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      <title>la violenza non è il mio genere by Giuseppina Rasà</title>
      <link>https://padlet.com/giuni_it/v3sql0p8ccgl</link>
      <description>laboratori di educazione di genere e alla pace
ISS Mario Rapisardi Paternò Liceo delle Scienze Umane Biancavilla </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-07-19 08:47:51 UTC</pubDate>
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         <title>Edu/ Care </title>
         <author>giuni_it</author>
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         <description><![CDATA[<div><br></div><blockquote><strong><em>Le violenze sulle donne si possono prevenire ed eliminare solo insegnando a bambini e bambine il rispetto.&nbsp; Insegnare ogni giorno che tutti gli esseri umani sono persone con gli stessi diritti e doveri, è compito di tutti, genitori, educatori e insegnanti.<br></em></strong>I numerosi casi&nbsp; di femminicidio che telegiornali e giornali ci riportano con una drammatica sequenza giornaliera: non conoscono significative differenze regionali, sociali, culturali ed anagrafiche. La mano che picchia e  uccide appartiene a giovani e uomini adulti, studenti, professionisti, impiegati ed operai, delle più svariate condizioni economiche e di diversi livelli culturali. Ciò significa che la causa iniziale vada ricercata nel deficit culturale che accomuna le diverse generazioni e nella mancanza di una corretta educazione nell’ambito della relazione tra i sessi, improntata alla condivisione dei ruoli nella famiglia e nella società.<em><br></em>I casi che si susseguono uno dopo l’altro registrano una frequenza allarmante e la società ha non solo il dovere di interrogarsi per capire il fenomeno, ma soprattutto di attivarsi per intervenire sulle cause. Sicuramente ogni situazione è diversa ma nello stesso tempo ci sono elementi comuni: una relazione che si chiude e l’incapacità di uno dei due di superare la situazione; una rabbia profonda che diventa aggressività alimentata dal pensiero che lei non possa e non debba essere felice da sola o con un’altra persona.<em><br><br></em>Alla base c’è un profondo egoismo che non è semplicemente volere l’altro tutto per sé, ma impedirgli di essere felice, di godere della vita. Ecco perché per cambiare bisogna partire dall’educazione dei bambini. Aiutare i bambini a superare il normale egocentrismo è compito dei genitori e degli educatori. I bambini vanno aiutati ad incontrare l’altro (il fratello, la sorella, il compagno di giochi) e a scoprire che se si vuole godere della relazione è necessario lasciare da parte l’egoismo, che impedisce di costruire un rapporto appagante con l’altro.<em><br><br></em>C’è una frase che può agevolare i bimbi nella loro quotidianità superare il naturale egocentrismo: “Nulla per me che non sia anche per l’altro”. Dovrebbe essere ripetuta centro volte al giorno dai genitori, dagli insegnanti, scritta sulle pareti della scuola ed attaccata all’anta del frigorifero. Se da piccoli crescono con questo valore, allora da adulti sarà più facile accettare frustrazioni e fallimenti sentimentali e gestire meglio emozioni e conflitti relazionali. <em><br></em><br></blockquote><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-07-19 10:29:51 UTC</pubDate>
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         <title>No, lividi solo colore flash mob Piazza Roma e Palazzo Portale Cantarella</title>
         <author>giuni_it</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2016-07-19 11:50:47 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>giuni_it</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>Laboratori di educazione di genere. Educare alla pace e alla gestione dei conflitti con&nbsp; il metodo Montessori</strong></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-07-19 12:08:53 UTC</pubDate>
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         <title>La magia del barattolo della calma. La gestione della rabbia con il Metodo Montessori</title>
         <author>giuni_it</author>
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         <description><![CDATA[<div><strong>I</strong>l barattolo della calma è uno strumento molto utile, che aiuta i bambini e le bambine a ritrovare la serenità, dopo un episodio che ha turbato o stressato il bambino, e lo predispone all'ascolto dei genitori o a quanto gli insegnanti hanno da dire; ma ecco come fare il barattolo della calma del <strong><em>Metodo Montessori.</em></strong>  Il barattolo della calma infatti si può realizzare comodamente in casa o a scuola come abbiamo fatto noi durante i laboratori, ed usato in quelle occasioni in cui i bambini sono stressati  o turbati, ed hanno bisogno di qualche minuto per tranquillizzarsi.<br>Grazie ai brillantini colorati che contiene infatti, il barattolo della calma, una volta  scosso, crea una piccola magia, che attrae per qualche minuto il bambino, che dimentico di tutto, si ferma ad osservare i brillantini che lentamente ricadono sul fondo, riportando la sua attenzione, al momento attuale e  deconcentrandolo dai sentimenti interiori negativi. Uno strumento che è utile il bimbo osservi, facendo magari qualche respiro profondo, rassicurati dalla presenza e dalle parole di mamma e papà, o della maestra; ed una volta ritrovata la calma, il bambino riuscirà a spiegare le ragioni della sua <strong>tristezza o rabbia</strong> </div>]]></description>
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