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      <title>Il mio padlet artistico by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2024-03-01 10:26:56 UTC</pubDate>
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         <title>Universita di Pavia, Strada Nuova, Pavia, PV, Italia</title>
         <author>edosarasso</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'Università degli Studi di Pavia (abbreviata in UniPV) è un'università statale italiana fondata nel 1361. È fra le università più antiche in attività e, nel 2022, riconosciuta dal Times Higher Education fra le prime 10 in Italia e fra le 300 migliori al mondo. È una delle istituzioni accademiche più antiche e prestigiose non solo d'Italia ma di tutto il mondo occidentale. La sua fondazione risale al 1361, quando l'imperatore Carlo IV di Lussemburgo emise una bolla imperiale che ne formalizzava l'esistenza come Studium Generale. Da allora, l'università ha svolto un ruolo cruciale nella diffusione della conoscenza e nella formazione di menti illustri che hanno lasciato un segno indelebile in vari campi del sapere.</div><div><br></div><var>Storia </var><div><br>La storia dell'Università di Pavia è intrinsecamente legata a quella della città e del territorio circostante, essendo stata un punto di riferimento culturale e scientifico per secoli. Nel corso dei secoli, l'ateneo ha visto insegnare e studiare personalità di spicco come Alessandro Volta, inventore della pila elettrica, e Ugo Foscolo, uno dei più importanti poeti e scrittori italiani.<br><br>Durante il Rinascimento, Pavia divenne un importante centro di studi umanistici e scientifici, grazie anche al sostegno dei Visconti e degli Sforza, signori e duchi di Milano. L'Università di Pavia si distinse particolarmente nel campo della medicina, attirando studenti da tutta Europa. La sua biblioteca, la Biblioteca Palatina, fondata nel 1763, è una delle più antiche e contiene preziosi manoscritti e incunaboli.<br><br>Nel XVIII secolo, sotto il dominio austriaco, l'università fu al centro di importanti riforme promosse da Maria Teresa d'Austria e dal figlio Giuseppe II. Queste riforme portarono a una modernizzazione delle strutture e dei programmi di studio, consolidando ulteriormente il prestigio dell'ateneo.<br><br></div><var>Principali Edifici</var><div><br>L'Università di Pavia si compone di diversi edifici storici e moderni, disseminati nella città di Pavia. Tra i principali, spiccano:<br><br></div><ul><li>1. Il Palazzo Centrale (o Aula Magna): Cuore dell'università, ospita le principali cerimonie accademiche. L'edificio è noto per la sua maestosa facciata neoclassica e per gli affreschi e le opere d'arte che decorano gli interni.</li></ul><div><br></div><ul><li>2. Il Collegio Borromeo: Fondato nel 1561 da San Carlo Borromeo, è uno dei più antichi collegi universitari del mondo. Il suo splendido edificio rinascimentale è un importante esempio di architettura dell'epoca.</li></ul><div><br></div><ul><li>3. La Biblioteca Universitaria: Con la sua ricca collezione di manoscritti, libri antichi e moderne pubblicazioni, è un centro fondamentale per la ricerca e lo studio.</li></ul><div><br></div><ul><li>4. <strong>Il</strong> Museo per la Storia dell'Università di Pavia (MUSP): Situato all'interno del Palazzo Centrale, documenta la lunga storia dell'ateneo attraverso documenti, strumenti scientifici antichi e cimeli.</li></ul><div><br></div><ul><li>5. Il Polo Cravino: Inaugurato nei primi anni 2000, è uno dei più moderni complessi universitari, dedicato principalmente alle scienze, alla tecnologia e alla biomedicina.</li></ul><div><br>L'Università di Pavia rappresenta un eccellente esempio di come l'istruzione e la ricerca possano evolversi nel corso dei secoli, mantenendo sempre un legame stretto con la tradizione ma senza rinunciare all'innovazione. Grazie al suo importante patrimonio storico, culturale e scientifico, l'ateneo continua a essere un punto di riferimento essenziale nell'alta formazione e nella ricerca a livello internazionale.&nbsp;<br><br>Lavoro di Sarasso e Volpe.</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-01 10:56:18 UTC</pubDate>
