<?xml version="1.0"?>
<rss version="2.0">
   <channel>
      <title>Il nostro PADLET di religione  by Gian Giov</title>
      <link>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B</link>
      <description>Fatto con un pizzico di anima</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-04-20 08:32:39 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2025-09-25 09:37:17 UTC</lastBuildDate>
      <webMaster>hello@padlet.com</webMaster>
      <image>
         <url></url>
      </image>
      <item>
         <title>PARABOLA DEI 2 FIGLI</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538578993</link>
         <description><![CDATA[<div><mark>ALESSANDRO MAGGI 1B</mark><br><br><br> Luca 12,35-48<br><strong><mark>Che ve ne pare? Un uomo aveva due figli. Si rivolse al primo e disse: “Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna”. Ed egli rispose: “Non ne ho voglia”. Ma poi si pentì e vi andò. Si rivolse al secondo e disse lo stesso. Ed egli rispose: “Sì, signore”. Ma non vi andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del padre?”. Risposero: “Il primo”. E Gesù disse loro: “In verità io vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli.<br>----------------------------------------<br>SPIEGAZIONE<br>QUESTA PARABOLA CI VUOL DIRE CHE ANCHE SE ALL' APPARENZA QUALCUNO DICE DI NO AD UN ALTRO, UN PO' SI PENTE ,( COME IN QUESTO CASO DEL 2 FIGLIO).QUINDI SIGNIFICA CHE DIO VUOL DIRCI CHE TUTTI NOI POSSIAMO ESSERE PERDONATI SE C'è UN VERO PENTIMENTO<br></mark></strong><br></div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.abbaziadipulsano.org/wp-content/uploads/2020/09/Parabola-vigna1-300x184.png" />
         <pubDate>2021-05-19 07:18:21 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538578993</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Parabola del ricco Epulone e del povero Lazzaro</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538579046</link>
         <description><![CDATA[<div>Lavoro di Nome e Cognome CLASSE -<br>Luca 16, 19-31&nbsp;<br><strong>19</strong> C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. <strong>20</strong> Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, <strong>21</strong> bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. <strong>22</strong> Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. <strong>23</strong> Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. <strong>24</strong> Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. <strong>25</strong> Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. <strong>26</strong> Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. <strong>27</strong> E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, <strong>28</strong> perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. <strong>29</strong> Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. <strong>30</strong> E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. <strong>31</strong> Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi». &nbsp;<br>----------------------------------<br>Secondo me questa parabola significa che.... </div>]]></description>
         <pubDate>2021-05-19 07:18:22 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538579046</guid>
      </item>
      <item>
         <title>PARABOLA DE I DUE FIGLI </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538587035</link>
         <description><![CDATA[<div>COMPITO DI ALESSIO LAUDONE <br>1 B <br>VANGELO DI MATTEO 21,28-31 <br>Poi Gesù disse loro: 'Vorrei conoscere il vostro parere. C'era un uomo che aveva due figli. Chiamò il primo e gli disse: Figlio mio, oggi va' a lavorare nella vigna. <sup>29</sup>Ma quello rispose: 'No, non ne ho voglia'; ma poi cambiò idea e ci andò. <sup>30</sup>Chiamò anche il secondo figlio e gli disse la stessa cosa. Quello rispose: 'Sì, padre', ma poi non ci andò. <sup>31</sup>Ora, ditemi il vostro parere: chi dei due ha fatto la volontà del padre?'.<br>Risposero: 'Il primo'.<br>Allora Gesù disse: 'Ebbene, vi assicuro che ladri e prostitute vi passano avanti ed entrano nel regno di Dio. <sup>32</sup>Perché Giovanni il Battezzatore è venuto ad indicarvi la strada giusta, ma voi non gli avete creduto; i ladri e le prostitute, invece, gli hanno creduto. E anche dopo aver visto queste cose, voi non avete cambiato idea: avete continuato a non credergli'.                  --------------------------------------------------------<br>SECONDO ME, QUESTA                    PARABOLA SIGNIFICA DI IMPEGNARSI SEMPRE E NON SPENDERE SOLDI SENZA RAGIONARE E INFINE DI RISPETTARE I TUOI GENITORI.&nbsp;</div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.abbaziadipulsano.org/wp-content/uploads/2020/09/Parabola-vigna2-300x189.png" />
