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      <title>Il Surrealismo by </title>
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      <description>una discesa vertiginosa in noi stessi</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2023-05-17 17:32:37 UTC</pubDate>
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         <title>Freud e Breton</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nonostante l'influenza esercitata dalle teorie freudiane sul Surrealismo, i rapporti tra Freud e Breton non furono idilliaci. Breton riuscì ad incontrare il fondatore della psicanalisi nel 1921 ma le <strong>loro posizioni risultarono ben presto inconciliabili</strong>. Nel manifesto del 1924, Breton riconosce a Freud il merito di aver rivalutato l'immaginazione ma in realtà il medico e filosofo viennese non apprezzò i surrealisti, sebbene essi si dichiarassero suoi figli di elezione.<br><strong>PERCHE'?<br></strong>In realtà secondo Sigmund Freud il sogno rappresenta una chiave d'accesso alla psiche del paziente, uno strumento per curare il suo male di vivere. Secondo Breton invece il sogno è un luogo di libertà assoluta, una dimensione in cui è possibile spezzare il predominio della ragione e dare espressione alla parte più autentica di noi. Ciò che per l'uno è un male da curare, per l'altro è una straordinaria risorsa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:01:31 UTC</pubDate>
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         <title>Il Surrealismo e la centralità dell&#39;inconscio</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Surrealismo si nutre delle scoperte maturate dalla psicanalisi. Il movimento si rifà esplicitamente a Freud, in particolare ad uno dei suoi saggi più importanti: "L'interpretazione dei sogni". Di notte, nel sogno, si allentano tutti i freni imposti dalla morale comune e l'inconscio, quello che Freud chiama l'ES, viene a galla e si manifesta liberamente. Il punto di partenza dei Surrealisti è proprio <strong>l'importanza del sogno</strong>: se quando sogniamo siamo veramente noi stessi, occorre fare in modo che l'attività onirica entri a far parte di una realtà superiore, una <strong>surrealtà</strong> in cui sogno e veglia possano conciliarsi. La via per approdare a questa surrealtà è proprio il Surrealismo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:01:43 UTC</pubDate>
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         <title>Che cos&#39;è il Surrealismo</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<div>E' <strong>l'ultima</strong> delle <strong>avanguardie storiche.</strong><br>Sappiamo la <strong>data di nascita</strong>: è il <strong>1924</strong>, anno in cui André Breton pubblica un manifesto che ne enuncia i principi.<br>Non possiamo stabilire con altrettanta certezza la sua conclusione...molte delle sue istanze sono ancora vivissime.<br>Nasce <strong>a Parigi,</strong> che durante <em>les années folles</em> era il laboratorio internazionale della creatività, il luogo in cui intellettuali, poeti ,artisti, musicisti si incrociavano e si confrontavano.<br>Nasce <strong>in ambito letterario</strong> ma dopo pochi anni <strong>abbraccia tutte le forme espressive</strong>, dalle arti visive alla fotografia, dal teatro al cinema.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:02:04 UTC</pubDate>
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         <title>3) Le riviste</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:09:41 UTC</pubDate>
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         <title>2) La poetica</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<div>CHE COS'E' L'AUTOMATISMO?<br>E' un <strong>processo automatico</strong> che si realizza senza il controllo della ragione e fa in modo che l'inconscio, quella parte di noi che si manifesta nel sogno, salga in superficie e si esprima, diventando operante anche quando siamo svegli. Si raggiunge così uno stato conoscitivo "oltre la realtà", che i surrealisti chiamano <strong>surrealtà,</strong> una realtà assoluta in cui sogno e veglia sono entrambe presenti. Solo la surrealtà può consentire all'artista di esprimersi in modo autentico, associando pensieri, parole e immagini senza freni inibitori o scopi preordinati.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:09:51 UTC</pubDate>
