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      <title>LETTERATURA E PRIMA GUERRA MONDIALE by Benedetta Marzaroli</title>
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      <description></description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2014-06-06 13:58:04 UTC</pubDate>
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         <title>I LUOGHI DELLA GRANDE  GUERRA RIVIVONO NELLA LETTERATURA</title>
         <author>benedetta_marza</author>
         <link>https://padlet.com/benedetta_marza/vkijot569eej/wish/29400556</link>
         <description><![CDATA[<p>Riviviamo le tappe della Grande Guerra in uno del luoghi più importanti per l'esercito italiano. </p><p>Siamo al Museo all'aperto del Monte San Michele e San martino del Carso. </p><p>"Il Museo all'aperto del Monte San Michele, nel cuore del Carso isontino, propone un <strong>suggestivo itinerario</strong> <strong>tra storia e natura</strong>. Grazie ad un <strong>percorso facile e adatto a tutti</strong>, si possono scoprire le strutture ed i monumenti costruiti tra le quattro cime di questo rilievo carsico risalenti alla Grande Guerra.<br>Dichiarata <strong>Zona Sacra</strong> nel 1922, il Monte San Michele offre anche la possibilità di percorrere <strong>l'affascinante Percorso dei cippi</strong> che si snoda lungo il crinale fino quasi a congiungersi con il cimitero di San Martino del Carso e la <strong>trincea italiana</strong> colpita, il 29 giugno 1916, dal primo attacco chimico su questo fronte.<br>Terminato l'itinerario sul San Michele, la visita può continuare raggiungendo, a piedi o con un mezzo di trasporto, <strong>San Martino del Carso</strong>. Questa piccola frazione del Comune di Sagrado è oggi immersa nella <strong>tranquillità della natura carsica</strong> ma, nel 1915, si trovò proprio nel cuore del fronte. Completamente distrutta dai bombardamenti, è diventata famosa in tutta Italia (e non solo) grazie alla poesia di Giuseppe Ungaretti." (<a href="http://www.itinerarigrandeguerra.it/Museo-All-aperto-del-Monte-San-Michele-E-San-Martino-Del-Carso">http://www.itinerarigrandeguerra.it/Museo-All-aperto-del-Monte-San-Michele-E-San-Martino-Del-Carso</a>)</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-06 14:02:28 UTC</pubDate>
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         <title>ALL&#39;INTERNO DI UNA TRINCEA </title>
         <author>benedetta_marza</author>
         <link>https://padlet.com/benedetta_marza/vkijot569eej/wish/29401344</link>
         <description><![CDATA[<p>Nel percorso che si snoda in questo museo all'aperto si può leggere all'interno di una trincea una poesia di Ungaretti:</p><p><strong>Soldati</strong></p><p>Si sta come<br> d'autunno<br> sugli alberi<br> le foglie</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-06 14:13:32 UTC</pubDate>
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         <title>ITINERARIO: PRIMA PARTE</title>
         <author>benedetta_marza</author>
         <link>https://padlet.com/benedetta_marza/vkijot569eej/wish/29401510</link>
         <description><![CDATA[<p>Museo all'aperto del Monte San Michele e San Martino del Carso, a Sagrado sulla riva del fiume Isonzo e Sacrario di Redipuglia</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-06 14:17:22 UTC</pubDate>
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         <title>SAN MARTINO DEL CARSO</title>
         <author>benedetta_marza</author>
         <link>https://padlet.com/benedetta_marza/vkijot569eej/wish/29402220</link>
         <description><![CDATA[<p>Di queste case<br> Non è rimasto <br> Che qualche<br> Brandello di muro<br> Di tanti<br> Che mi corrispondevano<br> Non è rimasto<br> Neppure tanto<br> Ma nel cuore<br> Nessuna croce manca<br> E’ il mio cuore<br> Il paese più straziato</p><p>Da ricordare passeggiando per le vie del paese</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-06 14:30:40 UTC</pubDate>
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         <title>A Sagrado presso il fiume Isonzo</title>
         <author>benedetta_marza</author>
