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      <title>IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO by Beatrice Poggio</title>
      <link>https://padlet.com/beatricepoggio1/v1db86difqei</link>
      <description>Pin e gli adulti / Pin e Cugino / Pin &quot;mezzo&quot; per l&#39;autore / L&#39;infanzia e la guerra
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-04 17:06:33 UTC</pubDate>
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         <title>PIN E GLI ADULTI</title>
         <author>beatricepoggio1</author>
         <link>https://padlet.com/beatricepoggio1/v1db86difqei/wish/227891123</link>
         <description><![CDATA[<div>" È triste essere come lui, un bambino nel mondo dei grandi, sempre un bambino, trattato dai grandi come qualcosa di divertente e di noioso; <strong>e non poter usare quelle loro cose misteriose ed eccitanti, armi e donne, non potere far mai parte dei loro giochi. </strong>Ma Pin un giorno diventerà grande, e potrà essere cattivo con tutti, vendicarsi di quelli che non sono stati buoni con lui: Pin vorrebbe essere grande già adesso, o meglio, non grande, ma ammirato o temuto pur restando com'è,<strong> essere bambino e insieme capo dei grandi</strong>, per qualche impresa meravigliosa."<br><br>-Il sentiero dei nidi di ragno è un romanzo di formazione; ma la formazione di Pin è influenzata da esempi di figure adulte negative: " I grandi sono una razza ambigua e traditrice, non hanno quella serietà terribile nei giochi propria dei ragazzi" - (Italo Calvino) <br>razza ambigua e traditrice = in qualunque luogo si trovi, Pin incontra adulti che lo utilizzano per i propri scopi (ad esempio quando gli uomini dell'osteria gli impongono di rubare la p-38 del soldato tedesco mentre giace con sua sorella // quando Giglia ed il Dritto allontanano Pin mandandolo a prendere secchi d'acqua per intrattenere un rapporto sessuale ) manipolato psicologicamente dal timore di rimanere solo<br>-Il fanciullo di Calvino, che inizialmente appare come un bambino scontroso ed arrogante,  è subito amato e compreso dal lettore come succube di un periodo storico e di personaggi storici (resi tipi da calvino) che ne influenzano tragicamente la crescita e la sua visione sul mondo<br>- Pin osserva gli adulti con un misto di ammirazione ed incomprensione, egli vorrebbe poter "giocare ai loro giochi" misteriosi ed affascinanti: la guerra, le armi, le donne, le fucilazioni, sono tutte cose meravigliose per Pin, non intuisce la tragicità di certe azioni abbagliato dal desiderio di essere come loro, i grandi, anzi addirittura di comandarli, spinto dal desiderio di vendicarsi di tutte le ingiustizie che ha subito<br>-Da qui il disperato bisogno di conservare la sua pistola, unico mezzo per riscattare se stesso</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-04 19:02:56 UTC</pubDate>
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         <title>PIN E CUGINO: Il Grande Amico</title>
         <author>beatricepoggio1</author>
         <link>https://padlet.com/beatricepoggio1/v1db86difqei/wish/227900399</link>
         <description><![CDATA[<div>&nbsp;"E continuano a camminare, l'omone e il bambino, nella notte, in mezzo alle lucciole, tenendosi per mano."<br>-L'unica figura adulta veramente positiva nel romanzo è il Cugino, che Pin incontra per la prima volta dopo l'evasione dal carcere, quando si ritrova solo e sperduto.&nbsp;<br>Cugino viene rappresentato subito da Calvino come un "omone buono": la mano che stringe e guida il fanciullo è morbida come il pane, e Pin finalmente si sente protetto; ma il Cugino deve portarlo con sè al distaccamento del Dritto, luogo pieno di uomini controversi e bisognosi di sfogare il proprio tedio sui nemici fascisti e tedeschi.&nbsp;<br>-Il Cugino rimarrà per Pin una figura sempre positiva, nonostante egli, preferendo agire da solo, non sia quasi mai presente per tutta la parte centrale del romanzo.<br>-I due si incontrano al termine del racconto, quando ancora una volta Pin si ritrova solo e sperduto e sembra che non ci sia alcun futuro per lui,  il loro incontro segna un finale positivo per Pin: il Cugino è il Grande Amico che il ragazzo ha cercato durante tutto il suo percorso, la figura paterna mancante, l'esempio da seguire... il "gigante buono" non è come gli altri uomini: a lui non interessano le donne (per via del tradimento della moglie Cugino vede il genere femminile come un parassita in grado di originare addirittura la guerra), lui combatte tristemente, quasi come se fosse obbligato a farlo (nonostante abbia combattuto molte guerre) senza la smania di sangue e violenza degli altri uomini del distaccamento, ma sopratutto Cugino si interessa del luogo speciale di Pin, dove i ragni fanno il nido; il finale sembra dunque risolversi lietamente (anche se non conosciamo il futuro del protagonista): dandogli l’affetto che ha sempre cercato lo saprà consolare, e gli darà la speranza di rivedere un giorno il suo posto segreto bello e incorrotto come era prima, la speranza cioè di poter ritornare a vivere la sua vita di bambino.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-04 20:11:06 UTC</pubDate>
