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      <title>Messina Aurora padlet 1 by </title>
      <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5</link>
      <description>diario di bordo delle mie attivitá scientifiche.</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-11-13 08:23:22 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>aurora_messina01</author>
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         <description><![CDATA[<div>video sui prodotti di uso quotidiano e dei simboli di pericolo che vi ritroviamo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-13 08:31:12 UTC</pubDate>
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         <title>Metodo Deduttivo e Induttivo.</title>
         <author>aurora_messina01</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>metodo deduttivo:dal latino <em>deducere</em>, cioè trarre da, per ragionamenti.</div><div>metodo deduttivo o sillogistico, cioè del ragionamento, è quel metodo che porta ad una conclusione di un ragionamento procedendo dall'universale al particolare.</div><div><br></div><div> Dal latino inducere<em>, </em>cioè<em> </em>condurre, trarre per mezzo del particolare.</div><div>metodo induttivo: questo metodo ha origini storiche antiche e fu sostenuto per primo da Bacone. Bacone era convinto che si dovesse abbandonare il modo di procedere della scienza ereditata dagli antichi, che si basava, anziché sull’osservazione della natura, su un metodo prevalentemente deduttivo e aprioristico, cioè l'uso della “mente distaccata e disgiunta dall’evidenza dei fatti”. A questo procedimento Bacone ne contrappone uno capace di condurre a nuove scoperte mediante l’impiego di un metodo induttivo.</div><div><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-13 08:32:25 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>aurora_messina01</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-11-13 08:38:06 UTC</pubDate>
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         <title>Il grafene.</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/303611558</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Il grafene è un materiale costituito da uno strato monoatomico di atomi di carbonio (avente cioè uno spessore equivalente alle dimensioni di un solo atomo). Ha la resistenza meccanica del diamante e la flessibilità della plastica.</div><div>Per estrarlo è stato sviluppato un metodo molto semplice universalmente noto come metodo scotch-tape, che usa semplice nastro adesivo per esfoliare la grafite. La tecnica consiste nel porre la superficie di un cristallo di grafite sul nastro adesivo, staccare il nastro e pelare così alcuni strati di materiale. Il nastro con l'impronta della grafite è quindi ripiegato su se stesso e svolto diverse volte. Ogni volta, i fiocchi deposti si dividono in strati sempre più sottili. Alla fine del processo, i sottili fiocchi adesi possono essere trasferiti in maniera semplice ad un substrato isolante. L'esfoliazione meccanica è il metodo più semplice ed accessibile per isolare fiocchi di grafene della dimensione di alcuni micron quadri, utili per la ricerca di base sulle sue proprietà.</div><div> Purtroppo questo metodo non è adatto per una produzione industriale.</div><div><br></div><div> | <strong>Proprietà elettroniche</strong></div><div>Il grafene è utilizzato come componente principale di un particolare tipo di batterie chiamate “batterie al grafene”. Le applicazioni di queste batterie si sono man mano estese in diversi settori, specialmente in quello dei dispositivi mobili come cellulari e tablet, anche se non hanno ancora sotituito del tutto le batterie al litio. Il loro utilizzo si riscontra anche nel modellismo dinamico, in particolare come sistema d’alimentazione per piccoli droni. Il grafene è un ottimo conduttore, e si pensa che sarà presto utilizzato in molti oggetti tecnologici.</div><div><br></div><div><br> | <strong>Proprietà termiche</strong></div><div>Il grafene è un ottimo conduttore termico anche se il carbonio, essendo un non metallo, di per sé non conduce il calore. Il grafene acquista questa proprietà per le interazioni realizzate nella macromolecola.</div><div><br> | <strong>Proprietà meccaniche</strong></div><div>Il grafene è il materiale più sottile al mondo ed è praticamente trasparente (97.7% della luce), ma nonostante questo è il materiale conosciuto più resistente al mondo e al contempo molto flessibile: un singolo foglio di grafene (quindi un foglio alto 1 atomo) largo 1 metro quadro sarebbe capace di sostenere il peso di 4 kg, pesare 0,7 mg ed essere virtualmente invisibile.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-13 08:41:58 UTC</pubDate>
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         <title>L’Esperimento Scientifico.</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/303616471</link>
         <description><![CDATA[<div>Un esperimento per essere considerato scientifico deve essere:<br>Ripetibile; che lo scienziato deve descrivere un preciso protocollo scientifico ovvero una sequenza di operazioni che un altro scienziato può ripetere che userà per ottenere dei risultati.<br>Controllabile; viene eseguito insieme ad un esperimento di controllo, un esperimento in cui tutte le variabili in esame rimangono uguali tranne quella che voglio studiare </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-13 09:00:15 UTC</pubDate>