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         <title>Il Broletto, Piazza della Vittoria, Pavia, PV, Italia</title>
         <author>gaiamaggio05</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il broletto è un luogo che e intorno all’undicesimo secolo come posto in cui si svolgevano le assemblee cittadine e dove si amministrava la giustizia. Successivamente divenne un termine usato ad indicare la residenza del podestà e genericamente il palazzo municipale.&nbsp;</div><div><br></div><div>In particolare questo di Pavia risale al 12esimo secolo, venne fatto edificare, secondo la tradizione, dal vescovo San Damiano, che lo fece diventare una sede vescovile, ma negli anni, divenne poi sede municipale. Inizialmente sopra le rovine della città romana, sorse prima la parte sud poi quella est. Tuttavia le parti edificate nel primo momento vennero “distrutte” e tuttora ci sono dei frammenti che si possono vedere nel museo civico.&nbsp;</div><div>Il nuovo palazzo che è quello che osserviamo oggi venne edificato in soli 2 anni. Come molti altri edifici comunali, questa struttura presenta un porticato al pian terreno che sono osservabile nella parte sud del prospetto infatti si possono vedere i profili di 5 luci di portico terreno, su bassi pilastri circolari e con capitello a cubo. Le arcate sono state alcune riportate in luce poco tempo fa e sono a tutto sesto.&nbsp;</div><div>(I pilastri sono in pietra mentre il parametro soprastante è in laterizio mentre le colonnine in marmo).&nbsp;</div><div>L'edificazione procede per singoli corpi di fabbrica, dislocati a sud e quindi a nord nell'ala a fronte. Nel fabbricato odierno di levante l'impianto duecentesco sembra condotto almeno in due fasi. Corpo a sé stante e la casa-torre settentrionale nella quale era la chiesa di Santa Lucia e, probabilmente, il primo nucleo dell'abitazione del podestà.&nbsp;</div><div><br></div><div>In età viscontea il complesso subì diversi interventi, come la trasformazione di alcune finestre (arricchite da cornici bicrome), la parziale chiusura delle antiche logge, mentre, almeno dal 1398, nell'ala meridionale affacciata su piazza Cavagneria vengono create delle carceri. Nel 1498 il prospetto affacciato su piazza Grande (ora piazza Vittoria) versava in cattivo stato, furono allora avviati lavori per la sua sistemazione e la costruzione della loggetta della facciata. Originariamente la loggetta era più leggiadra di quanto oggi appaia, dato che era sormontata da una un'edicola, sorretta da arcatelle e coperta da una cupola a padiglione, che ospitava una statua della Madonna.</div><div>A partire dal 1538 furono eseguiti interventi per dare omogeneità e completezza ai prospetti sulla corte, mentre tra il 1539 e il 1544, viene ultimata la loggetta dei Notai, vicino alla quale fu realizzata nel 1556 la cappella del carcere (demolita nel 1862). Tra il 1561 e il 1564 venne rifatta la scalinata della facciata, che conduce alla sala del Consiglio Generale. Il palazzo fu sede dell'amministrazione comunale fino al 1875, e poi il broletto divenne un edificio scolastico.</div><div>Durante il ventennio fascista fu la sede del Partito Nazionale Fascista.Nel dopoguerra ospitò alcune scuole secondarie di primo grado fino al 1989, attualmente è sede della Scuola Superiore IUSS.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-02 21:14:24 UTC</pubDate>
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         <title>Ponte Coperto, Pavia, PV, Italia</title>
         <author>gaiamaggio05</author>
         <link>https://padlet.com/edosarasso/v6f9zi4xqz4pw5sk/wish/2902957812</link>
