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      <title>Ogni giorno è il giorno della memoria - La resistenza nelle Valli di Lanzo by </title>
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      <description>Mappa dei luoghi della memoria di rilevanza storica</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2022-05-18 10:50:34 UTC</pubDate>
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         <title>Collegio salesiano &quot;San Filippo Neri&quot; </title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'attività del collegio fu fiorente fin dagli inizi, basti pensare che nel 1868 ospitava già 124 convittori e 200 alunni esterni. Il collegio è situato in una posizione strategica, poiché domina sia la pianura di Torino, sia l’imbocco delle Valli di Lanzo. Per questa ragione, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, divenne un obiettivo privilegiato dell’occupazione nazifascista. </div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-18 10:50:34 UTC</pubDate>
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         <title>Ca d&#39;Rolandin - Casa di Rolando Natale</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>Casa di Rolando Natale e della famiglia Poggetto.<br>L'abitazione apparteneva a Natale Rolando (il caporale maggiore Rolandino) insieme alla famiglia. Rolandino la scelse come luogo d’incontro con alcuni suoi compagni fidati per definire l’organizzazione di un primo nucleo di resistenti partigiani e per questo&nbsp;l'abitazione venne perquisita ripetutamente e subì anche incendi della mobilia.<br>In seguito alla loro fuga, la casa è stata abitata dalla cugina Ines Poggetto (ebrea, staffetta partigiana e futura poetessa) e sua madre. Fu punto di riferimento della resistenza Lanzese durante la seconda guerra mondiale. Qui venne arrestato Moise Poggetto che venne poi deportato ad Auschwitz e ucciso il 6 agosto 1944.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-18 10:50:34 UTC</pubDate>
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         <title>Istituto Comprensivo di Lanzo</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'Istituto Comprensivo di via Vittorio Veneto fu luogo di interrogatori e di detenzione di partigiani e civili.</div><div>Nel pomeriggio del 4 marzo 1944 giunsero a Lanzo considerevoli forze nazifasciste che si installarono nelle scuole comunali, instituendo nell'ala di sinistra dell'edificio l'ufficio di comando per dare inizio alle azioni di rastrellamento.&nbsp;</div><div><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-18 10:50:34 UTC</pubDate>
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         <title>Albergo Camussot</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'albergo, inaugurato nell’Ottocento, era un tempo destinato agli alpinisti che decidevano di intraprendere escursioni nella zona, ma nel Novecento diventò un albergo di lusso grazie alla gestione della guida alpina Giacomo Bricco, detto “il Camussot”. Così in seguito divenne un luogo di spicco nelle Valli di Lanzo, dove appunto pernottarono celebrità dell’epoca come Giosué Carducci, l'attrice Eleonora Duse e, nel 1922, la famiglia Levi Montalcini, oltre che la prima regina d’Italia Margherita di Savoia.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-19 07:37:03 UTC</pubDate>
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         <title>Amiantifera di Balangero</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>L'amiantifera di Balangero è una cava di amianto situata sul Monte San Vittore e venne scoperta nel 1904. Fu la più grande cava di amianto in Europa e una tra le prime al mondo.</div><div>L'Amiantifera è stata anche un' immensa fonte di lavoro e di ricchezza per la comunità balangerese e i paesi limitrofi fino agli anni '90.<br>Primo Levi ne “Il sistema periodico” descrive i giorni del novembre 1941 quando, neolaureato al Politecnico, si trovò a lavorare presso l'Amiantifera. Quello che emerge con maggior vigore dal racconto è il profilo della cava, che con i suoi gradoni e la struttura conica si mostra da subito agli occhi dello scrittore come un girone infernale dantesco, metafora della durezza del lavoro a cui gli uomini sono sottoposti in quel luogo.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-19 07:42:32 UTC</pubDate>
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         <title>Ex Caffè d&#39;Ala</title>
         <author>education172</author>
         <link>https://padlet.com/education172/uq131wk3ptfj5kpe/wish/2190924094</link>
