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      <title>Viola e il Blu: Sulle strade della parità by sandra stefanizzi</title>
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      <description>Fatto con rispetto</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-03-26 08:43:10 UTC</pubDate>
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         <title>Testimonianze 2</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <description><![CDATA[<p>MIA MADRE</p><p>Questa mattina ho posto diverse domande a mia madre chiedendole se ha mai vissuto degli episodi tali da dimostrare la disparità di trattamento fra donne e uomini. Lei mi ha risposto dicendomi che una volta raggiunta l'età adolescenziale, rispetto ai suoi fratelli, quando usciva, doveva rientrare prima a casa in confronto a loro e tra l'altro poteva uscire solo il sabato, durante i giorni feriali invece no.</p><p>MIA NONNA</p><p>Intervistando mia nonna sono riuscito a rilevare altri fatti rilevanti. Tra l'altro uno molto simile a ciò che è accaduto alla voce narrante di un brano letto in classe. Infatti anche mio nonna poteva anche lavorare, ma doveva comunque badare interamente lei al mantenimento della casa e occuparsi dell'accudimento dei figli, ma quando mio nonno si trovava a nord a causa del lavoro, ne approfittò per lavorare. Un altro episodio di disparità di genere subito da mia nonna riguarda l'eredità. Infatti, il mio bisnonno ha sempre favorito i suoi tre figli maschi nella suddivisione del patrimonio.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-05 11:38:43 UTC</pubDate>
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         <title>Testimonianza 1</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Indagando nella mia famiglia, il ruolo delle donne in passato era ben definito dalla cultura e dalle tradizioni sociali. </p><p>Mia nonna mi ha raccontato che la donna aveva ruoli ben precisi, madre, casalinga, cuoca, fino ad arrivare a un ruolo servile nei confronti del marito che portava i soldi a casa. a lei personalmente non era concesso uscire a fare una semplice passeggiata con le amiche, le era permesso invece di andare in chiesa e a riempire lu MILE (recipiente d'acqua) dalla fontana e lì conobbe mio nonno che andava a scuola e lavorava allo stesso tempo, a differenza di mia nonna che stava a casa a ricamare tovaglie e a pulire. Inoltre, mia nonna ha detto che quando andava alla fontana incontrava spesso delle amiche che indossavano i pantaloni e a lei non era concesso, perché il suo papà le impediva di indossarli in quanto era una donna e i pantaloni potevano essere indossati solo dagli uomini. e ancora mia nonna mi ha raccontato che sua madre, cioè la mia bisnonna è scappata di casa (FUCIUTA) con il mio bisnonno all'età di 16 anni perché non la facevano uscire. una domenica mattina, dal giardino di casa che avevano in comune, si diedero appuntamento in chiesa e di lì non tornò più a casa e appena ebbe raggiunto l'età di 18 anni si dovette sposare. Con il passare degli anni, le donne hanno iniziato a ribellarsi e a farsi sentire, anche se mia madre mi dice che nonostante le cose stessero cambiando, a lei era permesso uscire solo un'ora il sabato e un'ora la domenica e non poteva decidere lei l'orario e il modo di vestirsi, a differenza di mio zio che, essendo maschio, usciva di più e tornava più tardi. Io ritengo che le donne e gli uomini hanno gli stessi diritti e doveri. infatti a casa mia non ci sono differenze tra mamma e papà, tra cose da maschi e cose da femmine. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-05 11:42:44 UTC</pubDate>
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         <title>Genitori e figli in tema di scelte di Andrea Imperiale</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Nel periodo dell'adolescenza il rapporto tra genitori e figli è molto spesso messo a dura prova da continui scontri tra le due parti. I genitori pensano che noi ragazzi siamo ancora piccoli e non siamo in grado di scegliere quello che è giusto per noi e a volte hanno aspettative diverse per il nostro futuro rispetto alle nostre, mentre noi ci sentiamo ormai grandi e pronti a fare le nostre scelte che a volte non coincidono con le loro. Ogni ragazzo dovrebbe sentirsi libero di scegliere in base a quello che lui vuole, se pur sbagliando, e non in base a quello