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      <title>Diocleziano, Costantino e Teodosio by </title>
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      <description>STORIA</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-11-24 14:38:36 UTC</pubDate>
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         <title>Diocleziano</title>
         <author>alessiauzzauto</author>
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         <description><![CDATA[<div>Diocleziano divenne imperatore nel 284 d.C. dopo i 50 anni del periodo di <a href="http://doc.studenti.it/tema/italiano/anarchia.html"><strong>anarchia</strong></a>.</div><div>Egli riuscì a ripristinare l’ordine nell impero ed a difenderne i confini attraverso una serie di riforme che rinnovarono lo stato romano.</div><div><strong>Rafforzamento del potere dell imperatore</strong>. Per la stabilità dello stato, <strong>Diocleziano</strong> capì che l’imperatore&nbsp; non poteva essere ostaggio degli eserciti, come era stato nei decenni precedenti, rafforzò quindi il potere imperiale facendo diventare la corte dell’imperatore il centro di ogni decisione.L’imperatore, nella sua qualità di "Dominus" (signore) dell’impero, promulgava le leggi e gli editti senza rendere conto a nessuno, disponeva di un suo esercito e di funzionari fidati che dipendevano direttamente da lui.&nbsp;<br><strong>La riforma dell'esercito</strong>. Per evitare ribellioni militari <strong>Diocleziano</strong> riformò l’esercito. Diminuì il numero dei soldati assegnati ad ogni legione&nbsp; per limitare il potere dei comandanti ed aumentò il numero delle legioni.<br>Inoltre divise l’esercito in 2 parti:</div><div>- le truppe di frontiera – i limitanei – che risiedevano oltre il Limes e difendevano i confini</div><div>- le truppe di combattimento – comitatus – che, sotto il diretto controllo dell’imperatore, erano stanziate nelle retrovie, pronte ad intervenire&nbsp; ogni volta che si rendesse necessario.<br>Con questo sistema l’esercito, composto da oltre 600.000 uomini, divenne più efficiente ma furono necessarie molte più risorse finanziarie per il suo mantenimento tenuto conto che tutti i componenti dell’esercito erano economicamente non produttivi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-24 14:42:50 UTC</pubDate>
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         <title>Costantino</title>
         <author>alessiauzzauto</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Conosciuto anche come <strong>Costantino il Grande</strong> e <strong>Costantino I</strong> (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_latina">latino</a>: <em>Flavius Valerius Constantinus</em><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costantino_I#cite_note-12">[12]</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_greca">greco</a>: <em>Konstantinos o Mègas</em>, Κωνσταντίνος ο Μέγας; <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Naissus">Naissus</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/27_febbraio">27 febbraio</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/274">274</a> – <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nicomedia">Nicomedia</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/22_maggio">22 maggio</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/337">337</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costantino_I#cite_note-Costantino-morte-Persiani-11">[11]</a>), è stato un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sovrano">imperatore</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roma_(citt%C3%A0_antica)">romano</a> dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/306">306</a> alla sua morte.</div><div>Costantino è una delle figure più importanti dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Impero_romano">Impero romano</a> che riformò largamente e nel quale favorì la diffusione del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cristianesimo">cristianesimo</a>. Tra i suoi interventi più significativi, la riorganizzazione dell'amministrazione e dell'esercito, la creazione di una nuova capitale a oriente (<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costantinopoli">Costantinopoli</a>) e la promulgazione dell'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Editto_di_Milano">Editto di Milano</a> sulla libertà religiosa.</div><div>È considerato santo e "simile agli apostoli" dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_ortodossa">Chiesa ortodossa</a>, da alcune <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiese_ortodosse_orientali">Chiese ortodosse orientali</a> e dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cattolica">Chiesa cattolica</a>. Il suo nome non è però presente nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Martirologio_Romano">Martirologio Romano</a>, il catalogo ufficiale dei santi riconosciuti dalla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_cattolica">Chiesa cattolica</a><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costantino_I#cite_note-13">[13]</a>. <br>Le fonti primarie sulla vita di Costantino e sulle relative vicende da imperatore devono essere prese con le dovute cautele. La principale fonte contemporanea è costituita da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eusebio_di_Cesarea">Eusebio di Cesarea</a>, autore di una <em>Storia Ecclesiastica</em> che non manca di esaltare la gloria e la nobiltà di Costantino in quanto imperatore cristiano, a cui fece seguito una <em>Vita di Costantino</em> che ne costituisce una vera e propria <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Agiografia">agiografia</a>. Anche <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lattanzio">Lattanzio</a>, nel suo <em>De mortibus persecutorum</em>, delinea in modo netto la distinzione fra il pio Costantino e il perverso <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diocleziano">Diocleziano</a>. Distinzione forse non del tutto disinteressata, visto che Lattanzio, nato in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nordafrica">Nordafrica</a> da famiglia pagana e convertitosi al cristianesimo, dovette fuggire precipitosamente da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nicomedia">Nicomedia</a>, sede imperiale di Diocleziano, all'alba dell'ultima <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Persecuzione_dei_cristiani_nell%27Impero_romano">persecuzione contro i cristiani</a>, nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/303">303</a>. La stessa cautela deve valere per la <em>Storia Nuova</em> di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Zosimo_(storico)">Zosimo</a>, pagano e anticristiano, che mostra evidenti pregiudizi in senso opposto. Infine, l'appendice alla storia di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ottato_di_Milevi">Ottato di Milevi</a> sullo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Scisma_donatista">scisma donatista</a> racchiude alcune lettere che Costantino avrebbe inviato ai cristiani del Nordafrica e che, se autentiche, potrebbero rivelare alcuni tratti del pensiero dell'imperatore riguardo alla questione cristiana.