         <pubDate>2021-05-19 07:22:03 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538587035</guid>
      </item>
      <item>
         <title>L&#39;amico nel bisogno</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538594163</link>
         <description><![CDATA[<div><mark>Luca 11,5-8</mark><br><mark>1 B</mark><br><mark>Lusiana Mastrangelo</mark><br><sup>5 </sup>Poi disse loro: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: «Amico, prestami tre pani, <sup>6 </sup>perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli», <sup>7 </sup>e se quello dall'interno gli risponde: «Non m'importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani», <sup>8 </sup>vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.<br>-----------------------------------------------------<br><mark>SPIEGAZIONE<br></mark>Secondo me questa parabola ci vuol dire che, per essere amici non bisogna regalare qualcosa per diventarlo ma, bisogna esserlo  e,portare fiducia.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-05-19 07:25:13 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538594163</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538596836</link>
         <description><![CDATA[<div>Ruben baratto<br>Parabola del ricco e del povero<br>C'era un uomo ricco, che era vestito di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi. » &nbsp; (Luca 16,19-31)	</div>]]></description>
         <enclosure url="" />
         <pubDate>2021-05-19 07:26:26 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538596836</guid>
      </item>
      <item>
         <title></title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538608349</link>
         <description><![CDATA[<div>PRicco epulone e del povero Lazzaro <br>Nome e Cognome <br>Siria Giuliano <br>Classe 1 B <br>Vangelo di <br>Luca 16,19-31<br>&nbsp;<strong><br>«</strong> C'era un uomo ricco, che era vestito di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Seno_di_Abramo">seno di Abramo</a>. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi. <strong>»</strong>&nbsp; &nbsp;(<a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Vangelo_secondo_Luca">Luca</a> <a href="http://www.laparola.net/wiki.php?riferimento=Luca16%2C19-31&amp;formato_rif=vp">16,19-31</a>)<br><br></div><div><br></div><div><br><strong><br>«</strong> C'era un uomo ricco, che era vestito di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel <a href="https://it.m.wikipedia.org/wiki/Seno_di_Abramo">seno di Abramo</a>. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi. <strong>»</strong>&nbsp; &nbsp;<br><br></div><div><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1201594045/e12d71b8f376aee51a69a0fab0b01544/audio.mp3" />
         <pubDate>2021-05-19 07:31:10 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538608349</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Parabola del granello di senapa</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538609819</link>
         <description><![CDATA[<div>Luca 13, 18-19<br>Lavoro di Roberta Russo<br>Classe 1B<br><br><strong><br>[18]</strong>Diceva dunque: «A che cosa è simile il regno di Dio, e a che cosa lo rassomiglierò? <strong>[19]</strong>E' simile a un granellino di senapa, che un uomo ha preso e gettato nell'orto; poi è cresciuto e diventato un arbusto, e gli uccelli del cielo si sono posati tra i suoi rami».&nbsp;<br>________________________________</div><div>La parabola dice che il regno di Dio é simile a un granello di senapa, per poi crescere.<br>Allora la parabola vuole dire che, nonostante una cosa può essere piccola, può crescere è diventare grande.<br>________________________________</div>]]></description>
         <enclosure url="http://azcolorare.com/colorare/pT7/g4B/pT7g4B6T9.jpg" />
         <pubDate>2021-05-19 07:31:49 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538609819</guid>
      </item>
      <item>
         <title>PARABOLA DEL FIGLIOL PRODIGO</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538625139</link>
