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      <title>My glorious padlet by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-03-02 15:26:37 UTC</pubDate>
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         <title>la ricerac della scuola polifonica fiamminga</title>
         <author>martinalonga1</author>
         <link>https://padlet.com/martinalonga1/veyoch4y12ps/wish/157380653</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>LA MUSICA NELL’ETA’ UMANISTICO-RINASCIMENTALE<br></strong><br></div><div><strong>(Prima parte)<br></strong><br></div><div><strong>di Laura Sacchiero<br></strong><br></div><div>Diversamente da ciò che accadde in letteratura e nelle arti figurativa, Quattrocento e Cinquecento non rappresentarono una rottura rispetto ai modelli medievali. Al contrario, la musica proseguì l’itinerario iniziato nel Trecento portando così al pieno sviluppo della polifonia.<br><br></div><div>La scuola fiamminga</div><div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.classicaonline.com/storia/immagini/cantori.jpg" height="326" width="200"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>Il movimento musicale predominante nell’epoca umanistico-rinascimentale fu la scuola fiamminga, fiorita tra XV e XVI secolo nelle regioni della Fiandra (che occupava all'incirca il territorio degli attuali Belgio e Olanda e Francia settentrionale) e della Borgogna.<br>Gli studiosi sono soliti distinguere diverse generazioni di autori che comprendono in due ampie fasi successive: la fase borgognona-fiamminga e quella franco-fiamminga,  anche se il movimento nel suo insieme ebbe carattere internazionale, poiché i musicisti svolgevano spesso la loro attività in paesi stranieri diffondendo il loro stile in tutta Europa.<br><br></div><div>Il centro dello sviluppo della scuola polifonica fiamminga era spesso la cappella della cattedrale della città, di solito finanziata dalla borghesia benestante. Gli allievi, inizialmente ammessi come cantori, avevano l'opportunità di seguire un percorso di apprendimento musicale completo, in maniera simile a quello che accadeva altrove negli <em>studium</em> di arti liberali, in quello che fu uno dei primi esempi di scuola compositiva nella storia della musica occidentale.<br><br></div><div>Il carattere della polifonia fiamminga fu fortemente influenzato dalla scuola inglese, caratterizzata da consonanze per terze, e rivoluzionò così la pratica della polifonia ereditata dall' Ars nova e dall'Ars antiqua basata su successioni di quarta, quinta e ottava. Ciò pose le basi per lo sviluppo di quella che sarebbe stata la teoria dell’armonia.<br><br></div><div>I fiamminghi praticarono in maniera innovativa le forme del passato, tra cui <em>la Messa</em> e <em>il Mottetto</em>, che divenne il luogo privilegiato della sperimentazione contrappuntistica e raggiunse livelli di incredibile complessità (citiamo ad esempio il mottetto "<em>Deo Gratias</em>" di Johannes Ockeghem, a 36 voci). Un’altra forma frequente della musica fiamminga del '400 fu <em>la</em> <em>Chanson</em> profana, di derivazione francese e per lo più a carattere amoroso, a 3 voci e caratterizzata da una polifonia molto semplice.  <br><br></div><div>I <strong>compositori fiamminghi</strong> si formarono prevalentemente nelle cappelle musicali delle città della Fiandra, e tra i maestri in questo ambito possiamo citare <strong>Guillaume Dufay,</strong> <strong>Johannes Ockeghem</strong>, <strong>Jachob Obrecht</strong>, <strong>Henrich Isaac</strong>, <strong>Pierre de la Rue </strong>e <strong>Josquin Despréz</strong>.<br><br></div><div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.classicaonline.com/storia/immagini/DufayBinchois.jpg" height="223" width="250"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>Il primo e forse il più importante compositore della scuola fiamminga fu <strong>Guillaume Dufay (1397-1474)</strong>, si può dire infatti che la transizione fra lo stile del primo Quattrocento e quello rinascimentale è avvenuta quasi interamente nella sua opera. Nato nella regione di confine tra la zona fiamminga e quella vallone, dal 1409 al 1414 fu cantore nella cattedrale di Cambrai e dopo essere stato a Rimini e a Pesaro alla corte dei Malatesta (1420-26), nel 1428 entrò a far parte della cappella papale romana e nel 1433 passò alla corte del duca Ludovico di Savoia fino al 1440. Dal 