che vuole il genitore, come il papà di Billy che gli ha imposto di fare pugilato, quando a lui non piaceva e voleva ballare. Secondo me il ruolo dei genitori nelle scelte dei propri figli non è semplice, ma ogni genitore dovrebbe essere in grado di lasciare il giusto spazio alle idee e scelte dei propri figli rimanendo sempre accanto a essi, dando il loro appoggio e il loro sostegno, consigliandoli e non ostacolandoli, con lo scopo di renderli autonomi, indipendenti e consentire loro di realizzare i propri sogni, il proprio progetto di vita, indipendentemente da ciò che vogliono loro per il futuro del figlio. Inoltre penso che ogni ragazzo debba camminare con le sue gambe per correre, cadere e poi rialzarsi senza mai sentirsi sbagliato agli occhi degli altri e dei propri genitori, perché solo in questo modo si può arrivare al traguardo prefissato come Billy, che nonostante il remargli contro del padre, che vedeva la danza come una scelta femminile, è riuscito a volare altro e ad arrivare al più famoso e importante teatro di Londra. </p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-05 11:55:46 UTC</pubDate>
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         <title>Intervista ad un’ingegnere informatico di Agnese Calasso</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p> 1.Qual è il suo lavoro? Ingegnere informatico &nbsp;</p><p>2.Quali sono le sue mansioni? Mi occupo della progettazione e dello sviluppo di sistemi software, hardware e di infrastrutture IT. Nello specifico progetto e sviluppo applicazioni e programmi informatici per enti pubblici e privati; progetto e sviluppo app per telefoni, gestisco database e progetto architetture di reti. </p><p>3.Da quanti anni è in servizio? 20. &nbsp;</p><p>4.Perché ha scelto di fare questo lavoro? Ho scelto di fare questo lavoro perché fin da piccola ero attratta dal mondo scientifico e tecnologico. Da bambina mi piaceva sistemare le cose, vedere come sono fatti gli oggetti e inventarne dei nuovi. Ho sempre avuto una predisposizione per le materie scientifiche, come la matematica e la fisica, e poi negli anni mi sono appassionata molto all’informatica. Nel momento in cui ho dovuto scegliere il percorso universitario quello in cui meglio mi rispecchiavo era proprio Ingegneria Informatica. </p><p>5.Cosa le piace di più del suo lavoro? Del mio lavoro mi piace tutto perché è un lavoro creativo in un ambiente dinamico. L’unica cosa che non mi piace è l’orario di lavoro, che mi porta a stare impegnata la maggior parte del giorno.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-05 11:57:43 UTC</pubDate>
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         <title>PASSIONE E DESIDERI DI MAURO NESTOLA</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <description><![CDATA[<p>Anch'io come Billy Elliot ho un "sogno nel cassetto". Sogno di diventare un grande medico. Un sogno che se per Billy Elliot nacque quando vide una lezione di danza della signora Wilkinson, per me è nato quando ho visto la scena di un film in cui si eseguiva un trapianto di cuore, una scena che mi ha colpito per l' intensità del gesto medico, perché ho pensato a quanto possa essere bello e gratificante uscire da una sala operatoria con la consapevolezza di aver salvato una vita umana. Un'emozione talmente grande da sentirsi un eroe. Ciò mi ha fatto pensare a quando da piccolo sognavo di essere un supereroe, come quelli dei cartoni animati, ma poi ho capito che erano dei personaggi fantastici, ed oggi penso che ci sono persone che possono essere altri tipi di eroi. Penso a tutti coloro che con il loro lavoro aiutano la gente, salvano vite, come i dottori. Perciò tutto questo mi appassiona. Tale passione sono sicuro che non sarà facile coltivarla, perché ci vorrà tanto studio e impegno, ma io voglio iniziare a farlo. Per questo cerco di dedicarmi allo studio con dedizione e cerco di acquisire un metodo di studio già da adesso che mi possa aiutare un domani.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-05 11:58:49 UTC</pubDate>
