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      <title>Premio Nobel per la letteratura 2016 a Bob Dylan by Lorenzo Giacomantonio</title>
      <link>https://padlet.com/lorenzogiacomantonio29/uf2hgu1hkwoe</link>
      <description>Padlet a cura di Lorenzo Giacomantonio, Matteo Francescucci, Niccolò Diodati e Cecilia Damiani</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2016-10-18 16:57:03 UTC</pubDate>
      <lastBuildDate>2016-10-20 14:54:21 UTC</lastBuildDate>
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         <title>Bob Dylan ha vinto il premio Nobel per la letteratura     http://www.wired.it/play/cultura/2016/10/13/bob-dylan-nobel-letteratura/</title>
         <author>lorenzogiacomantonio29</author>
         <link>https://padlet.com/lorenzogiacomantonio29/uf2hgu1hkwoe/wish/131587528</link>
         <description><![CDATA[<div><br></div><div>Il più ambito riconoscimento per scrittori e autori è andato al cantautore statunitense Bob Dylan.</div><div>Il premio <a href="http://www.nobelprize.org/"><strong>Nobel per la letteratura 2016</strong></a> è stato assegnato al cantautore <strong>Bob Dylan</strong>, “<em>per aver creato una nuova espressione poetica nella grande tradizione musicale americana</em>“. Nel giorno più atteso da autori e scrittori, l’annuncio è stato dato dal segretario permanente dell’Accademia svedese,<a href="https://twitter.com/NobelPrize/status/786493868166483968"><strong>Sara Danius</strong></a>, prima donna a ricoprire questo ruolo.Ogni anno, nelle settimane che precedono l’assegnazione, si scatenano i pronostici ma è davvero difficile afferrare, di volta in volta, le motivazioni che spingono l’Accademia svedese a premiare un autore e a snobbarne un altro.<strong><br></strong><br></div><div><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-10-18 18:09:49 UTC</pubDate>
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         <title>Perché Bob Dylan ha vinto il premio Nobel per la letteratura 2016   http://www.wired.it/play/musica/2016/10/13/bob-dylan-nobel-letteratura-2016/</title>
         <author>lorenzogiacomantonio29</author>
         <link>https://padlet.com/lorenzogiacomantonio29/uf2hgu1hkwoe/wish/131593887</link>
         <description><![CDATA[<div><br>Artista dalla carriera sconfinata, autore dei più raffinati ed espressivi, è stato insignito del Nobel letterario proprio per la sua attenzione ai testi delle canzoni intesi come espressioni poetiche e universali.<br><br>È stato assegnato a<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Bob_Dylan"><strong> Bob Dylan</strong></a>, cantautore e artista americano, il <a href="http://www.wired.it/play/cultura/2016/10/13/bob-dylan-nobel-letteratura/"><strong>Nobel per la letteratura 2016</strong></a>. La decisione è stato motivata dall’Accademia di Svezia con le seguenti parole: “<em>per aver creato nuove espressioni poetiche all’interno della tradizione della canzone americana</em>“.<br>Pur avendo sempre rifiutato le etichette che lo definivano come <strong>portavoce della sua generazione</strong>, Dylan, oggi 75enne, ha rappresentato lo spirito di un’epoca in canzoni come <em>Blowin’ in the Wind</em>, <em>The Times They Are a-Changin</em> e<em> Like a Rolling Stone</em>, intrecciandole alle battaglie degli anni Sessanta e Settanta sui <strong>diritti civili, il pacifismo e l’impegno sociale</strong>. In attività da più di cinquant’anni, la sua discografia ha coperto svariati generi, dal blues al folk, dal gospel al rockabilly, rinnovando spesso la musica rock all’interno della più <strong>profonda tradizione americana</strong>.<br><br>Nel 2012 il presidente <strong>Barack Obama</strong> l’ha definito come “<em>il più grande gigante della storia della musica americana</em>“, ma sono infiniti gli artisti e gli studiosi che hanno sottolineato l’importanza della sua carriera nel <strong>forgiare le dinamiche culturali</strong> della musica rock e non solo.<br>Da anni si fa il suo nome appunto anche fra<strong> i candidati al Nobel</strong>, un fatto preso a volte con scetticismo e altre con grande entusiasmo soprattutto da parte di fan e critici. <a href="https://www.theguardian.com/books/live/2016/oct/13/nobel-prize-in-literature-2016-liveblog?CMP=share_btn_tw"><strong>Sara Danils</strong></a>, segretario permanente dell’Accademia di Svezia, ha dichiarato che quest’assegnazione non deve sorprendere: “<em>Se andiamo indietro di 5mila anni, avevamo Omero e Saffo che scrivevano poesie per essere cantate, è la stessa cosa per Bob Dylan</em>“.