         <description><![CDATA[<div>ALESSANDRO MAGGI 1B<mark><br>Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. Dopo non molti giorni, il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre.<br>Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l'anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa. Il figlio maggiore si trovava nei campi. Al ritorno, quando fu vicino a casa, udì la musica e le danze; chiamò un servo e gli domandò che cosa fosse tutto ciò. Il servo gli rispose: È tornato tuo fratello e il padre ha fatto ammazzare il vitello grasso, perché lo ha riavuto sano e salvo. Egli si arrabbiò, e non voleva entrare. Il padre allora uscì a pregarlo. Ma lui rispose a suo padre: Ecco, io ti servo da tanti anni e non ho mai trasgredito un tuo comando, e tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici. Ma ora che questo tuo figlio che ha divorato i tuoi averi con le prostitute è tornato, per lui hai ammazzato il vitello grasso. Gli rispose il padre: Figlio, tu sei sempre con me e tutto ciò che è mio è tuo; ma bisognava far festa e rallegrarsi, perché questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato».<br><br>---------------------------------------------------------<br><br>SPIEGAZIONE<br>questa parabola ci vuol dire che il figlio CORRETTO non ha bisogno né di premi né di punizioni, perché essendo già nel giusto non ha bisogno di richiami, invece il figlio scapestrato ha bisogno di essere seguito più da vicino, e se il festeggiarlo gli fa capire qualcosa, ben vengano i festeggiamenti per il suo ritorno.<br>Se il figlio TRASCURATO ha più bisogno di attenzioni, questo non deve fare insorgere invidia negli altri figli perche ogni figlio ha bisogno di essere uguale all' altro.<br></mark><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.arteworld.it/wp-content/uploads/2018/09/Ritorno-del-figliol-prodigo-Rembrandt-analisi.jpg" />
         <pubDate>2021-05-19 07:38:34 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538625139</guid>
      </item>
      <item>
         <title>La casa sulla roccia</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538626534</link>
         <description><![CDATA[<div>vangelo secondo Matteo 7.24-28<br>Lavoro di Mattia Quarato<br>1b&nbsp; &nbsp;<strong><sup>4</sup></strong><strong>Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. </strong><strong><sup>25</sup></strong><strong>Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia. </strong><strong><sup>26</sup></strong><strong>Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, sarà simile a un uomo stolto, che ha costruito la sua casa sulla sabbia. </strong><strong><sup>27</sup></strong><strong>Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde e la sua rovina fu grande». </strong><strong><sup>28</sup></strong><strong>Quando Gesù ebbe terminato questi discorsi, le folle erano stupite del suo insegnamento: </strong><strong><sup>29</sup></strong><strong>egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come i loro scribi.”.<br>--------------------------------------</strong></div><div>La parabola della casa costruita sulla roccia è una parabola di Gesù che appare nel vangelo do Matteo<br>e nel vangelo di Luca. Questa parabola illustra l importanza di costruire una vita in obbedienza agli insegnamenti e sull'esempio di Gesù.<br>La parabola ci fa riflettere sulla saggezza di chi sceglie di regolare la propria vita secondo la volontà di Dio e l'idozia di chi vuole regolarsi secondo la propria. La costruzione della casa è simile a quello che accade a noi quando cerchiamo di costruire una vita. Infatti la casa è il luogo della protezione, della sicurezza, del riposo, degli affetti, della serenità e dell'amore. Tutti desiderano questi beni.<br><br></div><div><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1201592557/c557bb6f901177325d594a70a078b671/image.png" />
         <pubDate>2021-05-19 07:39:10 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538626534</guid>
      </item>
      <item>
         <title>IL TESORO NASCOSTO</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538659574</link>
         <description><![CDATA[<div><mark>MIRIAM MOCCIA 1B<br>MATTEO 13,44-55</mark><br><strong><mark>44</mark></strong><mark> Il regno dei cieli è simile a un tesoro nascosto in un campo; un uomo lo trova e lo nasconde di nuovo, poi va, pieno di gioia, e vende tutti i suoi averi e compra quel campo.<br></mark><strong><mark>45</mark></strong><mark> Il regno dei cieli è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose; </mark><strong><mark>46</mark></strong><mark> trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.<br></mark><strong><mark>47</mark></strong><mark> Il regno dei cieli è simile anche a una rete gettata nel mare, che raccoglie ogni genere di pesci. </mark><strong><mark>48</mark></strong><mark> Quando è piena, i pescatori la tirano a riva e poi, sedutisi, raccolgono i pesci buoni nei canestri e buttano via i cattivi. </mark><strong><mark>49</mark></strong><mark> Così sarà alla fine del mondo. Verranno gli angeli e separeranno i cattivi dai buoni </mark><strong><mark>50</mark></strong><mark> e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti.<br></mark><strong><mark>51</mark></strong><mark> Avete capito tutte queste cose?». Gli risposero: «Sì». </mark><strong><mark>52</mark></strong><mark> Ed egli disse loro: «Per questo ogni scriba divenuto discepolo del regno dei cieli è simile a un padrone di casa che estrae dal suo tesoro cose nuove e cose antiche».