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      <title>Il Femminicidio by Andrea Carigi</title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-02-20 10:28:40 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2026-02-25 01:35:20 UTC</lastBuildDate>
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         <title>2. </title>
         <author>silviabarp</author>
         <link>https://padlet.com/andreacarigi/vv4wbkmabklx/wish/158059642</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Se andiamo a ritroso nella storia, donne e morte sono un binomio perfetto per esaltare il potere maschile sulla vita; ma se guardiamo al presente, ancora molti sono i casi di femminicidio, ancora troppi. Secondo i dati ISTAT nel mondo il 35% di donne ha subito una violenza dal proprio partner; nel giugno 2015 è stato registrata una nuova statistica: in Italia 6 milioni 788 mila donne hanno subito almeno una violenza nella loro vita, in particolare le vittime di femminicidio, contrariamente col sud, al nord sono aumentate. Avendo vissuto una simile situazione in prima persona, a suo modo di vedere cosa può portare un uomo a compiere atti simili, dove si può ritrovare la causa tutto ciò.</strong><br><br>L’uomo scarica sulla donna tutta la sua incapacità di vivere, la sua mancanza di valori. E’ l’intera vita di un uomo che ha bisogno del sacrificio femminile. Non esiste un solo tipo di uomo ed una sola causa, esistono più profili: dal soggetto con più sensazioni e reazioni che pensiero, a quello con difficoltà di controllo degli impulsi, al soggetto ossessivo che cerca di tenere tutto sotto controllo, al sadico. Nel caso dell'abuso sessuale esso simboleggia la celebrazione della sottomissione della donna.<br><br><strong>Quindi, secondo lei, può esserci un legame col passato legato alla nostra cultura?</strong><br><br>Credo di si, per secoli la disuguaglianza tra uomo e donna è stata notevole. Fortunatamente il controllo esercitato sulla donna dal partner, col tempo è andato diminuendo, lasciando maggior libertà alla stessa. Secondo me alcuni uomini sono ancora legati a questa forma "arcaica" di rapporto, e questo potrebbe spiegare il femminicidio di oggi, il quale si attua nel momento in cui la partner viene considerata colpevole di aver trasgredito ad un ruolo sociale docile e remissivo in cui è l'uomo a dover decidere per entrambi mentre lei subisce passivamente. L'omicidio è espressione massima dell'intenzione di possedere un altro essere umano.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-06 15:39:18 UTC</pubDate>
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         <title>3. Nella storia i casi di femminicidio sono sempre stati presenti. Ancora oggi, in una società così avanzata, la donna è ancora spesso vista come una proprietà dell’uomo. Cosa pensa sia cambiato col passare degli anni?</title>
         <author>rebecca418</author>
         <link>https://padlet.com/andreacarigi/vv4wbkmabklx/wish/158105040</link>
         <description><![CDATA[<div>A volte penso a come alcune realtà non siano effettivamente mai cambiate: le donne nell’antichità, per esempio, vivevano sotto stretta sorveglianza, potevano vedere meno cose possibili e fare meno domande possibili... realtà che non si allontana molto dalla donna islamica del giorno d’oggi.</div><div>Cresciamo con un’immagine di donna che tenta l’uomo, che lo porta nell’errore, che ingenuamente crea danni: vediamo per esempio nella Bibbia Eva, che condanna l’umanità al peccato, o nell’Iliade Elena che causa la guerra di Troia...<br><br></div><div>Ritengo che nasciamo con l’idea di un uomo che conduce, che mantiene, che comanda... la società dalla quale proveniamo è in parte colpevole di questa idea di donna che deve essere subordinata alla figura maschile. Solo negli ultimi tempi abbiamo esempi di donne che si fanno spazio nella società ed emergono dignitose, penso ora a Emmeline Pankhurst, che guidò il movimento suffragista, le scienziate Marie Curie e Rita Levi Montalcini, la prima persona che attraversa il pacifico in volo: Amelia Earhart... e sicuramente ve ne sono molte altre altrettanto importanti.<strong><br></strong><br></div><div>Sono stati fatti dei passi enormi grazie a donne che si sono opposte a questo stereotipo di “donna sottomessa”. Disprezzo l’umanità perché c’è ancora molta strada da fare prima di raggiungere un rispetto reciproco fra uomo e donna.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-06 17:33:28 UTC</pubDate>
