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      <title>Elena Busetto-La Peste di Albert Camus by </title>
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      <description>Busetto Elena</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-01-19 21:14:19 UTC</pubDate>
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         <title>EPISODIO</title>
         <author>busettoelena</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ogni luogo pubblico ad Orano si era trasformato in un ospedale o in lazzaretti; la peste si diffondeva sempre di più soprattutto la sua variante polmonare.</div><div>Un giorno Tarrou, Rambert e Gonzales si diressero verso uno stadio nel quale quest'ultimo doveva sorvegliare durante il fine settimana . Non era uno stadio con giocatori e spettatori ma era solamente un lazzaretto nel quale venivano isolate le persone per non far diffondere la peste.</div><div>Gonzales, nell’istante in cui entrò, rievocò le immagini e l’odore dei momenti trascorsi come giocatore in quel campo. Osservò i vari cambiamenti imposti dalla situazione: le tribune, che un tempo ospitavano gli spettatori entusiasti, erano frequentate dagli internati per una boccata d’aria; gli spogliatoi trasformati in uffici ed infermerie; il campo pieno di tende. La folla di uomini era silenziosa e diffidente. Vivevano una separazione totale da quello che era la loro vita.</div><div>In un preciso momento gli altoparlanti, che un tempo servivano ad annunciare i risultati delle partite, chiamavano gli internati per il rientro nelle tende perché era giunta l’ora del pasto serale.</div><div>Nella quiete della sera salivano da ogni parte rumori di cucchiai e di piatti.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-20 20:58:35 UTC</pubDate>
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         <title>RIFLESSIONE</title>
         <author>busettoelena</author>
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         <description><![CDATA[<div>Quest’episodio fa riflettere sui cambiamenti imposti dalla situazione emergenziale dovuta a un’epidemia. Un cambiamento non solo oggettivo (cambiamento di destinazione d’uso dei luoghi pubblici) ma soprattutto soggettivo. Le persone non pensavano, rimanevano in silenzio in un luogo dove una volta l’entusiasmo era dominante. </div><div>Ogni persona internata, soffriva di una separazione totale da quel che costituiva la loro vita e ancor peggio furono dimenticati perché la vita fuori dal lazzaretto continuava piena di difficoltà.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-20 20:59:38 UTC</pubDate>
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         <title>ATTUALITA&#39;</title>
         <author>busettoelena</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ora ci troviamo in una situazione analoga, dove il virus ci impone determinati comportamenti, relazioni sociali ecc.</div><div>Non ci troviamo rinchiusi nei lazzaretti, ma ci troviamo rinchiusi nelle nostre case sicure, confortevoli e piene di affetto ma nelle quali, in alcuni momenti, ci sentiamo sofferenti a causa di una separazione dalla nostra vita sociale.</div><div>Ci mancano i ritrovi con gli amici, le lunghe chiacchierate, passeggiate e feste dove si ci poteva relazionare esprimendoci liberamente senza un monitor o uno schermo che ci separi.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-20 21:00:31 UTC</pubDate>
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         <author>busettoelena</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’unico pensiero che accomunava tutti era la sofferenza: la città viveva senza un futuro.</div><div>Non solamente le persone obbligate a rimanere nei lazzaretti soffrivano ma anche quelle che osservavano (come Gonzales) provavano tristezza. Tutto girava attorno alla peste, economia, pensieri, vita sociale e finché questa quest’epidemia continuava, l’energia e la speranza in un futuro mancava.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-21 09:35:40 UTC</pubDate>
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         <author>busettoelena</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-01-21 09:37:51 UTC</pubDate>
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         <author>busettoelena</author>
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         <description><![CDATA[<div>Attualmente, a differenza di Orano nel periodo della peste, molti luoghi pubblici sono stati riorganizzati senza però perdere la loro funzione principale. Ad esempio gli ospedali hanno riorganizzato i vari reparti, distinguendo i reparti covid da quelli normali. i servizi ospedalieri sono stati ridotti e garantiti solamente i servizi di emergenza e covid. Percorsi diversi di entrata e uscita in ogni luogo al fine di non incontrarsi faccia a faccia con altri.</div><div>Tutti i luoghi di ritrovo sono stati chiusi musei, teatri, cinema e le attività sportive a livello dilettantistico sono state sospese.</div><div>Gli stadi sono ancora utilizzati per il loro scopo principale anche se senza pubblico.</div><div>Anche la scuola è stata riorganizzata, con un sistema mai immaginato prima, con lezioni online e didattica a distanza penalizzante per tutti.</div><div>Tutto deve essere programmato, prenotato con largo anticipo con lo scopo di non diffondere il virus. Noi ragazzi ci sentiamo maggiormente vittime di questa situazione perché abbiamo perso un anno di vita sociale nel periodo di maggior bisogno dove sviluppiamo le nostre amicizie, interessi, prospettive e progetti per il futuro.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-01-21 09:40:48 UTC</pubDate>
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         <author>busettoelena</author>
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         <pubDate>2021-01-21 09:45:54 UTC</pubDate>
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         <author>busettoelena</author>
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         <pubDate>2021-01-21 09:54:10 UTC</pubDate>
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