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         <title>1) I manifesti</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell'autunno del 1924 il poeta e medico francese André Breton pubblica a Parigi il <strong>primo manifesto del movimento surrealista, </strong>che esordisce esaltando il valore assoluto della parola libertà, "<em>tutto ciò che ancora mi esalta</em>", afferma Breton.<br>In uno stile da dizionario egli definisce così il Surrealismo:<br><br><em>SURREALISMO,n.m. Automatismo psichico puro, col quale ci si propone di esprimere, sia verbalmente, sia per iscritto, sia in qualsiasi altro modo, il funzionamento reale del pensiero. Dettato del pensiero, in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale.<br><br></em>Il manifesto sarà poi condiviso da alcuni artisti provenienti dal gruppo dadaista come Man Ray, <strong>Max</strong> <strong>Ernst</strong> e Hans Arp. Nello stesso anno si pubblica il primo numero della rivista "La Revolution Surréaliste".<br>Alla fine degli anni '20 le fila del gruppo crescono, arriva <strong>Magritte</strong> nel '27 e poi in quegli anni anche <strong>Salvador Dalì </strong>aderisce al movimento.<br>Nel 1929 viene pubblicato, sempre da André Breton, il <strong>secondo manifesto del Surrealismo. </strong>Breton, che intanto si è iscritto al Partito Comunista francese, auspica un <strong>impegno politico</strong> di orientamento marxista da parte dei surrealisti, il che crea profondi dissidi all'interno del gruppo.<br>Negli anni '30, il Surrealismo si trasferisce negli Stati Uniti, dove eserciterà una profonda influenza sull'arte degli anni '50.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:10:02 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;arte surrealista: le tecniche</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per esprimere l'immediata corrispondenza fra inconscio e gesto artistico, fuori da ogni controllo morale o razionale, la ricerca surrealista propone tecniche sperimentali nuove, libere, anomale come il <strong>frottage,</strong> che consiste nello sfregamento di una matita su un foglio posto sulla superficie scabra di una pietra o di un asse di legno, oppure il <strong>grattage</strong>, che è un raschiamento del colore ancora fresco steso su un supporto. I Surrealisti utilizzano anche la decalcomania e il dripping. Approfondiamo con la scheda</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:17:43 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;estetica surrealista: 2) LE ARTI FIGURATIVE</title>
         <author>happines63</author>
         <link>https://padlet.com/happines63/vg4gtjzgqny7rkqg/wish/2597734089</link>
         <description><![CDATA[<div>Se è facile capire come poter attuare una scrittura surrealista - scrivere lasciandosi guidare dal pensiero che fluisce senza controllo - più difficile è capire in che cosa consiste l'arte surrealista.<br>Per i Surrealisti, il compito dell'artista è esprimere il meraviglioso, "<em>l'absurdité immediate</em>".<br>Infatti <strong>la bellezza nasce dallo spaesamento: </strong>trovare due oggetti reali che non hanno niente in comune e collocarli in un contesto che è estraneo ad entrambi. Tale situazione genera una visione inaspettata che genera in noi stupore perchè contraddice le nostre certezze. Il quadro surrealista nasce proprio dall'accostamento di due realtà più o meno distanti: più gli oggetti saranno inconciliabili, più l'opera ci sorprenderà e susciterà meraviglia. E "<em>il meraviglioso è sempre bello</em>" (Breton).</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:18:02 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;estetica surrealista: 1) LA LETTERATURA</title>
         <author>happines63</author>
         <link>https://padlet.com/happines63/vg4gtjzgqny7rkqg/wish/2597735006</link>
         <description><![CDATA[<div>L'estetica surrealista è stata elaborata in primo luogo dai poeti che, nell'intento di esprimere liberamente l'inconscio, hanno introdotto <strong>tecniche di scrittura automatica</strong>. Breton teorizzò una sorta di procedimento collettivo, il "<strong>cadavere squisito". </strong>Esso consiste nel piegare un foglio di carta in più parti, su ognuna delle quali ogni singolo partecipante scrive una parola senza poter vedere ciò che è stato scritto dagli altri. Nascono in questo modo i componimenti più arditi dei surrealisti, tra cui la frase che da' il titolo al gioco: <em>"Il cadavere-squisito-berrà-il vino-nuovo."<br></em>Le pratiche di scrittura automatica furono poi tradotte nelle arti visive grazie ad André Masson, avvicinatosi al Surrealismo già nel 1924.<em><br><br></em><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:18:56 UTC</pubDate>
