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      <title>La memoria del BENE - cl.3 A by </title>
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      <description>I GIUSTI</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2020-04-21 17:39:02 UTC</pubDate>
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         <title>Chi sono i GIUSTI tra le nazioni?</title>
         <author>flavia_lomuscio</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><div>I ‘Giusti “sono persone non ebree che hanno osato sfidare la furia e la ferocia nazista, che hanno affrontato la morte giorno per giorno, pur di seguire la strada della giustizia… senza alcun compenso.<br>Uomini retti, semplici, modesti,umili!<br>I <strong>Giusti tra le nazioni</strong> ,sono non-<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ebreo">ebrei</a> che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita e senza interesse personale per salvare anche un solo ebreo dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Genocidio">genocidio</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nazismo">nazista</a> della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Shoah">Shoah</a>.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-26 14:50:50 UTC</pubDate>
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         <title>OSCAR SCHINDLER  </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Durante il periodo delle persecuzioni naziste contro gli ebrei numerosi uomini, famiglie, istituzioni religiose si distinsero nel tentativo spesso riuscito, di salvare gli ebrei dallo sterminio. Sono I Giusti fra le nazioni ,persone che a rischio della propria vita hanno fornito protezione e conforto. Io&nbsp; Oscar SCHINDLER sono un’imprenditore tedesco che salvò quasi 1200 ebrei dalla deportazione ad Aushwitz .Dopo&nbsp; l'invasione della Polonia da parte di Hitler mi trasferii a Cracovia . Sfruttando a mio vantaggio il programma tedesco di “Arianizzazione” delle imprese commerciali polacche, acquistai&nbsp; una Fabbrica di oggetti smaltati utilizzando lavoratori ebrei provenienti dal ghetto di Cracovia permettendo ai miei operai di restare all’interno della fabbrica durante la notte fornendo loro un riparo relativamente sicuro. In questo modo io riuscii&nbsp; a salvare molte vite utilizzando per questo scopo tutto il denaro che possedevo . La protezione&nbsp; a quegli operai insieme ad alcune&nbsp; mie attività commerciali provocarono accuse di corruzione e aiuto non autorizzato agli ebrei. Fui arrestato 3 volte ma non furono mai in grado di provare le accuse. Nel 1993 il regista americano Steven Spielberg mi dedicò un film ‘ Shindler's list ‘che ha vinto sette oscar e tre golden globe. Una famosa frase del film&nbsp; è “Chi salva una vita salva il mondo intero” <a href="https://youtu.be/XNSsv86lsok">https://youtu.be/XNSsv86lsok</a><br>Davide Francesco Piazzolla&nbsp;<br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-26 16:26:21 UTC</pubDate>
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         <title>Sono Giorgio Perlasca e questa è la mia storia </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono Giorgio Perlasca e questa è la mia storia .Nell inverno del 1944 a Budapest dopo esser stato mandato come incaricato d’affari con lo status di diplomatico,iniziai a collaborare con Sanz Briz, l’Ambasciatore spagnolo che stava già rilasciando salvacondotti per proteggere i cittadini ungheresi di religione ebraica. Ai soldati tedeschi mi presentai come sostituto dell Ambasciatore spagnolo, nonostante l elevato rischio di essere scoperto da essi riuscii ad evitare la deportazione fino all'arrivo dell'Armata Rossa, salvando ben 5218 ebrei facendoli nascondere nelle mie così dette case protette lungo il Danubio.<br>Tornato in Italia dopo la guerra decisi di non raccontare a nessuno delle mie gesta in quanto ritenevo e ritengo di aver fatto ciò che era giusto fare, se non fosse stato per alcune donne ebree ungheresi che a fine degli anni ’80 misero sul giornale della Comunità ebraica di Budapest un avviso di ricerca di un diplomatico spagnolo, Jorge Perlasca, che aveva salvato loro e tanti altri durante quei mesi terribili della persecuzione a Budapest la mia storia sarebbe rimasta con me e solo con me, ma dopo ciò decisi di raccontare a tutti delle mie gesta con la speranza che anche altri prendano esempio.<br><br>-Annaclelia Solofrizzo</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-26 17:07:01 UTC</pubDate>