<br><br>Nato in una famiglia di origini ebreo-lituane (vero nome Robert Allen Zimmerman), si avvicinò alla musica fin da giovanissimo, adattando lo pseudonimo <em>Bob Dylan</em> attorno ai diciott’anni, proprio in un <strong>tributo letterario al poeta Dylan Thomas</strong>. Grazie alla sua infinita inventiva linguistica e alla sua peculiare attenzione al ritmo delle parole nei suoi testi, le canzoni di Dylan hanno spesso ricevuto attenzione anche in ambiti accademici e poetici, con paragoni che <strong>lo associano a Eliot, Keats e Tennyson</strong>. I testi dei suoi album, sempre immaginifici, evocativi, sperimentali ma anche immediati nella loro concretezza, sono studiati nelle università e numerosi saggi sono stati pubblicati a riguardo. Nel 2005 la sua <em>Mr. Tambourine Man</em>è stata inserita nella prestigiosa antologia <em>The Norton Introduction to Literature.</em><strong><br></strong><br></div><div>Ma Dylan è anche un <strong>autore vero e proprio</strong>: nel 1971 ha pubblicato<em>Tarantula</em>, una prima raccolta di poesie che adottano tecniche sperimentali come il <strong>flusso di coscienza</strong> e si ispirano a modelli come Allen Ginsberg, Jack Kerouac e William S. Burroughs, e più in generale allo stile e alle <strong>atmosfere della poesia beat e della sottocultura americana</strong>. Nel 2004, poi, ha pubblicato<em> Chronicles: Volume One</em>, la prima parte di un <strong>progetto autobiografico</strong> che prevede tre libri in totale. La prima parte, che in circa 300 pagine si sofferma sugli esordi sulla carriera e su episodi e album meno conosciuti della sua produzione, è rimasta<strong> per 19 settimane nella classifica </strong>dei bestseller del <em>New York Times</em>.<br><br>Forte di più di 32 album, senza contare compilation e live, e in un tour che va avanti incessantemente dal 1988 (il <em>Never Ending Tour</em>, appunto), è quasi impossibile racchiudere l’<strong>universo tematico ed espressivo di Dylan</strong> in poche righe, anche perché l’atteggiamento spesso <strong>distaccato e disincantato sulla propria arte</strong>, l’hanno sempre reso molto cauto a sintesi e celebrazioni della sua carriera: “<em>Per me è sempre stata più una confessione che una professione</em>“, ha dichiarato. E sul suo <strong>processo creativo </strong>ha detto: “<em>La creatività è come un treno merci sui binari. È qualcosa che va accarezzato e trattato con molto rispetto… non devi metterci il cervello a pensarci troppo</em>“.&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-10-18 18:24:22 UTC</pubDate>
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         <title>Perché Bob Dylan non doveva vincere il Nobel per la letteratura http://www.wired.it/play/cultura/2016/10/14/perche-bob-dylan-non-doveva-vincere-nobel-la-letteratura/</title>
         <author>lorenzogiacomantonio29</author>
         <link>https://padlet.com/lorenzogiacomantonio29/uf2hgu1hkwoe/wish/131624440</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><br></strong>I meriti artistici del menestrello di Duluth non si discutono, ma i suoi testi sono davvero letteratura?<strong><br></strong><br></div><div>È successo per l’ennesima volta. Stoccolma ci ha presi tutti in contropiede e ha assegnato il Nobel al meno probabile dei candidati. Questa volta non il più misconosciuto, ma qualcuno che si pensava fosse nella rosa dei candidati più che altro per dare un minimo di vivacità, una nota – è proprio il caso di dirlo – rock a un’istituzione da sempre seriosa, grigia, autorevole. <a href="http://www.wired.it/play/cultura/2016/10/13/bob-dylan-nobel-letteratura/"><strong>Bob Dylan</strong></a><strong> </strong>ottiene l’ambito riconoscimento ponendosi accanto a poeti come Eugenio Montale, T. S. Eliot e a autori del calibro di Ernest Hemingway, Albert Camus, Gabriel Garcia Marquez.