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      <title>Esercitazione sull&#39;intelligenza emotiva (2 anno DGD) by UNI_PEDlet</title>
      <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd</link>
      <description>Individuare una esperienza personale, anche molto semplice, della proprio vita vita “professionale-formativa” (scuola, università, lavoro). </description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-11-30 09:03:32 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2022-08-28 17:39:44 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
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         <title>Esercitazione </title>
         <author>UNI_PEDlet</author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/1919925665</link>
         <description><![CDATA[<div>Attività: prendere tutte le emozioni indicate (Rabbia; Paura; Tristezza; Gioia;</div><div>Sorpresa; Disgusto) e sceglierne una:</div><div>1) Individuare una esperienza personale, anche molto semplice, della proprio vita</div><div>vita “professionale-formativa” (scuola, università, lavoro).</div><div>2) Descrivere in modo sintetico:</div><div>– la situazione, (interna/esterna) in rapporto alla quale è sorta l’emozione</div><div>– la nostra emozione3) Analizzare il rapporto tra l’emozione e i fattori della nostra cultura personale</div><div>(idee, valori, esperienze precedenti, ecc.) che a nostro parere l’hanno generata /favorita.</div>]]></description>
         <enclosure url="https://youtu.be/QuC52IoTczY" />
         <pubDate>2021-11-30 09:06:29 UTC</pubDate>
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         <title>Nicole Pattaro</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/1922577912</link>
         <description><![CDATA[<div>Prendo in considerazione l'esperienza lavorativa che ho svolto quest'estate nei 3 mesi estivi.&nbsp;<br>Mi sono principalmente occupata della creazione di grafiche da inserire in siti web e social per l'anno 2022 e 2023.&nbsp;<br>Ho dovuto seguire indicazioni sia per quanto riguarda i testi, le immagini, ... dovevo solamente attenermi a quanto mi veniva detto.<br>Dopo aver fatto più di 200 immagini per ogni anno, mi sono state indicate solo alcune modifiche da apportare per concludere il lavoro.<br>2 giorni dopo, mi è stato riferito che lo stesso lavoro confermato pochi giorni prima era da riprendere completamente in mano perché non era corretto.<br><br>Ho provato rabbia perché la mia famiglia mi ha sempre insegnato che l'organizzazione è un fattore fondamentale e in questo contesto, a parere mio, è completamente mancata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 11:52:35 UTC</pubDate>
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         <title>Ilaria Gorini</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/1922578576</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo tanto lavoro, dare e superare un esame.<br>Passano diversi giorni nei quali mi impegno molto per concentrarmi su quell'unico esame per riprendere in mano tutto quello che ho studiato, il che provoca stanchezza, ansia, paura, rabbia se mi rendo conto che avrei potuto fare di più prima. Finalmente, arrivati al giorno dell'esame, provo gioia perché so che sono giunta al termine della corsa, emozione che si espande se lo supero secondo le mie aspettative.<br>Questa emozione è legata sicuramente alle mie esperienze passate, perché in genere il dare esami ha portato risultati positivi; ai miei valori, perché do importanza allo studio e il passare un esame è la conferma di questo concetto; alla cultura in cui sono immersa, secondo cui dare esami in tempo (e superarli) indicano una buona condotta universitaria.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 11:53:05 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Michael Silvestrin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/1922578670</link>
         <description><![CDATA[<div>La noia come portavoce di tutta la mia, e<br>sicuramente di molti altri, carriera scolastica potrebbe essere il risultato di una mal interpretazione e trasmissione del concetto di studio. Molto spesso, viene evitato dai bambini e dagli adolescenti perchè va ad ostacolare il proseguire di giochi o di attività ricreative e\o passioni, ma dal momento in cui vengono passate, a livello culturale di base, interpretazioni del lavoro\studio come sinonimo di sofferenza, obbligo, debito, da fare solo per toglierselo dai piedi giornalmente e sistematicamente per arrivare a poter fare ciò che si voleva fare, posso dire quindi che ho provato un ciclo continuo di sofferenza seguito da gioia nel momento in cui il lavoro o lo studio finiva con la risultante di uno sbilancio totale a favore di emozioni negative come la noia, frustrazione, rabbia e così via.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 11:53:09 UTC</pubDate>
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         <title>Edoardo Trentin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/1922580454</link>
