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      <title>ARTEMISIA by </title>
      <link>https://padlet.com/alice_ilca9_9/artemisiagentileschi77</link>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2017-04-24 19:25:09 UTC</pubDate>
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         <title>..una pittrice influenzata dai migliori!</title>
         <author>alice_ilca9_9</author>
         <link>https://padlet.com/alice_ilca9_9/artemisiagentileschi77/wish/167962785</link>
         <description><![CDATA[<div>Dalle ore di osservazione e esercizio nella bottega del padre, Artemisia assorbì infatti le influenze manieriste tipiche della pittura romana dell’epoca. Colpita poi dalle tele di Caravaggio introdurrà nelle sue opere alcune degli accorgimenti stilistici del pittore, soprattutto nell’uso della luce e negli accenti realistici. Sarà influenzata anche dal classicismo più puro, con cui venne a contatto a Firenze, Genova e Venezia. Artemisia porterà tutto questo bagaglio di stili a Napoli, dove trascorrerà gli ultimi anni della sua vita, con una breve parentesi in Inghilterra. La sua produzione napoletana testimonia infatti il ricorso a tutti questi stili, contestualizzati in opere fortemente legate al territorio : Artemisia aveva infatti, ricevuto, con altri artisti dell’epoca, l’incarico di affrescare la cattedrale di Pozzuoli. Sarà con il bagaglio tecnico acquisito che affronterà dunque l’affresco dell’episodio di San Gennaro a cui affiancherà episodi dell’Antico Testamento con cui si era già confrontata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-24 20:16:23 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alice_ilca9_9</author>
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         <description><![CDATA[<div>https://www.youtube.com/watch?v=syWnasDDo7k<br><br>https://www.youtube.com/watch?v=-ucWPN13RWc</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-24 20:28:49 UTC</pubDate>
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         <title>Biografia</title>
         <author>alice_ilca9_9</author>
         <link>https://padlet.com/alice_ilca9_9/artemisiagentileschi77/wish/167965893</link>
         <description><![CDATA[<div>Artemisia Gentileschi nacque l’8 Luglio 1593 a Roma, figlia di Orazio Gentileschi e di Pruzenzia Montone. La ragazza, fin da piccola assunse il cognome Gentileschi per distinguersi dal suo fratellastro Aurelio, che successivamente divenne pittore. La ragazza, fin da giovane si esercitò nell’arte e nella pittura, dimostrando immediatamente una grande tenacia ed abilità; affinò il proprio stile presso la bottega paterna, e superò in poco tempo anche gli altri apprendisti di Orazio. Il processo di apprendimento dell’arte continuò con la conoscenza di Tuzia e suo figlio, i vicini di casa di Orazio Gentileschi, i quali in poco tempo entrarono in confidenza con la giovane Artemisia, fino a che si trasferirono al piano superiore dell’abitazione dello stesso Orazio. Negli anni successivi Artemisia crebbe circondata dalle opere degli artisti che in quegli anni stavano lavorando a Roma ed in particolar modo dai <strong>capolavori di Caravaggio</strong>, il quale conosceva il padre di Artemisia poiché spesso prendeva degli attrezzi per il lavoro proprio dalla sua bottega.La pittrice, essendo una donna, non poteva frequentare le usuali scuole d’arte e poté migliorare il proprio stile da autodidatta e studiando i lavori realizzati dallo stesso Caravaggio. A dimostrare il forte influsso della pittura caravaggesca nei lavori della Gentileschi Artemisia, ci fu la realizzazione a diciassette anni del quadro <strong>“</strong><a href="http://www.arteworld.it/susanna-e-i-vecchioni-artemisia-gentileschi-analisi/"><strong>Susanna e i vecchioni</strong></a><strong>“</strong>, probabilmente completato grazie all’aiuto del padre. A cambiare radicalmente la vita di Artemisia Gentileschi, ci fu il processo contro la figura di Agostino Tassi, un altro pittore, accusato dalla stessa Gentileschi pittrice di averla stuprata nel Maggio del 1611. Questo evento ebbe una grande centralità nella vita dell’Artemisia pittrice, ed infatti si pensa che molti dei quadri da lei realizzati, facciano riferimento a questo sconvolgente stupro; tra tutti proprio lo stesso “Susanna e i vecchioni” citato precedentemente alluderebbe proprio a questo evento, con la presenza dello stesso Agostino Tassi, identificato come uno dei vecchioni.<br><br></div><div>Il processo fu molto complesso, ed attraverso il gran numero di documenti che sono giunti a noi, è stato possibile scoprire i metodi barbari con i quali il tribunale ha estorto la verità ad Artemisia, ma anche gli imbrogli adoperati da Orazio (il quale mentì sull’effettiva età della pittrice affinché la condanna nei confronti di Agostino fosse aggravata). Tra le opere di Artemisia Gentileschi realizzate in questo periodo e legate soprattutto a questo triste evento, vi è Artemisia Gentileschi <strong>“</strong><a href="http://www.arteworld.it/giuditta-che-decapita-oloferne-artemisia-gentileschi-analisi/"><strong>Giuditta e Oloferne</strong></a><strong>“</strong>, (realizzato in due versioni, a distanza di anni) ed interpretato dalla critica come un quadro di “rivalsa” nei confronti dell’aggressore Agostino Tassi. Durante questo periodo, realizzò anche un’altra tela, intitolata <strong>“</strong><a href="http://www.arteworld.it/madonna-col-bambino-artemisia-gentileschi-analisi/"><strong>Madonna col Bambino</strong></a><strong>” </strong>e nel 1612 anche la tela <strong>“</strong><a href="http://www.arteworld.it/danae-artemisia-gentileschi-analisi/"><strong>Danae</strong></a><strong>“.