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      <title>Il Jazz by Manuelita Catani</title>
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      <description>Realizzato con un colpo di fortuna</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-05-04 16:09:49 UTC</pubDate>
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         <title>Origini</title>
         <author>manuelita_catani</author>
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         <description><![CDATA[<div>Work songs<br>&nbsp;Canto con cui gli schiavi neri accompagnavano il lavoro nelle piantagioni di cotone del Sud degli Stati Uniti; anche, il genere musicale ispirato a questa tradizione e che, con i blues e gli spirituals costituisce il nucleo originale della cultura musicale afroamericana da cui attinge la musica jazz. <a href="http://www.lem56.it/files/lav_ws.jpg">http://www.lem56.it/files/lav_ws.jpg</a><br>Gospel<br>Canto di origine popolare afro-americana su temi evangelici sviluppatosi in America nel 19° secolo. Praticato dai grandi cori di chiesa, cominciò a essere codificato tra gli anni 1920 e 1940, in uno stile che fondeva le tecniche del blues a elementi di derivazione jazz. A differenza del genere affine dello spiritual, il g. è caratterizzato da un testo di carattere soggettivo, dall’accompagnamento di strumenti e da una consistente intensità ritmi<br>Spiritual <br>Canto religioso che si diffuse negli Stati Uniti tra la fine del Settecento e per tutto l’Ottocento, diventando una delle forme più rappresentative della cultura musicale afroamericana. Le sue radici vanno cercate in due fenomeni che hanno segnato la storia degli Stati Uniti: la pratica della schiavitù e i movimenti di fervore religioso. Il canto, che inizialmente era intonato da un coro con il solo accompagnamento del battito di mani, presenta aspetti armonici di stampo europeo ma struttura responsoriale tipicamente africana.<br><a href="https://resasomnyborjare.files.wordpress.com/2015/04/gospel.jpg">https://resasomnyborjare.files.wordpress.com/2015/04/gospel.jpg</a></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-04 16:21:22 UTC</pubDate>
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         <title>Jazz classico - Louis Armstrong</title>
         <author>manuelita_catani</author>
         <link>https://padlet.com/manuelita_catani/uy435gx3fx9d/wish/169992582</link>
         <description><![CDATA[<div><a href="https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/0e/Louis_Armstrong_restored.jpg">https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/0/0e/Louis_Armstrong_restored.jpg</a><br>Il jazz è una forma musicale che nacque tra gli anni venti come fenomeno sociale dagli schiavi afroamericani che trovavano conforto e speranza nelle loro anime improvvisando collettivamente ed individualmente canti. Il jazz viene riconosciuto come fenomeno musicale solo tra Ottocento e Novecento.
<br>Si sviluppa negli Stati Uniti, prima nelle piantagioni sud-americane e poi arriva con le jam session (improvvisazioni collettive di suonatori che componevano musica «ad orecchio»), gruppi di suonatori (massimo 3 strumenti) e con le jazz band a New Orleans, Louisiana.<br>Di famiglia nera povera, Louis Daniel, detto Satchmo, Armstrong (New Orleans 1901 - New York 1971) si avvicinò al jazz nella parte nera di Storyville, il quartiere a luci rosse dove si guadagnava la vita facendo il fattorino nei postriboli. Ebbe lezioni di cornetta a 12 anni, in riformatorio, e dopo esserne uscito intensificò i contatti con i musicisti più famosi. Benché la cultura creola, più elaborata di quella nera, avesse contribuito a diffondere una certa educazione musicale fra i migliori jazzmen di New Orleans, nel 1918 Louis Armstrong non sapeva ancora leggere la musica. Sembra che avesse cominciato a decifrare il linguaggio delle partiture solo a partire dal novembre di quell'anno, in ciò stimolato dal suo lavoro sui riverboats, i famosi battelli che percorrevano il Mississippi, sia per brevi escursioni, sia per lunghi viaggi. Conclusa questa esperienza nel settembre del 1921, Armstrong venne assunto nella Creole Jazz Band di Oliver, con cui incise, nel 1923, dischi nei quali già rivela uno stile di prorompente forza, meno distillato di quello del maestro, con cui intreccia sublimi dialoghi.&nbsp;<br>Nel giugno del 1924 avvenne una svolta decisiva: Armstrong lasciò Oliver per l'orchestra di Ollie Powers, in cui lavorò finché non ricevette un'offerta dal tanto ammirato Fletcher Henderson.&nbsp;<br>Il solista e le sue formazioni&nbsp;<br>Recatosi a New York, Armstrong entrò nell'orchestra di F. Henderson, ancora ferma a un rigido stile da ballo, e con i suoi assolo esplosivi la costrinse a rinnovarsi a fondo, inventando un modo più individualistico di fare jazz. Aprendo la via al jazz solistico (a differenza del carattere prevalentemente polifonico del New Orleans), la sua tromba acquistava nitidezza, le sue esecuzioni, nell'apparente semplicità, erano cariche di intuizioni e soluzioni. Memorabili pure i meditati accompagnamenti a cantanti di blues come Bessie Smith. Tornato a Chicago (1925), Armstrong si inserì pienamente nel mondo dello spettacolo e della vita notturna e incise i suoi capolavori con piccoli complessi sotto il suo nome, come gli Hot Five e gli Hot Seven.&nbsp;<br>Nelle sue esecuzioni Armstrong intervenne spesso anche con il canto: la sua voce curiosamente roca e "impastata" ma con una straordinaria vena ritmica lo caratterizza forse come il più grande cantante di jazz.&nbsp;<br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-04 16:42:39 UTC</pubDate>
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