formata dall'aggregazione delle lingue degli invasori.

Elia Pesente, Ettore Viviani, (Sharon Ejeh)

Manca il testo (!) e il suo significato!!!
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I GIURAMENTI DI STRASBURGO
I GIURAMENTI DI STRASBURGO
Il Giuramento di Strasburgo è un giuramento di fedeltà reciproca per un'intesa duratura, stipulato il 14 febbraio 842 da Carlo il Calvo e Ludovico il Germanico, figli di Ludovico il Pio, e nipoti di Carlo Magno; rappresenta il primo documento di una lingua romanza scritta, nel caso specifico l'antico francese. E' giunto fino a noi grazie allo storico Nitardo, che all'interno della sua opera sui figli di Ludovico I il Pio, scritta, com'era ovvio a quel tempo, in latino, inserì le formule di giuramento nelle lingue effettivamente usate .

Nell’840, alla morte di Ludovico il Pio, figlio di Carlo Magno, si accese tra i figli Lotario, Ludovico e Carlo una cruenta lotta per il potere. I due fratelli QUALI DEI 3???, infatti, per essere sicuri di essere compresi dai loro eserciti che assistevano alla solenne cerimonia, giurarono in lingua romanza (francese antico) e in lingua teudisca (alto tedesco antico) di sostenersi a vicenda e di non stringere alcuno accordo con Lotario, imperatore e fratello di Carlo e Ludovico. 
 
Ecco il testo del Giuramento di Strasburgo pronunciato da entrambi i fratelli: 
«Per amore verso Dio e per il popolo cristiano e per la nostra comune salvezza, da oggi in poi, in quanto Dio mi darà sapere e potere, io proteggerò questo mio fratello col mio aiuto e in qualsiasi cosa, come secondo giustizia si deve fare col proprio fratello, purché egli altrettanto faccia con me. E con Lotario non prenderò nessun accordo che, per mia volontà, possa recare danno a questo mio fratello». 

Il Giuramento di Strasburgo tra Ludovico e Carlo, costrinse Lotario ad accettare il Trattato di Verdun dell'843, con il quale l’impero venne spartito in tre. 
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L'ISCRIZIONE DI SAN CLEMENTE
L'ISCRIZIONE DI SAN CLEMENTE
L'Iscrizione di san Clemente e Sisinnio, databile intorno alla fine del secolo XI, si trova nella basilica di San Clemente al Laterano ed è il primo esempio di volgare italiano utilizzato con intento artistico. L'iscrizione descrive il dialogo di quattro personaggi raffigurati nell'affresco: Sisinnio ordina ai suoi servi di trascinare in prigione san Clemente, PERCHè??? ma questi si è in realtà liberato e i due servitori non stanno trascinando il santo, ma una pesante colonna, senza avvedersene.
SISINIUM: "Fili de le pute, traite".
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L'ISCRIZIONE DI SAN CLEMENTE
L'ISCRIZIONE DI SAN CLEMENTE
L'Iscrizione di san Clemente e Sisinnio, databile intorno alla fine del secolo XI, si trova nella basilica di San Clemente al Laterano ed è il primo esempio di volgare italiano utilizzato con intento artistico. L'iscrizione descrive il dialogo di quattro personaggi raffigurati nell'affresco: Sisinnio ordina ai suoi servi di trascinare in prigione san Clemente, PERCHè??? ma questi si è in realtà liberato e i due servitori non stanno trascinando il santo, ma una pesante colonna, senza avvedersene.
SISINIUM: "Fili de le pute, traite".
GOSMARIUS: "Albertel, trai".
ALBERTELLUS: "Falite dereto co lo palo, Carvoncelle!"
SANCTUS CLEMENS: "Duritiam cordis vestris, saxa traere meruistis".
SISINNIO: "Figli di puttana, tirate!"
GOSMARIO: "Albertello, tira!".
ALBERTELLO: "Poniti dietro a lui col palo, Carboncello!".
SAN CLEMENTE: "A causa della durezza del vostro cuore, avete meritato di trascinare sassi".
Sisinnio e i suoi uomini si esprimono in volgare, mentre San Clemente si esprime in latino. La lingua dell'iscrizione è particolarmente importante in quanto accosta con intento contrastivo il latino posto in bocca al santo e il volgare romanesco posto in bocca a Sisinnio e ai suoi servitori.
A livello di ortografia anche nella frase di Clemente, come in quelle degli altri personaggi, il verbo latino trahere è scritto senza la h intervocalica.


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CONCILIO DI TOURS
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         <pubDate>2021-02-05 21:40:17 UTC</pubDate>
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