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      <title>I miei canvas sbalorditivo by Riccardo</title>
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      <description>Realizzato con destrezza</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-01-29 15:53:28 UTC</pubDate>
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         <title>IL PARADISO</title>
         <author>mariacri_adiutori</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Il termine del viaggio ultraterreno<br></strong><br></div><div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:300,&quot;url&quot;:&quot;https://cdn.studenti.stbm.it/images/2016/07/08/dante-alighieri-in-una-immagine-per-il-canto-xxvi-del-paradiso_200x300.jpeg&quot;,&quot;width&quot;:200}" data-trix-content-type="image"><img src="https://cdn.studenti.stbm.it/images/2016/07/08/dante-alighieri-in-una-immagine-per-il-canto-xxvi-del-paradiso_200x300.jpeg" width="200" height="300"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Dante Alighieri in una immagine per il canto XXVI del Paradiso —&nbsp;</div><div><em>Fonte: Ansa<br></em><br></div><div><em>L'addio a Virgilio e la nuova guida di Dante: Beatrice</em>Dante ha compiuto il suo viaggio fino alla vetta del Purgatorio accompagnato da una guida necessaria a comprendere il mondo stravolgente che aveva intorno,</div><div>&nbsp;Virgilio. Dopo il <em>Purgatorio</em> Dante troverà nel <em>Paradiso</em> un sostegno morale e una guida in Beatrice e San Bernardo (vedremo meglio fra poco il ruolo di queste altre due guide).<br>Virgilio aveva guidato Dante attraverso l’Inferno, cui si accede attraverso una porta che si trova a Gerusalemme. Dopo i <strong>nove cerchi infernali</strong>, concentrici e sempre più stretti che scendono verso il centro della terra sede dell’orribile figura di <strong>Lucifero</strong>, un sentiero stretto e impervio detto “natural burella” porta Dante e Virgilio sulla <strong>spiaggia del Purgatorio</strong>.<strong>Il Paradiso<br></strong><br></div><div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:300,&quot;url&quot;:&quot;https://cdn.studenti.stbm.it/images/2016/06/06/dante-alighieri_200x300.jpeg&quot;,&quot;width&quot;:200}" data-trix-content-type="image"><img src="https://cdn.studenti.stbm.it/images/2016/06/06/dante-alighieri_200x300.jpeg" width="200" height="300"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Effigie di Dante Alighieri —<em>Fonte: Ansa<br></em><br></div><div><br></div><div><br></div><div><strong>2.1</strong></div><div><strong>La struttura del Paradiso</strong></div><div><em>Il Paradiso: nove cieli concentrici</em>Il Regno del Paradiso, descritto da Dante nella sua</div><div>&nbsp;<em>Commedia</em>, non è più connesso alla Terra: tutto è <strong>eterno ed etereo</strong>. Le parti che compongono il Paradiso non hanno una struttura fisica e concreta perché ogni elemento è prettamente spirituale. Riallacciandosi alla cosmologia tolemaicaDante immagina che, oltre una sfera detta “sfera del fuoco”, che divide il mondo terrestre dal Regno del Cielo, intorno alla Terra ruotino <strong>nove cieli</strong> disposti uno dentro l’altro. Questi cieli sono composti di una sostanza detta <strong>etere</strong> (qualcosa di simile all’aria) e muovendosi brillano, emettono suoni soavi, e riescono ad influenzare gli avvenimenti che hanno luogo sulla Terra e le persone che la abitano.</div><div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:300,&quot;url&quot;:&quot;https://cdn.studenti.stbm.it/images/2016/06/09/dante-alighieri-3_200x300.jpeg&quot;,&quot;width&quot;:200}" data-trix-content-type="image"><img src="https://cdn.studenti.stbm.it/images/2016/06/09/dante-alighieri-3_200x300.jpeg" width="200" height="300"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Ritratto di Dante — <em>Fonte: Ansa<br></em><br></div><div><em>La disposizione delle anime: i 7 gruppi</em>Nell’Inferno e nel Purgatorio ogni dannato e ogni anima avevano una</div><div>&nbsp;<strong>sede precisa</strong> in cui restavano puniti in eterno o in cui si fermavano per espiare un particolare peccato commesso. Nel Paradiso le anime beate non