</mark><br>---------------------------------------------------<br><mark>SPIEGAZIONE:</mark><br><mark>secondo me la parabola vuole insegnare che il regno dei celi è più importante degli averi terreni&nbsp; infatti&nbsp; quando ci presenteremo ad esso varrà solo quello che abbiamo in nome di Dio e non quello che possedevamo &nbsp; con i beni materiali . Infatti gli angeli separeranno i buoni dai cattivi che andranno all' inferno . Gesù poi paragona i discepoli che scrivono del regno dei cieli come padroni di casa che prendono da essa cose nuove e antiche </mark><br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://4.bp.blogspot.com/-N0xvL6VhLOs/UdA0L5_MmVI/AAAAAAAAAZ0/KJ7827hkksw/s362/il+tesoro+nascosto+1.bmp" />
         <pubDate>2021-05-19 07:53:24 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538659574</guid>
      </item>
      <item>
         <title>PARABOLA DEL FARISEO E DEL PUBBLICANO</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538660875</link>
         <description><![CDATA[<div>ALESSANDRO MAGGI 1B<br><br>“<mark>Poi Gesù raccontò un’altra parabola per alcuni che si ritenevano giusti e disprezzavano gli altri. Disse: “Una volta c’erano due uomini: uno era fariseo e l’altro era esattore delle tasse. Un giorno salirono al tempio per pregare. Il fariseo se ne stava in piedi e pregava così tra sé: “O Dio, ti ringrazio perché io non sono come gli altri uomini: ladri, imbroglioni, adulteri. Io sono diverso anche da quell’esattore delle tasse. Digiuno due volte alla settimana e offro al tempio la decima parte di quello che guadagno”.<br>L’agente delle tasse invece si fermò indietro e non voleva neppure alzare lo sguardo al cielo. Anzi si batteva il petto dicendo: “O Dio, abbi pietà di me: sono un povero peccatore!”.<br>Vi assicuro che l’esattore delle tasse tornò a casa perdonato; l’altro invece no. Perché “chi si esalta sarà abbassato; chi invece si abbassa sarà innalzato”.<br>---------------------------------------------------------<br>SPIEGAZIONE<br>Gesù narrando questa parabola ci parla ancora della preghiera. Egli c’insegna che la preghiera è un’esperienza spirituale d’intensa intimità con Dio che ci è Padre: una preghiera che non guarda al cielo per scordare l’umanità, ma al contrario le schiude l’orizzonte di una salvezza totale e definitiva.<br>La possibilità di chiamare Dio “Padre” non dipende dai nostri meriti, ma è dono dello Spirito Santo continuamente rinnovato dalla sua bontà che ha a cuore la sorte di tutti gli uomini.</mark></div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.cosepiccoledilorenza.it/wp-content/uploads/2018/02/0001_ParabolaPubblicanoFariseo_mosaico_Visecolo_SantApollinareNuovo_Ravenna.jpg" />
         <pubDate>2021-05-19 07:54:01 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538660875</guid>
      </item>
      <item>
         <title>il ricco epulone e del povero lazzaro </title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538666965</link>
         <description><![CDATA[<div>nome e cognome <br>Siria Giuliano <br>classe <br>1 B <br>vangelo di <br>luca 16, 19-31 <br><br><strong><sup>&nbsp;</sup></strong>C'era un uomo ricco, che vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamente. <strong><sup>20 </sup></strong>Un mendicante, di nome Lazzaro, giaceva alla sua porta, coperto di piaghe, <strong><sup>21 </sup></strong>bramoso di sfamarsi di quello che cadeva dalla mensa del ricco. Perfino i cani venivano a leccare le sue piaghe. <strong><sup>22 </sup></strong>Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli nel seno di Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. <strong><sup>23 </sup></strong>Stando nell'inferno tra i tormenti, levò gli occhi e vide di lontano Abramo e Lazzaro accanto a lui. <strong><sup>24 </sup></strong>Allora gridando disse: Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell'acqua la punta del dito e bagnarmi la lingua, perché questa fiamma mi tortura. <strong><sup>25 </sup></strong>Ma Abramo rispose: Figlio, ricordati che hai ricevuto i tuoi beni durante la vita e Lazzaro parimenti i suoi mali; ora invece lui è consolato e tu sei in mezzo ai tormenti. <strong><sup>26 </sup></strong>Per di più, tra noi e voi è stabilito un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi non possono, né di costì si può attraversare fino a noi. <strong><sup>27 </sup></strong>E quegli replicò: Allora, padre, ti prego di mandarlo a casa di mio padre, <strong><sup>28 </sup></strong>perché ho cinque fratelli. Li ammonisca, perché non vengano anch'essi in questo luogo di tormento. <strong><sup>29 </sup></strong>Ma Abramo rispose: Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro. <strong><sup>30 </sup></strong>E lui: No, padre Abramo, ma se qualcuno dai morti andrà da loro, si ravvederanno. <strong><sup>31 </sup></strong>Abramo rispose: Se non ascoltano Mosè e i Profeti, neanche se uno risuscitasse dai morti saranno persuasi».</div><div>-----------------------------------------<br>spiegazione<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1201624079/e11934981b9d160d41b3b3f2d469f994/audio.mp3" />