         <description><![CDATA[<div>In ambito professionale, primo stage paura non svolgere compito assegnato,</div><div>Il fatto di non aver colto il come procedere genera in me ansia la conseguenza di non portare a termine il compito assegnato nel modo corretto.</div><div>Secondo la mia cultura in aggiunta alla non esperienza lavorativa, tra le relazioni professionali non era presente il chiedere/informarmi.</div><div>La soluzione era quella di infrangere questo ideale e confrontarmi con il collega per proseguire nella direzione corretta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 11:54:27 UTC</pubDate>
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         <title>Toniolo Benedetta</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/1922582750</link>
         <description><![CDATA[<div>Paura:</div><div>Alle medie avevo una professoressa di italiano che non stava molto bene, tanto che all'ultimo anno ci hanno mandato lo psicologo in classe.<br>Lei non riusciva ad interrogare senza mettere in soggezione gli studenti.<br>Finché si parlava ti accarezzava la mano oppure giocava con gli spaghi della felpa.&nbsp;<br>Se non si sapeva una domanda, magicamente nel libretto compariva una scritta "Vai farti benedire, impreparata 3"</div><div>Ora sono una persona molto sensibile e questa cosa mi ha procurato diversi problemi.<br>Per esempio notti insonni con pianti e attacchi di ansia, (non ancora scomparsi perché quando la vedo.mi viene l'orticaria e perdo il respiro).<br>Non ho più aperto un libro di letteratura italiana e di storia perché le cose mi sono rimaste in testa.<br>Ora l'ansia di non essere preparata in qualcosa mi manda in crisi.<br>Analizzare il rapporto tra l’emozione e i fattori della nostra cultura personale penso che si possa citare il fattore voto a scuola, dove se hai ottimi voti sei una persona con un ottimo futuro, mentre se non sono il massimo, sei già un fallito.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 11:56:11 UTC</pubDate>
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         <title>Alberto Vallin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/1922584369</link>
         <description><![CDATA[<div>Emozione di gioia al risultato positivo del test ingresso universitario; in rapporto al background culturale vi è una forte pressione sociale nel entrare all’università stessa con tutte le conseguenze future come il lavoro e la questione finanziaria, ma anche da parte della famiglia dove per esempio mia sorella era già all’università quindi aspettative verso di me, ma anche pressioni personali e motivazionali nel riuscire ad entrare e raggiungere uno scopo ed un obbiettivo prefissato. Le idee, valori ed esperienze precedenti che l’hanno favorita sono molteplici come il superamento di test eseguiti in precedenza alle superiori, alla vincita di partite di pallacanestro e casi di altre persone che avevano superato il test che motivavano la mia preparazione.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 11:57:22 UTC</pubDate>
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         <title>Gasparini Cristian</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/1922586526</link>
         <description><![CDATA[<div>Prendo come esempio l'esperienza lavorativa alla Benetton.<br>Dopo che ho dovuto lasciare il posto di lavoro per continuare gli studi universitari, durante una normalissima giornata ricevetti una telefonata da un numero sconosciuto, risposi e scoprì che era il capo di gestione logistica e braccio destro del direttore dove lavoravo. Lo stupore fu molto, in quanto ci parlai giusto una mezz'ora nella pausa pranzo di mie prospettive future e visione di vita, e si congratulò con me via telefono per l'ottimo lavoro svolto e suggerimenti apportati a certi modi di lavorare dove stavo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 11:58:52 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Giulia Didonè</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/1922587096</link>
         <description><![CDATA[<div>Un mercoledì di dicembre, durante la quarta superiore. Interrogazione di italiano. Ero preparata ma qualcosa è andato storto...<br>Mi siedo vicino alla cattedra, inizio a rispondere alle prime domande e dopo qualche minuto il vuoto. Iniziai a percepire la bocca secca, ci son voluti pochi secondi per entrare in totale assenza di saliva.&nbsp;<br>Diventai tutta rossa in viso e provai un grande senso di vergogna.<br>Il problema stava nel fatto che non avevo mai avuto una reazione così e in quel momento non sapevo come riuscire a rimediare, successe tutto troppo in fretta.<br>Sicuramente è stata favorita dalla tensione per l'interrogazione.<br><br>Cosa mi ha provocato questa situazione?<br>Da quel momento ho sempre la paura che mi succeda nuovamente mentre parlo in pubblico, per questo tengo sempre vicina a me una borraccia con dell'acqua.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 11:59:21 UTC</pubDate>