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         <title>Cronaca di Elena Ciccarese 2^C</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<p>Oggi lunedì 25 novembre 2024, nella mia scuola si è svolta una manifestazione contro la violenza sulle donne. A questo evento hanno partecipato tutte le classi e tutti hanno dato un contributo. Dopo essere scesi in palestra verso le 10:00 abbiamo aspettato un po' prima che arrivasse la preside: ha fatto un bellissimo discorso sul rispetto tra maschi e femmine e inoltre ha detto che “per essere rispettati bisogna rispettare” e credo che non ci sia frasi più giusta per risolvere questo grande problema: la violenza contro le donne. Dopo il discorso della preside la classe 1C ha fatto un balletto dove prima le ragazze venivano picchiate e cercavano di scappare: avevano paura dei ragazzi. Questi però hanno fatto una sorpresa a tutte le fanciulle regalando ad ognuno di esse una rosa rossa. C'erano pure delle ragazze che non hanno partecipato al balletto, hanno recitato, interpretavano delle bambine che hanno vissuto in un orfanotrofio e ogni sera al posto delle fiabe, prima di andare a dormire, si raccontavano storie tristi, per esempio gli ultimi ricordi che avevano con i genitori e che a volte il padre picchiava la madre. Hanno terminato l’interpretazione con questa frase: "Noi donne non siamo accessori o oggetti” ed è vero perché molto spesso si sente dire la frase: "Tu sei mia”, ma non dovrebbe mai essere così perché la donna non è un oggetto ed è libera di essere e fare ciò che vuole. Le ragazze e i ragazzi indossavano dei vestiti neri e delle scarpe rosse che sono il simbolo di questa giornata. La nostra classe e i ragazzi delle altre seconde hanno realizzato proprio questo simbolo in carta guidati dalla prof. di tecnologia e le scarpette rosse sono state appese sulla parete della palestra. In tema di violenza abbiamo letto la storia di uno stalker. Aveva scoperto tutto della ragazza di cui si era invaghito: dove viveva, cosa mangiava, con chi era, sapeva tutto ed era anche molto geloso, infatti quando lei dopo averlo lasciato era uscita con un altro ragazzo, impazzì e le disse che l'avrebbe uccisa e così è stato; la ingannò dicendole che volesse incontrarla solo per parlare, ma in quel momento la uccise sparandola. Da qui possiamo capire che quando subiamo delle molestie verbali o fisiche bisogna sempre denunciare, prima che succeda il peggio proprio come è successo a tante ragazze e donne in questo periodo. Anche la 3C e la 3A hanno recitato: la 3C ha realizzato un video dove i ragazzi della classe recitavano personaggi della mitologia (come Persefone e Orfeo) e della letteratura (come Romeo e Giulietta) protagonisti di alcune storie d'amore, la classe 3A invece ha parlato di un libro “Cattive Ragazze” e di una donna “Antonia Masanello” che si travestì da uomo perché voleva combattere insieme al marito nella spedizione “dei Mille di Garibaldi.” Le tre terze inoltre hanno cantato la canzone “Flowers” di Miley Cyrus dove la cantante dice nel ritornello, “I Can love me Better” cioè “Posso amarmi meglio da sola”. Inoltre durante la canzone, alcuni componenti della mia classe (2C) si sono alzati e sono andati al centro della palestra per far vedere i cartelloni con le "famous quotes” contro la violenza sulle donne in inglese. Due componenti della mia classe invece hanno recitato un capitolo del libro “Viola e il Blu” di Matteo Bussola. Questo libro parla di stereotipi di genere e di come senza accorgercene, siamo rinchiusi in delle gabbie (stereotipi) che nel libro vengono definite “scatole”, ed è molto difficile uscire da queste… Infine noi e tutte le altre seconde abbiamo fatto un flash mob sulle note della canzone "Chandelier" di Sia. Ognuno di noi, aveva un velo rosso che dovevamo indossare come se fosse una sciarpa. Questa manifestazione è molto importante perché la violenza contro le donne è un “cancro” della nostra società, un dramma che continua a colpire milioni di vite in tutto il mondo, nascondendosi spesso tra le mura domestiche o nella nostra indifferenza quotidiana. Ogni donna vittima di violenza non è solo un numero che continua a crescere, ma una persona con una storia, un futuro e una dignità da difendere. È ora di rompere il silenzio, alzare la voce e chiedere aiuto perché la violenza è intollerabile in tutte le sue forme. Inoltre,questa manifestazione mi ha fatto capire, che la violenza sulle donne non è un gioco ed è un problema che parte da tante altre piccole cause, come gli stereotipi e i modi di dire sessisti come “Donna al volante, pericolo costante". Sono tutti piccoli fatti che provocano dei pensieri maschilisti come se la donna fosse un oggetto, che puoi curare e di cui prenderti cura, ma puoi anche buttarlo a terra senza pensare alle conseguenze. Ogni uomo deve rispettare le donne e le loro decisioni; le persone nella nostra esistenza sono sempre di passaggio, non bisogna buttare al vento le loro vite per vendetta e rancore.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-05 14:36:50 UTC</pubDate>