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         <title>La Corona di Gerone.</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/303897959</link>
         <description><![CDATA[<div>L'architetto romano  Vitruvio, riferisce come Archimede abbia scoperto una frode intentata a Gerone II re  di Siracusa; ecco il riassunto di quanto scrive Vitruvio: </div><div> Gerone consegnò a un orafo una precisa quantità di oro con l'ordine che vi venisse fabbricata una corona da donare agli dei; a lavoro finito, però, il re sospettò la corona non fosse tutta d'oro, ma fosse costituita di una lega, anche se il peso della corona era uguale a quello dell'oro che Gerone  aveva dato all'orafo; chiese pertanto a Archimede di risolvere il problema. Questo, mentre era dentro una tinozza a fare il bagno, ancora tutto preso dal tentativo di risolvere il problema postogli da Gerone, osservò che più il suo corpo si immergeva nell'acqua, più acqua sfuggiva dalla tinozza; saltò allora fuori dalla vasca gridando:  Eureka, eureka!(esclamazione di gioia, di soddisfazione)<br>Prese due quantità, di argento e d'oro, di ugual peso della corona e  pose in un recipiente colmo d'acqua sino all'orlo la quantità di argento; il volume di acqua che uscì dal recipiente era uguale a quello dell'argento presente nel recipiente; tolto l'argento dal recipiente, riempì nuovamente la bacinella in modo che il livello d'acqua fosse uguale a quello iniziale trovando così il volume di acqua corrispondente al volume di argento. Ripeté poi l'esperimento con l'oro, trovando che in questo caso la quantità di acqua perduta era inferiore; a questo punto utilizzò lo stesso procedimento con la corona, vedendo che in questo caso la quantità di acqua che usciva dal recipiente era maggiore rispetto alla quantità di acqua uscita nel caso dell'immersione di una stessa quantità di oro puro; a questo punto capì che effettivamente Gerone era stato imbrogliato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-13 17:30:42 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>aurora_messina01</author>
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         <description><![CDATA[<div>Relazione sui miscugli e sui loro metodi di separazione </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-27 08:24:58 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>aurora_messina01</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-11-27 08:25:29 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/308154462</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <title></title>
         <author>aurora_messina01</author>
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         <description><![CDATA[<div>Relazione sul nastro di magnesio </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-11-27 08:49:16 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/310672238</link>
         <description><![CDATA[<div>Esperimenti sulla densità(acqua e olio)</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-03 21:54:51 UTC</pubDate>
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         <title>La generazione spontanea</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/310908235</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div><strong>Per generazione spontanea si intende la credenza, molto diffusa dall'antichità fino al </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/XVII_secolo"><strong>XVII secolo</strong></a><strong>, per cui la vita potrebbe nascere in modo "spontaneo" dagli elementi naturali inanimati, in quanto comunque dotati di influssi vitali.</strong></div><div><strong> Si contrappone alla teoria della </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Biogenesi"><strong>biogenesi</strong></a><strong>, secondo cui la vita può generarsi solo a partire da altri esseri viventi.</strong></div><div><strong>Questa teoria fu confutata nel XVII secolo grazie ad alcuni esperimenti di </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Francesco_Redi"><strong>Francesco Redi</strong></a><strong> e di </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lazzaro_Spallanzani"><strong>Lazzaro Spallanzani</strong></a><strong>. Francesco Redi pose della carne avariata in una serie di recipienti, alcuni chiusi, altri aperti, e dimostrò che le </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Larva"><strong>larve</strong></a><strong> nascevano solo dove le </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Mosca_(zoologia)"><strong>mosche</strong></a><strong> avevano potuto depositare le </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Uovo_(biologia)"><strong>uova</strong></a><strong>.</strong></div><div><strong>Col passare degli anni la teoria della generazione spontanea venne progressivamente abbandonata. Tuttavia, l'avvento del </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Microscopio"><strong>microscopio</strong></a><strong> portò ad una generale ripresa della teoria: si notò infatti che bastava mettere delle sostanze organiche in decomposizione in un luogo caldo per breve tempo e delle strane "bestioline viventi" apparivano sulla superficie.