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         <title>Beatrice Barcheri</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Esperienza lavorativa recente<br>Dovevo occuparmi della fotografia di un evento notturno, era una situazione di ansia poiché era la prima serata in cui sarei stata da sola, senza l'appoggio dell'altra fotografa, inoltre ho provato rabbia per problemi organizzativi che mi hanno posto in condizioni complesse per svolgere il lavoro e che sono state aggravate dall'organizzatore dell'evento.<br>Ho provato ansia perché ho sentito la mancanza di un sostegno, anche solo la presenza di qualcuno che mi confermasse che stavo facendo le cose nel modo corretto.<br>Ho provato rabbia poiché la persona che mi stava da una parte aiutando e che poi avrebbe voluto un buon risultato, ha agito senza pensare alle conseguenze future e pensando solo al suo interesse del momento e non alle possibili conseguenze future.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 11:59:24 UTC</pubDate>
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         <title> Matteo Santone</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/1922587493</link>
         <description><![CDATA[<div>GIOIA</div><div><br></div><ol><li>Esame finale del corso di formazione professionale CFP. Il mio docente si è complimentato con me riguardo il progetto portato e non solo si è sentito fiero di se stesso (in quanto docente) e mi ha fatto sentire orgoglioso di me, mi ha anche domandato se poteva tenere e conservare il progetto in questione per poi utilizzarlo come caso studio per le sue lezioni.&nbsp;</li><li>In quel momento in preda al panico e all’ansia classica da esame ho provato gioia in quanto la fatica e gli sforzi fatti durante gli anni e durante il tempo che ho trascorso a realizzare il progetto sono stati ricompensati. I valori appresi durante il percorso di studio professionale, i rapporti con i docenti e l’aiuto che i docenti e l’ambiente in se mi hanno dato, mi hanno permesso di migliorare, incrementare e sviluppare le mie capacità sia tecniche che mentali. I fallimenti fatti in precedenza, le arrabbiature subite come conseguenza mi hanno permesso di sviluppare non solo un progetto che a detta dei docenti era un “buon progetto” ma anche delle capacità che mi hanno accompagnato durante tutto l’arco degli anni da studente, come persona e tuttora mi permettono di affrontare ciò che mi capita. Ho provato gioia non solo per i complimenti ma per ciò che mi è sempre stato detto “gli sforzi ripagano sempre”.</li></ol><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 11:59:36 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Marco Fantin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/1922588090</link>
         <description><![CDATA[<div>Voglio prendere in considerazione l'esperienza e le emozioni annesse ai momenti prima di sostenere un esame.&nbsp;<br>Le emozioni che si ripetono in questa particolare esperienza sono principalmente di paura/ansia. Queste emozioni dipendono da molti fattori tra cui, il più importante,  legato alle mie aspettative. Aspettative nel riuscire a portare a termine un impegno che considero importante/significativo per la mia vita, utilizzando e dimostrando a pieno la preparazione ed il duro lavoro effettuato fino a quel momento. Un altro fattore importante è legato alla famiglia, ossia al portare a casa un risultato che li renda orgogliosi e felici. Altri fattori potrebbero essere legati al mio percorso/educazione che mi ha dato l'ottica di non accontentarsi e di volere sempre il massimo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 12:00:05 UTC</pubDate>
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         <title>Alessia Berto</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Quando devo esporre dei contenuti sia a livello scolastico che lavorativo provo un senso di paura, in quanto ho timore di sbagliare o dire qualcosa di non sensato all'interlocutore anche se nel mio pensiero quel concetto è di forte valore. Risulto quindi timida e insicura e alle volte arrossisco.<br>Questo sentimento è stato alimentato anche dalla formazione scolastica. Infatti nelle verifiche e nelle interrogazioni l'errore non è accettato e comporta delle svalutazioni. È anche incrementato dai miei valori introiettati per esperienza passata. Ho difficoltà nell'accettare le mie sconfitte e tendo ad essere insicura di me stessa.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 12:01:24 UTC</pubDate>
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         <title>Alice Collavo </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Penso all'esperienza lavorativa, di ormai due anni, che sto portando avanti presso una pasticceria. Spesso&nbsp;mi sento poca motivata.<br>Come mi è stato insegnato, cerco sempre di dare il mio meglio, di fare il più possibile e di aiutare gli altri ma molte volte riconosco nei miei colleghi, e soprattutto nella mia titolare, una totale mancanza di fiducia. Questa controlla le mie mosse e le mie attività cogliendo sempre l'occasione per riprendermi o correggermi. Credo di non averla mai vista soddisfatta o contenta per qualche mia attenzione particolare o anticipazione.&nbsp;<br>Purtroppo questo mi insegna ad aspettarmi sempre meno dagli altri ed ad essere sempre più sfiduciata nei confronti dell'esterno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 12:02:32 UTC</pubDate>
