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      <title>Dai voce alla tua storia by </title>
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      <language>en-us</language>
      <pubDate>2025-05-02 13:07:26 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>benedettarota05</author>
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         <description><![CDATA[<p>Una sera salgo sul pullman per tornare a casa dal centro di Monza, la tratta è corta devo fare solo 15 minuti. Vedo un ragazzo che mi guarda con uno sguardo un po’ perverso, ma tranquilla cerco posto lontano da lui e mi siedo; dopo poco ricontrollo dietro di me, mi sembra che non ci sia più, ma in quell’istante sento toccarmi da dietro: il suo braccio tra uno spazio dei sedili e la sua mano sul mio sedere. Spaventata mi alzo di colpo e scoppio in lacrime, due ragazze si avvicinano a me e cercano di tranquillizzarmi.</p><p>19 anni</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-02 13:27:30 UTC</pubDate>
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         <author>nj7dyfbdy2</author>
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         <description><![CDATA[<p>Sono le tre del pomeriggio, io sul treno diretto a Milano Porta Garibaldi percepisco lo sguardo fisso su di me di un signore sulla quarantina, sedutomi davanti. Io subito distolgo il mio sguardo e con le cuffiette nelle orecchie chiudo gli occhi fingendo di dormire. Non avendo percepito un grosso pericolo, per l’orario e per il numero di persone attorno a me, scelgo di non spostarmi. </p><p>Lui durante il viaggio tira fuori un bigliettino scrivendoci sopra qualcosa e me lo avvicina, insistendo che lo prendessi, ma io continuo a fare finta di nulla.  </p><p>Arrivati al capolinea mi alzo subito, e a passo veloce mi dirigo verso la metropolitana, ma accanto a me c’è ancora lui. Per distanziarmi dal signore,  mi rifugio all’interno di un negozio, ma invano, perchè mi aspetta fuori; allora senza chiedere aiuto prendo coraggio e percorro l’ultimo tratto verso la metro. Saliti da due porte diverse, lui mantiene lo sguardo su di me controllando le mie azioni, allora scelgo di scendere ad una fermata e di risalire poco prima della chiusura delle porte: il signore non capendo la rapidità delle mie scelte, una volta sceso dalla metro non fa in tempo a risalire.</p><p> 22 anni</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-05-02 13:27:31 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>È una mattina come le altre e come tale faccio i miei 10 minuti a piedi per raggiungere la fermata del pullman, ho le cuffiette scariche allora scelgo di tenere la musica sul telefono a basso volume. Mentre camminavo tranquilla sento dei passi veloci di qualcuno avvicinarsi a me, mi scosto a bordo del marciapiede pensando inconsciamente che quel qualcuno fosse in ritardo per il pullman. Ma così non è, perché invece che sorpassarmi mi tocca il sedere, mi augura il buongiorno e nel millesimo di secondo in cui io mi giro lui sta già correndo via.</p><p>19 anni</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-20 09:55:33 UTC</pubDate>
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         <description><![CDATA[<p>Mi ricordo che indossavo la maglietta di superman quella sera: quella t-shirt era un ossimoro, rispetto alla sensazione di impotenza che sentivo mentre lui guardava me e mia sorella in modo malizioso. Avevo 12 anni e forse ero piccola per capire se il suo sguardo fosse innocuo o se effettivamente portasse con sé una serie di desideri. </p><p>Un anno dopo, nello stesso periodo estivo, mi trovavo in un parco: io stesa su una coperta, i piedi scalzi sull’erba e la mente occupata alle parole crociate, che stavo completando insieme alla figlia del signore di quella sera lontana. Ad un certo punto mi accorsi che qualcosa di umido stava bagnando i  miei piedi, di scatto mi girai e vidi la sua faccia sorridente e la sua lingua che si muoveva sul palmo dei miei piedi. Cercai lo sguardo di qualcuno, ma ero da sola ad affrontare quella situazione, in fretta mi alzai, usai la scusa di andare in bagno, mi rimisi lo scarpone e mi allontanai. </p><p>19 anni</p>]]></description>
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         <pubDate>2025-10-20 09:56:09 UTC</pubDate>
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