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      <title>Boccaccio by SIMONE PIO CAMMISA</title>
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      <description>Cammisa, Ricciotti, Pizzi e Simeone</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-04-13 18:51:07 UTC</pubDate>
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         <title>Vita</title>
         <author>lorenzopizzilp</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Giovanni Boccaccio</strong> nasce in <strong>Toscana</strong> (ancora non sappiamo con certezza se a Certaldo o a Firenze) nel 1313. Frutto di una relazione illegittima tra il padre, il mercante Boccaccino di Chelino, e una donna di estrazione sociale inferiore, viene riconosciuto e cresciuto dal genitore a Firenze. Nel 1327 parte giovanissimo per<strong> Napoli,</strong> al seguito del genitore,<strong> </strong>per imparare il mestiere mercantile e bancario, seguendo il desiderio paterno di vederlo sistemato in una professione stabile.<br>L’esperienza napoletana si rivela però molto diversa rispetto alle aspettative, traducendosi in anni di svaghi e spensieratezze presso i <strong>raffinati ambienti della corte angioina</strong>. Qui, grazie agli <strong>stimoli della vivace vita culturale</strong> che anima la nobiltà napoietana, <strong>Boccaccio inizia ad interessarsi ai classici latini e ai grandi capolavori in volgare</strong>, soprattutto quelli di<mark> </mark><strong>Dante.<br></strong>Così, dopo un periodo di formazione da autodidatta, comincia a comporre molte opere di cui la caratteristica comune era il <strong>sentimento amoroso</strong>, non di rado di natura autobiografica. <a href="https://library.weschool.com/lezione/giovanni-boccaccio-vita-e-opere-4298.html">Boccaccio</a>, ad esempio, maschera spesso dietro il nome di Fiammetta una certa Maria d'Aquino, presunta figlia di Roberto d'Angiò e musa d'amore per il giovane scrittore.<br>Nel 1340 <a href="https://library.weschool.com/lezione/giovanni-boccaccio-vita-e-opere-4298.html">Boccaccio,</a> a causa di <strong>problemi economici</strong> che affliggono il padre, deve rientrare a Firenze, lasciando l'amata Napoli. Qui la vita si rivela subito molto diversa dai continui svaghi partenopei, e <a href="https://library.weschool.com/lezione/giovanni-boccaccio-vita-e-opere-4298.html">Boccaccio</a>, spinto anche dalle ristrettezze finanziarie, si concentra sulla propria produzione letteraria.</div><div>L'ultimo periodo di vita, caratterizzato anche da difficoltà economiche e personali, è insomma per<a href="https://library.weschool.com/lezione/giovanni-boccaccio-vita-e-opere-4298.html"> Boccaccio</a> quella della <strong>meditazione esistenziale ed intellettuale</strong>: alla riscoperta dei classici corrisponde il sempre vivo interesse per <a href="https://library.weschool.com/lezione/dante-alighieri-vita-e-opere-1402.html">Dante</a>, cui <a href="https://library.weschool.com/lezione/giovanni-boccaccio-vita-e-opere-4298.html">Boccaccio </a>dedica un <a href="https://library.weschool.com/lezione/dante-boccaccio-4488.html"><em>Trattatello in laude</em></a>&nbsp; e una serie di pubbliche letture della <a href="https://library.weschool.com/lezione/divina-commedia-interpretazione-1406.html"><em>Commedia</em></a> a Firenze. Lo scrittore, ormai anziano e malato, si spegne a <strong>Certaldo</strong> nel <strong>1375</strong>.<br><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-15 14:28:30 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>lorenzopizzilp</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-04-15 14:54:55 UTC</pubDate>
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         <title> FIAMMETTA</title>
         <author>samuelericciotti1</author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;Giovanni Boccaccio arriva a Napoli nel 1327 insieme al padre, per rappresentare il Banco de’ Bardi, una famiglia di banchieri e mercanti fiorentini che prestava denaro anche ai re napoletani.<br><br></div><div>Quando arriva a Napoli, Il giovane <strong>poeta</strong> quattordicenne, scopre una città vivace regnata da Roberto d’Angiò, amante delle arti e circondato da grandi artisti come Giotto e Petrarca.<br>Così cominciò un periodo di <strong>ispirazione</strong> poetica e amorosa<br><br></div><div>In questo periodo di fioritura artistica, Boccaccio incontra la napoletana Maria d’Aquino, conosciuta con lo pseudonimo di Fiammetta, probabilmente figlia del sovrano Roberto d’Angiò.