hanno restrizione e sono ammesse a<strong> godere di ogni luogo</strong>: Dio non fa più distinzioni, le varie sedi sono tutte collegate e accessibili. Per poter mantenere una coerenza interna nella sua narrazione e riuscire a spiegare, anche filosoficamente il significato del Paradiso, Dante inventa un <strong>espediente</strong>: Dio vuole aiutarlo a capire e per farlo fa in modo che, solo durante la permanenza del poeta in Paradiso, ogni anima beata si posizioni dove “dovrebbe” trovarsi se ci fossero dei posti fissi per loro. Le anime vengono allora a disporsi in <strong>sette gruppi</strong> disposti secondo la virtù che gli è propria, e cioè: spiriti difettivi, spiriti operanti per la gloria terrena, spiriti amanti, spiriti sapienti, spiriti combattenti per la fede, spiriti giusti e spiriti contemplanti.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-29 16:05:19 UTC</pubDate>
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         <title>L&#39;INFERNO</title>
         <author>mariacri_adiutori</author>
         <link>https://padlet.com/mariacri_adiutori/v8qhsrgu0ywh/wish/225704063</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Gerusalemme</strong> è la città attraverso cui si accede all’Inferno: dopo una porta che reca una scritta minacciosa incisa sopra si apre una zona detta <strong>Antinferno</strong> dove si trovano gli <strong>ignavi</strong>, cioè le anime di quelli che in vita non scelsero mai né di fare del bene ma neppure di fare del male, e sono quindi rifiutati sia dal cielo che Troviamo un fiume, l’<strong>Acheronte</strong>, dove un traghettatore, Caronte, porta sulla sua barca le anime dei dannati verso la riva opposta. Qui troviamo una zona detta <strong>Limbo</strong> – in cui scopriamo le anime dei non battezzati e dei nati prima di Cristo – oltre la quale si accede finalmente al vero e proprio Inferno.</div><div>L’Inferno di Dante è formato da nove zone, <strong>nove “cerchi”</strong>, cioè dei cornicioni giganteschi, uno più in basso dell’altro come in una macabra arena, che continuano verso il basso fino a raggiungere il centro della Terra dove si trova conficcato Lucifero dal tempo della sua caduta. La zona più cupa dell’Inferno comincia a partire dal sesto cerchio, dopo il fiume Stige.</div><div>La <strong>Città di Dite</strong> è il nome della zona più profonda dell’Inferno che si apre dopo il quinto cerchio. Questa zona è ulteriormente ramificata: il settimo cerchio (dove sono punite le anime dei violenti) conta tre diversi “gironi” al suo interno, l’ottavo cerchio (dove sono punite le anime dei fraudolenti) è a sua volta ripartito in dieci zone diverse dette “bolge”.</div><div>Dopo le dieci bolge si apre il tetro <strong>pozzo dei giganti</strong> dopo il quale giungiamo nell’ultima e più tragica zona dell’Inferno: il nono cerchio, dove sono puniti i traditori ripartiti in quattro zone diverse.<strong>Come vengono punite le anime: il contrappasso<br></strong><br></div><div><em>La legge del contrappasso: una pena contraria o simile al peccato commesso</em>La</div><div>&nbsp;<strong>legge del contrappasso</strong>presente nell'<em>Inferno</em> e, più in generale, nella<em> Divina Commedia</em> di Dante ha dei precedenti nella letteratura classica latina e in quella biblica. Già Seneca ne aveva fatto uso nelle sue opere ma con Dante questa legge raggiunge la perfezione. L’anima dannata è punita con una<strong> pena contraria o simile al peccato commesso</strong>. Un esempio: le anime dei suicidi sono trasformate in alberi infastiditi da animali rabbiosi. I suicidi hanno trattato il loro corpo come un vegetale, come qualcosa da buttare e non come qualcosa di sacro a Dio: meritano allora di essere delle piante, di non avere più una forma corporea. Dopo il Giudizio Universale, quando ogni anima si potrà ricongiungere al corpo sepolto che risorge, i suicidi non potranno rientrarne in possesso e getteranno il corpo sulle fronde degli alberi. <br>Ogni peccato è punito in questa maniera ed è stimolante la<strong> ricerca del significato</strong> di ogni contrappasso che possiamo trovare in qu esta cantica.