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      <title>Galleria della esperienza personale  in laboratorio Gruppo  3 Primaria CSAS X by Paola Battistella</title>
      <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr</link>
      <description>Condividete una scoperta o un progetto e discutete su ciò che potete imparare dagli altri. Riflessione individuale sui singoli incontri</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-11-27 17:43:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariangelapizzamiglio</author>
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         <description><![CDATA[<p>Porto a casa l’opportunità di aver conosciuto più a fondo persone che frequento da novembre, ma di cui in realtà sapevo poco. Mi è piaciuto parlare di me, soprattutto del percorso che mi ha portata a essere quella che sono oggi, partendo da dove ero. Mi aspetto di continuare a uscire dalla mia comfort zone.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-21 11:11:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Da questo incontro mi porto a casa l'importanza delle emozioni. Emozioni che ci legano e legano eventi, avvenimenti, luoghi, ricordi, sogni e paure. Emozioni che spesso vengono considerate solo occasionalmente, ma che in realtà hanno un peso e un valore maggiore, anzi sono alla base del nostro essere e del nostro agire. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-21 11:12:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Questo incontro e' stato bellissimo!! e' stato facile parlare di me , anche perche' sono una persona molto estroversa. Mi e' servito per capire ancora di più che le emozioni sono e devono  essere alla base della nostra vita!!</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-21 11:14:19 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Di questo incontro porto a casa la consapevolezza di quante emozioni accomunino le persone, seppur con vissuti diversi. Non mi è stato difficile aprirmi, poiché ritengo i miei compagni e colleghi persone con cui potermi confrontare serenamente. La professoressa è stata in grado di creare un clima accogliente e informale, agevolando molto lo scambio. Nei prossimi incontri mi piacerebbe approfondire tecniche e attività da applicare a scuola e da condividere con i colleghi di classe. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-21 11:15:54 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Questo incontro mi è servito per scoprirmi, per riflettere su me stessa e sui miei stati d'animo. Non è stato difficile parlare di me ma è stato difficile evitare di emozionarmi. Nei prossimi incontri sarò contenta di lavorare in gruppo. Luisa Borgese</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-21 11:17:54 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Dell'incontro del laboratorio di oggi porterò con me le emozioni condivise con i colleghi durante i nostri racconti personali. Come ho scritto nel mio elaborato, "ogni valigia ha il suo viaggio", ciascuno di noi porta dentro di sé un bagaglio di esperienze personali che determinano, orientano e danno significato alla direzione del nostro "viaggio". </p><p>Non mi sono sentito a disagio a parlare di me in pubblico in un contesto noto, però non è stato semplice contenere l'emozione dei ricordi del mio luogo d'origine, durante l'esposizione. </p><p>Ritengo che la docente sia stata molto chiara nella spiegazione teorica iniziale. Non mi aspettavo che il laboratorio ci portasse a parlare di noi, ma ciò mi ha piacevolmente sorpreso, perché mi ha permesso di conoscere meglio i miei colleghi di corso. </p><p>Nei prossimi incontri mi piacerebbe approfondire temi di didattica inclusiva.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-21 11:18:59 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2026-03-21 11:19:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>donatellapiacentino</author>
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         <description><![CDATA[<p>Da questo incontro mi porto a casa il pensiero che dovrei dare più spazio alle mie emozioni nella mia quotidianità. Parlare in pubblico per me è sempre difficile, oggi lo è stato un po' di più. Aspetto il prossimo incontro per approfondire le nostre autobiografie tramite le foto di un luogo che ci ha lasciato delle grandi emozioni</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-21 11:19:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>scalzokizzy</author>
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         <description><![CDATA[<p>Durante l’incontro di oggi mi porto a casa una sensazione positiva e inaspettata: l’idea che posso riuscire nella vita. Nel corso del laboratorio mi sono accorta che, nonostante le mie insicurezze, non è stato così difficile parlare di me. Questo mi ha fatto riflettere sul fatto che spesso la sensazione di inadeguatezza che provo è più forte nella mia percezione che nella realtà. All’inizio pensavo che espormi sarebbe stato molto complicato, proprio perché tendo a sentirmi inadeguata in queste situazioni. Invece, andando avanti, sono riuscita a condividere con più facilità di quanto immaginassi, e questo mi ha sorpresa, facendomi sentire un po’ più sicura. Nel complesso, durante le cinque ore di laboratorio ho vissuto un’esperienza molto bella e coinvolgente. Ho percepito che le attività sono state significative e ben condotte, tanto da lasciarmi una sensazione di soddisfazione e partecipazione. Per quanto riguarda i prossimi incontri, al momento non ho ancora un’idea precisa su cosa vorrei approfondire. Penso però che sarà proprio il proseguire del percorso ad aiutarmi a capire meglio quali aspetti sento più importanti per me. Mi piacerebbe continuare ad avere spazi di riflessione personale come quello di oggi, che ho trovato utile e significativo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-21 11:19:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alessandrasala3_1</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nonostante inizialmente fossi un po’ scettica, devo dire che mi è piaciuta l’attività perché mi ha permesso di conoscere meglio i miei compagni di corso. Penso inoltre sia una proposta spendibile nelle classi, nelle prossime lezioni mi piacerebbe avere altre idee.</p><p>Non mi piace parlare in pubblico ma sono contenta di aver condiviso un pezzettino di me.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-21 11:20:19 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>chiarapecoraro2</author>
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         <description><![CDATA[<p>Non mi piace parlare di me e mostrare le mie emozioni, infatti è una cosa che mi mette un po' a disagio. Nonostante questo, durante l'incontro sono riuscita a raccontarmi attraverso la mia valigia, condividendo aspetti importanti della mia vita come la mia famiglia, le mie paure, i miei desideri e alcune esperienze significative. Mi porto a casa anche le storie degli altri, che mi hanno emozionata. In generale mi sono trovata bene e non ho avuto particolari aspettative non rispettate. Nei prossimi incontri mi aspetto di continuare questo viaggio ricco di racconti ed esperienze personali, con l’obiettivo di arrivare a comprendere e conoscere noi stessi, per poi imparare a conoscere gli altri, in particolare i bambini con cui lavoro.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-21 11:21:16 UTC</pubDate>
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         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3834146193</link>
         <description><![CDATA[<p>Porto a casa l'importanza del "raccontarsi". Aver raccontato me stesso mi ha permesso di chiarirmi le idee e di esprimere le mie emozioni. E' stato facile parlare di me: anche se non sono particolarmente estroverso, ho colto questo esercizio come una possibilità di espressione per "fare i conti" con me stesso. Sono riuscito in questo intento anche grazie a un clima di gruppo veramente positivo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-21 11:21:17 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>Jessica Musso </p><p>Dall’incontro di oggi sicuramente mi porto a casa la capacità di analizzare le mie emozioni e ciò che è veramente dentro di me. </p><p>Molte volte siamo presi dagli impegni, il lavoro e tutto ciò che ci circonda che  non ci permette, o perlomeno, non ci da abbastanza tempo per fermarci a riflettere. Cosa sono, cosa vorrei e cosa mi fa paura. Ritengo che sia fondamentale andare a scavare le proprie emozioni e pensieri  per dar vita a conoscenze e competenze utili in qualsiasi campo della nostra vita. Partire da noi, per renderci persone prima di tutto, e poi insegnanti consapevoli per  trasmettere queste conoscenze e competenze ai nostri bambini, rendendo l’apprendimento realmente significativo. È molto bello prendere consapevolezza delle proprie emozioni, grazie per l’opportunità! </p><p>Solitamente non faccio fatica a parlare di me, anzi mi piace molto farmi conoscere. Devo però ammettere che questa volta è stato difficile riuscire a contenere la mia parte emotiva, la mia commozione nel parlare di ciò che per me è importante e mi tocca particolarmente. Sono una persona che ama tenere tutto sotto controllo, devo dire che non poter controllare le emozioni mi ha fatto uscire dalla mia comfort zone, ma è stato difficile.