</strong></div><div><strong>Dato che all'inizio del </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/XIX_secolo"><strong>XIX secolo</strong></a><strong> c’era chi ancora sosteneva questa teoria l'</strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Accademia_delle_Scienze_di_Parigi"><strong>Accademia delle Scienze di Parigi</strong></a><strong> scelse di offrire un premio a chiunque fosse stato in grado di fare luce sull'argomento. Il premio fu vinto nel </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1864"><strong>1864</strong></a><strong> da </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Louis_Pasteur"><strong>Louis Pasteur</strong></a><strong>, che attraverso un semplice esperimento riuscì a confutare la teoria della generazione spontanea. Egli impiegò per i suoi esperimenti dei </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Matraccio"><strong>matracci</strong></a><strong> a collo d'oca, che permettevano l'entrata dell'</strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ossigeno"><strong>ossigeno</strong></a><strong>, elemento indispensabile allo sviluppo della vita, ma impedivano che il liquido all'interno venisse a contatto con agenti contaminanti come </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Spora"><strong>spore</strong></a><strong> e </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Batterio"><strong>batteri</strong></a><strong>. Egli bollì il contenuto dei matracci, uccidendo così ogni forma di vita all'interno, e dimostrò che i </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Microrganismo"><strong>microrganismi</strong></a><strong> riapparivano solo se il collo dei matracci veniva rotto, permettendo così agli agenti contaminanti di entrare.</strong></div><div><strong>Attraverso questo semplice esperimento Louis Pasteur fu in grado di confutare la teoria della generazione spontanea a favore della teoria della </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Biogenesi"><strong>biogenesi</strong></a><strong>. </strong></div><div><strong>Egli inoltre dimostrò, che dei germi si depositavano nella curva del matraccio in cui era presente dell'acqua perché l'aria arrivava fin lì e quindi in quel posto si riproducevano i germi poiché si erano trovati in un ambiente a loro favorevole.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-04 14:38:10 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title></title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/310913111</link>
         <description><![CDATA[<div>Relazione sul peso</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-04 14:45:09 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/310913478</link>
         <description><![CDATA[<div>Calcolo della densità </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-04 14:45:44 UTC</pubDate>
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         <title>Lista argomenti </title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/311244699</link>
         <description><![CDATA[<div>-Il grafene<br>-La generazione spontanea <br>-Metodo induttivo e deduttivo <br>-L’esperimento scientifico <br>-La chimica della cottura del pane<br>-La corona di Gerone<br>-Lo zucchero più costoso al mondo(Dario Bressanini)<br>-La pressione degli pneumatici<br>-La pressione arteriosa</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-12-05 07:27:07 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Relazione sui metodi di separazione(imbuto separatore)</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/318449621</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-01-08 17:47:32 UTC</pubDate>
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         <title>Relazione sulla cromatografia</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/318452096</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-01-08 17:51:07 UTC</pubDate>
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         <title>La chimica della cottura del pane</title>
         <author>aurora_messina01</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>La superfice del pane raggiunge abbastanza rapidamente i 100 ºC, e quindi l'attività dei lieviti e dei batteri è subito annullata, all'interno l'innalzamento di temperatura è molto più lento dando modo agli stessi lieviti e batteri di accelerare la loro fermentazione per alcuni minuti.</div><div>Specialmente le amilasi hanno modo di operare quando ormai non ci sono più lieviti e batteri vivi che possano assorbire gli zuccheri semplici che questi enzimi producono, rendendoli quindi disponibili per altre reazioni. Sulla crosta, quando il raffreddamento da evaporazione diminuisce, si raggiungono rapidamente i 150 ºC e a questa temperatura avvengono due effetti molto caratteristici: la caramellizzazione degli zuccheri e la reazione di Maillard tra zuccheri ed amminoacidi prodotti dalla rottura delle proteine. Entrambi i processi danno come risultato lo scurimento della crosta e una forte aromatizzazione, per cui sono facilmente confusi e si parla semplicemente di caramellizzazione degli zuccheri, ma è invece la <em>Reazione di Maillard</em> tra i diversi zuccheri e i molti amminoacidi diversi a produrre un gran numero di molecole aromatiche e a dare il vero profumo del pane.</div><div><br></div><div>Ad esempio la crosta del pane potrebbe causare un invecchiamento precoce delle cellule a causa della reazione di Maillard, una reazione chimica che avviene durante la cottura. Si tratta di un evento che interessa la crosta in particolar modo, e che produce acrilamide, un composto chimico non gradito dalle cellule.