1435 al '37 fu però attivo ancora presso la cappella papale allora a Bologna e a Firenze. Dal 1442 sembra sia stato cantore nella cappella dell'antipapa Felice V mentre riceveva grandi onori anche a Ferrara e Laon, Tournai e Parigi. Dal 1445 prese stabile dimora a Cambrai, dove era anche canonico, e dove, come celebre "Principe della Musica", ricevette la visita di numerosi musicisti ed altri grandi dell'epoca, tra cui Carlo il Temerario, duca di Borgogna. Morì il 27 novembre 1474 dopo una lunga malattia. Dufay fu il più influente musicista del XV secolo e la sua musica venne copiata, distribuita e cantata in ogni nazione ove la polifonia avesse messo radici. Egli rivelò la sua personalità innovatrice soprattutto nelle messe (tra cui la celebre <em>Missa L'homme armé</em>) ma anche nelle Chansons e nei Mottetti (tra i quali eccelle <em>Nuper rosarum flores</em>, composto per l'inaugurazione della cattedrale di santa Maria del Fiore a Firenze nel 1436).<br><br></div><div><strong><figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.classicaonline.com/storia/immagini/ascolta.gif" height="16" width="16"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></strong><strong> </strong><a href="http://www.cpdl.org/wiki/index.php/Guillaume_Dufay"><strong>Vai alla pagina degli spartiti di Dufay</strong></a></div><div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.classicaonline.com/storia/immagini/ascolta.gif" height="16" width="16"><figcaption class="caption"></figcaption></figure> <strong>Ascolti: </strong><a href="http://www.dovesong.com/MP3/MP3_Ren_composers.asp">http://www.dovesong.com/MP3/MP3_Ren_composers.asp</a><strong><br><br></strong><br></div><div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.classicaonline.com/storia/immagini/desprez.jpg" height="217" width="150"><figcaption class="caption"></figcaption></figure>Tra i massimi rappresentanti della scuola fiamminga, per alcuni studiosi il più grande e il più rappresentativo del Rinascimento, vi fu poi <strong>Josquin Despréz (1451-1521). </strong>Nato in Piccardia, fu cantore presso il Duomo di Milano ed entrò più tardi a far parte della cappella degli Sforza. Dal 1486 al 1499 è accertata la sua presenza presso la cappella papale, quindi fu a Ferrara alla corte di Ercole I d’Este. Nel 1501, inviato a Bruges, costituì una scuola di cantori; passò poi in Spagna con Filippo il Bello. Infine tornò in Francia dove lavorò alla corte di Luigi XII, a quella fiamminga e presso il giovane Carlo V. Dal 1515 fino alla morte fu canonico prebendario della collegiata di Condé-sur-l’Escaut. Celebre già al suo tempo ( la sua fama gli meritò il titolo di "princeps musicorum" ), Després ebbe la singolare avventura — forse a causa dei lunghi viaggi e dei soggiorni italiani — d’esser chiamato nei modi più vari: Des Pres, del Prato, de Pratis, Jodocus Pratensis. Autore di 20 messe, 95 mottetti, 58 opere vocali profane (<em>chansons</em>e frottole) in francese e italiano, Desprez fu punto di riferimento per tutti i suoi contemporanei e oltre, fino ad essere elogiato anche da Lutero, Palestrina e Orlando di Lasso. L’arte di Després si può definire un felice incontro della virtuosistica tecnica contrappuntistica fiamminga con lo spontaneo principio italiano dell’armonia tonale.<br><br></div><div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.classicaonline.com/storia/immagini/ascolta.gif" height="16" width="16"><figcaption class="caption"></figcaption></figure> <a href="http://www.cpdl.org/wiki/index.php/Special:Search?search=desprez"><strong>Vai alla pagina degli spartiti di Depréz<br></strong></a><br></div><div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.classicaonline.com/storia/immagini/ascolta.gif" height="16" width="16"><figcaption class="caption"></figcaption></figure> <strong>Ascolti:</strong> <a href="http://www.dovesong.com/MP3/MP3_Ren_composers.asp">http://www.dovesong.com/MP3/MP3_Ren_composers.asp<br></a><br></div><div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.classicaonline.com/storia/immagini/NotenDesPrez2_small.jpg" height="275" width="400"><figcaption class="caption"></figcaption></figure><br><br></div><div>Manoscritto di uno dei capolavori di Despréz, la "Missa de Beata Virgine" <br><em>Capp. Sist. 45 vols. 1 verso-2 recto music19 NB.51<br></em><br></div><div><strong>L'Italia<br></strong><br></div><div>Per quanto riguarda la produzione musicale italiana di questo secolo, vi fu un'espansione della musica d'uso nelle corti: Lorenzo il Magnifico stimolò a Firenze la composizione di <em>canti carnascialeschi,</em> a più voci con polifonia più semplice di quella fiamminga, a Mantova Isabella d'Este diede lo sviluppo alla corte delle <em>frottole</em>, a Napoli nascono le <em>villanelle</em> mentre sul finire del secolo si diffondono altre due forme leggere come le canzonette e il balletto.