</p><p>Ritengo che in questo laboratorio siano stati toccati i vari aspetti in modo adeguato. </p><p>Nei prossimi incontri mi piacerebbe mantenere quest’aspetto, quest’impronta che fa scavare ciò che è dentro di noi per dar vita a dei progetti. </p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-21 11:21:27 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>Dell'incontro di oggi mi porto a casa l'importanza della consapevolezza di me, soprattutto di quelle cose che mi rappresentano, di quelle che sogno, perchè ho capito che se riesco ad identificarle io in modo chiaro, posso aiutare i bambini a far emergere i loro. La parte più difficile da esporre, che, infatti, ho solamente accennato, è stata la mia paura. Non perchè non ne avessi consapevolezza, anzi, ma perchè mi accompagna da anni, a volte sembra andarsene, ma rimane sempre lì. Nei prossimi incontri mi piacerebbe approfondire come gli elementi emersi possono confluire all'interno del lavoro in coppia e nel gruppo.  </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-21 11:21:31 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>BUONGIORNO, CON GRANDE GIOIA NEL CUORE , OGGI MI PORTO A CASA UN PEZZETTINO DI STORIA DEI MIEI COMPAGNI DI CORSO. E' STATO DIFFICILE PARLARE DI ME' MA QUESTO MI HA AIUTATO A CAPIRE CHE LE NOSTRE CREDENZE INFLUENZANO IL NOSTRO MODO DI PENSARE. NON SEMPRE QUELLO CHE PERCIEPIAMO CORRISPONDE ALLA REALTA'. NEI PROSSIMI INCONTRI VORREI APPROFONDIRE ALTRE STRATEGIE SIMILI A QUELLA AFFRONTATA OGGI.GRAZIE PER L' ATTENZIONE </p><p>BARBARA TONELLI</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-21 11:21:46 UTC</pubDate>
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         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3834147361</link>
         <description><![CDATA[<p>Parlare di sè, esprimere le proprie paure e provare a raccontare un pezzetto della propria persona non è mai cosa semplice. Solo dopo averlo fatto e sperimentato ci si può rendere conto della bellezza e della potenza che ha il mettersi “a nudo” di fronte all’ altro, così da potersi conoscere e ri-conoscere, andando al di là dell’ ovvio e dell’immediatamente osservabile.  </p><p>Esco arricchita da questa esperienza che mi ha lasciato delle emozioni positive, ma soprattutto esco maggiormente consapevole del fatto che alla base di una buona educazione, fuori e dentro l’aula di scuola, ci sia la relazione, l’ascolto attivo e il non giudizio. </p><p>Ognuno di noi possiede la propria valigia e ognuno di noi ha il dono di poterla fare e disfare tutte le volte che desidera. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-21 11:24:33 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>bene_francy_s</author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3834148346</link>
         <description><![CDATA[<p>Francesca Sozio</p><p>Da questa esperienza mi porto dietro la consapevolezza di quanto sia importante fermarsi, riflettere e ripercorrere la propria biografia per riconoscere emozioni, paure e aspettative. Porsi delle domande è complesso, ma nonostante la difficoltà iniziale ho cercato di lasciarmi andare mettendomi in gioco. Pertanto, sono fiera di averlo fatto. </p><p>Riflettendo, credo che durante questo incontro abbiamo affrontato proprio ciò che mi aspettavo: parlare di emozioni, emozionarmi e riconoscere quanto spesso siamo accomunati da aspetti simili. Spero, quindi, che anche nella prossima lezione si possa vivere l’esperienza con la stessa intensità emotiva capace di coinvolgermi e arricchirmi. </p><p><br/></p>]]></description>
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         <title></title>
         <author>e22docet</author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3834150487</link>
         <description><![CDATA[<p>Oggi mi porto a casa la convinzione che non sia possibile parlare di cura dell'altro (che parte dalla conoscenza dell'altro e vi ritorna) senza cura di sé e conoscenza di sé. Parlare di me non è stato semplice, tuttavia l'attività proposta a lezione è stata coinvolgente e facilitante. I temi affrontati sono stati trattati adeguatamente; nelle prossime lezioni vorrei approfondire le modalità con cui è possibile integrare l'esperienza del laboratorio nel lavoro a scuola.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-21 11:36:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Oggi porto a casa un’esperienza positiva e coinvolgente, in cui mi sono sentita bene e libera di esprimermi. Il lavoro in coppia mi ha messa a mio agio e mi ha aiutata a riflettere attraverso un dialogo sincero, senza difficoltà nel parlare con il collega.Il test mi ha aiutata a riflettere sul mio modo di relazionarmi e di vivere l’inclusione nella pratica quotidiana. Il grafico risultante mi ha dato uno spunto concreto per comprendere meglio i miei punti di forza e gli aspetti su cui posso migliorare.</p><p>La creazione delle note musicali, della melodia e il momento del ballo hanno valorizzato le nostre differenze, trasformandole in qualcosa di condiviso.</p><p>Penso che questa didattica sia utile da portare in classe, perché favorisce inclusione, collaborazione ed espressione personale, aiutando anche a sviluppare creatività e consapevolezza emotiva.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-27 17:15:53 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>L' incontro di oggi mi ha molto entusiasmata! Non mi e' stato difficile relazionarmi con la mia collega. Nella mia esperienza lavorativa, vorrei essere molto  più inclusiva ma ohimè , purtroppo, non e' proprio così!! la didattica che ho sperimentato oggi vorrei rifarla in classe,per poter aiutare i bambini ad essere più aperti  verso gli altri , e fargli capire che anche se sono piccoli possono fare una bella musica!!!</p><p>Laura Sarrì</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-27 17:16:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>donatellapiacentino</author>
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         <description><![CDATA[<p>Mi porto a casa un’esperienza di conoscenza reciproca significativa, che mi ha permesso di entrare in contatto con aspetti personali ed emotivi della collega. Ho compreso quanto le esperienze e i valori individuali influenzino il modo di essere e di lavorare. Inoltre, ho riflettuto sull’importanza dell’ascolto attivo e del dialogo come strumenti fondamentali nella relazione educativa. No, non è stato difficile parlare con la collega. L’attività ha creato un clima sereno e accogliente che ha facilitato lo scambio. Le domande proposte hanno reso la comunicazione spontanea e autentica, permettendo di superare eventuali imbarazzi iniziali. Sì, vivo l’inclusione come parte integrante della mia pratica professionale. Cerco di valorizzare le differenze, promuovere la partecipazione di tutti e creare un ambiente accogliente in cui ogni alunno possa sentirsi riconosciuto e rispettato. L’inclusione, per me, non è solo un obiettivo, ma un atteggiamento quotidiano. Sì, ritengo che l’attività possa essere facilmente adattata al contesto classe. Potrebbe essere utilizzata per favorire la conoscenza tra gli alunni, migliorare il clima relazionale e sviluppare competenze sociali ed emotive. Lo scopo sarebbe quello di promuovere l’empatia, l’ascolto e il rispetto reciproco, elementi fondamentali per un ambiente di apprendimento inclusivo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-27 17:16:37 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>scalzokizzy</author>
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         <description><![CDATA[<p>Di questo incontro mi porto a casa soprattutto le emozioni che ho provato durante l’attività. Le due domande, per me un po’ scomode, all’inizio mi hanno messo in difficoltà e mi hanno fatto sentire un po’ esposta, ma proprio per questo mi hanno spinto a fermarmi e riflettere più in profondità su me stessa e sulle mie scelte.</p><p>Non è stato facile parlare con la collega, perché alcune domande toccavano aspetti personali delicati, però questa difficoltà si è trasformata in qualcosa di positivo: mi ha aiutato a sviluppare maggiore empatia e ad ascoltare in modo più attento e senza giudizio.</p><p>Nella mia esperienza a scuola posso dire che ci proviamo davvero: lavoriamo insieme per rendere l’ambiente il più possibile inclusivo, cercando ogni giorno strategie che permettano a tutti gli alunni di sentirsi accolti, partecipi e valorizzati.</p><p>Penso che l’attività proposta oggi potrebbe essere molto utile anche in classe, se adattata all’età dei bambini, perché può aiutarli a esprimersi, a conoscersi meglio e a costruire relazioni basate sul rispetto e sulla fiducia.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-27 17:19:44 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Non mi è stato difficile aprirmi con il collega: nonostante fossimo estranei, questo percorso di formazione particolarmente impegnativo ci ha spinto a familiarizzare e a fare gruppo.</p><p>Per quanto riguarda la mia professione, l'esperienza legata all'inclusione lascia ancora molte perplessità circa le scelte dell'istituto e le metodologie didattiche adottate in classe. L'attività di oggi è stata molto interessante, coinvolgente e persino divertente; pur non essendo somministrabile alla mia classe prima, la trovo adatta per alunni dagli 8 anni in su. La adotterei senz'altro per allenare i ragazzi allo sviluppo delle competenze emotive e sociali, aiutandoli a capire come le diversità di ognuno possano convivere in maniera armonica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-27 17:19:59 UTC</pubDate>