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         <title>GIANNINA BELLINZANI</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Durante la Seconda guerra mondiale io e la mia famiglia ci trasferiamo a Cadorago, vicino Como, per sfuggire <em>ai bombardamenti. Io, Giannini e mia sorella Maria continuiamo ad andare tutti i giorni in città a lavorare. Io sono impiegata in un azienda di fibbie per calzature, che appartiene ad un ebreo, il Signor Stemberg. Un giorno le SS si presentano in ufficio e chiedono del Signor Stemberg che per fortuna in quel momento non c'era, ma di sicuro sarebbero tornati. Io e la mia famiglia capiamo che il Signor Stemberg è in pericolo e gli offriamo rifugio nell'appartamento di viale Certosa rimasto vuoto. Noi sapevamo che questa scelta ci metteva in pericolo e rischiamo l'arresto e la deportazione. Il Signor Stemberg non usciva mai da quella casa e io mi occupo di lui portandoli cibo ogni giorno e i resoconti sulla situazione dell'azienda fino alla conclusione della Guerra, quando Stemberg raggiunge i suoi&nbsp; parenti a Marsaglia dove oggi vivono i suoi eredi. Io e la mia famiglia pur rischiando la nostra vita non ci siamo mai tirate indietro di fronte alla possibilità di salvare una vita umana, facendo sempre ciò in cui credevamo con grande forza e coraggio.&nbsp; &nbsp; &nbsp;</em></div><div><br><br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;NICOLE DILEO&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-26 17:16:26 UTC</pubDate>
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         <title>CARLO ANGELA </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Sono <strong>Carlo Angela</strong> e sono stato un <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Medico">medico</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Politico">politico</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Antifascismo">antifascista</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Italia">italiano</a>. Il 29 agosto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/2001">2001</a> mi fu conferita da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Yad_Vashem">Yad Vashem</a> l'onorificenza di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giusto_tra_le_nazioni">Giusto tra le nazioni</a> per aver aiutato, a rischio della mia vita, molti <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ebrei">ebrei</a> durante la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Shoah">Shoah</a>. Ero padre del giornalista televisivo e scrittore <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Piero_Angela">Piero Angela</a> e nonno del divulgatore <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alberto_Angela">Alberto Angela</a>, mio nipote. Orfano di mia madre dalla nascita, la quale morì dandomi alla luce, a seguito di un'infezione da parto, a soli 20 anni mi laureai in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Medicina">medicina</a> nel 1899 all'<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_di_Torino">Università di Torino</a>. A <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Parigi">Parigi</a> frequentai i corsi di neuropsichiatria di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Babinski">Babinski</a>. Fui ufficiale medico della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Croce_Rossa_Italiana">Croce Rossa Italiana</a> . Diedi la mia adesione all'interno di un partito dove vi erano molte contraddizioni: insieme con parlamentari di sinistra ve n'erano altri che divennero ministri nel primo governo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Benito_Mussolini">Mussolini</a>, formato dopo la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Marcia_su_Roma">marcia su Roma</a>. Dopo alcuni anni passati come medico condotto del piccolo paese di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bognanco">Bognanco</a>, durante il periodo della <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fascismo">dittatura fascista</a> rinunciai ad incarichi politici e mi trasferii a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Maurizio_Canavese">San Maurizio Canavese</a>, con l'incarico di direttore sanitario della casa di cura per malattie mentali "Villa Turina Amione". Fu qui che durante l'occupazione tedesca e la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Sociale_Italiana">Repubblica Sociale Italiana</a> offrii rifugio a numerosi antifascisti ed <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ebrei">ebrei</a>, falsificando le cartelle cliniche per giustificarne il ricovero. Nella mia opera di soccorso agli ebrei fui aiutato dal mio vice Brun, dalla madre Tecla e da alcuni infermieri. Fui convocato e interrogato a Torino e rischiando anche la fucilazione durante una rappresaglia&nbsp; &nbsp; Durante la Liberazione, fui nominato sindaco di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Maurizio_Canavese">San Maurizio Canavese</a>.Divenni anche presidente dell'ospedale Molinette di Torino e morii nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1949">1949</a> ricevendo una sepoltura nel cimitero di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/San_Maurizio_Canavese">San Maurizio Canavese</a>, felice di aver vissuto una vita aiutando gli altri.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-26 17:21:35 UTC</pubDate>