         <description><![CDATA[<div>Vittoria e Ludovica&nbsp;<br><br></div><div><br><br></div><div>Ogni città, come da consuetudine, ha il suo simbolo, il suo monumento, il suo teatro che in qualche modo ne rappresenta l’arte, la cultura e il prestigio. Nel caso di Pavia, come non citare il ponte coperto, anche chiamato dai cittadini “ponte del diavolo” che, con i suoi 200 metri di lunghezza collega il centro storico di Pavia a Borgo Ticino, un quartiere caratteristico situato lungo l’argine del fiume.</div><div><br></div><div>Oggi il ponte si compone di cinque arcate ed ‘è completamente coperto, con due portali alle estremità e una piccola cappella religiosa al centro.</div><div><br></div><div>Attraversando il fiume, subito a sinistra troverete via Milazzo, una via pittoresca piena di casette colorate dove un temo abitavano le lavandaie che per l’appunto si recavano al fiume per lavare i panni.</div><div><br></div><div>A tal proposito è stata posta, in loro memoria, una statua di bronzo chiamata statua della lavandaia.</div><div><br></div><div>STORIA: DAL VECCHIO AL NUOVO PONTE DEL DIAVOLO</div><div><br></div><div>Dal punto di vista storico bisogna fare qualche passo indietro a quando Pavia si chiamava Ticinum, prendendo il nome dal fiume che l’attraversa.</div><div><br></div><div>Nel XIV secolo infatti, sui resti di un altro ponte che era stato precedentemente edificato in epoca dell’ imperatore Augusto ne venne costruito uno nuovo, terminato nel 1354.</div><div><br></div><div>Quest’ultimo, su progetto di Giovanni da Ferrara e di Jacopo da Cozzo, era coperto, dotato di dieci arcate irregolari e di due torri poste alle estremità, che servivano per la difesa militare.</div><div><br></div><div>L’aspetto di questa nuova struttura è visibile negli affreschi di Bernardino Lanzani (1525/26 circa) all’interno della chiesa di San Teodoro.<br><br></div><div>LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA</div><div>Purtroppo, a causa dei bombardamenti delle forze alleate durante la Seconda guerra mondiale, nel settembre 1944 l’antico ponte trecentesco venne pesantemente danneggiato e un’arcata crollò.</div><div><br></div><div>Alla fine del conflitto si svolse un’acceso dibattito sull’opportunità di ripristinare il vecchio ponte o di demolirlo. Per timore di crolli che avrebbero potuto far straripare il Ticino, nel febbraio 1948, il Ministero dei lavori pubblici fece demolire con la dinamite l’antico manufatto. Nel 1949 iniziò così la costruzione del nuovo ponte, inaugurato nel 1951.</div><div><br></div><div>Naturalmente sono state apportate diverse modifiche rispetto al progetto originale per migliorarne la viabilità e facilitare al contempo lo scorrimento delle acque del fiume. Proprio in memoria di quanto avvenuto in passato, sul portale d’ingresso dalla parte della città un’epigrafe cita:</div><div><br></div><div>“Sull’antico varco del ceruleo Ticino, ad immagine del vetusto Ponte Coperto, demolito dalla furia della guerra, la Repubblica Italiana riedificò”.</div><div><br></div><div>PERCHÉ PONTE DEL DIAVOLO?</div><div><br></div><div>Leggenda narra che la notte di Natale dell’anno 999, un gruppo di pellegrini appena giunto a Pavia decise di attraversare il Ticino per recarsi alla messa di mezzanotte.</div><div><br></div><div>Un sistema di traghetti&nbsp; permetteva il passaggio alla riva opposta del fiume, ma a causa del buio e della nebbia fitta l’attesa risultava molto lunga e il tutto molto difficoltoso.</div><div><br></div><div>Fu a&nbsp; questo punto che comparve uno strano individuo vestito di rosso che, indicando un punto sul fiume fece comparire un ponte che sembrava fatto della stessa sostanza della nebbia; a quel punto l’uomo misterioso affermò: “chiunque potrà attraversare il fiume, a patto che l’anima del primo che passerà il ponte sarà mia!” Era chiaro si trattasse del diavolo in persona.</div><div><br></div><div>L’AVVENTO DEL SALVATORE</div><div>Risolvere il problema di passare il Ticino grazie ad un solido ponte era il desiderio di tutti, ma ovviamente nessuno voleva sacrificarsi alla volontà del Diavolo.