         <description><![CDATA[<div>Attualmente "Hotel raggio di sole", quello che un tempo era il "Caffè d' Ala" è stato un albergo gestito dai signori Marzano ad Ala di Stura, tradizionale località di villeggiatura per le famiglie benestanti del torinese. Durante la guerra la famiglia si dimostrò sempre generosa, accogliente e disponibile.<br>Molte furono le persone che usufruirono del Caffè d'Ala per sfuggire alle persecuzioni razziali nazifasciste. Tra queste ricordiamo la famiglia Ottolenghi, quella dei fratelli Lattes, del dottor Valabrega, i Diena, i Loewental, i Treves, gli Ortona. Il dottor Ortona venne catturato a Torino mentre si recava all'Ospedale Mauriziano per conoscere il figlio appena nato, e&nbsp; venne poi deportato in un campo di sterminio.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-19 07:49:43 UTC</pubDate>
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         <title>Lapide di riconoscenza ebraica</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il 25 aprile del 1999 a Ceres venne inaugurata una lapide, installata sulla facciata del municipio a cura della Comunità Ebraica Italiana, che rievocava la funzione ricoperta dalle popolazioni valligiane a protezione dei perseguitati razziali.&nbsp;</div><div>La lastra recita: "Ricorda! (in ebraico) Durante le tragiche vicende degli anni 1943-1945, in queste valli trovarono rifugio e rinnovata speranza centinaia di ebrei braccati dalla ferocia nazi-fascista. I valligiani con silenzioso eroismo diedero loro protezione e assistenza salvandoli da sorte orrenda nei campi di sterminio. La Comunità Ebraica italiana esprime perpetua riconoscenza, testimoniando che il coraggio e l’amore possono vincere anche la più spietata e criminale violenza”.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-19 07:54:50 UTC</pubDate>
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         <title>Piazza Dieci Martiri</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>La&nbsp;piazza centrale di Balangero ospita un monumento composto da 3 parti principali: 10 lastre di granito, su ognuna delle quali è riportato il nome di ognuno dei 10 martiri morti il 1° aprile del 1944; la statua raffigurante una donna disperata per l’assassinio dei 10 uomini; infine, un’altra lastra di marmo, sulla quale sono incisi i nomi degli abitanti di Balangero e dintorni morti durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-19 08:05:44 UTC</pubDate>
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         <title>Villa Enrica</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per la conformazione geografica e per la comodità dei mezzi di trasporto che legavano la valle al capoluogo, la località di Ala di Stura divenne meta di rifugio nei mesi di clandestinità e durante la Resistenza. Dopo l'8 settembre 1943, il luogo che possiamo considerare più rappresentativo è proprio la villa chiamata "Enrica", dove già alloggiava Giulio Bolaffi con il padre Alberto e i figli Stella e Alberto.&nbsp;<br>Nel settembre 1944 intorno a villa Enrica, a Mondrone, si muoveranno i fili della solidarietà e dell'assistenza alle altre famiglie ebraiche nascoste in valle. Di qui avrà inizio l'attività partigiana di Giulio Bolaffi, il comandante «Laghi» e nella medesima Villa Enrica successivamente s'insediò il comando della II Divisione Garibaldi, il cui commissario politico era Antonio Giolitti. Si può dire che dalla rete di attività scaturita da questo luogo, fino alle estreme propaggini della Valle di Viù, abbiano ricevuto protezione circa duecento ebrei.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-19 08:18:29 UTC</pubDate>
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         <title>Ville Turina Amione</title>
         <author>education172</author>
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         <description><![CDATA[<div>La casa di cura Ville Turina Amione fu costruita intorno al 1870. Con il tempo, nella casa di cura aprì anche un reparto di malattie mentali, al tempo l’unico nella regione.&nbsp;<br>Nei primi anni Venti la direzione della Villa fu affidata a Carlo Angela. Il medico, specializzato in neuropsichiatria, era già tenuto sotto controllo dal regime per le sue posizioni antifasciste. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, Carlo Angela e alcuni suoi fidati collaboratori presero parte attiva alla resistenza civile. Nascosero nella clinica e salvarono dai lager ebrei, giovani renitenti alla leva e partigiani. Angela falsificò diagnosi e cartelle cliniche, trasformando ebrei in ariani e sani in malati di mente. I rastrellamenti e le ispezioni nel paese e nella stessa clinica erano frequenti, ma, nonostante questo, la sua attività non venne mai scoperta e nessuno dei rifugiati venne identificato.</div>]]></description>
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         <pubDate>2022-05-19 08:23:04 UTC</pubDate>
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