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      <title>L&#39;età dei totalitarismi by HUB Scuola</title>
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      <description>Bianco EVENTI STORICI | Rosa ARTE | Giallo LETTERATURA | Azzurro CULTURA E SOCIETÀ | Verde SCIENZA E TECNICA | Viola STORIA DEL PENSIERO</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2019-06-24 15:32:44 UTC</pubDate>
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         <title>Nasce l’Internazionale comunista</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1919 nacque a <strong>Mosca</strong> la Terza Internazionale, o Internazionale comunista (<strong>Comintern</strong>). L'anno seguente, in occasione del suo secondo congresso, <strong>Lenin</strong> illustrò quali fossero le condizioni per poter far parte dell’organizzazione: la <strong>condanna delle proposte socialdemocratiche e riformiste</strong>, che andavano combattute perché avevano avuto l’effetto fino a quel momento di impedire la rivoluzione nel resto d’Europa; l’elevazione del <strong>Partito</strong> <strong>bolscevico</strong> come unico modello di socialismo reale e come guida per i partiti comunisti di tutti i paesi nell’interesse della causa di una rivoluzione globale. Il primo effetto fu una serie di <strong>spaccature in tutti i principali partiti europei</strong>: in molti rimasero all’interno di partiti denominati socialisti, socialdemocratici o laburisti; chi invece appoggiò le posizioni di Lenin attuò scissioni e fondò, nei vari paesi, un nuovo soggetto politico denominato <strong>Partito comunista</strong>. </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-24 15:36:21 UTC</pubDate>
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         <title>I &quot;legionari&quot; di D&#39;Annunzio occupano Fiume</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/ujhe2lnnqnlw/wish/369096380</link>
         <description><![CDATA[<div>Dopo la Prima guerra mondiale Fiume,  nonostante le proteste degli italiani, era stata dichiarata <strong>città libera</strong>. Nel <strong>settembre 1919  </strong>D’Annunzio si mise alla testa di un piccolo esercito di volontari composto da<strong> soldati ribelli, ex combattenti e nazionalisti </strong>soprannominati “legionari” e marciò su Fiume proclamandone l'<strong>annessione all'Italia</strong>. La Società delle Nazioni condannò l’impresa come violazione dei trattati di pace e la cosiddetta "impresa fiumana" fu disconosciuta dal nuovo governo italiano, presieduto da Francesco Saverio Nitti. Fu Giolitti a ricomporre la frattura diplomatica causata dalla spedizione di Fiume. Con il trattato di Rapallo (1920), l’Italia ottenne l’Istria e Zara, ma rinunciò a gran parte della Dalmazia e a Fiume, che sarebbe rimasta città libera. Il 24 dicembre <strong>1920</strong> le forze armate italiane <strong>costrinsero i legionari fiumani a ritirarsi</strong>. Molti dei legionari confluirono nel partito <strong>fascista</strong>. Fiume sarebbe poi diventata italiana a tutti gli effetti nel <strong>1924</strong>, a seguito di un nuovo <strong>accordo con la Jugoslavia </strong>negoziato da Mussolini.<br><br>Nell'immagine: i "legionari" a Fiume</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 11:08:32 UTC</pubDate>
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         <title>Nascono il Partito popolare italiano e i Fasci di combattimento</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/ujhe2lnnqnlw/wish/369097023</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 1919 vide la nascita in Italia del Partito popolare e dei Fasci italiani di combattimento. Il primo, fondato dal sacerdote siciliano <strong>don Luigi Sturzo</strong> (1871-1959), era un partito <strong>cattolico</strong> che sosteneva una politica sociale, dell’incremento della piccola proprietà contadina, del decentramento amministrativo e della scuola cattolica. I Fasci italiani di combattimento furono invece fondati da <strong>Benito Mussolini</strong> (1883-1945) e diedero voce alle manifestazioni di malcontento sociale e politico. In questa prima fase il movimento fascista espresse<strong> rivendicazioni contraddittorie</strong>: ostile alla monarchia, al clero e ai socialisti, sosteneva la partecipazione dei lavoratori alla gestione delle fabbriche, le otto ore lavorative, il suffragio universale per entrambi i sessi pur ritenendo il proletariato il primo responsabile dello stato di disordine del Paese. Il movimento si distinse da subito per la scelta di utilizzare la <strong>violenza</strong> come arma politica. Alle <strong>elezioni del 1919 </strong>Mussolini non riuscì a conquistare neanche un seggio in Parlamento, mentre il <strong>Partito popolare </strong>guadagnò il 20% dei voti.<br><br>Nell'immagine: il manifesto dei Fasci italiani di combattimento pubblicato su  «II Popolo d'Italia»</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 11:14:45 UTC</pubDate>
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         <title>Hitler fonda il Partito nazionalsocialista</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>La Germania uscì dalla Grande Guerra distrutta e sommersa dal pagamento delle indennità di guerra. Il governo si dimostrò incapace di risolvere i problemi economici e politici favorendo la nascita di movimenti estremisti, che cavalcarono i diffusi sentimenti di rabbia e preoccupazione. È  in questo contesto che nel 1920 Adolf Hitler (1889-1945) fondò il <strong>Partito nazionalsocialista dei lavoratori tedeschi</strong> (NSDAP). Nel programma del partito erano già presenti tutti gli elementi che nei successivi decenni saranno alla base dell’azione del nazismo e che cinque anni dopo lo stesso Hitler riprenderà nella sua opera principale, <em>Mein Kampf </em>("La mia battaglia"): il <strong>razzismo</strong>, la <strong>subordinazione</strong> <strong>del cittadino</strong> alla collettività, la creazione di un “diritto germanico”, il <strong>riarmo</strong>, le <strong>limitazioni</strong> <strong>alla</strong> <strong>libertà</strong> di stampa e artistica, l’organizzazione <strong>centralista</strong> dello Stato.<br><br>Nell'immagine: Adolf Hitler</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 11:17:09 UTC</pubDate>