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         <title>La mia storia:ALBINO BADINELLI  -MartinaDeRenzo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Ciao,sono Albino Badinelli,un giovane carabiniere di Allegrezza,frazione di S. Stefano in provincia di Genova,dopo l’8 settembre 1943, privo di comando nella Caserma di S. Maria del Taro a cui ero stato assegnato,tornai presso la mia famiglia di origine,che cercó in tutti i modi di aiutarmi con il mio lavoro nei campi e sulla ricerca di mio fratello disperso in Russia. Nell’agosto 1944 i diversi scontri tra partigiani e nazifascisti mettono a ferro e fuoco i paesi del circondario. Per contrastare gli attacchi della Resistenza,il comandante della Divisione Monte Rosa minacció di incendiare S. Stefano d’Aveto e di uccidere 20 ostaggi se i partigiani e gli sbandati non si presenteranno al Comando. Poiché nessuno si costituì,essendo terrorizzato dall’idea che 20 innocenti possono essere trucidati,mi presentai il 2 settembre in caserma accompagnato da mia madre,invocando moderazione e pace. Venni immediatamente condotto davanti al plotone d’esecuzione presso il cimitero del borgo,dove confidai al sacerdote,la volontà di perdere i miei carnefici,un attimo prima di essere fucilato…</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-26 17:31:05 UTC</pubDate>
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         <title>Domenico Amato</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Io Domenico Amato sono stato deportato in un campo di lavoro senza avere potuto avvisare mia moglie e i miei due figli.<br>Perché?<br>Ero un finanziere di giorno e di notte&nbsp;provedevo a traghettare, da Luino alla sponda laucustre del territorio svizzero,intere famiglie di ebrei in fuga dalla deportazione o dalla fucilazione.Ma…il17 febbraio 1944 fui sorpreso dai nazisti con documenti e valori da recapitare a una famiglia di ebrei già messi in salvo.Il 27 febbraio del 1945 finirà la mia esistenza</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-26 17:34:23 UTC</pubDate>
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         <title>AMELIA CERUTI </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>ACHILLE CLAUDIA&nbsp;</div><div><br></div><div>Sono Amelia Ceruti&nbsp; sono rimasta vedova nel 1936, casalinga, con debiti e con due figlie a carico, una di sei mesi e l'altra di dieci anni.Essendo esperta nel lavoro con la macchina da cucire ,intrapresi una piccola attivitá con&nbsp; una operaia per produrre biancheria per signora. In poco tempo a questa produzione aggiunsi anche&nbsp; quella di tessuti, dando lavoro ad una decina di operai.Quando iniziarono le persecuzioni razziali, io nascosi&nbsp; <strong>nel seminterrato della villetta in cui abitavo ,</strong> a Milano , un certo signor Mitrani, che vi rimase fino alla fine della guerra.Io ero molto attenta a non tradirmi e soprattutto a non farmi prendere alla sprovvista da eventuali contrattempi . Quando una notte degli ufficiali fascisti vennero a prelevarli a casa per sottopormi al <strong>riconoscimento di un perseguitato</strong>, mi rifiutai di uscire col coprifuoco, adducendo come motivazione che ero madre di due bambine e non me la sentivo di abbandonale da sole in casa . I fascisti mi intimarono di presentarmi il mattino dopo all'Hotel Regina. In quel luogo trovai ad attendermi dietro una grande scrivania, alcuni ufficiali nazisti. Era lì presente accovacciato su una sedia un mio vecchio cliente di Genova ebreo, di nome <strong>Polacco</strong> .Mi sentí gelare il sangue nelle vene ,ma non persi la luciditá.Con aria sorpresa dissi al conoscente "dottor Albertazzi, che ci fa le qui "dottor Albertazzi, che ci fa lei gli ufficiali mi credettero .Di sera alla chetichella arrivavano nel mio laboratorio decine di ebrei che&nbsp; si riunivano per scambiarsi informazioni e decidere il da farsi. Alla fine della guerra ricevetti una lettera di ringraziamento da Parigi.Dopo che ebbi finito di leggerla, dissi sorridendo: Come sono gentili! Mi hanno scritto dall'<strong>Istituto ebraico di Parigi </strong>per ringraziarmi" e, sempre sorridendo, stracciai la lettera.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-26 17:39:28 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/flavia_lomuscio/vm9p1718itv7zr9l/wish/2014221343</link>
         <description><![CDATA[<div><br>sono nato&nbsp; a Działoszyce, borgo di diecimila abitanti vicino a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cracovia">Cracovia</a>, nel 1921 da genitori <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ebrei">ebrei</a><br><br></div><div><br>Il paese in cui ero nato&nbsp; era abitato in maggioranza da ebrei. Io durante l'infanzia feci una doppia vita: il mattino frequentavo la scuola statale con gli altri ragazzi, il pomeriggio quella ebraica.<br>Il mio padre , <a href="https://it.m.wikipedia.org/w/index.php?title=Ben-Ziot&amp;action=edit&amp;redlink=1">Ben-Ziot</a>, era un sarto molto religioso e dagli scarsi mezzi finanziari che però fu molto attento all'educazione dei miei fratelli<br><br></div><div><br>A tredici anni&nbsp; mi trasferí&nbsp; a Cracovia dove, per poter frequentare il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ginnasio">Ginnasio</a>, lavorai&nbsp; in diversi campi fino trovare definitivamente impiego in una <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Tipografia">tipografia</a>.