<br>Era figlio di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costanzo_Cloro">Costanzo Cloro</a> e della sua compagna <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flavia_Giulia_Elena">Elena</a>. Si conosce pochissimo della sua gioventù: perfino la sua data di nascita è incerta. Aveva una statura imponente, in grado di terrorizzare i suoi coetanei, ed era detto <em>Trachala</em> per il suo largo collo.<br><br></div><div><br>Nel 288 Costanzo era stato nominato <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Prefetto_del_pretorio_delle_Gallie">Prefetto del pretorio delle Gallie</a> (cioè comandante militare) e nel marzo del <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/293">293</a>, in base al sistema della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Tetrarchia_di_Diocleziano">Tetrarchia</a> voluta da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Diocleziano">Diocleziano</a>, fu nominato <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cesare_(titolo)">Cesare</a> dall'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Augusto_(titolo)">Augusto</a> di Occidente, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Massimiano">Massimiano</a>, di cui sposò la figlia <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fausta">Fausta</a>. Costantino fu affidato all'Augusto d'Oriente, Diocleziano ed educato a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nicomedia">Nicomedia</a> presso la corte dell'imperatore, sotto il quale cominciò la carriera militare: fu <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Tribunus_ordinis_primi&amp;action=edit&amp;redlink=1"><em>tribunus ordinis primi</em></a>, viaggiò in Palestina e partecipò alla campagna danubiana contro i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sarmati">Sarmati</a>; fu ancora con Diocleziano in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Egitto_(provincia_romana)">Egitto</a> nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/296">296</a> e quindi combatté sotto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Galerio">Galerio</a>, Cesare d'Oriente, contro i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Persiani">Persiani</a> e i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sarmati">Sarmati</a>.<br><br></div><div><br>Il primo maggio del 305, Diocleziano abdicò a favore del proprio cesare Galerio e lo stesso fece Massimiano in Occidente, a favore di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costanzo_Cloro">Costanzo Cloro</a>. Galerio nominò proprio Cesare il nipote <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Massimino_Daia">Massimino Daia</a>, mentre Costanzo scelse come proprio successore <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Flavio_Severo">Flavio Severo</a>. Fu in questo frangente che Costantino raggiunse il padre in Britannia (alcune fonti vogliono che quella di Costantino sia stata una vera e propria fuga da Nicomedia, dove Galerio avrebbe voluto trattenerlo per garantirsi la fedeltà di Costanzo Cloro) e condusse con lui alcune campagne militari nell'isola.<br><br></div><div><br>Circa un anno dopo, il 25 luglio 306, Costanzo Cloro morì nei pressi di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Eburacum">Eburacum</a> e l'esercito, guidato dal generale germanico <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Croco">Croco</a> (di origine <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alemanni">alamanna</a>), proclamò Costantino nuovo Augusto d'Occidente,<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Costantino_I#cite_note-14">[14]</a> mettendo a repentaglio il meccanismo della tetrarchia, ideato da Diocleziano proprio per porre termine all'uso ormai consolidato degli eserciti di proclamare di propria iniziativa gli imperatori.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-24 14:47:12 UTC</pubDate>
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         <title>Teodosio</title>
         <author>alessiauzzauto</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Vedendo lo stato decaduto e quasi in rovina, con la stessa preveggenza con la quale in altro tempo Nerva aveva scelto lo spagnolo Traiano, che restaurò lo stato, anche Graziano scelse Teodosio, pure spagnolo, e nell’urgenza di rimettere ordine nello stato lo vestì della porpora a Sirmio, e lo mise a capo dell’Oriente e della Tracia. Con preveggenza in questo superiore: che se Teodosio in tutte le virtù umane fu pari a Traiano, nella fedeltà a Cristo e nel culto della religione lo superò senza possibilità di confronto; tant’è vero che quello fu un persecutore, questo un propagatore della Chiesa. Così a quello non fu concesso nemmeno un figlio della cui successione potesse compiacersi; la gloriosa discendenza di questo, invece, di generazione in generazione domina ancora sull’Oriente e sull’Occidente”</em>.“<em>Egli si ricordò della vita precedente, partecipando a lauti banchetti, dedicandosi ai piaceri e rammollendosi nei teatri e negli ippodromi […]. Per natura, infatti, era dissoluto, molto pigro ed incline ai vizi di cui ho parlato. Quando non aveva guai o timori cedeva alla sua indole; ma quando si trovava in una necessità che lasciava intravedere qualche sconvolgimento nella situazione, metteva da parte la pigrizia, abbandonava ogni mollezza e ritornava ad una vita più virile, tollerante delle fatiche e delle sofferenze. Dopo aver dato simili prove di sé, come hanno mostrato i fatti, non avendo alcuna preoccupazione, ritornava ad essere schiavo delle sue naturali dissolutezze</em>”.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-11-24 14:50:16 UTC</pubDate>
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