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         <title>Lo spettro della guerra </title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nell'epoca dei totalitarismi, l'immaginario fantastico di Max Ernst sforna personaggi metamorfici, tra cui mostruosi ibridi metà umani e metà uccelli. Sono dipinti che rispecchiano le paure e le angosce del drammatico clima politico, come  "<strong>L'angelo del focolare</strong>", un olio su tela realizzato nel 1937, durante la guerra civile spagnola. Il titolo è amaramente ironico, richiama il ruolo attribuito alla donna dalla società conservatrice dell'epoca: ma qui a proteggere la famiglia c'è un  buffo e grottesco mostro vestito di stracci variopinti che avanza danzando in un paesaggio desolato. Una sorta di Frankenstein con la testa di tirannosauro e il corpo composto di altre creature, probabile allusione allo spettro della guerra che stava per incombere su tutta l'Europa.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:52:04 UTC</pubDate>
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         <title>La vestizione della sposa</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<p>"<em>Apro nuove porte su mondi pieni di mistero pauroso</em>" disse di sè Max Ernst. "La vestizione della sposa", che oggi si può ammirare alla Fondazione Peggy Guggenheim di Venezia, sembra proprio dar forma a questa riflessione. Ritroviamo qui le atmosfere cupe ed inquietanti di molti suoi dipinti, la propensione per il magico e il mondo dell'inconscio, il tema della metamorfosi.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:52:21 UTC</pubDate>
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         <title>Il grattage e le misteriose foreste</title>
         <author>happines63</author>
         <link>https://padlet.com/happines63/vg4gtjzgqny7rkqg/wish/2597767055</link>
         <description><![CDATA[<p>Ernst elabora alcune tecniche innovative nel linguaggio grafico  e pittorico. La tecnica del <strong>grattage</strong>, che consiste nel raschiare la pittura ancora fresca per ottenere segni e far emergere un colore sottostante o il supporto della tela ha una tensione espressiva visionaria, come si può notare nel ciclo delle <strong>Foreste.  </strong>Una delle opere più belle della serie è "<strong>La foresta</strong>" del 1927-'28, un vero e proprio labirinto di segni: la tela è solcata da trame fitte che riproducono le asperità del supporto e suscitano effetti di spaesamento. Il tema della foresta diventa così il luogo metaforico dello smarrimento e della paura.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:52:52 UTC</pubDate>
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         <title>La meraviglia del surreale</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo aver fondato, nel 1919, il gruppo dadaista di Colonia, Ernst comincia ad interessarsi alla psicanalisi, esplorando il terreno dell'inconscio, al quale associa le potenzialità del mito e del sogno, elaborando, fin dai suoi esordi, opere ambigue caratterizzate dall'associazione di elementi disparati. Nel dipinto "<strong>Oedipus rex</strong>" realizzato nel 1922 dopo il suo trasferimento a Parigi, Ernst fa riferimento al mito di Edipo generando immagini enigmatiche che suscitano in noi una sensazione di inquietudine e di mistero: le dita di una mano che fuoriescono da una finestra e reggono una noce trafitta da una freccia, le due teste di animali, una delle quali legata ad un filo che si perde nel cielo, dove vola una mongolfiera, l'altra bloccata da un recinto spezzato e poi ancora il misterioso muro che chiude la scena. Le due figure di animali sono i due amanti incestuosi, imprigionati nel muro del tabù violato? Le ferite alludono alla sofferenza? Il volo evoca il viaggio? Forse, ma il più surrealista di tutti, in quest'incontro di elementi incongrui, cerca effetti di meraviglia perchè, come afferma il suo amico Breton, "<em>il meraviglioso è sempre bello, anzi solo il meraviglioso è bello</em>".</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:52:59 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Amante dell'occulto e studioso di filosofia e psichiatria, il tedesco Max Ernst è colui che si avvicina maggiormente al percorso di Breton. Egli coniuga l'associazione di immagini incongruenti di matrice freudiana con la pratica dell'automatismo psichico, che sperimenta attraverso alcune tecniche innovative come il <em>frottage</em> e il <em>grattage</em>, che elevano il caso a parte integrante della creazione artistica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:53:10 UTC</pubDate>