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         <title>I NIDI DI RAGNO</title>
         <author>beatricepoggio1</author>
         <link>https://padlet.com/beatricepoggio1/v1db86difqei/wish/227904509</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>TITOLO</strong></div><div>Il titolo sembra abbastanza strano e particolare per un romanzo sulla resistenza e al contrario contribuisce a dare un tono favoleggiante alla storia. Il sentiero dei nidi di ragno è un luogo simbolico: i ragni non fanno i nidi, nessuno vede le tane dei ragni, ma Pin conosce proprio il posto dove questa magia si compie, ed è un luogo segreto, inviolabile della cui conoscenza nessuno è degno abbastanza. Questo è il posto che per Pin incarna la sua necessità di vivere la fanciullezza, il luogo segreto dove il bambino può sentirsi al sicuro il luogo magico e incorrotto dove nascondere la pistola “magica”, il luogo dove Pin riesce ad essere a tutti gli effetti bambino. Ma la guerra porta la distruzione anche in questo paradiso perduto che il giovane partigiano disertore Pelle distrugge nella foga di trovare la P38: è la realtà, la guerra che impedisce a Pin di essere un bambino e che sconvolge le leggi della vita. </div><div> </div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-04 20:37:50 UTC</pubDate>
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         <title>PIN &quot;MEZZO&quot; DELL&#39; AUTORE / IL ROMANZO DELLA RESISTENZA </title>
         <author>beatricepoggio1</author>
         <link>https://padlet.com/beatricepoggio1/v1db86difqei/wish/227905350</link>
         <description><![CDATA[<div>La Prefazione o Presentazione diverrà subito un testo fondamentale, in cui Calvino esprime delle riflessioni sulla propria opera.</div><div>--&gt;Calvino descrive le ragioni che l'hanno portato a scrivere il libro e parla della responsabilità che ha avvertito, come testimone e protagonista della Resistenza (fu partigiano in Liguria insieme al fratello), a perpetuarne la memoria.<br>&nbsp;--Avvertendo il tema come troppo impegnativo e solenne, decide di affrontarlo di scorcio, trattandolo cogli occhi di un bambino e per andar contro alla «rispettabilità ben pensante», sceglie non di rappresentare i migliori partigiani, ma i peggiori possibili.&nbsp; È attraverso gli occhi infantili di Pin che conosciamo un Distaccamento di partigiani popolato di figure memorabili, dal cuoco che parla di rivoluzione ma combatte solo mescolando riso e castagne ai quattro fratelli calabresi che, dal maggiore al minore, hanno scelto come nomi di battaglia i titoli nobiliari decrescenti (Duca, Marchese, Conte e Barone) e a molte altre che bisogna conoscere per poterle apprezzare. Figure di persone colte e ignoranti, politicizzate e non, del Nord e del Sud…insomma, una piccola Italia, con i suoi piccoli conflitti. Un Distaccamento scalcinato, senza dubbio, di “ladruncoli, carabinieri, militi, borsaneristi, girovaghi”, ma capace all'occorrenza di&nbsp; disciplina e determinazione per la causa.<br>--&gt; Loro sono stati uomini migliori di coloro che sono rimasti al sicuro nelle città e nelle campagne, perché spinti da un'elementare voglia di riscatto sono diventati forze storiche attive.<br>--&gt; Questa idea è riportata nel romanzo per bocca di Kim, il commissario politico:<br>Calvino si concede una riflessione teorica: nel 1949, è ben consapevole di quale sarà l’accusa rivolta ai partigiani, ossia di essere violenti, ladri, prepotenti proprio come i fascisti che combattevano. Lo fa per bocca di Kim, uno studente che fa parte del Comando: fascisti e partigiani, secondo lui, non combattono per ideali o miti, questo non fa la differenza; combattono per la stessa rabbia profonda che viene dal sentirsi esclusi, emarginati, poveri. MA i fascisti combattono una guerra che, se vinta, rafforzerà e perpetrerà i motivi di quella rabbia; i partigiani, invece, per cambiare : “qua si risolve qualcosa, là si ribadisce la catena”. Là, fra i fascisti, i gesti sono perduti, senza senso, perché non cambiano, qua, fra i ribelli, sembrano uguali MA acquisiscono un senso alla luce della Storia.<br><br></div><div>Il Sentiero dei Nidi di Ragno quindi non è solo un romanzo di formazione ma anche un romanzo della Resistenza.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-04 20:44:19 UTC</pubDate>
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