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         <description><![CDATA[<p><strong>I fiumi</strong></p><p>Mi tengo a quest’albero mutilato<br> abbandonato in questa dolina<br> che ha il languore<br> di un circo<br> prima o dopo lo spettacolo<br> e guardo<br> il passaggio quieto<br> delle nuvole sulla luna </p><p>Stamani mi sono disteso<br> in un’urna d’acqua<br> e come una reliquia<br> ho riposato</p><p>L’Isonzo scorrendo<br> mi levigava<br> come un suo sasso</p><p>Ho tirato su<br> le mie quattr’ossa<br> e me ne sono andato<br> come un acrobata<br> sull’acqua</p><p>Mi sono accoccolato<br> vicino ai miei panni<br> sudici di guerra<br> e come un beduino<br> mi sono chinato a ricevere<br> il sole</p><p>Questo è l’Isonzo<br> e qui meglio<br> mi sono riconosciuto<br> una docile fibra<br> dell’universo</p><p>Il mio supplizio<br> è quando<br> non mi credo<br> in armonia</p><p>Ma quelle occulte<br> mani<br> che m’intridono<br> mi regalano<br> la rara<br> felicità</p><p>Ho ripassato<br> le epoche<br> della mia vita</p><p>Questi sono<br> i miei fiumi</p><p>Questo è il Serchio<br> al quale hanno attinto<br> duemil’anni forse<br> di gente mia campagnola<br> e mio padre e mia madre</p><p>Questo è il Nilo<br> che mi ha visto<br> nascere e crescere<br> e ardere d’inconsapevolezza<br> nelle estese pianure</p><p>Questa è la Senna<br> e in quel suo torbido<br> mi sono rimescolato<br> e mi sono conosciuto</p><p>Questi sono i miei fiumi<br> contati nell’Isonzo</p><p>Questa è la mia nostalgia<br> che in ognuno<br> mi traspare<br> ora ch’è notte<br> che la mia vita mi pare<br> una corolla<br> di tenebre </p><p><br><br><br><br><br><br><br><br>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-06 14:37:38 UTC</pubDate>
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         <title>AL SACRARIO DI REDIPUGLIA</title>
         <author>benedetta_marza</author>
         <link>https://padlet.com/benedetta_marza/vkijot569eej/wish/29402771</link>
         <description><![CDATA[Il <b>sacrario militare di Redipuglia</b> è un monumentale cimitero militare situato in&nbsp;Friuli Venezia Giulia,&nbsp;dedicato alla memoria di oltre 100.000 soldati italiani caduti durante la prima guerra mondiale. Sorge all'interno del territorio comunale di Fogliano Redipuglia in provincia di Gorizia. Le enormi dimensioni e l'ampia area coinvolta a parco della memoria ne fanno il più grande sacrario militare d'Italia e uno dei più grandi al mondo. Ogni 4 novembre, alla presenza del presidente del Senato, in sostituzione del presidente della Repubblica impegnato in contemporanea in celebrazioni analoghe all'Altare della Patria, il sacrario serve come luogo di commemorazione per tutti i 689.000 soldati morti durante la Prima Guerra Mondiale. Il &nbsp;monumento è il fulcro di un parco commemorativo di oltre 100 ettari che comprende una parte del Carso Triestino teatro durante la Grande guerra di durissime battaglie.]]></description>
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         <pubDate>2014-06-06 14:41:39 UTC</pubDate>
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         <title>ITINERARIO: SECONDA PARTE</title>
         <author>benedetta_marza</author>
         <link>https://padlet.com/benedetta_marza/vkijot569eej/wish/29403524</link>
         <description><![CDATA[<p>In Italia c'è solo un luogo che ha vissuto tutti i 41 mesi della Grande Guerra in prima linea: l'Altopiano di Asiago. La grande area delle <strong>Prealpi vicentine</strong> che confina con gli altopiani e le valli trentine fu il luogo dove si svolsero diverse battaglie tra italiani ed austro -ungarici Tutte le montagne, per oltre tre anni, divennero campi di battaglie, teatri di stragi orrende e scenari di gesta eroiche. Alcuni scrittori, a quel tempo soldati, le hanno descritte e le hanno rese celebri: prime fra tutte le memorabili pagine di "Un anno sull'altopiano" di <strong>Emilio Lussu.</strong><br>Oggi questi luoghi sono una meta ideale per tutti coloro che amano trascorrere dei piacevoli periodi di <strong>relax</strong> e <strong>pace</strong>: le valli e le montagne sono coperte da magnifici boschi in cui è possibile passeggiare e, per i più esperti, continuare fino alle cime più alte dove si apre il <strong>panorama meraviglioso verso la pianura veneta</strong>. Ma l'Altopiano di Asiago è anche il posto ideale per tutti gli appassionati di storia e per coloro che vogliono scoprire con i propri occhi <strong>i resti e le testimonianze della Grande Guerra</strong>. Ovunque infatti si possono trovare <strong>sentieri fortificati, linee trincerate, appostamenti, baraccamenti e strutture difensive per presidi</strong>. Molti prati, vallate, fianchi di montagne e cime furono gli stessi campi di battaglia dove truppe italiane ed austro-ungariche si fronteggiarono, spesso in situazioni estreme e ricorrendo anche all'uso di armi terribili come le mine in galleria.<br>&nbsp;</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-06 14:57:34 UTC</pubDate>
