<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>I filosofi al potere by EMANUELE PANNI</title>
      <link>https://padlet.com/emanuele_panni/ve68gbf20j5o</link>
      <description>Lettura di passi de &quot;La Repubblica&quot; di Platone  libro VI 487b - 489c e lavoro con il protocollo dei tre livelli di testo.

</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-06 08:11:43 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2018-02-06 10:55:11 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title>GUERCI, FERRERO, GABRIELLI</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/emanuele_panni/ve68gbf20j5o/wish/228488234</link>
         <description><![CDATA[<div>Guerci<br>1) Nessuno, o Socrate — disse —,  saprebbe contraddire le tue affermazioni; ma questa è l’impressione reale che riporti sui tuoi ascoltatori ogni volta che parli: ritengono che, per la loro incapacità nell’interrogare e nel rispondere, a ciascuna tua domanda vengano trascinati dalla discussione a poco a poco fuori strada, fino a che l’accumularsi di questi piccoli deviamenti alla fine dimostri un grande errore, in assoluta contraddizione con le stesse premesse; e come agli scacchi i giocatori poco abili finiscono per esser messi con le spalle al muro da chi sa giocare bene e non sanno più che pezzo muovere, così avviene ai tuoi ascoltatori che finiscono per esser messi con le spalle al muro e ridotti al silenzio in questa specie di gioco, in cui, invece di pedine, si usano parole, senza c però che con questo sistema ne tragga vantaggio la verità. <br>2) Io ho scelto questo passo perché sono riuscito a trovare un collegamento con il metodo di Socrate in particolare il metodo dell'ironia, dove lui scredita se sbagliate le opinioni dei suoi allievi che sono portati a screditare loro stessi la loro opinione iniziali.<br>3) Questo passo mi ha aiutato a comprendere più a fondo il metodo dell'ironia di Socrate.<br>Ferrero<br>1)Eh sì, perché non è naturale che il capitano preghi i marinai di mettersi al suo comando, né che alle porte dei ricchi vadano a battere i saggi: chi ha detto questa spiritosaggine, ha detto il falso: la verità invece è che per forza spetta al malato, ricco o povero che sia, picchiare alla porta dei medici, ed a chiunque abbia bisogno di guida spetta battere alla porta di chi sia capace di guidarlo, e non a chi sa governare tocca pregare gli altri di lasciarsi condurre, quando veramente egli possa essere di una qualche utilità. <br>2) Ho scelto questo passo perché secondo me si collega molto bene con il metodo della maieutica di Socrate che riusciva a far partorire l'anima anche delle persone che pensavano di non sapere, ma grazie alla guida del filosofo, che si collega a ciò che ho sottolineato nel testo, essi trovano la verità dentro di loro grazie a Socrate. <br>3) Secondo me questo si può applicare anche nella vita reale e mi ha aiutato molto a capire la filosofia di Socrate. <br>Gabrielli<br>1) Non credo — continuai — sia ora necessario che tu abbia bisogno di vedere spiegata questa immagine per capire che è l’immagine del rapporto che c’è fra gli Stati ed i veri filosofi: spero appunto tu mi abbia capito. <br>2) In queste righe Socrate cerca di spiegare ad Adimanto il rapporto che c'é tra gli Stati e i filosofi facendo l'esempio di un capitano con scarse conoscenze nautiche e i mariani della ciurma in discordia tra loro. Ho scelto questo passo perché si collega con "l'allegoria della caverna" di Platone in cui il filosofo paragona la condizione dell'uomo, immerso nella credenza sensibile, alla condizione miserevole di uomini che furono rinchiusi fin dalla nascita in una caverna. <br>3) Questo passo mi ha aiutato a capire meglio il concetto di conoscenza di Platone. <br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-02-06 09:27:16 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/emanuele_panni/ve68gbf20j5o/wish/228488234</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Testo </title>
         <author>emanuele_panni</author>
         <link>https://padlet.com/emanuele_panni/ve68gbf20j5o/wish/228489134</link>
         <description><![CDATA[]]></description>
         <enclosure url="https://docs.google.com/document/d/1DNQYJsZK7Itp2SHE-SdFtQdr5QM1bQ1zy0nJsNeAyHY/edit" />
         <pubDate>2018-02-06 09:29:39 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/emanuele_panni/ve68gbf20j5o/wish/228489134</guid>
      </item>
      <item>
         <title>PRINCIPI, DE BENEDETTO, AGOSTINELLI</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/emanuele_panni/ve68gbf20j5o/wish/228489323</link>