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         <title>Serena Bolpet</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Mi è spesso capitato nell'ambiente scolastico di provare paura, paura di non riuscire a superare i miei obiettivi. Un'emozione dovuta al fatto che spesso non mi sento all'altezza di riuscire a portare a termine con successo un esercizio, un progetto, un esame, ecc. Credo sia dovuto al fatto che nel mio percorso di studi mi sono sempre relazionata con maestre/professori che più che stimolarmi mi hanno fatto sentire inadeguata e sbagliata.<br>L'essere riuscita ad entrare all'università, a superare bene i primi esami, invece, mi fa provare gioia e senso di rivincita verso chi non ha mai creduto nelle mie potenzialità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 12:03:09 UTC</pubDate>
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         <title>Miriam Demarchi</title>
         <author>miriamdemarchi1</author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/1922595311</link>
         <description><![CDATA[<div>Un'episodio che mi ha segnata particolarmente, è stato alle elementari, ad una lezione di matematica, in cui mi sono sentita umiliata dalla professoressa, poiché non riuscivo a fare delle espressioni, reputate semplici.<br>Io, dalla paura che potesse umiliarmi nuovamente, ho cominciato a concentrare tutte le mie forze nella matematica, fino a che non è diventata una delle mie materie preferite, dove meglio riesco.&nbsp;<br><br>Mi sono sentita umiliata, con un forte senso di colpa per aver deluso le sue aspettative perché non ci arrivavo come i miei compagni, unito ad un senso di inadeguatezza.&nbsp;<br>La paura di non riuscire, specialmente a scuola, è frequente, dal momento che siamo inseriti in un contesto in cui chi prende voti alti e riesce in ciò che fa, viene reputato intelligente, mentre chi prende voti bassi no.&nbsp;<br>Ciò che mi ha spinta ad impegnarmi, oltre&nbsp; il fatto di voler dimostrare il contrario, era più la paura che si ripetesse "l'episodio umiliante".&nbsp;<br><br>Credo che l'emozione provata sia stata in parte dovuta a fattori interni a me, ovvero su come io mi auto percepivo in quel momento, e in parte a fattori esterni, derivanti appunto da ciò che l'ambiente di riferimento si aspetta.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 12:05:10 UTC</pubDate>
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         <title>Lara Bosello</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/1922596267</link>
         <description><![CDATA[<div>Alle superiori la mia professoressa di italiano&nbsp; mi interrogava sempre per prima, quindi quando programmava l'inizio delle interrogazioni ero sicura che mi chiamava, quindi mi preparavo così da superare l'interrogazione. Nonostante ciò ogni volta avevo paura di prendere un brutto voto e in effetti un giorno, anche se avevo studiato, sono andata in blackout e non ricordavo più niente di quello che avevo studiato.&nbsp;<br>L'idea di fallire mi ha travolto e ho iniziato ad andare nel panico, perché non mi era mai successa una cosa simile.&nbsp;<br>Anche oggi prima di ogni esame ho paura che mi succeda di nuovo, infatti la sera prima e il giorno stesso di quell'esame mi sembra di "non sapere niente". &nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 12:05:55 UTC</pubDate>
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         <title>Alberto Malvestio</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>L'emozione è la paura, quando ho per sbaglio rotto una sedia in classe sedendomici bruscamente sopra, e ovviamente è sorta questo tipo di emozione pensando a quelle che potrebbero essere state le conseguenze.<br>La paura si è generata perché, come in esperienze precedenti, nel momento in cui si rompeva qualcosa si veniva rimproverati, o comunque mi sono stati insegnati dei valori che mi trasmettevano l'ideale di trattare bene le cose, con il loro valore.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 12:07:15 UTC</pubDate>
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         <title>Alex Mastellotto</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Emozione: Gioia.</div><div>Esperienza personale: Convincere il cliente di un progetto.</div><div>Situazione: Il cliente non aveva alcuna idea sulla linea grafica da utilizzare.</div><div>Emozioni personali: Soddisfazione, orgoglio, felicità, speranza, motivazione, fiducia.</div><div>Rapporto emozioni e fattori della cultura: La soddisfazione fa riferimento sia a me, ma anche all’esterno verso amici e famiglia, per dimostrare le mie capacità e ciò che sto apprendendo all’università, dovuta anche alla pressione dei miei genitori nei confronti verso l’istruzione ma anche come un ripagare i loro sforzi. Orgoglio, nel farmi ascoltare, nel riuscire ad influenzare la persona tramite la mia ideologia e sul contesto più culturale anche il dimostrare che il “più giovane” può insegnare al “più anziano”. Speranza, motivazione e fiducia sono correlate tra di loro e fanno riferimento al contesto lavorativo e soprattutto al mio futuro quindi al mio “lavoro dei sogni”, mi fanno credere in ciò che sto facendo anche nel mondo universitario.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 12:07:23 UTC</pubDate>
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         <title>Matilde Rodato</title>