</div><div><br></div><div>Gabriele che propose al Diavolo d’iniziare a costruire il ponte, nel frattempo la popolazione avrebbe deciso chi dovesse passare per primo.</div><div><br></div><div>Il Diavolo accettò e dopo aver costruito il Ponte si mise sul pilone centrale ad aspettare il premio, ma l’Arcangelo Michele anziché far passare per primo un uomo decise di far passare un caprone. Il diavolo era stato ingannato ma ormai aveva costruito il ponte.</div><div><br></div><div>A quel punto Lucifero, preso dall’ira, scatenò un violento nubifragio; vento, pioggia, fulmini e saette s’abbatterono sul ponte ma non poterono distruggerlo vista la saldezza delle colonne di pietra. Affinché il Diavolo non tornasse mai più, i cittadini costruirono una chiesetta in mezzo al ponte, in onore di San Giovanni Nepomuceno, protettore delle alluvioni e delle persone in pericolo di annegamento.</div><div><br></div><div>Durante i giorni di fitta nebbia, ancora oggi, il ponte ha un effetto molto suggestivo, perché sembra essere fatto veramente di nebbia. Lo potete vedere anche voi proprio così come lo videro i fedeli quella notte.</div><div><br></div><div>ALCUNE CURIOSITÀ SUL PONTE DEL DIAVOLO</div><div><br></div><div><br></div><div><br></div><div>Nella parte centrale del ponte, possiamo notare una targa dedicata allo scienziato Albert Einstein in occasione del 50° anniversario della sua morte. La targa è stata posta nel 2005, e recita: An die schöne Brücke in Pavia habe ich oft gedacht (“Ho spesso pensato a quel bel ponte di Pavia”).</div><div>Pavia ha un legame molto forte con il suo fiume. Infatti, il Ponte Coperto ed il Borgo Ticino ospitano ogni anno uno degli eventi più caratteristici della città: il Palio del Ticino, in cui si effettuano rievocazioni storiche, sfilate in costume e competizioni, tra cui la gara di tiro con l’arco e la gara dei barcè (le tipiche imbarcazioni del Ticino). Il palio vi aspetta a Pavia nel mese di giugno.</div><div>Sui numerosi “balconcini” del Ponte Coperto, ci sono molti lucchetti che simboleggiano le storie d’amore degli innamorati. Una chicca romantica per un ponte storico!</div><div>Alberto Luttuada ha immortalato il ponte in una celebre scena del film Il cappotto.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-02 21:16:20 UTC</pubDate>
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         <title>Basilica di San Michele Maggiore, Piazza San Michele, Pavia, PV, Italia</title>
         <author>gaiamaggio05</author>
         <link>https://padlet.com/edosarasso/v6f9zi4xqz4pw5sk/wish/2902957935</link>
         <description><![CDATA[<div><br>La Basilica di San Michele Maggiore è un gioiello dell'architettura romanica situato nel cuore di Pavia, nella suggestiva Piazza San Michele. Risalente all'VIII secolo, questa imponente chiesa è uno dei monumenti più significativi della città e rappresenta un importante punto di riferimento sia per i fedeli che per gli appassionati di arte e storia.<br>La sua costruzione ebbe inizio nell'VIII secolo su un preesistente edificio di culto paleocristiano, ma la sua forma attuale venne completata nel XII secolo. La facciata principale, imponente e maestosa, è caratterizzata da un portico a tre arcate sorrette da colonne, arricchito da bassorilievi e sculture che raffigurano scene bibliche e simboli religiosi. Al centro del portico si apre il suggestivo portale d'ingresso, decorato con raffinati intarsi marmorei e scolpito con scene della vita di San Michele.<br>L'interno della basilica è altrettanto impressionante, con una pianta a croce latina e tre navate divise da colonne monolitiche. Le pareti sono ornate da affreschi e dipinti di grande valore artistico, risalenti a diverse epoche storiche. Tra le opere più celebri si segnalano il ciclo di affreschi del presbiterio, attribuiti a scuole lombarde del XII secolo, e il polittico di Andrea Mantegna, risalente al XV secolo, situato nella cappella maggiore.