</div><div><figure class="attachment attachment--preview" data-trix-attachment="{&quot;contentType&quot;:&quot;image&quot;,&quot;height&quot;:300,&quot;url&quot;:&quot;https://cdn.studenti.stbm.it/images/2016/06/09/dante-alighieri-3_200x300.jpeg&quot;,&quot;width&quot;:200}" data-trix-content-type="image"><img src="https://cdn.studenti.stbm.it/images/2016/06/09/dante-alighieri-3_200x300.jpeg" width="200" height="300"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>Ritratto di Dante — <em>Fonte: Ansa<br></em><br></div><div><strong>2.4</strong></div><div><strong>Inizia il viaggio</strong></div><div><em>Le fiere: allegorie di lussuria, superbia e cupidigia</em>Dante, all'inizio della cantica della</div><div>&nbsp;<em>Commedia</em>, l'<em>Inferno</em>, ci parla di un <strong>viaggio</strong>che ha intrapreso in prima persona a partire da un momento della sua vita in cui si era smarrito in una selva oscura. <br>Tre animali, le<strong> tre fiere</strong>, impediscono a Dante di tornare indietro o di raggiungere un colle dove pare esserci più luce. Queste fiere sono delle<strong> allegorie</strong>, una figura retorica che Dante usa moltissimo e che è diffusissima, in realtà, in tutta la letteratura medievale, e che implica che si usino oggetti o animali che per le loro caratteristiche, stanno a simboleggiare un’emozione, una problematica, una filosofia. Dante incontra una lonza, un leone e una lupa, che rappresentano rispettivamente la <strong>lussuria</strong>, la <strong>superbia</strong> e la <strong>cupidigia</strong>, cioè i peccati che impediscono al Poeta di vivere serenamente.</div><div><em>Le donne salvifiche e l'incontro con Virgilio</em>Dante è sempre più spaventato ma qualcuno giunge in suo soccorso: una guida inviata da</div><div>&nbsp;Beatrice, dalla Madonna e da Santa Lucia le quali dal Paradiso, vedendo Dante in grande difficoltà, hanno deciso di accorrere in suo soccorso. <br>Questa guida è <strong>Virgilio</strong>, un poeta latino amatissimo da Dante e in realtà molto importante per il mondo medievale poiché, in una delle sue egloghe, annunciò la nascita di un bambino che avrebbe salvato il mondo: i cristiani videro in questo messaggio una predizione della nascita di Cristo. Virgilio annuncia a Dante che non riuscirà a tornare sulla retta via se prima non intraprenderà un viaggio di conoscenza e salvazione attraverso i tre regni dell’Aldilà.&nbsp;<br>I due si avviano verso Gerusalemme e comincia il viaggio nel regno degli inferi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-29 16:13:51 UTC</pubDate>
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         <title>La Divina Commedia</title>
         <author>mariacri_adiutori</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-01-29 16:16:48 UTC</pubDate>
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         <title>IL PURGATORIO</title>
         <author>mariacri_adiutori</author>
         <link>https://padlet.com/mariacri_adiutori/v8qhsrgu0ywh/wish/225707622</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>L'ascesa di Dante nel Purgatorio</strong></div><div><br></div><div><figure class="attachment attachment--preview"><img src="https://divinacommedia.weebly.com/uploads/5/5/2/3/5523249/3215299.jpg?210" width="210" height="287"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>A. Maignan, Dante e Matelda (1881)</div><div>Il poeta compie l'intero percorso accompagnato da Virgilio, che non è esperto di questo luogo non essendovi mai stato prima. Prima di attraversare la porta del Purgatorio, l'angelo guardiano incide con una spada sulla fronte di Dante sette «P», che rappresentano i sette peccati capitali che dovranno essere da lui scontati moralmente (ogni «P» verrà cancellata all'uscita da ciascuna Cornice). L'ascesa di Dante lungo il monte, quindi, si presenta come un percorso di purificazione morale analogo per certi aspetti alla discesa all'Inferno, che ricorda anche (specie nei Canti iniziali) il colle del Canto I dell'<em>Inferno</em> che rappresentava la felicità terrena e che il poeta non aveva potuto scalare a causa delle tre fiere. La salita è faticosa e dura assai più della discesa all'Inferno, dal