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         <title>Nasce il Partito comunista d&#39;Italia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Mentre i Fasci di combattimento facevano sempre più proseliti, il Partito socialista si indeboliva a causa delle <strong>spaccature</strong> <strong>interne</strong>. Nel gennaio del 1921, al <strong>Congresso socialista di Livorno</strong>, la maggioranza massimalista scelse la <strong>non adesione all’Internazionale comunista</strong>, che avrebbe obbligato il partito a sottostare ad alcune condizioni imposte da Lenin, tra le quali l’espulsione dei riformisti. In polemica con questa decisione dei massimalisti, l’ala di estrema sinistra decretò la <strong>scissione</strong> e fondò il <strong>Partito comunista d’Italia </strong>collocandosi nell’orbita dell’<strong>Internazionale comunista</strong> sovietica. I principali dirigenti del nuovo partito furono Amadeo <strong>Bordiga</strong>, che ne fu il primo segretario, e Antonio <strong>Gramsci</strong>, giovane intellettuale sardo a capo del gruppo che si riconosceva nel settimanale «Ordine Nuovo». Tra i principali fondatori c'erano inoltre Palmiro <strong>Togliatti</strong>,  Umberto <strong>Terracini</strong> e Angelo <strong>Tasca</strong>.<br><br>Nell'immagine: i delegati davanti al Teatro Goldoni di Livorno il 15 gennaio 1921, giornata inaugurale del XVII Congresso del Partito Socialista Italiano</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 11:20:00 UTC</pubDate>
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         <title>Marcia su Roma</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Sull’onda di un crescente consenso  i dirigenti del Partito fascista organizzarono un <strong>colpo di mano paramilitare</strong>: la marcia su Roma delle<strong> milizie fasciste</strong>, guidata da un quadrumvirato composto da Cesare De Vecchi, Italo Balbo, Emilio De Bono e Michele Bianchi. L’obiettivo era di forzare la mano al governo in modo da <strong>ottenere una maggiore partecipazione fascista all’esecutivo</strong>. Il 28 ottobre 1922 circa <strong>30.000 fascisti </strong>affluirono a Roma da tutta Italia. Luigi Facta (Presidente del Consiglio dei ministri da febbraio a ottobre 1922) cercò di convincere il re a firmare il decreto per lo stato d’assedio, ma <strong>Vittorio Emanuele III </strong>non prese questa misura, che avrebbe comportato lo scontro armato tra l’esercito italiano e la milizia fascista, scegliendo una soluzione politica: <strong>convocò</strong> <strong>Mussolini a Roma</strong>, incaricandolo di creare e guidare un nuovo governo di coalizione con il sostegno di liberali e popolari. Ben presto Mussolini mostrò di voler trasformare radicalmente il ruolo del presidente del Consiglio e la funzione del Parlamento per arrivare a consolidare il proprio potere.<br><br>Nell'immagine: Giacomo Balla, <em>Marcia su Roma</em></div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 11:22:47 UTC</pubDate>
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         <title>Assassinio di Matteotti</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Le elezioni dell'aprile 1924 (in cui la lista elettorale guidata da Mussolini, il cosiddetto “listone”, ottenne il 65% dei consensi) si svolsero in un clima di <strong>violenza</strong> e di intimidazione nei confronti degli oppositori del fascismo. Tali violenze furono <strong>denunciate</strong> in Parlamento dal <strong>deputato socialista Giacomo Matteotti</strong> che pochi giorni dopo, il 10 giugno, fu <strong>rapito e assassinato</strong>. Lo sdegno provocato dall’ennesima violenza fascista fece vacillare il nuovo governo. In segno di <strong>protesta</strong> i partiti di opposizione abbandonarono Montecitorio, il cosiddetto “<strong>ritiro sull’Aventino”</strong> (espressione derivata da un precedente storico avvenuto nell'antica Roma). <strong>Il re non intervenne </strong>per porre fine al governo Mussolini, come invece speravano gli aventiniani. Il 3 gennaio del <strong>1925</strong>, in un discorso parlamentare, <strong>Mussolini si assunse in prima persona la responsabilità</strong> politica e morale del delitto, coprendo gli esecutori materiali, e dichiarò l’intento di <strong>porre fine a ogni opposizione</strong>. Il fascismo si avviava così a costruire un vero e proprio <strong>regime</strong>.<br><br>Nell'immagine: Giacomo Matteotti</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 11:26:10 UTC</pubDate>
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         <title>Leggi fascistissime</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>In Italia fra il <strong>1925</strong> e il <strong>1926</strong> furono emanate una serie di leggi, le cosiddette “leggi fascistissime”, che<strong> distruggevano ogni forma di libertà </strong>politica, di espressione, di associazione. Furono aumentati i poteri del presidente del Consiglio e abolite le autonomie locali, vennero <strong>dichiarati fuori legge i partiti antifascisti</strong> e la stampa contraria al nuovo regime. Venne ristabilita la <strong>pena di morte</strong> per i reati politici. Fu istituita una polizia segreta di Stato (l<strong>’OVRA</strong>, Organizzazione per la Vigilanza e la Repressione dell’Antifascismo) e si creò un <strong>“Tribunale speciale per la difesa dello Stato”</strong>, composto per lo più da uomini della milizia fascista. Nel <strong>1928</strong>, inoltre, il <strong>Gran consiglio del fascismo </strong>divenne a pieno titolo un organo dello Stato, con il compito di redigere la lista elettorale da presentare agli elettori che avrebbero potuto scegliere soltanto se approvarla o respingerla in blocco. Cessava così il sistema delle elezioni democratiche e iniziava quello del <strong>partito unico</strong>, che di fatto tendeva a coincidere con lo Stato in forma totalitaria.<br><br>Nell'immagine: Benito Mussolini</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 11:27:47 UTC</pubDate>