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         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3843118400</link>
         <description><![CDATA[<p>Jessica Musso</p><p>Anche oggi mi porto a casa la consapevolezza di quanto sia bello conoscere l’altro. Occasione utile per venire a conoscenza di lati e aspetti delle persone, non visibili se osservati in maniera superficiale. </p><p>Inizialmente, pensavo di sentirmi a disagio durante il dialogo con una persona con cui non avevo molta confidenza. Sono invece stata sorpresa dalla facilità che ha reso possibile la nostra comunicazione e il racconto. </p><p>Sono molto colpita da come queste attività ci permettano di auto analizzarci e riflettere su ciò che siamo.</p><p>Durante la mia professione vivo un’esperienza tutto sommato inclusiva, con diversi aspetti sicuramente da migliorare a livello di istituto che poi influenzano il mio lavoro. Molte organizzazioni generali sull’inclusione, a mio parere, andrebbero rivisti. </p><p>Credo che la didattica sperimentata oggi, in classe porterebbe sicuramente un modo nuovo di imparare e conoscersi l’uno con l’altro, con gioco, curiosità e soprattutto attenzione all’ascolto.</p><p>Assolutamente da provare!! </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-27 17:20:07 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariangelapizzamiglio</author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3843120119</link>
         <description><![CDATA[<p>Il laboratorio ha rappresentato uno spazio di condivisione e di scoperta reciproca, favorendo riflessione e consapevolezza di sé, elementi indispensabili nella relazione educativa. L’esperienza che sto vivendo a scuola non è inclusiva come mi sarei aspettata, ma credo di poter offrire un contributo in questa direzione, e lo farò fin quando mi sarà possibile.</p><p><br/></p><p>L’attività di oggi e facilmente spendibile con i bambini, perché sto notando anche con l'esperienza di tirocinio che hanno voglia di raccontarsi. Creando lo spartito con tutte le loro note farei vedere loro che, come in una melodia, siano proprio le differenze a creare armonia. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-27 17:22:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3843120581</link>
         <description><![CDATA[<p>LETIZIA PIZZULLI</p><p><br>Da questo incontro porto con me una rinnovata volontà di coinvolgere in modo più attivo i miei colleghi nelle mie idee rivolte all'inclusiva. Ho la sensazione che, pur con le migliori intenzioni, nel mio ambiente di lavoro si sia un po’ smarrito il significato autentico dell’inclusione: offrire a tutti gli studenti la possibilità di vivere le stesse esperienze, con pari dignità e pari accesso. Allo stesso tempo, riconosco quanto la spontaneità dei coetanei all’interno del gruppo classe rappresentino una risorsa semplice ma infinitamente preziosa. È proprio in quelle interazioni naturali, immediate e sincere che vedo uno dei punti di forza più grandi nell'interno della mia scuola. L’attività sperimentata oggi mi è sembrata un’opportunità concreta per iniziare a costruire veri e propri gruppi di lavoro anche all’interno del contesto scolastico. Favorirebbe una conoscenza più profonda delle persone che si hanno di fronte, delle loro qualità e delle loro fragilità, creando le condizioni per un clima di maggiore rispetto reciproco e collaborazione autentica</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-27 17:23:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3843120594</link>
         <description><![CDATA[<p>Della lezione di oggi conserverò le emozioni del racconto di Alessandra, che era in coppia con me, ma anche di tutti gli altri miei colleghi che hanno condiviso alcuni dei loro pensieri e momenti di vita durante la restituzione. Non è stato semplice pensare a delle domande da porre, perché avevo il timore di toccare le corde profonde della persona in coppia con me. Anche la rappresentazione grafica delle risposte non è stata facile, ma con un pizzico di creatività ci sono riuscito. In riferimento al grafico del test, nella mia esperienza rispetto  all'inclusione nella mia scuola è buona. Si fa molta attenzione e c'è l'impegno di tutti a non lasciare indietro nessuno. Sarebbe molto bello trasferire l'esperienza di oggi nella mia classe per una lezione di educazione civica, in quanto la mia classe è culturalmente eterogenea e il pentagramma con le note musicali è una metafora degli alunni, di diverse nazionalità e con Bisogni Educativi Speciali ,che insieme suonano una melodia unica, irripetibile e autentica.</p><p>Domenico Mangraviti</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-27 17:23:05 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3843120664</link>
         <description><![CDATA[<p>Oggi mi porto a casa un altro tassello di autoconsapevolezza ed una nuova strategia per poter incontrare l'altro. Non è stato difficile entrare in questo dialogo con la collega, segno che il percorso che stiamo affrontando sta arricchendo anche la nostra capacità di confrontarci, condividere e "fare gruppo". La didattica sperimentata sarà sicuramente parte delle mie prossime proposte in classe ma sarebbe significativo poterla utilizzare in momenti di formazione con le colleghe di lavoro. </p><p>Per quello che riguarda gli spunti emersi dal grafico rispetto all'inclusione nell'esperienza professionale, posso dire con rammarico che si tratta di una visione che sperimento in modo sporadico ed è affidata più che altro alla sensibilità del singolo docente. L'inclusione, per la mia esperienza di lavoro, sembra ancora essere vista come una questione di cui si deve occupare solo l'insegnante di sostegno.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-27 17:23:11 UTC</pubDate>
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         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3843120834</link>
         <description><![CDATA[<p>Di questo incontro mi porto a casa la leggerezza e la riflessione, non è stato difficile parlare con la collega, le risposte alle sue domande sono state immediate e decise. In riferimento al grafico, durante la mia professione , grazie anche all'ottica dell'istituto dove lavoro,vivo una esperienza molto inclusiva. Sarebbe davvero interessante riportare in classe l'esperienza vissuta oggi, mi aiuterebbe a capire e scoprire aspetti personali dei bambini che magari ignoro.</p><p>Luisa Borgese</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-27 17:23:21 UTC</pubDate>
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         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3843121018</link>
         <description><![CDATA[<p>Di questo incontro mi porto a casa anzitutto la profondità e il valore delle persone che mi sono accanto in questo percorso. L'attività fatta e la condivisione mi hanno dato la possibilità di riflettere sul fatto che ci possono essere modalità semplici, ma molto efficaci per aiutare i bambini a parlare di sé, a conoscersi di più e, di conseguenza, ad aver cura l'uno dell'altro. Non ho trovato difficile parlare con la collega e questo è stato possibile perché il suo atteggiamento è stato di ascolto, apertura ed empatia, ed è questa la postura che anche io voglio riportare nella mia didattica. Un altro elemento di riflessione è stata la ragnatela dell'inclusione che credo terrò con me perchè può essere uno strumento costante di automonitoraggio utile a lavorare su me stessa come insegnante.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-27 17:23:35 UTC</pubDate>
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         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3843121097</link>
