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      <title>ATLETICA LEGGERA-DOPING- BADMINTON- TENNIS by Alice Mansella</title>
      <link>https://padlet.com/alicemansella/padletalice</link>
      <description>DI ALICE MANSELLA</description>
      <language>en-us</language>
      <pubDate>2021-03-21 10:38:12 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alicemansella</author>
         <link>https://padlet.com/alicemansella/padletalice/wish/1334128078</link>
         <description><![CDATA[<div>L’atletica leggera è un’attività sportiva fondamentale per l’uomo, legata alle origini del movimento umano. Nell’antichità <strong>correre</strong>, <strong>saltare</strong>, <strong>lanciare</strong> voleva dire sopravvivere. Nei secoli le attività motorie umane si sono sempre più ridotte, grazie al progressivo intervento delle macchine e dell’utilizzo dell’energia. Ma la natura motoria dell’uomo moderno non è diversa da quella dei nostri antenati. Anche se le possibilità di movimento sono diminuite, l’uomo non ha dimenticato come muoversi. Ecco che il tempo libero (dalla famiglia, dal lavoro o da altro) viene impiegato per soddisfare le esigenze di movimento insite nell’uomo. La <strong>creatività</strong> dell’uomo inventa nuove forme di movimento con regole ed accorgimenti che hanno l’obiettivo di muovere e di divertire, di soddisfare non solo il corpo ma anche la mente. Le attività motorie umane si sono quindi sempre più perfezionate nei vari sport, nelle forme e negli ambienti più svariati.<br><br></div><div>Anche l’atletica leggera si è evoluta, ma rimane pur sempre una delle attività più <strong>naturali</strong> ed istintive che esistano nel panorama sportivo. Basti pensare alla partenza dei 100 metri: allo sparo bisogna reagire il più rapidamente possibile e poi correre veloce, azioni motorie di grande semplicità, anche se la partenza dai blocchi di un’atleta evoluto richiede molta tecnica. La velocità è forse, tra le capacità umane, quella più innata, ma non per questo semplice da allenare, tutt’altro. Poi le distanze aumentano i 200 metri, i 400 metri, che sono un giro esatto della pista, e che la specialità più impegnativa, laddove la velocità viene spinta molto più a lungo. Poi si passa al mezzofondo (800 m e 15000 m), e con le distanze del cosiddetto mezzofondo prolungato, i 5000 ed i 10000 metri. Tutte distanze dominate nel mondo dagli atleti africani, favoriti da una pratica "perenne" dai primi anni di vita laddove la corsa è un fatto normale della vita  quotidiana; nelle grandi distese naturali non occorre prendere mezzi meccanici per ‘andare ad allenarsi’. L’ultima distanza (42,195 km), nel senso della durata, è la maratona che evoca epopee storiche e che, per il suo fascino di sfida, è forse una delle specialità più praticate al mondo. Accanto alla distanza classica anche le corse su strada, oltre ad altre forme quali la corsa in montagna e la distanza più lunga della corsa la 100 km dell’Ultramaratona. Non dobbiamo dimenticare una forma diversa di ‘deambulazione’, la marcia, che tanti allori ha portato all’Italia, nelle due distanze di 20 e 50 km.<br><br>Benché sia sport individuale, l’atletica tuttavia ha anche due competizioni a squadre: sono le staffette 4x100 e 4x400, nel senso che ognuno dei 4 atleti corre rispettivamente per 100 o 400 metri, passando un bastoncino (testimone) ad un altro compagno di squadra. Tutte le competizioni cosiddette olimpiche sono integrate da altre gare simili, praticabili anche nelle stagioni fredde, in appositi impianti al coperto: le gare indoor.<br><br></div><div>Le corse sono poi rese un po’ più <em>complicate</em> nelle corse ad ostacoli dove occorre avere tecnica, mobilità ed agilità, per superare (o meglio "passare") l’ostacolo: quelli "alti" (110 metri per gli uomini e 100 per le donne) e quelli ‘bassi’, i 400 ad ostacoli. Anche nel mezzofondo c’è una gara di ostacoli: i 3000 metri con siepi, la specialità dell’atletica che più di ogni altra cerca di ricostruire ambienti naturali fatti di tronchi e ruscelli da scavalcare. Poi i <strong>salti</strong>, che possono essere in estensione (lungo e triplo) o in elevazione (alto e asta). Qui l’esecuzione e quindi la preparazione tecnica è ancora più importante, così come nei <strong>lanci</strong> apparentemente simili, come disco e martello che sono rotatori, oppure il peso che può essere rotatorio o traslocatorio, il giavellotto invece richiede una rincorsa rettilinea prima di essere scagliato. Spesso molte specialità sono praticate da un unico atleta che diventa quindi un atleta praticante decathlon (se uomo), o eptathlon (se donna). Benché sia sport individuale, l’atletica tuttavia ha anche due competizioni a squadre: sono le staffette 4x100 e 4x400, nel senso che ognuno dei 4 atleti corre rispettivamente per 100 o 400 metri, passando un bastoncino (testimone) ad un altro compagno di squadra.