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         <title>Primo piano quinquennale sovietico</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Per far fronte alle perdurante <strong>arretratezza</strong> dell'Unione Sovietica sia nel settore industriale sia in quello agricolo e per rendere il paese competitivo sul piano internazionale, nel 1928 Stalin  introdusse un nuovo modello di sviluppo che avrebbe caratterizzato a lungo l'economia del Paese e che avrebbe rappresentato il contraltare del capitalismo occidentale. Si trattava dei cosiddetti “piani quinquennali”, elaborati appunto su archi cronologici di cinque anni. Si voleva così sviluppare l’industria pesante e <strong>modernizzare</strong>, anche attraverso la sua collettivizzazione, l’agricoltura. Il primo piano quinquennale<strong> (1928-32)</strong> non fu interamente rispettato, ma la produzione raddoppiò concentrando in particolare gli sforzi sull’<strong>industria pesante</strong>, che fece notevoli progressi. Nel giro di una decina d’anni, la produzione aumentò a tal punto che la Russia divenne una delle tre prime potenze industriali mondiali. Tale ritmo di crescita proseguì durante il secondo «piano quinquennale» (1933-37), ma <strong>il prezzo pagato dai lavoratori</strong> fu terribile.<br><br>Nell'immagine: un manifesto di propaganda di Stalin</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 11:29:38 UTC</pubDate>
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         <title>Patti lateranensi</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Dopo lunghe trattative segrete, l’<strong>11 febbraio 1929</strong> furono firmati da Mussolini e dal cardinale Gasparri i Patti lateranensi, con cui si intendevano normalizzare i <strong>rapporti tra lo Stato e la Chiesa</strong>. I Patti lateranensi erano formati da tre atti distinti: un Trattato, una Convenzione finanziaria, un Concordato. Il <strong>Trattato</strong> aveva lo scopo di risolvere l’annosa “questione romana”. La Santa Sede riconosceva lo Stato italiano e di contro si vedeva riconosciuta la sovranità sulla Città del Vaticano. La <strong>Convenzione finanziaria </strong>stabiliva che lo Stato italiano avrebbe risarcito la Santa Sede della perdita dello Stato pontificio (risalente al 1870). Il <strong>Concordato</strong>, infine, obbligava i vescovi a giurare fedeltà allo Stato italiano e riconosceva notevoli privilegi alla Chiesa cattolica. In particolare, si stabiliva che i sacerdoti erano esonerati dagli obblighi di leva, che il matrimonio religioso avesse effetti civili, e soprattutto che <strong>l’insegnamento della religione cattolica</strong> fosse parte integrante dei programmi scolastici. La firma dei Patti lateranensi costituì una preziosa legittimazione per il potere di <strong>Mussolini</strong>, che si garantì <strong>l’appoggio della Chiesa</strong> e degli ambienti cattolici.<br><br>Nell'immagine: la firma dei Patti Lateranensi tra Mussolini e il cardinal Gasparri</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 11:33:42 UTC</pubDate>
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         <title>Crollo della Borsa di New York</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Negli <strong>anni Venti </strong>gli Usa vissero un periodo di grande <strong>prosperità</strong> caratterizzato dal benessere dei ceti medi, dalla nascita dei consumi di massa, dal raddoppio della produzione industriale. Ben presto però esplose la fragilità di questa fase espansiva e, più in generale, dell’intero sistema capitalistico. <strong>Giovedì 24 ottobre 1929</strong>, il "giovedì nero", dopo una giornata di grande incertezza dei mercati e di ribasso di tutti i titoli, la Borsa di New York crollò improvvisamente. Milioni di azioni vennero vendute a prezzi notevolmente bassi e nel giro di qualche giorno il valore dell’intero mercato finanziario americano si dimezzò. Si trattò del più grave crollo borsistico della storia che generò una lunga e profonda crisi economica&nbsp; a livello <strong>internazionale</strong> nota come <strong>“Grande depressione”</strong>.&nbsp;</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 12:21:56 UTC</pubDate>
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         <title>New Deal di Roosevelt</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>La crisi evidenziata dal crollo della Borsa di New York generò un’ondata di fallimenti, miseria e disoccupazione, che raggiunse il culmine nel 1932. Nel 1933 il neo-eletto <strong>presidente democratico  Franklin Delano Roosevelt</strong>, per risollevare la crisi avviò un<strong> vasto programma di riforme</strong> che chiamò <em>New Deal </em>(“Nuovo corso”) per sottolineare il carattere innovativo della sua politica. Gli interventi di Roosevelt si ispiravano alle teorie dell’economista inglese John Maynard <strong>Keynes</strong>, secondo cui lo Stato doveva <strong>intervenire</strong> in caso di stagnazioni o recessioni, per sostenere gli investimenti, i salari e quindi la domanda. Per far ripartire la produzione il governo federale commissionò<strong> opere pubbliche</strong> che permettevano di assumere disoccupati e di indurre le aziende private a riprendere l’attività. Gli effetti degli interventi di Roosevelt iniziarono a farsi sentire subito, ma gli Usa superarono definitivamente i traumi della crisi solo dopo il 1940.<br><br>Nell'immagine: Franklin Delano Roosevelt</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 12:25:40 UTC</pubDate>
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         <title>&quot;Lunga marcia&quot; dei comunisti cinesi</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>1925</strong> <strong>Chiang Kai-shek </strong>assunse la guida del <strong>partito nazionalista</strong> del <strong>Kuomintang</strong> e diede inizio a una lotta di liberazione dai giapponesi, riuscendo nel giro di pochi anni a riunificare la maggior parte del Paese e a sconfiggere i principali “signori della guerra”. A questo punto, iniziò però una nuova contrapposizione, quella tra il Kuomintang e il <strong>Partito comunista</strong> (inizialmente suo alleato) guidato da <strong>Mao Tse-tung</strong>. Il Partito comunista cinese venne messo fuori legge e migliaia di suoi militanti trucidati o incarcerati. I comunisti riuscirono a riorganizzarsi nelle aree rurali e tra l’ottobre 1934 e l’ottobre 1935, per <strong>sfuggire all’accerchiamento delle truppe di  Chiang Kai-shek</strong>, Mao guidò le forze comuniste nella cosiddetta “lunga marcia”, <strong>una fuga di oltre 10000 chilometri </strong>attraverso l’immenso Paese. L’impresa assunse  un forte valore simbolico e consacrò Mao come leader indiscusso della rivoluzione.<br><br>Nell'immagine: i comunisti Zhou Enlai e Mao Tse-tung nel 1935</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 12:27:39 UTC</pubDate>