         <description><![CDATA[<p>1. Rispetto al video della Lucangeli mi porto a casa tre aspetti:</p><p>A. gli incontri casuali che ha avuto con tre bambini che le hanno cambiato sia lo sguardo sul mondo, ma anche la modalità di approccio con gli studi che ha poi compiuto successivamente. Anche piccoli incontri "casuali" possono aprire orizzonti nuovi.</p><p><br/></p><p>B. l'importanza del "diritto all'errore", lo sbaglio non come una colpa, ma un'opportunità di miglioramento. Essendo noi umani esseri viventi non perfetti ma perfettibili e perciò sempre in difetto l'errore fa parte di noi. </p><p><br/></p><p>C. l'educazione come mezzo di benessere, il modo in cui trasmettiamo il bene può raggiungere confini immensi.</p><p><br/></p><p><br/></p><ol start="2"><li><p>Non è stato difficile parlare con la collega.</p></li><li><p>Quest'anno purtroppo non riesco a vivere un'esperienza inclusiva anche perché ho vissuto esperienze di team davvero inclusivi, professionali e arricchenti e perciò quest'anno ha una risonanza maggiormente negativa.</p></li><li><p>Quest'anno mi trovo in una classe prima primaria, forse rimodulandola si potrebbe proporre soprattutto per far conoscere tra loro i bambini sotto una luce diversa.   </p></li></ol>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-27 17:23:41 UTC</pubDate>
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         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3843121143</link>
         <description><![CDATA[<p>Di questo incontro porto a casa la possibilità di conoscere l’altro ed entrare in una relazione più intima, a partire da un gioco simpatico come quello che ci è stato proposto.  È stato facile strutturare e pensare le domande  da porre alla collega ma non è stato altrettanto semplice rispondere a quelle che mi sono state poste poiché erano domande su cui non avevo riflettuto prima di quel momento. Questa pratica potrebbe essere tranquillamente riproposta in classe per potenziare ascolto attivo ed empatia, ma anche per sviluppare la capacità di riassumere un concetto, un pensiero, una riflessione, tramite una rappresentazione grafica. </p><p>Infine, dal test fatto è emerso che nella scuola in cui lavoro si respira un clima di inclusione anche se il tutto è sempre migliorabile e ci sarà sempre la possibilità di progredire con strumenti, metodologie e modi d’intendere e vivere l’inclusione, nuovi. </p><p>Sarah Timotini</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-27 17:23:46 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Al termine della lezione ho condiviso l’attività di oggi con la mia collega, penso possa essere utile proporla ai bambini della mia classe poiché sono poco legati tra loro e poco abituati a riflettere sui propri vissuti/ emozioni.  Due alunni studiano musica e mi piace l’idea che al termine esca la melodia della classe, penso che ció vada a sottolineare e a valorizzare il concetto di gruppo. </p><p>L’esperienza con il mio collega è stata positiva, nonostante sia molto timida mi sono sentita di condividere un vissuto personale.</p><p>Il grafico ha evidenziato un livello di inclusione della mia scuola piuttosto basso, credo che il mio agito come docente sia influenzato dal rapporto con le colleghe: in alcune situazioni penso di utilizzare tutti gli strumenti che ho a disposizione per includere i bambini, altre volte peró non è così semplice.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-27 17:25:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>bene_francy_s</author>
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         <description><![CDATA[<p>Francesca Sozio</p><p>Sono grata di aver avuto l'opportunità di aver lavorato in coppia durante l'attività proposta. La collaborazione è stata naturale e piacevole, grazie anche alla confidenza e alla conoscenza che condividiamo io e la mia compagna di lavoro. Questo ha reso semplice porre le domande e confrontarci apertamente senza paura del giudizio, elaborando domande anche più profonde che potrebbero toccare delle "corde" più difficili. La didattica sperimentata credo che possa essere portata in aula, proprio perché coinvolgerebbe tutti, nei loro aspetti più emotivi fornendo la possibilità di conoscersi. </p><p>In merito all'osservazione del grafico, sono arrivata alla conclusione che l'inclusione da vivere è un fatto collettivo, che non può essere intrapreso solo dal singolo. Pertanto, l'augurio che porgo alla me insegnante e ai bambini, è quello di avere sempre la forza e le competenze giuste di progettare un ambiente inclusivo in tutti i suoi livelli.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-27 17:26:58 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2026-03-27 17:28:48 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>OGGI,DURANTE IL LAVORO DI COPPIA HO POTUTO APRIRMI SENTENDOMI ASCOLTATA E NON GIUDICATA.E' STATO INTERESSANTE SCOPRIRE E RICONOSCERE EMOZIONI E PUNTI DI VISTA  DIVERSI. LA SUCESSIVA CONDIVISIONE CON IL GRUPPO HA RESO L' ESPERIENZA ANCORA PIU' RICCA.OGNUNO HA PORTATO UN PEZZO DI SE', CONTRIBUENDO A CREARE UNO SPAZIO DI FIDUCIA. OGGI HO RESPIRATO UN' ATMOSFERA POSITIVA! RISPETTO ALL' INIZIO DEL CORSO, E' EVIDENTE QUANTO STIAMO CRESCENDO COME GRUPPO. SE INIZIALMENTE PREVALEVANO TIMIDEZZA E DISTANZA, OGGI EMERGONO MAGGIRE COESIONE E APERTURA. QUESTO TIPO DI ATTIVITA' MI HA FATTO CAPIRE QUANTO SIA IMPORTANTE IL CONFRONTO E QUANTO IL GRUPPO POSSA DIVENTARE UNA RISORSA PER LA CRESCITA PERSONALE. PER QUESTO</p><p>PORTERO' QUESTA DIDATTICA IN CLASSE E LA CONDIVIDERO' CON LE COLLEGHE CHE FORTUNATAMENTE  CONTRIBUISCONO A CREARE UN' ESPERIENZA INCLUSIVA .</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-27 17:29:06 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Questa esperienza è stata diversa dalle precedenti perché non ci siamo limitate a studiare dei contenuti, ma li abbiamo collegati alla nostra esperienza personale. Nel lavoro di gruppo abbiamo messo in gioco capacità di confronto, ascolto e collaborazione, cercando di unire idee diverse in un unico progetto. Abbiamo sviluppato conoscenze sui luoghi e sulle tradizioni, ma anche abilità come organizzare il lavoro, comunicare e interpretare in modo personale.</p><p>Pensando alla mia esperienza di tirocinio in una classe quinta primaria, questa attività potrebbe essere proposta in forma più accessibile, partendo dai “luoghi del cuore” dei bambini. Si potrebbero utilizzare disegni, immagini e parole chiave al posto di testi complessi, dando a ciascuno la possibilità di esprimersi secondo le proprie capacità. In questo modo si valorizzano le differenze, si favorisce la partecipazione di tutti e si mantiene il significato dell’attività, cioè condividere esperienze personali e costruire insieme un prodotto comune.</p><p>Durante questa attività mi sono sentita coinvolta e parte attiva, perché ho potuto esprimere qualcosa di mio e allo stesso tempo lavorare in collaborazione con le altre.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-28 11:15:02 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>La lezione di oggi e' stata super coinvolgente, mi ha trasportata in un viaggio emozionante. Ho capito che la geografia non e' solo la presentazione fisica e politica di un luogo , ma e' presentare un luogo cogliendo il senso piu' profondo  attraverso le emozioni. Sicuramente vorrei riproporla in classe per far scoprire ai bambini che un luogo e' anche fatto di emozioni e non solo piazze , chiese e palazzi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-28 11:16:45 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>LETIZIA PIZZULLI </p><p><br/></p><p>Questa esperienza mi ha permesso di avvicinarmi a una disciplina che sentivo distante: la Geografia. Nonostante la distanza fisica tra i luoghi scelti, è stato sorprendente scoprire quante similitudini possano emergere attraverso le emozioni che ciascuno di essi suscita. Riscoprire l’Italia attraverso le proprie esperienze personali mi è apparso come un percorso profondamente coinvolgente, capace di trasformare una semplice cartina geografica in un intreccio vivo di ricordi, sensazioni e significati. Ritengo che questa modalità rappresenti una delle strategie più efficaci da portare in classe: permette agli studenti di partecipare in modo attivo, di sentirsi parte del processo e, soprattutto, di appassionarsi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-28 11:18:15 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariangelapizzamiglio</author>
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         <description><![CDATA[<p>L’esperienza di gruppo mi è piaciuta molto: oltre all’aspetto di riflessione personale, ho trovato significativo il processo di scelta di una foto che rappresentasse qualcosa di importante per me e la sua condivisione con le compagne. Questo momento ha permesso di mettere in luce come ognuna trovi il proprio equilibrio in modi diversi, spesso legati ai propri “luoghi del cuore”. Inoltre, l’attività potrebbe essere collegata anche ad alcuni concetti di orientamento, come i punti cardinali, il movimento apparente del sole e il susseguirsi della giornata, dall’alba al tramonto.</p><p>Ritengo che questa metodologia sia facilmente spendibile in contesti educativi diversi e adattabile alle varie età. Nella classe in cui svolgo il tirocinio, ad esempio, potrebbe essere interessante partire dalla conoscenza del quartiere, utilizzando fotografie delle abitazioni e, successivamente, dei servizi presenti. Il percorso potrebbe svilupparsi in più momenti, attraverso passeggiate e la raccolta di immagini realizzate insieme, favorendo così attività legate anche all’orientamento.</p><p>Credo che questo approccio rappresenti una forma di geografia esperienziale capace di sostenere in modo significativo l’apprendimento, rendendolo più concreto, partecipato e vicino all’esperienza dei bambini. Inoltre, favorisce lo sviluppo di competenze trasversali, come l’osservazione, la capacità di descrizione e narrazione, il confronto con i pari e la costruzione condivisa di significati. In questo senso, l’esperienza non si limita all’acquisizione di contenuti geografici, ma contribuisce anche alla crescita personale e relazionale degli alunni, promuovendo una maggiore consapevolezza di sé e del proprio rapporto con lo spazio</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-28 11:20:32 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alessandrasala3_1</author>