momento che la legge del secondo regno vieta di salire di notte (secondo quanto <a href="https://divinacommedia.weebly.com/sordello.html">Sordello</a> spiega nel <a href="https://divinacommedia.weebly.com/purgatorio-canto-vii.html">Canto VII</a>, 43 ss.) e Dante deve compiere tre soste in altrettante notti durante l'ascesa (Canti <a href="https://divinacommedia.weebly.com/purgatorio-canto-ix.html">IX</a>, <a href="https://divinacommedia.weebly.com/purgatorio-canto-xix.html">XIX</a>, <a href="https://divinacommedia.weebly.com/purgatorio-canto-xxvii.html">XXVII</a>, episodi nei quali il poeta fa dei sogni di significato allegorico). <br>Quasi alla fine del viaggio ai due poeti si unisce l'anima di <a href="https://divinacommedia.weebly.com/stazio.html">Stazio</a>, che ha scontato la sua pena nella <a href="https://divinacommedia.weebly.com/v-cornice.html">V Cornice</a> e può quindi terminare il suo percorso nel Purgatorio. Stazio fornisce a Dante alcune preziose indicazioni circa la struttura morale del regno, quindi accompagna lui e Virgilio nell'<a href="https://divinacommedia.weebly.com/eden.html">Eden</a>. Una volta arrivato qui, il poeta incontra <a href="https://divinacommedia.weebly.com/beatrice.html">Beatrice</a> alla fine della processione simbolica che rappresenta la vicenda storica della Chiesa e all'apparire della donna scompare Virgilio, cosa che provoca la disperazione e il pianto di Dante. Beatrice rimprovera aspramente Dante per i peccati che l'hanno fatto smarrire nella <a href="https://divinacommedia.weebly.com/selva-oscura.html">selva</a>, quindi lei e <a href="https://divinacommedia.weebly.com/matelda.html">Matelda</a>immergono Dante nelle acque dei due fiumi, operazione che permette la successiva ascesa al Paradiso Celeste.</div><div><br></div><div><strong>Lingua e stile nel </strong><strong><em>Purgatorio</em></strong></div><div><br></div><div><figure class="attachment attachment--preview"><img src="https://divinacommedia.weebly.com/uploads/5/5/2/3/5523249/1309445200.jpg" width="265" height="265"><figcaption class="attachment__caption"></figcaption></figure>L. Signorelli, Arrivo dell'angelo nocchiero</div><div>Rispetto alla I Cantica, il <em>Purgatorio </em>presenta un'atmosfera decisamente meno cupa, più rilassata e serena che si manifesta fin dal <a href="https://divinacommedia.weebly.com/purgatorio-canto-i.html">Canto I</a>, all'arrivo di Dante e Virgilio sulla spiaggia nei minuti che precedono l'alba, la mattina della domenica di Pasqua. Se lo stile dell'Inferno era spesso aspro e duro, adeguato alla rappresentazione del regno del dolore, quello della II Cantica è di tono più leggero ed «elegiaco», senza neppure l'elevatezza «tragica» che sarà propria del Paradiso: questo è evidente già nell'incontro con <a href="https://divinacommedia.weebly.com/casella.html">Casella</a> del <a href="https://divinacommedia.weebly.com/purgatorio-canto-ii.html">Canto II</a>, sulla spiaggia del Purgatorio, quando il musico che fu amico di Dante scende dalla barca dell'angelo nocchiero e inizia col poeta una conversazione dai toni pacati e amichevoli, che sarebbe stata impensabile nella I Cantica.<br>Questa leggerezza si riflette ovviamente anche nella rappresentazione dei penitenti e delle loro pene, che per quanto plastica e fisica come quella dei dannati non presenta l'asprezza che era propria delle anime infernali. I penitenti sono <em>color che son contenti / nel foco</em>, perché salvi e ben felici di sottoporsi alla giusta punizione per i loro peccati terreni: non hanno l'animosità e l'astio che caratterizzava molti dannati, che rivolgevano invettive o predizioni malevole a Dante, e il poeta può avere con loro delle serene conversazioni che spaziano sui più vari temi (religiosi e politici, artistici e letterari). È soprattutto la riflessione intorno al fine dell'arte e della letteratura che acquista rilievo in questa Cantica, specie nell'incontro con personaggi quali <a href="https://divinacommedia.weebly.com/oderisi.html">Oderisi</a> da Gubbio, <a href="https://divinacommedia.weebly.com/bonagiunta.html">Bonagiunta</a> da Lucca, <a href="https://divinacommedia.weebly.com/guinizelli.html">Guido Guinizelli</a>: Dante si permette anche un virtuosismo linguistico alla fine del <a href="https://divinacommedia.weebly.com/purgatorio-canto-xxvi.html">Canto XXVI</a>, nell'incontro col trovatore provenzale <a href="https://divinacommedia.weebly.com/arnaut.html">Arnaut Daniel</a> cui fa pronunciare alcune parole in perfetto volgare occitanico (e in questo ambito è molto significativo anche l'incontro col poeta latino Stazio, che contrariamente alla realtà storica Dante presenta come cristiano grazie all'inconsapevole aiuto di Virgilio).