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         <description><![CDATA[<div>Durante il primo anno di università ho svolto molti progetti in gruppo, ma uno in particolare mi ha coinvolta maggiormente sotto l'aspetto emotivo fin dall'inizio, in parole povere ci tenevo a farlo bene. Così, quando le mie compagne hanno fatto un errore difficilmente rimediabile, ma -e me ne sono convinta in seguito- non così evidente, mi sono arrabbiata e anche scoraggiata un po'. Essendo due mie amiche però la rabbia è rimasta una <strong>mia</strong> emozione e non l'ho indirizzata contro di loro, in questo modo sono riuscita a comunicare come mi sentivo in modo rispettoso, le mie amiche hanno compreso la mia rabbia, hanno proposto delle soluzioni all'errore e mi hanno aiutata a comprendere che, in fondo, questo non era così grave. Ora posso affermare che la mia rabbia certo era stata scatenata da un errore non mio, ma era stata "preparata" dalla mia volontà di perfezione. Questa volontà deve essersi sviluppata negli anni delle elementari, durante i quali le maestre (non tanto i miei genitori) si aspettavano da me sempre ottimi voti. Tutt'oggi mi arrabbio con me stessa se sbaglio, ma mi è più facile accettare l'errore e superarlo quando dipende unicamente da me e non da qualcosa o qualcuno al di fuori del mio controllo.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-01 12:07:47 UTC</pubDate>
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         <title>Irene Alfonsi </title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Esperienza formativa/lavorativa. Ero in treno che tornavo a casa dopo aver fatto un provino per un ruolo in uno spettacolo a cui tenevo particolarmente e per il quale ero la più favorita insieme ad un’altra mia cara amica. Nel pomeriggio mi arriva un massaggio con la notizia che il ruolo era stato assegnato a lei e non a me. In quel momento mi sono sentita sprofondare in una tristezza e inadeguatezza infinita. Ci restai molto male, perché credevo veramente che ce l’avrei fatta.&nbsp;</div><div>La tristezza si è generata perché, come in esperienze precedenti, nel momento in cui arrivo a concretizzare qualcosa, per un motivo o per un altro non ci riesco. Questo mi ha portato con il tempo a non aver fiducia in me stessa e a sentirmi sempre inadatta.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-12-29 00:17:22 UTC</pubDate>
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         <title>Stefano Vallarelli</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/1990809044</link>
         <description><![CDATA[<div>Quando, dopo aver fatto tanta fatica, sono riuscito a creare una cosa che mi piaceva. Questo, mi ha portato molta gioia.&nbsp;<br>Vedere che dopo molta fatica e sacrifici riesci a raggiungere dei risultati, ti senti al settimo cielo, è quasi come se quel risultato raggiunto, sia la tua ricompensa per tutto il lavoro svolto. Ripensando a delle azioni passate, quando da piccolo facevi un compito, faticavi, ma avevi poi la tua ricompensa, che poteva essere quel momento di divertimento, di piacere con gli amici, lasciando da parte lo studio, il dovere. Penso che questo, sia un pò il filo conduttore di alcune azioni che ognuno di noi svolge, che hanno dei richiami&nbsp;al passato, a qualcosa che ci ha portato gioia, risultati.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-13 16:59:45 UTC</pubDate>
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         <title>Nicole Polli</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>La paura che provavo prima di venire a conoscenza dell'esito riguardante l'ammissione all'università.<br>Era un insieme di paura, delusione di non farcela, forse anche il mettere in dubbio le proprie capacità...<br>Essendoci pochi posti a disposizione per l'ammissione, da una parte provavo&nbsp; gioia e la felicità nel riuscire a raggiungere tale traguardo, ma allo stesso tempo la paura di non farcela era tanta, perché purtroppo questo sistema presupponeva un valutare e mettere a confronto persone completamente diverse tra loro, e la paura di non risultare all'altezza era tanta.<br><br>Qualche tempo dopo aver completato le prove, mi ricordo di aver caricato la pagina degli ammessi provando un senso di terrore  che, successivamente, si è trasformato in gioia, felicità e orgoglio nell'aver superato quell'ostacolo e raggiunto quel traguardo. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-18 16:27:22 UTC</pubDate>
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         <title>Davanzo Federica</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/1998585000</link>
         <description><![CDATA[<div>Prima di ogni esame sono sempre abbastanza tranquilla, i giorni prima riprendo tutto il programma studiato per fare un ripasso molto approfondito.&nbsp;<br>Però quando arriva il mio turno all'esame sale il panico, mi si secca la bocca, cominciano le palpitazioni, la voce inizia a tremare e mi blocco.&nbsp;<br>Uno stato di terrore. Questa emozione è legata ad una malsana paura di fallire, di non superare un esame che nella cultura in cui viviamo risulterebbe come un traguardo mancato e in una società in cui il metro di misura è sempre comparato con gli altri non eccellere non è contemplato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-18 17:41:56 UTC</pubDate>