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         <description><![CDATA[<p>Credo che partire dalle foto sia altamente motivante per i bambini. Mi ricordo ancora quanto sia stato entusiasmante per me svolgere una ricerca di geografia alla Scuola Primaria sulla Liguria, regione in cui vado tutti gli anni in vacanza. Penso quindi che questa attività possa essere riproposta in classe con modalità differenti secondo l'obiettivo che si desidera perseguire, per esempio potrei riproporre l'attività nella mia classe terza dove stanno studiando i vari paesaggi. </p><p>Per realizzare la nostra Italia abbiamo condiviso esperienze e ricordi personali, in un secondo, ci siamo concentrate sulla parte contenutistica partendo dalle IN e individuando un aspetto che collegasse i tre luoghi. Lavorare con le mie colleghe è stato semplice, ci siamo organizzate in maniera naturale e ognuna di noi ha avuto una ruolo nella realizzazione del prodotto finale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-28 11:20:39 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3843545946</link>
         <description><![CDATA[<p>L'esperienza di oggi consolida ulteriormente l'interdipendenza positiva all'interno del nostro gruppo, evidenziando l'impegno comune nell'attivare conoscenze pregresse e nel mettere a sistema le risorse individuali per trovare soluzioni e connessioni originali.</p><p>La metodologia appresa si fonda sulla costruzione di una relazione solida e sulla condivisione emotiva delle esperienze vissute. Potrei declinare questo approccio nella classe prima dove svolgo il tirocinio, proponendo ai bambini la creazione di una "Mappa dei Giochi del Cuore". Attraverso questo strumento, ogni alunno potrebbe raccontare e commentare il proprio gioco preferito, spiegando perché lo affascina, dove lo ha appreso, chi glielo ha insegnato e con chi ha scelto di condividerlo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-28 11:21:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>scalzokizzy</author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3843546148</link>
         <description><![CDATA[<p>Questa esperienza formativa, rispetto alla precedente, mi ha lasciato una maggiore consapevolezza del valore del lavoro di gruppo e del confronto. Se nel primo incontro ero più concentrata sulle emozioni legate alle domande e alla relazione con l’altro, in questo ho sentito di più l’importanza di costruire qualcosa insieme, partendo da idee ed esperienze diverse.</p><p>Durante il lavoro in gruppo ristretto, essendo in tre, si sono attivati diversi processi: il confronto, l’ascolto reciproco e la condivisione. Abbiamo cercato collegamenti tra i luoghi scelti, individuando soprattutto il rapporto tra uomo e ambiente, e riflettendo anche sul ruolo dei mezzi di trasporto, che permettono ai luoghi di essere collegati e vissuti in modi diversi. </p><p>Questa attività mi ha fatto riflettere su come vorrei proporre la geografia ai miei alunni: non solo come studio dei luoghi, ma come qualcosa di vicino alla loro esperienza. Come insegnante, vorrei partire da ciò che conoscono, dai loro vissuti, per aiutarli a capire il legame tra le persone e l’ambiente in modo semplice e significativo. </p><p>Rispetto alla domanda su come potrei declinare questa esperienza nel mio tirocinio, essendo in una classe prima, penso di poter proporre attività semplici e concrete, partendo dai luoghi che i bambini conoscono, come la casa, la scuola o il quartiere. Si potrebbero usare disegni, immagini e racconti per aiutarli a esprimersi e a comprendere il rapporto tra persone e ambiente, favorendo anche la partecipazione e l’inclusione di tutti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-28 11:22:05 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>donatellapiacentino</author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3843546261</link>
         <description><![CDATA[<p>Questa esperienza ci ha lasciato una maggiore consapevolezza di come i luoghi non siano solo spazi geografici, ma parti della nostra storia personale. Ci ha fatto capire che i luoghi che viviamo non sono solo spazi sulla mappa, ma raccontano chi siamo. L'attività di oggi, condivisa con Fabio e Barbara, è stata molto significativa perché ci ha coinvolto direttamente, partendo dalla nostra autobiografia e permettendoci di condividere le nostre esperienze personali con i colleghi. Nel lavoro di gruppo abbiamo messo in gioco diverse competenze, come la collaborazione, l’ascolto reciproco e il confronto. Abbiamo dovuto trovare un punto in comune tra i nostri luoghi, riflettere insieme e prendere decisioni condivise. Questo ci ha aiutato a sviluppare anche capacità di mediazione e organizzazione. Abbiamo approfondito aspetti geografici, come la differenza tra pianura, lago e montagna, e il loro collegamento. Inoltre, abbiamo sviluppato abilità metodologiche, come collegare esperienze personali ai contenuti disciplinari, e capacità espressive nel raccontare e rappresentare i luoghi attraverso immagini e simboli. Questa attività può essere facilmente proposta in classe, chiedendo agli alunni di portare immagini di luoghi significativi per loro e usando le loro conoscenze geografiche, trovare cosa unisce questi luoghi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-28 11:22:27 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3843546302</link>
         <description><![CDATA[<p>L'esperienza laboratoriale di oggi mi ha fatto riflettere sul fatto che anche luoghi, esperienze vissute e persone apparentemente lontane o differenti, hanno sempre qualcosa che li lega e che li avvicina. Basta cercare e non fermarsi al pregiudizio. Nel gruppo a 3 è stato possibile mettere in atto la metodologia del cooperative learning, in cui ogni collega ha avuto un ruolo attivo e propedeutico alla facilitazione del lavoro altrui (interdipendenza positiva). Il richiamo e l'applicazione delle conoscenze disciplinari sono stati interdisciplinari, in quanto hanno unito la Geografia con la Stori  e con Arte Immagine. </p><p>Nella classe dove attualmente sto svolgendo il tirocinio, sarebbe interessante ed utile presentare questo lavoro per unire le storie e le provenienze diverse dei miei alunni. </p><p>Domenico Mangraviti</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-28 11:22:38 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Questa attività è stata molto dinamica e interattiva. È stato bello lavorare con colleghe che conoscevo già e questo ha fatto sì che il lavoro si sviluppasse in maniera semplice e coesa e si rivelasse ancora più significativa.</p><p> È stato bello lavorare per trovare un elemento che unisse tutte e tre le nostre storie e i nostri ricordi ed essere concretizzato poi in un grande contenitore culturale quale “le tradizioni”. </p><p>Questa esperienza formativa mi ha confermato che esistono numerose attività, spendibili in classe, che possono davvero riuscire a sviluppare competenze nei nostri allievi in maniera diversa e originale anche a partire dalla propria autobiografia. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-28 11:23:11 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3843546638</link>
         <description><![CDATA[<p>Questa esperienza è stata particolarmente interessante e coinvolgente poichè il lavoro in tre fa sì che lo scambio di idee, opinioni ed esperienze sia potenziato rispetto alla coppia. Inoltre, lavorando all'interno di una disciplina come la geografia, che purtroppo non conosco in modo approfondito, mi ha permesso di apprendere alcune piccole conoscenze legandole però ad un momento emotivo importante. Infatti, la condivisione con i compagni di momenti della nostra vita fa sì che, non solo li abbia conosciuti meglio, ma anche che le nozioni legate alle loro storie rimangano nella mia memoria grazie al loro vissuto. Questa stessa attività può essere assolutamente proposta nella classe di tirocinio, proprio perchè affronterò l'argomento delle regioni che, purtroppo, i bambini conoscono solo in maniera nozionistica. Pertanto, penso che rivedrò un po' il percorso per inserire un attività che coinvolga anche emotivamente i ragazzi e legare quello che apprendono con le emozioni. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-28 11:23:48 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3843547089</link>
