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      <title>Lully by Elena Maria Palazzo</title>
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      <description>La storia della danza</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-19 16:13:49 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia di Lully</title>
         <author>palazzoelenamaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Giovanni Battista Lulli, detto <em>Lully</em>, nato a Firenze nel 1632, emigrato in Francia quattordicenne, al servizio di una damigella di corte, entrò poi al servizio di Luigi XIV come ballerino e mimo. Presto si rese celebre, prendendo parte ai balletti di corte, per il suo talento di danzatore, mimo e cantante buffo e nel 1653 fu nominato "compositore strumentale della camera del re". Il suo talento fu così tanto apprezzato dal Re che, nel 1661, lo nominò sovrintendente della musica e compositore di corte, donandogli la cittadinanza francese. In questa veste, fu il riformatore e l'indiscusso protagonista dalla scena musicale francese del Seicento. Le sue opere sono caratterizzate da una <em>ouverture</em>,<strong> un prologo e cinque atti, animati da arie e danze. </strong>Il suo rinnovamento fu caratterizzato da una stretta aderenza della musica al testo drammatico, e si distinse per un ampio spazio lasciato al recitativo, alla musica strumentale e ai pezzi corali. Scriveva per i balletti di corte non soltanto danze ma anche <em>Divertimenti </em>in stile buffo su parole italiane. Produsse instancabilmente balletti (<em>comédies ballets</em>) e, in collaborazione con Molière, pastorali (rappresentazione allegorica della vita contadina), mottetti (composizione musicale di ispirazione sacra), danze, <em>tragédies en musique</em>. </div><div>Il re lo colmò di favori, dichiarando di non potere far a meno dell'opera del <em>Lully</em> nell'allestimento dei suoi divertimenti. Praticamente<strong> divenne il riformatore e il dittatore della musica francese del suo tempo</strong>, e con le sue opere segnò un'orma che nel teatro doveva restare per gran tempo non cancellata. <br>Morì a Parigi nel 1687.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-19 16:22:10 UTC</pubDate>
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         <title>Le sue opere</title>
         <author>palazzoelenamaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Compose: <em>Les fêtes de l'Amour et de Bacchus</em> (1672), <em>Cadmus et Hermione</em> (1673), <em>Alceste</em> (1674), <em>Thésée</em> (1675), <em>Atys</em> (1676), <em>Isis</em> (1677), <em>Psyché</em> (1678), <em>Bellérophon</em> (1679), <em>Proserpine</em> (1680), <em>Persée</em> (1682), <em>Phaéton</em> (1683), <em>Amadis</em> (1684), <em>Roland</em> (1685), <em>Armide</em> (1686), <em>Acis et Galathée</em> (1686), <em>Achille et Polyxène</em> (1687), quasi tutte su testi (nei quali L. intervenne largamente) di Ph. Quinault, 43 tra <em>Balletti</em>, <em>Comédies-ballets</em>, <em>Pastorales</em>, <em>Divertissements</em>, per J. B. Molière, J. Racine, P. Corneille, e molti lavori chiesastici e strumentali. </div><div>L'opera di Lully, almeno a partire dal <em>Cadmus del 1673</em>, offre un quadro abbastanza regolare. Precede una <em>Ouverture</em> (che si dice <em>lullista</em> perché da questi creata) composta di un'introduzione in movimento <em>grave</em>, a note puntate, in 4/4, di carattere solenne, e di un <em>allegro</em> fugato in 3/4 o in 6/8; seguono un prologo allegorico e 5 atti con recitativo, arie, ariosi e notevole contributo di musica strumentale (danze e brani descrittivi) e di grandi pezzi d'insieme e corali. La forma dell'opera francese così configurata da <em>Lully</em> differiva da quella, più libera, ma meno aderente ai valori drammatici, dell'opera italiana e si collegava più o meno, per il largo uso del recitativo (concepito sotto l'influenza della declamazione praticata nel teatro di prosa francese), a quella della Camerata fiorentina. Si aggiunga il contributo dato (anche nella maggior parte dei recitativi) dall'orchestra, che normalmente si basa su di una scrittura a 5 parti. <em>Lully</em> seppe non solo adattare il suo genio alla mentalità francese, ma anche realizzare tutte quelle aspirazioni cui i maestri francesi erano rimasti impari, creando una musica di vivo senso teatrale e conducendo al più alto punto di perfezione lo stile vocale e strumentale della Francia secentesca. Immensa fu la sua influenza in Francia (dove lo stesso J.-Ph. Rameau si dichiarava suo seguace), in Germania (si vedano le musiche di G. Muffat, di J. S. Kusser, di J. Fischer, di G. Ph. Telemann, di G. F. Händel e J. S. Bach) e in Gran Bretagna dove le sue pagine strumentali si riflettono spesso in quelle di H. Purcell. Caratteristiche della sua musica sono un'estrema sensibilità, una malinconia elegiaca, una viva e sottile intelligenza, una grandezza eroica.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-19 16:24:00 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>palazzoelenamaria</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2018-02-19 16:26:52 UTC</pubDate>
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         <title>Il Barocco</title>
         <author>palazzoelenamaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il Barocco è una delle tante correnti artistiche che vennero a svilupparsi nel corso del Seicento. Le origini della parola "barocco" sono poco chiare; potrebbe derivare dal portoghese “barroco” o dallo spagnolo “barueco”, che designava un genere di perla dalla forma irregolare, o veniva usato per indicare un sillogismo complicato e cavilloso.</div><div>Verso la fine del XVIII secolo, tuttavia, il termine barocco, usato nell'accezione di "bizzarro", "stravagante" e "grottesco", era entrato nel vocabolario della critica per definire lo stile artistico del Seicento. Il termine fu usato per la prima volta in senso dispregiativo dagli storici del ‘700, per sottolineare, nella nuova tendenza artistica, gli aspetti bizzarri e irrispettosi delle norme.</div><div>Manifestazioni del barocco sono presenti nell'arte di quasi tutte le nazioni europee, e particolarmente in Italia e in Spagna, negli insediamenti portoghesi delle Americhe e in altre colonie.<br> Oggi non si usa più il termine “barocco” in senso dispregiativo, ma solo in senso storico e culturale per disegnare, nel suo complesso, la cultura Seicentesca.<br>Il barocco non rappresenta né un'ascesa né un declino del classico, ma un'arte totalmente diversa.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-19 16:27:49 UTC</pubDate>
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         <title>Isis</title>
         <author>palazzoelenamaria</author>
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         <description><![CDATA[<div><a href="https://www.youtube.com/watch?v=o8fCy1Jyu94">https://www.youtube.com/watch?v=o8fCy1Jyu94</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-19 17:07:28 UTC</pubDate>
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         <title>crossword</title>
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         <pubDate>2018-03-12 18:48:10 UTC</pubDate>
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         <title>A cura di:</title>
         <author>palazzoelenamaria</author>
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         <description><![CDATA[<div>- Fuschi Alessandro<br>- Palazzo Elena Maria<br>- Scichilone  Sara</div>]]></description>
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