<br><br></div><div>Conosco poco Bob Dylan, cioè lo <a href="http://www.wired.it/play/musica/2016/10/13/10-canzoni-bob-dylan/"><strong>conosco</strong></a> da consumatore medio di musica e non da fan. Ovviamente ho sentito centinaia di volte <em>Blowin in the Wind</em>, e <em>Knocking on Heaven’s Door</em> (più la versione dei Guns’n Roses che l’originale) e <em>The Times They Are-A-Changin’</em>. Mi è capitato di ascoltare anche gli album meno famosi come <em>Oh Mercy</em> e <em>Time Out of Mind</em>. Devo dire che le sue canzoni mi hanno sempre colpito. Sono belle, profonde, si sente che vengono dall’anima.<br><br></div><div>Quando ho provato a farmi un’idea dei testi, non sono riuscito però a valutare la loro bellezza. Forse perché l’inglese non è la mia lingua madre o forse perché i versi di una canzone non possono essere scissi dalla musica che li accompagna, e sta secondo me qui il motivo per cui Dylan non avrebbe dovuto vincere il Nobel, non perché sia inferiore a poeti come Montale (artisticamente forse non lo è, non so), ma perché la sua è un’altra arte.<br><br></div><div>In letteratura, il silenzio è una componente altrettanto valida delle parole che lo rompono, scritte sulla pagina ed evocate nella mente di chi legge.<br><br></div><div>Non avrebbe senso accompagnare <em>Ossi di seppia</em> di Montale&nbsp; con della musica in sottofondo, o meglio, non aggiungerebbe nulla a quei versi, perché possiedono già una musicalità, una melodia. Ed è una melodia che per essere evocata al meglio dalle parole trasformate in strumenti musicali, necessita silenzio.<br><br></div><div>Anche sul fronte della prosa, non avrebbe senso accompagnare il flusso della lettura con della musica. Prendiamo Louis Ferdinand Céline, autore di<em>Viaggio al termine della notte</em>, stilista della lingua, grande romanziere francese, famoso per aver trasferito il parlato sulla pagina scritta, risvegliando le emozioni nelle parole, riscattandole dalla loro rigidità descrittiva. Lui stesso sosteneva che la sua prosa era sospinta da una “petite musique”, una piccola musica in sottofondo che dava il tono alla vicenda, il ritmo. Lo stesso dicasi per il teatro. Chi, più di <a href="http://www.wired.it/play/cultura/2016/10/13/morto-dario-fo/"><strong>Dario Fo</strong></a>, Nobel 1997, può insegnarci che la lingua recitata ha da sola una grande potenza musicale? La letteratura coincide con la parola, che sia recitata o scritta. Non ha bisogno d’altro.<br><br></div><div>La musica è insita nella parola quando la parola è emozione, arte. Nel caso di Dylan, le sue parole sono musica senza la musica che effettivamente le accompagna? Non credo. Ecco perché se ci fosse un Nobel per la musica o, più genericamente, per l’arte, avrebbe senso che Dylan lo vincesse, ma dato che la sua arte non è strettamente letteratura, non meritava l’assegnazione più autorevole di tale disciplina. Sempre ammesso che il Nobel, a questo punto, lo sia.<br><br></div><div>&nbsp;<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-10-18 19:55:16 UTC</pubDate>
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         <title>Bob Dylan sta snobbando il Nobel ? http://www.wired.it/play/cultura/2016/10/18/bob-dylan-snobbando-premio-nobel/</title>
         <author>lorenzogiacomantonio29</author>
         <link>https://padlet.com/lorenzogiacomantonio29/uf2hgu1hkwoe/wish/131626444</link>
         <description><![CDATA[<div><br>A quasi una settimana dalla vittoria, l’Accademia non ha ancora stabilito un contatto con il cantautore fresco di Nobel.<strong><br></strong><br></div><div><strong>Bob Dylan</strong> ha <a href="http://www.wired.it/play/musica/2016/10/13/bob-dylan-nobel-letteratura-2016/"><strong>vinto</strong></a> il <strong>Premio Nobel per la letteratura</strong> ma sfugge all’Accademia di Svezia che cerca di mettersi in contatto con lui. Secondo quanto <a href="http://sverigesradio.se/sida/artikel.aspx?programid=4916&amp;artikel=6542352"><strong>rivelato</strong></a> infatti alla radio di stato svedese da Sara Danius, segretaria permanente dell’Accademia, l’istituzione svedese è riuscita al massimo a parlare con chi lavora a stretto contatto con il leggendario cantautore, ma mai personalmente con Dylan stesso.<br><br>In questo momento, quindi, a poco meno di una settimana dall’assegnazione del premio, l’accademia per i <strong>Nobel</strong> non sta facendo molto altro per raggiungere l’artista, premiato “<em>per avere creato nuove espressioni poetiche nella grande tradizione della canzone americana”</em>. Dylan però sta facendo dei concerti negli Usa, quindi è sulla scena pubblica.