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         <title>dalì</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:54:25 UTC</pubDate>
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         <title>Dalì e la guerra</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<p>Per Salvador Dalì la guerra ha il volto della morte. Nel 1940 egli si trasferisce con la moglie Gala negli Stati Uniti per sfuggire agli orrori che avevano sconvolto l'Europa: da una riflessione personale su questa tragedia nasce nel 1940 "Il volto della guerra", oggi esposto a Rotterdam. Una scena da incubo in cui nulla si muove, il paesaggio è arido, il cielo non ha nuvole, solo alcuni serpenti minacciosi si agitano attorno ad un teschio spaventoso che si moltiplica in maniera esponenziale, alludendo alla morte che genera morte.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:54:31 UTC</pubDate>
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         <title>Dalì e Freud: il sogno di Gala</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<div>La matrice visionaria della pittura di Dalì si rivela in uno dei suoi dipinti più celebri, realizzato nel 1944 durante il suo soggiorno negli Stati Uniti: "<strong>Sogno causato dal volo di un'ape intorno ad una melagrana un attimo prima del risveglio</strong>", in cui l'artista fissa sulla tela la folla di straordinarie visioni suggerite al suo inconscio dalla puntura di un insetto. E' una delle opere più "freudiane" in quanto il titolo allude ad uno dei meccanismi mentali spiegati da Freud: l'influenza, durante il sonno, degli stimoli sonori esterni che possono determinare situazioni ed elementi del sogno. In questo caso la persona immersa nel sonno è la moglie dell'artista, Gala.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:54:39 UTC</pubDate>
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         <title>Le immagini doppie</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<div>A partire dagli anni 30, nel decennio più fecondo della sua attività, Dalì dipinge diverse opere caratterizzate da <strong>immagini doppie</strong>, in cui gli stessi elementi appartengono a più figure realizzate a scale diverse. La ricerca delle molteplici composizioni diventa per lo spettatore un gioco di abilità, che induce ad apprezzare le capacità virtuosistiche dell'artista. A questa produzione appartiene "<strong>Apparizione di un volto e di una fruttiera sulla spiaggia</strong>", un dipinto del 1938 in cui ogni forma, appena percepita, viene subito contraddetta.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:54:50 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Un repertorio di immagini ambigue e deliranti</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sulle tele di Dalì si materializzano oggetti e creature impossibili, date dalla combinazione di elementi organici e figure reali, spesso deformate:&nbsp; rocce antropomorfe, sassi, conchiglie, animali, orologi. Le sue forme mostruose, plasmate come masse molli, si collocano su scenari caratterizzati da spianate desertiche, dall'orizzonte alto e dalla luce sempre nitida, come nitida, quasi asettica, è la sua tecnica, che rende le sue allucinazioni probabili e seduttive. Nascono così le sue composizioni più note, come la piccola tela del 1931: "<strong>La persistenza della memoria</strong>", dove compaiono i celebri orologi liquefatti, forme disfatte e disposte confusamente come oggetti abbandonati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:55:06 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Eccentrico e provocatorio, il catalano <strong>Salvador Dalì</strong> è la vera star del Surrealismo per popolarità e per originalità. Con una vena creativa inesauribile, egli <strong>interpreta il tratto onirico del movimento surrealista</strong> sostituendo il procedimento surrealista dell'automatismo psichico con un metodo di sua invenzione, denominato "<strong>metodo paranoico-critico</strong>". Le immagini deliranti che egli cerca di fissare sulla tela nascono dal torbido agitarsi del suo inconscio (le paranoie) ma riescono a prendere forma grazie alla razionalizzazione di questo delirio (momento critico). Attraverso questo metodo, l'artista può restituire elementi onirici, tabù sessuali, fobie con un certo distacco, dunque nel modo più impersonale possibile.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:56:35 UTC</pubDate>