<br><br></div><div>C’è una grande <strong>scelta</strong> nel praticare l’atletica, che quindi, come sport individuale, mette se stessi in competizione con gli altri. C’è anche la sfida con le misure o con i tempi, quindi una doppia sfida. Ma questo vale soprattutto per gli atleti di elevata qualificazione. Chiunque intenda avvicinarsi alla pratica dell’atletica leggera deve avere confronto unicamente con <strong>sé stesso</strong>: l’obiettivo di praticare atletica leggera è di garantire effetti benefici per la salute, per lo "stare bene". E’ provato scientificamente che una attività continuativa, se non addirittura assidua, previene malattie, fa star bene e motiva fortemente chi la pratica. Naturalmente è bene affidarsi a chi ha competenza nel consigliare il training più opportuno sulla base di diversi elementi: età, genere, stato di allenamento, struttura fisica, presenza o meno di malattie croniche, precedenti esperienze motorio-sportive, ecc. Una opportuna visita medico-sportiva ci fornisce la necessaria idoneità. Molto <strong>prudente</strong> deve anche essere l’approccio competitivo, soprattutto se le motivazioni ad esprimersi sono molto superiori alle capacità fisiche. Un’attenzione particolare va dedicata ai giovani ed ai giovanissimi: le loro strutture fisico-motorie così come le loro capacità mentali sono in continuo sviluppo e maturazione e solo istruttori o insegnanti particolarmente preparati possono dedicare loro le opportune attenzioni.<br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-21 10:43:50 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alicemansella</author>
         <link>https://padlet.com/alicemansella/padletalice/wish/1344571792</link>
         <description><![CDATA[<div>Il doping è l’uso (o abuso) di sostanze o medicinali con lo scopo di aumentare artificialmente il rendimento fisico e le prestazioni dell’atleta. II doping è un fenomeno con cui si individua un’infrazione all’etica sia dello sport che della scienza medica. I regolamenti sportivi vietano il doping, regolamentando strettamente le tipologie e le dosi dei farmaci consentiti, e prescrivono l’obbligo per gli atleti di sottoporsi ai controlli antidoping, che si effettuano mediante l’analisi delle urine e in taluni casi anche del sangue. Gli atleti che risultano positivi alle analisi (negli ultimi anni si preferisce l’espressione non negativi) vengono squalificati per un periodo più o meno lungo; nei casi di recidiva si può arrivare alla squalifica a vita. Il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha istituito un’apposita agenzia, la WADA, che si occupa della lotta al doping.<br><br>Nonostante i controlli, l’uso di sostanze e terapie dopanti è diffuso non solo nello sport professionistico ma anche in quello dilettantistico e perfino amatoriale. Attorno al fenomeno del doping c’è un giro d’affari che in Italia è stimato in circa 500 milioni di Europei.</div><div>I paesi dell’Europa dell’est (ex Repubblica Democratica Tedesca in primis), hanno recitato il ruolo di precursori in questo campo, applicando il doping in maniera sistematica nel periodo che va dagli anni ’60 agli anni ’80 soprattutto sugli atleti che partecipavano alle Olimpiadi. Poco si sapeva degli effetti collaterali dati dalle sostanze somministrate agli atleti, mentre evidenti erano i miglioramenti in termini di struttura fisica e risultati agonistici, specialmente per le atlete donne che venivano “trattate” con ormoni maschili. Ciò ha portato a gravi danni fisici e psicologici per molti atleti e c’è anche chi addirittura come la pesista Heidi Krieger è stata costretta visti gli ormai enormi cambiamenti nel fisico a diventare un uomo.<br><br>Casi particolarmente clamorosi di doping sono stati quello di Ben Johnson, squalificato alle Olimpiadi di Seul nel 1988 dopo aver vinto la corsa dei 100 metri piani e stabilito il nuovo record del mondo (che venne annullato), e quello di Marco Pantani, escluso dal Giro d’Italia del 1999 alla vigilia della penultima tappa mentre era largamente in testa alla classifica (Pantani non risultò positivo a sostanze dopanti, ma il suo ematocrito era superiore al valore massimo consentito).<br><br>Negli ultimi anni in Italia e altri paesi il doping è diventato un reato, sotto la fattispecie della frode sportiva. Questa normativa permette di colpire più efficacemente una pratica che in precedenza era sanzionabile solo sul piano sportivo. È punibile sia l’atleta che fa uso di sostanze dopanti, sia il medico che le prescrive o somministra, sia chi fa commercio dei farmaci vietati.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-23 18:26:41 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alicemansella</author>
         <link>https://padlet.com/alicemansella/padletalice/wish/1344579989</link>