<br><br></div><div><br></div><div><br>Vivendo in un ambiente in cui la società ebraica era vista di cattivo occhio, aderì con convinzione al gruppo <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Sionista">sionista</a> della città.&nbsp; come tutti i sionisti, pensavo che gli ebrei non avrebbero potuto vivere in pace se non in uno Stato solo ebraico. Quando però il mio sogno stava per avverarsi, fui&nbsp; fermato da un problema cardiaco che mi impedì di partire con altri sionisti verso un <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Kibbutz">Kibbutz</a> in Palestina.<br><br></div><div><br>&nbsp;dunque rimasi&nbsp; in Polonia e assistetti&nbsp; all'invasione <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Nazista">nazista</a> nel <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1939">1939</a>. Nessuno aveva la minima idea di cosa fosse il vero obiettivo di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Adolf_Hitler">Adolf Hitler</a>, ma, in ogni caso, molti ebrei si spostarono nel territorio polacco occupato dall'<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Armata_Rossa">Armata Rossa</a> ed entrarono in massa nell'amministrazione sovietica, speranzosi nella fine dell'antisemitismo.<br>non venni arruolato per questioni anagrafiche e decise, come molti altri ebrei, di passare al di là del <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/San_(fiume)">fiume San</a> in territorio Sovietico, ma non riuscendo nell'intento perché l'esercito polacco in ritirata aveva fatto saltare tutti i ponti. Decisi quindi di tornare a Działoszyce. I tedeschi, entrati nel villaggio, non presero all'inizio nessuna misura anti-semita, ma mi&nbsp; accorsi di quanto stava per succedere quando un'ambulanza tedesca si rifiutò di soccorrere alcuni ebrei feriti in un bombardamento. Quindi decisi di tornare a Cracovia dove contava di riprendere il suo vecchio lavoro, ma rimase sconvolto alla vista del <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ghetto">ghetto</a> ancora in costruzione e decise di tornare per l'ennesima volta al suo paese.<br><br></div><div><br></div><div><br>Nel <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1942">1942</a> la situazione degli ebrei nel villaggio peggiorò consistentemente per la crescente ostilità da parte dei polacchi e per le notizie che circolavano su un'imminente <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Deportazione">deportazione</a>.<br>Infatti, il 3 settembre <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1942">1942</a> i tedeschi ordinarono a tutti gli ebrei di Działoszyce di farsi trovare nella piazza alle due in punto con una tuta da operaio e un sacco di non più di trenta chilogrammi. Dopo una prima divisione una parte fu caricata su un treno mentre un gruppo di mille persone (anziani, bambini e malati) non cominciò nemmeno il viaggio.<br><br></div><div><br>&nbsp;fui trasferito in vari campi di lavoro nei dintorni di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Cracovia">Cracovia</a> da uno dei quali poi riuscì a fuggire (da Miechowitz) per rifugugiarmi&nbsp; in un sottotetto insieme ad altre quindici persone. Quando il nascondiglio divenne poco sicuro mi&nbsp; decisi a chiedere aiuto ad un mio&nbsp; vecchio compagno di scuola il quale mi negò senza mostrare un briciolo di compassione. in ogni caso decisi di nascondermi nel magazzino della famiglia del mio amico per qualche giorno fino a che, finite le scorte di cibo, decisi&nbsp; di prendere il treno per Cracovia. In città, dopo non essere neanche riuscito a mangiare in un ristorante, chiese aiuto ad un mio vecchio dipendente che divenne&nbsp; il mio piccolo appartamento e il mio misero stipendio con lui finché fui costretto ad andarmene&nbsp; per colpa dei sospetti dei vicini sempre pronti a denunciare la presenza di un ebreo nascosto ai tedeschi.<br><br></div><div>Marco Riefolo<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-26 18:20:05 UTC</pubDate>
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         <title>ARTURO GATTI</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>ARTURO GATTI<br>Io ero Ufficiale medico, con il grado di Maggiore, di stanza a Karlovac nell’ex Jugoslavia durante la seconda guerra mondiale.<br>In tale veste, portai soccorso a numerosi ebrei che tentavano di valicare il confine tra lo Stato indipendente di Croazia e la zona occupata dall’Esercito Italiano, prestando, inoltre, cure mediche gratuite agli ebrei che ne avevano bisogno.<br>Salvai una famiglia ebrea di Karlovac fornendo loro falsi documenti e trasportandone alcuni a Trieste su una autoambulanza militare.<br>Ho scritto due lettere d’addio a mia figlia e a mia moglie quando fui arrestato .<mark><br>Nel 1970 riconosciuto come “Giusto tra le Nazioni”</mark><br>Michele Bollino</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-26 18:43:42 UTC</pubDate>