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         <title>Nasce il Terzo Reich</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>1933</strong> il<strong> Partito nazionalsocialista</strong> divenne il <strong>primo partito tedesco </strong>e il 30 gennaio 1933 il presidente Hindenburg nominò <strong>Hitler cancelliere</strong>, con l’incarico di formare un nuovo governo. Hitler andò dunque al governo in maniera <strong>legale</strong>. In tempi brevissimi riuscì a costruire uno <strong>Stato totalitario</strong>, scatenando una radicale repressione poliziesca contro qualunque forma di opposizione e emanando una serie di leggi che<strong> limitavano la libertà </strong>di stampa e di riunione. Tutti i partiti furono sciolti e il Partito nazista fu dichiarato <strong>l’unico partito politico </strong>della Germania. Alla morte di Hindenburg, nell'agosto del <strong>1934</strong>, Hitler assunse anche la carica di <strong>presidente</strong>, quindi di capo delle forze armate, oltre che di cancelliere. Era la fine della Repubblica di Weimar e l’inizio di quello che i nazisti definirono Terzo Reich, ossia terzo impero, dopo il Sacro Romano Impero (962-1806) e quello dei kaiser Guglielmo I e Guglielmo II (1871-1918).<br><br>Nell'immagine: saluto del Reichstag a Hiitler</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 12:32:08 UTC</pubDate>
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         <title>Prime leggi antisemite in Germania</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>L’ideologia nazista fu fin dal principio profondamente razzista e antisemita. Secondo Hitler esisteva una “razza superiore” (quella ariana, identificata con la popolazione tedesca) e delle <strong>“razze inferiori” </strong>(ebrei, zingari, slavi ecc.). In particolare, Hitler accusava gli ebrei di aver tramato contro la Germania, causandone la sconfitta nella Prima guerra mondiale e le difficoltà economiche degli anni Venti. Dopo una <strong>lunga propaganda antisemita</strong>, nel <strong>settembre</strong> <strong>1935</strong> in Germania furono approvate le cosiddette <strong>Leggi di Norimberga</strong>, che privavano gli <strong>ebrei tedeschi </strong>della cittadinanza e dei diritti a essa collegati, impedivano i matrimoni misti, vietavano di occupare impieghi pubblici e possedere beni immobili. Gli ebrei privati così dei diritti civili e politici, furono costretti a mettere sui propri abiti una <strong>stella di David gialla i</strong>n modo da essere immediatamente identificabili.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 12:34:58 UTC</pubDate>
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         <title>Aggressione dell&#39;Etiopia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell’<strong>ottobre del 1935</strong>, senza alcuna dichiarazione di guerra, l’esercito italiano attaccò l’Etiopia. La guerra fu combattuta fra l’ottobre del 1935 e il maggio del <strong>1936</strong>, mese in cui Mussolini proclamò la fondazione dell’<strong>Impero italiano</strong>. L’Italia aveva attaccato uno Stato indipendente e sovrano, membro a tutti gli effetti della Società delle Nazioni. Francia e Gran Bretagna condannarono l’attacco italiano e la Società delle Nazioni approvò una serie di <strong>sanzioni</strong> contro l’Italia. L’isolamento dell’Italia condusse al deciso <strong>avvicinamento di Mussolini a Hitler </strong>che portò nel 1936 all’Asse Roma-Berlino e nel 1939 al <strong>Patto d’acciaio</strong>, un accordo militare tra i due Paesi.<br><br>Nell'immagine: la vittoria italiana in Etiopia in un numero de «La Domenica del Corriere» del 1936</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 12:36:08 UTC</pubDate>
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         <title>Inizio della guerra civile spagnola</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nei primi anni Trenta in Spagna, guidata da governi ora riformisti e ora conservatori, nacquero gruppi di <strong>estrema destra reazionaria</strong>, come in molti altri Paesi europei. Nel <strong>1936</strong> le elezioni vennero vinte da un <strong>Fronte popolare</strong>. La vittoria suscitò sia le speranze di un più vasto cambiamento sociale da parte delle forze democratiche, sia gli odi e i timori della destra. Nel <strong>luglio</strong> <strong>1936</strong>, il  generale <strong>Francisco Franco </strong>dichiarò decaduto il governo e, con l'appoggio dei monarchici, della borghesia e della Chiesa, sbarcò in Spagna al comando delle truppe coloniali stanziate in Marocco. Iniziò così una <strong>guerra civile tra repubblicani e fascisti</strong>. Questi ultimi poterono contare su cospicui <strong>aiuti</strong> economici e militari da parte di <strong>Germania</strong> e <strong>Italia</strong>; al contrario i repubblicani  non ottennero alcun appoggio concreto dai governi democratici europei, spaventati dal radicalismo di anarchici e comunisti, che facevano parte della compagine di governo. In loro aiuto intervennero, però, i volontari delle <strong>Brigate internazionali</strong>.<br><br>Nell'immagine: milizie anarchiche durante la guerra civile</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 12:41:19 UTC</pubDate>