<br><br></div><div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.classicaonline.com/storia/immagini/findtext.gif" height="20" width="20"><figcaption class="caption"></figcaption></figure><a href="http://www.classicitaliani.it/index030.htm">Leggi i testi dei Canti Carnascialeschi di Lorenzo il Magnifico <br></a><br></div><div><strong>La nascita dell'editoria musicale<br></strong><br></div><div>Il XVI secolo vide il verificarsi di uno degli eventi più significativi per la diffusione della musica: la nascita dell'editoria musicale. Nel 1501 a Venezia viene per la prima volta pubblicato per opera di <strong><figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.classicaonline.com/storia/immagini/Petrucci.jpg" height="143" width="200"><figcaption class="caption"></figcaption></figure></strong><strong>Ottaviano Petrucci </strong>(1466-1539) un intero volume di musica a stampa dal titolo "<em>Chansons, Harmonice Musices Odhecaton"</em>. Petrucci  fu il più grande stampatore di musica del Rinascimento, detto perciò "il Gutemberg dell'editoria musicale". Il suo sistema di stampa si basava sulla triplice impressione: prima venivano stampati i righi musicali, successivamente le note e infine il testo da cantare e tutto il corredo tipografico. Per ottenere la massima precisione possibile egli inseriva aghi nelle diagonali del foglio da stampare. Contemporaneamente, a Roma, <strong>Andrea Antico</strong> perfezionava il metodo della xilografia, ossia incideva su legno l'intera pagina da stampare. La stampa musicale si diffuse nel Cinquecento in Germania, Paesi Bassi, Inghilterra e Francia, ove il parigino <strong>Pierre Attaignant </strong>utilizzò un sistema a caratteri mobili, poi diffusosi anche tra gli altri stampatori, che consentiva un'unica impressione, semplificando quello del Petrucci. <br><br></div><div><figure class="attachment attachment-preview"><img src="http://www.classicaonline.com/storia/immagini/Andrea_Antico.jpg" height="308" width="400"><figcaption class="caption"></figcaption></figure><br><br></div><div>L'invenzione della stampa favorì la diffusione dello stile fiammingo in Italia, Spagna, Francia e Germania, dando vita al primo vero stile internazionale dai tempi del canto gregoriano.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-02 16:14:39 UTC</pubDate>
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         <title>orlando gibbons</title>
         <author>martinalonga1</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Biografia e opere[<a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Orlando_Gibbons&amp;veaction=edit&amp;section=1">modifica</a> | <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Orlando_Gibbons&amp;action=edit&amp;section=1">modifica wikitesto</a>]<br><br></div><div><br>Tra il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1596">1596</a> e il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1598">1598</a> cantò nel coro del King's College, a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cambridge">Cambridge</a>; si diplomò in musica nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1606">1606</a>. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giacomo_I_d%27Inghilterra">Giacomo I</a> lo nominò <em>Gentleman of the Chapel Royal</em>, dove lavorò come organista almeno dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1615">1615</a> fino alla sua morte. Morì a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Canterbury">Canterbury</a>, di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Apoplessia">apoplessia</a>, dove si era recato per le nozze di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_II_d%27Inghilterra">Carlo II d'Inghilterra</a>, per il quale aveva composto la musica celebrativa,.<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orlando_Gibbons#cite_note-2"><sup>[2]</sup></a> e nella Cattedrale di Canterbury fu costruito un monumento in suo onore.