<br>Il 30 marzo del 1336, Boccaccio e Fiammetta si incontrano nella Basilica di <strong>San Lorenzo Maggiore</strong>,<br>Il futuro autore del <strong>Decameron</strong> credette di aver trovato l’amore eterno e lodò la sua bellezza con sonetti e canzoni. Nacque un travolgente amore clandestino che durò 3 anni, fino a quando lei, stanca e distratta da una nuova passione, non esitò ad abbandonare il giovane fiorentino al suo fulgido destino.<br>Costretto a lasciare Napoli a causa dei problemi economici del padre, nonostante la lontananza dalla città partenopea, Giovanni Boccaccio continuò a celebrare la donna amata. L’esperienza napoletana lo aveva colpito a tal punto da scegliere Napoli come scenario di una delle novelle della sua opera più̀ famosa: il Decameron.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-15 19:43:07 UTC</pubDate>
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         <title>Decameron</title>
         <author>simonepiocammisa</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Decameron è una raccolta di novelle, il cui titolo, preso dal greco antico, significa “dieci giorni”. Boccaccio infatti immagina che, per sfuggire alla peste che infuria a Firenze, sette ragazze e tre ragazzi di famiglia aristocratica si incontrino nella Chiesa di Santa Maria Novella e decidano, per evitare il contagio e per sottrarsi all’atmosfera di dolore che regna nella città, di rifugiarsi in campagna nella villa di uno di loro, dove trascorreranno due settimane fra canti, banchetti e danze. Per occupare le ore del pomeriggio, essi decidono di raccontare a turno dieci novelle ogni giorno, tranne il venerdì e il sabato. Il Decameron risulta così composto da cento novelle, raccontate appunto in dieci giorni. Le novelle sono precedute da un proemio e da una descrizione. I temi fondamentali dell’opera di Boccaccio sono l’amore e la fortuna. Il Decameron è stato definito la prima “commedia umana”, perché i racconti sono sempre collegati a una situazione storica e sociale reale. L'autore presenta l’opera. Il suo scopo è quello di divertire ed intrattenere i lettori. Introduzione: l’autore descrive la città di Firenze e il periodo storico e sociale che attraversa. Prima giornata: novelle a tema libero. Seconda e terza giornata: novelle a lieto fine, in cui i protagonisti superano le difficoltà della vita tramite la fortuna. Quarta e quinta giornata: novelle dedicate al tema dell’amore, infelice nella quarta giornata e felice nella quinta giornata. Sesta giornata: novelle dedicate ai motti di spirito, in cui i protagonisti mostrano la loro intelligenza. Settima e ottava giornata: novelle dedicate al tema della beffa tra i coniugi. Nona giornata: novelle a tema libero. Decima giornata: novelle dedicate all’esaltazione dei valori di cortesia e di liberalità.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-15 19:57:55 UTC</pubDate>
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         <title>Polemica contro le donne</title>
         <author>simonepiocammisa</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell'ultima fase della sua vita, Boccaccio prende decisamente le distanze da quell'esaltazione della donna che aveva espresso attraverso quasi tutte le sue opere, Decameron compreso. Per capire l'inversione di tendenza basta leggere il Corbaccio, opera violentemente misogina. La visione dell'universo femminile che emerge dal Corbaccio è piuttosto sconfortante, le donne sono animali imperfetti agitati da mille passioni che sanno abilmente nascondere all'uomo attraverso la menzogna e l'ipocrisia. Con le danze e i canti li conquistano facendosi sposare. Ma poi, anche dopo il matrimonio, sono lupe fameliche di abiti costosi, gioielli e altri oggetti preziosi con i quali intendono gareggiare con le altre. Uno smodato appetito sessuale le porta a soddisfare le proprie voglie con chiunque capiti a loro tiro. Come si può spiegare questa inversione di tendenza? Una prima ipotesi è che Boccaccio sia arrivato a queste conclusioni in preda a un risentimento personale nei confronti di una o più donne che lo avevano deluse. La seconda ipotesi è legata a una vera e propria crisi religiosa. L'ultima ipotesi( la più plausibile delle tre) sostiene che l'invettiva contro le donne rappresentava un tema letterario già classico. E' probabile che Boccaccio abbia voluto semplicemente riconnettersi a questa feconda tradizione letteraria, forse più per gioco che per intima convinzione</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-15 20:33:45 UTC</pubDate>