<br>Una parentesi a sé stante è poi la rappresentazione dell'Eden, che si ricollega al mito classico dell'età dell'oro e consente a Dante di introdurre il personaggio di Beatrice al centro della processione simbolica delle vicende della Chiesa. È questo forse il momento più elevato e lirico dell'intera Cantica, che prelude al passaggio del poeta nel terzo regno: è anche il momento del commiato da Virgilio, che abbandona il discepolo dopo averlo guidato attraverso tanti ostacoli e asprezze e al quale Dante rivolge un appassionato e patetico omaggio chiamandolo <em>dolcissimo patre</em> (<a href="https://divinacommedia.weebly.com/purgatorio-canto-xxx.html">XXX</a>, 50). È il passaggio all'ultima fase del viaggio allegorico, quella che porterà Dante alle altezze sovrumane del Paradiso: qui lo stile si innalza improvvisamente, anticipando il proemio della III Cantica in cui il poeta invocherà l'assistenza di <a href="https://divinacommedia.weebly.com/apollo.html">Apollo</a> oltre che delle <a href="https://divinacommedia.weebly.com/muse.html">Muse</a> (come si conviene alla rappresentazione di un luogo ben al di là delle capacità di comprensione dell'intelletto umano: sarà il motivo dominante della poesia del Paradiso, il cui stile sarà molto diverso da quello «medio» del Purgatorio, il regno dove lo spirito umano di salire al ciel diventa degno).</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-29 16:19:55 UTC</pubDate>
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         <title>STRUTTURA DIVINA COMMEDIA</title>
         <author>mariacri_adiutori</author>
         <link>https://padlet.com/mariacri_adiutori/v8qhsrgu0ywh/wish/225707906</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;La struttura è tutta fondata sul rapporto dell’uno e del tre, numeri perfetti a somiglianza di Dio, che è uno e trino.<br>Tre sono le cantiche, corrispondenti ai tre regni dell’oltretomba; 33 sono i canti di ciascuna cantica più uno di introduzione generale; ciascun canto è costituito da terzine che, legate l’una all’altra per lo stretto gioco delle rime, si chiudono in un solo verso che risponde alla rima seconda dell’ultima terzina e conchiude così tutta la <strong>serie.</strong><br>L’<a href="https://doc.studenti.it/riassunto/letteratura-italiana/riassunto-inferno-dante.html"><strong>Inferno</strong></a> è diviso i 3 parti: Incontinenza, Violenza, Frode, intervallate da tre zone speciali dove si trovano il Limbo, gli eretici, i Giganti ( custodi e dannati perché ribelli alla divinità).<br>Il <a href="https://doc.studenti.it/appunti/italiano/struttura-purgatorio.html"><strong>Purgatorio</strong></a> ha 3 parti, Antipurgatorio, Purgatorio e <a href="https://doc.studenti.it/riassunto/letteratura-italiana/3/paradiso-dantesco.html"><strong>Paradiso</strong></a> terrestre e purifica l’amore che ha in tre modi errato: per malo obietto, per poco o per troppo di vigore.&nbsp; Il Paradiso coi suoi nove cieli più uno, l’Empireo, che tutti li comprende, accoglie tre schiere di beati: i saeculares, gli attivi e i contemplativi.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-29 16:20:24 UTC</pubDate>
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         <title>RITMO POESIA</title>
         <author>mariacri_adiutori</author>
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         <description><![CDATA[<div>ENJABEMENT(ROTTURA) DI UN VERSO .DIARESI ..........</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-01-29 16:22:09 UTC</pubDate>
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