<br>Uno degli elementi più suggestivi della Basilica di San Michele Maggiore è sicuramente il suo campanile, alto oltre settanta metri e caratterizzato da una slanciata struttura a pianta quadrata. La vista panoramica che si gode dalla sommità del campanile è imperdibile, permettendo ai visitatori di ammirare non solo la città di Pavia, ma anche le splendide campagne circostanti e, nelle giornate più limpide, persino le cime delle Alpi.<br>Oltre alla sua importanza religiosa e artistica, la Basilica di San Michele Maggiore ha anche un ruolo significativo nella storia di Pavia e dell'intera regione lombarda. Nel corso dei secoli, ha assistito a importanti eventi storici e ha ospitato personalità di rilievo, diventando un simbolo di fede e cultura per la comunità locale.<br>Ancora oggi, la basilica continua ad attirare migliaia di visitatori ogni anno, attratti dalla sua bellezza architettonica, dalla ricchezza artistica delle sue decorazioni e dalla sua atmosfera di sacralità e spiritualità. Per chiunque si trovi a visitare Pavia, una tappa alla Basilica di San Michele Maggiore è un'esperienza imperdibile, capace di offrire un viaggio affascinante attraverso la storia, l'arte e la religione.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-02 21:16:57 UTC</pubDate>
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         <title>Duomo di Pavia, Piazza del Duomo, Pavia, PV, Italia</title>
         <author>gaiamaggio05</author>
         <link>https://padlet.com/edosarasso/v6f9zi4xqz4pw5sk/wish/2902959262</link>
         <description><![CDATA[<p>Il Duomo di Pavia, intitolato a Santo Stefano protomartire e a Santa Maria Assunta, è la chiesa più imponente della città: la cupola è quarta in Italia per dimensioni, dietro alle cupole di San Pietro e del Pantheon a Roma, e a quella di Santa Maria del Fiore a Firenze.</p><p>L'edificio di notevoli dimensioni presenta pianta a croce greca, con quattro bracci uguali, e con tre navate sia nel corpo che nel transetto, con le navate laterali affiancate da cappelle semicircolari. Il braccio occidentale, composto da tre campate, funge da ingresso, mentre i bracci del transetto a nord e a sud, insieme al presbiterio ad est, sono composti ciascuno da due sole campate, terminando con un'ampia abside semicircolare. Questa disposizione conferisce all'edificio una lunghezza equivalente alla sua larghezza al transetto. Il modello ligneo evidenzia che la navata longitudinale fu originariamente progettata con otto campate. Se tale progetto fosse stato realizzato, avrebbe comportato significative modifiche al tessuto urbano circostante la cattedrale, incluso il possibile sacrificio dell'attuale Piazza Duomo, del palazzo vescovile e forse anche della Torre Civica.</p><p>La cupola centrale, a pianta ottagonale, è alta 97 metri, con una luce di 34 ed un peso nell'ordine delle 20 mila tonnellate. Si ispira alla cupola del duomo di Santa Maria del Fiore a Firenze, di cui riprende la struttura composta da due calotte in muratura, l'interna con funzione strutturale e l'esterna, rivestita da lastre in piombo, con funzione di protezione alla prima.</p><p>I rivestimenti in marmo bianco conferiscono grande luminosità all'interno.</p><p>Sulla controfacciata, spiccano due capolavori barocchi, opera dei principali esponenti dell'Accademia Ambrosiana: "Madonna e i ss. Siro e Antonio", di Giovanni Battista Crespi, noto come il Cerano, e "Adorazione dei Magi", di Daniele Crespi.</p><p><br/></p><p>La costruzione della Cattedrale fu un cantiere discontinuo e non lineare a partire dalle vicende della fondazione e della progettazione.