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         <title>Confronto tra Dante e Boccaccio</title>
         <author>nicolosimeone</author>
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         <description><![CDATA[<div>Entrambi gli autori infatti optano per un fiorentino, non ultra-letterario, ma declinabile a seconda delle situazioni e dei contesti; per essere più precisi diciamo che sia il catalogo lessicale di Boccaccio sia quello di Dante si appropriano di più registri linguistici dell'idioma fiorentino, che permettano a tutt'e due di avere a disposizione nel corso della scrittura un'ampia rosa di possibilità espressive. Il linguaggio utilizzato dai dannati dell'Inferno dantesco, per esempio, è conforme al contesto comunicativo e si colora di termini popolareschi, vernacolari e persino volgari. Il linguaggio dei beati del Paradiso è invece puro, armonico, solenne (almeno in linea di massima, visto che pure in questa cantica si trovano elementi del registro marcati verso il basso). Lo stesso vale per Boccaccio, che ambienta le sue novelle in diverse aree geografiche e sociali, e ne approfitta per esplorare modalità espressive e idiomatiche assai differenti tra loro: si pensi anche al fatto che il Trecentista cerca di attribuire ad alcuni personaggi il loro vero dialetto, e che proprio a Boccaccio, tra l'altro, si deve L'epistola napoletana, importante esempio di letteratura dialettale riflessa: è evidente lo sforzo di entrambi, insomma, di distaccarsi dal latino e di dare dignità al volgare, che poi, però, dovrà assistere alla riaffermazione del latino in tutto l'Umanesimo, almeno fino alla prima metà del XV secolo.Dante struttura l'universo attingendo dal sapere aristotelico e tolemaico e comprende in un'unica visione il mondo fisico e quello metafisico, sedimentati su strati sovrapposti: è un mondo profondamente cristiano quello che presenta il ghibellin fuggiasco nella sua Commedia, un guazzabuglio ben orientato di valori tramutati in spiriti, e spiriti che trascolorano in valori Boccaccio ha una prospettiva ben più pratica e tangibile sull'ordine cosmico. Nel mondo che il padre del Decameron tiene costantemente sott'occhio non vige nessuna armonia di sfere in reciproca risonanza,</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-15 20:33:48 UTC</pubDate>
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         <title>CORBACCIO</title>
         <author>samuelericciotti1</author>
         <link>https://padlet.com/simonepiocammisa/vmbf9zdfj1svgqjb/wish/1423075020</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Il </strong><strong><em>Corbaccio</em></strong> è la più celebre tra le opere composte da<a href="https://library.weschool.com/lezione/giovanni-boccaccio-vita-e-opere-4298.html"> Giovanni Boccaccio</a> dopo la pubblicazione del suo capolavoro, il <a href="https://library.weschool.com/lezione/decameron-di-boccaccio-riassunto-dellopera-2674.html"><em>Decameron</em></a><em><br></em>Il <em>Corbaccio</em> è <strong>scritto in prosa volgare,</strong> e gli studiosi si dividono nel riconoscervi o meno degli elementi autobiografici. L’innovazione più evidente dell’opera emerge nella <strong>presentazione dell’amore e della figura femminile</strong>. Dal <a href="https://library.weschool.com/lezione/giovanni-boccaccio-vita-e-opere-4298.html">Boccaccio </a>amante delle donne e da un amore nobilitante che rende umani anche gli animali (come nella <a href="https://library.weschool.com/lezione/boccaccio-caccia-di-diana-analisi-e-commento-4334.html"><em>Caccia di Diana</em></a>)<strong> si passa alla visione onirica di amanti trasposti in fiere, e di una donna malvagia, orribile e avvizzita</strong>. Il <em>Corbaccio,</em> indipendentemente dalla sua caratterizzazione più o meno autobiografica, è allora<strong> il prodotto della svolta religiosa e classica del </strong><a href="https://library.weschool.com/lezione/giovanni-boccaccio-vita-e-opere-4298.html"><strong>Boccaccio</strong></a>, che quasi rinnega la propria posizione nel <a href="https://library.weschool.com/lezione/decameron-di-boccaccio-riassunto-dellopera-2674.html"><em>Decameron</em>.&nbsp;</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-04-15 20:41:40 UTC</pubDate>
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