<br> <br> <br><strong>Danius</strong> non sarebbe preoccupata per l’ipotesi che Dylan non si presenti alla tradizionale serata di gala per l’assegnazione dei premi. In ogni caso quella del 10 dicembre <em>“sarà comunque una grande festa”</em>, ha affermato.<br><br></div><div>La flemma svedese aiuta, a quanto pare, ma l’atteggiamento di Dylan rilancia la domanda: giusto aver assegnato il <a href="http://www.wired.it/play/cultura/2016/10/14/perche-bob-dylan-non-doveva-vincere-nobel-la-letteratura/"><strong>Nobel</strong></a> proprio a lui?<br><br></div><div> <br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2016-10-18 20:04:40 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>lorenzogiacomantonio29</author>
         <link>https://padlet.com/lorenzogiacomantonio29/uf2hgu1hkwoe/wish/132077600</link>
         <description><![CDATA[<div><strong>Il Nobel a Dylan? Altro che poetica<br>&nbsp;solo una grande passerella mediatica </strong><a href="http://www.corriere.it/spettacoli/16_ottobre_13/nobel-dylan-altro-che-poetica-solo-grande-passerella-mediatica-482a53bc-9154-11e6-ac33-c191fa0a3477.shtml">http://www.corriere.it/spettacoli/16_ottobre_13/nobel-dylan-altro-che-poetica-solo-grande-passerella-mediatica-482a53bc-9154-11e6-ac33-c191fa0a3477.shtml</a><br>Stamattina le canzoni (straordinarie) di Bob Dylan non sono diventate più poetiche o “letterarie” di ieri; hanno goduto soltanto di una grande passerella mediatica. Davvero i concerti ne hanno più bisogno delle librerie? I giurati del Nobel, così al passo con i tempi, dovrebbero sapere bene che i talent show per aspiranti cantanti, cantautori e musicisti sono molto più in voga dei programmi televisivi che parlano di romanzi e poesie. E se la loro logica è che ci sono canzoni migliori di tanti libri (verissimo, per carità) allora per contrappasso al prossimo festival di Sanremo ci aspettiamo sul palco la lettura integrale della Pastorale americana. Da ultimo, il suggerimento di un lettore. E se il prossimo anno, per fare un colpo davvero ad effetto, questo Nobel lo assegnassero proprio a Giacomo Leopardi? Meglio non illudersi, per i bookmakers ha più chance Quentin Tarantino.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-10-20 14:10:53 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>lorenzogiacomantonio29</author>
         <link>https://padlet.com/lorenzogiacomantonio29/uf2hgu1hkwoe/wish/132086460</link>
         <description><![CDATA[<div><strong><em>Il rock diventa letteratura: la prima volta di un cantautore fa arrabbiare gli scrittori<br></em></strong><a href="http://www.ilgiornale.it/news/politica/rock-diventa-letteratura-volta-cantautore-fa-arrabbiare-1318957.html"><strong><em>http://www.ilgiornale.it/news/politica/rock-diventa-letteratura-volta-cantautore-fa-arrabbiare-1318957.html</em></strong></a></div><div>Per adesso, in pieno stile Bob Dylan, le reazioni sono assai contrastanti. E a rimaner senza parole non sono stati soltanto i bookmakers (che lo davano 16 a 1) ma pure i legittimi intestatari del Nobel alla Letteratura, ossia gli scrittori.<br><br>Probabilmente i grandi delusi, anche loro americani, sono Philip Roth, Don DeLillo o Thomas Pynchon o, come aggiunge l'Osservatore Romano, anche Haruki Murakami. Non per nulla, la scelta dell'Accademia svedese non è stata, diciamo così, indolore. Ed è probabile che siano volate parole grosse, come lascia intuire la stampa svedese che è ovviamente molto informata di retroscena e indiscrezioni.<br>In Italia Alessandro Baricco (molto contestato da Gianni Riotta) dice che «per quanto mi sforzi, non riesco a capire che cosa c'entri con la letteratura. È come se dessero un Grammy a Javier Marias perché c'è una bella musicalità nella sua narrativa. Allora anche gli architetti possono essere considerati poeti». In effetti, è proprio questo l'obiettivo del conferimento di un premio Nobel a un cantautore di indubbio e prestigiosissimo passato: scatenare reazioni, far parlare. In fondo anche il Nobel è spesso una questione di marketing strategico.</div>]]></description>
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         <pubDate>2016-10-20 14:32:52 UTC</pubDate>
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