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         <title>Elena parla in radio di Viola e il Blu</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <pubDate>2025-05-05 16:28:35 UTC</pubDate>
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         <title>Aida parla in radio di Stalker di Daniele Nicastro, un altro libro sul tema</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <title>Greta parla in radio Di Mezzamela di Matteo Bussola</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <title>La 3A racconta la storia di Antonia Masanello</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <title>La 3A racconta la storia di Antonia Masanello (prove in classe)</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <title>Scene dal flash mob</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <title>La 2C drammatizza Viola e il Blu</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <title>La 2C drammatizza Viola e il Blu</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <title>No agli stereotipi di genere, performance</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <title>Copione sul 25 Novembre</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <title>Copione su Antonia Masanello</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <title>Intervista ad una professoressa di Alessandro Attanasio</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <description><![CDATA[<p><br/></p><p>-Qual é il suo lavoro?</p><p>Sono una professoressa di Lettere e storia, attualmente presso il liceo artistico di</p><p>Parabita, in provincia di Lecce.</p><p>-Quali sono le sue mansioni?</p><p>Ricopro due tipi di mansioni: quelle visibili a tutti che corrispondono alle ore mattutine</p><p>passate in classe con i ragazzi ed altre, che spesso la gente ignora, fatte di preparazione</p><p>delle lezioni, correzione di compiti, scadenze, consigli, collegi e tanto altro…</p><p>-Da quanti anni è in servizio?</p><p>Rientro nella categoria scolastica “giovani precari”. Più o meno insegno da 4 anni.</p><p>Perché ha scelto di fare questo lavoro?</p><p>Perché per me rappresenta molto di più di un semplice lavoro, è il sogno di</p><p>una vita. Ciò che ho la fortuna di fare ogni giorno è esattamente la risposta che</p><p>davo da piccola alla domanda “cosa vuoi fare da grande?”. “Insegnare”</p><p>rispondevo sempre così. Credo molto che, soprattutto a scuola, essere mossi</p><p>da passione per ciò che si fa possa realmente fare la differenza.</p><p>-Cosa le piace del suo lavoro?</p><p>Lo scambio continuo, il dare e il ricevere. Insegnare vuol dire letteralmente</p><p>“mettere il segno” ecco, questa cosa non è mai unilaterale, anche gli alunni</p><p>lasciano segni nella vita dei docenti. Di questo lavoro mi piace il fatto di poter</p><p>chiedere “cosa farai da grande” e sapere che la risposta a quella domanda sia</p><p>già in quell’ora passata insieme. Insomma, del mio lavoro mi piace il fatto che</p><p>chiudi la porta dell’aula e lì, davanti a te, hai il futuro.</p><p>-Qual è il percorso che ha fatto per ricoprire il suo posto di lavoro?</p><p>Sono laureata in Lettere. Il percorso di studi prevede una laurea triennale e</p><p>una magistrale. Il mio primo incarico come supplente è stato al nord e poi</p><p>sono tornata in Puglia, in provincia di Bari, e quest'anno sono in provincia di</p><p>Lecce.</p><p>-Quante colleghe donne ha?</p><p>La scuola è piena di docenti donne. È uno di quei luoghi in cui la minoranza</p><p>spesso risultano essere gli uomini.</p><p>-Si sente a suo agio nell’ambiente lavorativo? Viene considerata alla pari dai</p><p>colleghi uomini?</p><p>Sì assolutamente. Mi sento a mio agio in questo ambiente e alla pari dei miei colleghi</p><p>uomini.</p><p>-Si è mai sentita discriminata per il fatto di essere donna?</p><p>No, non è mai accaduto. Ho sempre avuto la fortuna di trovare ambienti pieni di</p><p>rispetto e senza alcuna discriminazione verso le donne, cosa che, mi rendo conto, pur</p><p>essendo quasi nel 2025, non sembra essere sempre scontata.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-06 14:24:08 UTC</pubDate>