</p><p>La storia del Duomo inizia nell’ Agosto 1487, quando la cittadinanza chiese al cardinale Ascanio Sforza, fratello di Ludovico il Moro di erigere una nuova cattedrale in sostituzione degli edifici medievali. Fu edificato sopra le due chiese romaniche gemelle di S. Stefano e S. Maria del Popolo, le cui strutture sono ancora visibili nelle cripte. </p><p>Come nel caso del Duomo di Milano, le abili maestranze locali contribuirono attivamente alla struttura generale della chiesa, mentre per l'imponente tamburo con cupola, furono chiamati a contribuire i più brillanti ingegneri del Rinascimento. Dalla posa della prima pietra (29 giugno 1488) il vescovo propose Donato Bramante, che fino allo scadere di quell’anno seguì direttamente i lavori, intervenendo sulla precedente idea elaborata da Giovanni Antonio Amadeo e da Cristoforo Rocchi, il quale però, rimase direttore dei lavori fino alla morte (1497).</p><p>Tuttavia, alla fine del XVI secolo, era stato completato solo il corpo centrale della fabbrica. </p><p><br/></p><p>Il tamburo fu eretto solo tra il 1762 e il 1768, mentre la cupola fu completata nel 1884, quando il ferro poteva fornire il supporto necessario per strutture così imponenti. Maciachini, incaricato del nuovo progetto, ideò una doppia calotta di travature metalliche.</p><p>Conclusa nel 1885 con la lanterna, si imposta su un tamburo imponente, ritmato internamente da una galleria. Quattro finestre circolari si aprono in prossimità dell’attacco della calotta interna.</p><p><br/></p><p>L’altare maggiore in marmo, consacrato nel 1836, riutilizza la mensa realizzata nel Settecento per l’altare dell’arca di sant’Agostino.<br>L’incorniciatura barocca in stucchi dorati, con angeli sulle nubi e le figure della Religione e della Patria, custodisce il reliquiario secentesco in argento e cristalli con le Sante Spine della corona di Cristo.<br></p><p>La facciata, realizzata nel 1895, è caratterizzata da lesene bianche, che anticipava l'impianto interno tripartito e la diversa altezza delle navate attraverso i tre ingressi e i tre rosoni di dimensioni diverse.</p><p><br/></p><p>Infine, nel 1933, l'opera fu completata con la realizzazione dei bracci del transetto.</p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-02 21:22:03 UTC</pubDate>
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         <title>Statua della Minerva, Viale della Libertà, Pavia, PV, Italia</title>
         <author>gaiamaggio05</author>
         <link>https://padlet.com/edosarasso/v6f9zi4xqz4pw5sk/wish/2909395080</link>
         <description><![CDATA[<p><br/></p><p>L’opera fu realizzata dallo scultore Francesco Messina, considerato uno dei maggiori artisti figurativi del ‘900, nel 1938 e inaugurata il 22 gennaio 1939, in piena era fascista. La Minerva, secondo la mitologia romana era la Dea della sapienza, della saggezza e della guerra.</p><p>Minerva, dea della saggezza, è rappresentata da una giovane donna dal volto austero, il cui capo è adornato da un elmo che sorregge due serpenti sui lati e un’aquila al centro. Impugna una lancia con la mano destra e uno scudo con la sinistra. La scritta sul basamento recita:&nbsp;</p><p><br/></p><p><em>“Pavia. Dalla gloria millenaria del suo Ateneo tragga auspicio.&nbsp;</em></p><p><em>A maggiori fortune”.</em></p><p><br/></p><p>Sono i tratti del viso, di una femminilità austera, ad attirare la fantasia dell’osservatore e ad incutere soggezione in chi la osserva. Secondo una leggenda che per anni ha serpeggiato nei corridoi dell’Università di Pavia, gli studenti che guardano direttamente il volto di Minerva saranno promossi agli esami.&nbsp;Tuttavia, guardarla prima della laurea porterà alla mancata conclusione degli studi universitari. </p><p>Ecco alcune curiosità sulla statua:</p><ul><li><p>LA LANCIA</p><p>In tutte le rappresentazioni, la Dea tiene la lancia rivolta verso l’alto in segno di trionfo, invece la lancia della “nostra”&nbsp;ha &nbsp;la punta verso&nbsp; il terreno.<br>Si dice che la Minerva “pavese” sia diversa a causa di un banale errore durante la costruzione.</p><p>E’ più probabile invece che l’orientamento della lancia verso il basso stia ad indicare l’eccellenza della cultura a discapito delle armi;</p></li><li><p>I SENI COPERTI</p><p>E’ molto probabile che originariamente la Dea avesse i seni scoperti, ma l’ipocrisia e la pudicizia di un tempo l’avessero vietato.