         <pubDate>2021-05-19 07:56:33 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538666965</guid>
      </item>
      <item>
         <title>Parabola: La Vite e i Tralci</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538683177</link>
         <description><![CDATA[<div>Lavoro di Sara Vinci CLASSE 1B<br>1&nbsp;«Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo.&nbsp;2&nbsp;Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto.&nbsp;3&nbsp;Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato.&nbsp;4&nbsp;Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso se non rimane nella vite, così anche voi se non rimanete in me.&nbsp;5&nbsp;Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla.&nbsp;6&nbsp;Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano.&nbsp;7&nbsp;Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato.&nbsp;8&nbsp;In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli.<br>--------------------------------------------------------------------------------<br>In questa Parabola Gesù ci vuole fare capire di " Rimanere " con lui, non nascondendoci ma rimanere ben attaccati come fanno i tralci con le vite, perché soltanto così ci si può nutrire della parola del Signore, sta a noi decidere se rimanere attaccati alla vite oppure allontanarci.<br>Rimanere con Gesù significa anche ascoltare, mettere in pratica la sua parola, credere, affidarci, ed è per questo che il significato che ha la vite è la vita, così come si definisce Gesù.<br>Senza Dio noi uomini potremo morire, lo stesso come il tralcio, se rimane attaccato alla vite vive, altrimenti si secca e muore.<br>Gesù è la nostra casa sicura, solo così possiamo vivere bene la nostra vita e portare frutti, altrimenti la nostra vite può andare persa come il tralcio che si stacca dalla vite e muore.<br>Quindi dobbiamo farci guidare da Gesù e solo allora porteremo molti frutti agli altri, questa è la nostra missione!</div>]]></description>
         <enclosure url="http://www.confraternita-sgbg.it/vangelo/2018/V-Domenica-di-Pasqua/V-Domenica.jpg" />
         <pubDate>2021-05-19 08:01:42 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538683177</guid>
      </item>
      <item>
         <title>PARABOLA DELLA CASA SULLA SABBIA E ROCCIA</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538684994</link>
         <description><![CDATA[<div>Matteo capitolo 7,24 27 CARMEN Santacroce 1B</div>]]></description>
         <enclosure url="https://www.biblegateway.com/passage/?search=Matteo%207%3A24-27&amp;version=CEI" />
         <pubDate>2021-05-19 08:02:28 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538684994</guid>
      </item>
      <item>
         <title>la parabola del povero Lazzaro e del ricco Epulone</title>
         <author></author>
         <link>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538840316</link>
         <description><![CDATA[<div>ALDO MARCHIGGIANO 1B LUCA 16,19-31<br>i farisei amavano le ricchezze più del loro dio allora Gesù raccontò la parabola del povero Lazzaro e del ricco Epulone . Una volta c' era&nbsp; un ricco&nbsp; che viveva una bella vita , mangiava , beveva e si divertiva ; un mendicante di nome Lazzaro stava la sua porta tutto affamato che mangiava le sue briciole . Un giorno&nbsp; Lazzaro morì e gli angeli di Abramo lo presero con se dopo morì anche il ricco ; fu sepolto e dal basso guardava Abramo implorandogli pietà . Abramo gli rispose che lui in vita ha vissuto di tante ricchezze mentre Lazzaro ha vissuto di misericordia e ha vissuto i suoi mali e ora lui in questo modo viene consolato . Allora Epulone&nbsp; supplicò&nbsp; Abramo di poter risorgere dai morti e avvisare&nbsp; i suoi fratelli&nbsp; del lungo tormento i modo che non lo passino anche loro ; ma Abramo rispose che hanno Mosè e i profeti ; che ascoltino loro , e nessuno può risorgere nei regni dei morti .<br><br></div>]]></description>
         <enclosure url="https://padlet-uploads.storage.googleapis.com/1201597770/8fb6112cdcabc4c418afdfef1610520d/image.png" />
         <pubDate>2021-05-19 09:08:01 UTC</pubDate>
         <guid>https://padlet.com/religione_taranto/parabolemiracoli1B/wish/1538840316</guid>
      </item>
   </channel>
</rss>