         <description><![CDATA[<div>Il badminton consiste nel colpire un volano con una racchetta facendogli oltrepassare la rete e mandandolo nella metà campo opposta dove dovrà essere ribattuto al volo dall’avversario.<br><br>LA STORIA <br>Il badminton ha radici antichissime risalenti al 3000 a.C. circa. Si presume che questo gioco sia stato portato in Europa da alcuni ufficiali inglesi dalla città di Poona, in India, e abbia preso nome dal castello Badminton House.<br>Il badminton è diventato sport olimpico alle Olimpiadi di Barcellona nel 1992, dopo essere stato sport dimostrativo alle Olimpiadi di Seul nel 1988.<br><br><br>IL REGOLAMENTO <br>Ogni giocatore o coppia, prende posizione su un lato della rete, su un campo rettangolare delimitato da linee. Lo scopo del gioco è di colpire un volano usando una racchetta, facendolo passare sopra la rete in modo che l’avversario non riesca a rispedirlo indietro prima che tocchi terra, e al contempo facendo si che non atterri al di fuori dei limiti del campo.<br>Ogni volta che si ottiene ciò, il giocatore o la coppia ottengono un punto. Il primo giocatore o coppia che ottiene 21 punti (20 pari si prosegue finché non c’è un distacco di 2 punti, a 30 si termina improrogabilmente) vince un set.<br>Un incontro di badminton può essere composto da un qualsiasi numero dispari di set.<br>Il vincitore dell’incontro è il primo a vincere più della metà dei set (ovvero a vincerne 2 su 3, o 3 su 5 e così via).<br>IL GIOCO <br>Il badminton è uno sport che si gioca in singolo o in coppia su di un campo rettangolare diviso da una rete di altezza 1,55m e 1,52m femminile. Il gioco consiste nel colpire un volano con una racchetta facendogli oltrepassare la rete e mandandolo nella metà campo opposta dove dovrà essere ribattuto al volo dall’avversario.<br>Tra i più veloci sport di racchetta, il badminton è uno sport in cui si rendono necessarie prestanza fisica, agilità e prontezza di riflessi. Possono sfidarsi, oltre a due giocatori (singolare), anche due coppie dello stesso sesso (doppio maschile o doppio femminile), o due coppie formate da giocatori di entrambi i sessi (doppio misto).<br><br>Le competizioni agonistiche internazionali vengono praticate solamente al coperto. Di recente, si svolgono tornei estivi di beach-badminton sulle spiagge.<br>Attualmente 165 nazioni di tutti i continenti aderiscono alla Badminton World Federation (BWF).</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-23 18:28:17 UTC</pubDate>
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         <author>alicemansella</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il badminton è diventato sport Olimpico ufficiale nel 1992, ma il regolamento dello sport risale al 1877. Il nome proviene da «Badminton House», la residenza del duca di Beaufort in Inghilterra. Da sempre il badminton si suddivide in cinque discipline: singolo maschile, singolo femminile, doppio maschile, doppio femminile, doppio misto.<br><br>Come contare il punteggio<br>In una partita si gioca al meglio dei tre set, sino a 21 punti per set.<br>L’inizio della partita è determinato lanciando un volano in aria. Decide il giocatore della metà campo verso cui è rivolta la parte di sughero del volano una volta caduto per terra. Si può decidere se fare il servizio o se si vuole una determinata metà campo.<br>Ogni volta che si vince il punto si serve e i vincitori di uno scambio aggiungono un punto al proprio punteggio.<br>A 20 pari, il giocatore che guadagna due punti consecutivi, vince il set/partita.<br>A 29 pari, il giocatore che arriva prima a 30, vince il set/partita.<br>Il giocatore che vince il set serve per primo al set successivo.<br>All’inizio del set (0-0) e quando il punteggio del servente è pari, quest’ultimo serve sempre dal lato destro del proprio campo. Quando è dispari dal lato sinistro.<br>Non vi è errore se durante il servizio il volano tocca la rete. Tuttavia, non si ripete il servizio.<br>Servizio<br>Singolo </div><div>nel singolo<br>Quando un servente vince uno scambio guadagna un punto e serve nuovamente dal lato opposto.<br>Se il ricevente vince uno scambio guadagna un punto e diventa il nuovo servente. Il servizio verrà giocato a destra o sinistra in base al punteggio pari o dispari del giocatore<br>Doppio<br>nel doppio<br>Se la coppia che serve vince lo scambio, guadagna un punto e lo stesso servente serve nuovamente dall’altro lato del campo.<br>Se la coppia che ha il servizio perde il possesso del volano, gli avversari ottengono un punto e ricevono il servizio per il prossimo scambio.<br>Se una coppia ottiene di nuovo il servizio, tocca alla persona che l’ultima voltCampoa non aveva servitoCampo da gioco<br>La rete va tesa in modo tale da raggiungere l’altezza di 1,55 m sui pali.<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-23 18:31:03 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alicemansella</author>