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         <title>Caterina Marengon</title>
         <author>caterinamarengon</author>
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         <description><![CDATA[<div>Esperienza scolastica.<br>Dopo aver ricevuto un buon risultato a livello accademico, quindi un buon voto ad un esame l'emozione che ho provato era gioia.<br>Questa emozione legata al livello scolastico, è fortemente in relazione con la nostra cultura, perchè si cerca sempre di eccellere in tutti i campi per sentirsi realizzati; personalmente ho provato questa emozione perchè sono orgogliosa degli sforzi e della determinazione con cui ho affrontato la situazione, ho provato gioia dopo altre emozioni contrastanti che a volte hanno preso il sopravvento sulla situazione e che solitamente mi fanno dubitare delle mie capacità.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-18 22:21:37 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Carlotta Corò</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/2000276749</link>
         <description><![CDATA[<div>PAURA<br>L'emozione di paura è nata nel corso del mio percorso formativo, un'emozione che da lì non è mai riuscita ad andarsene. Frequentavo la seconda elementare ed in particolare seguivo la lezione di matematica (materia sempre detestata). Non ricordo perfettamente quali fossero le indicazioni ricevute dalla prof.ssa ma ricordo benissimo che al mio errore di aver saltato un quadretto, tra un'operazione e l'altra, al posto di saltarne due, è arrivata  una nota scritta sul libretto e lo strappo della pagina in questione difronte a tutti i compagni di classe. Una situazione generata probabilmente dalla mancanza di un mio coinvolgimento attento alla materia ed alla docente non gradita che però è andata a sfociare in una circostanza umiliante che non ha fatto altro che provocare in me l'ansia e la paura che ancora regnano nella mia personalità&nbsp;andando a mettere il dubbio alle mie sicurezze nel momento in cui devo comprendere consegne, elaborare i miei progetti ed espormi in pubblico. Questa emozione nel corso del tempo cerca di essere gestita o quanto meno resa il meno visibile possibile da me stessa, nonostante la voce traballante e la ridotta salivazione in alcune circostanze. L'esperienza dunque potrebbe essere considerata del tutto negativa ma porta con se anche una nota di positività: ho sviluppato un'altissima attenzione ai dettagli ed alle particolarità e faccio ogni cosa cercando di raggiungere la perfezione. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-19 12:45:57 UTC</pubDate>
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         <title>Giorgia Pasqualini</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/2011346505</link>
         <description><![CDATA[<div>GIOIA/PAURA<br>Mi è capitato molte volte, purtroppo, dopo un esame, oppure una verifica o una consegna di un progetto di essere felice e soddisfatta di quello che ho fatto, di ricevere anche complimenti e considerazioni positive che aumentano la mia soddisfazione, per poi ritrovarmi delusa e arrabbiata a causa della valutazione finale che spesso era inferiore rispetto a quella di altri compagni che non avevano ricevuto gli stessi complimenti, non avevano seguito la consegna, non avevano rispettato i tempi eccetera eccetera.</div><div>Quando mi succede questo sono molto combattuta perché sono soddisfatta di quello che ho fatto ma arrabbiata per il finale. So che questo è anche dovuto al senso di giustizia che caratterizza la mia personalità, non riesco ad accettare qualcosa di non giusto, non solo nei miei confronti ma in generale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-01-25 14:46:17 UTC</pubDate>
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         <title>Tommaso Colla</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Paura:<br>Alle superiori avevo una professoressa di matematica molto severa. I primi anni eravamo una classe molto casinista ma quando era l'ora di matematica non volava una mosca. In un occasione questa professoressa ha chiamato alla lavagna una mia compagna per farle svolgere un esercizio. Questa compagna aveva appena perso un parente e nel mezzo dell'esercizio si è messa a piangere. La professoressa pur sapendo di questo lutto si è comunque arrabbiata con lei perchè si era bloccata. Nell'aula c'era un'atmosfera terribile. Mi sono sentito male per lei entrando in empatia nei suoi confronti.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-08 16:01:55 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Nicola Busatto</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Paura:<br><br>Alle superiori avevo una professoressa di Comunicazione, che nonostante non avesse verifiche o interrogazioni in programma, alcune volte faceva delle domandine a sorpresa, estraendo da un sacchetto un bigliettino con il numero corrispondente all'elenco degli alunni in classe. Ogni volta che entrava lei, si creava un'atmosfera di paura e timore, anche perchè sapevamo che il voto della domanda avrebbe fatto media con il resto delle valutazioni.&nbsp;<br>Senza contare la costante paura, soprattutto in quei momenti, di dover tornare a casa e dover comunicare una valutazione negativa alla mia famiglia, non rendendoli orgogliosi.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-09 15:33:30 UTC</pubDate>