<br><br></div><div><br>Fu uno dei più versatili compositori inglesi del suo tempo: scrisse un gran numero di opere per <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Strumenti_a_tastiera">tastiera</a>, circa trenta <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fantasia_(musica)">fantasie</a> per <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Viola_(strumento_musicale)">viola</a>, una varietà di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Madrigale_(musica)">madrigali</a> (dei quali il più conosciuto è <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=The_Silver_Swan&amp;action=edit&amp;redlink=1">The Silver Swan</a>) e molti <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Inno">inni</a>. Quindi compose lavori per <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Virginale">virginale</a>, come le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Allemande">allemande</a>, le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pavane">pavane</a>, le <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Gagliarda">gagliarde</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Preludi">preludi</a>, etc., oltre ad una serie di coomposizioni sacre.<br><br></div><div><br>La sua musica si caratterizzò per l'allentamento della struttura astratta dei brani <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Polifonia">polifonici</a>, per dare spazio a più libere ed ariose espressioni musicali..<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orlando_Gibbons#cite_note-3"><sup>[3]</sup></a> Ma i risultati più significativi l'artista li raggiunse con le composizioni vocali, affini al corale <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Luterano">luterano</a>, ma formalmenti derivati dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Mottetto">mottetto</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Cattolico">cattolico</a>.<br><br></div><div><br>Il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pianista">pianista</a> <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Glenn_Gould">Glenn Gould</a>, nell'articolo "Glenn Gould interviews himself about Beethoven" (pubblicato in Italia da <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Adelphi">Adelphi</a> nel volume "L'ala del turbine intelligente"), rivelò che Gibbons era il suo compositore preferito.<br><br></div><div><br>Alcune delle sue composizioni sono raccolte nel <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Fitzwilliam_Virginal_Book">Fitzwilliam Virginal Book</a>.<br><br></div><div><br>Media[<a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Orlando_Gibbons&amp;veaction=edit&amp;section=2">modifica</a> | <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Orlando_Gibbons&amp;action=edit&amp;section=2">modifica wikitesto</a>]<br><br></div><div><a href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/18/GIBBONS_The_Silver_Swan.mid"><em><br>The Silver Swan</em></a><sup>[</sup><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Aiuto:File_multimediali"><sup>?</sup></a><sup>·</sup><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/File:GIBBONS_The_Silver_Swan.mid"><sup>info</sup></a><sup>]<br></sup><br></div><div><br>Note[<a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Orlando_Gibbons&amp;veaction=edit&amp;section=3">modifica</a> | <a href="https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Orlando_Gibbons&amp;action=edit&amp;section=3">modifica wikitesto</a>]<br><br></div><ol><li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orlando_Gibbons#cite_ref-1"><strong>^</strong></a> Il giorno preciso della nascita non è noto, il 25 dicembre fu <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Battesimo">battezzato</a>.</li><li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orlando_Gibbons#cite_ref-2"><strong>^</strong></a> "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, vol.5 pag.251</li><li><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orlando_Gibbons#cite_ref-3"><strong>^</strong></a> "Le Muse", De Agostini, Novara, 1965, vol.5 pag.251</li></ol>]]></description>
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         <pubDate>2017-03-02 16:17:52 UTC</pubDate>
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         <author>martinalonga1</author>
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