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         <title>EMILIO LUSSU</title>
         <author>benedetta_marza</author>
         <link>https://padlet.com/benedetta_marza/vkijot569eej/wish/29404266</link>
         <description><![CDATA[<p>Si laureò a Cagliari in giurisprudenza nel 1914. Nel periodo universitario Lussu si schierò con gli interventisti democratici, perché l'Italia entrasse nel conflitto. Vi prese parte direttamente come ufficiale di complemento, valoroso combattente, venne decorato quattro volte al valor militare e fu promosso fino al grado di capitano nel 151° fanteria della Brigata Sassari la quale costituita su base regionale era composta per la maggior parte da contadini e pastori sardi. I due reggimenti 151° e 152°che formavano la brigata, durante il conflitto, furono decorati entrambi per due volte con la medaglia d'oro al valor militare.</p><p>Nel 1916 la Brigata fu inviata sulle montagne intorno ad Asiago per creare un fronte che resistesse a qualunque costo alla discesa degli austriaci verso Vicenza e Verona. Le vittorie della brigata nei primi scontri furono seguite da un potente contrattacco che la impegnarono sino al luglio dell'anno successivo.</p><p>Questa esperienza ispirò a Lussu il capolavoro per il quale è principalmente noto, Un anno sull'Altipiano, scritto nel 1937 (di quest'opera è stata fatta un riduzione cinematografica ad opera di Francesco Rosi dal titolo Uomini contro del 1970); si tratta di un'importantissima memoria, di un prezioso documento sulla vita dei soldati italiani in trincea che, per la prima volta nella letteratura italiana, descrive l'irrazionalità e il non-senso della guerra, della gerarchia e dell'esasperata disciplina militare in uso al tempo.</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-06 15:10:18 UTC</pubDate>
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         <title>UN ANNO SULL&#39;ALTIPIANO: IL CECCHINO SI FA SFUGGIRE UN&#39;OCCASIONE</title>
         <author>benedetta_marza</author>
         <link>https://padlet.com/benedetta_marza/vkijot569eej/wish/29406802</link>
         <description><![CDATA[<p>Capitolo XVIII</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-06 16:04:39 UTC</pubDate>
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         <title>I POETI DI FRONTE ALLA GUERRA</title>
         <author>benedetta_marza</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Per capire le parole dei poeti e dei letterati di fronte alla Prima Guerra Mondiale<br><br></div><div><br>dobbiamo collocarle nel tempo e nello spazio. Dobbiamo andare a piedi in quegli spazi per rievocare <br><br></div><div><br>quei tempi, collocare i nostri corpi e le percezioni in quelle trincee, nei camminamenti e poi restare immobili.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-10 22:04:59 UTC</pubDate>
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         <title>DAL LIBRO DI LUSSU AL FILM &quot;UOMINI CONTRO&quot;</title>
         <author>benedetta_marza</author>
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         <description><![CDATA[<p>Prima parte </p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-10 22:10:34 UTC</pubDate>
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         <title>UOMINI CONTRO</title>
         <author>benedetta_marza</author>
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         <description><![CDATA[<p>Seconda parte</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-10 22:12:18 UTC</pubDate>
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         <title>UN ANNO SULL&#39;ALTIPIANO: L&#39;ABILE CECCHINO</title>
         <author>benedetta_marza</author>
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         <description><![CDATA[<p>Brani tratti dal capitolo XIII e dal capitolo XVI</p>]]></description>
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         <pubDate>2014-06-11 06:48:43 UTC</pubDate>
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