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         <title>Intervista a una consulente del lavoro di Elena Ciccarese</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <description><![CDATA[<p>Qual è il suo lavoro?</p><p>“Mi chiamo Annarita e faccio la consulente del lavoro”.</p><p>Quali sono le sue mansioni?</p><p>“Le mie mansioni sono relative alla gestione dei dipendenti all'interno di un'azienda privata o</p><p>pubblica, però mi occupo anche della consulenza fiscale, cioè la parte fiscale di un'azienda che</p><p>riguarda la contabilità, le dichiarazioni dei redditi, o qualsiasi cosa che è inerente alle imposte”.</p><p>Da quanti anni è in servizio?</p><p>“Come libera professionista, sono in servizio da 15 anni mentre come dipendente sono stata in</p><p>servizio per altri 15 anni”.</p><p>Perché hai scelto di fare questo lavoro?</p><p>“Ho scelto di fare questo lavoro, perché fin da quando ero piccola, più o meno quando avevo la</p><p>tua età, mi è iniziato a piacere il mondo della matematica e perciò “mi sono buttata su questa</p><p>professione”.</p><p>Cosa le piace di più del suo lavoro?</p><p>“La cosa che mi piace di più del mio lavoro è il rapporto con i clienti e il fatto che ogni giorno</p><p>sfido me stessa perché il mio lavoro è in continua evoluzione; inoltre mi piace il fatto di essere</p><p>indipendente”.</p><p>Qual è il percorso che ha fatto per ricoprire quel posto di lavoro?</p><p>“Inizialmente mi sono diplomata in ragioneria, dopodiché ho fatto 7 anni di tirocinio presso uno</p><p>studio fiscale, poi ho lavorato come dipendente per altri 15 anni, infine ho aperto la partita IVA e</p><p>sono diventata una libera professionista”.</p><p>Quante colleghe donne ha?</p><p>“Ho molte colleghe donne, ma quelle più vicine a me sono due o tre”.</p><p>Si sente a suo agio nell'ambito lavorativo?</p><p>“Sì, mi sento a mio agio nell'ambito lavorativo, principalmente per due motivi:</p><p>-il primo è perché mi piace il lavoro che faccio;</p><p>-il secondo è perché si crea una bella amicizia tra me e il cliente e tutti mi</p><p>rispettano”.</p><p>Viene considerata alla pari dai suoi colleghi uomini?</p><p>“I colleghi uomini mi rispettano molto, non solo per il fatto che io sia donna e</p><p>quindi devo essere rispettata come si rispettano tra colleghi maschi, ma anche</p><p>perché mi ritengono più sveglia poiché riesco a risolvere problemi per loro complessi".</p><p>Si è mai sentita discriminata per il fatto di essere donna?</p><p>“No, tra colleghi sia maschi che femmine c'è una bellissima collaborazione, ci</p><p>aiutiamo per risolvere i problemi e siamo molto uniti.”</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-06 14:31:34 UTC</pubDate>
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         <title>Intervista ad un’agente della polizia di Stato di Marica Valentino</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <description><![CDATA[<p>Qual è il suo lavoro? Sono un'Agente della Polizia di Stato.</p><p>Quali sono le sue mansioni? Svolgo un servizio operativo di prevenzione.</p><p>Da quanti anni è in servizio? Sono in servizio da 4 anni.</p><p>Perché ha scelto di fare questo lavoro? Mi sono innamorata della divisa seguendo le orme di</p><p>mio padre e mio fratello.</p><p>Cosa le piace di più del suo lavoro? Mi piace l'idea di poter aiutare chi ne ha bisogno, tutelare</p><p>chi da solo non ne è in grado e vedere il sorriso sul viso delle persone come ringraziamento e</p><p>segno di riconoscenza. Sapere di aver reso felice qualcuno è la più grande soddisfazione.</p><p>Qual è il percorso che ha fatto per ricoprire quel posto di lavoro? Ho studiato per partecipare</p><p>ad un concorso pubblico per il quale era stato presentato un bando. Dopo aver superato le</p><p>prove scritte, ho affrontato con successo le prove fisiche, le visite mediche e i vari test psicoattitudinali.</p><p>Quante colleghe donne ha? Al momento non ho colleghe donne. Sono in un reparto</p><p>prettamente maschile.</p><p>Si sente a suo agio nell'ambiente lavorativo? Non sempre mi sento a mio agio nell'ambiente</p><p>lavorativo perché purtroppo è ancora un ambiente impreparato ad accettare che una divisa</p><p>possa essere indossata con valore anche da una donna. lo so quello che faccio e vado fiera di</p><p>cosa faccio e di come lo faccio. Ho un carattere forte e la consapevolezza di poter dimostrare ai</p><p>miei colleghi che non esistono poliziotti maschi e poliziotte femmine ma solo ottimi Agenti di</p><p>Polizia mi rende orgogliosa.</p><p>Viene considerata alla pari dei suoi colleghi uomini? Succede spesso, nelle disparità di incarico e</p><p>di impiego, nelle disparità di trattamento.</p><p>Delle volte anche eccedere in cortesia e carinerie è sintomo di discriminazione.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-06 14:44:10 UTC</pubDate>