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         <description><![CDATA[<div>Il tennis (il nome può essere tradotto in italiano con un termine arcaico non più in uso quale “schiaffo palla”) è uno sport della racchetta che vede opposti due giocatori o quattro (due contro due, incontro di doppio) in un campo da gioco diviso in due metà da una rete alta 0,914 m al centro e 1,07 m ai lati: è considerato uno sport completo e armonico (sebbene fisicamente in parte asimmetrico) in quanto sono richieste al contempo ottime capacità fisiche (coordinazione, velocità e resistenza sulla distanza) e mentali (tecnica nei colpi, tattica e visione di gioco, riflessi e intuito).Il tennis viene praticato da due giocatori contrapposti (o da due coppie di giocatori tra loro contrapposte) utilizzando una racchetta ciascuno e una pallina su un campo di gioco rettangolare diviso a metà da una rete. Il campo può essere in terra battuta, erba, cemento o materiale sintetico, all'aperto o al coperto.<br><br>Lo scopo del gioco è di mandare la palla nel campo opposto, in zone delimitate da righe in base al tipo d'incontro (singolo o doppio), per far punto facendo toccare una volta a terra la palla nel campo avversario in modo che l'avversario non possa rispondere. Il punto si assegna anche quando l'avversario non riesce a far passare la palla sopra la rete e quando non riesce a prendere la battuta. La palla viene colpita con la racchetta, mai staccata dalla mano, al volo o dopo solamente un rimbalzo. Un colpo è valido anche se la palla, nel rimbalzo a terra, tocca minimamente la riga esterna del campo valido (in) e per la restante la parte non valida del campo (out)<br><br><br></div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-23 18:50:08 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alicemansella</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-23 18:50:27 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alicemansella</author>
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         <description><![CDATA[<div><br>Il rettangolo di gioco ha le dimensioni di 24–25 m x 11 m, compresi i corridoi laterali larghi 1,37 m che sono validi solo nelle partite di doppio. La rete divisoria ha un'altezza di 0,914 m al centro e 1,07 m ai pali di sostegno che devono trovarsi a 0,914 m fuori dal campo. Da ciascun lato della rete le linee a essa parallele sono distanti 6,40 m; subito dopo 5,49 m sono tracciate le linee di battuta. Ai lati e al fondo del campo di gioco vi dev'essere spazio sufficiente per i movimenti del giocatore: rispettivamente di 3,65 m e 6,40 m, per le gare internazionali e nazionali è 3,05 m e 5,50.<br><br>Le cifre decimali che esprimono le misure del campo riflettono il fatto che il regolamento del gioco è stato fissato nei paesi anglosassoni, dove sono in uso le unità di misura imperiali (yarde yd, piedi ft, pollici in) come unità di misura della lunghezza. Tali dimensioni, espresse in piedi (simbolo ft), sono infatti 78 ft x 36 ft, compresi i corridoi laterali, larghi 4' 6". La rete divisoria ha un'altezza di 3 ft al centro e 3' 6" ai pali di sostegno. Da ciascun lato della rete e parallele a essa, a 21 ft di distanza, sono tracciate le linee di battuta.</div>]]></description>
         <pubDate>2021-03-23 18:52:07 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alicemansella</author>
         <link>https://padlet.com/alicemansella/padletalice/wish/1344713186</link>
         <description><![CDATA[<div>La palla è in gomma rivestita da uno strato di feltro solitamente giallo per garantire la massima visibilità, ha un diametro compreso tra 6,54 cm e 6,86 cm[3] con una massa compresa tra 56,0 g e 59,4 g[4]; negli incontri dei tornei professionistici si usano sempre palle nuove che vengono cambiate dopo 7 giochi dall'inizio dell'incontro e poi ogni 9 giochi disputati (il motivo per cui si cambiano le palline per la prima volta dopo 7 giochi consiste nel fatto che esse vengono in parte consumate anche durante i palleggi preliminari all'incontro). La battuta è affidata alternativamente a ciascun giocatore per un intero gioco. L'incontro è diretto da un arbitro (o giudice di sedia) coadiuvato da giudici di linea e un giudice di rete.</div>]]></description>
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         <pubDate>2021-03-23 18:55:04 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alicemansella</author>
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         <description><![CDATA[]]></description>
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         <pubDate>2021-03-23 18:58:13 UTC</pubDate>
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         <title></title>
         <author>alicemansella</author>
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