</strong>Terminato il processo, per ristabilire la figura di Artemisia, Orazio combinò un matrimonio di sua figlia con Pierantonio Stiattesi, un pittore fiorentino, dal quale successivamente ebbe quattro figli. Nel 1614 Artemisia con la sua famiglia si trasferì a Firenze, dove la sua fama crebbe in modo notevole, rendendola molto famosa e conoscendo alcuni committenti di grande rilievo, come <strong>Galileo Galilei </strong>e <strong>Michelangelo Buonarroti il Giovane</strong>. Per quest’ultimo, nipote del celebre Michelangelo, realizzò la tela intitolata <strong>“</strong><a href="http://www.arteworld.it/allegoria-dell-inclinazione-artemisia-gentileschi-analisi/"><strong>Allegoria dell’Inclinazione</strong></a><strong>“</strong>, che contribuì a migliorare ancor di più la sua fama, che successivamente la portarono ad essere ancor più famosa.Tra i vari autoritratti, possiamo ricordare anche <strong>“</strong><a href="http://www.arteworld.it/autoritratto-come-martire-artemisia-gentileschi-analisi/"><strong>Autoritratto come martire</strong></a><strong>“</strong>, realizzato proprio nel 1615 e conservato attualmente all’interno di una collezione privata. Con una fama in costante crescita, la pittrice durante questi anni realizzò delle tele di grande importanza, tra cui possiamo ricordare la <strong>“Conversione della Maddalena” </strong>e <strong>“</strong><a href="http://www.arteworld.it/giuditta-con-la-sua-ancella-artemisia-gentileschi-analisi/"><strong>Giuditta e la sua ancella</strong></a><strong>“</strong> ed una seconda versione della già citata “Giuditta e Oloferne” Artemisia, ma anche <strong>“</strong><a href="http://www.arteworld.it/giaele-e-sisara-artemisia-gentileschi-analisi/"><strong>Giaele e Sisara</strong></a><strong>” </strong>e <strong>“</strong><a href="http://www.arteworld.it/cleopatra-artemisia-gentileschi-analisi/"><strong>Cleopatra</strong></a><strong>“. </strong>Nel 1621 Artemisia ritorna a Roma, (anche se precedentemente è andata per poco tempo a Genova in compagnia del padre), dove cerca di imporsi come una pittrice grazie alla fama accumulata durante il suo soggiorno fiorentino, ma purtroppo, essendo specializzata nei ritratti e scene di ambito biblico, non aveva possibilità di poter lavorare ai grandi affreschi e pale d’altare. Nel frattempo, cercò di far apprendere l’arte del disegno alle sue figlie, ma non vi riuscì. A causa dello scarso successo ottenuto nella capitale, Artemisia Gentileschi scelse di trasferirsi a Venezia. Tra il 1627 e 1630, la pittrice famosa giunge a Venezia e, ancora grazie al successo ottenuto in Toscana, ottiene delle interessanti commissioni, arrivando a realizzare opere come <strong>“</strong><a href="http://www.arteworld.it/ritratto-di-un-gonfaloniere-artemisia-gentileschi-analisi/"><strong>Ritratto di gonfaloniere</strong></a><strong>” </strong>e <strong>“Giuditta con la sua ancella” </strong>(una seconda versione conservata a Detroit), ma anche <strong>“</strong><a href="http://www.arteworld.it/ester-e-assuero-artemisia-gentileschi-analisi/"><strong>Ester e Assuero</strong></a><strong>“</strong>, tutte opere che dimostrano l’eccellente ed affermato stile della donna. Proprio nel 1630 Artemisia giunge con la sua famiglia a Napoli, una città in costante crescita e centro di cultura e di arte. In quegli anni molti altri artisti erano già stati nella capitale partenopea, come lo stesso Caravaggio, Annibale Carracci e successivamente anche Giovanni Lanfranco ed altri importanti nomi.Il successo per la Gentileschi non tarda ad arrivare e così ottiene delle importanti commissioni per la cattedrale di Pozzuoli, dove realizza <strong>“San Gennaro nell’anfiteatro di Pozzuoli”</strong>, <strong>“</strong><a href="http://www.arteworld.it/adorazione-dei-magi-artemisia-gentileschi-analisi/"><strong>L’adorazione dei Magi</strong></a><strong>” </strong>ed anche <strong>“Santi Proclo e Nicea”</strong>; oltre a queste importanti opere, la pittrice realizza anche <strong>“</strong><a href="http://www.arteworld.it/nascita-di-san-giovanni-battista-artemisia-gentileschi-analisi/"><strong>Nascita di San Giovanni Battista</strong></a><strong>“</strong>, opera che oggi viene conservata al Museo del Prado. Circa otto anni dopo, Artemisia si trasferisce temporaneamente a Londra, per raggiungere il padre Orazio, il quale stava lavorando presso la corte di Carlo I per decorare un soffitto. Carlo I richiese esplicitamente l’intervento di Artemisia Gentileschi e lei non poté tirarsi