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         <title>Leggi contro gli ebrei in Italia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel <strong>settembre 1938</strong> il governo italiano approvò le cosiddette "leggi razziali", a cui altre se ne sarebbero aggiunte nei mesi a venire, che avevano un contenuto discriminatorio soprattutto nei confronti degli <strong>ebrei</strong>. Come sostenuto nel <em>Manifesto della razza</em> del 14 luglio 1938, gli ebrei venivano dichiarati non appartenenti alla razza italiana e ciò ne implicava l’<strong>esclusione dalla vita pubblica e sociale</strong>. Gli ebrei furono allontanati <strong>dalle scuole</strong>: da un giorno all’altro 279 tra presidi e insegnanti, più di 1000 studenti medi e 4400 delle scuole elementari persero il diritto al lavoro e allo studio. Gli ebrei furono espulsi <strong>dalle forze armate, dalle industrie</strong>, <strong>dalle attività commerciali</strong>, <strong>dagli enti pubblici e privati</strong>. I <strong>matrimoni misti </strong>vennero proibiti. In Italia le leggi razziali vennero applicate fra il 1938 e il 1945 ed ebbero effetti devastanti sulle antiche comunità ebraiche della Penisola.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 12:55:43 UTC</pubDate>
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         <title>Vittoria dei franchisti in Spagna</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>A partire dal <strong>1° aprile 1939</strong>, giorno in cui fu annunciata la <strong>fine della guerra civile </strong>(1936-1939) e la <strong>sconfitta della Repubblica</strong>, Francisco Franco assunse la guida definitiva della Spagna, instaurando un <strong>governo</strong> <strong>dittatoriale</strong> che represse violentemente ogni opposizione. Il dittatore spagnolo assunse l’appellativo di “Caudillo”, corrispondente spagnolo del teutonico Führer e dell’italico Duce, costruendo introno alla propria figura un’attenta campagna propagandistica di <strong>culto della personalità</strong>. Tuttavia Franco, non si allineò agli altri fascismi nelle leggi antisemite e fece accogliere un gran numero di <strong>ebrei</strong> <strong>in fuga </strong>dall'Europa invasa dai tedeschi.<br><br>Nell'immagine: Francisco Franco</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 13:01:45 UTC</pubDate>
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         <title>Prima edizione del Canzoniere di Saba</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Umberto Saba iniziò a concentrarsi sin dal 1913 sul progetto letterario di un <em>Canzoniere</em> che racchiudesse al suo interno tutta la sua produzione poetica. La prima edizione di questa vasta e organica raccolta poetica apparve nel 1921, e presentò al pubblico il risultato di <strong>venti anni di lavoro</strong>, riunendo le poesie scritte da Saba tra il 1900 e il 1920. Ogni sezione del <em>Canzoniere</em> può essere considerata come un’opera a sé stante. Al centro si evidenzia il <strong>rapporto con la natura e il mondo animale</strong>. Importante è anche il ruolo della città di <strong>Trieste</strong>, dove il poeta nacque. Il tema della famiglia di origine ed il ruolo della <strong>moglie Lina</strong> si combinano profondamente segnando in maniera costante la vena autobiografica della produzione poetica di Saba secondo cui la poesia è occasione per esplorare la <strong>psicologia umana</strong>, il <strong>dolore</strong> e l’<strong>amore</strong> che la contraddistinguono.<br><br>Nell'immagine: Umberto Saba</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 13:03:37 UTC</pubDate>
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         <title>Ulisse di James Joyce</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>Ulisse</em> di James Joyce (1882-1941) è il romanzo che rompe ogni legame con la tradizione e porta alle estreme conseguenze la libertà dello scrittore, aprendo la via al <strong>modernismo</strong>. Attraverso la semplicità della trama (racconta la giornata di un gruppo di abitanti di Dublino), pur mantenendo una struttura narrativa tradizionale (articolata in capitoli collegati agli episodi dell'Odissea e con un'unità di tempo e di luogo) innova completamente la tecnica di scrittura, ancorandosi al <strong>flusso di coscienza</strong> dei tre protagonisti, in cui i pensieri scivolano senza punteggiatura. La libertà di associazione e ricerca è illimitata e lo stile narrativo spazia fra tutti i registri, dal parodistico al dottrinale.<br><br>Nell'immagine: James Joyce</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 13:06:04 UTC</pubDate>
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         <title>La coscienza di Zeno di Svevo</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div><em>La coscienza di Zeno </em>è il romanzo che assegnò la fama a <strong>Italo Svevo</strong> (1861-1928). Protagonista e narratore dell'opera è Zeno Cosini, un uomo qualunque, spinto dal proprio psicanalista a scrivere la propria <strong>autobiografia a fini terapeutici</strong>, come viene spiegato dallo psicanalista stesso nella <em>Prefazione</em>. A partire dal secondo capitolo interviene <strong>l’io narrante</strong>, che racconta la propria storia in prima persona, delle cui parole però il lettore è portato a <strong>dubitare</strong>.<em> </em>L’ironia è lo strumento con cui Zeno guarda alla realtà che lo circonda e a se stesso, mettendo a nudo dolori e contraddizioni. Per Svevo, infatti, l’<strong>ironia</strong> è la forma letteraria dell’ipocrisia, che domina i comportamenti sociali mitigando delusioni e contrasti altrimenti troppo duri da sopportare.<br><br>Nell'immagine: Italo Svevo</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 13:08:57 UTC</pubDate>
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         <title>Ossi di seppia di Montale</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/ujhe2lnnqnlw/wish/369112540</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Ossi di seppia </em>è la prima raccolta di poesie di Eugenio Montale. Il titolo scelto dal poeta è espressione del sentimento di <strong>emarginazione</strong> e <strong>lontananza nel rapporto con la realtà</strong>. Montale rifiuta la tradizione poetica che lo aveva preceduto, di stampo romantico-decadente e ben rappresentata da Gabriele D'Annunzio. Con questa raccolta di versi afferma la rinuncia ad utilizzare la poesia per spiegare realmente la vita e il rapporto dell’uomo con la natura: la realtà stessa appare <strong>incomprensibile</strong> e <strong>inesprimibile</strong>, ed il poeta non può che mettere in evidenza questa percezione negativa. Percorsa da toni pessimistici e improntata ad una profonda <strong>inquietudine</strong> personale, l'opera di Montale costituisce un punto fermo tra i più noti e penetranti della poesia novecentesca italiana.<br><br>Nell'immagine: Eugenio Montale</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 13:11:49 UTC</pubDate>