</div><div><br></div><div>La reazione di Maillard avviene durante l'interazione nella fase di cottura di carboidrati e proteine ed è significativa solo a temperature superiori a 140 gradi. I composti formano degli aggregati odorosi tipici, molto apprezzati e attraenti per il palato.</div><div><strong>La reazione di Maillard in realtà non è una sola</strong>, ma è costituita da una serie di fenomeni che si innescano in tre fasi: la prima non presenta effetti visibili, mentre causa la degradazione di certi amminoacidi essenziali come la lisina. La seconda è responsabile della formazione dei composti odorosi tipici del cibo cotto; la terza vede invece la nascita di grosse molecole che conferiscono il tipico colore bruno al cibo. Il "gusto di carne", per esempio, che può essere estratto e usato in brodi o altri alimenti, è essenzialmente il gusto dei composti di Maillard.</div><div>La reazione di Maillard da origine a numerosissimi composti diversi, non tutti identificati e la cui chimica è ancora in parte da svelare.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-01-15 08:16:00 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Relazione “La beuta e il palloncino” (pressione atmosferica e passaggi di stato)</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/329918297</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 15:41:47 UTC</pubDate>
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         <title>Verifichiamo la direzione  pressione </title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/329921810</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Prendiamo una beuta e lo riempiamo alla sua massima portata con dell’acqua.</div><div>Prendiamo una cartolina semirigida e l’appoggiamo sulla beuta.</div><div>Rapidamente giriamo il sistema tenendo la cartolina e dopo averlo capovolto la cartolina rimarrà attaccata grazie alla pressione che spinge verso l’alto.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-02-11 15:46:30 UTC</pubDate>
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         <title>Relazione sulla legge di Lavoaisier </title>
         <author>aurora_messina01</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-03-12 08:19:50 UTC</pubDate>
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         <title>Lo zucchero più costoso al mondo</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/344888676</link>
         <description><![CDATA[<div>Gli zuccheri non sono tutti uguali. Il normale zucchero bianco, <a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/06/03/miti-culinari-6-lo-zucchero-veleno-bianco/">il saccarosio puro</a>, secondo me non va molto bene per esaltare il gusto di una ottima fragola perché è stato privato di tutto l’aroma. D’altra parte lo zucchero di canna, <a href="http://bressanini-lescienze.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/04/06/miti-culinari-5-le-virtu-dello-zucchero-di-canna/">che può contenere fino al 5% di impurezze</a> , ha un aroma troppo intenso, di liquirizia, dovuto ai residui di melassa ancora presenti, che coprirebbe quello delicatissimo delle fragole. In più il saccarosio ha un profilo gustativo troppo marcato per cui sarebbe meglio utilizzare una miscela di zuccheri infinitesimamente aromatizzati. Serve un “aroma infinitesimo” per accompagnare senza sovrastare quello delle fragole.</div><div>Lo zucchero che ho scelto per valorizzare le mie fragole è stato prodotto con una tecnologia degna di un laboratorio farmaceutico. È a base di saccarosio ovviamente, l’85%, ma il profilo gustativo un po’ invadente del saccarosio è mitigato da un 15% di lattosio, lo zucchero del latte, con il suo vellutato e mellifluo retrogusto.</div><div>Lo vendono sotto forma di piccole palline che si rompono piacevolmente sotto i denti, senza sentire la ruvida asperità dei normali cristalli di zucchero. È un prodotto molto costoso. Ne ho acquistata una confezione di 6 grammi alla bellezza di 12,90 euro! Fanno 2.150 euro al kg: circa duemila volte di più del comune zucchero da cucina! Contengono altro queste palline? No. Ed è proprio per questo che costano così tanto: sono 85% di puro saccarosio e 15% di puro lattosio. Niente altro. L’ottenimento di un prodotto non contaminato da aromi e sapori indesiderati è possibile solo con tecniche che appartengono più alla farmacopea che alla gastronomia, ma in un epoca dove scienza e cucina si mescolano in modi insospettati niente ci stupisce più.</div><div>Ma torniamo all’aroma infinitesimo: queste palline devono venire “lambite” da un altro prodotto, qualche cosa che possa apportare la caratteristica aromatica desiderata senza essere invasiva. Infinitesima appunto. Ed è qui che la tecnologia ancora una volta viene in aiuto: queste palline sono preparate con la tecnica chiamata 200K, come indica la confezione. È ovviamente tutto automatizzato ma in pratica funziona così: si parte da una goccia (immaginate 1 millilitro) della sostanza che si vuole usare per aromatizzare e la si diluisce in un flacone da 100 millilitri con dell’acqua distillata purissima. Il flacone deve essere “scosso” in senso verticale per 100 volte. C’è ovviamente un macchinario apposito. Tecnicamente questa fase si chiama “succussione” o “dinamizzazione” e secondo il produttore delle palline è assolutamente fondamentale per la qualità del prodotto finale. A questo punto si <strong>butta</strong> il contenuto. <strong>Esattamente, avete capito bene: si getta via</strong>.