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         <title>Claudio Bressan</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Quando frequentavo il liceo scientifico le materie come matematica e fisica mi creavano molte difficoltà a causa del mio scarso interesse a riguardo e del metodo di insegnamento poco efficace dei professori. Mi ritrovavo praticamente sempre a prendere voti molto bassi nonostante le numerose ore di ripetizioni che dedicavo a tali materie. Questi continui fallimenti mi rendevano demotivato e triste. Al quinto anno è arrivato un nuovo professore di fisica che era molto capace e riusciva a trasmettere la sua passione agli studenti. Un giorno avevo appena finito un allenamento di calcio e sono andato a controllare il voto della verifica della settimana precedente, ormai rassegnato a ricevere l'ennesima insufficienza. Quando ho visto che in realtà era andata molto bene ho provato una forte sensazione di gioia che mi ha permesso di credere di più nelle mie capacità. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-09 15:34:49 UTC</pubDate>
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      </item>
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         <title>Gloria Bazzolo</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>Insicurezza<br>Diverse volte prima di una giornata lavorativa ho pensato spesso di rinunciare pensando di non essere all'altezza di raggiungere le aspettative che il rappresentate aveva;&nbsp; timore che le persone rifiutassero, di non riuscire a convincerli, credevo che qualcun altro al posto mio avrebbe fatto sicuramente meglio. Fortunatamente non ho mai avuto persone attorno che mi dicessero di lasciar perdere, ho sempre ricevuto forte sostegno, che mi ha spinto a provare sempre, per crescere, qualunque sarebbe stato il risultato. Non credo mai abbastanza nelle mie capacità, eppure ogni volta che penso di rinunciare non lo faccio mai,&nbsp;anzi, rimango quasi sempre soddisfatta dei risultati e credo che mettersi in gioco sia la migliore opportunità formativa. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-10 15:51:15 UTC</pubDate>
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         <title>Daniele Midena</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/2045834988</link>
         <description><![CDATA[<div>Durante i miei anni di liceo, ho avuto modo di cambiare molti professori, tra cui ricordo in modo particolare la docente di fisica del terzo anno.<br>Riuscivo a cavarmela discretamente bene nei compiti scritti ma non posso dire lo stesso per quanto riguarda le interrogazioni orali; la professoressa metteva molta pressione psicologica e quasi nessuno riusciva a fronteggiare un'interrogazione "alla pari". Penso che la mia paura principale fosse dovuta non tanto all'incapacità di rispondere in modo completo alla domanda, tanto quanto l'idea del voto che mi sarebbe stato assegnato come conseguenza.<br>Una situazione di inferiorità, dovuta ad una forte pressione psicologica, risente sulla valutazione stessa e crea una sensazione di paura dal momento in cui viviamo all'interno di una società dove il sistema scolastico spesso non valorizza la nostra capacità di autonomia cognitiva, tanto quanto la nostra capacità di memorizzazione e sedimentazione dei contenuti, trasmessi dal docente verso lo studente, senza la libertà di interpretazione personale; in altri termini, mi sono ritrovato spesso in situazioni all'interno delle quali il docente voleva sentirsi ripetere filo per segno ciò che aveva spiegato e nel modo con cui lo aveva spiegato, limitando lo sviluppo di un apprendimento autonomo e un processo di rielaborazione delle informazioni.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-14 09:43:30 UTC</pubDate>
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         <title>Teodora Benghiac</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/2046709173</link>
         <description><![CDATA[<div>Paura<br><br>Fin da quand’ero piccola, i miei genitori hanno sempre avuto grandi aspettative nei miei confronti, soprattutto per quanto riguardava il percorso scolastico, aspettandosi sempre risultati positivi.&nbsp;</div><div>Ogni volta, prima di un’esame o prima di un qualsiasi altro test importante, sono assalita da una forte emozione di paura ed ansia, per la paura di fallire, di non superare l’esame e di conseguenza di non portare a casa un esito positivo. Quest’emozione di paura e di ansia, si manifesta sia a livello fisico che mentale, facendomi stare molto male. È una paura che deriva dal contesto personale in cui sono cresciuta: se portavo a casa risultati negativi o sotto le aspettative, venivo spesso rimproverata dai miei genitori o messa a confronto con gli altri miei compagni di classe.</div><div>Il mio contesto personale si mischia ad un contesto culturale, ovvero a quello di provenienza dei miei genitori: in Romania, se i ragazzi portano a casa voti “bassi” (sotto l’8 per esempio) o ancora peggio vengono bocciati, sono malvisti dalla società che gli circonda, di conseguenza i miei genitori, pur essendo in un’altra nazione, hanno sempre avuto alte aspettative anche nei miei confronti, aspettandosi sempre il meglio da me.</div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-14 16:53:21 UTC</pubDate>