         <description><![CDATA[<p><strong>1. </strong>Ho apprezzato la sinergia tra vissuto personale e approfondimento teorico, trasformando la riflessione metodologica in un ponte tra esperienza e studio della geografa.</p><p>2. Il lavoro di gruppo è stato un esercizio di sintesi, che ci ha spinti a individuare tratti comuni, a trovare un legame fra le nostre foto e a cercare una base teorica.</p><p>3. L'attività ha riaffermato l'indissolubile legame tra esistenza e disciplina.Spesso la scuola evita di portare la vita dentro le aule, dimenticandosi che la scuola è vita e la vita è scuola. A noi insegnanti non resta che aiutare i bimbi a sistemare-organizzare-approfondire le conoscenze.</p><p>4. Credo che la geografia sia un mezzo molto potente per potere condividere qualcosa di sé, per poter fare esercizio di ascolto attivo e di esperienza concreta.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-28 11:25:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3843547287</link>
         <description><![CDATA[<p>L'attività svolta in un gruppo formato da tre persone richiede una maggiore organizzazione rispetto ai ruoli e ai tempi; nel caso specifico dell'attività odierna, le tempistiche sono risultate ridotte e il lavoro scorrevole perché si è trattato di un gruppo già abituato a lavorare e a confrontarsi con le modalità richieste nella consegna. Un elemento significativo è stato sicuramente la semplicità con cui abbiamo trovato i punti di connessione tra i diversi contributi. Dal punto di vista di conoscenze e metodologie, risulta senza dubbio spendibile il fatto di agganciare i contenuti disciplinari al vissuto individuale e della classe, creando uno sfondo condiviso per gli apprendimenti successivi. La proposta potrebbe agevolmente inserirsi nella classe in cui svolgo il tirocinio, impegnata proprio in questo momento nella scoperta del territorio italiano; all'interno di un'esperienza di apprendimento cooperativo, gli alunni potrebbero lavorare in gruppo e realizzare un prodotto finale al quale ognuno contribuirebbe in base alle abilità e risorse individuali secondo una un'adeguata distribuzione dei ruoli.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-28 11:25:44 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Rispetto all'esperienza precedente questo lavoro ha richiesto partecipazione attiva e punti di incontro nella ricerca dell'elemento che accomuna il luogo che ognuno di noi ha scelto di mostrare. L'esperienza del gruppo ristretto è sicuramente formativa, la condivisione di saperi ed esperienze dell'altro, la collaborazione e l'impegno per la realizzazione del prodotto il più possibile coerente alla consegna, sono aspetti positivi che piacevolmente ho riscontrato nella collaborazione con i miei compagni. Lavorando in una classe seconda e in una classe terza forse avrei difficoltà a proporre questa attività, sarebbe invece  interessante proporla in quarta e quinta.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-28 11:25:57 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Questa esperienza mi ha lasciato una maggiore consapevolezza del valore dell’apprendimento attivo e situato, di come sia utile e funzionale collegare le emozioni a vari ambiti disciplinari (geografia in questo caso). </p><p>Sicuramente abbiamo attivato un processo di ascolto e confronto di idee, costruendo dei significati condivisi. Abbiamo anche coinvolto le nostre conoscenze di base di geografia ampliandole nei vari contesti. </p><p>Abbiamo approfondito le nostre conoscenze principalmente sul rapporto tra uomo e ambiente che ha mosso la tematica della nostra attività, partendo da un’esperienza concreta per elaborare concetti. Trovo che questa metodologia oltre che essere molto bella e coinvolgente, possa essere utile per un vero apprendimento significativo dei nostri alunni. </p><p>Questa proposta forse risulterebbe un po’ troppo avanzata per la classe prima in cui sto svolgendo il tirocinio. Sicuramente potrebbe essere adattata in base alle conoscenze e competenze dei bambini, semplificandone i contenuti. </p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-28 11:26:07 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>bene_francy_s</author>
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         <description><![CDATA[<p>Francesca Sozio</p><p>Quello che ho imparato da questa esperienza è che il luogo non è solo uno spazio fisico, ma anche mentale, fatto di trame e sentimenti che si alimentano. In gruppo ho capito quanto l'aggregazione in un luogo sia fondamentale per accrescere il senso di appartenenza, di sostegno e comprensione. È stato inoltre bello scoprire come luoghi differenti accomunino persone, superando i confini fisici, perché forse siamo tutti alla ricerca di un posto che possiamo definire casa.</p><p>Se questo lavoro di gruppo lo volessimo trasportare in aula, credo che permetterebbe non solo un’acquisizione di conoscenze, ma anche un continuo scambio di esperienze, favorendo la crescita personale e collettiva. Sempre secondo una prospettiva inclusiva: l'uso di fotografie, colori e la dinamica di svolgimento coinvolgerebbe tutti i bambini. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-28 11:26:27 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Interessante questa esperienza! Un viaggio nella memoria alla ricerca di un posto significativo per me! Non è stato difficile recuperarlo e non è stato difficile comunicare ai miei colleghi le emozioni di questo ricordo. Il lavoro in gruppo è stato spontaneo, lineare. Ognuno di noi si è attivato per realizzare ciò che bisognava fare: chi al disegno, chi a recuperare le informazioni necessarie e chi, munito di forbice, regolava la grandezza delle fotografie. Ho appreso sicuramente un modo diverso di insegnare la geografia, che potrei usare a scuola. Ad esempio, mi viene in mente che si potrebbe guidare i bambini, cartina alla mani, trovando un filo conduttore per le località che si vanno a visitare.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-03-28 11:31:57 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2026-03-28 11:32:55 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3862273627</link>
         <description><![CDATA[<p>Durante questo percorso progettuale mi porto a casa una maggiore consapevolezza dell’importanza di costruire attività didattiche legate al territorio. Ho compreso quanto sia significativo rendere gli studenti protagonisti attivi attraverso esperienze concrete come le uscite, le interviste e la realizzazione del libricino finale.</p><p>Lavorare con i colleghi si è rivelato fondamentale per arricchire la proposta. Ognuno ha contribuito con il proprio punto di vista, rendendo il progetto più completo e strutturato.</p><p>La didattica come emerge anche da questo progetto, ha un ruolo centrale nello sviluppo di competenze trasversali: non solo conoscenze sul territorio, ma anche capacità comunicative, collaborazione, ascolto ed empatia. Questo tipo di didattica rende l’apprendimento più autentico, significativo e vicino alla realtà degli studenti.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-11 10:48:40 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Oggi porto con me soprattutto il valore del confronto. Lavorare in gruppo mi ha permesso di vedere come uno stesso progetto possa essere arricchito da punti di vista diversi, idee nuove e strategie che da sola forse non avrei considerato. Mi porto a casa anche la consapevolezza che la progettazione condivisa rende le attività più complete e inclusive.</p><p>Progettare con i colleghi è stato facile e piacevole: si è creato fin da subito un clima collaborativo e sereno, che ha favorito lo scambio di idee e la partecipazione di tutti. Ognuno ha potuto dare il proprio contributo e questo ha reso il lavoro più stimolante e produttivo.</p><p>Rispetto alla didattica delle educazioni, mi sembra di aver intuito quanto sia importante proporre attività esperienziali, concrete e coinvolgenti. Le educazioni non passano solo attraverso spiegazioni teoriche, ma soprattutto attraverso il fare, il vivere situazioni significative e il coinvolgimento attivo degli alunni. In questo senso, la motivazione è fondamentale: bambini motivati partecipano di più e apprendono meglio.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-11 10:54:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alessandrasala3_1</author>
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         <description><![CDATA[<p>L'attività di oggi mi ha permesso di comprendere quanto sia importante partire dal contesto per poter offrire opportunità reali di scoperta e partecipazione agli alunni. I miei colleghi ed io abbiamo collaborato in modo sereno e organizzato. Abbiamo condiviso il progetto su Canva in modo che ognuno potesse modificarlo e contribuire al lavoro in maniera attiva. Nel corso di questo laboratorio mi sono resa conto di quanto sia importante il lavoro di gruppo, poiché permette un apprendimento rispetto ai contenuti ma soprattutto lo sviluppo di abilità relazionali; una crescita continua e su più livelli. Credo inoltre che l'esperienza sia fondamentale per un apprendimento significativo, in questo senso è necessario proporre sempre più attività laboratoriali all'interno delle classi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-11 10:54:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>laurasarri</author>