</div><div><br></div><div>Ovviamente qualche goccia della soluzione rimarrà sulle pareti del  recipiente. Si riempie nuovamente il recipiente con acqua distillata, altra succussione, si getta nuovamente e così via per 200 volte. Ecco spiegato il 200. La lettera K ci ricorda che questo procedimento è stato ideato da Simon Nicolaievitch von Korsakoff. Qualche lettore tra i più svegli si chiederà: “ma dopo 200 volte cosa rimane nella bottiglia della sostanza iniziale?”. <strong>Esatto</strong>. È proprio questo il punto. Niente. Non rimane nulla, solo l’<em>ombra infinitesima</em> della sostanza iniziale. Altrimenti ricadremmo nel problema dell’aroma troppo intenso no?</div><div>Ora si prende l’acqua distillata presente nel flacone 200K e la si spruzza delicatamente sulle palline di saccarosio e lattosio preparate in precedenza e si lascia asciugare l’acqua. L’aroma infinitesimo si trasferisce quasi magicamente dall’acqua pura, che evapora, alle palline di zucchero. Il produttore puntigliosamente e orgogliosamente riporta, oltre all'indicazione sulla conservazione del prodotto a temperatura ambiente, che 1 grammo del suo prodotto contiene esattamente 1 grammo di zuccheri e niente altro. Curiosamente però solo sulla confezione americana e non su quella italiana,  Misteri delle etichette.</div><div>0,85 grammi di saccarosio e 0,15 grammi di lattosio. Niente altro. Ovviamente sono state fatte analisi chimiche e tutte confermano le affermazioni del produttore che le palline contengono solo zuccheri e niente altro. L’altissimo prezzo è giustificato proprio dal fatto che, a differenza dei prodotti convenzionali, qui le impurezze sono completamente eliminate.</div><div><br></div><div><em>Dario Bressanini</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-25 15:52:14 UTC</pubDate>
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         <title>La pressione degli pneumatici </title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/344896796</link>
         <description><![CDATA[<div>Il controllo della pressione degli pneumatici rientra fra le care vecchie buone abitudini di manutenzione faidatè che la maggior parte degli automobilisti dimenticano (o rimandano) sistematicamente. Eppure è un'operazione che richiede poco tempo, si può effettuare da soli e senza alcuna competenza tecnica. L'importante è cercare gli strumenti giusti.</div><div>Per misurare la pressione è necessario recarsi presso un gommista affidabile dotato di un manometro - lo strumento di misura in questione - in buone condizioni e, soprattutto, ben tarato.</div><div>La pressione si misura sempre a gomme fredde e con l’auto parcheggiata in piano.</div><div>con il rotolamento infatti la gomma si riscalda e la pressione rilevata risulta più alta. </div><div>L’unità di misura della pressione è il Bar, ma è sempre bene controllare cosa riporta il libretto di manutenzione o la targhetta adesiva, spesso posta all’interno porta del guidatore, dove sono indicate le pressioni consigliate per l’auto in esame. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-25 16:06:32 UTC</pubDate>
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         <title>La misurazione della pressione arteriosa</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/344897983</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>La comune misurazione della pressione arteriosa è effettuata invece in modo indiretto, utilizzando appositi apparecchi che sono in grado di valutare la pressione del sangue dall’esterno, in modo non cruento.</div><div>Di tali apparecchi, quello più preciso e comunemente usato sino ad ora è lo sfigmomanometro a mercurio, ideato dall’italiano Riva-Rocci poco più di un secolo fa. Esso è composto da un bracciale di gomma collegato da un lato ad una piccola pompa a mano, dall’altro ad un manometro a colonna di mercurio.</div><div>Poiché lo strumento ideato da Riva-Rocci era dotato di una colonna in vetro contenente mercurio e sulla quale era indicata la distanza espressa in millimetri, tradizionalmente l’unità di misura con cui si riportano i valori di pressione arteriosa massima e minima è definita come “millimetri di mercurio” (mmHg).</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-25 16:08:50 UTC</pubDate>
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         <title>Definizione di terra</title>
         <author>aurora_messina01</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>La terra é un sistema aperto(</strong> un sistema che può interagire con l'ambiente esterno scambiando sia energia che materia)<strong>in cui le varie sfere interagiscono tra loro.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-26 09:01:28 UTC</pubDate>
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         <title>Definizione di sistema e insieme </title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/345226415</link>