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         <title>Intervista ad un’infermiera di Loris Mariano</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <description><![CDATA[<p>Qual è il suo lavoro?</p><p>Il mio lavoro è essere una infermiera.</p><p>Da quanti anni è in servizio?</p><p>Sono in servizio da tredici anni.</p><p>Perché ha scelto di fare questo lavoro?</p><p>Per la comodità della strada e per la passione.</p><p>Cosa le piace di più del suo lavoro?</p><p>A me piace aiutare chi ne ha bisogno.</p><p>Qual è il percorso che ha fatto per ricoprire quel posto di lavoro?</p><p>Ho studiato molto e in scuole apposite.</p><p>Quante colleghe donne ha?</p><p>Ho 2 colleghe donne.</p><p>Si sente a suo agio nell’ambiente lavorativo?</p><p>Sì, mi sento a mio agio.</p><p>Viene considerata alla pari dei suoi colleghi uomini?</p><p>Sì, anche se il ruolo è inferiore.</p><p>Si è mai sentita discriminata per il fatto di essere donna?</p><p>Sì, in un incontro con una paziente perché diceva che ero donna e non ero esperta</p><p>dicendomi anche di cambiare lavoro.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-06 14:47:19 UTC</pubDate>
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         <title>Intervista ad un’ingegnera di Diletta Frisenda</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <description><![CDATA[<p>Qual è il suo lavoro?</p><p>Il mio Lavoro è l'ingegnere.</p><p>Quali sono le sue mansioni?</p><p>La progettazione del prodotto e la produzione e manutenzione di varie realizzazioni.</p><p>Da quanti anni è in servizio?</p><p>Da ben 5 anni.</p><p>Perché ha scelto di fare questo lavoro?</p><p>Perché da piccola mi piaceva creare la casa per le mie bambole.</p><p>Cosa le piace di più del suo lavoro?</p><p>Vedere le mie idee realizzarsi.</p><p>Qual è il percorso che ha fatto per ricoprire quel posto di lavoro?</p><p>Ovviamente prima mi sono dovuta laureare in ingegneria, poi ho frequentato un paio di master</p><p>e adesso ho questo fantastico lavoro.</p><p>Quante colleghe donne ha?</p><p>Purtroppo non molte.</p><p>Si sente a suo agio nell'ambiente lavorativo?</p><p>Viene considerata alla pari dai suoi colleghi uomini?</p><p>Sì, mi sento a mio agio perché i miei colleghi uomini mi trattano alla pari.</p><p>Ha mai pensato di lasciare il suo lavoro?</p><p>No, mai, amo il mio lavoro. E' un sogno che si avvera.</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-06 14:52:30 UTC</pubDate>
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         <title>Un cartellone realizzato per la manifestazione</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <pubDate>2025-05-07 07:22:58 UTC</pubDate>
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         <title>Un cartellone realizzato per la manifestazione</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <pubDate>2025-05-07 07:23:19 UTC</pubDate>
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         <title>Ricerca di Alessandro, Francesco e Karol 2 B</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <pubDate>2025-05-07 11:00:52 UTC</pubDate>
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         <title>Ricerca di Jasmine</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <pubDate>2025-05-07 11:19:23 UTC</pubDate>
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         <title>Recita sul 25 Novembre</title>
         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <pubDate>2025-05-07 11:38:58 UTC</pubDate>
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         <author>sandrastefanizzi</author>
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         <pubDate>2025-05-07 11:44:34 UTC</pubDate>
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