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         <title>GIORGIO PERLASCA </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Mi chiamo Giorgio Perlasca e sono nato a Como nel 1910. Da giovane ho aderito al partito nazionale fascista e nel 1930 mi sono arruolato nelle camice nere. Nel 1936 ho partecipato alla guerra di Etiopia e nel 1937 alla guerra civile di Spagna.&nbsp; Successivamente rientrai in Italia e mi allontanai dal fascismo perché non condividevo le leggi razziali e l’alleanza con la Germania. Mi sposai nel 1940, successivamente ho lavorato in Croazia, Serbia, Romania e Ungheria dedicandomi alle attività commerciali.&nbsp; Nel 1943 fu firmato l’armistizio tra l’Italia e gli alleati e poiché avevo prestato&nbsp; fedeltà al giuramento fatto a regno d’Italia, rifiutai di aderire alla Repubblica sociale italiana di Mussolini. Per questo motivo i tedeschi mi arrestarono e riuscii a fuggire rifugiandomi presso l’ambasciata spagnola. Nel 1944 durante la seconda guerra mondiale fingendomi console generale spagnolo, riuscii a salvare la vita di oltre 5000 ebrei ungheresi, strappandoli dai nazisti e dalla Shoah. È stata un’esperienza molto forte, anche perché curavo personalmente l’organizzazione e l’approvvigionamento dei viveri. nel 1945 sono riuscito a tornare in Italia, dove ho scritto un memoriale in cui ho raccontato tutte le mie attività svolte. Di questo memoriale non ne ho parlato con la mia famiglia. solo nel 1980 a seguito di un ictus la mia famiglia seppe di questo memoriale. ma il suo contenuto nel 1987 venne riconosciuto quando la vicenda divenne pubblica. Nel 1989 ho ricevuto per le mie opere numerose medaglie e riconoscimenti.<br><br>Claudia Dibenedetto</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-26 19:40:46 UTC</pubDate>
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         <title>𝐄𝐥𝐢𝐬𝐚𝐛𝐞𝐭𝐡 𝐀𝐛𝐞𝐠𝐠</title>
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         <description><![CDATA[<div>~𝑀𝑦𝑟𝑖𝑎𝑚 𝐺𝑎𝑟𝑔𝑎𝑟𝑒𝑙𝑙𝑎<br><br>Salve a tutti<br>Mi chiamo Elisabeth Abegg, sono nata a Strasburgo in Francia.<br>Mi sono laureata in pedagogia e mi sono trasferita a Berlino dove insegnavo storia in un liceo femminile. Sono stata allontanata dall'insegnamento perché criticavo la politica anti ebraica del nazismo.<br>Quando iniziarono le deportazioni degli ebrei tedeschi ad Auschwitz, la mia amica Anna fu arrestata e mandata nel campo di concentramento perché era Cristiana ma di origine ebraica. È stato un grandissimo dolore per me.<br>Da quel momento ho iniziato ad aiutare gli ebrei di Berlino a nascondersi.<br>Grazie alla collaborazione di amici e conoscenti ho creato una rete di soccorsi.<br>Sono riuscita a nascondere 12 ebrei nel mio appartamento e a salvarli, ne ho aiutati altri portando loro denaro, documenti e cibo, rischiando la vita.<br>Per fortuna sono riuscita a non farmi scoprire aiutando altri 80 ebrei tra uomini donne e bambini a salvarsi.<br>Infatti nel 1967 sono stata inserita tra "I GIUSTI DELLE NAZIONI".&nbsp;<br>Elisabeth Abegg è morta nel 1974.<br>Non è la più nota ma come si legge nel Talmud "𝗰𝗵𝗶 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘃𝗶𝘁𝗮 𝘀𝗮𝗹𝘃𝗮 𝗶𝗹 𝗺𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗼" questa frase descrive al meglio chi ha permesso che tanti uomini, donne e bambini destinati a morte quasi certa potessero continuare a vivere.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-26 20:19:01 UTC</pubDate>
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         <title>Antonietta Zabinski </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Il mio nome</div><div>Il mio nome era Antonina Maria Erdman e durante la mia vita, sono stata un’insegnante appassionata di arte e musica, amavo il mio lavoro…</div><div>Avevo in oltre perso i miei genitori durante la rivoluzione russa.&nbsp;</div><div>Ero una gran amante degli animali, e anche molto religiosa, credere era un po’ come la mia ancora.</div><div>Sono stata autrice di molti racconti che narrano di storie di animali.</div><div>Sposai lo zoologo Jan Żabiński, era fondatore e direttore dello Zoo di Varsavia, anzi, del nostro zoo di Varsavia, il nostro posto, uno dei più grandi d'Europa, così andai ad abitare insieme a lui nella casa all’interno.</div><div>Ma purtroppo, i bombardamenti e l’invasione tedesca della Polonia, nel ‘39, colpirono anche lo Zoo: parte della struttura fu distrutta e tanti di quei poveri animali rimasero uccisi ed inermi sotto le macerie.&nbsp;</div><div>Ma quel nostro sogno finì, perché fummo poi costretti a sgomberare lo Zoo, ma in quel momento, qualcosa dentro di noi si accese, potevamo davvero stare a guardare e continuare a vedere tutta quella sofferenza senza cercare di porne fine? Potevamo davvero rimanere inermi al pensiero che c’era gente veniva continuamente uccisa?</div><div>No</div><div>Così decidemmo di usare il pretesto della conversione della struttura in un allevamento di bovini per salvare tante vite umane.