         <description><![CDATA[<div>-<strong>Un sistema </strong>può essere definito come un’entità composta da più parti interconnesse e interdipendenti, organizzate in modo da lavorare insieme per compiere determinate funzioni.<br>-<strong>Un insieme</strong> è un raggruppamento di elementi di qualsiasi tipo che può essere individuato mediante una caratteristica comune agli elementi che gli appartengono oppure per semplice elencazione degli elementi dell'insieme.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-26 12:56:46 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Le risorse del pianeta</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/345575654</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-03-27 08:02:34 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Gli esseri umani modificano il pianeta</title>
         <author>aurora_messina01</author>
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         <description><![CDATA[<div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-03-27 08:03:39 UTC</pubDate>
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      <item>
         <title>Rischi naturali per gli esseri umani</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/347053312</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 07:54:43 UTC</pubDate>
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         <title>L’ipotesi Gaia</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/347053539</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>L'ipotesi Gaia, nota anche come teoria di Gaia, propone che tutti i microorganismi e loro componenti inorganiche sono strettamente integrati per formare un unico sistema complesso autoregolante che mantiene in tal modo le condizioni di vita sul pianeta. L'indagine scientifica dell'ipotesi Gaia si concentra sull'osservazione di come la biosfera e l'evoluzione delle forme di vita contribuiscono alla stabilità della temperatura globale, salinità, ossigeno nell'atmosfera e di altri fattori di abitabilità del Pianeta in una omeostasi perfetta. L'ipotesi Gaia è stata formulata dal medico, biofisico e chimico James Lovelock nel 1970.</strong></div><div><strong>Questa ipotesi ecologica ha ispirato anche le analogie e le varie interpretazioni nelle scienze sociali, nella politica, nella religione e nella nascita di una nuova filosofia e stile di vita. Con la Teoria di Gaia vengono meno le concezioni del mondo che si sono sviluppate fino ad ora e che considerano la terra e la natura sostanzialmente come fonte di risorse che l'uomo può sfruttare a proprio piacimento. Secondo la Teoria di Gaia, ciò che comunemente chiamiamo natura, non è altro che l'insieme degli ecosistemi che di fatto rappresentano gli organi della terra i quali concorrono tutti alla regolazione delle caratteristiche chimico-fisiche del pianeta e sono tutti ugualmente importanti e da preservare se si vuole che la terra continui a mantenere un ambiente confortevole per la vita di noi esseri umani. Normalmente si pensa ad un ecosistema come ad un sistema stabile che si autoperpetua, formato da una comunità di organismi viventi e dal loro ambiente non vivente. Secondo questa visione, gli organismi non alterano il proprio ambiente, ma semplicemente vi si adattano. Questa visione è splendidamente confermata dalla frase: "quella umana è l'unica specie che modifica il proprio ambiente". La visione di un ecosistema secondo la teoria di Gaia, invece, considera i due componenti del sistema, quello vivo e quello non vivo, come due forze interattive strettamente collegate, ognuna delle quali modella, influenza e modifica l'altra. La teoria di Gaia dimostra infatti come sia normale che gli organismi viventi, oltre ad essere influenzati dal loro ambiente, lo modifichino attivamente.<br><br>fonte:</strong><a href="https://ecobiosistemica.com/index.php/ecobiosistemica/l-ipotesi-gaia">https://ecobiosistemica.com/index.php/ecobiosistemica/l-ipotesi-gaia</a></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 07:55:32 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Esempi di sistemi in equilibrio dinamico </title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/347054207</link>
         <description><![CDATA[<div>L'<strong>equilibrio</strong> chimico, si dice <strong>dinamico</strong>, quando reazioni opposte procedono alla stessa velocità: la velocità <strong>di</strong> formazione <strong>dei</strong> prodotti è uguale alla velocità della trasformazione opposta.<br>esempi:<br>~ <strong>La continua produzione di </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Carbonio-14"><strong>carbonio</strong></a><strong> nell'alta </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Atmosfera"><strong>atmosfera</strong></a><strong> e il suo </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Radioattivit%C3%A0"><strong>decadimento per radioattività</strong></a><strong> naturale portano a un equilibrio dinamico, per cui possiamo pensare che la concentrazione di questo elemento sia caratteristica del periodo storico.<br>~ In una </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Pentola_a_pressione"><strong>pentola a pressione</strong></a><strong>, la quantità di molecole </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Evaporazione"><strong>evaporate</strong></a><strong> è uguale al numero di quelle </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Condensazione"><strong>condensate</strong></a><strong>. In questo caso il parametro chimico-fisico che resta uguale è la </strong><a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Pressione_di_vapore"><strong>tensione di vapore</strong></a><strong>.