         <description><![CDATA[<div>Giovanna<br>1- "Nessuno, o Socrate, saprebbe contraddire le tue affermazioni: i tuoi ascoltatori ritengono che a ciascuna tua domanda vengano trascinati dalla discussione a poco a poco furi strada."<br>2- Platone dice che Socrate, attraverso l'oratoria e argomentazioni convincenti, come i politici di oggi riesce a convincere senza ricevere contraddizioni.<br>3- A mio parere sorgono, però delle problematiche: e se le tesi non fossero del tutto vere ma solo convincenti grazie a buone argomentazioni?<br><br>Aurora<br>1- "Ed effettivamente così grave è la situazione in cui si trovano, nei loro rapporti con il governo dello Stato, gli uomini che sarebbero i più adatti al comando, che nessuno si è mai trovato in simile condizione, per cui è necessario se si vuol difenderli comporre una immagine formata di molti elementi, sì come fanno i pittori che, con simili unioni, dipingono ircocervi ed altri mostri del genere."<br>2- Platone identifica la città come l'anima ed entrambe hanno una tripartizione che permettono il corretto svolgimento. Se l'anima è ordine va educata a mettere ordine fra le varie componenti.<br>Le parti devono quindi essere ponderate in modo che nessuna prevalga sull'altra.<br>3- Possiamo estendere questo discorso a qualsiasi cosa poiché l'unione è migliore della separazione, che crea discrepanze e discordie<br><br>Viola<br>1- "dicano vero uomo di mare, abile d timoniere, esperto nautico colui che riesca appunto ad aiutarli a comandare, sia persuadendo sia forzando il comandante, biasimando come inutile chi non riesca in tale loro scopo, mentre non si rendono affatto conto che al vero navigatore è necessario preoccuparsi del tempo, delle stagioni, del cielo, degli astri, dei venti, di tutto ciò che appunto rientra nell’arte sua se davvero vuole comandar bene una nave"<br>2-Ho apprezzato l'immagine con cui Platone definisce e descrive il governo. Platone parla della ciurma (i sofisti) secondo la quale la politica coincide con l'arte del saper manipolare il popolo ignorante (identificato da Platone come Capitano sordo e miope). I marinai inutili e "acchiappanuvole" vengono considerati chiacchieroni, ma in realtà sono coloro che sanno osservare il cielo e gli astri e sanno guardare al di là della nave: cose apparentemente inutili per chi pensa che ció che conta sia il mondo ristretto dell'imbarcazione.<br>Così il filosofo che guarda oltre e fa cose apparentemente senza senso viene considerato inutile perché non impone la sua competenza alla gente che non ne sente il bisogno.<br>3-Tutt'ora chi lavora in ambito politico manipola e persuade il popolo promettendo il falso solo per propaganda.</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-02-06 09:30:06 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/emanuele_panni/ve68gbf20j5o/wish/228489323</guid>
      </item>
      <item>
         <title>ALICE, GIOIA, MONICA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/emanuele_panni/ve68gbf20j5o/wish/228492687</link>
         <description><![CDATA[<div>ALICE<br>1) "Ma non cadrai in errore se paragoni gli uomini che oggi hanno in mano le redini dello Stato a quei marinai di cui abbiamo parlato ora".<br>2)  Questo passo mi ha colpito molto perché penso sia molto attuale. Qui Platone parla di alcuni marinai che vogliono governare, ma lo fanno non preoccupandosi della vera arte nautica, ma pensano solo a lodare chi li aiuta e a biasimare inutilmente chi non li aiuta a dare una mano a governare la nave. Platone sosteneva che i filosofi dovessero governare la città perché avevano la componente razionale più sviluppata.<br>3) Anche oggi molto spesso vediamo persone incompetenti prendere il comando nonostante non siano idonee al loro ruolo, ma riescono a persuadere molte persone a seguirle.    <br><br>GIOIA<br>1) “In questa specie di gioco, in cui invece di pedine, si usano parole”. <br>2) Ho scelto questa frase perché per me è molto significativa. L’arte sofistica infatti si basava proprio su questo concetto: rendere forte un discorso debole usando la persuasione. In questo testo Socrate viene accusato di aggirare i suoi ascoltatori ottenendo il consenso di questi usando questa tecnica, cosa che invece fanno i politici, i quali, usando discorsi convincenti e decisi, persuadono i cittadini a votare per loro. Qui notiamo anche come sia presente la filosofia di Platone, nonostante sia un dialogo tra Socrate e Adimanto. Infatti Platone ritiene che i filosofi dovrebbero governare la città e non coloro che pagano altre persone per avere un discorso accattivante e convincente. <br>3)Ritroviamo questo concetto anche nell’attualità, in cui spesso siamo persuasi a votare colui che promette tante cose, ma che poi si rivela incompetente nel applicarle. <br><br>MONICA<br>1) "Dicano vero uomo di mare, abile d timoniere, esperto nautico colui che riesca appunto ad aiutarli a comandare, sia persuadendo sia forzando il comandante, biasimando come inutile chi non riesca in tale loro scopo, mentre non si rendono affatto conto che al vero navigatore è necessario preoccuparsi del tempo, delle stagioni, del cielo, degli astri, dei venti, di tutto ciò che appunto rientra nell’arte sua se davvero vuole comandar bene una nave".<br>2) In questo passo Platone ci vuole spiegare come i marinai considerino veri chi li aiuta a comandare. Ma Platone dice che gli abili sono coloro che sono veramente competenti in quest’arte. Queste persone sono i filosofi, coloro che devono governare lo stato, mentre i politici non sono altrettanto competenti. 3)Questo passo mi ha aiutato a capire di più la filosofia di Platone e l'attualità.</div><div> </div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-02-06 09:41:18 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/emanuele_panni/ve68gbf20j5o/wish/228492687</guid>