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         <title>Magritte</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:57:18 UTC</pubDate>
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         <title>Lo straordinario nell&#39;arte di Magritte</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Molti sono i dipinti di Magritte che giocano sia con <strong>deformazioni irreali</strong>, in cui misteriosi animali si trasformano in foglie o pietra, sia con <strong>accostamenti inconsueti</strong>: celebri sono i suoi <strong>paradossi visivi</strong> in cui combina, nello stesso dipinto, elementi contrastanti: abbiamo così oggetti dal valore contrario come una nuvola ed un enorme masso di pietra, come accade ne "La battaglia delle Argonne", oppure situazioni naturali fra loro contraddittorie, come il cielo diurno e il paesaggio notturno ne "<strong>L' Impero delle luci</strong>" un dipinto realizzato, come altre opere dell'artista, in più versioni.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:57:30 UTC</pubDate>
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         <title>Una pipa che non si può fumare</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<div>Magritte si sofferma sul tema dell'illusione anche facendo ricorso allo strumento della scrittura. Nel celebre dipinto "<strong>Il tradimento delle immagini</strong>" realizzato in molteplici versioni fra il 1928 e il 1929,&nbsp; egli indaga <strong>il rapporto fra linguaggio visivo e</strong> <strong>linguaggio verbale</strong>. Il quadro raffigura una pipa con una scritta esplicativa: "Ceci n'est pas une pipe" che mette in luce una frattura tra immagine e parola: un paradosso comunicativo che crea un senso di spaesamento nell'osservatore, invitandolo a riflettere sulla differenza fra l'oggetto reale, che è possibile fumare, e l'oggetto dipinto, che ne è solo la rappresentazione</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:57:46 UTC</pubDate>
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         <title>Un ritratto senza volto</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<div><br><br>Il tema del <strong>contrasto fra l'essere e l'apparire </strong>ritorna nel <br>dipinto "<strong>La riproduzione vietata</strong>" , realizzato nel 1937 e commissionato dal mecenate inglese Edward James, amico di Magritte. Come sempre accade nei dipinti del pittore belga, il quadro sembrerebbe una rappresentazione esatta: ma osservando con attenzione, notiamo che lo specchio, anzichè mostrare il volto del personaggio, lo ripropone di spalle, mentre il libro posto sulla mensola si riflette correttamente.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:58:01 UTC</pubDate>
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         <title>Cosa si nasconde dietro l&#39;apparenza?</title>
         <author>happines63</author>
         <link>https://padlet.com/happines63/vg4gtjzgqny7rkqg/wish/2597773171</link>
         <description><![CDATA[<div>Qual è la realtà? Quella che ci appare o quella che si nasconde dietro l'esteriorità? Ciascuno di noi crede di avere una visione oggettiva del mondo ma ciò che vede è frutto solo delle convinzioni e percezioni individuali. E' questo il significato di alcuni celebri dipinti dell'artista, come "<em>La</em> <em>condizione umana </em>", realizzata in due versioni, "<em>La riproduzione vietata</em>" e "<strong><em>Il doppio segreto</em></strong>".</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:58:21 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>happines63</author>
         <link>https://padlet.com/happines63/vg4gtjzgqny7rkqg/wish/2597773680</link>