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         <description><![CDATA[<p>Questo incontro è stato molto interessante e mi ha arricchito ulteriormente. Progettare con i colleghi non è stato complicato; anzi, si è rivelata un’occasione preziosa per apprendere qualcosa dagli altri.</p><p>Ho compreso che il nostro ruolo di insegnanti deve andare oltre la semplice attività in classe e contribuire a portare cambiamento anche all’interno dell’istituto, come in questo caso attraverso la presentazione di un progetto.</p><p>Colgo l’occasione per ringraziare la Prof.ssa che ha contribuito ad arricchire il mio bagaglio culturale. Grazie, Professoressa!</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-11 10:54:49 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>È stato davvero stimolante pensare e costruire insieme un progetto da proporre a scuola. Non avevo mai avuto occasione di cimentarmi in un’attività di questo tipo: l’ho sempre percepita come qualcosa di complesso, quasi difficile da affrontare in autonomia. Tuttavia, l’esperienza di oggi mi ha permesso di ricredermi, perché per la prima volta ho potuto sperimentare concretamente la progettazione condivisa, lavorando insieme ad altre colleghe.</p><p>Durante il lavoro di gruppo ho capito quanto sia importante il confronto: mettere insieme idee diverse, punti di vista e competenze specifiche ha reso tutto più chiaro, più accessibile e anche più ricco. Ogni contributo ha aggiunto valore al progetto, permettendoci di superare dubbi e difficoltà con maggiore facilità rispetto a quanto avrei potuto fare da sola.</p><p>Questa esperienza mi ha fatto riflettere ancora di più sull’importanza di progettare attività che siano concrete, significative e realmente spendibili con gli alunni. È fondamentale pensare a percorsi che non restino solo teorici, ma che possano essere vissuti attivamente dagli studenti, coinvolgendoli in modo autentico. Inoltre, è emersa con forza la necessità di creare una sinergia tra scuola e territorio, valorizzando le risorse esterne e rendendo l’apprendimento più vicino alla realtà.</p><p>In conclusione, porto con me la consapevolezza che la collaborazione non solo semplifica il lavoro, ma lo rende anche più efficace e stimolante, aprendo nuove possibilità nella progettazione didattica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-11 10:56:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>scalzokizzy</author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3862278795</link>
         <description><![CDATA[<p>In questo incontro mi porto a casa soprattutto il clima che si è creato nel gruppo. All’inizio del percorso del TFA non ci conoscevamo, ma con il tempo, grazie alle attività e al lavoro condiviso, siamo diventate sempre più unite. Questo ci ha permesso di collaborare in modo spontaneo e sereno: ognuna ha dato il proprio contributo e siamo riuscite a organizzarci bene nella realizzazione del progetto. Mi ha colpito il fatto che tutto sia venuto in modo naturale, senza forzature, e questo ha reso il lavoro più semplice ed efficace. Il progetto che abbiamo realizzato è stato per me un modo concreto per capire meglio come si costruisce un’attività pensata per la scuola, non solo a livello teorico ma anche pratico. Rispetto alla didattica delle educazioni, ho capito meglio quanto sia importante andare oltre la spiegazione frontale e proporre esperienze concrete, che aiutano a sviluppare non solo conoscenze ma anche competenze come la collaborazione, l’ascolto e il rispetto degli altri. Questo laboratorio è stato davvero bello e mi ha lasciato qualcosa di importante: mi sono sentita a mio agio nel gruppo, ho partecipato di più e mi sono messa in gioco con più sicurezza, rendendomi conto di riuscire a dare il mio contributo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-11 10:58:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3862278930</link>
         <description><![CDATA[<p>1. Di oggi mi porto a casa soprattutto il video iniziale e la testimonianza autentica di Massimiliano Sechi che ha sostenuto che la felicità e il successo dipendono dall'atteggiamento mentale, non dalle circostanze esterne, questo vale anche per la scuola. L’insegnante deve o dovrebbe vedere in ogni bambino il massimo e dovrebbe portare al massimo le sue capacità e competenze, sostenendolo e incoraggiandolo, rendendolo consapevole e così più felice di quello che è e che sa fare.</p><p><br/></p><p>2. Non è stato complesso progettare e lavorare con i colleghi, più difficile è stato trovare il modo migliore per dividersi i compiti vista la distanza e i mezzi, ma alla fine l’elaborato finale è stato ottimo.</p><p><br/></p><p>3. Il laboratorio DIDATTICA DELLE EDUCAZIONI in tre parole: VITA, CONDIVISIONE e CALORE. VITA perché la scuola non si può mai dimenticare della vita che c’è negli alunni e negli insegnanti che è una maestra più vera di tante discipline. CONDIVISIONE perché quando si condivide ci si conosce e si conosce di più, si cresce e si approfondiscono anche competenze e conoscenze. CALORE la scuola assume così un calore e un colore diverso, più caldo, accogliente e umano.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-11 10:58:39 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>fabiomarsigliofm</author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3862280101</link>
         <description><![CDATA[<p>E' stato facile collaborare con i colleghi. Il lavoro si è svolto in maniera molto fluida, in un clima di totale cooperazione. La prima cosa che mi porto a casa è proprio questa: l'importanza della collaborazione tra colleghi. La seconda cosa che mi porto a casa è inoltre l'importanza di un approccio interdisciplinare, che non coinvolge solo le discipline, ma anche le competenze relazionali ed emotive degli alunni.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-11 11:00:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3862280647</link>
         <description><![CDATA[<p>Letizia Pizzulli</p><p>Da questa esperienza porto con me una nuova metodologia, il lavoro per stazioni, che ho finalmente potuto conoscere in modo più approfondito e strutturato. È stato illuminante comprenderne la logica, il potenziale e la ricaduta concreta sull’apprendimento, molto più di quanto avessi intuito in precedenza. Lavorare in gruppo, avendo già chiari i punti di forza e le competenze dei miei colleghi, è stato accattivante e stimolante. Tutto si è sviluppato con naturalezza: le idee inizialmente frammentarie dei singoli si sono intrecciate in modo fluido, dando vita ad un progetto coerente, significativo e, per me, motivo di autentico orgoglio.  Per quanto riguarda la didattica delle educazioni, sento che l’intero percorso svolto nei quattro incontri mi ha arricchita profondamente. Ho potuto osservare come una didattica realmente formativa richieda intenzionalità, progettazione e un approccio integrato che valorizzi competenze trasversali, partecipazione attiva e riflessione personale. Lavorare sulle educazioni significa creare spazi in cui gli studenti possano sperimentare, mettersi in gioco, assumere responsabilità e riconoscere il valore delle proprie azioni all’interno della comunità classe.  </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-11 11:02:10 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>mariangelapizzamiglio</author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3862280789</link>
         <description><![CDATA[<p>In quest’ultimo incontro mi porto a casa la conoscenza dell’opportunità dei PON, che onestamente non conoscevo.<br>Ritengo che attraverso questi progetti — e faccio riferimento anche a quelli degli altri gruppi — emerga un modo di fare scuola diverso, che arricchisce non solo i bambini ma anche noi insegnanti. È un’occasione per staccarsi dal già noto e lasciare spazio alla vita, di cui la scuola è parte.</p><p>Nel gruppo, a mio avviso, abbiamo lavorato bene: siamo riusciti a far emergere le competenze di ciascuno — chi nell’ideazione e nello sviluppo, chi nella parte grafica, chi nella gestione amministrativa — amalgamando il tutto in modo efficace.</p><p>In generale porto con me una maggiore consapevolezza del significato delle proposte fatte ai bambini. Diventa fondamentale, oggi più che mai, riuscire a entrare in contatto con i loro vissuti: non solo i contenuti, ma anche le emozioni.<br>Questo implica non appiattirsi su una didattica esclusivamente frontale, ma proporre attività diversificate, capaci di offrire a tutti la possibilità di partecipare e dare un contributo, ciascuno secondo le proprie capacità.</p><p>La ringrazio molto per questa esperienza.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-11 11:02:31 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/paolabattistella1/w7bi0ft65285mrzr/wish/3862280890</link>