</strong></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-01 07:58:29 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Esistono altre civiltà nell’universo?</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/347624804</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>Dove sono tutti?</em></strong> Perché non abbiamo ancora trovato tracce di <a href="https://www.wired.it/scienza/spazio/2018/05/07/alieni-gravita-terre-giganti/"><strong>altre civiltà</strong></a> nell’<strong>Universo</strong>? Data l’immensità dello Spazio è ragionevole pensare che non siamo soli, eppure da decenni cerchiamo tracce di <a href="https://www.wired.it/scienza/spazio/2016/05/13/shostak-seti-segnali-alieni/"><strong>intelligenza extraterrestre</strong></a> senza successo. A sciogliere la domanda <em>“dove sono tutti?”</em> – sintesi estrema del <strong>paradosso di Fermi</strong> – ci si prova da tempo, adducendo motivazioni di vario tipo (ci sono bassissime probabilità che si sviluppi la vita, le civiltà intelligenti hanno breve durata, etc), ma il <strong>dibattito</strong> è ancora vivo. Gli ultimi a provare a rispondere al Paradosso di Fermi sono <strong>Anders Sanberg</strong>, <strong>Eric</strong> <strong>Drexler</strong> e <strong>Tod Ord</strong> dell’Università di Oxford, che hanno reso pubblico su <em>ArXiv</em>uno <a href="https://arxiv.org/pdf/1806.02404.pdf"><strong>studio</strong></a> in cui affermano che, alla luce delle nostre <strong>conoscenze attuali</strong>, la probabilità che l’umanità sia sola è abbastanza elevata.<br>I ricercatori sono partiti dalla famosa <strong>equazione di Drake</strong>, una formula che l’astronomo Frank Drake ideò negli anni ’60 per stimare il <strong>numero di civiltà</strong> nella nostra galassia in grado di <strong>prendere contatto</strong> con la nostra.</div><div>La formula è la seguente:<br><br></div><div>N = R * x F<sub>P</sub> x N<sub>E</sub> x F<sub>L</sub> x F<sub>I</sub> x F<sub>C</sub> x L<br><br></div><div>E afferma che il numero di civiltà (N) nella nostra galassia che potremmo riuscire a contattare può essere determinato moltiplicando il tasso medio di <strong>formazione stellare</strong> nella nostra galassia (R *), la frazione di <strong>stelle con pianeti</strong> (F<sub>P</sub>) , il numero di <a href="https://www.wired.it/scienza/spazio/2017/12/11/vita-aliena-esopianeti-video-nasa/"><strong>pianeti</strong></a> che possono effettivamente supportare la <a href="https://www.wired.it/scienza/spazio/2018/01/30/vita-aliena-metano/"><strong>vita</strong></a> (N<sub>E</sub>), il numero di pianeti che potrebbero sviluppare la vita (F<sub>L</sub>), il numero di pianeti che potrebbero sviluppare <strong>vita intelligente</strong>(F<sub>I</sub>), il numero di civiltà in possesso di <strong>tecnologie di trasmissione</strong> (F<sub>C</sub>) e il periodo di <strong>tempo</strong> in cui queste civiltà dovrebbero trasmettere i loro segnali nello spazio (L).<br>Secondo Sanberg e colleghi i parametri che vengono in genere utilizzati per risolvere l’equazione non terrebbero conto delle <strong>grosse incertezze</strong> dei dati e che basta essere un po’ più ottimisti o un po’ più pessimisti nella scelta di un parametro perché il <strong>risultato</strong> della formula <strong>cambi</strong> considerevolmente.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-02 13:48:19 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Cucina molecolare: sferificazione </title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/351893441</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-04-16 07:14:03 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Differenza tra pianeta e pianeta nano</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/352209508</link>
         <description><![CDATA[<div>Nel 2006 l’Unione Astronomica Internazionale ha stabilito una nuova definizione, per i pianeti: si definisce pianeta un oggetto che orbita stabilmente intorno al Sole, che ha dimensioni sufficienti a raggiungere l’equilibrio idrostatico (cioè che non ha la forma di un sasso, ma grossomodo di una sfera) e che è gravitazionalmente dominante (ovvero che ha “ripulito le vicinanze della sua orbita da altri oggetti”).</div><div>In base alla nuova definizione, Plutone è stato retrocesso a pianeta nano: Plutone, infatti, interseca l’orbita di Nettuno e ne è in qualche maniera dominato, nel senso che il suo periodo orbitale è risonante con quello di Nettuno in modo da non incrociarlo mai troppo da vicino. Se così non fosse, sarebbe già stato catturato da Nettuno o sbalzato fuori dalla sua orbita. Quindi <strong>la differenza tra pianeta e pianeta nano è proprio il fatto di essere o meno gravitazionalmente dominante nella regione della propria orbita.</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-17 06:12:36 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>I destini dell’universo</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/354918793</link>
