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      <title>TFA I6 - SITUAZIONI DI VITA SCOLASTICA by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2018-02-10 11:02:35 UTC</pubDate>
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         <title>Genitori “non accettanti”:</title>
         <author>16217540</author>
         <link>https://padlet.com/tfasostegno_1718/GI6_1002/wish/230259956</link>
         <description><![CDATA[<div>Siamo in una Scuola dell'Infanzia di una borgata periferica della città, sezione omogenea di 26 alunni (5 anni) di cui un disabile certificato (autismo).</div><div><br><br></div><div>E' la mia prima esperienza presso questo Istituto. </div><div>Il contesto si presenta difficile, gli alunni sono molto vivaci, poco propensi al rispetto delle prassi prosociali, vorrebbero giocare sopratutto all'aria aperta, gli apprendimenti di base non sono raggiunti, sono poco stimolati, la giornata scolastica, all'interno della classe, è caotica e le attività didattiche vengono portate avanti con fatica dalle insegnanti. </div><div>Tutti i bambini frequentano il tempo pieno. </div><div>Le insegnanti curricolari sono due, una insegnante di sostegno (io), una di religione, un'assistente educativa. </div><div><br><br></div><div>Il bambino disabile è mansueto, si mostra passivo, silenzioso, ma se stimolato e seguito adeguatamente con proposte individualizzate è in grado di progredire in modo corretto. </div><div><br><br></div><div>Nella stessa classe vi è un altro alunno (cugino di 1° grado del bimbo disabile) che appare fin da subito fortemente problematico. Iperattività, difficoltà di attenzione e concentrazione, irrequietezza, infrazione continua delle regole comuni, problemi relazionali, noia davanti alla proposte didattiche, difficoltà a seguire (o a comprendere?) le istruzioni per le attività di vita scolastiche o didattiche, propensione per commenti ed atteggiamenti inappropriati (parolacce) o comunque fuori luogo, carenze evidenti che si fanno via via sempre più grandi.</div><div>La situazione della classe è invivibile, per i bambini, per il bambino, per le insegnanti che si adoperano nella creazione di strategie a breve e lungo termine affinché l'esperienza scolastica sia serena per tutti. </div><div><br><br></div><div>Le insegnanti ritengono necessario che vi sia un lavoro congiunto con la famiglia. I genitori vengono convocati tre volte ad un colloquio con le insegnanti, durante il corso dell'anno, di cui una, l'ultima, alla presenza del Dirigente Didattico.</div><div><br><br></div><div>Vi è un rifiuto totale. I genitori non sono intenzionati ad approfondire la situazione adducendo le più svariate scuse. Solo al terzo incontro, e probabilmente spaventati dalla presenza del Dirigete Didattico, acconsentono, con grande titubanza ad essere indirizzati ad una visita neuropsichiatrica. E' comunque evidente che cercando di perdere tempo.</div><div><br><br></div><div>Purtroppo l'anno scolastico finisce, la poca collaborazione dei genitori ha determinato che il bambino non venisse diagnosticato, ma soprattutto che non venisse seguito da professionisti specializzati extra scolastici, determinando un ingresso alla scuola primaria allo sbaraglio ed immaturo, senza il raggiungimento minimo degli obiettivi richiesti ad un bimbo di 5 anni.</div><div><br><br></div><div>E qui è finita, con grande desolazione, la nostra esperienza.</div><div><br><br></div><div>Il bambino lo scorso anno ha frequentato la classe 1° della Scuola Primaria, la situazione problematica si è ripresentata con le stesse caratteristiche ma amplificata.</div><div>Quest'anno il bambino è stato trattenuto in 1° e la frequenza dell'alunno è passata dal tempo pieno al tempo normale.</div><div><br><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-10 11:11:26 UTC</pubDate>
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         <title>Gruppo 6</title>
         <author>16217540</author>
         <link>https://padlet.com/tfasostegno_1718/GI6_1002/wish/230260758</link>
         <description><![CDATA[<div>Arca Dolores<br>Aru Antonella<br>Canu Daniela<br>Chessa Giorgia<br>Pintus Francesca<br>Pirino Paola<br>Rocca Maria<br>Sotgiu Anna Paola<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-10 11:24:04 UTC</pubDate>
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         <title>Osservazioni</title>
         <author>16217540</author>
         <link>https://padlet.com/tfasostegno_1718/GI6_1002/wish/230261514</link>
         <description><![CDATA[<div>Lavorare in collegialità in armonia significa saper lavorare insieme per:</div><ul><li>raggiungere obiettivi comuni;</li><li>stare bene assieme;</li><li>gestire il compito didattico;</li><li>gestire le problematiche della quotidianità.</li></ul><div><br>Anche laddove ci si trovi a gestire situazioni difficile, come la mancata accettazione delle difficoltà del bambino, da parte della famiglia, la coesione del team rende più facile la gestione della criticità.</div><div><br>E' necessario creare un buon clima classe, inclusivo, in cui i bambini sono i protagonisti dell'apprendimento, e divengono un'ulteriore risorsa per la crescita del bimbo disabile. Perchè una buona scuola è la scuola di tutti e di ciascuno.</div>]]></description>
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         <pubDate>2018-02-10 11:33:13 UTC</pubDate>
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