         <description><![CDATA[<p>Da questo incontro mi porto a casa la collaborazione e il lavoro di squadra, lavorare con i colleghi è stato piacevole e interessante, non è stato difficile accordarci sul progetto da presentare, ovviamente in presenza sarebbe stato molto più coinvolgente ma sono comunque soddisfatta del bellissimo clima collaborativo che si è creato e di come abbiamo lavorato insieme. Rispetto alla didattico delle educazione posso dire che per le esperienze che ho riscontrato in prima persona durante il laboratorio la possibilità di vivere esperienze attive e concrete è sicuramente stimolante e interessante</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-11 11:02:47 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Nell’incontro di &nbsp;oggi, in riferimento al video su Massimiliano Sechi, è stato importante riflettere e riconsiderare come da ciò che apparentemente può sembrare un “errore” possa “rifiorire” una possibilità nuova ed altra. Il ruolo del docente di sostegno è simile a quello del segugio, che va a scavare nella terra i tartufi. Allo stesso modo, come insegnante specializzato di sostengo, devo cercare di portare alla luce quei tesori nascosti, che nessuno vede, talvolta neanche la stessa persona con disabilità.</p><p>É stato molto piacevole realizzare l’elaborato di gruppo con i colleghi. Ciascuno di noi ha messo il massimo impegno per la realizzazione, rendendo il proprio contributo funzionale alla riuscita del progetto.</p><p>La didattica delle educazioni è uno strumento molto utile per capire la complessità della scuola in cui operiamo, fatta di culture diverse, cambiamenti continui e molteplici identità. Non riguarda solo le discipline scolastiche, ma ha anche un importante ruolo sociale, cioè quello di aiutare a includere tutti, prevenire discriminazioni e formare cittadini consapevoli e partecipi, costruendo ambienti educativi più accoglienti.</p><p>La scuola, quindi, mette al centro la persona nella sua interezza — cognitiva, emotiva, relazionale ed etica — accompagnandola nella costruzione del proprio percorso di vita. Educare, quindi, significa favorire una crescita equilibrata, in cui individuo e contesto sociale si influenzano e si arricchiscono a vicenda.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-11 11:04:14 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>Facevo parte della sessione 2 insieme a Federica, Francesca e Donatella. Di questo incontro porto con me la velocità e la flessibilità con cui, in poco tempo, siamo riuscite a creare un progetto significativo e corposo. Questo è stato possibile grazie all'unione delle nostre competenze: tutte diverse tra loro, ma perfettamente complementari.</p><p>Come in tutte le lezioni della Professoressa, ho trovato molto interessante la condivisione dei metodi educativi contemporanei, che in un certo senso abbiamo messo immediatamente in atto durante la progettazione laboratoriale con le colleghe. Sarebbe davvero stimolante pensare di poterli adattare anche in contesti con bambini con disabilità significative. Grazie per l’esperienza! </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-11 11:04:15 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>Oggi mi porto a casa nuovi spunti da utilizzare in classe per quello che riguarda strategie e metodologie didattiche. In particolare, ho trovato interessanti le proposte basate sui "centri d'interesse" e sulle "stratificazioni" perché adattabili in modo efficace alle esigenze di un gruppo-classe con livelli eterogenei di competenze. </p><p>Progettare con i colleghi non è stato complicato, anzi è stata un'ulteriore occasione di arricchimento data la mia limitata esperienza di lavoro a scuola. Ho trovato molto utile lo schema proposto dalla docente per elaborare il progetto. Per quanto riguarda la Didattica delle Educazioni, ho sperimentato in modo più concreto l'apporto della prospettiva antropologica in ambito scolastico sia come strumento di raccordo con il contesto socio-culturale in cui la scuola è inserita, sia come possibilità di incrementare l'inclusione tramite il riconoscimento delle peculiarità degli individui e dei gruppi che compongono la trama sociale del territorio in cui lavorano le istituzioni scolastiche.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-11 11:05:52 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>Lavorare in gruppo di quattro persone è stata un' esperienza fluida e naturale. E' stato più semplice perchè la conoscenza reciproca ha agito come ponte facilitatore abbattendo quelle barriere comunicative e organizzative che spesso rallentano il lavoro ai gruppi di nuova formazione.Il lavoro in un team di quattro persone ha ricalcato le dinamiche che cerchiamo di innescare in classe con l' apprendimento cooperativo: abbiamo conciliato visioni differenti e ognuno di noi ha portato un contributo alla realizzazione del progetto. In conclusione la conoscenza tra di noi ha permesso di trasformare il laboratorio in un' autentica esperienza di co-progettazione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-11 11:08:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>donatellapiacentino</author>
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         <description><![CDATA[<p>Da questo incontro mi porto a casa soprattutto una conferma: ho rafforzato il mio pensiero sull’importanza della progettazione condivisa. Confrontarmi con le mie colleghe mi ha fatto capire ancora di più quanto il lavoro di gruppo permetta di costruire percorsi più completi, inclusivi e significativi, nei quali ogni punto di vista diventa una risorsa. Come futura insegnante di sostegno specializzata, sento che questo aspetto è centrale, perché l’inclusione non può essere un lavoro individuale, ma richiede necessariamente collaborazione e corresponsabilità. Progettare con le mie colleghe è stato semplice, anche grazie al rapporto di conoscenza e fiducia che ormai ci lega. Ognuna ha potuto esprimere liberamente le proprie idee, contribuendo alla costruzione del progetto. Il confronto è stato positivo e arricchente, perché ogni intervento aggiungeva qualcosa in più, permettendo di ampliare e migliorare la progettazione in modo condiviso. Rispetto alla didattica delle educazioni, mi sembra di aver intuito che si tratta di un ambito trasversale che va oltre i contenuti disciplinari. È una didattica che punta allo sviluppo globale della persona, promuovendo competenze sociali, relazionali e di cittadinanza. Ho compreso che attività di questo tipo, spesso cooperative e laboratoriali, sono particolarmente efficaci per favorire l’inclusione e la partecipazione di tutti gli alunni, valorizzando le differenze come risorsa.</p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-11 11:09:17 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>bene_francy_s</author>
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         <description><![CDATA[<p>Francesca Sozio</p><p>Di questo incontro mi porto a casa soprattutto il valore e l'importanza del confronto. Un confronto fatto di rispetto e ascolto dei diversi punti di vista che diventano fondamentali per arricchire le mie idee. Progettare con i colleghi è stato semplice grazie alla condivisione e all'attenzione reciproca instaurate in modo costruttivo dall'inizio. Probabilmente, questo è stato anche possibile, perché la conoscenza tra noi si è consolidata permettendoci di lavorare con maggiore sintonia. Pertanto, la didattica delle educazioni favorisce una conoscenza dell'altro, proponendo delle attività in modo trasversali, capaci di coinvolgere gli alunni sul piano non solo cognitivo ma anche emotivo e relazionale. Le educazioni, quindi, si costituiscono come spazio per sviluppare competenze di cittadinanza, consapevolezza e inclusione. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-11 11:10:43 UTC</pubDate>
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         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Di questo incontro mi porto a casa la possibilità di pensare una didattica a classi aperte, un progettualità che coinvolge tutti i bambini, che crea legami e rafforza le relazioni. Inoltre, lavorare con le colleghe è stato particolarmente arricchente poichè lo scambio e la discussione positivi fanno sì che si possa riflettere sulle proprie esperienze per co-costruire progetti e arricchire il proprio bagaglio. Un progetto come quello presentato è particolarmente calzante nelle nostre zone, poichè il contatto con il territorio è molto sentito, ma, allo stesso tempo, si emerge la necessità di lavorare per intensificare reti di relazioni tra famiglie laddove vi sono situazioni di svantaggio. </p>]]></description>
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         <pubDate>2026-04-11 11:13:46 UTC</pubDate>
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