         <description><![CDATA[<div>-I componenti si andranno ad allontanare :L’universo si espande,con una velocità che va aumentando( energia oscura, dovrebbe rallentare) e le galassie vengono (legge di Hubble)</div><div>-Equilibrio spazio medio: la forza gravitazionale diventerà dominante quindi l’universo si riconcentrerà in se stesso e si giungerà al big crash( dipende se vincerà la forza di espansione o la forza gravitazionale)</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-04-29 08:18:00 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Meteora di Čeljabinsk</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/355323434</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2019-04-30 07:26:51 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>La teoria della panspermia</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/357640027</link>
         <description><![CDATA[<div>Tre astrofisici dell’università di Harvard <a href="https://arxiv.org/pdf/1810.04307.pdf">hanno pubblicato un articolo</a> in cui si teorizza che la vita non sia solo in grado di diffondersi tra pianeti relativamente vicini all’interno del Sistema Solare, ma che la probabilità di uno scambio di materiale biotico tra corpi celesti aumenterebbe drasticamente se estendessimo il campo di ricerca a intere galassie come la Via Lattea: “Se la panspermia operasse su scala galattica, gli esopianeti abitabili in cui la vita è assente sarebbero veramente pochi, o forse nessuno”.<br>Secondo questi studiosi, infatti, per trasportare i semi della vita attraverso distanze interstellari sarebbe sufficiente che i corpi celesti come asteroidi comete o persino pianeti abbiano un <strong>raggio superiore ai 100 metri</strong> e si muovano a<strong> velocità comprese tra i 10 e i 100 chilometri al secondo</strong>. Una volta giunti abbastanza vicini a una stella, il suo campo gravitazionale potrebbe attirarli e catturarli. Dopo essere entrati nel sistema stellare, questi corpi potrebbero entrare in contatto con i pianeti e diffondere il materiale organico. Tutto questo, secondo gli scienziati, si verifica in modo statisticamente molto elevato al centro della nostra galassia.<br>Per quanto poche, alcune forme di vita conosciute possono sopravvivere nello spazio. Un esempio sono i microorganismi poliestremofili come il <em>Deinococcus radiodurans</em>.  Questo batterio, grazie alla sua incredibile capacità di resistere alle radiazioni, al vuoto e alle temperature estreme, <strong>in teoria potrebbe sopravvivere senza grandi problemi su un asteroide</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-07 14:26:01 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Definizione di fuoco(in geometria)</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/357645751</link>
         <description><![CDATA[<div>In <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Geometria">geometria</a>, il <strong>fuoco</strong> è un punto particolare usato nel descrivere <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Sezione_conica">sezioni coniche</a>.</div><div>Una sezione conica può essere definita come un luogo di punti la cui distanza dal fuoco è uguale all'<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Eccentricit%C3%A0_(matematica)">eccentricità</a>moltiplicata per la distanza alla <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Direttrice">direttrice</a> corrispondente.<br>Un'<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ellisse">ellisse</a>(in questo caso l’orbita dei pianeti)può essere descritta con il luogo dei punti per i quali la somma delle distanze dai fuochi è costante.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-07 14:37:04 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>La prima foto di un buco nero.</title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/357655338</link>
         <description><![CDATA[<div>Siamo abituati a considerare i buchi neri come sistemi che divorano tutto, aspirapolveri cosmiche che ingoiano persino la luce. Ma questa è solo una delle loro caratteristiche. Ora che gli scienziati del progetto internazionale Event Horizon Telescope (Eht) analizziamo che:<br><em>“I buchi neri come quello fotografato al centro di M87 hanno avuto un ruolo importante nell’origine e nell’evoluzione delle galassie - spiega a Salvatore Capozziello, insegnante di cosmologia e Relatività Generale all’Università Federico II di Napoli, ed è associato all’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) - Sono autentici centri di gravità, che contribuiscono a stabilizzare e a plasmare la struttura dello spazio-tempo circostante, e il sistema di oggetti celesti che orbita loro intorno”</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-07 14:54:27 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Definizione di raggio vettore </title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/357657897</link>
         <description><![CDATA[<div>Sappiamo che un raggio vettore è un segmento orientato, cui il verso è indicato dalla freccia, e la direzione dalla linea e serve per determinare la distanza di un punto, da un punto fisso a un punto fisso spesso in coordinate polari, direzione, elevazione (sito) e distanza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-07 14:58:43 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>Latitudine e Longitudine della mia posizione </title>
         <author>aurora_messina01</author>
         <link>https://padlet.com/aurora_messina01/voyiecsmvgo5/wish/357925282</link>
         <description><![CDATA[<div>latitudine 38.15 N ;longitudine 13.32 E</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-05-08 06:40:04 UTC</pubDate>
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