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         <title>Gli indifferenti di Moravia</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nell’ottobre del <strong>1925</strong>, ad appena diciott’anni, Alberto Moravia (1907–1990) cominciò a scrivere il suo primo romanzo, che pubblicherà a proprie spese nel 1929 con il titolo emblematico <em>Gli indifferenti.</em> <br>Temi centrali del romanzo sono <strong>l’indifferenza </strong>e<strong> l’inerzia</strong>, caratteristici della narrativa italiana ed europea d’inizio Novecento,  proposti però da Moravia in una prosa radicalmente innovativa che raggiunse toni di sobrietà e uniformità del tutto nuovi per la narrativa italiana dell'epoca. Con questo romanzo Moravia realizzò l'armonizzazione fra <strong>lingua scritta e lingua parlata</strong> che portò alla nascita di quello che si definisce il romanzo italiano “normale” ossia una narrativa facilmente intesa da tutti e priva di connotazioni geografiche. <br><br></div><div>Nell'immagine: la copertina dell'edizione del 1933</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 13:13:21 UTC</pubDate>
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         <title>Pirandello riceve il premio Nobel</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1934, dopo otto anni dal conferimento del premio Nobel per la letteratura a <strong>Grazia</strong> <strong>Deledda</strong> (1871-1936), un altro autore italiano riceve l'ambito riconoscimento: è <strong>Luigi Pirandello </strong>(187-1936), autore di novelle e romanzi, divenuto il drammaturgo di maggior fama nel mondo. Professore ordinario di Lingua Italiana al Magistero di Roma, Pirandello si dedica completamente alla letteratura solo dopo il 1912 e, dopo il 1916, alla produzione teatrale. Al centro della concezione pirandelliana ci sono il contrasto tra <strong>apparenza e sostanza</strong> e la drastica <strong>sfiducia nella possibilità di conoscere la realtà</strong>. La mancanza di una verità oggettiva implica l'<strong>impossibilità della comunicazione</strong> e porta all'alienazione dei personaggi, che si riducono al ruolo di <strong>maschere</strong>.</div><div><br></div><div>Nell'immagine: Luigi Pirandello</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 13:16:57 UTC</pubDate>
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         <title>In Egitto Carter trova la tomba intatta di Tutankhamon</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/ujhe2lnnqnlw/wish/369114589</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 4 novembre 1922 <strong>l'archeologo britannico Howard Carter</strong> scoprì la tomba di Tutankhamon, il giovanissimo <strong>sovrano</strong> <strong>della</strong> <strong>XVIII dinastia egizia</strong> morto prematuramente, compiendo una delle più importanti scoperte del secolo: si tratta di una delle poche sepolture dell'antico Egitto pervenutaci quasi inviolata e l'unica di un faraone. Gli scavi, durati quasi un decennio in un clima di grande attenzione dell'opinione pubblica, portarono al ritrovamento di <strong>oltre 5500 pezzi</strong>, oggi conservati in gran parte al Museo Egizio del Cairo. Nella camera funeraria, in un sarcofago in granito contenente a sua volta altri tre sarcofagi, verrà trovato il corpo mummificato di Tutankhamon, con il capo coperto da <strong>una maschera in oro massiccio</strong>, lapislazzuli e paste vitree, riproducente il volto del giovane Re che diventerà il simbolo dell'arte egizia.<br><br>Nell'immagine: Howard Carter esamina il sarcofago di Tutankhamon</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 13:25:08 UTC</pubDate>
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         <title>Conquista del Polo Nord e trasvolata in solitaria sull&#39;Atlantico</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/ujhe2lnnqnlw/wish/369115950</link>
         <description><![CDATA[<div>Negli anni Venti si compiono due grandi imprese nel mondo dell'aeronautica. È il <strong>12 maggio 1926</strong> quando per la prima volta il dirigibile italiano <em>Norge</em>, partito da <strong>Roma</strong>, raggiunge il <strong>Polo Nord</strong>; la radio di bordo informa il mondo dell'avvenimento e poi il viaggio prosegue sul ghiaccio inesplorato, in direzione dell'Alaska. La missione è guidata dal comandante <strong>Umberto Nobile</strong> e l'equipaggio è composto da sei italiani, otto norvegesi (tra cui Roald Amundsen, che aveva raggiunto per primo il Polo Sud nel 1912), uno statunitense e uno svedese. Nel <strong>1927</strong>, invece, viene compiuta la <strong>prima trasvolata dell'Atlantico in solitaria e senza scalo</strong>. L'impresa si deve all’aviatore americano <strong>Charles Augustus Lindbergh</strong> (1902-1974), che il 20 maggio 1927 parte da Roosevelt Field, vicino a <strong>New York</strong>, e giunge a destinazione, nei pressi di <strong>Parigi</strong>, dopo 33 ore, 30 minuti e 29 secondi di volo a bordo del suo monoplano leggero, lo Spirit of Saint Louis.<br><br>Nell'immagine: un cameraman filma un aereo che si prepara a volare verso il Polo Nord</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 13:33:35 UTC</pubDate>
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         <title>Giallo, rosso, blu di Kandinskij</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/ujhe2lnnqnlw/wish/369117105</link>