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         <title>Giorgia Mancin</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/2052014866</link>
         <description><![CDATA[<div>Gioia e sorpresa<br><br>In quest'ultimo periodo ho scelto di iniziare un mio progetto per passare il tempo libero. All'inizio non ci davo molta importanza, pensavo sarebbe diventato un altro dei miei tanti progetti rimasti in sospeso, ma col trascorrere del tempo mi rendevo conto che il termine di quel lavoro era sempre più vicino, sempre più completo. Dopo quasi un anno avevo finito il mio progetto e vederlo lì tra le mie mani mi faceva sentire bene. Mi sono sempre considerata una persona fra le tante, ma vedere quel lavoro mi rendeva fiera, completa. Ero orgogliosa e sorpresa per essere riuscita a raggiungere un mio obbiettivo. Ho provato gioia non solo per i complimenti ma perché finalmente avevo realizzato un progetto da zero con le mie mani.</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-02-16 23:08:19 UTC</pubDate>
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         <title>Elisa Dalla Mora</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/2223302661</link>
         <description><![CDATA[<div>Tristezza<br><br>L'anno scorso, durante la mia prima sessione, riuscì a dare due esami su cinque. Era la mia prima esperienza universitaria in assoluto e non ero per nulla preparata ad uno studio di questo tipo. Quando mi ritirai dall'ennesimo appello provai un'esplosione di rabbia, seguita da una profonda delusione/tristezza. Questa emozione derivava in primis dall'idea che avevo di me stessa; durante il mio percorso scolastico precedente ero sempre riuscita a cavarmela in un modo o nell'altro, dunque credevo in questa mia capacità di riuscire a fare tutto in qualsiasi situazione (a livello scolastico). In quel momento arrivò come un pugno nella pancia la consapevolezza di non essere così capace come pensavo. Ora, al contrario, provo molta gratitudine verso quest'esperienza (e dunque questa consapevolezza) poiché senza di essa non avrei iniziato il "lavoro" di crescita personale e professionale che sto portando avanti tutt'ora.&nbsp;<br>Inoltre la delusione che provai era sicuramente legata al contesto che mi circonda, per il quale non avere gli esami in regola significa non impegnarsi abbastanza.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-06-16 18:20:43 UTC</pubDate>
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         <title>Serena Storto</title>
         <author>ftx56btg28</author>
         <link>https://padlet.com/UNI_PEDlet/uxukaxwnijnk0sjd/wish/2273319419</link>
         <description><![CDATA[<div>Paura e Sorpresa<br><br>la mia esperienza personale riguarda le aspettative dei miei genitori nei miei confronti, avendo due fratelli maggiori che non hanno mai avuto dificoltà in ambito scolastico ho sempre avuto la paura che la mia famiglia si aspettasse lo stesso da me. Questo mi ha sempre creato delle emozioni contrastanti che spesso mi hanno portato ad autosabotarmi per la paura di fallire.<br>Il primo test di ingresso allo iusve non era andato e mi ero lasciata prendere dalla convinzione che non sarei mai riuscita a fare ciò che volevo in quanto non ne avevo le capacità.&nbsp;<br>Ho deciso comunque di riprovare e l'anno successivo sono riuscita ad entrare con un ottimo punteggio, questo mi ha sorpreso molto e mi ha resa fiera della mia perseveranza, mi sono resa conto di non dover dimostrare nulla a nessuno ed ero felice </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-08-27 08:39:12 UTC</pubDate>
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         <title>Marco Checchin</title>
         <author></author>
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         <description><![CDATA[<div>PAURA<br>Il baratro incommensurabile provato al fallimento della mia scorsa carriera universitaria ha lasciato il segno in maniera indelebile su quello che è il mio "tutto".<br>Culturalmente è data spesso per assodata l'importanza fondamentale e necessaria della laurea per "essere qualcuno" e "trovare lavoro", così come è evidente da molte casistiche nell'ambito informatico.<br>Rifiutando corsi di formazione di alto livello, contestualmente al settore professionale, per proseguire l'università, puntai tutto su di essa ed al suo fallimento, mi ritrovai distrutto.<br>Una persona che non aveva mai provato prima una sconfitta di tale entità, avendo sempre mantenuto uno standard parecchio elevato, non riuscii a gestire la situazione, ad analizzare in modo distaccato la cosa e a rapportarmi correttamente con i miei genitori.<br>Con il tempo e parecchio sviluppo mentale interiore, concessomi anche dall'atmosfera famigliare supportiva, ho maturato le capacità emotiva sufficiente per gestire il fallimento.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-08-28 17:39:29 UTC</pubDate>
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