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         <title>6. Perché secondo lei, nonostante molti femminicidi avvenuti sia nella storia che recentemente, la donna non previene chiedendo aiuto e denunciando il comportamento del proprio compagno?</title>
         <author>elena_bonafini12</author>
         <link>https://padlet.com/andreacarigi/vv4wbkmabklx/wish/158128141</link>
         <description><![CDATA[<div>Ritengo che la colpa non sia della donna vittima di violenza.<br>Nella maggior parte dei casi le donne denunciano ma non sono protette adeguatamente per evitare lo stalking o qualsiasi tipologia di violenza e possibile omicidio.<br>Come ad esempio il caso di Simona Simonini, uccisa dal marito nel novembre del 2015, dopo reciproche denunce e otto anni di relazione;<br>oppure Iglesias, uccisa accoltellata a marzo 2017.<br>Le donne che invece non denunciano, hanno paura di subire ulteriori prepotenze in seguito al loro atto.<br>Hanno timore che l'aggressività del compagno o del marito si rafforzi.<br>Nel 2015, solo il 25% delle donne uccise, denunciarono il loro aggressore prima della loro morte.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-06 18:36:06 UTC</pubDate>
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         <title>ANTITESI </title>
         <author>andreacarigi</author>
         <link>https://padlet.com/andreacarigi/vv4wbkmabklx/wish/158133861</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>4</strong>. <strong>Dopo aver spiegato ed analizzato di cosa si parla quando viene trattato il tema del femminicidio, e quindi l’uccisione, ma anche il maltrattamento, da parte di un uomo di una donna, non è difficile pensare al perché non esiste un termine specifico anche per gli altri generi di omicidi, e quindi dall’uomo che uccide un altro uomo, alla donna che uccide una donna o la donna che uccide un uomo?  Siamo tutti esseri umani; perché, quindi, non usiamo il termine umanicidio?<br><br></strong>A questa domanda si può rispondere dicendo che, giustamente, davanti ad una situazione neutra, per esempio una donna uccisa durante una rapina o investita da un automobilista ubriaco, è corretto parlare di omicidio, o perché no, di umanicidio; la frangente si aggrava quando, invece, si parla di qualcosa che è all’interno una visione culturale in cui il sesso femminile è, come già in passato, ancora visto come quella “categoria” disprezzata e sottomessa a colui che è la figura dominante, più forte: il maschio, l’uomo.</div><div>Quindi è opportuno identificare l’atto dell’uccisione di una donna da parte di un uomo con un termine preciso e diverso, proprio perché, quest’ultimo, è solo una sorta di passaggio di una sequenza che prevede, però, prima ben altri gesti e azioni (sequestro, violenza, stupro, abbandono del cadavere) che fanno sentire in questo caso l’uomo superiore alla vittima femmine e aumentano, quindi, il livello di sottomissione ed inferiorità che c’è tra i due sessi. Si potrebbe dire, quindi, che il femminicidio consiste nell’unione di una serie di crimini, tutti previsti e voluti; ma alla base di questa orribile sequenza c’è la concezione della “femmina” come un nulla sociale o come un qualcosa che è ancora nettamente inferiore all’uomo inteso come sesso.</div><div>Insomma non si tratta dell’omicidio di una persona di sesso femminile ma di un delitto che trova i suoi profondi motivi in una cultura ancora non sviluppatasi del tutto, che non ha ancora trovato un rispetto reciproco tra uomo e donna.</div><div>Ci sono state e ancora ci sono resistenze nell’introdurre questo termine, quasi fosse immotivato o semplicemente costituisse un voler distinguere i vari delitti semplicemente basandosi sul sesso della vittima anche se in realtà non è così.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-06 18:51:47 UTC</pubDate>