         <description><![CDATA[<div><em>Giallo, rosso, blu, </em>dipinto nel 1925, è tra le opere più famose del pittore <strong>russo</strong> Kandinskij (1866-1944) che, abbandonando la strada dell'arte figurativa per concentrarsi esclusivamente sulla comunicazione dell'interiorità dell'artista, aprì la strada all'<strong>arte astratta</strong>: un'arte che, libera completamente dalla dipendenza dell'oggetto fisico, inventa contenuti e significati attraverso <strong>linee</strong>, <strong>forme</strong> e <strong>colori</strong> che prescindono dalla rappresentazione della realtà. Affascinato dall'analogia fra <strong>musica e pittura</strong>, Kandinskij maturò questo quadro negli anni dell'insegnamento presso la scuola di arti applicate <strong>Bauhaus</strong> di Weimar. In quest'opera è protagonista solo il colore, la cui armonia corrisponde a quella dei suoni musicali (come teorizzato nel testo fondamentale della sua concezione artistica: <em>Lo spirituale nell’arte</em>, pubblicato nel 1910).</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 13:39:29 UTC</pubDate>
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         <title>Donna con testa di rose di Dalì</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/ujhe2lnnqnlw/wish/369120461</link>
         <description><![CDATA[<div>Ispirato alle <strong>scoperte freudiane</strong> dell'inconscio, ma soprattutto del sogno, il <strong>surrealismo</strong> trova nello spagnolo <strong>Salvador</strong> <strong>Dalì</strong> (1904-1989) uno degli esponenti più intensi. Secondo il surrealismo l'arte ha il compito di esprimere il funzionamento del pensiero “in assenza di qualsiasi controllo esercitato dalla ragione, al di fuori di ogni preoccupazione estetica o morale", per giungere ad una realtà superiore. Così come il <strong>sogno</strong> propone immagini svincolate dalla normale catena logica, così la pittura di Dalì propone trasfigurazioni delle immagini per comunicare un ordine diverso della realtà. In <em>Donna con testa di rose,</em> dipinto nel 1935, compaiono alcuni dei più ricorrenti motivi delle opere di Dalì, in una<strong> straniante metamorfosi </strong>di figure e oggetti in cui emerge la <strong>precarietà</strong> di un mondo che sta attraversando grandi cambiamenti sociali e politici. La testa della figura femminile di destra è sostituita da un mazzo di rose che priva questa donna-manichino ancor più di un'identità e ostenta l'apparire, accentuando la sua trasformazione come <strong>oggetto</strong>.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 13:57:20 UTC</pubDate>
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         <title>Guernica di Picasso</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1937 il pittore spagnolo <strong>Pablo Picasso</strong> (1881-1973), uno del maestri della pittura del secolo, dipinge un quadro di e<strong>normi dimensioni </strong>(largo 783 cm e alto 351 cm) dedicato alla distruzione della<strong> città basca di Guernica, bombardata dall'aviazione tedesca</strong> il 6 aprile dello stesso anno durante la <strong>guerra civile spagnola</strong>. L'opera è una protesta contro la violenza, la distruzione e la guerra in generale. La <strong>violenza</strong> e la <strong>sofferenza</strong> sono espresse, sulla sinistra del quadro, dalla madre che grida al cielo disperata, tenendo tra le braccia il corpo senza vita del figlio; il cavallo agonizzante simboleggia<strong> il popolo spagnolo degenerato </strong>mentre il toro, che appare nella parte sinistra del dipinto, rappresenta forse il Minotauro, una figura mitica, simbolo di <strong>bestialità</strong>. Al centro dell'opera, la lampada a olio in mano a una donna che scende le scale indica la <strong>ragione</strong> che non comprende la distruzione, mentre la colomba a sinistra, simbolo di <strong>pace</strong>, sta per cadere a terra straziata.</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 14:00:42 UTC</pubDate>
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         <title>John Baird presenta il primo apparecchio televisivo</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Nel 1926 a <strong>Londra</strong> fu presentato il primo prototipo di apparecchio televisivo dal <strong>fisico inglese John Logie Baird</strong> (1888-1946). I suoi primi esperimenti risalgono al 1923 ma solo il 2 ottobre 1925 Baird riesce a inviare a distanza <strong>un'immagine televisiva</strong> vera e propria; come soggetto si offre il suo fattorino Willlam Taynton, che diviene, quindi, il primo uomo della storia a comparire in televisione. Baird utilizza un apparecchio, chiamato disco di Nipkow, per la scansione dell'immagine in trasmissione, e riesce a sincronizzarne un altro in ricezione. Il disco di Nipkow, che gira davanti a elementi sensibili di selenio, istante dopo istante crea un valore elettrico che corrisponde alla luminosità di un punto dell'immagine. Il principio è esattamente quello che viene usato ancora oggi ma con un sistema di <strong>scansione</strong> <strong>elettronica</strong>. Il primo prototipo, presentato nel 1926, è davvero lontano dall'oggetto che siamo abituati a vedere nelle nostre case: lo schermo, infatti, misura solo <strong>3 x 5 cm</strong>.<br><br>Nell'immagine: l'apparecchio di John Baird</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 14:10:00 UTC</pubDate>
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         <title>Alexander Fleming scopre l&#39;effetto antibiotico della penicillina</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Durante i primi anni del Novecento la convinzione che ci fossero agenti micotici che potessero aiutare l'uomo a difendersi da altri germi patogeni era diffusa, ma non provata. Il punto di svolta si ha nel 1928, quando il biologo e farmacologo britannico, AIexander Fleming (1881-1955), nel suo laboratorio a <strong>Londra</strong>, verificando lo stato di una coltura di batteri  vi trova una copertura di muffa. Questo evento non ha nulla di straordinario poiché situazioni del genere sono normali; la cosa eccezionale è invece il fatto che questa <strong>muffa</strong> (Penicillium <em>notatum</em>) abbia <strong>annientato tutti i batteri circostanti</strong> (<em>Staphilococcus</em> <em>aureus</em>). La scoperta non suscita all'epoca grande entusiasmo, anche perché la penicillina non cura molte altre malattie, non immunizza e, soprattutto, non elimina definitivamente i batteri. Nel <strong>1941</strong>, però, viene dimostrata l'efficacia del farmaco<strong> contro le infezioni</strong> e in Gran Bretagna e negli USA comincia una massiccia produzione del preparato.<br><br>Nell'immagine: Alexander Fleming</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 14:13:13 UTC</pubDate>