&nbsp;</div><div>Grazie alla scusa dell'allevamento, Jan potette accedere al Ghetto: oltre a fare il carico degli scarti con i quali nutrire i maiali, faceva anche carico di ebrei, che erano nascosti in botole e sotto l’immondizia, ma li aiutava anche a uscire alla luce del sole, attraverso agganci interni e documentazione falsa.&nbsp;</div><div>Era un membro della resistenza polacca, entrava e usciva dal Ghetto grazie al suo incarico di Sovrintendente dei parchi cittadini, era riuscito infatti a ottenere il permesso di occuparsi del piccolo giardino pubblico all’interno del Ghetto.</div><div>Una volta a casa nostra, uomini, donne e bambini si rifugiavano temporaneamente nei nostri sotterranei per poi a fuggire verso luoghi più sicuri, grazie al nostro aiuto.&nbsp;</div><div>Diverse centinaia di cittadini, nostri amici o anche perfetti sconosciuti, trovarono rifugio nelle gallerie sotterranee dello Zoo e nella nostra casa.</div><div>Mi ricordo ancora come comunicavo con loro, da tempo ormai avevo una certa dimestichezza nel suonare il pianoforte, così decisi di sfruttarlo a nostro vantaggio.</div><div>Quando la situazione era pericolosa, o sembrava stesse per succedere qualcosa, suonavo una melodia drammatica, dinamica e caotica, per intimargli il silenzio.</div><div>Quando, al contrario, la situazione era calma, ero solita suonare una melodia calma, tranquilla quasi per farli rilassare, e per far capire loro, che era il momento di salire al piano di sopra.</div><div>Decisi anche di usare nomi di animali, per chiamarli, per camuffare i nomi ebrei.</div><div>Mio marito fu anche catturato, ma fortunatamente riuscì a tornare da noi.</div><div>Nel ‘68 pubblicai un diario, in cui raccontavo tutto ciò che era successo, raccontai un po’ la mia storia.</div><div>Che questo vi serva di lezione. Non state mai fermi a guardare. Agite.&nbsp;<br><br><br>Rana Martina</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-26 22:12:42 UTC</pubDate>
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         <title>ANGELO ROTTA</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Il 20 marzo 1930 venne nominato <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Nunzio_apostolico">nunzio apostolico</a> in <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ungheria">Ungheria</a>, a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Budapest">Budapest</a>, dove si prodigò per la salvezza degli <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ebrei">ebrei</a> minacciati di sterminio, fornendo loro, a questo scopo, falsi certificati di battesimo e persino passaporti che consentirono a numerose persone di riparare nell'allora <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Mandato_britannico_della_Palestina">Palestina britannica</a>. Tale attività a favore degli Ebrei gli valse la promozione a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Nunzio_apostolico">nunzio apostolico</a> a <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Budapest">Budapest</a>(<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ungheria">Ungheria</a>) ove, tra il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1944">1944</a> e il <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1945">1945</a> con fermo coraggio, elevò proteste contro la deportazione degli ebrei, unendosi agli sforzi compiuti con gli stessi mezzi e gli stessi obiettivi dal diplomatico svedese <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Raoul_Wallenberg">Raoul Wallenberg</a> e dall'italiano <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Perlasca">Giorgio Perlasca</a> (facente funzioni di addetto all'ambasciata spagnola).<br><br></div><div><br>Monsignor Rotta si attivò in modo concreto per assicurare la salvezza degli ebrei perseguitati attraverso diverse misure eccezionali, che inclusero la distribuzione di ben quindicimila <em>carte di protezione</em>, che ponevano i relativi portatori direttamente sotto la protezione dello Stato della Città del Vaticano, oltre alla produzione di innumerevoli falsi certificati di battesimo, tesi a salvare i titolari dal <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Lavori_forzati">lavoro forzato</a> loro imposto dalle autorità collaborazioniste e dai <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Nazismo">nazisti</a>. Di particolare rilievo fu, tuttavia, la creazione di una intera rete costituita da numerose "case protette" le quali, godendo di <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Extraterritorialit%C3%A0">extraterritorialità</a>, costituirono un rifugio per centinaia di ebrei ricercati e minacciati di morte dai nazisti, questi ultimi guidati personalmente da <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Adolf_Eichmann">Adolf Eichmann</a> e dai <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Fascismo">fascisti</a> ungheresi aderenti al movimento delle "<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Croci_Frecciate">Croci Frecciate</a>".