      </item>
      <item>
         <title>CARDUCCI, DI CATALDO, POETA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/emanuele_panni/ve68gbf20j5o/wish/228508920</link>
         <description><![CDATA[<div>PIETRO: </div><ol><li>Immagina, dunque, che una scena di questo genere avvenga su di un insieme di molte navi, oppure anche su di una nave sola: immaginati un capitano che sia il più grande e il più forte di tutti i componenti l’equipaggio</li><li>Questo passo del brano della repubblica di Platone può essere interpretato come una metafora della società ovvero che la società è organizzata esattamente come una nave, e questa nave è pilotata teoricamente dal più bravo dei marinai, ma in molti dei casi nella nostra società il governatore non è capace di tenere a bada tutti i problemi che la società gli rivolge, quindi Platone individua il ruolo di governatore come un lavoro vero e proprio e identifica il filosofo come governatore perfetto.</li><li>Una delle domande che mi sorgono nel leggere e nel ragionare su questo passo è: “è il filosofo la figura adatta a questo genere di lavoro?”. In altra domanda che mi pongo è “sono tutti i filosofi adatti al ruolo di governatore?”, secondo Platone la risposta ad entrambe le domande è si, mentre secondo me non dipende dal titolo di filosofo ma dalla persona in sé: se è adatta o meno al ruolo di governatore.</li></ol><div><br>ANDREA: </div><ol><li>i marinai, poi, immàginati, in discordia fra di loro, che si disputano il governo della nave, ognuno pretendendo che a lui tocchi reggere il timone, benché mai abbia imparato l’arte del pilotare, né sappia dire chi gli sia stato maestro, né in che tempo l’abbia appresa; non solo, ma ciascuno di essi dichiara anzi che non è, questa, arte che si possa insegnare, e sono pronti a fare a pezzi chiunque osasse affermare che, invece, lo è.</li><li>Questa parte secondo me è importante perché viene descritta l’immagine attuale dello stato di Atene, dove al comando ci sono persone che vengono identificati come dei marinai e capitano. Quest ultimo non ingrado di prendere le redine dello stato e i marinai che non sono capaci di governare e che cercano di diventare capitani. </li><li>La metafora di Platone è più che giusta visto che ad Atene non si riusciva a gestire il governo (declino politica Ateniese). Condivido l’idea che le persone devono avere delle conoscenze base e avere delle caratteristiche psicologiche per poterlo fare. questo ruolo di timoniere e capitano è identificato con il filosofo, e anche io condivido questa idea e non solo il filosofo può fare questo ma anche le persone che possiedono conoscenze specifiche di un determinato campo. </li></ol><div><br>ASIA: </div><ol><li> quanto all’arte di governare, sia pur che altri componenti l’equipaggio lo vogliano o no, essi e non ritengono affatto sia possibile apprenderla né teoricamente, né per esperienza, se non insieme allo stesso comando della nave. Ebbene, quando a bordo succedono simili cose, non pensi che il capitano vero sarebbe chiamato sul serio, da chi si trovasse imbarcato su navi similmente ordinate, acchiappanuvole, chiacchierone, buono a nulla?</li><li>Qui tutto ruota intorno all’idea di giustizia e all’idea di una città ideale, governata in base a principi filosofici. In questo brano i marinai sostengono che l’arte di governare non è innata, ed è possibile apprenderla solamente una volta preso il timone della nave, quindi una volta al potere. Intanto il vero capitano, metafora del filosofo, viene deriso dall’equipaggio nonostante sia il solo a sapere l’arte della navigazione. Platone quindi ci dice chiaramente che secondo lui solo i filosofi sono in grado di comandare perché ne hanno le capacità, sono nati con determinate caratteristiche psicologiche che permettono loro di governare una città in modo giusto.</li><li>Questo è un tema molto attuale, in quanto spesso chi detiene il potere non ha esperienza e il carisma necessario per ricoprire quel posto.</li></ol><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-02-06 10:28:45 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/emanuele_panni/ve68gbf20j5o/wish/228508920</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/emanuele_panni/ve68gbf20j5o/wish/228511787</link>
         <description><![CDATA[
 
]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2018-02-06 10:38:43 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/emanuele_panni/ve68gbf20j5o/wish/228511787</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