<br>Il suo scultore quindi, Francesco Messina, fu obbligato a coprirla con una placca leggera a forma di mantellina;</p></li><li><p>MARMO E BRONZO</p><p>Il corpo della statua della Minerva, visibile solo nelle braccia e nel viso, è di bronzo, mentre il vestito è di marmo;</p></li><li><p>RIVALITÀ CON MILANO</p><p>La Statua della Minerva volta le spalle a Milano, nemica di sempre.<br>Con lo scudo e la lancia sembra voler controllare e difendere la città.</p><p><br/></p><p>Lavoro di Maffezzoni e Garbin .</p><p><br/></p><p><br/></p></li></ul><p><br/></p><p><br/></p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-07 07:00:51 UTC</pubDate>
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         <title>Piazza della Vittoria, Pavia, PV, Italia</title>
         <author>gaiamaggio05</author>
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         <description><![CDATA[<p>Posta quasi al centro del decumano massimo (corso Cavour e Corso Mazzini) e del cardo (Strada Nuova) della città romana, in età antica era la sede del foro di Ticinum (Pavia). Durante il medioevo gran parte della superficie del foro fu occupata da abitazioni, come le case dei Beccaria, demolite dai pavesi nel 1356 quando espulsero la casata dalla città. La piazza fu impostata (riprendendo la pianta del foro di età romana) per volere di Galeazzo II Visconti come celebrazione del potere e della grandezza della casata. Fu a lungo il luogo deputato per le principali manifestazioni pubbliche come feste, esecuzioni capitali e sfilate militari. Durante il medioevo, presso la chiesa di San Nicolò della Moneta era attiva la zecca di Pavia.Venne utilizzata sino agli anni sessanta per il mercato che in seguito fu interrato in uno spazio coperto. Alcuni edifici che vi si affacciano hanno origine più antica come l'ex chiesa di Santa Maria in Gualtieri del X secolo divenuta un polo culturale.</p>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-07 07:02:07 UTC</pubDate>
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         <title>Strada Nuova, Pavia, Province of Pavia, Italy</title>
         <author>2005bubo</author>
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         <description><![CDATA[<div>Primi insediamenti:<br>Popolazioni antiche della Gallia conquistarono l'area circostante la città e costruirono un primo insediamento.<br><br>L'arrivo dei romani:<br>Nel 218 a.C. i romani guidati da Scipione, crearono un ponte sul Ticino che poi fu distrutto dopo la vittoria di Annibale.<br>La Pavia romana si suppone sia stata fondata nell'89 a.C. con reticolo di isolati quadrati di lato 80 m circa.<br>Gli isolati erano 10 da est a ovest e sei/sette da nord a sud, settanta o forse ottanta in tutto.<br><br>Cardo e decumano:<br>Il cardo coincide con l'attuale Strada Nuova, il decumano all'attuale Corso Cavour a ovest e corso Mazzini a est.<br><br>La Strada Nuova:<br>L'intervento più significativo per la modifica della strada è avvenuto in epoca viscontea e sforzesca.<br>Nel 1377 ci fu il matrimonio tra Violante Visconti e Secondotto marchese del Monferrato.<br>Galeazzo II Visconti padre di Violante, in occasione delle nozze, volle modificare la via, creando un rettifilo di 1200 m.<br>Gli sposi si trovarono a sfilare per un tragitto che inizia a sud dal Ponte Coperto e termina a nord al Castello Visconteo.<br><br>Tra i più celebri monumenti lungo la via si incontrano:<br>*il Teatro Fraschini, un teatro lirico realizzato negli anni 1771-1773.<br>*il palazzo centrale dell'università, sede centrale dell'Università degli Studi.<br>*la torre degli Aquila, una delle torri medievali.<br><br>Lavoro di Francesco Giacoletti</div>]]></description>
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         <pubDate>2024-03-08 06:17:27 UTC</pubDate>
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