indietro.In questi anni, padre e figlia si riunirono ma l’anno successivo, nel 1639, Orazio morì. Artemisia rimase qualche altro anno a Londra, dove realizzò, sempre per Carlo I, un importante quadro intitolato <strong>“</strong><a href="http://www.arteworld.it/autoritratto-come-allegoria-della-pittura-artemisia-gentileschi-analisi/"><strong>Autoritratto come allegoria della Pittura</strong></a><strong>“</strong>, oggi considerato uno dei lavori più importanti in assoluto della donna. A causa di una guerra civile che stava imperversando in Inghilterra nel 1642, la pittrice decise di tornare a Napoli, dove rimase fino alla sua morte, avvenuta nel 1653. Negli ultimi anni, Artemisia Gentileschi realizzò altre opere molto importanti, come una versione alternativa di <strong>“Susanna e i vecchioni”</strong> e una <strong>“Madonna e Bambino con rosario”.</strong><br><br></div><div><br><br></div><div><strong><br></strong><br></div><div><br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2017-04-24 20:32:35 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alice_ilca9_9</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2017-04-24 21:02:35 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Artemiasia Passione Estrema&quot; : il film</title>
         <author>alice_ilca9_9</author>
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         <description><![CDATA[<div>Genere: Biografico<br>Durata: 102 min.<br>Anno: 1996<br>Nazionalità: Francia<br>Trama in breve:<br><a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a>, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1610">1610</a>. Artemisia, figlia diciassettenne dell'affermato pittore <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Orazio_Gentileschi">Orazio Gentileschi</a>, ha una grande passione per la pittura ma essendo una donna non le è permesso seguire i corsi all'Accademia né di dipingere nudi maschili o femminili. Artemisia non si dà per vinta e si mette lo stesso a dipingere nudi osservando il proprio corpo e quello di Fulvio, giovane pescatore innamorato di lei e ben disposto a farle da modello. Un giorno Artemia fa la conoscenza del fiorentino Agostino Tassi, giunto a Roma per eseguire -con il padre della giovane- una serie di affreschi religiosi. Artemisia ottiene dal padre il permesso di prendere lezioni da Agostino lezioni sull'arte della prospettiva; durante una di queste lezioni l'uomo seduce Artemisia. Quando Orazio scopre la cosa accusa Agostino Tassi di aver violentato la figlia. Tassi, sotto tortura, confessa di aver abusato di Artemisia e viene condannato dal tribunale a due anni di reclusione. Artemisia, innamorata dell'uomo, non perdona al padre il comportamento tenuto nei confronti suoi e di Tassi e decide di lasciare Roma per trasferirsi a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Firenze">Firenze</a> dove ha inizio la sua attività artistica.<br>Critica: http://libreriamo.it/curiosiamo/arte-e-cinema-i-grandi-film-ispirati-agli-artisti/</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-01 10:54:22 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;La passione di Artemiasia&quot; : il libro </title>
         <author>alice_ilca9_9</author>
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         <description><![CDATA[<div>http://libreriamo.it/curiosiamo/arte-e-cinema-i-grandi-film-ispirati-agli-artisti/</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-01 11:05:30 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;La morte di Cleopatra </title>
         <author>alice_ilca9_9</author>
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         <description><![CDATA[<div>Inizialmente quest'opera non venne attribuita ad Artemisia ma ad un suo contemporaneo, Guido Cagnacci. La protagonista del quadro è Cleopatra,  la celebre regina egizia del periodo tolemaico. Anche se si tratta di una figura così imponente non vi è un ritratto "eroico", anzi la pittrice sceglie di rappresentarla  sulla tela una donna semplice, privata di qualsiasi suo attributo regale.</div><div>Cleopatra è nuda, priva di grazia e con un fisico grossolano, molto lontana dagli antichi canoni di bellezza e perfezione fisica.<br>L’ambiente che circonda la regina è scuro: c’è una fioca luce proveniente da sinistra e dall’esterno della scena; grazie a questa il suo braccio è illuminato e mette in risalto le sue forme. In primo piano c’è un aspide, ovvero un serpente che secondo la tradizione, Cleopatra stessa scelse per farsi mordere e morire avvelenata nel mausoleo dei Tolomei. Lo suo sguardo della donna è rivolto verso l’alto ed ha un’espressione completamente disillusa, priva di qualsiasi speranza, pronta ad accettare il suo tragico destino.</div><div>La pittrice dona alla protagonista una pelle molto pallida e chiara, in forte contrasto con il velo che avvolge la sua gamba, dipinto con un rosso molto acceso e deciso sulla tela.</div>]]></description>
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         <pubDate>2017-05-01 11:13:22 UTC</pubDate>
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