<br><br>Secondo la testimonianza oculare di <a href="https://it.m.wikipedia.org/w/index.php?title=Rafael_Maria_Stern&amp;action=edit&amp;redlink=1">Rafael Maria Stern</a>, un ebreo <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Ungheria">ungherese</a> poi deportato ad <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Auschwitz">Auschwitz</a> e successivamente emigrato in <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Israele">Israele</a>, Angelo Rotta ospitò diversi ebrei direttamente nella <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Nunziatura">Nunziatura</a> e, in una occasione, si rese protagonista di un gesto eroico: personalmente presente presso la <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Stazione_ferroviaria">stazione ferroviaria</a>, interpose la propria persona fisicamente per impedire temporaneamente la partenza di un convoglio di vagoni piombati carichi di deportati ebrei avviati allo sterminio.<br><br></div><div><br>Distribuiti sul posto i passaporti vaticani che recava con sé ai prigionieri, ottenne il rilascio immediato di un centinaio di persone prima che il treno ripartisse. Lasciati gli impegni diplomatici, Angelo Rotta prestò servizio presso la <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Curia_romana">Curia romana</a> sino all'età di oltre 84 anni, ritirandosi dalle attività pubbliche nel <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1957">1957</a>. Morì, novantaduenne, in Vaticano, il 1º febbraio <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/1965">1965</a>. A <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Budapest">Budapest</a>, sull'edificio che durante la <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Seconda_guerra_mondiale">guerra</a> ospitava la Nunziatura apostolica, in piazza Dísz, una lapide commemorativa ricorda la memoria del suo impegno umanitario.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-29 08:01:28 UTC</pubDate>
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         <title>Calogero Marrone</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div><strong><em><mark>E voi cosa avreste fatto al posto mio?</mark></em></strong><br>Mi presento, sono Calogero Marrone. <br>Diventai capo dell’Ufficio Anagrafe di Varese circa nel 1936.<br>In questa veste, durante l’occupazione nazifascista, Marrone (che facevo parte del <strong>gruppo partigiano "5 Giornate del San Martino"</strong>), rilasciai centinaia, anzi, migliaia di documenti d’identità falsi a ebrei e antifascisti, che in quel periodo cercavano di attraversare il confine svizzero, permettendo loro di salvarsi. <strong><mark>Era più forte di me, sentivo che fosse un mio dovere aiutare tutti quanti</mark></strong><mark>.</mark> Grazie a quel mio atto salvai migliaia di ebrei.<br>Venni tradito da un delatore, non volli fuggire in Svizzera, nonostante io rischiassi la morte e don Luigi Locatelli canonico della Basilica di San Vittore, m’avesse avvisato dell'imminente arrivo dei nazisti.<br><br></div><div>Il 7 gennaio 1944, venni arrestato da ufficiali della Guardia di Frontiera tedesca e venni torturato amaramente nel <strong>carcere di Varese</strong>, ma non rivelai nulla ai suoi carnefici. Venivo trasferito da un carcere all’altro, dopo una sosta nel <strong>lager di Bolzano-Gries</strong>, venni deportato nel campo di sterminio di <strong>Dachau</strong>, dove muorii, di tifo, dopo anni di tortura, finalmente pace…<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-29 08:02:06 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>SUSANNA AIMO</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>&nbsp;DEBORAH LANOTTE<br><br>Mi chiamo Susanna Aimo, sono stata la governante della famiglia Segre. Lasciai la piccola realtà rurale di Gratteria per andare nella grande città di Milano alla ricerca di un lavoro. E li che iniziai a lavorare per la famiglia Segre.&nbsp; Dopo la promulgazione delle leggi razziali nel 1938 , scelsi comunque di continuare al loro servizio , fingendomi un’ ospite o un’ amica della famiglia Segre. Quando i Segre si trasferiscono a Inverigo, io andai con loro. Sono stata molto vicina alla Senatrice, prendendomi cura di lei durante gli anni delle persecuzioni contro gli ebrei, proteggendola, nonostante le autorità avessero imposto il divieto di parlare con gli ebrei e di lavorare per loro. Strinsi un rapporto di grande affetto con tutta la famiglia, tanto che fui pronta a correre pericoli per ogni componente della famiglia Segre. Quando furono purtroppo deportati nel campo di sterminio, rimasi sola a Inverigo, nascosi e custodì i loro oggetti, accettando di vivere nella povertà e nelle privazioni del periodo della guerra, per poi restituirli a Liliana&nbsp; dopo il suo ritorno in Italia dalla prigionia , a guerra finita. Non toccai nemmeno le riserve del cibo che c’erano nella casa. Tra i gioielli e i preziosi custoditi, misi in salvo anche gli album fotografici della famiglia. Essendo cattolica , continuo a pregare per i morti della famiglia Segre come fossero i miei.