         <description><![CDATA[<div>All'interno del turbolento movimento surrealista, la posizione di <strong>René Magritte</strong> è piuttosto singolare: la sua figura <strong>non</strong> <strong>rientra nello stereotipo dell'artista d'avanguardia</strong>, egli trascorre tutta la sua esistenza come un tranquillo borghese, fedele tutta la vita a sua moglie, che è anche la sua modella. Inoltre gli elementi-chiave della sua opera sono solo in parte assimilabili alla poetica surrealista, alla quale egli si accosta grazie soprattutto alla scoperta delle opere di De Chirico. Ciò che lo affascina del Surrealismo, al quale aderisce nel 1926, non è tanto l'interesse per l'inconscio quanto <strong>l'indagine dei rapporti fra realtà e sua rappresentazione, fra essere e apparire</strong>. Nelle sue opere, che offrono immagini misteriose e stranianti realizzate con estrema precisione tecnica, il pittore gioca molto sul tema dell'illusione: illusione come artificio dell'arte ma anche illusione come comprensione falsata della realtà.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-19 15:58:58 UTC</pubDate>
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         <title>Il fascino del cielo stellato: la fase astratta</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<p>La terza ed ultima fase (1934-1983) si orienta progressivamente verso l'astrattismo, anche se in forma incompleta, in quanto l'artista considera i segni riprodotti sulla tela come rappresentazioni concrete della sua mente. Le sue conformazioni , che ricordano le architetture di Gaudì e le opere dell'ultimo Kandinskij, sembrano muoversi in uno spazio rarefatto dove tutto fluttua liberamente, senza rumore e senza dolore. Proprio per evadere dall'angoscia delle tragedie belliche, nel 1939-'41 l'artista realizza la serie delle <strong>Costellazioni, </strong>che si ispira al fascino del cielo stellato, al quale Mirò rivolge il suo sguardo per allontanarsi dalla realtà.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-25 10:48:38 UTC</pubDate>
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         <title>La fantasia biomorfica della fase surrealista</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<p>Nei primi anni Venti Mirò si stabilisce a Parigi, dove incontra Picasso e partecipa alla prima mostra surrealista. Nella capitale francese, egli mette a punto il suo linguaggio, che potremmo definire "di segni e di sogni": una scrittura fantastica, al limite dell'astrazione ma sempre ispirata ad elementi della realtà. "<strong>Il carnevale di Arlecchino</strong>", realizzato nel 1924-25, mostra appunto la fervida fantasia dell'artista, che ha ormai sostituito i paesaggi catalani con un universo fantastico popolato di creature zoomorfe e geometriche che si muovono fra innumerevoli oggetti, alcuni dei quali di natura simbolica.</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-25 10:48:55 UTC</pubDate>
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         <title>Da Barcellona a Parigi: la fase &quot;détailliste&quot;</title>
         <author>happines63</author>
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         <description><![CDATA[<p>La prima fase della sua attività si svolge a Barcellona, a contatto con l'Avanguardia catalana: sono gli anni della cosiddetta "fase dettagliata" (détailliste), che ha come soggetti paesaggi rocciosi e scene rurali del mondo contadino catalano. Un esempio è il dipinto del 1921 "<strong>La fattoria</strong>", che nasce dal profondo legame di Mirò con la sua terra e che mostra uno stile descrittivo e molto particolareggiato</p>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-25 10:49:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>happines63</author>
         <link>https://padlet.com/happines63/vg4gtjzgqny7rkqg/wish/2604699097</link>
         <description><![CDATA[<div>Joan Mirò occupa una posizione autonoma all'interno del movimento surrealista, anche se Breton lo definisce "<strong>il più surrealista di tutti</strong>". La sua pittura ha caratteristiche uniche: con una straordinaria libertà espressiva, essa evoca la spontaneità dell'infanzia, con elementi ricorrenti come il sole, le stelle, l'uccello, l'occhio ed è caratterizzata da segni e colori ricchi di suggestioni poetiche ed oniriche.</div>]]></description>
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         <pubDate>2023-05-25 10:49:57 UTC</pubDate>
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