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         <title>Prima fissione dell&#39;uranio in via Panisperna</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/ujhe2lnnqnlw/wish/369124227</link>
         <description><![CDATA[<div>Il 22 ottobre 1934 la prima <strong>fissione nucleare artificiale </strong>di un atomo di <strong>uranio</strong> fu realizzata da un gruppo di fisici italiani guidati da <strong>Enrico</strong> <strong>Fermi</strong> (i cosiddetti <strong>"ragazzi di via Panisperna"</strong>) mentre bombardavano dell'uranio con neutroni. Il gruppo di fisici italiani però non si accorse di ciò che era avvenuto, ma ritenne invece di aver prodotto dei nuovi elementi transuranici. È nei laboratori di via Panisperna 90, a Roma,<strong> </strong>che intorno a Fermi prese vita la <strong>"scuola romana di fisica"</strong> e si affermò anche un nuovo modo di fare ricerca: non più un professore coadiuvato da un assistente subalterno, ma u<strong>n gruppo di ricercatori </strong>aventi pari dignità scientifica e persino la medesima età. Fermi, infatti, era poco più vecchio dei suoi allievi, e aveva instaurato con loro un rapporto <strong>paritario</strong>: non teneva vere e proprie lezioni, ma seminari, che spesso si svolgevano nella sua stanza senza orari né programmi prestabiliti.<br><br>Nell'immagine: da sinistra Oscar D'Agostino, Emilio Segrè, Edoardo Amaldi, Franco Rasetti e Enrico Fermi</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 14:20:21 UTC</pubDate>
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         <title>Tractatus Logico-Philosophicus di Wittgenstein</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
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         <description><![CDATA[<div>Ludwig Wittgenstein (1889–1951), è un filosofo di capitale importanza per la <strong>filosofia del linguaggio</strong> e che ha profondamente influenzato lo sviluppo della filosofia analitica. Unico libro pubblicato in vita, il <em>Tractatus logico-philosophicus</em> si pone l'obiettivo di delimitare le possibilità e le “condizioni” per cui un enunciato può sussistere e specularmente quelle per cui non ha invece senso. Nel <em>Tractatus </em>emergono i punti fondamentali del pensiero wittgensteiniano: il mondo è la totalità dei fatti e non delle cose e il linguaggio è la sua rappresentazione. Stretta conseguenza è la <strong>“corrispondenza formale” tra mondo e linguaggio</strong>, tra piano ontologico e piano linguistico. Nell'ultima parte il libro giunge ad una radicale definizione del campo di azione della filosofia e suggerisce che ogni discussione metafisica cade al di fuori del regno del significato linguistico, e che "su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere". Questo è l’innovativo punto di approdo dei “problemi filosofici”, risolvibili per via logica.<br><br>Nell'immagine: Ludwig </div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 14:45:58 UTC</pubDate>
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         <title>Gramsci è arrestato e inizia i Quaderni del carcere</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/ujhe2lnnqnlw/wish/369129773</link>
         <description><![CDATA[<div>Antonio Gramsci (1891-1937) fu uno dei fondatori del <strong>Partito comunista italiano</strong>, formatosi nella <strong>Torino</strong> del primo dopoguerra. Eletto in Parlamento nel <strong>1924</strong>, nel novembre <strong>1926</strong>, dopo lo <strong>scioglimento di tutti partiti</strong>, venne arrestato. Prima confinato a Ustica, poi processato per reati contro lo Stato, fu condannato a vent’anni di reclusione. Nel carcere di <strong>Turi (Bari) </strong>dove fu rinchiuso, continuò a coltivare lo studio e le attività intellettuali, da cui nacquero numerosi quaderni di riflessioni e di appunti, resi noti dopo la fine del fascismo e della guerra. Nei <em>Quaderni del carcere</em>, Gramsci analizza il sistema culturale dominante dell’Italia postunitaria, che identifica nel <strong>crocianesimo</strong>. Per combatterlo, egli tratteggia il profilo dell’<strong>intellettuale "organico"</strong>, che adotti una una prospettiva <strong>"nazionale-popolare"</strong>, in grado cioè di calarsi  completamente nella realtà sociale di riferimento e di produrre cultura che sia veramente destinata al <strong>popolo</strong> e da esso fruibile. <br><br>Nell'immagine: Antonio Gramsci</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 14:53:06 UTC</pubDate>
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         <title>La storia come pensiero e come azione di Benedetto Croce</title>
         <author>mappe_bacheche</author>
         <link>https://padlet.com/mappe_bacheche/ujhe2lnnqnlw/wish/369130060</link>
         <description><![CDATA[<div><em>La storia come pensiero e come azione</em> è l'opera in cui Croce, all'età di 72 anni, raccoglie alla luce della sua filosofia <strong>idealista</strong> le riflessioni a cui lo hanno portato la propria pratica <strong>storiografica</strong> e gli avvenimenti storico politici (ascesa del <strong>fascismo</strong>). Per Croce la storia è la vera conoscenza del reale, in quanto coglie l'universale concreto in cui si manifesta lo spirito, e la conoscenza storica è quindi tutta la conoscenza. La storia è inoltre <strong>sempre contemporane</strong>a in quanto ogni giudizio storico nasce da un bisogno pratico e riferito al presente e ha una <strong>funzione catartica</strong>, in quanto essendo noi prodotti del passato, conoscendolo storicamente possiamo riscattarci per compiere azioni nuove e dirompenti. Così la conoscenza storica è <strong>stimolatrice di azione </strong>e ad un tempo è <strong>stimolata dall'azione</strong>, in un nesso di pensiero e azione circolare. Per Croce, inoltre, la storia è storia di libertà, intesa come l'eterna formatrice della storia e l'ideale morale dell'umanità.<br><br>Nell'immagine: Benedetto Croce</div>]]></description>
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         <pubDate>2019-06-25 14:55:16 UTC</pubDate>
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