<br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <br>&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; <em><br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-29 08:02:17 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Gino Bartali </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Sono Gino Bartali e sono nato nel 18 luglio 1914 e sono stato un ciclista su strada e dirigente sportivo italiano e professionista dal 1934 al 1954 soprannominato Ginettaccio e ho vinto tre giri D'Italia 1936,1937,1946 e due tour de France nel 1938,1948 oltre a numerose altre corse tra gli anni trenta e cinquanta.&nbsp;<br>La mia carriera fu comunque notevolmente condizionata dalla seconda guerra mondiale, e sono stato dichiarato giusto tra le nazioni pre l'attività a favore degli ebrei durante la seconda guerra mondiale .<br>Io ho rischiato la vita per salvare quella dei perseguitati dai campi di concentramento. Usando la mia bicicletta per nascondere documenti falsi,io ho salvato ottocento persone, yad vashem ha riconosciuto il mio impegno ha programmato una cerimonia e il mio onore in italia </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-29 08:09:59 UTC</pubDate>
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      </item>
      <item>
         <title>A ogni “Giusto tra le nazioni “ è dedicata la piantumazione di un albero, poiché tale pratica nella tradizione ebraica indica il desiderio di ricordo eterno per una persona cara.A tutt’oggi, sono stati riconosciuti oltre 23.000 Giusti tra le nazioni!</title>
         <author>flavia_lomuscio</author>
         <link>https://padlet.com/flavia_lomuscio/vm9p1718itv7zr9l/wish/2034202593</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2022-02-07 22:22:37 UTC</pubDate>
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         <title>ANGELO ROTTA</title>
         <author>italiasimone</author>
         <link>https://padlet.com/flavia_lomuscio/vm9p1718itv7zr9l/wish/2037490960</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Il 20 marzo 1930 venni nominato <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nunzio_apostolico">nunzio apostolico</a> in <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ungheria">Ungheria</a>, a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Budapest">Budapest</a>, dove mi prodigai per la salvezza degli <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ebrei">ebrei</a> minacciati di sterminio, fornendo loro, a questo scopo, falsi certificati di battesimo e persino passaporti che consentirono a numerose persone di riparare nell'allora <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mandato_britannico_della_Palestina">Palestina britannica</a>. Tale attività a favore degli Ebrei mi valse la promozione a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nunzio_apostolico">nunzio apostolico</a> a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Budapest">Budapest</a>(<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ungheria">Ungheria</a>) ove, tra il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1944">1944</a> e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1945">1945</a> con fermo coraggio, elevai proteste contro la deportazione degli ebrei, unendomi agli sforzi compiuti con gli stessi mezzi e gli stessi obiettivi dal diplomatico svedese <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Raoul_Wallenberg">Raoul Wallenberg</a> e dall'italiano <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Perlasca">Giorgio Perlasca</a> (facente funzioni di addetto all'ambasciata spagnola).<br><br></div><div><br>Monsignor Rotta si attivò in modo concreto per assicurare la salvezza degli ebrei perseguitati attraverso diverse misure eccezionali, che inclusero la distribuzione di ben quindicimila <em>carte di protezione</em>, che ponevano i relativi portatori direttamente sotto la protezione dello Stato della Città del Vaticano, oltre alla produzione di innumerevoli falsi certificati di battesimo, tesi a salvare i titolari dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Lavori_forzati">lavoro forzato</a> loro imposto dalle autorità collaborazioniste e dai <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nazismo">nazisti</a>. Di particolare rilievo fu, tuttavia, la creazione di una intera rete costituita da numerose "case protette" le quali, godendo di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Extraterritorialit%C3%A0">extraterritorialità</a>, costituirono un rifugio per centinaia di ebrei ricercati e minacciati di morte dai nazisti, questi ultimi guidati personalmente da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Adolf_Eichmann">Adolf Eichmann</a> e dai <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fascismo">fascisti</a> ungheresi aderenti al movimento delle "<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Croci_Frecciate">Croci Frecciate</a>".<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-09 09:34:04 UTC</pubDate>
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