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         <title>5.Prima ha accennato al fatto che c&#39;è ancora molta strada da fare prima di raggiungere un rispetto reciproco fra uomo e donna. Cosa pensa stia ostacolando questo sviluppo?  Vuole spiegarci cosa porta l&#39;uomo a sentirsi ancora capo e possessore in una società sviluppata come quella odierna secondo lei?</title>
         <author>chris_fasoli1</author>
         <link>https://padlet.com/andreacarigi/vv4wbkmabklx/wish/158160172</link>
         <description><![CDATA[<div>la violenza è l'esito di pratiche misogine, date dal fatto che l'uomo disprezzi la donna, mentre il femminicidio in particolare è dato dall'uomo che pensa di essere possessore della vita della donna.<br>L'uccisione di una donna da parte di un uomo può essere frutto di diversi fattori, odio, disprezzo, piacere o senso di possesso.<br>Probabilmente più le donne acquisteranno sicurezza in loro stesse più questi problemi verranno a meno...<br>intendo dire che forse tra qualche decennio l'uomo reprimerà questo senso di supremazia e forse si potrà pensare di vivere in armonia.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-06 19:59:33 UTC</pubDate>
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         <title>1.Elisa, 22 anni, originaria di Verona, orfana di madre (Daniela) uccisa a coltellate il 13 agosto 2013 da un marito che poi si è suicidato davanti al cadavere della donna e al figlio di 4 anni, si racconta. Io, mia sorella e mio fratello ci siamo ritrovati orfani due volte. A distanza di tre anni abbiamo dovuto imparare a convivere con la solitudine e l&#39;assenza di un sostegno psicologico ed economico.</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/andreacarigi/vv4wbkmabklx/wish/158167895</link>
         <description><![CDATA[<div><br><strong>Quale pensi che sia stata la causa che ha portato tuo padre a fare quello che ha fatto? Cosa pensi di tuo padre e sopratutto porti ancora rancore nei suo confronti?</strong></div><div>Non so ancora riuscita a trovare una spiegazione al gesto di mio padre, non c’è giorno che non provi a darmi una risposta. I miei dovevano lasciarsi per tante ragioni. In ogni caso non si poteva più andare avanti in quel modo, mi diceva mamma. Ricordo che un giorno mi confidò il bisogno di denunciarlo ma io non capivo. Mi diceva che doveva farlo per proteggere lei e noi. Era una guerriera, lottava per noi, non ci faceva mancare nulla. Aiutava anche mio padre, gommista, come farebbe una moglie quando il marito è in difficoltà. Cosa penso di mio padre? Il mio primo pensiero è stato che fosse un uomo malato, una persona che doveva essere curata. Non riuscivo a dare una spiegazione a quel gesto, ma poi ho ripensato agli anni precedenti quando la nostra era una famiglia normalissima ed eravamo felici. Ora come ora sono molto confusa e tutt’ora non posso o forse non riesco a perdonarlo. Spero vivamente che col pasare del tempo il rancore sparisca perchè so in prima persona che vivere una vita nell’odio non porta a nulla.</div><div><br></div><div><strong>Tuo fratello è forse quello che tra tutti è stato il più colpito e traumatizzato emotivamente. Come sta affrontando questa perdita?</strong></div><div>A distanza di anni non l’ha del tutto superata ma è normale che sia così. Come fai a dimeticare una cosa del genere? È impossibile. Sono molto orgagliosa di lui, è un bambino che nonostante i suoi sei anni è forte e lo dimostra sempre di più ogni giorno che passa. È pronto non ha dimenticare del tutto, perchè a mio pare non dovrebbe farlo, ma per lo meno a non lasciare che il passato possa in qualche modo intralciare il suo futuro. Io da sorella maggiore mi sento in dovere di dare il buon esempio, di essere un po’ come una seconda mamma.</div><div>Mi ripeto continuamente di essere forte per me ma sopratutto per mio fratello e mia sorella. Sono ancora troppo piccoli per affrontare la vita da soli.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-06 20:23:42 UTC</pubDate>
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         <title>Destinazione editoriale:</title>
         <author>andreacarigi</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Donna Moderna</strong><br>settore News ( dedicato alla giornata della donna)</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-07 09:43:05 UTC</pubDate>
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